{"id":85014,"date":"2024-04-24T09:00:53","date_gmt":"2024-04-24T07:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85014"},"modified":"2024-04-17T22:12:50","modified_gmt":"2024-04-17T20:12:50","slug":"che-significa-pieno-impiego","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85014","title":{"rendered":"Che significa pieno impiego*"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Di <strong>Stefano D\u2019Andrea<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\u201c\u2026 gli istituti giuridici e l\u2019impianto di politica economica orientati alla piena occupazione, non servono soltanto a tutelare i disoccupati.<\/p>\n<p align=\"justify\">Noi oggi sappiamo, grazie a trenta-quaranta anni di esperienza storica, ci\u00f2 che i costituenti potevano soltanto intuire o vagheggiare, ossia che gli istituti giuridici e l\u2019impianto di politica economica volti alla piena occupazione corrispondono a un\u2019altra idea di \u201cgiustizia\u201d, rispetto a quella oggi dominante:<\/p>\n<p align=\"justify\">generano pi\u00f9 alti salari per gli occupati, dipendenti privati o pubblici;<\/p>\n<p align=\"justify\">generano o possono generare una certa inflazione che, se controllata, comporta una distribuzione a favore di coloro che sono pi\u00f9 debitori che creditori o solo debitori (la maggioranza dei cittadini) a danno di coloro che sono pi\u00f9 creditori che debitori o solo creditori;<\/p>\n<p align=\"justify\">comportano, in caso di inflazione, la necessit\u00e0 di un certo controllo di alcuni prezzi (almeno le tariffe);<\/p>\n<p align=\"justify\">implicano il (possibile) controllo della bilancia commerciale mediante vincoli alla circolazione dei capitali, se la domanda dei cittadini si dirige troppo verso beni esteri (l\u2019alternativa \u00e8 deflazionare, ossia creare disoccupazione e abbassare i salari, in modo da distruggere la domanda interna e al contempo rendere pi\u00f9 competitivi gli esportatori);<\/p>\n<p align=\"justify\">generano perci\u00f2 una maggiore domanda interna e possibilit\u00e0 di maggiori redditi e profitti per i lavoratori autonomi e le imprese che forniscono beni o servizi (soprattutto) sul mercato interno, mentre aumentano i costi degli esportatori e quindi ne spingono alcuni, i meno efficienti, a orientarsi verso il mercato interno;<\/p>\n<p align=\"justify\">in generale perseguono la crescita della domanda interna, pi\u00f9 della crescita della produzione di beni diretti all\u2019estero e della domanda estera;<\/p>\n<p align=\"justify\">implicano che la moneta sia nazionalizzata per quanto riguarda i movimenti puramente finanziari (vincoli ai movimenti dei capitali), perch\u00e9 richiedono il controllo del governo sul tasso di indebitamento dello Stato;<\/p>\n<p align=\"justify\">reprimono la rendita finanziaria, imponendo un tasso d\u2019interesse reale pari a zero, o negativo se una difficolt\u00e0 o una crisi lo richiedono, operando una redistribuzione a danno della rendita finanziaria e a favore dei redditi da lavoro, autonomo e dipendente, nonch\u00e9 dei profitti per investimenti in attivit\u00e0 reali rischiose (che verranno tassati meno);<\/p>\n<p align=\"justify\">spostano, in parte, la produzione verso beni e servizi pubblici (strade e autostrade sicure e belle; ospedali, tribunali, scuole, universit\u00e0, parchi, ecc.), anche in parziale danno dei beni e dei servizi offerti dai privati;<\/p>\n<p align=\"justify\">e consentono o almeno agevolano la solidariet\u00e0 economica con le zone pi\u00f9 povere del Paese (questione meridionale), per le maggiori possibilit\u00e0 di spesa pubblica a deficit e per la libert\u00e0 nel dare aiuti di Stato;<\/p>\n<p align=\"justify\">quindi promuovono la mobilit\u00e0 sociale e rafforzano la coscienza della nazionalit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per questa \u201cgiustizia tra le Nazioni\u201d l\u2019Italia dovrebbe accettare limitazioni di sovranit\u00e0 ai sensi dell\u2019art. 11, ma anche in base all\u2019art. 35, comma 3, Cost., il quale prevede che la Repubblica: \u00abPromuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro\u00bb (quindi anche il diritto al lavoro, ossia l\u2019obbligo degli Stati di perseguire e mantenere la piena occupazione). Si trova in questa azione di politica estera l\u2019unico \u201ccolonialismo culturale\u201d ammesso e anzi promosso dalla Costituzione. Invece, l\u2019Unione Europea \u00abdefinisce e attua politiche comuni e azioni e opera per assicurare un elevato livello di cooperazione in tutti i settori delle relazioni internazionali al fine di: [\u2026] <i>e) incoraggiare l\u2019integrazione di tutti i paesi nell\u2019economia mondiale<\/i>, anche attraverso la <i>progressiva abolizione delle restrizioni agli scambi<\/i> internazionali\u00bb (art. 21, comma 2, TUE).<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019Unione Europea, con non celato fanatismo, ha il fine di promuovere il mercato aperto mondiale\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">* Tratto da S. D\u2019Andrea, <i>L\u2019italia nell\u2019Unione europea. Tra europeismo retorico e dispotismo \u201cilluminato\u201d<\/i>, Rubbettino, Soveria Mannelli 2022, p. 240 s. Titolo aggiunto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Stefano D\u2019Andrea \u201c\u2026 gli istituti giuridici e l\u2019impianto di politica economica orientati alla piena occupazione, non servono soltanto a tutelare i disoccupati. 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