{"id":85031,"date":"2024-04-19T09:20:36","date_gmt":"2024-04-19T07:20:36","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85031"},"modified":"2024-04-17T09:23:23","modified_gmt":"2024-04-17T07:23:23","slug":"la-promessa-di-teheran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85031","title":{"rendered":"La promessa di Teheran"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38271 ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/8054001_13220246_iran_israele_droni-1024x561.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"561\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/8054001_13220246_iran_israele_droni-1024x561.jpg 1024w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/8054001_13220246_iran_israele_droni-300x164.jpg 300w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/8054001_13220246_iran_israele_droni-768x421.jpg 768w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/8054001_13220246_iran_israele_droni.jpg 1280w\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/8054001_13220246_iran_israele_droni-1024x561.jpg\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p>Atteniamoci ai fatti. La ritorsione iraniana per l\u2019attacco israeliano all\u2019ambasciata di Damasco \u00e8 stata calibrata ed equilibrata. L\u2019Iran non voleva la guerra con Israele (non la guerra aperta, e non ora), diversamente dal governo di Tel Aviv, che nel prosieguo della guerra \u2013 nella sua possibile espansione \u2013 vede l\u2019unica chance di sfuggire al\u00a0<em>redde rationem<\/em>\u00a0interno, e magari persino un\u2019opportunit\u00e0 di espandersi ancora. Pertanto Teheran si \u00e8 mossa con calma, appellandosi al diritto internazionale (art.51 delle Nazioni Unite), ed avendo cura di colpire esclusivamente obiettivi militari: due aeroporti strategici ed un comando nel Golan occupato. Inutile rimarcare la differenza con Israele. Lo scopo \u00e8 evidentemente quello di tracciare \u2013 come si usa dire \u2013 una\u00a0<em>linea rossa<\/em>: non saranno pi\u00f9 tollerati gli attacchi israeliani, e ad ogni azione corrisponder\u00e0 una reazione. L\u2019attacco di rappresaglia, quindi, doveva essere tale da marcare con forza questa\u00a0<em>red line<\/em>, doveva essere inequivocabile, e non doveva offrire il pretesto per innescare un allargamento del conflitto. Gli obiettivi, pertanto, erano eminentemente strategici, non tattici; non misurabili, quindi, in termini quantitativi (quanti e quali danni), se non secondariamente.<\/p>\n<p>Per fare ci\u00f2, l\u2019IRGC ha messo in atto un attacco i cui elementi fondamentali sono stati:<br \/>\n\u2013\u00a0Teheran ha chiaramente avvertito i paesi vicini sul giorno in cui avrebbe avviato l\u2019attacco, ben sapendo che questo avviso sarebbe giunto a Washington, e quindi a Tel Aviv. Non solo, ha scelto una modalit\u00e0 operativa (il massiccio lancio iniziale di droni, che richiedevano un volo di qualche ora prima di giungere a bersaglio) che, a sua volta, ha dato un ulteriore margine di tempo per attivare le difese.<br \/>\n\u2013\u00a0l\u2019attacco \u00e8 stato lanciato a partire dal territorio iraniano, e solo marginalmente vi hanno contribuito le milizie dell\u2019Asse della Resistenza dal Libano, dallo Yemen e dall\u2019Iraq, mettendo quindi in luce che Teheran non aveva alcun timore di assumersi in prima persona l\u2019onere della risposta.<br \/>\n\u2013\u00a0mettendo in atto un attacco che ha impiegato massicciamente centinaia di vettori, ha costretto gli alleati di Israele a correre in suo soccorso; non solo le batterie antimissile americane in Siria, in Iraq ed in Giordania, ma i caccia intercettori USA, britannici e francesi, che si sono alzati in volo per affiancare l\u2019aviazione israeliana. La Giordania, che ha aperto il suo spazio aereo ai velivoli statunitensi ed israeliani, \u00e8 stata costretta a venire allo scoperto, nel suo schieramento pro-Israele.<br \/>\n\u2013\u00a0ha infranto il mito deterrente israeliano su molti piani (gi\u00e0 peraltro fortemente intaccato dall\u2019operazione\u00a0<em>Al Aqsa Flood<\/em>\u00a0della Resistenza palestinese). Sia perch\u00e9 ha mostrato di non averne timore, sia perch\u00e9 ha messo in evidenza come \u2013 a fronte di un attacco abbastanza limitato \u2013 Israele abbia avuto necessit\u00e0 dell\u2019aiuto di altri paesi, sia perch\u00e9 ha messo in difficolt\u00e0 la capacit\u00e0 militare di Tel Aviv nel reagirvi.<\/p>\n<p>A questo, vanno aggiunte alcune considerazioni specificatamente militari.<br \/>\nAnche se l\u2019attacco ha impiegato una grande quantit\u00e0 di mezzi, apparentemente sproporzionata ai risultati ottenuti, la cosa va vista sotto altri punti di vista.<br \/>\nInnanzitutto, gli obiettivi prefissati sono stati colpiti. Ancora non sappiamo con quanta efficacia, per questo sar\u00e0 necessario verificare attraverso la comparazione delle immagini satellitari precedenti e successive all\u2019attacco; ma in ogni caso sono stati colpiti. La base aerea di Nevatim da almeno 7 missili, quella di Ramon da almeno 5. I due pi\u00f9 importanti aeroporti strategici, quindi, sono raggiungibili per le forze missilistiche iraniane. L\u2019impiego massiccio di droni e missili (da crociera e balistici, non sembra siano stati usati quelli ipersonici), infatti, non aveva soltanto un valore per l\u2019effetto psicologico (allarmi in tutto il paese, popolazione nel panico), ma anche almeno due estremamente pratici. Con un costo impiegato di circa 340 milioni di dollari (valore dei vettori lanciati), Israele \u00e8 stata costretta ad impiegare munizionamento dei suoi sistemi d\u2019arma anti-missile per quasi un miliardo e mezzo di dollari, in una sola notte; e l\u2019aspetto economico non \u00e8 nemmeno il principale, poich\u00e9 ci\u00f2 ha comportato un significativo consumo del munizionamento disponibile, che non \u00e8 reintegrabile velocemente. Nella prospettiva di un eventuale espansione del conflitto, basterebbero pochi altri attacchi di saturazione delle difese, come quello di ieri notte, per mettere in seria difficolt\u00e0 il sistema di difesa. L\u2019attacco di massa (circa 500 vettori d\u2019attacco) ha inoltre costretto Israele (ed i suoi partner regionali) ad attivare l\u2019intera rete di difesa anti-missile, rivelandone agli iraniani il dislocamento, i tempi di reazione, il coordinamento, nonch\u00e9 l\u2019efficacia. Tutte informazioni strategiche, che da sole valgono l\u2019impiego dei mezzi utilizzati.<br \/>\nE che, oltretutto, non sono neanche il top di gamma dell\u2019arsenale iraniano.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38272 lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/fotonoticia_20231010151653_1200-1024x604.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"604\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/fotonoticia_20231010151653_1200-1024x604.jpg 1024w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/fotonoticia_20231010151653_1200-300x177.jpg 300w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/fotonoticia_20231010151653_1200-768x453.jpg 768w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/fotonoticia_20231010151653_1200.jpg 1200w\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/fotonoticia_20231010151653_1200-1024x604.jpg\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p>Per quanto Israele disponga di armamenti assai moderni, e di forze armate abbastanza efficaci, un eventuale confronto con l\u2019Iran ne metterebbe in evidenza alcune disparit\u00e0 cruciali, quali la dimensione geografica (22.000 km2 vs 1.650.000 km2) e demografica (7.5 milioni vs 90 milioni), e quindi per Teheran acquisire questo genere di conoscenza, relativamente ad un territorio abbastanza ristretto, in cui le possibilit\u00e0 di mutare i dispiegamenti sono abbastanza limitate, \u00e8 di grande importanza.<br \/>\nLa ritorsione iraniana, peraltro, ha messo in luce anche altri punti di forza e di debolezza del nemico.<br \/>\nSe da un lato, infatti, si \u00e8 avuta la conferma che per gli USA si tratta di un alleato strategico, per il quale sono disposti ad impegnarsi a difesa in prima persona, da un altro si \u00e8 reso chiaro che \u2013 contrariamente ad una certa corrente di pensiero \u2013 non \u00e8 affatto vero che siano gli Stati Uniti a voler dar fuoco alle polveri mediorientali, ma che al contrario non sono affatto disposti ad affrontare uno scontro con l\u2019Iran per far piacere a Netanyahu. Non a caso Biden, che su tutta la vicenda della guerra a Gaza \u00e8 stato assai indulgente con gli oltranzismi israeliani, in questo caso ha posto chiaramente un stop, avvertendo Tel Aviv che se va allo scontro con Teheran se la dovr\u00e0 vedere da sola. Cosa che, ovviamente, Israele non \u00e8 in grado di fare.<br \/>\nNon \u00e8 affatto per caso che la prima reazione israeliana \u00e8 stata bombardare il Libano e la Siria, colpendo cio\u00e8 quelli che considera i\u00a0<em>proxy\u00a0<\/em>iraniani; un po\u2019 come dire a nuora perch\u00e9 suocera intenda\u2026 In ogni modo, l\u2019operazione\u00a0<em>True Promise<\/em>\u00a0(anche qui, si noti il messaggio, che suona come un\u00a0<em>\u201cve l\u2019avevamo detto\u2026\u201d<\/em>) rigetta la palla in campo israeliano, mettendo fortemente in difficolt\u00e0 il suo governo estremista. Che a questo punto deve trovare per un verso un modo di rispondere a sua volta, ma ben sapendo che l\u2019Iran replicher\u00e0, e che ad ogni nuovo giro di giostra la sua situazione si far\u00e0 sempre pi\u00f9 complicata. E per un altro si trova di fronte all\u2019impasse di Gaza, col rischio di lanciarsi in un attacco a Rafah che potrebbe rivelarsi un boomerang sotto numerosissimi aspetti, ma consapevole che nel momento in cui si ferma la guerra il governo collassa.<\/p>\n<p>In termini molto pi\u00f9 generali, diciamo cos\u00ec meta-strategici, l\u2019<em>Autentica Promessa<\/em>\u00a0iraniana ci dice molte altre cose.<br \/>\nInnanzitutto, che la capacit\u00e0 di deterrenza occidentale \u00e8 ormai definitivamente consunta. Il che significa che, d\u2019ora in avanti, deve essere consapevole che le alternative \u2013 ogni qualvolta si trova dinanzi ad una situazione di crisi \u2013 saranno o la mediazione diplomatica o la guerra; non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio per la minaccia efficace, per una moderna\u00a0<em>politica delle cannoniere.<\/em><br \/>\nCi dice che gli avversari dell\u2019occidente (dell\u2019egemonia anglo-americana ed europea) ragionano su tempi lunghi, puntano a logorare le forze occidentali, mentre l\u2019egemone ha tendenzialmente necessit\u00e0 di accelerare i tempi, per evitare che gli avversari si rafforzino troppo, sino a raggiungere un punto in cui non siano pi\u00f9\u00a0<em>rimensionabili<\/em>.<br \/>\nE questo, a sua volta, ci riporta ad una questione ancor pi\u00f9 generale. Lo scontro in atto non \u00e8 una lotta per la supremazia tra potenze, n\u00e9 tantomeno la baggianata propagandistica delle democrazie contro le tirannie, ma uno scontro tra culture diverse, che non solo si organizzano e producono sistemi diversi, ma ragionano in termini diversi. Uno scontro in cui l\u2019occidente si ritiene non soltanto superiore tecnologicamente e\/o economicamente, ma proprio culturalmente; si ritiene portatore di una civilt\u00e0 superiore, da cui deriva una sorta di diritto egemonico sul mondo.<br \/>\nIn questo, il conflitto israelo-iraniano diventa emblematico, opponendo un piccolo paese coloniale, il cui cemento ideologico \u00e8 fornito da un nazionalismo messianico-religioso\u00a0<em>(il popolo eletto da Dio)<\/em>\u00a0ad una civilt\u00e0 millenaria, le cui radici affondano all\u2019alba della civilizzazione umana.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/04\/14\/la-promessa-di-teheran\/\">https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/04\/14\/la-promessa-di-teheran\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) Atteniamoci ai fatti. 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