{"id":85152,"date":"2024-04-25T09:22:46","date_gmt":"2024-04-25T07:22:46","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85152"},"modified":"2024-04-23T09:25:30","modified_gmt":"2024-04-23T07:25:30","slug":"per-una-scuola-classista-il-ddl-valditara-e-le-sue-mistificazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85152","title":{"rendered":"Per una scuola classista. Il ddl Valditara e le sue mistificazioni"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LE PAROLE E LE COSE (Marina Polacco)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-thumbnail\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/valditara.jpg\" alt=\"\" width=\"1450\" height=\"500\" data-attachment-id=\"49170\" data-permalink=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?attachment_id=49170\" data-orig-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/valditara.jpg\" data-orig-size=\"1450,500\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"valditara\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/valditara-300x103.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/valditara-1024x353.jpg\" \/><\/div>\n<div class=\"content-wrap\">\n<div class=\"entry-content\">\n<h4><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<pre>Consigli di classe. Scuola, democrazia e societ\u00e0, \r\nrubrica a cura di Mimmo Cangiano<\/pre>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Premessa<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le riflessioni che qui presento si pongono in ideale continuit\u00e0 con quanto scritto da Daniele Lo Vetere su questa stessa rubrica ai primi di dicembre sulla riforma dei professionali, alla luce di due eventi ulteriori intercorsi: l\u2019approvazione al senato del Disegno di Legge 924 (gennaio 2024) e la pubblicazione del libro-manifesto di Giuseppe Valditara\u00a0<em>La scuola dei talenti\u00a0<\/em>(febbraio 2024). Senza voler aggiungere nulla all\u2019impeccabile cornice interpretativa gi\u00e0 offerta da Lo Vetere e dagli interventi successivi (soprattutto in merito alla collocazione della scuola in un\u2019ottica neoliberale)<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, tenter\u00f2 pi\u00f9 semplicemente di riportare l\u2019attenzione sul processo in corso, che procede a dispetto di tutto. Anche se, bisogna pur dirlo, in questi mesi il grado di consapevolezza in merito alla questione della riforma sta crescendo notevolmente, soprattutto tra docenti e studenti, e si stanno diffondendo multiformi iniziative di protesta, raccolte per lo meno da una certa parte del mondo sindacale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019annuncio della Grande Riforma<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 31 gennaio 2024 una comunicazione ufficiale sul sito del Ministero dell\u2019Istruzione e del Merito d\u00e0 notizia dell\u2019approvazione da parte del Senato del \u00abdisegno di legge governativo che riforma l\u2019istruzione tecnico-professionale con l\u2019introduzione del nuovo modello 4+2\u00bb (voti favorevoli 101, contrari 41 e astenuti 5). Questo \u00e8 il testo della comunicazione:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abIl via libera di oggi segna una tappa fondamentale di una riforma che serve ai nostri giovani e al Paese. Ringrazio il Presidente della Commissione Istruzione, Roberto Marti, la relatrice, Ella Bucalo, il Sottosegretario Paola Frassinetti e tutta la maggioranza parlamentare per aver sostenuto il disegno di legge, apportando integrazioni certamente migliorative. Ringrazio anche le Regioni per l\u2019importante contributo dato\u00bb, dichiara il Ministro dell\u2019Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.<\/p>\n<p>\u00abSi tratta di una riforma molto attesa dalle scuole e dal mondo produttivo e in cui questo governo crede fortemente\u00bb, prosegue il Ministro. \u00abAvremo una filiera della formazione tecnica e professionale di serie A, che potr\u00e0 contare sul potenziamento delle discipline di base e sull\u2019incremento di quelle laboratoriali e professionalizzanti; sul maggior raccordo fra scuola e impresa, ma anche sulla maggiore internazionalizzazione e ricerca. Non si tratta dunque di ridurre di un anno i programmi alle superiori ma di avere programmi rivisti e potenziati su 4 anni, mantenendo inalterato il numero dei docenti e dunque avendo pi\u00f9 insegnanti per classe. Il nostro obiettivo \u00e8 che i giovani abbiano la preparazione adeguata per trovare pi\u00f9 rapidamente un impiego qualificato e che le imprese abbiano le professionalit\u00e0 necessarie per essere competitive\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prima di entrare nel merito, vorrei partire da alcune considerazioni di metodo. Per quanto il comunicato alluda a una riforma\u00a0<em>tout court\u00a0<\/em>dell\u2019istruzione tecnico-professionale (una riforma \u2018fondamentale\u2019 \u2013 si dichiara \u2013 molto attesa dalle scuole e dal mondo produttivo e fortemente voluta dal governo), in realt\u00e0 il disegno di legge si riferisce esclusivamente ai percorsi sperimentali<strong>:\u00a0<\/strong>la filiera formativa tecnologico-professionale istituita dal disegno di legge non riguarda tutte le scuole tecniche e professionali, ma \u2013 come recita il primo comma dell\u2019articolo 1 \u2013 \u00ab\u00e8 costituita dai percorsi sperimentali del secondo ciclo di istruzione\u00bb. \u00a0Solo in una nota all\u2019interno della relazione tecnica si dice esplicitamente che \u00abqueste innovazioni si muoveranno di pari passo \u2013 ma su piani diversi \u2013 ai percorsi formativi che, invece continueranno ad essere quinquennali, senza che la contemporanea presenza degli stessi (che presuppongono, come detto, monte ore e attivit\u00e0 differenti) possa comportare incompatibilit\u00e0 e inefficienze\u00bb. Tali percorsi sperimentali, nonostante le pressioni esercitate spesso sui collegi docenti per promuovere l\u2019adesione, per l\u2019anno scolastico 2024-2025 riguardano 171 istituti tecnici professionali con 193 corsi, su un totale di 1448 istituti professionali, 2029 istituti tecnici del settore tecnologico e 1742 istituti tecnici del settore economico. Con un triplo salto carpiato che elude come nulla fosse l\u2019evidenza empirica, Valditara l\u2019ha definita una \u00abrisposta importante\u00bb che dimostra \u00abla straordinaria capacit\u00e0 progettuale e voglia di innovazione della nostra scuola\u00bb, palesemente ansiosa \u2013 numeri alla mano \u2013 di abbracciare la riforma proposta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Analogamente fuorviante \u00e8 la presentazione mediatica: tanto per fare un esempio, il \u00abSole24ore\u00bb parla di \u00abvia libera del senato alla filiera tecnica 4+2\u00bb (ulteriore mistificazione, perch\u00e9 la prosecuzione biennale \u00e8 tutt\u2019altro che scontata, come vedremo meglio a breve); \u00abQui Finanza\u00bb di \u00abrivoluzione degli istituti tecnici professionali\u00bb che prevede \u00abla riduzione del ciclo di studi da 5 a 4 anni\u00bb. Sulla stessa linea anche le due testate di informazione pi\u00f9 seguite nel mondo scolastico: \u00abOrizzonte Scuola\u00bb parla genericamente di riforma, riprendendo di peso le parole di Valditara; \u00abTecnica della Scuola\u00bb dichiara che con l\u2019anno scolastico 2024-2025 partir\u00e0 la \u00abriforma voluta dal Ministro Valditara\u00bb, che \u00abriduce da cinque a quattro anni il percorso di studi\u00bb negli Istituti Tecnici e Professionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dal momento che il disegno di legge in realt\u00e0 disciplina i percorsi sperimentali in procinto di essere attivati (che, come abbiamo gi\u00e0 detto, rappresentano una esigua minoranza), senza alcuna ricaduta sull\u2019organizzazione generale degli Istituti Tecnici e Professionali, che continueranno a seguire l\u2019ordinamento vigente, diventa palese la non corrispondenza tra parole e cose. Dietro quella che potrebbe sembrare solo una superficialit\u00e0 mediatica un po\u2019 cialtronesca (per quanto ci sia di mezzo anche un comunicato ministeriale ufficiale) si pu\u00f2 leggere per\u00f2 qualcosa di pi\u00f9 pericoloso. In primo luogo, il sottaciuto proposito far passare attraverso la sperimentazione le trasformazioni strutturali, tanto pi\u00f9 che in ambito scolastico gi\u00e0 in altri casi riforme anche significative sono state attuate stabilizzando e portando a sistema elementi introdotti in via sperimentale. Da questo punto di vista l\u2019implicita sovrapposizione tra \u2018sperimentazione\u2019 e riforma sistemica anticipa scelte successive gi\u00e0 messe in conto (si presuppone che la sperimentazione\u00a0<em>ovviamente\u00a0<\/em>diventer\u00e0 norma) e contribuisce a creare un\u00a0<em>habitus<\/em>\u00a0di acquiescenza, come se ci si trovasse fin da ora di fronte a un dato di fatto irremovibile, o comunque gi\u00e0 consolidato e ufficializzato \u2013 non una proposta cui si pu\u00f2 o meno aderire, ma legge dello stato. Oppure, sul versante opposto, spinge a eludere o rimandare il problema, a non prenderne sufficientemente coscienza: se tanto \u00e8 solo una sperimentazione, perch\u00e9 preoccuparsene? Un secondo aspetto, forse ancora pi\u00f9 inquietante, riguarda una costante dell\u2019attuale stile governativo, tanto autoritario nella sostanza, quanto elusivo nella forma, grazie al ricorso sistematico alla mistificazione comunicativa, che ignora o addirittura capovolge i dati di fatto, fino a proporre mediaticamente una realt\u00e0 alternativa, in cui le responsabilit\u00e0 si invertono e le scelte si capovolgono (tanto che un corteo pacifico di studenti in gran parte minorenni diventa un covo di pericolosi elementi infiltrati in cerca di violenza, una sperimentazione diventa riforma e la palese refrattariet\u00e0 del mondo scolastico reale si trasforma in entusiastica adesione). I conflitti sempre pi\u00f9 dirompenti (sociali e politici) vengono cos\u00ec mascherati; le contraddizioni non esistono, sono solo punti di vista da presentare nella maniera giusta per eluderne la dirompenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quello che il testo del disegno dice<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riepiloghiamo in breve cosa prevede il primo dei tre articoli di cui si compone il Disegno di Legge approvato al Senato, quello specificamente dedicato alla riforma:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Istituisce, a decorrere dall\u2019anno scolastico 2024-2025, la \u00abfiliera formativa tecnologico-professionale, costituita dai percorsi sperimentali del secondo ciclo di istruzione, [\u2026] dai percorsi formativi degli Istituti tecnologici superiori (ITS\u00a0<em>Academy<\/em>), [\u2026] dai percorsi di istruzione e formazione professionale [\u2026] e dai percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS)\u00bb. Queste istituzioni (con l\u2019aggiunta eventuale di altri enti, quali le Regioni, le Universit\u00e0, le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e \u00abaltri soggetti pubblici e privati\u00bb) possono realizzare accordi di rete \u00abdenominate\u00a0<em>campus<\/em>\u00bb, per agevolare eventuali passaggi orizzontali tra i diversi percorsi e potenziare l\u2019offerta formativa complessiva.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Prevede l\u2019attivazione di percorsi quadriennali, garantendo per\u00f2 agli studenti \u00abil conseguimento delle competenze di cui al profilo educativo, culturale e professionale dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado, nonch\u00e9 delle conoscenze e delle abilit\u00e0 previste dall\u2019indirizzo di studio di riferimento\u00bb, grazie al ricorso alla \u00abflessibilit\u00e0 didattica e organizzativa, alla didattica laboratoriale, all\u2019adozione di metodologie innovative e al rafforzamento dell\u2019utilizzo in rete di tutte le risorse professionali, logistiche e strumentali disponibili\u00bb, anche con una rimodulazione dell\u2019orario (in particolare, attraverso la possibilit\u00e0 di utilizzare il monte ore dell\u2019ultimo anno \u2013 1056 ore \u2013 nei quattro anni precedenti), per cui i nuovi percorsi \u00abnon incidono sulla dotazione organica dei docenti\u00bb. Gli studenti dei percorsi quadriennali potranno direttamente accedere agli ITS Academy o essere ammessi a sostenere l\u2019esame di maturit\u00e0, previa valutazione e validazione da parte di INVALSI.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Per rafforzare il legame con il tessuto produttivo territoriale il disegno di legge prevede \u00abla stipula di contratti di prestazione d\u2019opera con soggetti provenienti dal mondo del lavoro e delle professioni\u00bb, la \u00abpromozione di accordi di partenariato\u00bb per gestire le ore di PCTO e eventuali contratti di apprendistato, la certificazione delle competenze trasversali e tecniche, \u00abal fine di orientare gli studenti nei percorsi sperimentali e di favorire il loro inserimenti in contesti lavorativi\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Infine, si sottolinea il proposito di potenziare \u00abl\u2019apprendimento integrato dei contenuti delle attivit\u00e0 formative programmate in lingua straniera veicolare (CLIL)\u00bb, purch\u00e9 \u00absenza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica\u00bb, nonch\u00e9 \u00abla valorizzazione delle opere dell\u2019ingegno e dei prodotti oggetto di diritto d\u2019autore e propriet\u00e0 industriale\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u2026 e quello che promette<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come enunciato all\u2019inizio del primo comma del primo articolo, l\u2019istituzione della nuova filiera ha il duplice scopo di rispondere \u00aballe esigenze educative, culturali e professionali delle nuove generazioni e alle esigenze del settore produttivo nazionale\u00bb. Insomma, da una parte la necessit\u00e0 di venire incontro alle nuove generazioni, che chiedono una scuola pi\u00f9 adatta ai loro talenti e ai loro bisogni, dall\u2019altra quella di rendere la formazione professionale pi\u00f9 in linea con le richieste provenienti dal territorio, in maniera da facilitare l\u2019ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, e di arricchire le imprese con l\u2019innesto di nuove professionalit\u00e0 qualificati e qualificanti, riducendo il\u00a0<em>mismatch<\/em>\u00a0tra domanda e offerta di competenze professionali: \u00abIl nostro obiettivo \u00e8 che i giovani abbiano la preparazione adeguata per trovare pi\u00f9 rapidamente un impiego qualificato e che le imprese abbiano le professionalit\u00e0 necessarie per essere competitive\u00bb. La posizione ministeriale \u00e8 subito ribadita mediaticamente. Il \u00abSole 24ore\u00bb gi\u00e0 nel presentare l\u2019apertura delle iscrizioni per l\u2019anno scolastico 2024-2025 (articolo del 18 gennaio 2024) ricorda l\u2019avvio della \u00ab<em>nuova e innovativa<\/em>\u00bb filiera, che permette di conseguire con un anno di anticipo il diploma (come gi\u00e0 accade in altri paesi europei)\u00a0<em>senza che questo implichi\u00a0<\/em>alcun impoverimento del percorso, e cita a sostegno le parole di Valditara: \u00abCi saranno programmi nuovi, non una compressione di quelli pensati per il quinquennio. \u00a0L\u2019organico dei docenti dei 5 anni sar\u00e0 impegnato sull\u2019offerta formativa dei 4 anni senza nessuna riduzione, come abbiamo sempre assicurato, a garanzia della qualit\u00e0 della formazione. Ci sar\u00e0 pi\u00f9 spazio per l\u2019alternanza scuola-lavoro, per essere rapidamente inseriti in settori altamente qualificati, e una forte internazionalizzazione. Si favorir\u00e0 per la prima volta anche la ricerca. Il mondo cambia \u2013 ha chiosato il titolare del Mim \u2013 e le istituzioni hanno il dovere di offrire ai giovani gli strumenti per esserne i protagonisti\u00bb. A ruota Gianni Brugnoli, vicepresidente di Confindustria per il Capitale umano, conferma: \u00abGrazie a scuole, imprese e territori finalmente si guarda alle esigenze dei ragazzi e del tessuto produttivo\u00bb. Sulla stessa linea \u00abOrizzonte Scuola\u00bb, secondo la quale la riforma \u00abpunta a rafforzare le competenze di base di italiano, matematica e inglese, dando maggiore peso alle materie tecniche e laboratoriali\u00bb, e \u00abper colmare lacune di competenze tecniche\u00bb introduce la collaborazione con docenti esterni provenienti dal mondo delle imprese; e \u00abTecnica della Scuola\u00bb, che sottolinea in aggiunta l\u2019allineamento dei curricula degli istituti tecnici e professionali \u00abverso l<strong>\u2019innovazione del piano nazionale dell\u2019Industria<\/strong>\u00a0e della profonda\u00a0<strong>innovazione digitale<\/strong>\u00a0in atto in tutti i settori del mercato del lavoro\u00bb e ribadisce il valore innovativo della \u00ab<strong>possibilit\u00e0 di utilizzare dei docenti esterni<\/strong>\u00a0al fine di dare una preparazione quanto pi\u00f9 tecnica possibile e rispondente alle esigenze specifiche del mondo industriale\u00bb. I giovani si sentono respinti da una scuola che continua a imporre una formazione astratta e uguale per tutti, per di pi\u00f9 poco spendibile in campo professionale; frustati e demotivati, bollati come incapaci senza rimedio, rispondono con la violenza o semplicemente con l\u2019abbandono, mentre avrebbero solo bisogno di una scuola rinnovata, che sappia rispondere ai loro interessi e sappia valorizzarne i talenti, in primo luogo assicurando loro un futuro professionale, garantendone un inserimento lavorativo rapido e qualificato.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dietro la cortina, una duplice mistificazione<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eppure la presentazione trionfalistica del progetto di riforma, e dei meravigliosi effetti che ne conseguiranno, sfida ripetutamente il buon senso, prima ancora che la confutazione di principio: si contrabbanda come \u2018internazionalizzazione\u2019 il riferimento alla metodologia Clil (gi\u00e0 presente \u2013 e spesso messa in discussione per l\u2019inevitabile impoverimento disciplinare che comporta \u2013 oltretutto da potenziare senza oneri aggiuntivi); si parla di valorizzazione della ricerca e delle opere di ingegno in virt\u00f9 di un accenno quanto mai fumoso e inconsistente. Ma, soprattutto, si afferma con assoluta convinzione che quattro anni sono meglio di cinque, che si possono fare le stesse cose (anzi, farle meglio, semplicemente adottando le\u00a0<em>corrette\u00a0<\/em>metodologie) in minor tempo, che si possono potenziare allo stesso tempo\u00a0<em>sia\u00a0<\/em>le materie di base\u00a0<em>sia\u00a0<\/em>quelle professionalizzanti. Se per queste ultime si lascia libero campo all\u2019ingresso di figure \u2018competenti\u2019, estranee a qualsiasi formazione pedagogica \u2013 nessuno in questo caso si preoccupa di \u2018insegnare a insegnare\u2019 \u2013 e al di fuori di qualsiasi controllo istituzionale, per il resto basta intendersi su quali siano le\u00a0<em>materie di base<\/em>: i ragazzi della nuova filiera non sono portati per le discipline astratte e si sentono inadeguati se costretti a confrontarsi con questo tipo di studi, quindi via storia, geografia, fisica, algebra, letteratura, filosofia, arte, chimica (delle quali rimane solo quel minimo necessario da infilare nelle UDA per realizzare altro \u2013 competenze di cittadinanza, di educazione civica e via dicendo), basta saper leggere, scrivere, far di conto e masticare un po\u2019 di inglese, questo \u00e8 quello che serve alla\u00a0<em>working class<\/em>, da sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anzi no, peggio di sempre. Non si tratta di un\u2019infarinatura di alfabetizzazione di base, bens\u00ec di un\u00a0<em>addestramento<\/em>\u00a0ai test, ai giochini logico-deduttivi che costituiscono l\u2019impalcatura di INVALSI in tutte le discipline, e che hanno poco a che vedere, per esempio, con la capacit\u00e0 di leggere, scrivere, esporre oralmente. Perch\u00e9 l\u2019ultimo capolavoro del disegno di legge \u00e8 infatti la definitiva promozione e istituzionalizzazione di INVALSI, al quale viene demandato il compito di verificare e validare la possibilit\u00e0 di accedere alla specializzazione biennale o all\u2019esame di stato. Alla valutazione da parte dei docenti (che presuppone sempre e comunque una relazione educativa tra individui) subentra d\u2019ufficio una valutazione \u2018cieca\u2019, meccanizzata, eterodiretta, incontestabile, con l\u2019effetto di esautorare ulteriormente la professionalit\u00e0 dei docenti, che non potranno far altro che diventare \u2018addestratori ai test\u2019, perch\u00e9 l\u2019unica competenza necessaria, se mai ne rimarr\u00e0 una, sar\u00e0 quella di riuscire a superare un test INVALSI. Si procede cos\u00ec nella direzione di uno svuotamento di senso dell\u2019esame di stato e del valore legale del titolo di studio<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, a tutto vantaggio della certificazione INVALSI, pronta a subentrare e soppiantare la desueta maturit\u00e0, obbligando di fatto i docenti a una ben precisa curvatura della loro progettazione didattica, in barba alla libert\u00e0 d\u2019insegnamento che la Costituzione dovrebbe garantire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Altrettanto dubbia \u00e8 la reale consistenza del modello 4+2, dal momento che, date le precarie condizioni economiche e sociali in cui versa la maggior parte degli studenti interessati (ansiosi di chiudere quanto prima il percorso formativo), non solo il conseguimento del diploma, ma anche la prosecuzione biennale negli ITS Academy \u00e8 mero<em>\u00a0battage<\/em>\u00a0pubblicitario, una possibilit\u00e0 aperta in teoria, ma di fatto pressoch\u00e9 impraticabile: a fronte di una esigua minoranza che realizzer\u00e0 il percorso completo 4+2, per i pi\u00f9 si tratter\u00e0 solo di rimanere con un risicato 5-1 (venduto appunto come una straordinaria occasione di guadagnare un anno, non di barattarlo con due). Al netto delle millantate \u00abmagnifiche sorti e progressive\u00bb, la riforma riduce (se non azzera) la possibilit\u00e0 di una reale formazione umana e culturale e reintroduce brutalmente una distinzione di classe tra istruzione liceale e avviamento professionale, condannando la maggioranza degli studenti a un impoverimento culturale crescente, che lungi dall\u2019offrire loro concrete possibilit\u00e0 di riscatto, ne ribadisce e rafforza i limiti di partenza, obbligandoli a rimanere esattamente l\u00ec dove sono<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, violando nei fatti il dettato costituzionale.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma una mistificazione analoga, se non peggiore, \u00e8 proprio quella che riguarda la formazione professionale. La retorica dell\u2019imprenditorialit\u00e0 (ciascuno come imprenditore di se stesso, non semplice forza lavoro salariata) non solo implica l\u2019estensione onnicomprensiva della logica economica (per cui l\u2019educazione\u00a0<em>deve essere spendibile<\/em>, possibilmente in maniera quantificabile<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>), ma fa riferimento a un panorama fittizio, esistente solo nei comunicati trionfalistici del MIM: un tessuto produttivo ricco di aziende piccole e grandi ansiose di crescere, di arricchire il proprio capitale umano e di accogliere e promuovere nuove professionalit\u00e0, quando la realt\u00e0 \u00e8 sempre pi\u00f9 una giungla priva di regole, fatta di lavori subappaltati, sottopagati e precari, senza alcuna tutela sindacale (siano essi i magazzini di Amazon o di Mondo Convenienza, le cucine dei fast food, le grandi catene di distribuzione, le imprese di pulizie, le cooperative fittizie che gestiscono servizi d\u2019ogni genere). Non esiste nessuna necessit\u00e0 di formazione per lavori per i quali basta una settimana di affiancamento: essere master di se stessi significa banalmente adattarsi a sopravvivere in questa giungla in cui qualsiasi rapporto di lavoro \u00e8 precario e si sa che da un giorno all\u2019altro si pu\u00f2 essere costretti a riciclarsi, a ricominciare da capo. Come ricorda Baumann,<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>\u00a0attualmente la maggioranza dei lavoratori \u00e8 composta da \u00abelementi facilmente smaltibili e sostituibili\u00bb: il loro lavoro non richiede alcuna specializzazione particolare n\u00e9 alcuna capacit\u00e0 di interazione sociale, sono lavoratori \u00abusa e getta\u00bb. La maggior parte dei giovani si aspetta di cambiare lavoro molte volte nella vita, ed \u00e8 portata a credere che sia una cosa assolutamente positiva, non solo normale, perch\u00e9 adattabilit\u00e0, resilienza, flessibilit\u00e0, disponibilit\u00e0 al cambiamento sono le parole chiave introiettate da sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Come una postilla. Il terzo articolo del disegno di legge, ovvero: la buona educazione<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Senza soffermarci sul secondo articolo, il quale semplicemente regala l\u2019istituzione di \u00abuna struttura di missione di livello dirigenziale per la promozione della filiera tecnologica-professionale\u00bb, con un direttore generale per il quale \u00e8 prevista una retribuzione lorda di 275.580 euro e rotti, passiamo al terzo articolo, che aggancia alla riforma alcuni interventi in ambito di valutazione della condotta, con l\u2019obiettivo dichiarato di \u00abripristinare la cultura del rispetto nell\u2019ambiente scolastico, riaffermando l\u2019autorevolezza dei docenti, e riportando serenit\u00e0 nei rapporti tra docenti e studenti\u00bb. Ai toni altisonanti della dichiarazione d\u2019intenti corrisponde la vacuit\u00e0 irrisoria dei provvedimenti proposti: il voto di condotta espresso in decimi nella scuola primaria; la non ammissione alla classe successiva o all\u2019esame finale in caso di voto di condotta inferiore a sei; l\u2019obbligo di arrivare a un voto di condotta pari o superiore a nove decimi per ottenere il punteggio pi\u00f9 alto nell\u2019ambito della fascia di attribuzione del credito scolastico spettante nello scrutinio finale. Ma l\u2019apice si raggiunge con l\u2019obbligo, per chi arriva allo scrutinio finale con una votazione di condotta di sei decimi, di presentare \u00abun elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale\u00bb all\u2019inizio dell\u2019anno scolastico successivo o in sede di maturit\u00e0 (la cui valutazione \u00e8 dirimente per l\u2019esito dell\u2019esame): un provvedimento in perfetto stile ottocentesco, che ricorda da vicino i \u2018penso\u2019 vecchia maniera (le tante pagine da riempire con la ripetizione ossessiva della stessa frase \u2013 \u00abio sono stato cattivo\u00bb), e che sottintende tacitamente la stessa visione retorica e classista del bene e del male, del corretto\/sbagliato comportamento civico. Non a caso il comma due del terzo articolo si premura di aggiungere nel precedente articolo di legge (20 agosto 2019, n.92) che disciplina l\u2019introduzione dell\u2019educazione civica l\u2019aggettivo \u00absolidale\u00bb alla precedente \u00abcittadinanza attiva\u00bb: lo smantellamento dello stato sociale va di pari passo con l\u2019enfatizzazione crescente dei doveri individuali di solidariet\u00e0 e di cura, generici e soprattutto impolitici. Laddove non arriva lo stato, arrivano le dame di San Vincenzo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chi insegna sa bene che le situazioni pi\u00f9 a rischio da gestire sono proprio quelle che travalicano completamente questi provvedimenti, quelle che sono ormai del tutto indifferenti a un voto in pi\u00f9 o in meno, e persino alla bocciatura, in alcuni casi. Sa bene che l\u2019esautoramento della classe docente, la mancanza di rispetto e di autorevolezza, il clima di vera e propria violenza che si respira in alcune scuole vanno ben al di l\u00e0 del voto di condotta (per non parlare del compitino in stile ottocentesco). Eppure, sarebbe troppo facile liquidare tutto solo all\u2019insegna della vacuit\u00e0 retorica: nonostante tutto, la eco che rimane \u00e8 quella di una \u2018stretta autoritaria\u2019, di un monito inespresso che travalica la lettera del testo, alludendo pi\u00f9 a degli ipotetici scenari futuri che non a quelli delineati nel disegno di legge stesso. Da una parte la carota di una scuola accogliente e a misura di tutti, finalmente rispondente alle esigenze di una larga parte della popolazione studentesca; dall\u2019altra il bastone per chi, nonostante tutto, si ostina a non rientrare nei ranghi assegnati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Per concludere: la scuola dei talenti<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La pubblicazione della\u00a0<em>Scuola dei talenti<\/em>\u00a0proprio a ridosso dell\u2019approvazione in senato offre \u2013 se mai ce ne fosse ancora bisogno \u2013 la cornice teorica su cui si proietta, idealmente e concretamente, il progetto di riforma. Con una esemplare manipolazione retorica, Valditara, lungi dal riconoscere che la scuola da lui sognata \u00e8 ben lontana da quella prevista dalla costituzione, sostiene al contrario che\u00a0<em>proprio la sua idea\u00a0<\/em>di scuola \u00e8 quella che realizza al meglio il dettato costituzionale: mentre le \u2018sinistre\u2019 hanno sempre avuto paura delle differenze e hanno privilegiato la formazione astratta a scapito di quella professionalizzante, il nuovo progetto di scuola parte proprio dal doveroso riconoscimento della diversit\u00e0 dei singoli talenti e dalla centralit\u00e0 del lavoro:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La scuola costituzionale \u00e8 dunque quella che mette al centro la persona dello studente, che \u00e8 cio\u00e8 al servizio di ogni giovane per realizzarne al meglio i talenti.\u00a0 [\u2026] la scuola costituzionale riconosce invece la pluralit\u00e0 delle diverse intelligenze, tutte di uguale valore sociale. Vi sono cos\u00ec intelligenze pi\u00f9 orientate all\u2019astrazione, pi\u00f9 \u2018teoriche\u2019, e intelligenze maggiormente versate alla pratica, ovvero alla manualit\u00e0, pi\u00f9 \u2018concrete\u2019<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla diffidenza della sinistra bisogna rispondere riposizionando al centro il valore \u2018spirituale\u2019 del lavoro (iscritto nelle radici cristiane della civilt\u00e0 europea), ribadendo che solo il lavoro rende liberi e permette di raggiungere una compiuta cittadinanza: \u00aboccorre riscoprire la bellezza e la nobilt\u00e0 del lavoro, il suo significato profondo, morale e sociale contrastando la cultura dell\u2019avere tutto e subito senza sacrificio e senza impegno\u00bb<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>. Ma per farlo bisogna dare a ciascuno studente ci\u00f2 di cui ha veramente bisogno, cio\u00e8 una scuola tagliata su misura sulle sue inclinazioni e sulle sue potenzialit\u00e0, proprio come un abito sartoriale cucito\u00a0<em>ad hoc<\/em>. Con altrettanta, impeccabile torsione retorica, il pensiero pedagogico da sempre considerato di marca progressista, Don Milani in testa, viene utilizzato per giustificare e sostenere la scuola dei talenti, cio\u00e8 delle differenze: perch\u00e9 dare la stessa cosa a tutti \u00e8 la peggiore delle ingiustizie. Peccato che l\u2019adagio ormai proverbiale presupponga il contrario: dare a tutti in parti diverse per arrivare a essere tutti uguali, non per ribadire esattamente la differenza iniziale<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma se la diversit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 disuguaglianza da colmare, bens\u00ec specificit\u00e0 individuale da valorizzare, talento appunto; se il lavoro diventa un concetto ipostatizzato e astratto (estrinsecazione delle somme virt\u00f9 dell\u2019uomo, svincolato da qualsiasi sospetto di marxistica alienazione), del tutto irrelato dalle condizioni reali, il gioco \u00e8 fatto. La riproposizione di categorie vetero-ottocentesche adeguatamente modernizzate \u00e8 perfettamente coerente con l\u2019ottica neoliberale (si arriva persino alla prevedibile citazione dell\u2019apologo di Menenio Agrippa): l\u2019armonia sociale si costruisce sul riconoscimento e la valorizzazione delle differenze, in maniera che ognuno trovi quanto prima possibile la sua corretta collocazione nel mondo e possa accettarla e farla propria senza riserve, e soprattutto senza aspirare ad altro. Di contro al \u2018pregiudizio\u2019 della sinistra \u00abche la scuola debba servire prevalentemente \u2013 se non quasi esclusivamente \u2013 alla formazione culturale dello studente, che l\u2019educazione al lavoro sia degradante e funzionale agli interessi dell\u2019impresa, che occorre dunque una formazione culturale tendenzialmente eguale per tutti fino ai pi\u00f9 alti gradi del percorso scolastico\u00bb\u00a0<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>, secondo Valditara bisogna riaffermare con forza e senza timore il diritto alla differenza:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In una scuola democratica, fondata sulla intima eguaglianza di ogni essere umani, non bisogna avere timore della diversit\u00e0, che vanno valorizzate nel rispetto di tutti. La scuola costituzionale non pu\u00f2 essere dunque unitaria, tranne che nel suo percorso iniziale, fino alla media, proprio perch\u00e9 deve valorizzare le differenze e non comprimerle umiliando le diverse personalit\u00e0<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che piaccia o meno, con questa inequivocabile dichiarazione di principio, ma anche con questa retorica e con le sue possibilit\u00e0 di\u00a0<em>appeal<\/em>\u00a0bisogner\u00e0 confrontarsi per dare consistenza a una battaglia che oggi \u00e8 quanto mai una battaglia politica nel senso pi\u00f9 largo e profondo del termine \u2013 e che passer\u00e0 a breve\u00a0<em>anche\u00a0<\/em>dalla discussione alla Camera del Disegno di Legge: bisogner\u00e0 scegliere sempre pi\u00f9 chiaramente, e senza ambiguit\u00e0, da che parte stare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Daniele Lo Vetere,\u00a0<em>La riforma dei tecnici e dei professionali e la produzione del capitale umano nella scuola dell\u2019et\u00e0\u00a0<\/em>neoliberale,\u00a0<em>Le parole e le cose2<\/em>; ma anche Marco Maurizi,\u00a0<em>Il laboratorio del capitale. Metafisica delle competenze e controriforma scolastica<\/em>, e Emanuele Zinato,\u00a0<em>Contro la scuola e l\u2019universit\u00e0 neoliberali. Cinque punti per un dissenso leopardiano<\/em>, sempre nella stessa rubrica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0Cfr. Andrea Gavosto,\u00a0<em>S\u00ec ai test Invalsi in pagella: che futuro per l\u2019esame di maturit\u00e0?<\/em>, \u00abIl riformista\u00bb, 13 marzo 2024.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0\u00abValorizzare le doti di partenza di un alunno significa inchiodarlo a ci\u00f2 che gi\u00e0 \u00e8, magari non emancipandolo da abilit\u00e0 manuali che sembra privilegiare rispetto a quelle intellettuali, ed esaltare in lui solo ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 presente e funzionale, senza preoccuparsi della possibilit\u00e0 di emanciparlo da quell\u2019orizzonte di esistenza limitato rispetto al quale viene costretto a operare le proprie scelte\u00bb (Giovanni Carosotti).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0Cfr anche Emanuela Bandini,\u00a0<em>Chi vuole la scuola democratica alzi la mano<\/em>, Le parole e le cose2.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0Sulla scuola come \u2018fabbrica di capitale umano\u2019 Massimo Baldacci,\u00a0<em>La scuola al bivio<\/em>.\u00a0<em>Mercato o democrazia?<\/em>, Franco Angeli, Milano 2019.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0Zygmunt Bauman,\u00a0<em>Lavoro<\/em>, in\u00a0<em>Modernit\u00e0 liquida<\/em>, Laterza, Bari-Roma 2011, pp. 148-195.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0Giuseppe Valditara,\u00a0<em>La scuola dei talenti<\/em>, Piemme, Milano 2024, pp. 22-23.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0<em>Ivi<\/em>, p. 31.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0\u00abI neoliberali hanno soprattutto cercato di sfruttare tutto ci\u00f2 che nelle \u201cnuove pedagogie\u201d andava in direzione dell\u2019individualismo e dell\u2019utilitarismo. Ad esempio, le categorie di \u201cinteresse\u201d, \u201cprogetto\u201d o \u201ccompetenza\u201d sono state integrate nella dottrina neoliberale di un\u2019educazione incentrata sul \u201ccapitale umano\u201d e sull\u2019\u201doccupabilit\u00e0\u201d\u00bb (<em>Per un mutamento del paradigma educativo: dal neoliberalismo scolastico all\u2019educazione democratica<\/em>, Intervista a Christian Laval, \u00abLa letteratura e noi\u00bb, 25 marzo 2024.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a>\u00a0<em>Ivi<\/em>, p. 25.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a>\u00a0<em>Ivi<\/em>, p. 40.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166\">https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49166<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LE PAROLE E LE COSE (Marina Polacco) &nbsp; Consigli di classe. Scuola, democrazia e societ\u00e0, rubrica a cura di Mimmo Cangiano &nbsp; Premessa &nbsp; Le riflessioni che qui presento si pongono in ideale continuit\u00e0 con quanto scritto da Daniele Lo Vetere su questa stessa rubrica ai primi di dicembre sulla riforma dei professionali, alla luce di due eventi ulteriori intercorsi: l\u2019approvazione al senato del Disegno di Legge 924 (gennaio 2024) e la pubblicazione del&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":51153,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Le-parole-e-le-cose.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-m9q","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85152"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=85152"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85152\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85154,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85152\/revisions\/85154"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/51153"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=85152"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=85152"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=85152"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}