{"id":85179,"date":"2024-04-24T10:43:26","date_gmt":"2024-04-24T08:43:26","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85179"},"modified":"2024-04-24T10:43:26","modified_gmt":"2024-04-24T08:43:26","slug":"da-israele-un-blando-attacco-alliran-ma-la-vera-sfida-e-con-loccidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85179","title":{"rendered":"Da Israele un blando attacco all\u2019Iran ma la vera sfida \u00e8 con l\u2019Occidente"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-85180 size-full\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/8054001_13220246_iran_israele_droni-1024x561-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"561\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/8054001_13220246_iran_israele_droni-1024x561-1.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/8054001_13220246_iran_israele_droni-1024x561-1-300x164.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/8054001_13220246_iran_israele_droni-1024x561-1-768x421.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>La contro-rappresaglia israeliana per i raid con droni e missili di Teheran che avevano colpito la base aerea di Nevatim e installazioni militari nel Golan alla fine ha avuto luogo la notte del 19 aprile a quanto sembra con un raid limitato all\u2019impiego di 3 UAV a lungo raggio armati con altrettanti missili lanciati contro una installazione radar della difesa aerea iraniana a Isfahan, nell\u2019Iran centrale.<\/p>\n<p>Lo ha detto una fonte governativa statunitense alla emittente televisiva ABC parlando di \u201cattacco limitato\u201d aggiungendo che il radar faceva parte della struttura di difesa posta a protezione dell\u2019installazione per la ricerca nucleare di Natanz, programma che secondo diversi osservatori avrebbe potuto essere nel mirino di Israele col rischio di scatenare una ulteriore massiccia risposta iraniana.<\/p>\n<p>Secondo la fonte della ABC \u201cIsraele intendeva far capire all\u2019Iran\u00a0di avere queste capacit\u00e0\u201d anche se i tre UAV con la stella di David sembra siano stati abbattuti dalla difesa aerea iraniana: al tempo stesso il governo israeliano ha eseguito la rappresaglia che Stati Uniti ed europei avevano cercato di scongiurare per evitare ulteriori escalation ma l\u2019ha effettuata in modo quasi simbolico senza probabilmente scatenare ulteriori risposte dall\u2019Iran.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-174477 size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/scudo-di-difesa-1-002.jpg\" alt=\"\" width=\"1810\" height=\"1294\" \/><\/p>\n<p>Israele del resto non intendeva rinunciare al \u201cdiritto di replica\u201d (il 18 aprile il ministro della Difesa Yoav Galant aveva detto \u201cIsraele deve sapere che ha libert\u00e0 di azione per fare ci\u00f2 che vuole, e c\u2019\u00e8 la garanzia che ci\u00f2 che \u00e8 deciso venga anche attuato\u201d) pur senza provocare troppi danni all\u2019Iran e soprattutto senza irritare troppo gli alleati occidentali. \u00a0Funzionari statunitensi avevano infatti negato il 18 aprile che l\u2019amministrazione Biden avesse dato il via libera a un\u2019operazione terrestre israeliana a Rafah, ultimo baluardo di Hamas nella Striscia di Gaza se\u00a0Israele avesse rinunciato a colpire l\u2019Iran.<\/p>\n<p>Le azioni militari condotte a distanza di pochi giorni hanno visto per la pima volta Iran e Israele colpire direttamente i rispettivi territori anche se resta da chiarire la paternit\u00e0 del raid che ha colpito ieri la base di Calso, nell\u2019Iraq centrale, che ospita truppe dell\u2019esercito e milizie scite filo-iraniane delle Forze di Mobilitazione Popolare (MUP) integrate nelle forze regolari irachene che ha provocato \u201cun morto e otto feriti\u201d circa il quale il Comando Centrale statunitense (US CENTCOM) ha negato ogni coinvolgimento.<\/p>\n<p>Teheran sembra disposta a chiudere qui lo scontro, almeno per il momento. Dopo aver minacciato di colpire i siti nucleari israeliani nel caso le forze dello Stato ebraico avessero attaccato i siti nucleari iraniani, Teheran ha fatto sapere ieri, dopo l\u2019attacco alla base delle MUP in Iraq, che \u201cse Israele vuole fare un altro avventurismo e agire contro gli interessi dell\u2019Iran, la prossima risposta sar\u00e0 immediata e al massimo livello\u201d, come ha dichiarato oggi il ministro degli esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle valutazioni militari circa le capacit\u00e0 o meno reciproche di infliggersi danni considerevoli, Israele deve trarre un bilancio politico dalle vicende che hanno fatto seguito all\u2019attacco contro la sede diplomatica iraniana a Damasco a inizio aprile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-174413 size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/WhatsApp_Image_2024-04-14_at_06.49.25-e1713068671176.jpeg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1000\" \/><\/p>\n<p>Secondo il New York Times in quel raid in cui venne ucciso il generale delle Guardie della Rivoluzione Mohammed Reza Zahedi e altri 7 ufficiali, gli israeliani avevano calcolato male la riposta di Teheran. Citando documenti interni israeliani, il NYT rivela che lo Stato ebraico si aspettava come risposta della Repubblica islamica solo attacchi su piccola scala da parte sua o dei suoi alleati regionali.<\/p>\n<p>Il gabinetto di guerra israeliano aveva approvato l\u2019operazione il 22 marzo ma gli USA sarebbero stati informati solo \u201cpochi istanti\u201d prima dell\u2019attacco, avvenuto il primo aprile. Circostanza che ha irritato Washington: il segretario alla Difesa Lloyd Austin il 3 aprile avrebbe lamentato al ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant che l\u2019attacco aveva messo in pericolo le truppe statunitensi.<\/p>\n<p>Come ha riferito il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, gli Stati Uniti avevano fatto pressioni affinch\u00e9 il Gabinetto di guerra israeliano decidesse di non colpire il territorio dell\u2019Iran ma optasse per indirizzare la rappresaglia su \u201cobiettivi tattici\u201d come le basi dei pasdaran o le milizie filo-iraniane in Libano, Iraq, Yemen o Siria.<\/p>\n<p>L\u2019impressione \u00e8 quindi che sia fallito il tentativo israeliano di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/04\/liran-lancia-un-attacco-dimostrativo-e-simbolico-contro-israele\/?swcfpc=1\">coinvolgere direttamente l\u2019Iran nel conflitto<\/a> per conservare e rafforzare quell\u2019indispensabile supporto politico e militare di USA e Occidente che sembra invece scemare progressivamente.\u00a0 Israele sembra comunque aver incassato il successo di indurre il Congresso statunitense a velocizzare la discussione dei provvedimenti di approvazione di ulteriori stanziamenti e aiuti militari allo Stato ebraico. Inoltre il Pentagono ha reso noto che i rinforzi aerei e navali trasferiti in Medio Oriente per proteggere Israele dall\u2019attacco dell\u2019Iran rimangono nella regione.<\/p>\n<p>Un ufficiale dell\u2019aeronautica israeliana ha dichiarato che la Giordania ha consentito agli aerei da combattimento israeliani di entrare nel suo spazio aereo per abbattere missili e droni lanciati dall\u2019Iran, con il coordinamento statunitense. Elemento che ha indotto Teheran ad ammonire Amman che a sua volta ha riportato l\u2019attenzione su Gaza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-174124 size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/rss-efe5c3a866b312ab251fe9efacc9633bb47c22e6d04w.webp\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1280\" \/><\/p>\n<p>Il ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi ha confermato che Amman ha assistito Israele nell\u2019intercettazione dei droni ma ha invitato a non distogliere l\u2019attenzione dalla questione di Gaza e Cisgiordania. \u201cQualunque oggetto entri nei nostri cieli, violi il nostro spazio aereo, qualunque oggetto che riteniamo rappresenti un pericolo per la Giordania, faremo tutto ci\u00f2 che \u00e8 in nostro potere per porre fine a quella minaccia ed \u00e8 quello che abbiamo fatto\u201d, ha detto il ministro alla CNN.<\/p>\n<p>\u201cQuello che \u00e8 successo \u00e8 un segno di quanto la situazione possa peggiorare pericolosamente se non si affronta la causa di tutta questa tensione\u201d e \u201cdobbiamo rimanere concentrati: il problema non \u00e8 l\u2019Iran\u00a0ma l\u2019aggressione israeliana di Gaza e l\u2019illegalit\u00e0 in Cisgiordania, questo deve finire\u201d, ha ammonito Safadi.<\/p>\n<p>Israele \u201csta cercando di distogliere l\u2019opinione pubblica mondiale dai crimini commessi a Gaza\u00a0rendendo la situazione tesa\u201d con l\u2019Iran ha affermato nei giorni scorsi l\u2019emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad al-Thani, in una telefonata con il presidente iraniano Ebrahim Raisi.<\/p>\n<p>La sensazione che Benyamin Netanyahu debba puntare a mantenere alta la tensione con l\u2019Iran sembra farsi strada anche nell\u2019opposizione israeliana il cui leader \u00a0Yair Lapid aveva chiesto nei giorni scorsi ai ministri del governo di unit\u00e0 nazionale Benny Gantz e Gadi Eisenkot di contribuire a far cadere il Governo Netanyahu, promettendo loro che avrebbero maggiore influenza in una nuova coalizione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-174121 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/1396040208421494911215344.jpg\" alt=\"\" width=\"992\" height=\"691\" \/><\/p>\n<p>\u201cFormeremo un nuovo governo e questo governo avr\u00e0 molta pi\u00f9 influenza, Benny\u00a0Gantz potrebbe essere primo ministro e non c\u2019\u00e8 cittadino che non sarebbe contento di avere Gadi Eisenkot come ministro della Difesa\u201d, ha detto Lapid riferendosi all\u2019altro esponente dell\u2019opposizione, anche lui ex capo dello stato maggiore, che ha accettato dopo gli attacchi di Hamas di sostenere il governo di Netanyahu.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 neppure l\u2019uscita dal governo del Partito di Unit\u00e0 Nazionale di Gantz e Eizenkot metterebbe in minoranza l\u2019esecutivo Netanyahu che ha respinto l\u2019appello di Gantz a indire nuove elezioni a settembre. Il motivo non sembra essere solo il conflitto in corso ma anche i sondaggi che indicano come circa il 70 per cento del campione di israeliani intervistati vogliono le dimissioni di Netanyahu e circa il 50 per cento chiede elezioni anticipate.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 degli sviluppi politici interni a Israele, strettamente legati a quelli bellici \u00e8 difficile per\u00f2 ritenere che, dopo i fatti del 7 ottobre scorso, un altro primo ministro o un altro governo avrebbero fatto scelte diverse da quelle dell\u2019attuale esecutivo guidato da Netanyahu, tenuto conto che la rinuncia alla distruzione militare di Hamas costituirebbe a tutti gli effetti una pesante sconfitta per Israele che in passato gi\u00e0 due volte dovette fermare le operazioni nella Striscia contro Hamas sull\u2019onda delle pressioni internazionali determinate dall\u2019elevato numero di vittime civili.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-174125 size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/F-35I-israeliani.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/p>\n<p>Nei prossimi giorni sar\u00e0 pi\u00f9 chiaro se, rinunciando ad attacchi pi\u00f9 incisivi contro l\u2019Iran, il governo israeliano abbia ottenuto dagli USA quella mano libera per l\u2019attacco a Rafah che finora Washington nega di aver concesso e che in ogni caso non sarebbe certo una passeggiata per le forze israeliane (IDF) che stanno impiegando tempi ben pi\u00f9 lunghi (e perdite pi\u00f9 elevate) del previsto per annientare le forze di Hamas che avrebbero in questi giorni approfittato del parziale ritiro israeliano dalla Striscia per riprende possesso di posizioni perdute.<\/p>\n<p>Molti osservatori, citati anche\u00a0<a href=\"https:\/\/foreignpolicy.com\/2024\/04\/18\/israel-military-iran-gaza-overstretched\/?tpcc=recirc_latest062921\">da Foreign Policy<\/a>, rilevano le difficolt\u00e0 militari a gestire una dura campagna militare a Rafah, un prolungato scambio di attacchi con l\u2019Iran e un secondo fronte con Hezbollah nel sud del Libano, anche in termini di munizioni il cui elevatissimo consumo (come nel conflitto in Ucraina) sta mettendo in crisi non solo le riserve delle IDF ma anche quelle ormai allo stremo delle potenze occidentali.<\/p>\n<p>Quello legato alle munizioni del resto non appare l\u2019unico limite emerso in Occidente nella gestione di un conflitto prolungato anche se sostenuto sul campo da combattenti di nazioni alleate quali Israele e Ucraina. L\u2019impressione \u00e8 che si sia persa di vista la concreta e brutale realt\u00e0 della guerra e delle sue conseguenze. Gli esempi si sprecano e lasciano intendere come l\u2019Occidente oggi navighi a vista rispetto a conflitti in cui almeno gli obiettivi finali dovrebbero essere chiari, definiti e perseguiti.<\/p>\n<p>USA ed Europa applicano nuove sanzioni all\u2019Iran, certo non risolutive \u201cma qualcosa andava fatto perch\u00e9 l\u2019attacco dell\u2019Iran non poteva restare senza risposta\u201d, hanno fatto notare all\u2019ANSA fonti diplomatiche britanniche a Capri per il summit del G7. Qualcosa andava pur fatto non sembra essere una definizione soddisfacente n\u00e9 determinata da una attentata pianificazione e valutazione dei rischi, soprattutto tenendo conto che sanzioni che puntino a colpire l\u2019export energetico iraniano avrebbero, secondo diversi analisti economici, un impatto pesante sulle quotazioni energetiche con ripercussioni negative c he colpirebbero anche e forse soprattutto l\u2019Europa.<\/p>\n<p>Se davvero non abbiamo appreso nulla dall\u2019effetto ottenuto con le sanzioni alla Russia, che avrebbero dovuto mettere in ginocchio economia e macchina bellica di Mosca (come sostenevano tra gli altri Ursula von der Leyen e Mario Draghi) mentre oggi l\u2019economia della Federazione Russa cresce a buon ritmo mentre la nostra va in recessione e de-industrializzazione, allora abbiamo un grave problema di lucidit\u00e0 della nostra classe dirigente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-174409 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/5cdd37f4e9f08a4c0908ece0.webp\" alt=\"\" width=\"968\" height=\"484\" \/><\/p>\n<p>La questione \u00e8 ancora pi\u00f9 grave e urgente se si considera che dalle due sponde dell\u2019Atlantico cresce la voglia di finanziare l\u2019Ucraina utilizzando i beni russi congelati dopo l\u2019inizio della guerra, opzione che pone seri dubbi di legalit\u00e0 e che potrebbe far fuggire rapidamente investitori internazionali e fondi sovrani (oggi tocca ai russi subire sanzioni, e congelamenti finanziari domani a chi?) con un ulteriore colpo mortale inferto alla nostra economia.<\/p>\n<p>Il duello con droni e missili tra Israele e Iran ha inoltre offerto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky l\u2019opportunit\u00e0 di chiedere provocatoriamente perch\u00e9 francesi, britannici e statunitensi abbiano intercettato nello spazio aereo di nazioni terze oltre un quarto degli ordigni iraniani e non facciano la stessa cosa per difendere l\u2019Ucraina, nazione che al pari di Israele non fa parte della NATO. La risposta, scontata, \u00e8 legata al fatto che le potenze occidentali temono meno l\u2019Iran della Russia ma la domanda che invece dovremmo porci \u00e8 un\u2019altra: cosa accadrebbe se russi e cinesi intercettassero droni e missili israeliani o statunitensi diretti a colpire l\u2019Iran?<\/p>\n<p>D\u2019altra parte la sfida aperta \u00e8 in realt\u00e0 tra Israele e gli alleati euro-americani con questi ultimi che puntano a frenare l\u2019offensiva delle IDF a Gaza che invece avevano sostenuto a spada tratta (senza neppure prendere in considerazione soluzioni diplomatiche alternative da sviluppare insieme alle altre potenze e alla Lega Araba) dopo i sanguinosi raid di Hamas in territorio israeliano del 7 ottobre 2023. Qualcuno riteneva forse che combattere casa per casa con armi pesanti, aerei e droni da combattimento nell\u2019area pi\u00f9 densamente popolata del mondo avrebbe determinato pochi giorni di guerra e poche vittime civili?<\/p>\n<p>L\u2019idea che la guerra non abbia una durata legata agli obiettivi pianificati e da perseguire nei tempi spesso impossibili da prevedere che risulteranno necessari (Napoleone affermava che nessun piano sopravvive alla prima ora di battaglia) ma abbia invece una scadenza come una mozzarella, dimostra ben pi\u00f9 dei limiti imposti dalla disponibilit\u00e0 di armi e munizioni tutta l\u2019inadeguatezza e improvvisazione dell\u2019Occidente di fronte alla gestione di conflitti che minacciano di compromettere pesantemente il nostro futuro.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/gianandreagaian\/\">@GianandreaGaian<\/a><\/p>\n<p>Immagini: IRNA, Alberto Scafella e IDF<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/04\/da-israele-un-blando-attacco-alliran-ma-la-vera-sfida-e-con-loccidente\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/04\/da-israele-un-blando-attacco-alliran-ma-la-vera-sfida-e-con-loccidente\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) La contro-rappresaglia israeliana per i raid con droni e missili di Teheran che avevano colpito la base aerea di Nevatim e installazioni militari nel Golan alla fine ha avuto luogo la notte del 19 aprile a quanto sembra con un raid limitato all\u2019impiego di 3 UAV a lungo raggio armati con altrettanti missili lanciati contro una installazione radar della difesa aerea iraniana a Isfahan, nell\u2019Iran centrale. 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