{"id":85189,"date":"2024-04-25T11:40:33","date_gmt":"2024-04-25T09:40:33","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85189"},"modified":"2024-04-25T08:44:27","modified_gmt":"2024-04-25T06:44:27","slug":"venti-mesi-in-cui-imparammo-a-disobbedire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85189","title":{"rendered":"Venti mesi in cui imparammo a disobbedire"},"content":{"rendered":"<p><strong>di DOPPIOZERO (Enrico Manera)<\/strong><\/p>\n<div class=\"max-w-[838px]\">\n<div class=\"clearfix text-formatted field field--name-body field--type-text-with-summary field--label-hidden field__item\">\n<p>Con\u00a0<a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858152478\"><em>Storia passionale della guerra partigiana<\/em><\/a><em>\u00a0<\/em>(Laterza, 2023), Chiara Colombini, ricercatrice di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.istoreto.it\/\">Istoreto<\/a>\u00a0attiva nella rete dell&#8217;Istituto nazionale Parri, si colloca sulla scia della svolta impressa dall&#8217;<a href=\"https:\/\/www.bollatiboringhieri.it\/libri\/claudio-pavone-una-guerra-civile-9788833916767\/\">opera fondamentale di Claudio Pavone<\/a>, portando avanti l&#8217;indagine sulla soggettivit\u00e0 dei partigiani e sulle tre guerre concentriche \u2013 anti-tedesca, antifascista e politicamente emancipativa \u2013 che costituiscono la Resistenza. \u00c8 il racconto della lotta di Liberazione presa nel\u00a0<em>suo<\/em>\u00a0tempo e senza la consapevolezza del\u00a0<em>dopo<\/em>, capace di sottrarsi tanto alla cristallizzazione memorialistica quanto alla monumentalizzazione ideologica, due dinamiche che interessano i decenni successivi, quando il \u201cmito\u201d della Resistenza diviene atto fondativo della Repubblica.<\/p>\n<p>Rendere la Resistenza il faro del regime politico repubblicano si \u00e8 rivelato un progetto di memoria pubblica sostanzialmente fallito, principalmente per lo scarto fra le migliori intenzioni della rinascita dello Stato nel dopoguerra e la realt\u00e0 di una mancata presa in carico del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/luca-casarotti-lanfascismo-e-il-suo-contrario\">rapporto con il fascismo e con le sue problematiche eredit\u00e0<\/a>. Se questo era uno dei\u00a0<em>focus\u00a0<\/em>del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858143766\">precedente lavoro di Colombini<\/a>\u00a0nella\u00a0<em>Storia passionale\u00a0<\/em>troviamo la\u00a0<em>pars costruens\u00a0<\/em>di una ricerca costituita da veri propri squarci di luce che ci portano lontano dall&#8217;uso pubblico della storia, un ambito usurato sul quale nel tempo si sono puntati i riflettori dell&#8217;agiografia o stese le ombre della demonizzazione ideologica, a seconda dei tempi e dei soggetti che ne hanno parlato.<\/p>\n<p>L&#8217;impostazione del libro permette infatti di indagare una storia di grande complessit\u00e0 come quella dei venti mesi della lotta di Liberazione in Italia \u2013 che naturalmente ha un suo prima e un suo poi \u2013 parlando non di eroi o tantomeno di mostri, bens\u00ec entrando, con gli strumenti della ricerca storica, nel vivo di una vicenda di uomini e donne colti in relazione dinamica e dialettica con valori e istituzioni. A partire dal titolo, la Resistenza al centro del discorso \u00e8 infatti quella della\u00a0<em>guerra partigiana<\/em>: un fenomeno multidimensionale all\u2019interno del pi\u00f9 vasto scenario del secondo conflitto mondiale, dell&#8217;occupazione tedesca e della presenza del fascismo repubblicano, con una focalizzazione sul tema della violenza sub\u00ecta e ag\u00ecta, in un momento di guerra totale e civile internazionale.<\/p>\n<figure class=\"caption caption-img\" role=\"group\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/25_1.jpg\" alt=\"Gruppo di partigiani \" width=\"642\" height=\"460\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"908045e9-4c15-4a27-9e37-cf5ac3f96b11\" \/><figcaption>Settembre 1944. La compagnia di &#8220;Gino&#8221; della 36\u00b0 Brigata Garibaldi &#8220;A. Bianconcini&#8221; con il vessillo dedicato a Loredano Bettini, Archivi della Resistenza, Fondazione Gramsci.<\/figcaption><\/figure>\n<p>In questo senso il libro intende ridare centralit\u00e0 alla Resistenza armata, dopo stagioni che avevano esplorato le resistenze \u201caltre\u201d (quelle senz&#8217;armi e dei civili, per esempio), sulla base di mutati paradigmi della memoria e sotto l&#8217;interdetto della violenza che la sensibilit\u00e0 post-totalitaria del tardo secondo Novecento ha contribuito a determinare.<\/p>\n<p>La scrittura di Colombini, netta e chirurgica, ricostruisce la drammaticit\u00e0 di un processo in corso nel suo farsi incerto e problematico e risulta efficacissima grazie alle voci di protagonisti e protagoniste stratificate nella documentazione edita e inedita. L\u2019analisi dell\u2019autrice, che sintetizza periodizzazioni, dinamiche e tendenze caratterizzanti, adotta programmaticamente uno sguardo interno ed\u00a0<em>emico<\/em>, costruito cio\u00e8 a partire da fonti coeve, non posteriori agli eventi in atto. In questo modo, \u00e8 possibile cogliere, in\u00a0<em>flagranti<\/em>\u00a0e\u00a0<em>in fieri<\/em>,<em>\u00a0<\/em>la dimensione passionale e conativa del fenomeno resistenziale, a partire dall&#8217;urgenza immediata e dalla mancanza di certezze su potenziale esito di una lotta asimmetrica, necessariamente imperfetta e costantemente bisognosa di tutto.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 infatti dimenticare come la storia della Resistenza sia quella di un esercito di Liberazione che si forma in circostanze eccezionali ed estreme, composto da volontari \u2013 militanti, ex militari, intellettuali, renitenti, studenti, disertori italiani e stranieri \u2013 ma non solo: nella composizione delle bande dai vertici di comando alla base emerge la presenza di volta in volta di donne, operai e contadini e pi\u00f9 in generale una sfera di coinvolgimento del \u201cterritorio\u201d, senza il quale la lotta contro le truppe regolari meglio organizzate e armate del nazi-fascismo sarebbe stata impensabile.<\/p>\n<figure class=\"caption caption-img align-center\" role=\"group\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/17_1.jpg\" alt=\"donne partigiane\" width=\"387\" height=\"460\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"db3c7e12-6bb8-4985-85d8-2061c16b5096\" \/><figcaption>Archivi della Resistenza, Fondazione Gramsci.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Colombini, con rigore storico e al tempo stesso con una postura antiretorica di matrice fenogliana, usa dunque le decine di testimonianze incontrate nei lavori di ricerca documentale e storiografica e ci mette di fronte alla freschezza e alla tragicit\u00e0 dei vissuti, individuando una vera e propria\u00a0<em>palette<\/em>\u00a0di passioni e emozioni primarie amplificate dallo stato di eccezione. Dallo sgomento degli esordi alla gioia finale per la Liberazione, nelle parole dei tanti partigiani e partigiane evocate trovano posto le motivazioni della ricerca verso la giustizia e la libert\u00e0, lo slancio nella scelta e la fatica della lotta, l&#8217;angoscia dell&#8217;azione e lo strazio per i caduti, la paura del fallimento per s\u00e9 e per gli altri, l&#8217;entusiasmo delle riuscite e delle vittorie.<\/p>\n<p>Tali \u201cpassioni partigiane\u201d sono rese ancora pi\u00f9 interessanti nella loro urgenza e significativit\u00e0 quando nascono dalla comunicazione epistolare e dalla documentazione relativa alla risoluzione di problemi, divergenze o conflitti in corso. Da questa testualit\u00e0, vivificata da una continua tensione per l&#8217;asprezza del contesto e per la drammaticit\u00e0 delle azioni che ognuno sente di dover compiere, emerge la determinazione del gesto fondativo della lotta partigiana: un atto continuamente rinnovato di disobbedienza collettiva a un&#8217;autorit\u00e0 ufficiale ma priva di legittimit\u00e0; e una scelta di autodeterminazione in un presente incerto e da costruire, che comporta un lavoro costante prima di tutto su se stessi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/partigiani-garibaldini-in-piazza-san-marco-a-venezia-nellaprile-1945_34d60975_800x592.jpg\" alt=\"n\" width=\"800\" height=\"592\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"d8f224b2-d973-41c1-b64a-e93dead834c2\" \/><\/p>\n<p>In altri termini, il cuore pulsante della Resistenza \u00e8 l&#8217;affermazione di una sovranit\u00e0 individuale fondata in termini valoriali dopo l&#8217;abisso che si era spalancato sotto i piedi della societ\u00e0 italiana dopo l&#8217;8 settembre. Pare banale dirlo, ma il valore e l\u2019eredit\u00e0 di quella esperienza si misurano sul surplus di significato esistenziale che innerva la realt\u00e0 quando sono in campo la vita e la morte, tanto nella dimensione privata quanto in quella pubblica e politica, in un contesto di rottura epocale e di apocalisse quotidiana, nella ricerca di un futuro nuovo, diverso e migliore rispetto allo stato di cose presenti generato da vent&#8217;anni di fascismo. Come scriveva Giorgio Agosti a Dante Livio Bianco nell&#8217;aprile 1944, \u00abse ne usciremo vivi, ne usciremo migliori; se ci resteremo, sentiremo di aver lavato troppi anni di compromesso e di ignavia, di aver vissuto almeno qualche mese secondo un preciso imperativo morale\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLa stessa natura volontaria dell&#8217;esperienza partigiana\u00bb, scrive Colombini, \u00ab\u00e8 all&#8217;origine di gravi rischi e si crea una sorta di paradosso: per garantire la sopravvivenza del movimento diventa necessario cercare di mettere un freno \u2013 o per lo meno di costruire degli argini \u2013 alla libert\u00e0 e alla spontaneit\u00e0 che ne hanno determinato la nascita\u00bb. La dialettica tra spontaneit\u00e0 e organizzazione \u00e8 la lente interpretativa per una fenomenologia di quegli aspetti \u2013 azioni di guerriglia e strategie d&#8217;azione, ma anche di amministrazione, disciplina e giustizia della \u201cvita di banda\u201d \u2013 che bisognava necessariamente utilizzare per il successo delle proprie azioni anche e a maggior ragione all&#8217;interno di un\u2019organizzazione che nasceva come anti-fascista, anti-militarista e anti-gerarchica.<\/p>\n<p>Le dinamiche storiche sono inseparabili dai moti dell&#8217;animo, dai sentimenti e dalle relazioni individuali e appaiono connesse alla passione politica e alla preparazione ideologica, anche queste vissute come novit\u00e0 liberatorie dopo una dittatura ventennale caratterizzata anche dalla retorica e dalla falsit\u00e0 della propaganda di regime; nell&#8217;antifascismo che si estende da sinistra a destra, nell&#8217;arco che va dal comunismo al liberalismo al cattolicesimo e di cui \u00e8 specchio istituzionale il Comitato di Liberazione Nazionale, ricompare il pluralismo e con esso si va vivo per i soggetti che lo attraversano il bisogno di orientarsi nei dibattiti, di prendere posizione e di riconoscersi nelle differenti sfumature di significato delle parole come \u201cPatria\u201d e \u201cItalia\u201d.<\/p>\n<figure class=\"caption caption-img align-center\" role=\"group\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/47.jpg\" alt=\"partigiani \" width=\"576\" height=\"460\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"477f66e7-a002-48f7-a542-ddc48e9b87cc\" \/><figcaption>Archivi della Resistenza, Fondazione Gramsci.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Agli slanci dell&#8217;idealismo e dell&#8217;entusiasmo rispondono e fanno seguito i necessari compromessi dell&#8217;adattamento dettati dalla ragione e dalla durezza della realt\u00e0, tanto sul piano ideale e organizzativo quanto su quello logistico e militare: la Resistenza, scrive Colombini, appare cos\u00ec \u00abun&#8217;insegnamento indelebile perch\u00e9 chi la vive scopre il prezzo, i limiti e la realt\u00e0 entusiasmante della propria autonomia, e insieme sperimenta il senso dell&#8217;agire e del proprio protagonismo collettivo. In una parola, apprende il significato della libert\u00e0 e della politica come mezzo per costruirla, impara i fondamenti della democrazia\u00bb.<\/p>\n<p>Decisivo in questo senso \u00e8 l&#8217;interrogazione costante che emerge nei diari e nelle lettere sul significato dell&#8217;uso della violenza, ritenuta giusta e necessaria, difensiva ed emancipativa; un tema costantemente accompagnato dal ragionamento su mezzi e fini e dal sentimento di ingiustizia e di rabbia per il dolore provocato dalla brutalit\u00e0 dell&#8217;occupazione e della guerra civile. Si tratta di un dato che caratterizza l&#8217;orizzonte mentale comune e che entra in conflitto con le convinzioni politiche, morali e religiose dei combattenti e dei militanti, per i quali \u2013 a differenza del nemico \u2013 la violenza non \u00e8 un valore identitario n\u00e9 fondativo. Una intera gamma di elementi separa il bisogno di giustizia dalla voglia di vendetta e dall&#8217;odio, un rischio percepito e che va evitato, in cui osserviamo il partigianato impegnarsi nella ricerca dell&#8217;equilibrio e nel disciplinamento della violenza \u2013 a partire dai regolamenti del Corpo Volontari della Libert\u00e0 \u2013 in cui si avverte da un lato la preoccupazione di non perdere l&#8217;umanit\u00e0, mostrarsi diversi da tedeschi e fascisti e non cadere nell&#8217;arbitrariet\u00e0 dell&#8217;azione; e dall&#8217;altro quella di non cedere sull&#8217;intransigenza e sulla necessit\u00e0 di essere parte di un nuovo ordinamento di legalit\u00e0 e legittimit\u00e0 che prenda il posto di quello generato dai disvalori del nazifascismo.<\/p>\n<figure class=\"caption caption-img\" role=\"group\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/31.jpg\" alt=\"partigiani nella neve\" width=\"690\" height=\"460\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"67b39ac5-2a71-45e3-92f3-0bda590157db\" \/><figcaption>Archivi della Resistenza, Fondazione Gramsci.<\/figcaption><\/figure>\n<p>La\u00a0<em>Storia passionale della guerra partigiana<\/em>\u00a0mostra chiaramente attraverso le parole dei suoi protagonisti, uomini e donne, come tra le molte difficolt\u00e0 e non senza contraddizioni la lotta partigiana sia stata una esperienza di vita densa e rivoluzionaria, tale da trasformare per sempre chi l&#8217;ha vissuta. Un&#8217;esperienza orientata al futuro e alimentata da un profondo amore per la vita e da un bisogno di rinascita collettiva. Nell&#8217;aprile 1945, a Liberazione avvenuta, nell&#8217;imminenza del ritorno dalla prigionia in Germania, Enrica Filippini Lera scriveva al padre una lettera, simile a moltissime nei toni capaci di trasmettere una gioia e un&#8217;emozione collettiva di grande proiezione e trasporto: \u00abTanto ci sar\u00e0 da lavorare in Italia, ma non ci sgomenta. Lavoreremo e ricostruiremo la nostra vita e non ci sar\u00e0 gioia pi\u00f9 grande\u00bb.<\/p>\n<p>Da un nucleo incandescente di una gioia impastata di dolore e dal bisogno di \u201cballare sulle macerie\u201d del dopoguerra sorge il meglio dello spirito della democrazia in fase aurorale del 1946-48. La guerra partigiana appare dunque cos\u00ec un processo che avviene\u00a0<em>nonostante tutto<\/em>\u00a0e\u00a0<em>anche<\/em>\u00a0<em>quando tutto sembrava perduto<\/em>, perch\u00e9 al feroce inverno 1944-45 segue la primavera del 1945 che diventa la marea della Liberazione alla fine di aprile: in quei venti mesi eccezionali hanno preso vita la progettazione creativa e l&#8217;utopia pratica di uno spazio pubblico che si trattava di inventare, dopo che la tradizione, la monarchia, il fascismo, una societ\u00e0 ipocrita, arcaica e immobile avevano mostrato di aver fallito.<\/p>\n<figure class=\"caption caption-img align-center\" role=\"group\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/04_17.jpg\" alt=\"partigiani in festa\" width=\"344\" height=\"460\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"302be12d-4bdc-4698-b1df-18bd2b6f619e\" \/><figcaption>Archivi della Resistenza, Fondazione Gramsci.<\/figcaption><\/figure>\n<p>L&#8217;eredit\u00e0 della Resistenza appare opaca, quando non perduta o sconosciuta nel senso comune dell&#8217;attuale democrazia in crisi, anche a causa di un processo di \u201crevisione\u201d storico-istituzionale al ribasso, che ha accompagnato le vicende politiche degli ultimi decenni e che si \u00e8 associata, rafforzandosi, all&#8217;amnesia storica e all&#8217;analfabetismo emotivo diffuso. Il presente pare dominato da un realismo individualista e da un disamore per qualsiasi\u00a0<em>ethos<\/em>\u00a0pubblico, quando non orientato a forme di integralismo e radicalismo risentito: a quasi ottanta anni da allora si tratta, ancora una volta, di fare propria quella forza immaginativa verso il futuro che ha caratterizzato la Resistenza.<\/p>\n<p>In una prefazione del 1985 a\u00a0<em>Il barone rampante<\/em>, l&#8217;ex partigiano Italo Calvino scriveva che \u00abla disobbedienza acquista un senso solo quando diventa una disciplina morale pi\u00f9 rigorosa e ardua di quella a cui si ribella\u00bb: sono parole che ben descrivono il progetto della lotta partigiana e di quello che ancora significa nel presente.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"text-azzurro text-xl py-3\"><\/div>\n<div><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/venti-mesi-in-cui-imparammo-disobbedire\">https:\/\/www.doppiozero.com\/venti-mesi-in-cui-imparammo-disobbedire<\/a><\/strong><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"py-6\">\n<div class=\"blazy blazy--field blazy--field-immagini-media blazy--field-immagini-media--full field field--name-field-immagini-media field--type-entity-reference field--label-hidden field__items is-blazy\" data-blazy=\"\" data-once=\"blazy\">\n<div class=\"field__item\">\n<div class=\"media media--blazy media--bundle--image media--image media--responsive is-b-loaded\" data-b-token=\"b-481737cc18e\"><img decoding=\"async\" class=\"media__element b-lazy b-responsive b-loaded\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/styles\/r_articolo_desktop_w838\/public\/9788858152478.jpg.webp?itok=nrX1b4E-\" alt=\"\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DOPPIOZERO (Enrico Manera) Con\u00a0Storia passionale della guerra partigiana\u00a0(Laterza, 2023), Chiara Colombini, ricercatrice di\u00a0Istoreto\u00a0attiva nella rete dell&#8217;Istituto nazionale Parri, si colloca sulla scia della svolta impressa dall&#8217;opera fondamentale di Claudio Pavone, portando avanti l&#8217;indagine sulla soggettivit\u00e0 dei partigiani e sulle tre guerre concentriche \u2013 anti-tedesca, antifascista e politicamente emancipativa \u2013 che costituiscono la Resistenza. \u00c8 il racconto della lotta di Liberazione presa nel\u00a0suo\u00a0tempo e senza la consapevolezza del\u00a0dopo, capace di sottrarsi tanto alla cristallizzazione memorialistica&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":72522,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/DoppioZero.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ma1","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85189"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=85189"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85189\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85191,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85189\/revisions\/85191"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72522"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=85189"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=85189"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=85189"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}