{"id":85238,"date":"2024-04-30T10:40:04","date_gmt":"2024-04-30T08:40:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85238"},"modified":"2024-04-29T11:33:39","modified_gmt":"2024-04-29T09:33:39","slug":"il-senso-attuale-del-25-aprile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85238","title":{"rendered":"Il senso attuale del 25 aprile"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Fabrizio Venafro)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/resistenza-2.jpg\" width=\"366\" height=\"237\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con le grandi manifestazioni del 25 aprile, \u00e8 stata ribadita la natura antifascista dell\u2019Italia che si stringe attorno alla costituzione nata dalla sconfitta del nazifascismo. Ma ci piace anche pensare che tale manifestazione di antifascismo sia un monito, ossia che non si pu\u00f2 tirare troppo la corda dell\u2019autoritarismo e della spoliticizzazione tecnocratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il fascismo \u00e8 stato una fase della storia del nostro paese e ha forgiato in quell\u2019esperienza una propria ideologia. Un\u2019ideologia dai caratteri ben precisi: il rifiuto di una forma di governo democratica, il nazionalismo esasperato, l\u2019esaltazione della violenza e della guerra, un sistema monistico di governo, ossia il riconoscimento di una sola istanza contro ogni pluralismo sociale e politico. Corollario di tali caratteri sono la repressione del dissenso, la negazione delle libert\u00e0 di stampa, di espressione, di riunione e di manifestazione di idee che non coincidano con quelle del regime. A questo occorre aggiungere la socializzazione delle masse, ossia la loro inclusione passiva in un sistema monistico-totalitario ed \u00e8 forse questa la vera originalit\u00e0 del fascismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il fascismo \u00e8 un episodio concluso, legato a determinate contingenze storiche, che difficilmente si potr\u00e0 riproporre nelle forme in cui si \u00e8 manifestato nel secondo ventennio del Novecento. \u00c8 improbabile che si ripresentino camicie nere, saluti fascisti e adunate di massa inneggianti il capo supremo, se non da parte di gruppi minoritari. Ma le sue caratteristiche profonde, depurate dalle manifestazioni di folclore, sono tutt\u2019altro che scomparse dal panorama politico globale. Nel parco di Montesole, in una targa, \u00e8 riportata una frase di Dossetti che recita:\u00a0<em>so bene che la storia non si ripete mai nella stessa maniera per\u00f2 si possono dare circostanze simili.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli stessi Stati Uniti, tra i vincitori del nazifascismo, fino agli anni sessanta veniva praticato un apartheid che nulla aveva da invidiare a quello delle leggi razziali nazifasciste tra il 1933 e il 1939. Negli stati del sud, l\u2019odio razziale era codificato infatti in un sistema giuridico denominato Jim Crow. Questo non solo permetteva le forme abiette della separazione razziale, ma consentiva anche linciaggi e omicidi nei confronti degli afroamericani che rimanevano sostanzialmente impuniti. Nel sistema razziale nordamericano difficilmente un nero poteva sfuggire alla persecuzione. Se un ebreo poteva, per ipotesi, dotarsi di documenti falsi e nascondere la propria origine, tale possibilit\u00e0 era evidentemente negata al nero che portava sulla propria pelle il marchio dell\u2019infamia. Inoltre, se \u00e8 ancora dibattuto se la popolazione tedesca o anche italiana fossero d\u2019accordo con le leggi razziali ovvero se queste fossero frutto del delirio dei capi, negli Stati Uniti del sud il razzismo era largamente condiviso, fino a inscenare supplizi, linciaggi, torture pubbliche, a beneficio di un pubblico bianco plaudente che non disdegnava di farsi fotografare a fianco dei corpi impiccati dei neri. Quando parliamo dell\u2019America quale faro mondiale della democrazia, dobbiamo avere ben presente tali immagini. Loic Wacquant, sociologo che ha dedicato una monografia al Jim Crow, scrive che nessun altro regime segregazionista della storia contemporanea, compresi il Sudafrica dell\u2019apartheid e la Germania nazista,\u00a0<em>si \u00e8 mai fondato sulla coercizione fisica pi\u00f9 bruta e sulla brutalit\u00e0 omicida quanto il regime di Jim Crow nel sud degli Stati Uniti\u00a0<\/em>(in\u00a0<em>Le Monde diplomatique,<\/em>\u00a0aprile 2024).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, il razzismo \u00e8 ampiamente praticato da Israele e, al netto dell\u2019ecatombe che si sta verificando a Gaza, dal 1948 lo stato sionista persegue una politica di pulizia etnica tesa a realizzare uno stato a esclusiva presenza ebraica. L\u2019eccidio di Gaza \u00e8 uno dei tasselli per la costruzione di un grande stato ebraico in Palestina. E anche questo nel silenzio delle maggiori democrazie occidentali, a dimostrazione che la patente di democrazia, come la ragione, stanno dalla parte di chi ha i mezzi e il potere di\u00a0 fornire di senso le parole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La canzone Bella ciao, della resistenza italiana, \u00e8 diventata un inno alla liberazione cantato in tutto il mondo. Non \u00e8 una forzatura portare le bandiere palestinesi nella ricorrenza del 25 aprile, perch\u00e9 quella palestinese \u00e8 la resistenza odierna contro un oppressore che manifesta molti dei caratteri del nazifascismo, come i pogrom, gli assassini impuniti da parte dei coloni, i bombardamenti da parte dell\u2019esercito regolare che ci riportano alla mente\u00a0<em>Guernica<\/em>. Analogamente, festeggiare il 25 aprile non significa solamente ricordare la liberazione avvenuta ottant\u2019anni fa, ma auspicare che la lotta continui per abbattere i regimi oppressivi che non sono affatto scomparsi nel 1945.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Persino nell\u2019occidente cosiddetto democratico, l\u2019oppressione \u00e8 tutt\u2019altro che scomparsa. Pier Paolo Pasolini, nel 1974, denunciava che nessun centralismo fascista fosse riuscito a fare ci\u00f2 che aveva realizzato la civilt\u00e0 dei consumi. E questo perch\u00e9 quest\u2019ultima aveva realizzato quell\u2019adesione convinta da parte delle masse che il fascismo aveva auspicato ma che non era riuscito a raggiungere, nonostante lo sforzo profuso attraverso le organizzazioni dopolavoristiche, le adunate di massa, la liturgia di regime. La civilt\u00e0 dei consumi, con il suo modello di potere invisibile e intangibile, aveva fatto breccia negli animi delle persone, raggiungendo quell\u2019omologazione che non era riuscita a nessun altro regime. Oggi, attraverso il trionfo dell\u2019ideologia neoliberale, quell\u2019omologazione ha fatto un salto di qualit\u00e0. L\u2019esaltazione del mercato concorrenziale, della competizione assurta a cifra esistenziale ha sostituito quella della guerra inneggiata dai fascisti. La sostanza, per\u00f2, \u00e8 la stessa. Non si tratta di una sublimazione perch\u00e9 l\u2019economia pu\u00f2 essere la prosecuzione della guerra con altri mezzi, pi\u00f9 pervasivi e micidiali. Scriveva Bertold Brecht: perch\u00e9 mandare dei sicari quando potremmo ricorrere a degli esattori? Concetto ben presente a Fmi e Banca mondiale, che hanno fatto delle politiche di aggiustamento strutturale, imposte ai paesi in difficolt\u00e0, degli strumenti per la penetrazione dei principi neoliberali che facessero strame delle logiche solidali per sostituirle con la competizione assurta a misura dell\u2019efficienza economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, la competizione, assurta a cifra esistenziale, \u00e8 un mantra difficilmente contestato. La soggettivazione delle colpe per l\u2019insuccesso individuale, la frammentazione sociale attraverso gli attacchi alle organizzazioni del lavoro ma anche a quelle che perseguono obiettivi non economici ma solidali, l\u2019espansione di logiche di mercato e competitive a strati della societ\u00e0 che prima ne erano esclusi, rappresentano altrettanti tasselli per la costituzione di un nuovo sistema monistico. Si tratta di un sistema a ideologia unica, giacch\u00e9 non di fine delle ideologie si dovrebbe parlare, in riferimento al XXI secolo, ma di fine del pluralismo ideologico. Se il fascismo \u00e8 stata la risposta reazionaria al problema dell\u2019avvento delle masse nell\u2019agone politico, oggi il capitalismo neoliberale rappresenta un\u2019analoga risposta aggiornata ai tempi correnti. La liturgia politica \u00e8 stata sostituita da quella del consumo, i sacrari dei caduti per la rivoluzione fascista dai centri commerciali, l\u2019esaltazione della guerra da quella per il mercato competitivo, il governo dittatoriale da una farsesca dialettica tra governo e opposizione in cui entrambi i contendenti condividono il sistema che non pu\u00f2 essere messo in discussione perch\u00e9 considerato un dato immutabile. Margini di cambiamento non ce ne sono. Soggettivit\u00e0 politica alternativa neanche. La libert\u00e0 di stampa \u00e8 anch\u2019essa una farsa, non a causa della censura di alcuni autori o non solo per quello, ma per il diverso potere tra chi ha in mano le maggiori testate giornalistiche e televisive e chi non dispone di forza economica sufficiente per far sentire la propria voce. Spaventano ancora il potere le manifestazioni in cui gli individui pongono i propri corpi a presidio degli spazi urbani in un\u2019era dove ogni dibattito \u00e8 spostato sull\u2019etere. E qui, occorre ancora esercitare una repressione fisica, per ricordare che la libert\u00e0 di manifestazione c\u2019\u00e8 solo se non si mette radicalmente in discussione il sistema. I cardini fondanti la democrazia, anche quella liberale, ossia libert\u00e0 di stampa, di riunione, di associazione, di manifestazione, sono sempre pi\u00f9 fragili; soprattutto oggi che si stanno affilando le sciabole per nuove guerre in spregio ai sentimenti pacifisti delle popolazioni. Se si pensa a quanto scritto sopra, circa i caratteri del fascismo, non sembra ci sia molta distanza. Il fascismo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, ma i principi della resistenza non sono ancora affermati.<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\">\n<div class=\"a2a_kit a2a_kit_size_26 addtoany_list\" data-a2a-url=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/04\/29\/il-senso-attuale-del-25-aprile\/\" data-a2a-title=\"Il senso attuale del 25 aprile\"><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/04\/29\/il-senso-attuale-del-25-aprile\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/04\/29\/il-senso-attuale-del-25-aprile\/<\/a><\/strong><\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Fabrizio Venafro) Con le grandi manifestazioni del 25 aprile, \u00e8 stata ribadita la natura antifascista dell\u2019Italia che si stringe attorno alla costituzione nata dalla sconfitta del nazifascismo. 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