{"id":85262,"date":"2024-05-02T08:13:25","date_gmt":"2024-05-02T06:13:25","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85262"},"modified":"2024-04-30T11:15:34","modified_gmt":"2024-04-30T09:15:34","slug":"aspettando-rafah","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85262","title":{"rendered":"Aspettando Rafah"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Nell\u2019imminenza dell\u2019attacco israeliano a Rafah, l\u2019ultima citt\u00e0 palestinese non ancora completamente distrutta, proviamo ad analizzare le tattiche dell\u2019IDF alla luce della particolare natura della societ\u00e0 israeliana, di cui l\u2019esercito \u00e8 uno specchio fedele. Tenendo presente il gioco delle parti che sempre si tiene tra Washington e Tel Aviv.<\/h5>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38448\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/irvsis-1024x583.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"583\" \/><\/figure>\n<p>La guerra\u00a0<em>biblica\u00a0<\/em>che Israele sta conducendo contro i palestinesi, come era facilmente prevedibile, sta raggiungendo il suo limite, senza aver conseguito un solo obiettivo. Naturalmente la propaganda sionista \u2013 e quella occidentale di rincalzo \u2013 negano tutto il negabile: le ingenti perdite militari, la fuga dal paese degli israeliani con doppia cittadinanza, la crisi socio-economica conseguente alla guerra, la mancata liberazione dei prigionieri israeliani a Gaza, l\u2019impossibilit\u00e0 di smantellare la rete di tunnel della Resistenza, e ovviamente il fatto che l\u2019IDF non sia stato capace di infliggere a questa perdite superiori ad un 20% della sua forza combattente.<br \/>\nMa ovviamente negare la realt\u00e0 non serve a trasformarla. E, per di pi\u00f9, non dura a lungo. Quello che \u00e8 accaduto in questi sei mesi e mezzo \u00e8 che l\u2019esercito per mezzo secolo ritenuto uno dei pi\u00f9 potenti al mondo (nonch\u00e9\u00a0<em>\u201cl\u2019esercito pi\u00f9 morale del mondo\u201d<\/em>, nelle parole degli attuali leader sionisti) ha perso l\u2019onore; quello militare, dimostrandosi incapace di sconfiggere un nemico infinitamente inferiore per armamenti, e quello umano, comportandosi sempre pi\u00f9 come una banda di criminali di guerra.<\/p>\n<p>Per comprendere Israele, bisogna guardare alla sua storia ed alla sua societ\u00e0, e l\u2019<em>Israel Defence Force<\/em>\u00a0\u00e8 non solo un elemento fondamentale della societ\u00e0 israeliana, ma ne \u00e8 anche uno specchio. In un certo senso, quella che tradizionalmente \u00e8 una divisione ben presente nelle societ\u00e0 occidentali (tra civili e militari), in quella israeliana \u00e8 quasi inesistente, non solo per via del fatto che la leva (obbligatoria) sia lunga (tre anni) ed estesa ad ambo i sessi, ma perch\u00e9 la societ\u00e0 stessa si percepisce come costantemente in armi. Che poi pi\u00f9 che essere minacciata da nemici esterni, sia invece essa stessa una costante minaccia per i vicini e per la popolazioni della regione, \u00e8 qualcosa che ha a che vedere con la percezione soggettiva \u2013 ben alimentata dall\u2019ideologia sionista.<br \/>\nQuesta osmosi tra esercito e societ\u00e0 ha fatto s\u00ec che, storicamente, molti dei leader politici israeliani siano stati alti ufficiali dell\u2019IDF, poich\u00e9 \u2013 in una societ\u00e0\u00a0<em>guerriera\u00a0<\/em>\u2013 i successi militari diventano automaticamente un trampolino di lancio politico.<\/p>\n<p>Nonostante che, per ragioni puramente propagandistiche, Israele tenda a rappresentarsi come una societ\u00e0 estremamente omogenea (al punto da proclamarsi recentemente come \u201cstato degli ebrei\u201d), la realt\u00e0 \u00e8 assai diversa. Il primo mito da sfatare \u00e8 che gli ebrei siano una razza, o quantomeno un\u2019etnia, e non semplicemente i seguaci di una religione. In questo, proprio l\u2019osservazione della societ\u00e0 israeliana offre una chiara chiave di lettura. I cittadini israeliani di religione ebraica, infatti, appartengono ad almeno quattro diversi gruppi etnici. Anche se non \u00e8 molto noto, vi \u00e8 una comunit\u00e0 di origine etiope (i\u00a0<em>falasci\u00e0<\/em>), la cui immigrazione fu largamente favorita nei decenni passati, proprio per sopperire al\u00a0<em>gap\u00a0<\/em>demografico tra ebrei ed arabi. Ed ancor meno nota \u2013 e del resto ancor pi\u00f9 piccola \u2013 vi \u00e8 una seconda comunit\u00e0 di ebrei di origine indiana.<br \/>\nLe due maggiori comunit\u00e0 ebraiche israeliane sono comunque quella ashkenazita (cio\u00e8 gli ebrei di origine europea) e quella sefardita (gli ebrei di origine arabo nord-africana).<br \/>\nA queste due comunit\u00e0 corrispondono, per grandi linee, anche due diversi ruoli nella societ\u00e0, e due diverse visioni della stessa.<\/p>\n<p>Tradizionalmente, le \u00e9lite politiche israeliane appartengono alla comunit\u00e0 ashkenazita. E sono state a lungo espressione dell\u2019ala socialdemocratica e (poi)\u00a0<em>liberal\u00a0<\/em>del sionismo. Mentre tra i sefarditi prevale un atteggiamento pi\u00f9 conservatore.<br \/>\nEntrambe le comunit\u00e0 sono significativamente impegnate nella colonizzazione dei territori occupati, ed a partire da questa realt\u00e0 si \u00e8 prodotto un processo sia di radicalizzazione politica (verso l\u2019estrema destra) sia di radicalizzazione religiosa (verso un sionismo messianico).<br \/>\nQuesta doppia radicalizzazione, inoltre, va a sommarsi ad una maggiore prolificit\u00e0 dei coloni, rispetto agli israeliani urbanizzati, che quindi va a riflettersi in modo crescente sul diverso peso politico ed elettorale; in una popolazione abbastanza ristretta (gli israeliani di religione ebraica sono meno di otto milioni), basta poco per far pendere la bilancia da una parte piuttosto che da un\u2019altra. E tutto ci\u00f2 ha un riflesso immediato anche sulle forze armate, che come detto sono un esercito di leva.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38449 lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MNB_SRequestManager-10-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MNB_SRequestManager-10-1024x683.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MNB_SRequestManager-10-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MNB_SRequestManager-10-300x200.jpg 300w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MNB_SRequestManager-10-768x512.jpg 768w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MNB_SRequestManager-10.jpg 1200w\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p>La caratteristica dell\u2019esercito israeliano, quindi, \u00e8 che questa sua forte connessione con la societ\u00e0 lo plasma in molti sensi. Poich\u00e9 infatti la societ\u00e0 israeliana \u00e8 piccola, necessita che le sue risorse umane siano pienamente impegnate nel farla crescere e prosperare; e ci\u00f2 si traduce nel fatto che, mentre praticamente tutti i cittadini [1] prestano servizio di leva, sono molto pochi coloro che proseguono la carriera militare. Questo produce un fenomeno molto singolare, rispetto alle forze armate degli altri paesi. Mentre infatti in questi sia il corpo ufficiali che quello sottufficiali (cio\u00e8 l\u2019infrastruttura gerarchica) sono pressoch\u00e9 completamente formati da personale di carriera, nell\u2019esercito israeliano sono prevalentemente di leva. Non \u00e8 quindi raro trovare ufficiali, anche di grado elevato, molto giovani d\u2019et\u00e0. Questo comporta non solo un minore controllo lungo la catena di comando, ma ovviamente anche una minore esperienza a vari livelli di questa.<br \/>\nIl fatto che un numero crescente di giovani militari venga dalle colonie dei territori occupati, e siano quindi radicalizzati in senso politico e religioso, si riflette immediatamente sull\u2019atteggiamento nei confronti del\u00a0<em>nemico\u00a0<\/em>palestinese, cos\u00ec come sul fatto che buona parte della linea gerarchica \u00e8 coperta dai medesimi giovani, il che a sua volta si traduce nel fatto che gli ufficiali condividono questo atteggiamento, e non vi pongono freni.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 ci\u00f2 che Alastair Crooke [2] definisce\u00a0<em>\u201cescatologia calda\u201d<\/em>, ovvero la manifestazione politica e militare di quella parte di societ\u00e0 che si ritiene la vera interprete dell\u2019ebraismo, e che tende ad applicare letteralmente e pedissequamente l\u2019Antico Testamento come base normativa e comportamentale. In questo senso, quella che si sta profilando \u00e8 una trasformazione della societ\u00e0 israeliana in senso integralista, quasi prefigurando una sorta di ISIS ebraico.<br \/>\nLe conseguenze pratiche di tutto ci\u00f2, sul campo di battaglia, sono tutto sommato abbastanza evidenti.<br \/>\nUnit\u00e0 militari composte da soldati, sottufficiali ed ufficiali giovani e giovanissimi, privi di esperienza di combattimento, ma al tempo stesso carichi di una forte ideologia politico-religiosa nazionalista, che si sono trovati catapultati in una situazione di guerra gi\u00e0 di per s\u00e9 estremamente complicata, stanno prevedibilmente reagendo nel modo sbagliato.<\/p>\n<p>Uno degli aspetti interessanti di questo conflitto, \u00e8 che si sta per certi versi sviluppando secondo uno schema gi\u00e0 visto in Vietnam [3]. Quando gli strateghi del Pentagono cominciarono a rendersi conto che l\u2019esercito americano, con tutta la sua potenza di fuoco, non riusciva ad aver ragione della guerriglia vietcong, cominciarono a pensare che dovessero provare ad applicare una diversa strategia. Poich\u00e9 la direttiva politica era che bisognava vincere, e d\u2019altra parte i generali non avevano alcuna voglia di andarsene da l\u00ec sconfitti, si immaginarono un approccio capace di snidare i guerriglieri, ed avviarono il programma\u00a0<em>\u201csearch and destroy\u201d<\/em>, che consisteva nel dividere il territorio in settori, e procedere a\u00a0<em>ripulirli\u00a0<\/em>uno dopo l\u2019altro. Il risultato fu che la catena di comando chiedeva risultati, e che questi finivano con l\u2019essere espressi dal numero di vietcong uccisi. Per cui i vari reparti dell\u2019US Army in pratica uccidevano tutti gli uomini dei villaggi, rubricandoli poi come guerriglieri. Esattamente quello che sta facendo l\u2019IDF, che identifica come combattenti di Hamas praticamente tutti i maschi adulti che uccide quotidianamente.<\/p>\n<p>A monte del problema strettamente militare, infatti, c\u2019\u00e8 quello politico. Colto in contropiede dall\u2019attacco della Resistenza palestinese del 7 ottobre, Israele ha infatti reagito con rabbia e ferocia, ma senza alcuna strategia, cio\u00e8 senza obiettivi conseguibili e senza una idea sul come conseguirli. Il tutto complicato dal fatto che il capo del governo teme di finire in carcere appena dovesse perdere l\u2019incarico, ed ha quindi tutto l\u2019interesse a tenere aperto il conflitto il pi\u00f9 a lungo possibile. L\u2019IDF si \u00e8 cos\u00ec rapidamente trovato a combattere in una situazione per la quale non solo non era preparato, ma nella quale non ha un percorso chiaro da perseguire, ed in cui invece \u2013 nonostante la preponderanza bellica e tecnologica di cui dispone \u2013 \u00e8 l\u2019insieme delle forze che compongono l\u2019Asse della Resistenza a mantenere l\u2019iniziativa strategica.<br \/>\nDi conseguenza, le perdite \u2013 sia di attrezzature che di personale \u2013 si sono fatte sempre pi\u00f9 elevate, a fronte dell\u2019inconsistenza di successi militari acquisiti. Il che, ovviamente, non poteva che produrre frustrazione nelle truppe sul campo. Inevitabile conseguenza, le unit\u00e0 di prima linea perdono il controllo, si abbandonano a saccheggi, a rastrellamenti indiscriminati, a torture ed esecuzioni sommarie.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38450 ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/photo_2023-02-16_14-45-24-1024x623.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"623\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/photo_2023-02-16_14-45-24-1024x623.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/photo_2023-02-16_14-45-24-1024x623.jpg 1024w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/photo_2023-02-16_14-45-24-300x183.jpg 300w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/photo_2023-02-16_14-45-24-768x467.jpg 768w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/photo_2023-02-16_14-45-24.jpg 1280w\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p>In questo contesto, Israele \u00e8 costretto a spostare ancora una volta in avanti la resa dei conti con s\u00e9 stesso (con i propri fallimenti militari e politici), e quindi \u2013 poich\u00e9 il tentativo di allargare il conflitto contemporaneamente all\u2019Iran ed agli Stati Uniti \u00e8 miseramente fallito \u2013 non ha molte altre\u00a0<em>chance\u00a0<\/em>a disposizione, se non quella di proseguire nell\u2019operazione su Gaza. L\u2019attacco a Rafah \u00e8 l\u2019ultima spiaggia, e da questo\u00a0<em>deve\u00a0<\/em>sortire qualcosa spendibile come un risultato capace di dare un senso a tutto quanto.<br \/>\nLa quadratura del cerchio, per\u00f2, \u00e8 pi\u00f9 complicata che mai. Washington ha dato il via libera, ma ha assoluto bisogno che l\u2019operazione non si trasformi nell\u2019ennesimo sterminio di massa; la scadenza elettorale si avvicina, e gi\u00e0 il clima si sta infuocando nel paese, con le universit\u00e0 e le comunit\u00e0 islamiche e nere in rivolta contro le politiche filo-israeliane dell\u2019amministrazione Biden. Pensare di distruggere Hamas, dopo non esserci riusciti in quasi sette mesi, \u00e8 una pia illusione. Le possibilit\u00e0 di liberare almeno un po\u2019 di prigionieri sono decisamente scarse.<\/p>\n<p>Oltretutto, \u00e8 facilmente prevedibile che l\u2019attacco all\u2019ultima citt\u00e0 della Striscia di Gaza non ancora del tutto rasa al suolo provocher\u00e0 una reazione su tutti i fronti, da parte dell\u2019Asse della Resistenza. C\u2019\u00e8 da aspettarsi un moltiplicarsi degli attacchi dal Libano, dall\u2019Iraq, dalla Siria, dallo Yemen. E la Resistenza non ha soltanto l\u2019iniziativa strategica, ma anche la capacit\u00e0 tattica di modulare la propria azione militare in modo tale da impedire l\u2019<em>escalation<\/em>\u00a0voluta da Tel Aviv, pur mantenendo una forte incisivit\u00e0. Tutto ci\u00f2 porta purtroppo a prevedere che, per quanto il\u00a0<em>gabinetto di guerra<\/em>\u00a0vorrebbe evitarlo, l\u2019unico risultato visibile che l\u2019IDF potr\u00e0 ottenere entrando a Rafah sar\u00e0 quello di fare una nuova, grande strage di civili palestinesi.<br \/>\nQuesto, ovviamente, \u00e8 semplicemente orribile, e tragico. Il prezzo che il popolo palestinese sta pagando per il suo ostinato rifiuto a sottomettersi \u2013 cio\u00e8 a farsi espellere dal proprio territorio \u2013 \u00e8 enorme. Ma \u00e8 importante comprendere che la questione \u00e8 pi\u00f9 ampia.<\/p>\n<p>Per Israele, questo \u00e8 ovviamente un passo verso la realizzazione del sogno di<em>\u00a0Eretz Israel<\/em>. E per far s\u00ec che si realizzi, bisogna prima di tutto spezzare la resistenza del popolo palestinese, e trasformare in realt\u00e0 quella che era la doppia\u00a0<em>menzogna fondativa<\/em>\u00a0di Israele:\u00a0<em>\u201cuna terra senza popolo per un popolo senza terra\u201d<\/em>. Doppia perch\u00e9 non solo quella terra un popolo lo aveva e ce l\u2019ha, da migliaia di anni, ma perch\u00e9 non c\u2019era neanche un popolo senza terra, ma i seguaci di una religione che intendevano abbandonare le terre in cui vivevano per appropriarsi di quella altrui (un caso tipico di colonialismo). Quindi il genocidio in atto \u00e8 una misura di terrorismo di massa, che insieme alla distruzione sistematica di Gaza (non solo delle sue abitazioni ed istituzioni, ma anche di tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 costituire retaggio culturale e legame con la terra), ed alla fame come arma, punta a spingere i palestinesi ad un esodo di massa, una seconda \u2013 e pi\u00f9 grande \u2013\u00a0<em>Nakhba<\/em>.<br \/>\nMa per gli Stati Uniti non c\u2019\u00e8 solo il mantenimento di un presidio in Medio Oriente. Il conflitto israelo-palestinese \u00e8 oggi anche un test, per comprendere come reagisce il resto del mondo alle proprie politiche egemoniche, portate all\u2019estremo.<br \/>\nIn questo senso, Israele gioca il ruolo del\u00a0<em>proxy\u00a0<\/em>esattamente come gli ucraini con i russi. Ed una delle cose che pi\u00f9 interessano agli USA \u00e8 che oggi\u00a0<em>\u201cIsraele \u00e8 impegnato in uno sforzo deliberato e sistematico per distruggere le leggi e le norme esistenti sulla guerra\u201d<\/em>\u00a0[4].<\/p>\n<p>Nella percezione occidentale \u2013 o meglio, in quella che la narrazione propagandistica ha fatto s\u00ec che divenisse la percezione occidentale \u2013 la guerra \u00e8 una questione sempre pi\u00f9 tecnologica, ed anche quando diventa\u00a0<em>ibrida\u00a0<\/em>\u00e8 da intendersi come giocata su altri piani, diversi dal campo di battaglia e per ci\u00f2 stesso meno sanguinosi. Ma la realt\u00e0 \u2013 che tutte le guerre contemporanee ci restituiscono, dall\u2019Ucraina alla Palestina, dal Sudan al Myanmar \u2013 \u00e8 che invece sono ancora massicciamente fatte di uomini in carne ed ossa, e che il fattore umano (la capacit\u00e0 di mobilitare ed impegnare\u00a0<em>manpower<\/em>) \u00e8 ancora determinante. Per questo, la possibilit\u00e0 di\u00a0<em>liberare\u00a0<\/em>la guerra da quell\u2019insieme di norme che cercano di circoscriverne gli effetti \u2013 si direbbe, di scioglierne i lacci che la tengono legata \u2013 diventa un terreno da esplorare con interesse, per chi vede nella guerra la prima e l\u2019ultima risorsa con cui cercare di mantenere il dominio globale.<br \/>\nIn questo senso, quindi, Rafah potrebbe essere visto anche come un grande esperimento, per capire se, cosa e come si pu\u00f2 fare, spingendosi oltre.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator alignfull has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>1 \u2013 In Israele, almeno fino a ieri, le piccole comunit\u00e0 di ebrei\u00a0<em>ortodossi\u00a0<\/em>erano esentate dal servizio militare, ma una recente legge lo impone ora anche a loro, il che sta suscitando forti proteste da parte delle stesse. Da notare che anche tra queste comunit\u00e0 esistono differenze significative; ve ne sono infatti alcune fortemente sioniste, ed altre che, in virt\u00f9 della loro interpretazione della Torah, non solo ritengono il sionismo una aberrazione, ma addirittura negano il diritto di Israele ad esistere come stato, e conseguentemente sono filo-palestinesi\u2026<br \/>\n2 \u2013\u00a0<em>\u201cWill zionism self destruct?\u201d<\/em>, Alastair Crooke,\u00a0<a href=\"https:\/\/strategic-culture.su\/news\/2024\/04\/22\/will-zionism-self-destruct\/\"><em>Strategic Culture<br \/>\n<\/em><\/a>3 \u2013 Cfr.\u00a0<em>\u201cGaza: The Strategic Imperative\u201d<\/em>, intervista a Michael Hudson, riportata\u00a0<a href=\"https:\/\/michael-hudson.com\/2024\/04\/gaza-the-strategic-imperative\/\">sul sito<\/a>\u00a0dello stesso.<br \/>\n4 \u2013 Ibidem<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) Nell\u2019imminenza dell\u2019attacco israeliano a Rafah, l\u2019ultima citt\u00e0 palestinese non ancora completamente distrutta, proviamo ad analizzare le tattiche dell\u2019IDF alla luce della particolare natura della societ\u00e0 israeliana, di cui l\u2019esercito \u00e8 uno specchio fedele. 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