{"id":85271,"date":"2024-05-03T08:45:15","date_gmt":"2024-05-03T06:45:15","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85271"},"modified":"2024-05-01T07:47:58","modified_gmt":"2024-05-01T05:47:58","slug":"il-primo-maggio-a-santa-vittoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85271","title":{"rendered":"Il Primo Maggio a Santa Vittoria"},"content":{"rendered":"<p><strong>di DOPPIOZERO (Valerio Miselli)<\/strong><\/p>\n<div class=\"max-w-[838px]\">\n<div class=\"clearfix text-formatted field field--name-body field--type-text-with-summary field--label-hidden field__item\">\n<p>All&#8217;inizio del \u2018900 in Italia numerosi furono i tentativi di mettere in opera un modello sociale diverso da quello della emergente societ\u00e0 industriale o quello della societ\u00e0 contadina tradizionale. Con la fine della prima guerra mondiale nel paese di Santa Vittoria, in provincia di Reggio Emilia si consolidava una cultura dell&#8217;associazionismo cooperativo, iniziato ormai alla fine dell\u2019Ottocento. Oltre alle originarie prime forme di cooperazione nel settore dei lavoratori braccianti furono gradualmente costruite altre organizzazioni: nelle cooperative lavoravano praticamente tutti i gruppi professionali del villaggio, braccianti, muratori e si rapportavano alla cooperativa di lavoro anche fabbri, falegnami e altri artigiani. Le cooperative agricole includevano anche le organizzazioni dei truciolai e dei calzolai e, dal 1907, quelle dei birocciai; dunque, su una popolazione di 2309 abitanti, 1513 erano associati in cooperative.<\/p>\n<p>Dal 1905 persino le figure professionali pi\u00f9 importanti della cultura popolare come musicisti e liutai vengono raggruppati nella lega violinisti, comprendente cinque bande musicali del paese.<\/p>\n<p>Da queste premesse economiche e sociali scaturirono stimoli anche per la cultura musicale, sia per gli strumenti a corda che per quelli a fiato, dando vita ai concerti da ballo e della banda musicale del paese, confermatasi sempre necessaria per rallegrare alcune feste popolari locali e per caratterizzare le cerimonie funebri svolte in forma civile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/068%20seppia.jpg\" alt=\"n\" width=\"591\" height=\"451\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"e90f8a7b-2ad0-41e5-85a9-bc3a0ba667c8\" \/><\/p>\n<p>Nel 1911 si costituisce la cooperativa agricola per l&#8217;acquisto della tenuta Greppi (grande latifondista locale) e del Palazzo Greppi e si d\u00e0 vita a un nuovo organismo che accentra intorno a s\u00e9 tutte le altre istituzioni cooperative e governa la maggior parte della produzione agricola della zona. Vengono avviate altre attivit\u00e0 imprenditoriali che tendono a porsi come moderni circuiti di intermediazione sociale, economica e culturale tra la campagna e la citt\u00e0. Il movimento economico-finanziario legato alla circolazione del denaro viene diretto e coordinato dalla cooperativa di consumo che possiede i maggiori esercizi commerciali del paese.<\/p>\n<p>Tramite la cooperativa di lavoro gli operai di Santa Vittoria vengono inviati a eseguire lavori pubblici fuori dal villaggio e le operaie mandate in Piemonte e Lombardia per la mondatura del riso (le mondine).<\/p>\n<p>Ma anche nella cultura folkloristica e musicale Santa Vittoria aveva un posto di riguardo: le sue feste da ballo erano un importante appuntamento per le popolazioni della bassa reggiana (le aree pi\u00f9 vicine al fiume Po) e mantovana e i suoi rinomati violinisti erano richiesti in molte localit\u00e0 delle due province. In questo contesto nasce la banda di Santa Vittoria.<\/p>\n<p>Secondo Wikipedia si definisce banda musicale un&#8217;orchestra priva degli strumenti ad arco, formata quindi esclusivamente da fiati e percussioni; l\u2019assenza degli archi \u00e8 compensata dall&#8217;impiego di strumenti a fiato, normalmente estranei all&#8217;orchestra sinfonica come i flicorni o dall&#8217;uso massiccio di strumenti a fiato costruiti in diversi tagli, come vari tipi di clarinetto e di sassofono.<\/p>\n<p>La banda italiana moderna nasce tra il 1880 e il 1920 laddove vengono innovati i criteri di strumentazione e i testi musicali; fra i numerosi musicisti che negli anni si sono cimentati nella scrittura di musica per banda troviamo anche compositori colti come Arnold Sh\u00f6nberg, Charles Ives e Alfred Reed. In Italia si sviluppano autori e trascrittori di testi classici come Giovanni Orsomando, Carlo Pirola, Daniele Di Gregorio e molti altri.<\/p>\n<p>Nella tradizione operistica la banda compare sulla scena come seconda orchestra (come nella\u00a0<em>Gazza Ladra<\/em>). Giuseppe Verdi stesso aveva ricoperto il ruolo di maestro di banda e aveva composto testi musicali idonei.<\/p>\n<p>Il modello sociale che si viene a formare \u00e8 una sorta di utopia della cooperazione integrale che trova qui un fertile terreno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/CIMG1118.jpeg\" alt=\"j\" width=\"640\" height=\"480\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"916711e1-3073-4f5c-b6fb-a6e752287426\" \/><\/p>\n<p>Alla met\u00e0 degli anni \u201820, quando le pressioni politiche del regime fascista impongono lo scioglimento delle piccole cooperative degli artigiani, la banda musicale, per volont\u00e0 della maggioranza dei propri componenti, decide di cessare le attivit\u00e0 per non servire il regime fascista.<\/p>\n<p>Dopo la fine della seconda guerra mondiale i vecchi musicisti ricostruirono il corpo bandistico e, nel giro di due anni, misero insieme 30 suonatori. Raccontano: \u201cAvevamo come divisa il berretto blu con la copertina rossa smontabile e veniva anche il bidello della scuola elementare, l\u2019anziano Ferretti Francesco, sempre disponibile e pronto a preparare il palco per le prove settimanali con il rispettivo leggio e sedia per ogni suonatore, pi\u00f9 il secchio con l&#8217;acqua fresca da abbeverarsi con il mestolo. Quando ci trasferivamo fuori dal paese, ci precedeva con la propria bicicletta e il carrello agganciato per trasportare il tamburo e i tromboni pi\u00f9 voluminosi ed anche la pompa da bicicletta per eventuali necessit\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>La banda era sempre disponibile per tutte le richieste di servizi musicali, ma l&#8217;impegno eccezionale era per la giornata del 1\u00b0 maggio di ogni anno, dalle 8 alle 14, camminando per le principali vie del paese dove si trovava, a distanza non superiore a 200 metri, un tavolo con rinfresco a base di panettone, torte casalinghe con vino bianco e liquori, oppure a base di salume affettato con pane fresco e vino rosso; la postazione davanti alla Latteria Sociale aveva un tavolo con spicchi di formaggio grana stagionato. Il tutto era molto gradito, non soltanto dai suonatori della banda, ma anche dall\u2019improvvisato coro e corteo popolare che progressivamente aumentava, costituendo, verso met\u00e0 percorso, una vera marea di gente di tutte le generazioni.<\/p>\n<p>Ci sono manifestazioni che sono legate a doppio filo alla storia e alla tradizione di un luogo e il 1\u00b0 maggio rappresenta per Santa Vittoria un retaggio che si tramanda da fine ottocento. Soltanto durante l&#8217;emergenza sanitaria legata al COVID, per la prima volta nella sua storia, l&#8217;evento non viene svolto, facendo cos\u00ec mancare un&#8217;importante occasione di aggregazione per tutta la comunit\u00e0.<\/p>\n<p>La rinascita del 1\u00b0 maggio vittoriese \u00e8 datata 1945, pochi giorni dopo la liberazione. Si narra che a riprendere la tradizione sia stato Enea Bagnoli (cooperatore, componente di una storica famiglia di orchestrali) che con il suo violino inizi\u00f2 a girare per la frazione suonando l\u2019&#8221;Internazionale\u201d.<\/p>\n<p>Un tempo si esibivano anche le donne con i canti del lavoro e ancora oggi si vendono i garofani rossi, e si raccolgono le offerte per la banda stessa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/CIMG1169.jpeg\" alt=\"n\" width=\"640\" height=\"480\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"b88b8e84-95f0-4836-833b-eec69240a2d4\" \/><\/p>\n<p>La ricorrenza viene celebrata dunque a suon di musica e buon cibo: la tradizione vuole infatti che la banda di Santa Vittoria parta da palazzo Greppi e si fermi in ogni quartiere della frazione per un totale di circa 20 soste. Qui i suonatori intonano canzoni tipiche e molte famiglie, per ricambiarli, mettono a disposizione un abbondante rinfresco al termine del quale la banda riparte. \u00c8 una tradizione, dicevo, che ha radici lontane, infatti gi\u00e0 a fine ottocento la ricorrenza veniva celebrata con l&#8217;attuale forma itinerante. Le regole di questa insolita processione laica sono precise: ad ogni banchetto devono mangiare prima i suonatori e quello che resta \u00e8 a disposizione del pubblico. Oggi che il viaggio della banda si \u00e8 allargato anche ai quartieri nuovi, c\u2019\u00e8 un po&#8217; meno rigore su questo aspetto, ma ci\u00f2 non toglie che l&#8217;occasione sia buona per gustare prelibatezze offerte generosamente. Davanti alle case le famiglie portano anziani e invalidi che il 1\u00b0 maggio vengono omaggiati con musiche a richiesta. Stranamente il pezzo pi\u00f9 eseguito \u00e8 \u201cFiume amaro\u201d che qui tutti ricordano nella versione della venerata Iva Zanicchi da Ligonchio, seguita a notevole distanza dalle canzoni pi\u00f9 tipiche del 1\u00b0 maggio come l\u2019\u201cInternazionale&#8221; e, perch\u00e9 no, \u201cBandiera rossa\u201d che ancora risuona da queste parti. Negli ultimi vent&#8217;anni il maestro Valerio Volpi ha sempre condotto un eccezionale gruppo di suonatori, giovani e vecchi con entusiasmo per le strade del paese. Da pochi mesi per\u00f2 ci ha lasciato ed \u00e8 stato chiamato a dirigere una banda di angeli. Gli spettatori occasionali rimangono affascinati da questa specie di \u201cVia crucis\u201d laica che non ha nulla di sofferente, ma che ricorda con orgoglio i tempi del primato della cooperazione su tutte le altre organizzazioni economiche e sociali; qui puoi trovare lo storico del paese, Luca, che ti pu\u00f2 raccontare aneddoti di generazioni e storie dei tempi della citt\u00e0 dei cento violini; qui puoi incontrare il vecchio trombonista che ha servito la sua citt\u00e0 anche come guida turistica. Lui pu\u00f2 raccontare \u201cmi considero fra coloro che si ritengono appagati della propria appartenenza alla collettivit\u00e0, usufruendo direttamente della cultura della cooperazione sociale e anche di quella della musica popolare\u201d<\/p>\n<p>Essere presenti qui e camminare con loro il 1\u00b0 maggio vuole dire (oltre a una piacevole e laica processione musicale e culinaria) raccogliere gli ultimi brandelli di un modello sociale che ha rappresentato l&#8217;utopia della cooperazione integrale. Questi sono gli ultimi bagliori di quel modello, qui si \u00e8 per testimoniare un&#8217;occasione perduta.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"text-azzurro text-xl py-3\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"py-6\">\n<div class=\"blazy blazy--field blazy--field-immagini-media blazy--field-immagini-media--full field field--name-field-immagini-media field--type-entity-reference field--label-hidden field__items is-blazy\" data-blazy=\"\" data-once=\"blazy\">\n<div class=\"field__item\">\n<div class=\"media media--blazy media--bundle--image media--image media--responsive is-b-loaded\" data-b-token=\"b-4b52803e0a7\"><img decoding=\"async\" class=\"media__element b-lazy b-responsive b-loaded\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/styles\/r_articolo_desktop_w838\/public\/326293239_1301781750379913_795831123235734665_n.jpeg.webp?itok=d7uK4IeM\" alt=\"j\" \/><\/div>\n<div data-b-token=\"b-4b52803e0a7\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/il-primo-maggio-santa-vittoria\">https:\/\/www.doppiozero.com\/il-primo-maggio-santa-vittoria<\/a><\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DOPPIOZERO (Valerio Miselli) All&#8217;inizio del \u2018900 in Italia numerosi furono i tentativi di mettere in opera un modello sociale diverso da quello della emergente societ\u00e0 industriale o quello della societ\u00e0 contadina tradizionale. 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