{"id":85296,"date":"2024-05-03T11:00:09","date_gmt":"2024-05-03T09:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85296"},"modified":"2024-05-01T15:07:30","modified_gmt":"2024-05-01T13:07:30","slug":"jerusalem-post-il-momento-chiave-di-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85296","title":{"rendered":"Jerusalem Post: il momento chiave di Israele"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Davide Malacaria)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-85297\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FB_IMG_1714568617351-300x182.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"182\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FB_IMG_1714568617351-300x182.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FB_IMG_1714568617351.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi \u00e8 il turno del Jerusalem Post: &#8220;\u00c8 tempo di muoversi con decisione, di porre fine alle attuali ostilit\u00e0 e di iniziare l\u2019arduo ma necessario processo di guarigione e ricostruzione&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Precedentemente avevamo dato conto dell\u2019articolo di Alon Pinkas sul momentum fatale di Israele, che sta decidendo se attaccare Rafah o meno. Oggi \u00e8 il Jerusalem Post a sottolineare l\u2019importanza di queste ore e di quella decisione, definendo il momento un \u201cbivio cruciale\u201d. Il monito arriva in forma di editoriale, cosa che lo rende ancora pi\u00f9 autorevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Jerusalem Post: porre fine al logoramento di Israele<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cIl primo ministro Benjamin Netanyahu \u2013 si legge sul Jp (1) \u2013 si trova di fronte a una decisione che non solo definir\u00e0 la sua eredit\u00e0, ma modeller\u00e0 anche in modo significativo il futuro della nostra nazione. La posta in gioco \u00e8 enorme e la richiesta di una leadership visionaria non \u00e8 mai stata cos\u00ec urgente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se vero che l\u2019attacco a Rafah potrebbe portare alla fine della minaccia di Hamas, continua il Jp, esso \u201ccomporta un costo potenziale elevato: una significativa perdita di vite umane e una continua instabilit\u00e0 nella regione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cAl contrario, l\u2019argomentazione a favore del negoziato sottolinea la necessit\u00e0 immediata di porre fine alle sofferenze dei nostri cittadini. Questo approccio pragmatico mira a una soluzione che potrebbe potenzialmente salvare vite umane prevenendo un\u2019ulteriore escalation militare e consentirebbe il rapido ritorno dei nostri ostaggi. Tali negoziati potrebbero anche aprire la strada a un futuro pi\u00f9 stabile, ponendo le basi per processi di pace a lungo termine\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E ancora, \u201ctuttavia, questa non \u00e8 semplicemente una decisione strategica; porta con s\u00e9 profonde implicazioni morali [\u2026] possiamo giustificare un impegno militare prolungato che comporta con ogni probabilit\u00e0 perdite sostanziali da entrambe le parti? Oppure il nostro imperativo morale \u00e8 quello di dare priorit\u00e0 alla salvezza immediata dei nostri ostaggi, potenzialmente a scapito di preoccupazioni pi\u00f9 ampie di sicurezza e giustizia?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quindi, il passaggio forse pi\u00f9 significativo dello scritto: \u201cMentre la situazione di stallo continua, il costo in termini umani diventa sempre pi\u00f9 elevato e l\u2019impatto sulla nostra psiche nazionale sempre pi\u00f9 profondo. L\u2019opinione pubblica israeliana chiede con sempre pi\u00f9 insistenza la fine di questa storia, che ha prosciugato le nostre risorse, distolto la nostra attenzione dallo sviluppo nazionale e logorato il delicato tessuto della nostra unit\u00e0 sociale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c[\u2026] L\u2019inazione o l\u2019indecisione non sono pi\u00f9 accettabili. L\u2019opinione pubblica israeliana merita di vivere senza la costante minaccia di un conflitto e senza l\u2019agonia di sapere che i suoi concittadini soffrono in prigionia. \u00c8 tempo di muoversi con decisione, di porre fine alle attuali ostilit\u00e0 e di iniziare l\u2019arduo ma necessario processo di guarigione e ricostruzione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019editoriale non accenna ai costi in termini di reputazione internazionale che comporterebbe l\u2019attacco a Rafah, come faceva invece Thomas Friedman sul Nyt o Alon Pinkas su Haaretz (Piccolenote), i quali giustamente sottolineavano che l\u2019attacco avrebbe reso Israele un paria internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non che attualmente Israele sia scevro da tale vulnus. Ne scriveva il 18 aprile Amos Goldstein, docente di tematiche legate all\u2019Olocausto e al genocidio presso l\u2019Universit\u00e0 Ebraica di Gerusalemme, in un articolo che iniziava cos\u00ec: \u201cS\u00ec, \u00e8 un genocidio. \u00c8 cos\u00ec difficile e doloroso ammetterlo, ma nonostante tutto, e nonostante tutti i nostri sforzi per pensare diversamente, dopo sei mesi di guerra brutale non possiamo pi\u00f9 evitare questa conclusione. La storia ebraica sar\u00e0 ormai macchiata dal marchio di Caino per il \u2018pi\u00f9 orribile dei crimini\u2019, che non potr\u00e0 essere cancellato dalla sua fronte. In questo modo sar\u00e0 visto nel giudizio della storia per le generazioni a venire\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Netanyahu sta tentando di affossare le trattative con Hamas<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tel Aviv ha ancora in tempo quantomeno per limitare i danni. Un attacco a Rafah lo marchierebbe a fuoco col marchio di infamia, anche se fosse attuato secondo quanto prospettato dal JP, cio\u00e8 con un attacco \u201crapido e deciso\u201d, con pronta consegna della gestione postbellica a una supervisione internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il punto non sono solo i danni, i morti e i feriti che causer\u00e0 l\u2019attacco, ma anche la deportazione di oltre un milione di persone, che sarebbero sfollate verso aree di Gaza in cui l\u2019esercito israeliano ha distrutto tutto, tagliando cos\u00ec l\u2019ultimo cordone ombelicale che attualmente li lega agli aiuti umanitari, che a Rafah ancora sussistono bench\u00e9 tragicamente insufficienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Peraltro, da quanto trapela dei piani israeliani, agli uomini in et\u00e0 militare non sar\u00e0 permesso di sfuggire al destino di Rafah: l\u2019esercito israeliano starebbe predisponendo posti di blocco a tale scopo. Si tratta ancora di un\u2019indiscrezione, ma se fosse vera, sarebbe un ulteriore deriva verso la follia della leadership israeliana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al di l\u00e0 del particolare, che aggiungerebbe orrore all\u2019orrore consueto, il fatto che il momento sia cruciale lo evidenzia anche l\u2019annullamento della riunione del gabinetto di guerra, deciso a \u201ccausa dei disaccordi sul possibile accordo sugli ostaggi e sull\u2019ipotesi dell\u2019attacco a Rafah\u201d, come si legge sul Timesofisrael (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli ultimi giorni, infatti, Benny Gantz, che fa parte del gabinetto, ha alzato la voce come mai prima, arrivando a minacciare di abbandonare il governo, nel tentativo di forzare un accordo sugli ostaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sulla loro liberazione si sta ancora trattando con Hamas. Ma, se \u00e8 doverosa la speranza, occorre essere pronti alla delusione. Anche perch\u00e9 Netanyahu sta mettendo in gioco tutto il suo potere per mandare a monte i negoziati. Lo dimostra la sua dichiarazione sulla inevitabilit\u00e0 di un attacco a Rafah, \u201ccon o senza un accordo sugli ostaggi\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 chiaro che una delle carte in mano a Israele per ottenere l\u2019accordo \u00e8 la rinuncia della campagna su Rafah (almeno questo\u2026) perch\u00e9, per liberare gli ostaggi, Hamas deve ottenere qualcosa. Togliere questa carta dal tavolo \u00e8 un palese tentativo di affossare la trattativa. Vedremo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Note:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>1) https:\/\/www.jpost.com\/opinion\/article-799110<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>2) https:\/\/www.timesofisrael.com\/liveblog_entry\/war-cabinet-cancels-meeting-amid-disagreements-over-potential-hostage-deal-rafah-operation\/<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #Israele #Palestina #Gaza<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Fonte: https:\/\/www.piccolenote.it\/mondo\/jerusalem-post-momento-chiave-di-israele<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/TB47ZW3BnuDkPqdN\/\">https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/TB47ZW3BnuDkPqdN\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Davide Malacaria) Oggi \u00e8 il turno del Jerusalem Post: &#8220;\u00c8 tempo di muoversi con decisione, di porre fine alle attuali ostilit\u00e0 e di iniziare l\u2019arduo ma necessario processo di guarigione e ricostruzione&#8221;. 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