{"id":85356,"date":"2024-05-07T11:20:07","date_gmt":"2024-05-07T09:20:07","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85356"},"modified":"2024-05-07T11:09:19","modified_gmt":"2024-05-07T09:09:19","slug":"la-direttiva-bolkestein-e-sempre-piu-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85356","title":{"rendered":"La Direttiva Bolkestein \u00e8 sempre pi\u00f9 realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Francesco Tomasicchio)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/articolo-12-direttiva-bolkestein.jpg\" width=\"367\" height=\"196\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con sentenza n. 3940 del 30 aprile 2024, la settima sezione del Consiglio di Stato \u00e8 tornata a pronunciarsi sulla\u00a0<em>vexata<\/em>\u00a0<em>quaestio\u00a0<\/em>delle concessioni balneari. Verrebbe da dire \u201csiamo alle solite\u201d, e infatti risulta arduo effettuare esclamazione diversa, specialmente soffermandosi sulla parte finale della sentenza, allorch\u00e9 il giudice amministrativo sembra incorrere nelle solite \u2018tentazioni\u2019 sostitutive rispetto alle prerogative che dovrebbero essere di esclusiva appartenenza del Parlamento e del Governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A riguardo, quantunque sia a tutti noto che \u00e8 in corso un fitto dialogo tra Governo e Unione europea per trovare un accordo in relazione al riordino del demanio marittimo, il Consiglio di Stato non ha ritenuto opportuno osservare la legge che diffida le Amministrazioni a indire le procedure competitive a evidenza pubblica e ha\u00a0<em>de facto\u00a0<\/em>obbligato queste ultime ad attivarsi in tal senso. Non solo, ma siffatto obbligo \u00e8 stato deliberatamente impartito in seguito alla mappatura effettuata dal Governo e trasmessa alle istituzioni euro-unitarie, la quale tecnicamente attesta la non sussistenza del requisito della scarsit\u00e0 della risorsa demaniale costiera e la cui attendibilit\u00e0 risulta essere, a oggi, al centro del tavolo delle trattative tra lo Stato membro e la Commissione UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ed \u00e8 proprio in relazione alla mancanza del requisito della scarsit\u00e0 della risorsa che il giudice amministrativo manifesta, ancora una volta, la sua intenzione di riempire (<em>rectius<\/em>: occupare) l\u2019inerzia del legislatore, ancorch\u00e9 quest\u2019ultimo si stia interfacciando con le istituzioni sovranazionali al fine di elaborare (sarebbe ora) una disciplina puntuale in merito alle concessioni demaniali marittime. A questo proposito, il paragrafo \u00a7 11.9. \u00e8 emblematico, specialmente laddove Palazzo Spada, nel rigettare la tesi dell\u2019impresa ricorrente, afferma la non fondatezza della stessa \u201c<em>in quanto la risorsa \u00e8 sicuramente scarsa, come questo Consiglio di Stato ha gi\u00e0 chiarito nella medesima pronuncia nell\u2019Adunanza plenaria [la n. 17 del 2017], e la presenza o l\u2019assenza dell\u2019interesse transfrontaliero non dipende certo dalla mera \u2013 peraltro solo affermata \u2013 limitata rilevanza economica della concessione<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di talch\u00e9, il giudice amministrativo riafferma\u00a0<em>tranchant<\/em>\u00a0la sussistenza del requisito della scarsit\u00e0 della risorsa costiera non motivando la propria asserzione e, inoltre, avvalendosi delle prerogative di un altro potere dello Stato, ovvero il potere legislativo, che solo il Parlamento \u2013 o il Governo su delega di quest\u2019ultimo \u2013 pu\u00f2 esercitare. In aggiunta, la settima sezione giudica come del tutto irrilevante la rilevanza economica della concessione che, invece, sembra essere stata una delle principali questioni che la stessa Commissione europea ha sollevato nei confronti dell\u2019esecutivo italiano. In ultimo luogo, deve sottolinearsi il richiamo effettuato dai giudici al precedente, ritenuto vincolante, dell\u2019Adunanza Plenaria n. 17 del 2021, la quale presenta i medesimi e identici vizi che hanno portato le Sezioni Unite della Corte di Cassazione (si veda\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/02\/22\/incertezza-inerzia-dogma-concorrenziale-cosi-la-direttiva-bolkestein-e-divenuta-realta\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/02\/22\/incertezza-inerzia-dogma-concorrenziale-cosi-la-direttiva-bolkestein-e-divenuta-realta\/<\/a>) ad annullare con rinvio la decisione \u2018gemella\u201d n. 18\/2021. A questo proposito, la domanda sorge spontanea: come \u00e8 possibile richiamare un precedente giurisprudenziale che riproduce esattamente lo stesso vizio, ovvero l\u2019eccesso di potere giurisdizionale per estromissione dal contraddittorio (quale principio direttamente tutelato dalla Costituzione) di una parte necessaria, per il quale la Suprema Corte ha annullato una pronuncia di analogo contenuto? Le perplessit\u00e0 permangono, anzi, aumentano, dato che le statuizioni delle Sezioni Unite non pare siano state recepite dai giudici di Palazzo Spada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In definitiva, la situazione che riguarda il settore demaniale marittimo \u2013 e i suoi operatori \u2013 pare essersi complicata oltremodo in seguito alla reiterata decisione del Consiglio di Stato di sovrapporre le proprie prerogative giurisdizionali a quelle di appartenenza al solo legislatore, questa volta con una poco comprensibile decisione volta ad affrettare le procedure di gara nonostante siano in corso le trattative tra Roma e Bruxelles. Non una bella notizia da comunicare agli imprenditori e ai lavoratori del settore balneare, in un giorno che dovrebbe essere, invece, di festa. Per tale ragione, questo 1\u00b0 maggio non pu\u00f2 che racchiudere un doveroso pensiero a un settore da anni sottoposto all\u2019inerzia, all\u2019indecisione e al mancato coraggio altrui e che merita un\u2019attestazione di piena solidariet\u00e0.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/05\/02\/la-direttiva-bolkestein-e-sempre-piu-realta\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/05\/02\/la-direttiva-bolkestein-e-sempre-piu-realta\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Francesco Tomasicchio) Con sentenza n. 3940 del 30 aprile 2024, la settima sezione del Consiglio di Stato \u00e8 tornata a pronunciarsi sulla\u00a0vexata\u00a0quaestio\u00a0delle concessioni balneari. 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