{"id":85424,"date":"2024-05-10T09:55:33","date_gmt":"2024-05-10T07:55:33","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85424"},"modified":"2024-05-10T09:55:33","modified_gmt":"2024-05-10T07:55:33","slug":"i-tredici-giorni-della-columbia-breve-storia-del-nuovo-68-americano-dalle-tende-a-hinds-hall","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85424","title":{"rendered":"I tredici giorni della Columbia. Breve storia del nuovo &#8217;68 americano, dalle tende a Hind&#8217;s Hall"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LE PAROLE E LE COSE (Gioacchino Orsenigo)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-thumbnail\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/hindshall.jpg\" alt=\"\" width=\"1450\" height=\"500\" data-attachment-id=\"49326\" data-permalink=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?attachment_id=49326\" data-orig-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/hindshall.jpg\" data-orig-size=\"1450,500\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"hindshall\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/hindshall-300x103.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/hindshall-1024x353.jpg\" \/><\/div>\n<div class=\"content-wrap\">\n<div class=\"entry-content\">\n<div class=\"pmb-print-this-page wp-block-button\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Descrivere quanto accaduto a Columbia e pi\u00f9 in generale nelle universit\u00e0 degli Sati Uniti non \u00e8 facile, soprattutto per me, che mi ci sono ritrovato coinvolto un po\u2019 per caso, per via di alcune ricerche accademiche che mi hanno portato a New York, in quella che sarebbe diventata il cuore della protesta. Il lavoro perde d\u2019importanza quando la storia ti capita cos\u00ec improvvisamente tra i piedi e provare a ricostruire quello che ho vissuto in questi giorni \u00e8 un grande onore.<\/p>\n<p>Rimando anche all\u2019intervista che ho fatto ad Aidan, attivista queer e una delle voci della rivolta, per Napoli Monitor e Radio Onda d\u2019Urto, e che ha ispirato questo articolo (disponibile\u00a0<a href=\"https:\/\/www.radiondadurto.org\/2024\/04\/30\/usa-la-repressione-alla-columbia-university-mette-in-discussione-il-diritto-allo-studio-alla-casa-e-alle-cure\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.radiondadurto.org\/2024\/04\/30\/usa-la-repressione-alla-columbia-university-mette-in-discussione-il-diritto-allo-studio-alla-casa-e-alle-cure\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La notte tra il 30 aprile e il primo maggio, abbiamo assistito a una brutale prova di forza da parte delle autorit\u00e0 di Columbia e della polizia di New York. Almeno un migliaio di agenti ha fatto incursione all\u2019interno del Campus, istituendo una zona rossa che militarizzava di fatto tutto l\u2019Upper West Side. Sono state arrestate circa 170 persone, tra occupanti e solidali. Immagini di studenti trascinati e scaraventati gi\u00f9 dalle scale sono state diffuse sui social dagli stessi studenti presenti perch\u00e9 l\u2019accesso al Campus era stato in parte limitato anche ai giornalisti e agli osservatori legali. Nel frattempo, veniva sgomberato anche l\u2019accampamento di CCNY \u2013 City College of New York \u2013 mentre a UCLA, in California, l\u2019accampamento degli studenti\u00a0<a href=\"https:\/\/www.democracynow.org\/2024\/5\/2\/ucla_pro_israel_counterprotesters_attack_campus\">veniva attaccato<\/a>\u00a0da manifestanti pro-israele con lanci di fuochi d\u2019artificio, mattoni e spranghe. Quanto accaduto quella notte \u00e8 stato l\u2019evento culminate di giorni di grande tensione e l\u2019ultimo atto della politica di zero tolleranza promossa dalle autorit\u00e0 della Columbia. La spettacolarizzazione dello sgombero e l\u2019impiego massiccio e sproporzionato della polizia \u00e8 stato il chiaro tentativo delle autorit\u00e0 universitarie, cittadine e nazionali, di mostrare la loro fermezza e una prova di forza di fronte a un movimento che stava diventando sempre pi\u00f9 grande e incontrollabile. Per capire come si \u00e8 arrivati a questo punto, \u00e8 giusto fare un passo indietro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fin dal mio arrivo, a gennaio, il campus era attraversato ogni due o tre giorni da qualche manifestazione per la Palestina. Il 17 Aprile, la presidente di Columbia Minouche Shafik era attesa alla Camera del Congresso per rendere conto di come l\u2019amministrazione universitaria stesse gestendo le protesta all\u2019interno del campus, accusate di antisemitismo. Prima di lei, a dicembre 2023, altre tre presidenti di importanti universit\u00e0 \u2013 MIT, Pennsylvania University e Harvard \u2013 erano state sottoposte alle medesime procedure, conclusesi con le dimissioni di due loro. Questo \u00e8 gi\u00e0 particolarmente eloquente circa le modalit\u00e0, anche piuttosto plateali, in cui la politica americana \u00e8 in grado di intromettersi nella gestione delle universit\u00e0 americane. Bisogna poi considerare il ruolo, decisivo, dei finanziatori che, con la minaccia di ritirare i fondi, possono direzionare drasticamente la gestione delle universit\u00e0 americane, specie quelle Ivy League. Con il trumpismo e l\u2019acuirsi della frattura cultura e sociale che attraversa il paese, il tentativo delle destre americane di intromettersi nell\u2019educazione pubblica \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 minaccioso e riguarda tanto le universit\u00e0 pubbliche quanto quelle private. In Florida, per esempio, il governatore De Santis gi\u00e0 dall\u2019anno scorso ha bloccato i programmi \u201cDEI \u2013 Diversity, Equity, Inclusion\u201d in tutte le universit\u00e0 pubbliche in nome della battaglia alla \u201c<a href=\"https:\/\/www.aaup.org\/report\/statement-political-interference-higher-education\">dittatura woke<\/a>\u201d, cancellando corsi vicini alle \u201cidentity politics\u201d e \u201cdivisivi\u201d o basati \u201csulle teorie del razzismo, del sessismo e dell\u2019oppressione sistemici\u201d. In modalit\u00e0 diverse, universit\u00e0 pubbliche e private sono facilmente influenzabili dalla politica e da interessi ideologici ed economici e il clima \u00e8 quello di un\u00a0<a href=\"https:\/\/jewishcurrents.org\/a-mccarthyite-backlash-against-pro-palestine-speech\">rinnovato maccartismo<\/a>, spinto dalla destra ma sostenuto anche da una parte dei democratici. Oggi la destra americana sfrutta l\u2019antisemitismo \u2013 da sempre galoppante nelle loro fila \u2013 per attaccare i movimenti di protesta e le minoranze. \u00c8 fondamentale tenere a mente questa strumentalizzazione e trasformazione delle Universit\u00e0 in campi di battaglia politica e culturale, in atto da ben prima delle proteste contro il genocidio a Gaza, per comprendere il clima di tensione e caccia alle streghe che si vive oggi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Minouche Shafik ha dimostrato di aver appreso la lezione inferta alle altre rettrici, chiarendo la sua netta condanna all\u2019\u201cantisemitismo\u201d e destreggiandosi bene tra le domande, compresa quella del deputato repubblicano Rick Allen il quale, ricordando il passo della Genesi che afferma che chiunque maledica il popolo ebraico sar\u00e0 a sua volta maledetto da Dio, le chiede: \u201cDo you want Columbia University to be cursed by God?\u201d \u201cDefinitely not\u201d, la laconica risposta. La Presidente aveva gi\u00e0 avuto modo di provare il suo posizionamento, fondando, alcuni giorni dopo l\u2019attacco del 7 ottobre, una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lrb.co.uk\/blog\/2024\/april\/at-columbia\">taskforce sull\u2019antisemitismo<\/a>\u00a0all\u2019interno dell\u2019universit\u00e0, che tuttavia non dava una chiara definizione del concetto e lo faceva di fatto corrispondere a qualsiasi tipo di critica verso il sionismo e lo stato di Israele. Nello stesso periodo, ha anche modificato regole dell\u2019universit\u00e0 sulla gestione delle proteste, scavalcando il Senato accademico, e concentrando sull\u2019amministrazione il potere di intervenire a propria discrezione. Poco dopo, Shafik ha\u00a0<a href=\"https:\/\/www.columbiaspectator.com\/news\/2023\/11\/10\/columbia-suspends-sjp-and-jvp-following-unauthorized-thursday-walkout\/\">fatto chiudere<\/a>\u00a0le due associazioni che pi\u00f9 si stavano impegnando nel campus in supporto della causa palestinese,\u00a0<em>Students for Justice in Palestine<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Jewish Voices for Peace<\/em>, con l\u2019accusa di violare le regole sulle proteste e di antisemitismo, impedendo cos\u00ec anche alcuni incontri di discussione sul tema all\u2019interno dell\u2019Universit\u00e0. Conseguentemente, gli attivisti hanno dato vita \u00a0al\u00a0<em>Columbia University Aparthaid Divest,\u00a0<\/em>una rivitalizzazione del collettivo istituito contro l\u2019aparthaid sudafricana. Il 3 aprile, sono stati sospesi tre studenti per aver deciso di non collaborare con le indagini dell\u2019universit\u00e0. Il 10 aprile compare sul Columbia Spectator, giornale dell\u2019universit\u00e0,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.columbiaspectator.com\/opinion\/2024\/04\/10\/jewish-faculty-reject-the-weaponization-of-antisemitism\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una lettera di alcuni professori ebrei<\/a>\u00a0che denunciavano l\u2019uso strumentale dell\u2019antisemitismo e la narrazione distorta di quanto stava avvenendo all\u2019interno del campus. Il clima, fuori e all\u2019interno di Columbia, era quindi comprensibilmente molto teso gi\u00e0 prima delle occupazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo stesso giorno in cui Shafik si presentava alla Camera, veniva occupato l\u2019<em>east lawn,<\/em>\u00a0il prato est di fronte alla Butler Library, la biblioteca centrale di Columbia, con una trentina o quarantina di tende. Gli occupanti chiedevano trasparenza finanziaria degli investimenti dell\u2019Universit\u00e0 e la cessazione degli accordi di investimento verso e da Israele e l\u2019amnistia verso gli studenti sospesi. Il giorno dopo, con un gesto ostentato e arrogante, per dar prova del pugno di ferro annunciato il giorno prima, Shafik ha risposto militarmente, acconsentendo all\u2019entrata della polizia all\u2019interno del campus che avrebbe portato allo sgombero coatto dell\u2019accampamento e all\u2019arresto di pi\u00f9 di 100 persone e alla loro sospensione dal campus. Gli studenti sospesi sono stati privati dell\u2019accesso ai buoni pasto e alle cure mediche e sfrattati dalle loro abitazioni. Gli studenti non americani che hanno solo un visto temporaneo sono quelli che rischiano pi\u00f9 di tutti, per loro la minaccia pi\u00f9 grande \u00e8 l\u2019espulsione dal paese. Nel frattempo, un buon numero di solidali si radunava intorno al prato picchettandolo per difenderlo dall\u2019imminente sgombero. Le immagini delle decine e decine di poliziotti che trascinano via gli studenti e distruggono le tende sono state tristi e penose \u2013 sembrava il peggio a cui si potesse pensare, invece non erano nulla a confronto di quelle del 30 aprile. Fin da subito l\u2019arrivo della polizia ha scatenato la rabbia degli studenti venuti in supporto, ormai parecchie centinaia, al punto che alcuni di loro, senza pianificazione, hanno deciso di saltare la piccola siepe che circonda il prato ovest, occupandolo mentre lo sgombero dell\u2019altro era ancora in corso e dando cos\u00ec vita al secondo accampamento, che il giorno dopo sarebbe stato ben pi\u00f9 grande e organizzato del primo. Anche buona parte del corpo docente si \u00e8 espressa contro la scelta della Presidente, e molti professori hanno manifestato sulle gradinate sotto la statua della Minerva con in mano cartelli con la scritta \u201cHands off our students\u201d, \u201cgi\u00f9 le mani dai nostri studenti\u201d. Nei giorni seguenti, molti di loro hanno dato supporto all\u2019accampamento, pattugliando il perimetro e assicurandosi che non entrassero provocatori o infiltrati. Moltissime sono state anche le lettere di condanna a Shafik: ho trovato significativa la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.columbiaspectator.com\/opinion\/2024\/04\/22\/untenured-faculty-stand-in-solidarity-with-our-students\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lettera scritta dai professori \u201cuntenured\u201d<\/a>, ovvero senza contratto determinato perch\u00e9 molti dei firmatari hanno aderito in modo anonimo: per timore di rappresaglie da parte dell\u2019amministrazione, indicano solo il grado accademico e il dipartimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 nato cos\u00ec l\u2019accampamento di Columbia, il primo di moltissimi altri che sarebbero sorti in giro per gli Stati Uniti. I 14 giorni di accampamento resteranno nella Storia e saranno un ricordo prezioso nella memoria collettiva di chi vi ha partecipato. Centinaia di studenti lo hanno attraversato tra dibattiti, incontri e momenti di festa. Ad ogni ora era possibile trovare da mangiare, grazie alle provviste fornite dagli studenti ma anche dagli abitanti e dai negozi del quartiere. Una delle tende era diventata la biblioteca dell\u2019accampamento, un\u2019altra dava assistenza sanitaria e psicologica. I professori tenevano lezioni e discussioni. L\u2019aria che si respirava era di grande entusiasmo, desiderio e combattivit\u00e0, in netto contrasto con l\u2019aura austera e elitaria che aleggia spesso intorno ai grandi college americani. Uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti da sollevare \u00e8 quello della composizione sociale e culturale di chi protesta dentro e fuori dai campus. La maggior parte, e soprattutto coloro che pi\u00f9 si sono esposti, fanno parte di minoranze\u00a0<em>black<\/em>,\u00a0<em>brown<\/em>\u00a0e queer, nonch\u00e9 arabe e musulmane, che gi\u00e0 da tempo negli USA come altrove sono diventati i nuovi protagonisti delle lotte sociali. Ovviamente, Columbia fa i conti con il suo essere una scuola di \u00e9lite e la differenza di classe \u00e8 talvolta percepibile, tuttavia la stessa composizione \u00e8 riscontrabile anche negli altri college dove la protesta \u00e8 esplosa e anche al di fuori delle universit\u00e0. Va per\u00f2 anche sottolineato che molti ricevono borse di studio mentre per altri le famiglie sono disposte a indebitarsi perch\u00e9 i figli abbiano accesso all\u2019istruzione di alto livello che \u00e8 l\u2019unica forma di ascensore sociale negli USA. Questa differenza \u00e8 ben percepibile quando si osservano le contro-proteste dei sostenitori di Israele, generalmente bianche e spesso piene di fondamentalisti cristiani e gruppi neofascisti,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.columbiaspectator.com\/news\/2024\/04\/26\/united-for-israel-march-draws-hundreds-multiple-incidents-of-harassment-reported\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">spesso molto violenti<\/a>. Un altro aspetto da notare \u00e8 l\u2019ampissima partecipazione di studenti ebrei, fin da subito in prima fila nelle proteste. Come dicevo, a Columbia, una delle associazioni che pi\u00f9 si \u00e8 esposta \u00e8 stata\u00a0<em>Jewish Voices for peace<\/em>, chiusa a novembre. E molti studenti ebrei sono stati sospesi, amara ironia, con l\u2019accusa di antisemitismo. Nei giorni di Pesach, nell\u2019accampamento gli studenti ebrei hanno festeggiato il Seder insieme agli altri manifestanti mentre a New York si teneva una grossa manifestazione di soli ebrei contro il genocidio. Grande supporto \u00e8 stato espresso anche dagli ebrei ultraortodossi\u00a0<em>Neturei Karta<\/em>, che si oppongono allo stato di Israele e hanno manifestato fuori dal campus in sostegno all\u2019occupazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel frattempo, le occupazioni si diffondevano prima a New York e dintorni \u2013 NYU, Yale, CUNI ecc. \u2013 e poi in tutti gli Stati Uniti, da una costa all\u2019altra, spesso represse con la stessa logica violenta e securitaria da parte delle amministrazioni. La polizia ha spezzato il cordone di professori che difendeva gli studenti accampati a NYU, arrestandone alcuni. Particolarmente forti sono state le immagini arrivate dalla Emory University di Atlanta, dove la polizia ha\u00a0<a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/reel\/C6OBvBMMN5r\/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAAR3uM0EYahsBcoh9ELysXDfs9OopbSxAh_Ro5m58iGKxf0B_YIz1x7455ls_aem_AcVL3E3dc4fgSo0dD7RuFDKX6RzwYvj8Jayjx9Pgsiw3rQRwQSUeILDaFTKrvpC0uaZSj0NsC5drwtWXX1yJ5UpL\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">brutalmente picchiato<\/a>\u00a0studenti, soprattutto neri, e professori. L\u00ec la tensione \u00e8 particolarmente alta a causa dell\u2019opposizione da parte di attivisti\/e e cittadine\/i all<em>\u2019Atlanta Public Safety Training Center,\u00a0<\/em>meglio nota come\u00a0<em>Cop City,\u00a0<\/em>un enorme campo di addestramento della polizia in costruzione in una foresta fuori citt\u00e0. Un giovane attivista \u00e8 stato ucciso l\u2019anno scorso dalla polizia durante degli scontri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La scelta di campo dell\u2019amministrazione di Columbia, caduta completamente nella trappola della destra repubblicana, \u00e8 stata tanto chiara da aver permesso allo speaker repubblicano Mike Johnson di tenere un comizio sui gradini centrali sotto la Low Memorial Library, di fronte all\u2019accampamento, accusando gli attivisti di antisemitismo e invocando l\u2019invio della Guardia Nazionale. \u00a0Lo stesso giorno, nonostante gi\u00e0 alcuni giorni prima dell\u2019inizio dell\u2019accampamento l\u2019accesso al campus fosse stato ristretto solo a chi era dotato di identificativo della Columbia, a provocare gli studenti c\u2019era anche Gavin McInnes, fondatore dei Proud Boys, organizzazione neofascista militante vicina all\u2019ex presidente Donald Trump. \u00c8 interessante poi notare che dietro la gestione eufemisticamente intransigente della protesta a Columbia c\u2019\u00e8, tra gli altri, Cas Halloway, nominato \u201cchief operating officer\u201d a gennaio 2024 per gestire la \u201ctensione\u201d nel campus. Cas Halloway \u00e8 stato deputy mayor durante l\u2019amministrazione Bloomberg della citt\u00e0 nel 2011 e responsabile della repressione delle proteste di Zuccotti Park durante\u00a0<em>Occupy Wall Street<\/em>. Mentre alcune universit\u00e0, come University of Minnesota e Brown, hanno effettivamente accettato di intavolare una seria negoziazione, accettando per esempio di rendere pubblici gli investimenti e, nel caso della Brown, di mettere ai voti la proposta di disinvestimento, alla Columbia il tavolo di trattative non ha portato a nulla. Il 29 aprile, dopo pi\u00f9 di dieci giorni di accampamento, la rettrice ha dichiarato concluse, con un nulla di fatto, le negoziazioni intraprese con gli studenti in protesta e ha annunciato l\u2019ultimatum delle 2 del pomeriggio per abbandonare l\u2019accampamento. A quel punto \u00e8 stato distribuito da parte delle autorit\u00e0 universitarie un modulo che gli\/le occupanti sarebbero stati tenuti a firmare, autodenunciandosi, per evitare la sospensione. I cestini del campus si sono improvvisamente riempiti di carta stracciata mentre sopraggiungevano altri studenti e le studentesse a difendere l\u2019accampamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In almeno un migliaio si sono radunati e hanno marciato intorno all\u2019area centrale del Campus di Columbia in sostegno agli occupanti. Questi non si sono consegnati e alle 10 di sera l\u2019amministrazione ha annunciato i procedimenti di sospensione. A mezzanotte e mezza circa, i manifestanti hanno occupato uno degli edifici della Columbia, Hamilton Hall, rinominato \u201cHind\u2019s Hall\u201d, in onore a Hind Rajab, bambina di 5 anni uccisa dall\u2019esercito israeliano. La scelta dell\u2019edificio non \u00e8 casuale: quello stesso edificio fu occupato e sgomberato durante le storiche proteste di Columbia contro la guerra in Vietnam e contro il razzismo, che fecero scoppiare il \u201868 americano.<\/p>\n<p>La linea dura di Shafik, sebbene sia il tentativo, goffo e sgraziato, di mantenersi al proprio posto, ha anche avuto un effetto positivo. Come mi ha fatto notare Elizabeth Povinelli, Franz Boas Professor di Antropologia e Studi di Genere e fra coloro che si sono attivati in sostegno degli studenti, non solo la rettrice ha compattato studenti e professori, compresi quelli pi\u00f9 restii a esporsi, ma ha fatto esplodere un movimento nazionale e internazionale riunito intorno a un nuovo simbolo, quello di una tenda. Simbolo che, con l\u2019invio della polizia e lo sgombero, lei stessa ha contribuito a creare. Mentre, infatti, gli accampamenti vengono sgomberati negli Stati Uniti, tanti altri si diffondono in Canada, Spagna, Francia, Inghilterra\u2026 Inoltre, richiamandosi alla storica occupazione di Columbia del\u201968, gli studenti hanno ritessuto un filo che li lega alle lotte passate, dandogli forza, e contribuito a sentirsi figli e parte di un immaginario e di una storia collettiva. Per quanto dolorose siano state le immagini dello sgombero e di quelli che stanno avvenendo via via anche negli altri campus, sono giornate che passeranno alla Storia, repressione o meno, e uno spartiacque si \u00e8 creato, qui, come anche nel resto del mondo. \u00c8 presto per dire cosa avverr\u00e0 dopo questa ondata repressiva ma sicuramente qualcosa \u00e8 cambiato nella societ\u00e0 americana contribuendo a definire sempre pi\u00f9 chiaramente i termini dello scontro politico culturale e sociale degli ultimi anni, come gi\u00e0 aveva fatto\u00a0<em>Black Lives Metter<\/em>, \u00a0tra una destra che ha gettato via la maschera e mostrato il suo volto sempre pi\u00f9 conservatore, suprematista e razzista e il movimento variegato delle diverse minoranze che compongono il paese e che hanno trovato nella lotta contro il genocidio a Gaza un punto di unione e identificazione.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49324\">https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49324<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LE PAROLE E LE COSE (Gioacchino Orsenigo) &nbsp; Descrivere quanto accaduto a Columbia e pi\u00f9 in generale nelle universit\u00e0 degli Sati Uniti non \u00e8 facile, soprattutto per me, che mi ci sono ritrovato coinvolto un po\u2019 per caso, per via di alcune ricerche accademiche che mi hanno portato a New York, in quella che sarebbe diventata il cuore della protesta. 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