{"id":85481,"date":"2024-05-16T10:44:02","date_gmt":"2024-05-16T08:44:02","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85481"},"modified":"2024-05-14T10:46:22","modified_gmt":"2024-05-14T08:46:22","slug":"guerra-in-ucraina-atto-secondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85481","title":{"rendered":"Guerra in Ucraina, atto secondo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38516\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/SIPA_SIPAUSA31591931_000001-1024x684.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"684\" \/><\/figure>\n<p>Anche se era atteso, ed in parte anche\u00a0<em>annunciato<\/em>, l\u2019apertura di un secondo fronte offensivo da parte delle forze armate russe rappresenta il passaggio ad una fase ulteriore del conflitto, che probabilmente possiamo leggere come conclusiva.<br \/>\nContrariamente a quanto sostenuto dalla propaganda occidentale, la Russia non ha mai avuto ambizioni territoriali: \u00e8 la nazione pi\u00f9 estesa al mondo, ed ha semmai un deficit di popolazione rispetto al territorio. Non le aveva neanche rispetto alle regioni russofone dell\u2019Ucraina, tant\u2019\u00e8 che sino alla vigilia dell\u2019inizio dell\u2019<em>Operazione Speciale Militare<\/em>\u00a0proponeva un accordo che prevedesse uno statuto speciale autonomo per quelle regioni, ma nell\u2019ambito dello stato ucraino. Ed essendo anche un paese ricchissimo di risorse, non aveva neanche un particolare bisogno di accaparrarsi quelle del Donbass (da questo punto di vista, l\u2019area pi\u00f9 ricca dell\u2019Ucraina). Forse l\u2019unico aspetto sotto il quale le zone russofone sono appetibili \u00e8 proprio quello dell\u2019apporto demografico.<br \/>\nOvviamente, una volta iniziata la guerra, pagata con decine e decine di migliaia di caduti, anche i territori liberati sono diventati irrinunciabili.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo strategico \u00e8 sempre stato quello di assicurarsi una condizione di sicurezza stabile sul versante europeo, a fronte del minaccioso espansionismo della NATO. Quindi, anche gli obiettivi conclamati rispetto all\u2019Ucraina (demilitarizzazione e denazificazione) andavano e vanno inquadrati in questo contesto.<br \/>\nCertamente, questi quasi 27 mesi di guerra hanno cambiato molte cose, se non negli obiettivi certamente nel modo in cui si intende conseguirli. Rispetto all\u2019Ucraina, \u00e8 chiaro due obiettivi sono ineludibili ora come lo erano il 24 febbraio 2022. La distruzione del potenziale bellico ucraino \u2013 e come corollario la neutralit\u00e0 del paese e la sua non adesione alla NATO \u2013 resta il primo. La certezza di non avere a Kiev un governo controllato da nazionalisti russofobici \u2013 di cui le formazioni naziste sono sempre state l\u2019<em>anima nera<\/em>\u00a0\u2013 resta il secondo.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 sicuramente cambiato \u00e8 invece il quadro generale. Se due anni fa Mosca non aveva obiezioni al fatto che Kiev aderisse all\u2019Unione Europea, che era ancora un ottimo partner commerciale, \u00e8 evidente che ora questa possibilit\u00e0 (sempre ammesso che l\u2019UE ancora volesse farsi carico di un paese devastato\u2026) non esiste pi\u00f9, in quanto l\u2019Europa ha perso la sua terziet\u00e0, ed \u00e8 entrata a pieno titolo nel conflitto. Cos\u00ec come il rapporto con la NATO \u00e8 necessariamente mutato; se prima dell\u2019<em>OSM<\/em>\u00a0si puntava a raggiungere un accordo duraturo ed equilibrato sulla sicurezza reciproca in Europa, a partire da un rapporto paritario ed\u00a0<em>amichevole<\/em>, ora le cose sono radicalmente diverse, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 alcuna fiducia nella possibilit\u00e0 di un accordo, si d\u00e0 per scontato che la prospettiva sia quella di una lunga stagione conflittuale, e comunque d\u2019ora in avanti le relazioni saranno basate sui rapporti di forza.<\/p>\n<p>Se quindi questo \u00e8 il quadro generale strategico, in cui si colloca adesso il conflitto, la posizione di Mosca \u2013 e le sue mosse sul campo \u2013 risultano pi\u00f9 chiare.<br \/>\nProbabilmente, il Cremlino conta di chiudere militarmente la guerra tra la fine del 2024 e l\u2019inizio del 2025 \u2013 anche se certamente \u00e8 preparata, sotto ogni aspetto, a condurla ancora almeno sino al 2027-28.<br \/>\nNel medesimo lasso di tempo si consumer\u00e0 il passaggio tra l\u2019attuale amministrazione americana e la successiva, che indipendentemente da chi sar\u00e0 il nuovo presidente di sicuro segner\u00e0 un definitivo cambio di passo strategico degli Stati Uniti. Il che potrebbe creare le condizioni favorevoli perch\u00e9 la situazione sul campo di battaglia si rifletta sul piano negoziale.<br \/>\n\u00c8 altres\u00ec nell\u2019interesse di Mosca andare verso una conclusione della guerra, prima che alcuni paesi europei si lascino effettivamente sedurre dall\u2019idea di intervenire in prima persona nel conflitto \u2013 e che raggiungano le condizioni minime per farlo.<br \/>\n<em>Last but not least<\/em>, Putin \u00e8 stato appena rieletto per quello che sar\u00e0 il suo ultimo mandato, e di certo vuole concluderlo senza una guerra in corso, e soprattutto lavorando alla creazione di una prospettiva strategica di grande crescita per la societ\u00e0 russa.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38517 lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-12_00-11-39-1024x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1024\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-12_00-11-39-1024x1024.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-12_00-11-39-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-12_00-11-39-300x300.jpg 300w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-12_00-11-39-150x150.jpg 150w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-12_00-11-39-768x768.jpg 768w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-12_00-11-39.jpg 1280w\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<p>Tutto ci\u00f2 significa che il compito assegnato alle forze armate russe, per questa nuova fase del conflitto [1], sar\u00e0 quello di accelerare la caduta del regime di Kiev, puntando alla disarticolazione della capacit\u00e0 di combattimento dell\u2019AFU, ed alla conseguente capitolazione.<br \/>\nL\u2019offensiva aperta nella regione di Kharkiv va quindi letta in questa prospettiva. Anche se siamo ancora nella fase iniziale della manovra, e ad operare sul campo sono principalmente unit\u00e0 DRG, che\u00a0<em>sondano\u00a0<\/em>le difese nemiche e preparano il terreno per l\u2019avanzata delle brigate successive, gli scopi di questo\u00a0<em>secondo fronte<\/em>\u00a0sono abbastanza evidenti. Innanzitutto, si tratta di proteggere la regione confinaria di Belgorod, da tempo oggetto di attacchi ucraini, sia sotto forma di bombardamenti che di incursioni da parte di piccole unit\u00e0 mobili. La necessit\u00e0 di creare una\u00a0<em>zona cuscinetto<\/em>\u00a0(ci sono oltre 340 km di confine\u00a0<em>diretto\u00a0<\/em>tra Ucraina e Federazione Russa) era evidente da tempo, e semmai da questo punto di vista l\u2019iniziativa russa \u00e8 in ritardo.<\/p>\n<p>La presa di Kharkiv, capoluogo dell\u2019<em>oblast<\/em>\u00a0omonimo e citt\u00e0 russofona, \u00e8 sicuramente un\u2019altro obiettivo tattico, ma la\u00a0<em>ratio\u00a0<\/em>strategica \u00e8 quella di sfruttare al massimo la difficolt\u00e0 maggiore delle forze armate ucraine, ovvero la scarsit\u00e0 di personale militare (soprattutto sufficientemente preparato). Con pi\u00f9 di un settore del fronte investito dall\u2019azione dinamica delle forze russe, la scarsit\u00e0 di riserve (e la difficolt\u00e0 di spostarle da uno all\u2019altro) \u00e8 chiaro che incider\u00e0 sensibilmente sulla capacit\u00e0 di resistenza ucraina in ogni singolo punto della linea di combattimento. Ci\u00f2 significa che le probabilit\u00e0 di cedimento si moltiplicheranno. Gi\u00e0 i vertici dell\u2019AFU parlano apertamente della citt\u00e0 fortificata di Chasov Yar come se fosse irrilevante (mentre invece \u00e8 assai importante per l\u2019intero settore del Donetsk), segno che \u2013 come gi\u00e0 fu per Bakhmut e Avdeevka \u2013 si preparano ad abbandonarla.<br \/>\nE ci sono segnali che i russi si preparino a varcare il Dniepr, probabilmente nel settore di Kherson, e probabilmente nel corso dell\u2019estate, aprendo un nuovo fronte offensivo.<\/p>\n<p>Stante l\u2019ormai schiacciante superiorit\u00e0 di fuoco, la moltiplicazione dei punti di pressione offensiva moltiplica a sua volta le probabilit\u00e0 di cedimenti significativi. Questo potrebbe avviare una reazione a catena, infliggendo un colpo fatale al morale delle truppe ucraine (gi\u00e0 stanche e sfiduciate), che a sua volta si ripercuoterebbe sull\u2019intero paese.<br \/>\nSotto il profilo strategico, \u00e8 noto che le forze armate russe cercano di evitare, per quanto possibile, l\u2019assalto frontale alle citt\u00e0 \u2013 in quanto ci\u00f2 implica costi elevati in perdite umane e distruzioni \u2013 preferendo ove possibile aggirarle, circondarle, e spingere le forze ucraine a ritirarsi. \u00c8 probabile che facciano lo stesso a Kharkiv, a Sumy (se decideranno di puntare anche in quella direzione) ed a Kherson.<br \/>\nA meno che non diventi necessario, \u00e8 probabile che non investiranno Odessa, poich\u00e9 vi sono troppe complicazioni politiche e logistiche, per un\u2019operazione del genere. Presumibilmente, se a Mosca ritengono necessario liberare la citt\u00e0 [2], cercheranno per quanto possibile di ottenerlo senza combattere, o per un collasso delle difese ucraine o addirittura al tavolo negoziale.<\/p>\n<p>Quello che appare chiaro \u00e8 che i prossimi 4\/5 mesi saranno molto importanti, ed alle forze armate russe sar\u00e0 affidato il compito di spingere ancora pi\u00f9 avanti i rapporti di forza, in modo tale da determinare le prospettive per un tavolo negoziale. Che comunque non potr\u00e0, realisticamente, vedere la luce prima del nuovo anno. Il passaggio fondamentale, in questa prospettiva, resta quello delle elezioni presidenziali americane. Se alla Casa Bianca torner\u00e0 un democratico, \u00e8 probabile che lo sganciamento dal fronte ucraino sar\u00e0 pi\u00f9 lento e pi\u00f9\u00a0<em>soft<\/em>, e che sar\u00e0 accompagnato da una maggiore pressione sugli europei affinch\u00e9 si facciano carico di sostenere Kiev ad oltranza. Se viceversa vincer\u00e0 Trump, \u00e8 pi\u00f9 probabile che entrambe le cose avvengano in modo pi\u00f9 rapido e\u00a0<em>brutale<\/em>.<br \/>\nMa per adesso la parola \u00e8 ancora alle bocche da fuoco.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator alignfull has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>1 \u2013 Interessante da questo punto di vista sar\u00e0 vedere, nei prossimi giorni, quali saranno le nomine di pertinenza presidenziale nel nuovo governo russo, in particolare quella del Ministro della Difesa (e, conseguentemente, del Comandante in capo delle Forze Armate). La probabile sostituzione di Shoigu (e di Gerasimov) sar\u00e0 un importante indicatore, sotto innumerevoli aspetti, della posizione che Mosca intende assumere.<br \/>\n2 \u2013 Odessa \u00e8 chiaramente una citt\u00e0 chiave, sotto molti punti di vista. Non solo perch\u00e9 resta l\u2019ultimo significativo punto d\u2019accesso ucraino al mare, ma perch\u00e9 per la NATO significa mantenere un porto sul mar Nero, impedendo alla Russia di farne \u2013 di fatto \u2013 un\u00a0<em>lago russo<\/em>. I britannici in particolare sono sensibili a questo aspetto. La decisione su cosa fare di Odessa, quindi, non pu\u00f2 prescindere dal tener conto di questo aspetto. D\u2019altra parte, liberare l\u2019<em>oblast<\/em>\u00a0di Odessa sarebbe necessario qualora si voglia risolvere il problema dell\u2019esclave della Transnistria. Gi\u00e0 quello di Kaliningrad costituisce un problema strategico di non poco conto, per Mosca, ed averne un altro quasi nel cuore della NATO non sarebbe da poco. Ma si tratta comunque di una questione complessa, che deve tener conto di innumerevoli fattori, e solo al Cremlino sanno come pensano di affrontarli.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/05\/12\/guerra-ucraina-atto-secondo\/\">https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/05\/12\/guerra-ucraina-atto-secondo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) Anche se era atteso, ed in parte anche\u00a0annunciato, l\u2019apertura di un secondo fronte offensivo da parte delle forze armate russe rappresenta il passaggio ad una fase ulteriore del conflitto, che probabilmente possiamo leggere come conclusiva. Contrariamente a quanto sostenuto dalla propaganda occidentale, la Russia non ha mai avuto ambizioni territoriali: \u00e8 la nazione pi\u00f9 estesa al mondo, ed ha semmai un deficit di popolazione rispetto al territorio. 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