{"id":85599,"date":"2024-05-29T06:02:19","date_gmt":"2024-05-29T04:02:19","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85599"},"modified":"2024-05-20T21:11:27","modified_gmt":"2024-05-20T19:11:27","slug":"italiani-e-palestinesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85599","title":{"rendered":"Italiani e Palestinesi"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di <strong>Marco Trombino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha stupito a livello internazionale il vasto supporto popolare che la causa palestinese ha suscitato in tutto il mondo, compresi i paesi &#8220;occidentali&#8221;, portando in piazza milioni di manifestanti. E&#8217; piuttosto singolare osservare quali siano i motivi di una mobilitazione cos\u00ec estesa, cos\u00ec assidua, in un contesto storico caratterizzato dal degradamento della partecipazione popolare per qualsiasi cosa abbia a che fare con la politica e il sociale, decadenza che coinvolge gli scioperi come l&#8217;affluenza alle urne durante le tornate elettorali. Specialmente quando ci\u00f2 avviene in un ambito informativo dove i media e i giornalisti occidentali sono in buona parte allineati alle posizioni geopolitiche del padroncino a stelle e strisce, quindi dalla parte di Israele.<br \/>\nSe si disamina la mobilitazione pro-Palestina seguita ai fatti del 7\/10\/2023, una prima cesura importante deve essere compiuta a livello geografico. Un conto \u00e8 il ragazzo che scende in piazza a Tunisi e un altro \u00e8 il ragazzo che scende in piazza a Londra. Nel primo caso scatta ovviamente la solidariet\u00e0 religiosa, linguistica e legata all&#8217;identit\u00e0 nazionale. Nel secondo caso ci\u00f2 avviene soltanto nel caso in cui il manifestante londinese (o europeo <em>sensu lato<\/em>) abbia origini straniere provenienti da determinate aree del sud globale; nel caso invece in cui il giovane sia un occidentale &#8220;di origine&#8221; i motivi della solidariet\u00e0 sono altri.<br \/>\nSi pu\u00f2 dire che il manifestante pro-Palestina medio, in occidente, condivida i valori etici della lotta indipendentista della Palestina? Se ci si riflette bene, assolutamente no. L&#8217;attivista &#8220;de sinistra&#8221; in occidente si guarda molto bene da difendere valori quali l&#8217;indipendenza nazionale e l&#8217;identit\u00e0 nazionale, che anzi depreca come forma di &#8220;fascismo&#8221; se viene formulata a casa sua. Gi\u00e0 qui si nota la pretestuosit\u00e0 della sinistra libertaria: se l&#8217;identit\u00e0 nazionale \u00e8 quella palestinese ci troviamo di fronte ad una forma di nobile idealismo, se l&#8217;identit\u00e0 nazionale \u00e8 italiana torniamo al fascismo. La coerenza del ragionamento si commenta da sola: pare che certi popoli abbiano diritto ad esistere ed altri no; lottare per la sopravvivenza di una nazionalit\u00e0 \u00e8 un atto meritorio in Medio Oriente, \u00e8 nazismo in occidente. Questa logica viola il principio di eguaglianza delle nazioni e di conseguenza anche il principio di eguaglianza tra gli uomini, perch\u00e9 presuppone che io Italiano non possa lottare per le stesse cose di un Palestinese, e che la mia cultura abbia meno dignit\u00e0 di quella araba.<br \/>\nIl soggetto politico-militare di gran lunga prevalente nella resistenza palestinese oggi \u00e8 Hamas. Questo \u00e8 un partito di destra, creato dai Fratelli Musulmani, la cui ideologia \u00e8 un misto di patriottismo palestinese, nazionalismo religioso, antisionismo, islamismo sunnita. Niente di pi\u00f9 lontano da qualunque istanza della sinistra libertaria occidentale: se Hamas governasse una Palestina indipendente vieterebbe qualsiasi contenuto &#8220;de sinistra&#8221;, dall&#8217;aborto alle leggi pro LGBT, dai diritti delle donne (l&#8217;imposizione del velo alle donne \u00e8 una storica battaglia dei Fratelli Musulmani fin dai tempi di Gamal Nasser, che vi si oppose strenuamente) alla libert\u00e0 sessuale. Ciononostante la solidariet\u00e0 nei confronti di Hamas da parte delle sinistre libertarie nostrane \u00e8 del tutto incondizionato. Non si legge una loro critica, una presa di distanza neanche accennata nei confronti del programma politico di Hamas. Se un qualunque partito nostrano declinasse le idee di Hamas nella politica italiana sarebbe tacciato di razzismo, omofobia e fascismo, e c&#8217;\u00e8 da scommettere che sarebbe oggetto di attacchi verbali e forse anche fisici da parte di certe frange della sinistra. Se invece lo fa un Palestinese va tutto bene, omofobia compresa.<br \/>\nPeraltro la prassi dei due pesi e delle due misure si \u00e8 vista mille volte su tanti argomenti, anche solo fermandoci al Medio Oriente. Proteste &#8220;de sinistra&#8221; per i diritti delle donne in Iran se ne sono viste a bizzeffe, per i diritti delle donne saudite o marocchine neanche una.<br \/>\nDa dove nasce allora tutta questa emotiva solidariet\u00e0 di piazza, in &#8220;occidente&#8221;, nei confronti della causa palestinese oggi? E&#8217; davvero triste dirlo, ma si tratta di un <span style=\"text-decoration: underline;\">cascame storico<\/span>. Durante gli anni della guerra fredda (1945-1989) la solidariet\u00e0 ai Palestinesi era una bandiera della sinistra europea, per il semplice fatto che all&#8217;epoca Israele era un alleato militare degli USA e la Palestina &#8211; allora egemonizzata da un altro partito, Al-Fatah di Jasser Arafat &#8211; stava dalla parte dell&#8217;URSS. Questa presa di posizione sulla questione mediorientale, non esaurita con il crollo del Muro di Berlino, \u00e8 rimasta immutata come istanza geopolitica principale di molti movimenti della sinistra libertaria. Tutto qui. Non esiste un&#8217;altra ragione. La prova del nove risiede nell&#8217;atteggiamento dei libertari in altri ambiti geopolitici: l&#8217;attuale conflitto Russia-Ucraina non ha portato in piazza cos\u00ec tanti attivisti &#8220;de sinistra&#8221; se non sporadicamente e per istanziare un generico pacifismo; le popolazioni dei territori contesi del Donbass non sono state considerate degne di attenzione quanto i Palestinesi; la minaccia di una escalation nucleare NATO-Russia (<strong>SIC !!!<\/strong>) non \u00e8 stata ritenuta motivo sufficiente per organizzare massicci cortei come quelli che si sono visti guidati dalla bandiera verde, bianca, rossa e nera della Palestina. E che dire del caso del Kurdistan, dove la sinistra libertaria occidentale ha mantenuto la vicinanza ai partiti indipendentisti curdi anche dopo la loro alleanza strategico-militare con USA e Israele?<br \/>\nConsiderare che migliaia di giovani sicuri di appartenere alla generazione pi\u00f9 evoluta e tecnologica della storia umana si riversino in piazza perch\u00e9 vivono ancora in un angolo del XX secolo, dove non sono nemmeno nati, provoca una sensazione a mezza strada tra lo sconforto e il vomito; sensazione aggravata dalla loro totale disattenzione a diritti che li riguardano personalmente, dal diritto al lavoro al diritto alla sanit\u00e0 ad una pensione sufficiente per vivere. Non scendono mai in piazza per queste cose.<br \/>\nEsistono sezioni minoritarie della sinistra italiana che non seguono questa logica; ci sono soggetti politici che manifestano per la Palestina e nello stesso tempo scendono di continuo in piazza per i diritti sociali, ma come detto stiamo parlando di una minoranza a sinistra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo due riflessioni. Prima di tutto \u00e8 sbagliato far coincidere questi manifestanti con un&#8217;intera generazione: ragazzi che sentono l&#8217;urgenza di battersi per i diritti sociali non meno che per contesti geopolitici ve ne sono, il loro problema \u00e8 che non sono organizzati. E&#8217; urgente organizzarli. La seconda riflessione \u00e8 che questo continuo rimando a idee, dottrine e contesti novecenteschi sono frutto di un grave baco culturale ed \u00e8 proprio su questo terreno, quello della cultura giovanile, che occorre subito lavorare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; di Marco Trombino Ha stupito a livello internazionale il vasto supporto popolare che la causa palestinese ha suscitato in tutto il mondo, compresi i paesi &#8220;occidentali&#8221;, portando in piazza milioni di manifestanti. 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