{"id":85623,"date":"2024-05-23T10:40:46","date_gmt":"2024-05-23T08:40:46","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85623"},"modified":"2024-05-21T12:42:47","modified_gmt":"2024-05-21T10:42:47","slug":"dove-va-largentina-di-milei-il-governo-delleconomista-ultraliberista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85623","title":{"rendered":"Dove va l\u2019Argentina di Milei. Il governo dell\u2019economista ultraliberista"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GLI ASINI (Federico Nastasi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/wp-content\/uploads\/ghost-2-1024x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<div class=\"featured_caption\">Illustrazione di Dario Sostegni<\/div>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry_content\">\n<div class=\"the_content\">\n<div class=\"hentry\">\n<p>Passata l\u2019estate australe con temperature oltre i 44 gradi e un\u2019invasione di zanzare, gli argentini hanno tirato un sospiro di sollievo. Non solo per il clima, ma anche per qualche buona notizia in ambito economico: l\u2019inflazione, la pi\u00f9 alta del mondo nel 2023, dall\u2019inizio di quest\u2019anno e per il terzo mese consecutivo, cresce meno che in passato.<\/p>\n<p>Da diversi mesi il paese \u00e8 guidato da un outsider della politica, l\u2019economista Javier Milei, 53 anni, ex consulente finanziario, opinionista televisivo, un mandato da parlamentare, fondatore del partito ultraliberista\u00a0<em>La Libertad Avanza<\/em>. Milei ha vinto contro i pronostici le elezioni presidenziali di novembre 2023, catalizzando il malcontento contro il governo uscente, guidato dal peronista Alberto Fern\u00e1ndez, e lasciando fuori dal ballottaggio il centrodestra storico, poi recuperato nella composizione di Governo. Il nuovo presidente ha annunciato una riduzione della spesa pubblica del 5% del PIL, con l\u2019obiettivo a lungo termine di un taglio del 18% del PIL, circa 80 miliardi di dollari. Abbiamo provato a tracciare un primo bilancio del suo governo attraverso alcune interviste, a partire da una domanda che si pongono molti cittadini argentini:\u00a0<em>pu\u00f2 Javier Milei con il suo programma lacrime e sangue salvare l\u2019economia argentina?<\/em><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abI problemi segnalati da Milei sono giusti, non necessariamente le soluzioni\u00bb spiega a Gli Asini Martin Kalos, economista della\u00a0<em>Universidad de Buenos Aires<\/em>. \u00abAbbiamo un problema fiscale e uno inflazionario: da dodici anni siamo in deficit fiscale, questa spesa \u00e8 finanziata con emissione di moneta dal Banco Central, il che ha spinto l\u2019aumento dei prezzi. Questi due problemi non sono stati risolti n\u00e9 dai governi peronisti (2003-2015 e 2019-2023) n\u00e9 dal governo di centrodestra di Macri (2015-2019), che ha contratto il pi\u00f9 grande debito della storia argentina con il Fondo Monetario Internazionale. Il paese \u00e8 in trattativa permanente con i creditori internazionali\u00bb aggiunge l\u2019economista.<\/p>\n<p>\u00abIl programma di ristrutturazione economica ricade sulle spalle della classe lavoratrice, su coloro che ricevevano qualche forma di sussidio sociale, sui pensionati. I salari si sono ridotti in confronto all\u2019aumento di alcuni prezzi, molti dei quali erano tenuti bassi artificialmente dal precedente governo peronista. Una incognita rimane sul processo di dollarizzazione (una delle promesse elettorali di Milei che durante i comizi sventolava I biglietti verdi, nda).\u00a0 In Argentina tutti pensano sia meglio risparmiare in dollari, ma non \u00e8 facile ottenerli, per controlli sul sistema di cambio, dollaro parallelo e regolamenti bancari, il cosiddetto\u00a0<em>cepo cambiario<\/em>\u00bb spiega Kalos. Milei ha promesso di mettere fine a queste difficolt\u00e0; all\u2019inizio diceva di poterlo fare entro met\u00e0 2024, ma adesso sembra non avere molta fretta. \u00c8 una delle misure pi\u00f9 attese, il risultato pu\u00f2 spingere in alto il consenso per il governo o farlo crollare.<\/p>\n<p><strong>Consenso e potere<\/strong><\/p>\n<p>Attualmente, secondo un sondaggio dell\u2019Universidad San Andres, il 51% della popolazione da\u2019 un giudizio positivo al Presidente: un tasso pi\u00f9 alto tra i pi\u00f9 poveri e minore nel 10% pi\u00f9 ricco della popolazione. Un paradosso visto il feroce piano di tagli alla spesa pubblica che ha aumentato la povert\u00e0, arrivata poco sotto il 60%, secondo i dati\u00a0<em>Observatorio de la Deuda Social de la Universidad Cat\u00f3lica Argentina<\/em>, il dato pi\u00f9 alto dalla crisi dei Tango Bond del 2001. Ci sono gi\u00e0 state manifestazioni di piazza contro il governo \u2013 una costante nella politica argentina \u2013 ma Milei ha una debolezza strutturale: \u00abil suo partito ha appena il 10%, la sua coalizione non \u00e8 maggioranza al Congresso e non ha nemmeno un governatore a livello provinciale\u00bb spiega il politologo Juan Cruz Olmeda, del Colegio de M\u00e9xico. A febbraio, il Congresso ha affondato il pacchetto di riforme onnicomprensivo, Ley de Bases, che puntava a riforma il codice del lavoro, avviare privatizzazioni, ottenere maggiori poteri per il Governo. Un colpo duro che ha obbligato Milei ad aprire trattative con quella che definiva la \u201ccasta ladrona dei politici tradizionali\u201d.<\/p>\n<p>\u00abSiamo in una situazione in cui ogni voto conta, per questo Milei sta trattando con i governatori provinciali per influenzare il voto dei parlamentari delle varie province, una negoziazione con molti colpi bassi, che prevede minacce di tagli ai finanziamenti statali alle province\u00bb afferma Cruz Olmeda.<\/p>\n<p>Usare i finanziamenti statali alle province come mezzo di scambio politico, pronunciare il discorso di insediamento non nel Congresso \u2013 come da prassi \u2013 ma dandogli le spalle e parlando alla piazza, infiammare i militanti digitali con annunci quotidiani, come la lista con nome e foto dei \u201cdeputati traditori\u201d che hanno votato contro la Ley Bases, sul proprio profilo X. Dopo pochi mesi di governo, Milei ha fugato ogni dubbio di provenire da una cultura liberale di destra: \u00abNon \u00e8 un liberale. Come tutti i fenomeni populisti, anche quello peronista e kirchnerista tende a formare l\u2019immagine del suo avversario; tanto il peronismo \u00e8 stato radicale nel concentrare tutti i poteri, e nell\u2019 imporre un\u2019ideologia unica al paese, tanto la risposta si \u00e8 rivelata altrettanto radicale e populista\u00bb ha spiegato Loris Zanatta, gi\u00e0 docente di Storia dell\u2019America Latina all\u2019Universit\u00e0 di Bologna, per un\u2019intervista a\u00a0<em>Bet Magazine \u2013 Mosaico<\/em>.<\/p>\n<p>Milei \u00e8 passato con velocit\u00e0 meteoritica da opinionista televisivo selvaggio che attraverso una medium, parla di politica con il suo cane morto \u2013 con proposte come la vendita di bambini e organi, l\u2019eliminazione dell\u2019educazione obbligatoria e comizi brandendo una motosega \u2013 a Presidente di uno dei pi\u00f9 importanti paesi latinoamericani.<\/p>\n<p>Continuer\u00e0 il corso della meteora e ne vedremo presto la scia in lontananza? O durer\u00e0, magari moderando le proprie posizioni? \u00abNon credo sar\u00e0 un ciclo politico veloce\u00bb spiega Alfredo Somoza, analista latinoamericanista, per questa intervista agli Asini. \u00abCi sono almeno due Milei: quello con problemi di salute mentale, che follemente mette a rischio le relazioni con paesi vicini per polemiche ideologiche; c\u2019\u00e8 poi il Milei che ha portato in pareggio il bilancio dello Stato, ha stoppato l\u2019emissione di moneta, accumulato riserve nella Banca centrale, ridotto l\u2019inflazione. Certo, la situazione sociale \u00e8 terrificante, ma la povert\u00e0 al 40% l\u2019ha lasciata il governo peronista. Dietro Milei, avanzano altre forze, come la Ministra degli Interni che vuole imporre un modello di sicurezza senza Stato di diritto, o la Vicepresidente che prova a riscrivere la memoria storica dei tempi della dittatura. L\u2019opposizione peronista \u00e8 in imbarazzo, travolta dagli scandali di corruzione del governo uscente. Tra un anno si rinnovano le Camere, il risultato di Milei dipender\u00e0 dall\u2019andamento dell\u2019economia e della lotta alla corruzione\u00bb ragiona Somoza.<\/p>\n<p><strong>Non temo Milei in s\u00e9, ma Milei in me\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Milei, cos\u00ec come Bolsonaro in Brasile o Kast in Cile, \u00e8 parte della trasformazione genetica delle destre latinoamericane: perdono peso \u2013 politico e culturale \u2013 i gruppi liberal-conservatori tradizionali, vincono gli estremisti secondo i quali del presente non c\u2019\u00e8 nulla da conservare. Un presente del quale la sinistra \u00e8 indicata come rappresentante delle \u00e9lite contrapposte alla gente comune, difensore dello status quo, di un ordine ingiusto, immorale. Queste destre si organizzano dentro e fuori dai palazzi, con partiti e militanti digitali, e portano la battaglia politica sul piano culturale, mettono in discussione concetti che si consideravano trasversali: i poveri \u2013 spiega Milei senza vergogna \u2013 sono tali per ordine naturale, il welfare \u00e8 un furto dello Stato ai danni dei cittadini per bene.<\/p>\n<p>A febbraio, negli Stati Uniti, a una conferenza dei conservatori, insieme a Trump, sono intervenuti il presidente de El Salvador, Bukele e quello argentino. Trump si \u00e8 fatto fotografare assieme a Milei assicurando che si pu\u00f2 fare \u201cArgentina great again\u201d alzando i pollici in segno di OK!<\/p>\n<p>Questa destra latinoamericana ha un piano d\u2019azione globale, comuni battaglie, riferimenti culturali, sta costruendo un\u2019identit\u00e0 che definisce come occidentale. Un\u2019identit\u00e0 da contrapporre a quella della Patria Grande, che valorizza le origini indigene e meticce, adottata dalla sinistra latinoamericana che promuove l\u2019integrazione regionale.<\/p>\n<p>Ma l\u2019Occidente al quale pensa questa destra \u2013 basta leggere il discorso di Milei a Davos \u2013 \u00e8 Trump, non gli Stati Uniti in generale; \u00e8 Le Pen, non la Francia con il suo stato di diritto che riconosce l\u2019aborto in Costituzione; \u00e8 Netanyahu, non<strong>\u00a0<\/strong>gli israeliani che chiedono una soluzione diplomatica al conflitto. La bandiera israeliana \u00e8 diventata una presenza fissa che sventola nelle manifestazioni bolsonariste a San Paolo o pro Milei in Argentina. Gerusalemme capitale d\u2019Israele, lo spostamento delle ambasciate da Tel Aviv alla citt\u00e0 santa di Gerusalemme \u00e8 una battaglia identitaria che unisce queste destre estreme latinoamericane che si dicono occidentali. E dialogano stabilmente con le destre europee e statunitensi: Trump, Abascal, Meloni, Orban tutti hanno salutato la vittoria di Milei come una conquista per la loro famiglia politica.<\/p>\n<p>Un paradosso vedere quanto poco l\u2019Occidente della cultura liberale, democratica, affezionato al primato della ragione, dialoghi con l\u2019America Latina.<\/p>\n<p>E poich\u00e9 l\u2019identit\u00e0 si definisce, si deforma, anche in funzione della percezione degli altri, c\u2019\u00e8 un po\u2019 da preoccuparsi nel vedere il rafforzarsi di questa internazionale di destra occidentale, tra nuovo e vecchio continente. Soprattutto se negli Stati Uniti dovesse vincere Trump, il dialogo euro-latinoamericano si potrebbe rafforzare su un terreno politico massimalista e l\u2019Occidente potrebbe assomigliare sempre di pi\u00f9 a quello che immaginano le destre estreme latinoamericane.<\/p>\n<p>E Milei \u2013 un fenomeno fino a pochi mesi considerato comico, le cui proposte economiche erano viste come la versione punk dei Chicago Boys, scapigliate e certamente non realizzabili \u2013 potrebbe essere ben pi\u00f9 di una meteora.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/dove-va-largentina-di-milei-il-governo-delleconomista-ultraliberista\/\">https:\/\/gliasinirivista.org\/dove-va-largentina-di-milei-il-governo-delleconomista-ultraliberista\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI ASINI (Federico Nastasi) Illustrazione di Dario Sostegni &nbsp; Passata l\u2019estate australe con temperature oltre i 44 gradi e un\u2019invasione di zanzare, gli argentini hanno tirato un sospiro di sollievo. 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