{"id":85665,"date":"2024-05-24T10:10:42","date_gmt":"2024-05-24T08:10:42","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85665"},"modified":"2024-05-23T22:57:02","modified_gmt":"2024-05-23T20:57:02","slug":"dal-gas-ai-fondi-russi-congelati-la-ue-continua-a-farsi-del-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85665","title":{"rendered":"Dal gas ai fondi russi congelati, la UE continua a farsi del male"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-85666 size-full\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20170920_1505904021-178266.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"541\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20170920_1505904021-178266.jpg 1000w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20170920_1505904021-178266-300x162.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/20170920_1505904021-178266-768x415.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n<p>Dal gas ai fondi russi congelati l\u2019Europa continua a farsi del male.\u00a0 Italia, Austria, Slovacchia e Ungheria sono i quattro partner che attualmente ricevono gas russo attraverso l\u2019Ucraina e \u201cdovranno trovare delle alternative\u201d entro la fine dell\u2019anno, come ha confermato oggi il portavoce della Commissione europea, Tim McPhie.<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea ha deciso infatti di non prolungare l\u2019accordo trilaterale sul transito del gas con la Russia attraverso l\u2019Ucraina, che scadr\u00e0 alla fine di quest\u2019anno, nell\u2019ottica di continuare a ridurre ancora la dipendenza dal gas russo. \u201cNel 2021 abbiamo ricevuto il 45% delle nostre importazioni di gas dalla Russia, nel 2022 il 24%, nel 2023 il 15%\u201d, ha precisato McPhie (nella foto sotto).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-175472 size-medium aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/images-7-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>La riduzione della dipendenza energetica dalla Russia \u00e8 diventata una delle principali priorit\u00e0 dell\u2019Unione Europea dopo l\u2019inizio dell\u2019operazione militare speciale di Mosca in Ucraina nel febbraio 2022, quando Bruxelles ha deciso di eliminare gradualmente, entro il 2028, le importazioni energetiche dalla Russia.<\/p>\n<p>Come ricordiamo tutti, la decisione ha portato a un forte aumento dei prezzi del gas e per contenerlo la Commissione ha presentato diverse misure, tra cui acquisti congiunti, tetti di prezzo e maggiori sforzi di conservazione dell\u2019energia.<\/p>\n<p>Come riporta quotidianamente Gazprom, il gas russo viene pompato in Europa dai gasdotti ucraini al ritmo costante di 42\/43 milioni di metri cubi al giorno. In termini politici non si pu\u00f2 non notare quali siano i partner Ue colpiti dalla decisione della Commissione UE presso la quale, evidentemente, Bratislava, Budapest, Vienna e Roma o sono consenzienti o non hanno voce in capitolo dal momento che la Commissione sembra averne ignorato gli interessi.<\/p>\n<p>Il portavoce ha assicurato che si lavora \u201ca stretto contatto con gli Stati membri\u201d interessati. Secondo le stime, l\u2019Austria ha importato pi\u00f9 gas russo (circa 5 miliardi di metri cubi) attraverso l\u2019Ucraina tra 2022 e 2023 contro i 3\/4 miliardi dell\u2019Italia che rappresentavano meno del 5% delle importazioni totali mentre oggi, secondo i dati diffusi da SNAM, le importazioni di gas russo si sono fermate sotto quota 2% del totale. La Slovacchia importa circa un terzo delle forniture dalla Russia (circa 2 miliardi di metri cubi) mentre i volumi attraverso Kiev sono ridotti per l\u2019Ungheria che importa la maggior parte del gas russo con il gasdotto TurkStream.<\/p>\n<p>Esiste il sospetto che non sia casuale il colpo inferto agli interessi economici ed energetici di Ungheria e Slovacchia, i cui governi sono critici verso l\u2019atteggiamento assunto nel conflitto in Ucraina dalla UE e infatti non applicano sanzioni alla Russia e non regalano armi all\u2019Ucraina. \u00a0L\u2019Ungheria di Orban \u00e8 da sempre nel mirino della Commissione Ue e da qualche mese lo \u00e8 anche la Slovacchia di Robert Fico, che sembra stia riprendendosi da un attentato i cui mandanti e motivazioni sono ancora da chiarire.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-175480 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/184057370-1becb7e2-2fe9-4a5d-a302-e773f529d274-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Difficile non sospettare la volont\u00e0 della Commissione von der Leyen di punire anche l\u2019Austria, che in ossequio al suo storico status di neutralit\u00e0 non invia armi all\u2019Ucraina ma soprattutto negli ultimi due anni ha addirittura aumentato la sua dipendenza dal gas russo come\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/03\/piu-gas-russo-in-austria-mentre-la-turchia-produce-piu-acciaio-della-germania\/?swcfpc=1\">abbiamo raccontato nel marzo scorso su Analisi Difesa<\/a>.<\/p>\n<p>Il \u201ccaso austriaco\u201d \u00e8 interessante ed esplicativo. Quando la Russia attacc\u00f2 l\u2019Ucraina il 24 febbraio 2022, l\u2019Austria importava l\u201980% del suo gas naturale dalla societ\u00e0 statale Gazprom, cifra che in marzo di quest\u2019anno era salita al 98%.<\/p>\n<p><em>\u201cLa diversificazione delle nostre importazioni di gas procede troppo lentamente e culmina in una nuova quota record di gas naturale russo pari al 98% nel mese di dicembre 2023\u201d,<\/em>\u00a0ha dichiarato il 12 febbraio alla stampa il ministro dell\u2019Energia austriaco, Leonore Gewessler del Partito Verde (nella foto sotto).<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che diversificazione lenta si dovrebbe parlare di totale dipendenza dell\u2019Austria dalle forniture di Mosca motivata dal fatto che con l\u2019aumento dell\u2019import di gas russo via gasdotti Vienna spende molto meno degli altri partner Ue che si affidano a gas soprattutto liquido reperito sul mercato a prezzi ben pi\u00f9 alti. Anche gas liquido russo,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.europe1.fr\/economie\/la-france-achete-toujours-du-gaz-a-la-russie-4212451\">come quello acquistato in quantit\u00e0 crescenti dalla Francia<\/a>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-175473 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/555-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>L\u2019Ucraina aveva gi\u00e0 reso noto che non intendeva prolungare l\u2019accordo quinquennale con\u00a0Gazprom\u00a0sul transito del gas russo verso l\u2019Europa, n\u00e9 firmare nuovi contratti, come ha detto in febbraio il ministro dell\u2019Energia ucraino, German Galushchenko. \u201cPosso confermare che non abbiamo intenzione di stipulare ulteriori accordi o estendere l\u2019attuale\u201d, che scadr\u00e0 il 31 dicembre 2024.<\/p>\n<p>La Commissione UE avrebbe potuto esercitare pressioni su Kiev alla luce degli aiuti militari, economici e umanitari che forniamo a una nazione fallita e al collasso e che in futuro sembra verr\u00e0 accolta nell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Ma non lo ha fatto, almeno finora, neppure tenendo conto che (come abbiamo ricordato qui sopra) i piani della UE prevedono di eliminare completamente le forniture di gas russo entro il 2028, quindi tra quattro anni e mezzo non tra sei mesi.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 quindi escludere che a fine anno i nodi verranno al pettine e le tensioni tra le nazioni dell\u2019Est Europa e l\u2019asse Bruxelles\/Kiev riguarderanno non solo le questioni legate alle importazioni di cereali ucraini ma anche alle forniture di gas russo attraverso i gasdotti ucraini. Resta per\u00f2 il fatto che oggi la Commissione Ue ha deciso di penalizzare quattro stati membri e 85 milioni di cittadini europei.<\/p>\n<p>Un tema che sarebbe utile dibattere specie in questi giorni in cui tutti ci chiedono di votare il rinnovo del Parlamento Europeo. La decisione annunciata dal portavoce McPhie colpisce anche l\u2019Italia, terza potenza economica e seconda manifatturiera nella UE, che nell\u2019ultimo anno ha gi\u00e0 visto calare la produzione industriale di quasi il 4 per cento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-175477 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/images-8.jpg\" alt=\"\" width=\"346\" height=\"194\" \/><\/p>\n<p>Resta da comprendere per quali ragioni la Commissione intenda punire l\u2019Italia e il suo governo (scarsa disponibilit\u00e0 a \u201cfare la guerra alla Russia\u201d o a sostenere il secondo mandato della signora von der Leyen?) o se si tratti dell\u2019ormai consueta e collaudata marginalizzazione degli interessi italiani in ambito UE.<\/p>\n<p>Del resto, come abbiamo visto in pi\u00f9 occasioni, provocare un disastro dopo l\u2019altro rientra pienamente nell\u2019ottica di questa Commissione UE, la peggiore della breve storia dell\u2019Unione: dalle green-follie che minacciano di devastare il nostro mercato automobilistico e immobiliare al tracollo energetico e alla de-industrializzazione, passando per l\u2019azzeramento di ogni disegno di autonomia politica e strategica di un\u2019Europa che, con la Commissione von der Leyen, nei rapporti con gli Stati Uniti ci ha assicurato la stessa rilevanza di Puerto Rico o delle Isole Vergini.<\/p>\n<p>Anche nelle ultime ore gli organismi dell\u2019Unione si sono impegnati a fondo nell\u2019arrecare danni al \u201cSistema-Europa\u201d. Dopo le sanzioni alla Russia, che Mario Draghi e Ursula von der Leyen (i due candidati che appaiono oggi in\u00a0<em>pole position<\/em>\u00a0per guidare la prossima Commissione UE) assicuravano avrebbero messo in ginocchio industria e macchina bellica russa, ieri il Consiglio Europeo (nella foto sotto) presieduto da Charles Michel ha approvato formalmente a Bruxelles la proposta di utilizzare i rendimenti straordinari prodotti dagli asset congelati alla Russia per sostenere militarmente l\u2019Ucraina: in tutto si tratta di circa 300 miliardi di dollari in tutto il mondo, i due terzi presenti nell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-175479 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Tavola-rotonda-con-il-presidente-Zelenskyy-scaled-2048x1024-1-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>La proposta prevede che i rendimenti straordinari siano destinati per il 90% circa all\u2019assistenza militare e per il 10% alla ricostruzione dell\u2019Ucraina. secondo una ripartizione che sar\u00e0 rivista ed eventualmente modificata annualmente a partire dall\u2019inizio del 2025.<\/p>\n<p>Il Consiglio\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/STATEMENT_24_2732\">riferisce in una nota<\/a>\u00a0di aver adottato una serie di atti giuridici che garantiscono che gli utili netti derivanti da entrate inattese e straordinarie maturate dai depositari centrali di titoli (CSD) nell\u2019UE, a seguito dell\u2019attuazione delle misure restrittive da parte dell\u2019Unione contro gli asset russi, saranno utilizzati per fornire ulteriore sostegno militare all\u2019Ucraina, attraverso lo \u201cStrumento europeo per la pace\u201d (il fondo \u201cEuropean Peace Facility\u201d) nonch\u00e9 per le sue capacit\u00e0 nel settore della difesa e per la ricostruzione, attraverso programmi comunitari finanziati dal bilancio Ue.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che i CSD che detengono attivit\u00e0 e riserve sovrane russe superiori a un milione di euro forniranno un contributo finanziario dai loro utili netti corrispondenti, accumulati dal 15 febbraio 2024. In base a criteri prudenziali, in considerazione dell\u2019impatto dovuto alla guerra in Ucraina sugli asset da loro detenuti, i CSD, potranno \u201ctrattenere provvisoriamente una quota pari a circa il 10% del contributo finanziario, per rispettare i requisiti legali in materia di capitale e gestione del rischio\u201d, riferisce infine il Consiglio Ue.<\/p>\n<p>Dopo tante esitazioni e preoccupate analisi dei rischi (come quelle del vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani), alla fine la UE ha deciso di \u201csaltare il fosso\u201d utilizzando, con un gesto senza precedenti, i proventi dei beni russi congelati in Europa per finanziare le forze militari degli ucraini nemici dei russi.<\/p>\n<p>L\u2019ennesima follia, anche in termini giuridici, che non far\u00e0 vincere la guerra a Kiev, determiner\u00e0 forti reazioni a Mosca (questa volta nessuno finga di stupirsi o di indignarsi per la nazionalizzazione di altri asset italiani in Russia) ma soprattutto far\u00e0 perdere la faccia all\u2019Europa davanti a tutti gli investitori internazionali.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una nazione (o fondo-sovrano) pronta a investire ancora in una UE che domani potrebbe sanzionarla congelandone i beni per le ragioni pi\u00f9 varie (dalla guerra contro un vicino all\u2019adozione di leggi \u201cche non corrispondono ai nostri valori\u201d), prendere i frutti dei beni congelati e consegnarli ai loro nemici?<\/p>\n<p>Il precedente attuato oggi con la Russia rischia di seppellire la credibilit\u00e0 economica e finanziaria dell\u2019Europa (quella politica \u00e8 gi\u00e0 stata tumulata da tempo) con il rischio di pesanti ripercussioni soprattutto nella percezione che avranno di noi i grandi investitori asiatici (arabi, cinesi, indiani\u2026.).\u00a0 Il governo italiano queste obiezioni le ha poste ma \u00e8 stato ascoltato o ha preteso di venire ascoltato?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-175474 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/urseula-von-der-leyen-le-18-octobre-photo-sipa-ap-jean-francois-badias-1699087789-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Del resto anche in questo caso la decisione europea \u00e8 figlia delle pressioni dei nostri alleati anglosassoni che da tempo ci chiedono, peraltro con successo, di scavarci la fossa da soli.<\/p>\n<p>Come ha ben spiegato un interessante\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/esteri\/2024\/02\/25\/news\/pressing_usa_su_ue_usate_beni_russi_congelati_per_armi-14097605\/\">articolo pubblicato dal quotidiano \u201cLa Stampa\u201d<\/a>\u00a0il 25 febbraio 2024 a firma Ilario Lombardo (Ucraina, pressing Usa sull\u2019Ue: \u201cUsate i beni russi congelati per le armi\u201d):\u00a0<em>Scongelare i beni dei russi, bloccati in Europa dopo l\u2019attacco scagliato da Vladimir Putin, e destinarli agli ucraini. Come aiuti, come spese di riparazione di una guerra che ha compiuto ieri due anni. \u00c8 la richiesta che il presidente americano Joe Biden ha portato al tavolo del G7, presieduto dall\u2019Italia e organizzato in videoconferenza da Kiev.<\/em><\/p>\n<p><em>Il pressing era atteso, e ampiamente dibattuto nella fase preliminare e diplomatica che ha preparato il vertice. Ma non \u00e8 semplice per l\u2019Unione europea svincolare cos\u00ec i fondi della Banca centrale di Mosca e altri beni russi trattenuti negli istituti europei. Un totale calcolato in circa 300 miliardi di euro, protetto da garanzie giuridiche e finanziarie che sono complicate da aggirare. Sarebbe un precedente che, stando all\u2019analisi dei tecnici della Commissione e della Banca centrale europea, potrebbe scoraggiare ulteriori investimenti nell\u2019area euro. Una criticit\u00e0 che i tre leader europei del G7 \u2013 Giorgia Meloni, Olaf Scholz e l\u2019assente Emmanuel Macron \u2013 ben conoscono.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma \u00e8 un ostacolo che secondo Biden, supportato dal premier inglese Rishi Sunak, dal canadese Justin Trudeau e dal giapponese Fumio Kishida, va superato. Secondo il presidente democratico va trovato un modo.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-175478 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1_fsvdk_nordstream_202209-1-2022-artikel-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Ieri sera Londra non ha escluso l\u2019introduzione di ulteriori misure restrittive contro i beni congelati russi nell\u2019interesse dell\u2019Ucraina, come ha detto il ministro degli Esteri britannico, David Cameron.<\/p>\n<p>\u201c<em>Credo sia molto importante dire che non escludiamo di intraprendere ulteriori azioni sui beni congelati stessi. Perch\u00e9 penso che potremmo arrivare a un momento in cui la Russia pagher\u00e0 o dovrebbe pagare risarcimenti all\u2019Ucraina per i danni subiti, e a quel punto i beni sottostanti che ancora deteniamo potrebbero essere molto importanti\u201d<\/em>, ha detto Cameron, rispondendo alle domande alla Camera dei Lord del Parlamento britannico<\/p>\n<p>Dopo la Legge contro l\u2019inflazione (Inflation Reduction Act) che, mentre \u201cqualcuno\u201d faceva esplodere i gasdotti Nord Stream nel Mar Baltico (\u201cThank You USA\u201d scrisse su X\/Twitter l\u2019attuale ministro degli esteri polacco Radek Sikorsky, per poi cancellare il tweet) ha aperto ponti d\u2019oro alle aziende europee che si trasferiscono negli Stati Uniti con lo slogan \u201cnegli USA l\u2019energia costa dieci volte meno\u201d, con il trasferimento all\u2019Ucraina dei frutti dei fondi russi congelati la UE diverr\u00e0 ancora meno attrattiva per gli investimenti e quindi ancor meno competitiva.<\/p>\n<p>Il tema non \u00e8 certo nuovo e Analisi Difesa gi\u00e0 nel novembre 2022\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/11\/lindustria-europea-a-rischio-sopravvivenza-pressata-da-guerra-caro-energia-e-misure-usa\/?swcfpc=1\">evidenzi\u00f2<\/a>\u00a0le preoccupazioni a tal proposito degli industriali europei riuniti nella Federazione\u00a0<a href=\"https:\/\/www.businesseurope.eu\/\">BusinessEurope<\/a>.<\/p>\n<p>Nel documento redatto nel meeting di Stoccolma gli industriali europei esortavano \u201cl\u2019Unione Europea a concentrarsi sui propri principi fondanti: pace e prosperit\u00e0 attraverso il commercio e l\u2019integrazione economica. Tutto questo \u00e8 fondamentale, anche alla luce della guerra in Ucraina, perch\u00e9 l\u2019Europa continui a svolgere il proprio ruolo in una fase geopolitica estremamente tesa\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea \u201cdeve continuare ad essere un simbolo del commercio globale fondato sulle regole, e, allo stesso tempo, assicurarsi che anche i suoi partner commerciali rispettino le leggi internazionali. Una condizione di parit\u00e0 \u00e8 essenziale per garantire la competitivit\u00e0 delle aziende europee\u201d.<\/p>\n<p>Gli industriali europei evidenziarono quindi che \u201cc\u2019\u00e8 preoccupazione sulle misure che gli Stati Uniti hanno adottato con l\u2019Inflation Reduction Act. Queste misure sono incompatibili con le regole del WTO, in quanto discriminatorie verso le esportazioni delle imprese straniere\u201d.<\/p>\n<p>Oggi possiamo tranquillamente affermare che la UE non solo non ha ascoltato gli industriali ma sta facendo esattamente l\u2019opposto di quanto necessario per la salvaguardia degli interessi europei. Ben lontana da rappresentare la soluzione, l\u2019Unione oggi \u00e8 parte (cospicua) dei problemi che l\u2019Europa deve affrontare.<\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/gianandreagaian\/\">@GianandreaGaian<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>Foto: Commissione UE, Consiglio Europeo, Naftogaz, Gazprom e EPA.<\/em><\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/05\/dal-gas-ai-fondi-russi-congelati-la-ue-continua-a-farsi-del-male\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/05\/dal-gas-ai-fondi-russi-congelati-la-ue-continua-a-farsi-del-male\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) Dal gas ai fondi russi congelati l\u2019Europa continua a farsi del male.\u00a0 Italia, Austria, Slovacchia e Ungheria sono i quattro partner che attualmente ricevono gas russo attraverso l\u2019Ucraina e \u201cdovranno trovare delle alternative\u201d entro la fine dell\u2019anno, come ha confermato oggi il portavoce della Commissione europea, Tim McPhie. 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