{"id":85722,"date":"2024-05-30T09:37:01","date_gmt":"2024-05-30T07:37:01","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85722"},"modified":"2024-05-28T12:09:22","modified_gmt":"2024-05-28T10:09:22","slug":"alluvione-un-anno-dopo-cosa-non-e-cambiato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85722","title":{"rendered":"Alluvione, un anno dopo: cosa non \u00e8 cambiato"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GLI ASINI (Alex Giuzio)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/wp-content\/uploads\/20220714-1024x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<div class=\"featured_caption\">Illustrazione di Guido Scarabottolo<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry_content\">\n<div class=\"the_content\">\n<div class=\"hentry\">\n<p>Un anno fa \u00e8 avvenuta l\u2019enorme alluvione che ha inondato la Romagna. Con le forti piogge durate 48 ore consecutive, tra il 15 e il 17 maggio 2023 sono esondati 21 fiumi, provocando allagamenti diffusi in 37 comuni e circa 250 gravi frane. I morti sono stati 17, gli sfollati oltre 20.000, tra cui moltissimi hanno dovuto buttare tutto ci\u00f2 che avevano nelle proprie case. I danni certificati all\u2019Unione europea hanno toccato gli 8,5 miliardi. Ma questi numeri hanno l\u2019effetto di storicizzare un evento passato, mentre le ferite dell\u2019alluvione sono ancora aperte e con esse il dibattito sulle conseguenze del riscaldamento globale che stiamo vivendo. Un dibattito che, allora come oggi, la politica tende a ridurre all\u2019eccezionalit\u00e0 degli eventi meteorologici, anzich\u00e9 riflettere sulle cause antropiche che provocano o aggravano questi fenomeni.<\/p>\n<p>Nei giorni successivi all\u2019alluvione, il presidente dell\u2019Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha ripetutamente\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/watch\/?v=175564142126732\">addossato le cause<\/a>\u00a0alla quantit\u00e0 eccezionale di pioggia. Che \u00e8 stata senz\u2019altro la responsabile naturale dell\u2019evento (di certo pi\u00f9 delle nutrie che fanno le tane lungo gli argini, su cui\u00a0<a href=\"https:\/\/www.tgcom24.mediaset.it\/cronaca\/emilia-romagna\/alluvione-emergenza-nutrie_65264160-202302k.shtml\">aveva puntato il dito<\/a>\u00a0il sindaco di Ravenna Michele De Pascale), ma che \u00e8 solo una parte della verit\u00e0. Ci\u00f2 che la politica locale\u00a0<a href=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/non-costruite-piu-nulla\/\">non ha mai ammesso<\/a>\u00a0\u00e8 che la copiosa acqua si \u00e8 abbattuta su un suolo troppo impermeabilizzato.<\/p>\n<p>Forti temporali, trombe d\u2019aria e mareggiate vengono trattati dai media come eventi occasionali, spesso con termini fantasiosi come \u201cbombe d\u2019acqua\u201d; ma la scienza \u00e8 concorde nell\u2019affermare che questi fenomeni sono sempre pi\u00f9 intensi e frequenti a causa della crisi climatica provocata dall\u2019inquinamento umano. Quando poi le forti piogge si abbattono in luoghi ricoperti di cemento, con edifici costruiti troppo vicino ai corsi d\u2019acqua e terreni privi di alberi che possano trattenere gli smottamenti, le conseguenze disastrose si amplificano. Soprattutto se sono anche giorni di mare grosso e i fiumi non riescono a scaricare perch\u00e9 le onde spingono dalla parte opposta, come accaduto un anno fa.\u00a0<a href=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/non-costruite-piu-nulla\/\">Lo avevamo scritto in quei giorni drammatici<\/a>: l\u2019alluvione \u00e8 stata il frutto della combinazione tra riscaldamento globale, cementificazione, disboscamenti e malgoverno. Negarlo o semplificare le cause favorisce la tendenza a restare immobili e passivi, a non correggere le decisioni sbagliate e a continuare a farne di peggiori. Ma dopo un anno, la consapevolezza e la rielaborazione di quanto avvenuto sembrano ancora poco diffuse (con due importanti eccezioni di pochi giorni fa: l\u2019ottimo documentario \u201c<a href=\"https:\/\/openddb.it\/film\/romagna-tropicale\/\">Romagna tropicale<\/a>\u201d di Pascal Bernhardt e \u201c<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/la-cerimonia-del-fango\">La cerimonia del fango<\/a>\u201d della compagnia teatrale Menoventi).<\/p>\n<p>La frase pi\u00f9 ripetuta da Bonaccini in quei giorni drammatici \u00e8 stata \u00abricostruiremo tutto\u00bb, mentre lo scorso marzo, durante un incontro con i sindaci delle zone alluvionate, il governatore ha detto che \u00abnon si potr\u00e0 mai pi\u00f9 costruire nei territori allagati\u00bb. Il Piano speciale post-alluvione della regione, presentato in via preliminare lo scorso aprile, esclude la possibilit\u00e0 di qualsiasi nuova costruzione che aumenti il carico urbanistico. Gli appelli e gli studi scientifici lo chiedevano gi\u00e0 da anni, ma per far aprire gli occhi alla politica sulla crisi climatica, l\u2019unico modo efficace sembrano essere le catastrofi e i morti. Tuttavia, cos\u00ec non si agisce con lungimiranza e prevenzione, bens\u00ec secondo una logica emergenziale e tardiva. In ogni caso, rispetto a queste intenzioni \u2013 per ora solo a parole, peraltro in campagna elettorale \u2013 viene da restare scettici: d\u2019altronde l\u2019Emilia-Romagna nel 2017 si \u00e8 dotata di una legge definita \u201ccontro il consumo di suolo\u201d, che \u00e8 in realt\u00e0 una norma ingannevole e auto-assolutoria per permettere di continuare la cementificazione indiscriminata. E anche volendosi fidare di questa improvvisa intenzione a cambiare rotta, purtroppo \u00e8 ormai tardi e tanti danni irreversibili sono stati fatti. Secondo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.snpambiente.it\/snpa\/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2023\/\">l\u2019ultimo rapporto Ispra<\/a>, l\u2019Emilia-Romagna \u00e8 la quarta regione italiana per consumo di suolo e nella classifica tra i comuni, nei primi venti posti ci sono sette emiliano-romagnoli (Piacenza, Reggio Emilia, Parma, Ravenna, Forl\u00ec, Bologna e Rimini). Il cemento gi\u00e0 colato rester\u00e0 ad amplificare i danni dei prossimi forti temporali, e altro ne arriver\u00e0 a causa dei permessi edilizi ormai rilasciati per i prossimi anni.<\/p>\n<p>Nell\u2019antichit\u00e0, la Romagna era una grande palude in cui non si distingueva il confine fra la terra e l\u2019acqua; un\u2019area umida enorme e ricca di biodiversit\u00e0, ma anche povera e malsana per viverci. L\u2019aspetto che ha oggi la nostra terra \u00e8 conseguenza delle bonifiche iniziate nel Medioevo e proseguite fino alla seconda met\u00e0 del Novecento, che hanno generato fertilit\u00e0 e sviluppo economico. Oggi si tende a pensare che sia sempre stato cos\u00ec, invece si tratta di una piccola parentesi artificiale dentro le ere geologiche. Una parentesi che oltre al benessere, ha per\u00f2 comportato un\u2019eccessiva antropizzazione: i fiumi deviati e cementificati provocano erosioni e inondazioni con cui stiamo facendo i conti, ora che l\u2019acqua sta tornando a sommergere la pianura padana. Non si tratta della proiezione di ipotetiche mappe sull\u2019Adriatico che nel 2100 bagner\u00e0 Bologna (e che anzi, hanno l\u2019effetto controproducente di allontanare il problema in un futuro che non ci riguarda), bens\u00ec di un fenomeno gi\u00e0 in corso ora.<\/p>\n<p>Ad oggi il governo Meloni non ha ancora accettato di indennizzare i mobili e gli elettrodomestici distrutti dagli allagamenti, che rappresentano una cifra ingente. Dei 2,5 miliardi di euro messi a disposizione della struttura commissariale,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.open.online\/2024\/05\/16\/alluvione-emilia-romagna-risarcimenti-cifre-reali\/\">appena 213 milioni sono stati versati<\/a>. Si tratta soprattutto di pagamenti agli enti locali per rimborsare le somme che avevano anticipato o per sistemare gli edifici pubblici danneggiati un anno fa. Ai cittadini, invece, non \u00e8 arrivato ancora nulla, se non la misera cifra di 202.416 euro (meno dello 0,1%) bonificata alle 21 famiglie che sono riuscite ad affrontare la complessa procedura burocratica per chiedere i risarcimenti. I sindaci e il governatore dell\u2019Emilia-Romagna continuano giustamente ad attaccare il governo per questa grave mancanza di soldi. Ma con l\u2019aumentare della frequenza e dell\u2019intensit\u00e0 degli eventi meteorologici estremi \u2013 che \u00e8 inevitabile anche se dovessimo smettere di inquinare dall\u2019oggi al domani, poich\u00e9 i gas climalteranti hanno innescato processi irreversibili \u2013 i costi delle prossime inondazioni saranno sempre pi\u00f9 alti e insostenibili. Perci\u00f2 oltre che parlare di risarcimenti, e anzich\u00e9 pensare che tutto potr\u00e0 continuare come prima, la politica potrebbe iniziare a pianificare le strategie di adattamento e arretramento al mare che avanza, di cui l\u2019alluvione \u00e8 stata una delle manifestazioni.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/alluvione-un-anno-dopo-cosa-non-e-cambiato\/\">https:\/\/gliasinirivista.org\/alluvione-un-anno-dopo-cosa-non-e-cambiato\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI ASINI (Alex Giuzio) Illustrazione di Guido Scarabottolo &nbsp; Un anno fa \u00e8 avvenuta l\u2019enorme alluvione che ha inondato la Romagna. Con le forti piogge durate 48 ore consecutive, tra il 15 e il 17 maggio 2023 sono esondati 21 fiumi, provocando allagamenti diffusi in 37 comuni e circa 250 gravi frane. 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