{"id":85752,"date":"2024-05-31T10:00:04","date_gmt":"2024-05-31T08:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85752"},"modified":"2024-05-29T14:36:34","modified_gmt":"2024-05-29T12:36:34","slug":"usa-e-cina-si-confrontano-in-medio-oriente-ma-hanno-un-problema-che-si-chiama-mohammed-bin-salman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85752","title":{"rendered":"Usa e Cina si confrontano in Medio Oriente ma hanno un problema che si chiama Mohammed Bin Salman"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Federico Giuliano, Mauro Indelicato)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-85753\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FB_IMG_1716985961190-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FB_IMG_1716985961190-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FB_IMG_1716985961190.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le priorit\u00e0 di Stati Uniti e Cina in Medio Oriente sono contrastanti. Se \u00e8 vero che le due potenze globali vorrebbero rendere la regione un\u2019oasi di pace e stabilit\u00e0, o almeno un ambiente proficuo per le rispettive agende politiche ed economiche, \u00e8 altrettanto vero che le modalit\u00e0 proposte da entrambe le parti per conseguire questo scopo differiscono e non poco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da un lato abbiamo Washington, che ha fin qui cercato di rafforzare i suoi legami con Israele e le monarchie del Golfo, in modo tale da avviare un progressivo disgelo tra Tel Aviv e Riyad. Dall\u2019altro c\u2019\u00e8 invece Pechino, che scommette tutto sulla mediazione tra Iran e Arabia Saudita, e punta sul rinnovato rapporto tra Xi Jinping e Mohammed bin Salman.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando, lo scorso aprile, la tensione tra Tel Aviv e Teheran aveva raggiunto il limite, i funzionari cinesi avevano del resto subito preso in mano i loro telefoni per contattare i loro omologhi sauditi e iraniani. Il motivo di tanto interesse? Verificare se le scintille israelo-iraniane fossero in qualche modo riuscite a scalfire uno dei principali successi diplomatici del Dragone: il riavvicinamento tra Iran e Arabia Saudita. \u00c8 tuttavia difficile per Pechino disegnare un quadro regionale, o anche solo immaginare le prospettive per il Medio Oriente a medio termine, con due incognite sul tavolo: un conflitto \u2013 quello nella Striscia di Gaza \u2013 ancora in corso e l\u2019eventualit\u00e0 che quella guerra possa allargarsi fino ad includere attivamente altri Paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il deus ex machina del Medio Oriente<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La diplomazia cinese lascia intendere che esistano almeno due progetti in corso: il riavvicinamento tra Arabia Saudita e Iran, sostenuto da Pechino, e la normalizzazione delle relazioni tra sauditi e Israele perseguito dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda la Cina, il Dragone si affida al partenariato stretto con Teheran che, a lungo termine \u2013 e date le vaste risorse energetiche iraniane \u2013 potrebbe rivelarsi una scommessa vincente. Di pari passo il governo cinese ha messo in secondo piano le mire strategiche su Emirati Arabi e Qatar, entrati invece nell\u2019orbita americana, cos\u00ec come Israele (al netto delle frizioni su Gaza).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I riflettori sono dunque puntati sull\u2019Arabia Saudita, possibile deus ex machina del Medio Oriente nonch\u00e9 unico vero giocatore altalenante. Riyad ceder\u00e0 alle lusinghe di Xi oppure accetter\u00e0 di sedersi al tavolo degli Usa (con i quali mantiene stretti legami di Difesa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci sono almeno due indizi da non sottovalutare: 1) come accade con l\u2019Iran, la Cina \u00e8 di gran lunga il pi\u00f9 grande mercato di esportazione dei sauditi; 2) quando Israele ha colpito l\u2019ambasciata iraniana a Damasco, l\u2019Arabia Saudita ha condannato pubblicamente l\u2019attacco. Dopo la risposta iraniana, il Regno si \u00e8 limitato ad esprimere preoccupazione per l\u2019escalation chiedendo moderazione. In entrambi i casi, la posizione di MBS coincide con quella di Xi. Ed \u00e8 molto lontana da quella americana che sostiene Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La base di Al Udeid in Qatar<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se Pechino guarda con estremo interesse all\u2019Arabia Saudita, gli Usa oltre che su Riyad puntano molto anche su Doha. Il perch\u00e9 \u00e8 presto detto: il Qatar si trova al centro del Golfo Persico, le sue acque sono condivise con l\u2019Iran e dunque il posizionamento geografico del piccolo emirato appare intrinsecamente strategico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 certo un caso se nell\u2019area meridionale della penisola qatariota sia da anni situata la base di Al Udeid. Si tratta di uno degli avamposti militari pi\u00f9 importanti degli Stati Uniti, recentemente raggiunto da lavori legati a progetti di un ulteriore allargamento della struttura. Qui, tra le altre cose, ha sede il Centcom, ossia il comando centrale Usa nel medio oriente: non c\u2019\u00e8 scelta che non passi dagli uffici della grande base stanziata a sud di Doha.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una circostanza destinata a legare a tempo indeterminato il Qatar con gli Stati Uniti. La (petro)monarchia retta dalla famiglia Al Thani \u00e8 una pedina fondamentale per Washington nel Medio Oriente. Lo dimostrano gli scambi commerciali aumentati specialmente dopo il 2021, anno della fine dell\u2019embargo imposto dai Saud contro Doha nell\u2019ambito dello scontro politico tutto interno alla penisola arabica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In quell\u2019anno inoltre \u00e8 arrivato alla Casa Bianca l\u2019attuale presidente Joe Biden, il quale ha iniziato una politica differente rispetto al predecessore Donald Trump. Quest\u2019ultimo, nei suoi quattro anni di amministrazione, ha puntato molto soprattutto sull\u2019Arabia Saudita nell\u2019ottica di un riavvicinamento tra gli attori del Golfo e Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Biden ha lavorato per rendere Doha sempre pi\u00f9 importante e per fare dell\u2019emirato un mediatore fondamentale per gli equilibri della regione. La dimostrazione pi\u00f9 pratica arriva dai recenti e drammatici fatti relativi alla guerra tra Hamas e Israele. Il Qatar ha iniziato gi\u00e0 dall\u2019inizio della crisi, avviata con gli attacchi terroristici del 7 ottobre 2023, a mediare tra le parti e a svolgere cos\u00ec un ruolo importante anche per le attivit\u00e0 diplomatiche Usa nella regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In generale, \u00e8 possibile osservare come negli ultimi anni, nonostante i Saud abbiano conservato il ruolo di principale alleati di Washington in medio oriente, la Casa Bianca si sia avvicinata sempre di pi\u00f9 al Qatar e abbia iniziato a vedere negli Al Thani una pedina molto utile nell\u2019ottica del braccio di ferro regionale con Pechino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il ruolo politico degli Emirati<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019altra pedina per gli Usa \u00e8 senza dubbio rappresentata da Abu Dhabi, perno gi\u00e0 durante l\u2019amministrazione Trump della strategia volta a riavvicinare i Paesi del Golfo con Israele. Nell\u2019ottica di un duello con la Cina, gli Emirati Arabi Uniti appaiono pi\u00f9 vicini a Washington rispetto a Pechino. I rapporti tra le parti continuano del resto a essere molto solidi, non solo in ambito politico bens\u00ec anche sotto il profilo economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia, proprio il caso emiratino \u00e8 emblematico dell\u2019attuale situazione regionale: non esistono cio\u00e8 blocchi perfettamente contrapposti. Abu Dhabi ha s\u00ec solidi legami con la Casa Bianca, ma sta sviluppando da anni importanti rapporti con la stessa Cina. Anche in ambiti piuttosto delicati come, tra tutti, quelli militari. In Libia ad esempio, i droni girati dagli Emirati al generale Khalifa Haftar hanno marchio e bandiera cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #USA #Cina #ArabiaSaudita<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[Fonte: https:\/\/it.insideover.com\/politica\/usa-e-cina-si-confrontano-in-medio-oriente-ma-hanno-un-problema-che-si-chiama-mohammed-bin-salman.html]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/LDPS8AfWHEDDYfHo\/\">https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/LDPS8AfWHEDDYfHo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Federico Giuliano, Mauro Indelicato) Le priorit\u00e0 di Stati Uniti e Cina in Medio Oriente sono contrastanti. 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