{"id":85795,"date":"2024-06-04T11:30:20","date_gmt":"2024-06-04T09:30:20","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85795"},"modified":"2024-06-02T22:37:08","modified_gmt":"2024-06-02T20:37:08","slug":"intervista-al-generale-marco-bertolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85795","title":{"rendered":"Intervista al Generale Marco Bertolini"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA TERMOMETRO GEOPOLITICO\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/scontent.fnap4-1.fna.fbcdn.net\/v\/t39.30808-6\/447301839_993097009491239_69551868826214576_n.jpg?stp=dst-jpg_p180x540&amp;_nc_cat=109&amp;ccb=1-7&amp;_nc_sid=5f2048&amp;_nc_ohc=8S8PsuUfbm4Q7kNvgH1XeDv&amp;_nc_ht=scontent.fnap4-1.fna&amp;oh=00_AYDrAzZjJByiNbFhavfhw4Bovv2dip4_Ad0Vsh_T-mWNzQ&amp;oe=6662942D\" alt=\"Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e testo\" width=\"297\" height=\"197\" \/><\/p>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">La settimana si \u00e8 aperta con le reazioni del Governo italiano alle dichiarazioni di Jens Stoltenberg; il Segretario generale della NATO ha invitato gli alleati che forniscono armi all\u2019Ucraina a \u201cvalutare\u201d di porre fine al divieto di utilizzarle per colpire obiettivi militari in Russia, perch\u00e9 Kiev \u201cha il diritto di difendersi e questo include anche colpire obiettivi in territorio russo\u201d. Fermo restando che, in realt\u00e0, l\u2019Ucraina gi\u00e0 da due anni colpisce obiettivi nel territorio della Federazione Russa (Belgorod in particolare) e non solo nella Crimea contesa, ritiene che il Governo italiano sapr\u00e0 resistere anche dopo le elezioni europee all\u2019effetto \u201ctrascinamento\u201d dovuto alle parole di Stoltenberg e di altri leader europei (Macron in particolare)? Non le pare che la retorica atlantista, giorno dopo giorno, cerchi l\u2019escalation e che i precedenti comportamenti del nostro Paese alle pressioni statunitensi non rassicurino in pieno sulla possibilit\u00e0 di rimanere fuori da un allargamento del conflitto?<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">\u201cInnanzitutto credo di dover ammettere che Stoltenberg ha messo a nudo, certamente senza volerlo, l\u2019ipocrisia dell\u2019Occidente nel suo complesso. L\u2019Occidente, inteso come quel conglomerato che fa capo all\u2019anglosfera in generale e alla Nato e all\u2019UE in particolare, \u00e8 da due anni in guerra con la Russia. Lo \u00e8 per i toni offensivi (macellaio, criminale, dittatore, ecc.) utilizzati per definire quello che era e continua ad essere il Presidente eletto e riconosciuto di un Paese col quale abbiamo ancora rapporti diplomatici, per le dimostrazioni di odio \u201crazziale\u201d evidenziato contro tutto quello che \u00e8 russo (dalla cultura allo sport arrivando ad escludere gli atleti paraolimpici di quel paese dalle competizioni internazionali), nonch\u00e9 ovviamente per il regime di sanzioni che oltre a colpire soprattutto le nostre economie contraddice decenni di rapporti commerciali tra Europa occidentale e Europa slava che hanno portato benessere e ricchezza ad entrambe. Nonch\u00e9 sicurezza.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Ma in tutto questo lungo lasso di tempo, continuava una ostilit\u00e0 di fondo soprattutto da parte di quell\u2019estremo occidente che mal digeriva una saldatura tra Europa e Asia per il tramite della Russia che minacciasse di creare un centro di potere enorme nel cosiddetto Heartland di Mackinder, l\u2019inventore della Geopolitica. E questo, a detrimento delle potenze insulari, navali e anglosassoni che da sempre vedono l\u2019Europa come un\u2019entit\u00e0 in qualche modo estranea, se non ostile. Comunque, da controllare.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Negli stessi anni nei quali Vladimir Putin veniva ricevuto nelle nostre cancellerie con tutti gli onori, infatti, non mancavano azioni dirette a intaccare quello che rimaneva dell\u2019area di influenza russa travolta dal crollo sovietico. A pochi anni dalla caduta del Muro di Berlino se ne costruiva uno pi\u00f9 piccolo nei Balcani per isolare la piccola Serbia e ghettizzare l\u2019ancor pi\u00f9 piccola Republika Srpska di Bosnia, mentre quasi tutti i paesi una volta alleati nel Patto di Varsavia passavano alla Nato, assieme addirittura a parti dell\u2019ex URSS stessa (i Paesi baltici). Con le primavere arabe, iniziate guarda caso sempre dal trio USA, UK e Francia con l\u2019attacco alla Libia e la distruzione della Siria, storica alleata di Mosca, il quadro era quindi pronto per ulteriori sviluppi, ora purtroppo sotto i nostri occhi.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Tralasciando questa digressione storica e tornando al punto, l\u2019ipocrisia dell\u2019Occidente ha toccato l\u2019apice con la fornitura di armi sofisticatissime all\u2019Ucraina, con la clausola pilatesca di vietarne \u2013 almeno ufficialmente \u2013 l\u2019uso contro il territorio russo. Una clausola assurda e probabilmente impossibile da rispettare, da parte di chi con quelle armi combatte un nemico pi\u00f9 forte. E da chi ora percepisce chiaramente che la propria sopravvivenza politica se non addirittura fisica dipende dagli esiti di una guerra che pare ormai persa sul campo; a meno che non si rimetta tutto in gioco allargandone il perimetro e coinvolgendo Nato ed Unione Europea.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">In questo \u201cvorrei ma non posso\u201d, insomma, risiede tutta la doppiezza occidentale messa a nudo da Stoltenberg con un \u201cil re \u00e8 nudo!\u201d che imbarazza tutti. E l\u2019imbarazzo \u00e8 anche motivato dal fatto che, a differenza di Macron che \u00e8 il Presidente eletto della Francia e che, come tale, \u00e8 nel suo pieno diritto di fare e dire quello che ritiene necessario nell\u2019interesse del proprio Paese, Stoltenberg \u00e8 soltanto un alto funzionario nominato, i cui poteri si limitano a riportare e coordinare le decisioni assunte all\u2019unanimit\u00e0 dai Paesi della Nato, alcuni dei quali come noto non vedono di buon occhio la ricerca di altre grane.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Resta il fatto che non credo parli per dar aria ai denti e certamente partecipa, senza averne titolo, ad una escalation dei toni iniziata due anni fa almeno, per preparare le opinioni pubbliche e portare alle estreme conseguenze una guerra che fino ad ora vede la Russia in notevole vantaggio, a livello tattico-operativo, con grande scorno di chi ne prevedeva la sconfitta definitiva e l\u2019esclusione da Europa e Mar Mediterraneo.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Insomma, siamo arrivati alle prevedibili conseguenze di una sciagurata condotta con la quale tutto l\u2019Occidente si \u00e8 piegato alle decisioni belliciste di Londra e Washington nell\u2019illusione che sussistesse una differenza di potenziale tecnologico, sociale, morale e motivazionale sufficiente per avere la meglio su Mosca.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Detto questo, ci sono da registrare con sollievo le prese di distanza di molti governi, tra i quali il nostro, dalle pretese di Stoltenberg e di Macron; ma effettivamente ho qualche dubbio che tale atteggiamento prudenziale reggerebbe di fronte ad un grande incidente nucleare ad Energodar, ad esempio, da due anni esposta al fuoco dell\u2019artiglieria ucraina mentre tutti sembrano essersene dimenticati, o a un casus belli di forte impatto mediatico con conseguente chiamata alle armi in difesa della \u201cdemocrazia\u201d ucraina\u201d.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Dal 17 aprile, l\u2019Ucraina ha utilizzato almeno 50 ATCMS per attaccare vari bersagli. Alcuni di questi attacchi hanno avuto successo e hanno colpito installazioni importanti: almeno due S-400, un deposito di munizioni, e almeno tre aerei in un attacco all\u2019aeroporto di Belbek il 16 maggio. Uno dei due radar di Armavir, nella Russia meridionale, \u00e8 stato colpito e, a giudicare dalle foto, danneggiato. I due sistemi radar di Armavir, che operano su frequenze UHF, coprono l\u2019Iran, il Medio Oriente e la parte pi\u00f9 meridionale dell\u2019Ucraina. Soprattutto, sono uno dei tasselli della rete di early warning russa per la propria difesa da attacchi missilistici e nucleari ICBM; possono anche identificare aerei e missili di altro tipo, ma il loro ruolo principale \u00e8 quello. In pratica, un radar che serve alla Russia per identificare missili nucleari diretti verso il suo territorio \u00e8 stato colpito. Se un radar di quel tipo viene danneggiato non solo le capacit\u00e0 di difesa contro un attacco nucleare vengono limitate, ma aumenta a dismisura il rischio di identificare come una minaccia qualcosa che non lo \u00e8 e fare scattare le contromisure del caso anche in assenza di una minaccia. Insomma, lei ritiene che il rischio di una risposta russa, anche di tipo nucleare, sia ancora concreto?<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">\u201cQuesto \u00e8 uno dei rischi ai quali facevo riferimento. I sistemi Early Warning di Stati Uniti e Russia soprattutto, ma questo vale anche per la Cina, sono parte integrante del deterrente nucleare nel suo complesso, assieme alle armi e ai vettori per lanciarle sugli obiettivi. E\u2019 grazie ad essi che le potenze nucleari sono in grado di individuare minacce al proprio territorio molto prima che si palesino all\u2019orizzonte. Ma \u00e8 anche grazie alla consapevolezza della loro esistenza che il potenziale nemico sa che i suoi attacchi verrebbero individuati con grande anticipo, dando il via alla rappresaglia.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Per venire al caso particolare da lei citato, l\u2019eventuale inefficienza dell\u2019Early warning di Armavir, che aprirebbe una falla nell\u2019angolo sud occidentale russo, potrebbe innescare falsi allarmi o, addirittura, spingere la Russia a un attacco preventivo per evitare il primo colpo avversario. Insomma, se con tale \u201ccolpo\u201d Zelensky avesse ottenuto la messa fuori uso del radar, avrebbe inferto un grave danno non solo alle difese della Russia, ma anche a quelle degli Stati Uniti ora esposti a una reazione nei confronti del suo deterrente strategico e non semplicemente del suo \u201cstrumento\u201d tattico ucraino. A meno che gli Usa non siano come possibile dietro all\u2019attacco, il che farebbe presumere imminente lo sfruttamento dei suoi risultati, con le conseguenze che possiamo immaginare.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Ma Zelensky ora non sta andando troppo per il sottile in quanto sta combattendo per la propria sopravvivenza. Una sopravvivenza messa a rischio dai continui rovesci sul campo, dalla resistenza sempre maggiore a una mobilitazione che sfianca quello che resta della societ\u00e0 ucraina, da accuse di illegittimit\u00e0 politica derivanti dalla scadenza del suo mandato elettorale, dalla presenza di altri personaggi come Arestovich e Zaluzny che ancorch\u00e8 allontanati dall\u2019Ucraina non mancano di esprimere un maggiore carisma, dalla stanchezza delle opinioni pubbliche occidentali sempre pi\u00f9 restie a provare come ci si senta a \u201cmorire per Kiev\u201d.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">D\u2019altro canto, pu\u00f2 contare sul terrore dell\u2019Occidente per una possibile vittoria russa che metterebbe a rischio la sua credibilit\u00e0 complessiva, per quello che ha investito in questa guerra per procura da un punto di vista retorico, politico, finanziario, energetico e militare, esprimendo in quest\u2019ultimo campo il meglio dei suoi per ora insufficienti strumenti tattici. A questo occidente che ha gi\u00e0 dovuto fare molti passi indietro in Africa d\u00e0 voce la Francia con un interventismo pericoloso che per ora non sembra attrarre altri se non i piccoli e arrabbiatissimi Stati baltici, desiderosi di menare le mani, stando per\u00f2 ben attaccati alle gonne di mamma UK.\u201d<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">In Europa sembra di trovarsi di fronte ad una \u201ctempesta perfetta\u201d. L\u2019Ucraina sta generando un effetto domino estremamente pericoloso e diverse crisi regionali vengono riattivate: Balcani (Republika Srpska e Kosovo), Transnistria e Gagauzia (Moldavia e Romania), Kaliningrad e Corridoio di Suwalki (Germania, Polonia e Bielorussia), Caucaso (Armenia e Azerbaigian), tensioni nel Baltico per la delimitazione dei confini (Estonia, Lituania e Finlandia) e la rivalit\u00e0 russo-inglese per il controllo del Mar Nero. Il presidente ungherese Viktor Orban ha denunciato non solo l\u2019aggressivit\u00e0 dell\u2019opinione pubblica europea ma anche lo svolgimento di una riunione a Bruxelles con l\u2019obiettivo di coinvolgere direttamente la NATO nel conflitto ucraino ma, inevitabilmente, anche negli altri teatri di crisi. Come valuta la proposta di un esercito europeo integrato con la NATO (ventilato recentemente da Von Der Leyen e altri)? Oppure sarebbe preferibile un riposizionamento sul proprio interesse nazionale come suggerito proprio da Orban?<\/div>\n<div dir=\"auto\">\u201cLe preoccupazioni derivanti dalla guerra in Ucraina ci fanno spesso dimenticare il contesto generale, ancor pi\u00f9 preoccupante. Che la Russia sia circondata \u00e8 un fatto incontestabile non solo per il passaggio di molti Paesi dal Patto di Varsavia alla Nato o per l\u2019influenza statunitense nelle ex repubbliche meridionali sovietiche, ma anche per il proporsi di situazioni di crisi che si trovano a un passo dall\u2019esplodere proprio ai margini del Paese. E\u2019 il caso del Mar Baltico, improvvisamente diventato un lago \u201cNato\u201d con il passaggio di Svezia e Finlandia all\u2019Alleanza atlantica dopo una prolungata neutralit\u00e0, anche se base di una delle cinque flotte russe, a Kaliningrad. Il fatto che l\u2019Ammiraglio Stavridis, ex SACEUR ed ora altissimo dirigente della Fondazione Rockefeller abbia parlato della necessit\u00e0 di neutralizzare l\u2019enclave russa in caso di crisi fa chiaramente intravvedere la possibilit\u00e0 non remota di un caso ucraino anche a quelle latitudini, per la soddisfazione delle repubbliche baltiche e della Polonia. Analoghe ragioni di crisi sussistono in Romania, con la prevista costruzione a Mihail Kogqlniceanu, vicino a Costanza sulla costa del Mar Nero, della pi\u00f9 grande base militare NATO in Europa. Intanto, le manovre moldave per ricondurre alla sovranit\u00e0 di Chisinau la Transnistria \u201crussa\u201d non pu\u00f2 che essere percepita come una minaccia da Mosca che da decenni impiega nella stretta striscia di territorio un suo limitato contingente di pace.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Nei Balcani, intanto, \u00e8 in atto da tempo una notevole pressione contro la realt\u00e0 serba. L\u2019istituzione per iniziativa dell\u2019Assemblea Generale dell\u2019ONU di una giornata della memoria per il \u201cgenocidio\u201d di Srebrenica ha fortemente colpito la popolazione serba di Bosnia che, a sentire il presidente della Republika Srbska, potrebbe ora decidere per la propria separazione dalla BiH. Insomma, una specie di \u201c25 aprile\u201d balcanico, che dimostra la vera funzione di certe \u201cgiornate della memoria\u201d, non destinate a superare le brutture di ieri, ma semplicemente a congelarle in funzione di una loro utilit\u00e0 in futuro; o per impedire a paesi potenzialmente importanti, \u00e8 il caso dell\u2019Italia, di presentarsi nell\u2019agone internazionale con una sola voce.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Nel Caucaso, altra area strategica nella quale si incrociano e si scontrano gli interessi russi e statunitensi (e turchi), la situazione non \u00e8 migliore, con la Georgia aspirante Nato e UE, interessata da manifestazioni che potrebbero portare a una Euromaidan locale col pretesto di una legge che vorrebbe semplicemente assicurare trasparenza ai finanziamenti delle ONG. Fortunatamente, per ora la reazione del governo tiene testa alle facili indignazioni dell\u2019Occidente che vorrebbe dettare le scelte politiche locali, ma l\u2019area \u00e8 troppo importante per rinunciare all\u2019apertura di un nuovo fronte che impegni Mosca. E, ovviamente, non si pu\u00f2 dimenticare il conflitto azero-armeno con Usa, Russia e Turchia che si contendono il controllo dell\u2019area, fondamentale per la realizzazione del corridoio che da San Pietroburgo dovrebbe portare all\u2019Iran e da questo all\u2019India. Quanto all\u2019Iran, il suo contrasto con Israele getta quantomeno un\u2019ombra di dubbio sulla casualit\u00e0 dell\u2019incidente che ha portato alla morte del Presidente Raisi e del suo Ministro degli Esteri, rendendo ancor pi\u00f9 instabile un\u2019area di congiunzione tra crisi Ucraina e crisi mediorientale, capace di attirare tutti nel suo vortice.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Venendo alla domanda specifica, di fronte a questa proliferazione non casuale di crisi, la tentazione di dare vita a un \u201cEsercito europeo\u201d si fa ancora sentire. Credo che si tratti per\u00f2 di un falso problema tendente a far dimenticare la natura principale delle Forze Armate come presidio di sovranit\u00e0 nazionale. Insomma, la creazione di uno strumento militare \u201ceuropeo\u201d sull\u2019onda dei timori della crisi ucraina si tradurrebbe in una semplice abdicazione a quello che rimane delle singole sovranit\u00e0 nazionali, per affidare le proprie forze a un comando che, nel caso specifico, sarebbe sotto il controllo di altri; in particolare di Francia, Germania, Polonia o UK (anche se estranea all\u2019UE), tutti Paesi concentrati sui \u201cpropri\u201d interessi nazionali pi\u00f9 che su quelli evanescenti e virtuali dell\u2019Unione o dell\u2019Alleanza\u201d.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Se in Europa la situazione \u00e8 critica, nel resto del mondo non sembra andare molto meglio. In Africa assistiamo ad un confronto a tutto campo tra potenze occidentali e nazioni BRICS, con i Turchi quale terzo incomodo, per il controllo delle rispettive sfere d\u2019influenza; in Medio Oriente fungiamo da spettatori attivi al massacro palestinese (tramite fornitura di armi ad Israele) e all\u2019intensificarsi dei rancori del mondo islamico contro l\u2019Occidente; in Asia la crisi di Taiwan sta salendo pericolosamente di livello. Sembra evidente che senza un ritorno alla diplomazia internazionale, il futuro del mondo sar\u00e0 sempre pi\u00f9 nebuloso e pericoloso. Cosa possiamo aspettarci da questo punto di vista nei prossimi mesi\/anni? Esiste un potenziale diplomatico per almeno limitare l\u2019attuale e futura conflittualit\u00e0?<\/div>\n<div dir=\"auto\">\u201cSiamo in una fase di drammatica trasformazione del sedicente ordine mondiale in qualcosa di diverso ancora difficile da prevedere. Certamente la realt\u00e0 dei BRICS appare minacciosa nei confronti del tradizionale predominio anglo-occidentale ma, d\u2019altro canto, non ci sono dubbi che sotto il profilo strategico i giochi non sono ancora fatti. Si sta consolidando un forte legame tra Russia e Cina, anche sotto il profilo militare, ma \u00e8 anche vero che le aree di frizione o di scontro tra occidente e oriente lungo la saldatura euroasiatica pongono alla Russia grandi problemi con i quali fare i conti. A questa situazione si aggiunge l\u2019insolubile problema mediorientale, nel quale agisce con spregiudicatezza estrema Israele, una specie di innesto occidentale in oriente, senza tema di dover rispondere a nessuno delle proprie azioni, anche delle pi\u00f9 crudeli nei confronti della popolazione palestinese. E il fantasma di uno scontro regionale che coinvolga l\u2019enorme Iran, da anni obiettivo di attacchi in Siria, non permette di coltivare troppe illusioni su un futuro tranquillo.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Insomma, non sembra un\u2019era di pace quella che si prospetta, e questo sgombra il campo da un\u2019altra ipocrisia di fondo dell\u2019occidente, costretto ora a rinunciare dall\u2019irrompere della realt\u00e0 all\u2019illusione che la guerra sia stata cancellata dalla storia con l\u2019affermazione delle democrazie e con la sconfitta degli autoritarismi europei ottant\u2019anni fa. Questa realt\u00e0 contraddice il sogno onirico di Francis Fukuyama per il quale non ci dovrebbe essere pi\u00f9 bisogno della storia, che invece fa ancora bella mostra di s\u00e9 nel nostro virtuoso presente. Virtuoso, inclusivo, accogliente, solidale ed ecosostenibile.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Ci sarebbe effettivamente bisogno di una diplomazia in grado di ridurre le tensioni, ma ancor prima ci sarebbe bisogno di una politica che effettivamente prediliga \u2013 e non solo a parole \u2013 il dialogo rispetto allo scontro. E\u2019 la politica che muove la diplomazia, infatti, e se la politica vuole la guerra la diplomazia non pu\u00f2 che fare un passo indietro.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Pu\u00f2 sembrare strano, infatti, ma per molti la guerra continua a non essere il male assoluto, ma un modo accettabile per difendere quelli che si considerano interessi vitali del proprio Paese, giusto o sbagliato che sia. Per questo, viene condotta dai soldati e non dai poliziotti anche se nella nostra ipocrita ricerca di eufemismi che mettano d\u2019accordo infatuazioni costituzionali e realt\u00e0 politicamente scorrette siamo arrivati a inventare la categoria delle operazioni di polizia internazionale, sorelle gemelle dell\u2019ossimoro delle operazioni di pace, a suon di cannonate s\u2019intende. Credo personalmente che il riferimento a \u201cinteressi vitali\u201d possa essere comprensibile per tutti, come quello al \u201cproprio Paese\u201d. Ma \u00e8 comunque necessario specificare che non sono vitali i valori o principi che spesso si tirano in ballo (es. la \u201cdemocrazia\u201d) soprattutto quando sono utilizzati per stroncare sul nascere le velleit\u00e0 di difesa altrui. Purtroppo, lo si fa da decenni e se fossimo stati attenti a quello che accadeva nel mondo esterno rispetto alla nostra bolla euroatlantica, ce ne saremmo dovuti accorgere molto prima di oggi. Molto prima di andare a sbattere\u201d.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">-Intervista al Generale Marco Bertolini a cura di Stefano Vernole-<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\"><span class=\"html-span xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x1hl2dhg x16tdsg8 x1vvkbs\"><a class=\"x1i10hfl xjbqb8w x1ejq31n xd10rxx x1sy0etr x17r0tee x972fbf xcfux6l x1qhh985 xm0m39n x9f619 x1ypdohk xt0psk2 xe8uvvx xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz x1sur9pj xkrqix3 x1fey0fg xo1l8bm\" role=\"link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/hashtag\/tgp?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZVJHf5jtpmuu1no3hjM1FX_SEAyfS-cTGdryj5-n5BXO0kXzTN83tggq6QLWmKeU_GzsJeB46W6kTebJOcWhOW3No_lJSKll6JtCGC_HIOK7slKYVogXMEj6ySeUuq-zkP05LHAdIiPd0BIGoAsy00XT1J2QZjwGE_bgDQXvZOLYAKBWiF912Sr8bZzgFkItn5m4tJKHE-3dPHV8rO_jItu&amp;__tn__=*NK-R\">#TGP<\/a><\/span><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">[Fonte: <span class=\"html-span xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x1hl2dhg x16tdsg8 x1vvkbs\"><a class=\"x1i10hfl xjbqb8w x1ejq31n xd10rxx x1sy0etr x17r0tee x972fbf xcfux6l x1qhh985 xm0m39n x9f619 x1ypdohk xt0psk2 xe8uvvx xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz x1sur9pj xkrqix3 x1fey0fg\" role=\"link\" href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.cese-m.eu%2Fcesem%2F2024%2F05%2Fintervista-al-generale-marco-bertolini%2F%3Ffbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAAR0IbNCD-fV4OtW92XoN4EXfc2xA7-k32ZcAXAUiOSUwX2XmyEX9r4jxOiM_aem_AbOb6Et3qdyYdg1NkRpdR3mQaeyJX2hayRO_XVCo_eN7sMOSTDXaXY_jKMQCyTe3fqIsZUCZ4cCEhBKve26I1xjn&amp;h=AT3KFcDP3ArcER7oqHVih7IDE7jgRXodFtyGBwhFYj-kQb9F1FUCUruOGrKfBmnTuoFXYtsNzNtbFbiKwFslVEXDHZdPPOiHMlmNZiWZ0LJbfhWc0dvZ2c6HHt9znKFNOQ&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT184sePQW1MyX0JLZQgTepZNtaEAHpWtL48RJ-UyQTjR9iEmgblr2f1ZDmKjWmqJAmfJWy2zceamJTX-yZUTuzHnNcEvfOHLjmLnvSE1uxCZyzgo6ZhWuqErrzg1KU9-VOzvaxC5hwD3sQRh3LGsnqTbq8jtN2FQWMLxfT0jz_be8f0qKLiFULt0Vn9LiyCIWjt8trYx7EcCqQN8Xlh4_7dtlHI19NDcTQf\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener noreferrer\">https:\/\/www.cese-m.eu\/&#8230;\/intervista-al-generale-marco&#8230;\/<\/a><\/span>]<\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/zVsx1X3SocxSFiNS\/\">https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/zVsx1X3SocxSFiNS\/<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA TERMOMETRO GEOPOLITICO\u00a0 La settimana si \u00e8 aperta con le reazioni del Governo italiano alle dichiarazioni di Jens Stoltenberg; il Segretario generale della NATO ha invitato gli alleati che forniscono armi all\u2019Ucraina a \u201cvalutare\u201d di porre fine al divieto di utilizzarle per colpire obiettivi militari in Russia, perch\u00e9 Kiev \u201cha il diritto di difendersi e questo include anche colpire obiettivi in territorio russo\u201d. 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