{"id":85803,"date":"2024-06-04T08:30:13","date_gmt":"2024-06-04T06:30:13","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85803"},"modified":"2024-06-02T23:38:47","modified_gmt":"2024-06-02T21:38:47","slug":"libia-ultima-chance-per-chi-spera-tassello-politico-per-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85803","title":{"rendered":"Libia: ultima chance per chi spera, tassello politico per l\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ILCAFF\u00c8GEOPOLITICO (Sara Cutrona)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>COOPERAZIONE ITALIA-LIBIA: UN PARTENARIATO CHE CONTINUA A SUSCITARE POLEMICHE<\/strong><\/h2>\n<p>La collaborazione fra Italia e Libia sul tema dell\u2019immigrazione ha da sempre suscitato delle enormi perplessit\u00e0. Uno dei\u00a0<strong>principali snodi critici<\/strong>\u00a0\u00e8 stato (e continua ad essere) il\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/ilcaffegeopolitico.net\/960597\/memorandum-italia-libia-una-mano-sugli-occhi?gad_source=1&amp;gclid=CjwKCAjwl4yyBhAgEiwADSEjePve1SG-EZVR18Y65GAMwqUpIhOeybmR6RNADnl4hQAQr18uyrubSBoC6GAQAvD_BwE\">Memorandum d\u2019intesa<\/a>\u00a0fra i due Paesi<\/strong>, firmato il 2 febbraio 2017 e rinnovato automaticamente per altri tre anni il 2 febbraio del 2023 scorso.\u00a0 Tale accordo quadro, come enunciato nel\u00a0<a href=\"https:\/\/www.governo.it\/sites\/governo.it\/files\/Libia.pdf\">testo<\/a>, ha come\u00a0<strong>obiettivo<\/strong>\u00a0quello di: \u201c(\u2026)\u00a0<em>avviare iniziative di cooperazione (\u2026) con riferimento al sostegno alle istituzioni di sicurezza e militari al fine di arginare i flussi di migranti illegali e affrontare le conseguenze da essi derivanti<\/em>\u00a0(\u2026)\u201d. Concretamente, il cosiddetto \u201c<strong>sostegno alle istituzioni di sicurezza e militari<\/strong>\u201d si \u00e8 tradotto e si traduce nella\u00a0<strong>formazione del personale della Guardia Costiera libica e dei centri di accoglienza<\/strong>, nonch\u00e9 nella\u00a0<strong>fornitura di\u00a0<em>asset<\/em>\u00a0marittimi e sanitari<\/strong>. Considerato nella sua matrice formale, questo accordo e la tipologia di supporto che prevede non sembrano in contrasto con una\u00a0<strong>gestione razionale dell\u2019immigrazione illegale<\/strong>, eppure, gi\u00e0 dal 2017, diversi attori operanti\u00a0<em>in loco<\/em>\u00a0hanno denunciato gravissime irregolarit\u00e0, violazioni dei diritti umani e casi di corruzione e collaborazione fra le autorit\u00e0 governative libiche e diversi soggetti criminali. Emblematica in questo senso \u00e8 stata l\u2019<strong>indagine<\/strong>\u00a0di una giornalista italiana,\u00a0<strong>Nancy Porsia,\u00a0<\/strong>che, in\u00a0<a href=\"https:\/\/www.trtworld.com\/magazine\/the-kingpin-of-libyas-human-trafficking-mafia-13088061\">un\u2019inchiesta per TRT World<\/a>, gi\u00e0 sette anni fa, aveva portato alla luce un<strong>\u00a0collegamento diretto fra l\u2019allora comandante della Guardia Costiera del porto libico di Az Zawyia<\/strong>, Abdurahman Al Milad Aka Bija, e i trafficanti di esseri umani. L\u2019uomo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2021\/apr\/13\/libya-releases-most-wanted-human-trafficker-bija\">\u00e8 stato arrestato e rilasciato nel 2021\u00a0<\/a>, dopo le accuse da parte delle Nazioni Unite di essere coinvolto direttamente nel naufragio di alcuni natanti con a bordo migranti. Inoltre, dal novembre dell\u2019anno scorso \u00e8 stato inserito dal Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU, in conformit\u00e0 con la Risoluzione nr. 1970 del 2011\u00a0<a href=\"https:\/\/documents.un.org\/doc\/undoc\/gen\/n11\/245\/58\/pdf\/n1124558.pdf?token=tnDd8KipbTnePSpGO3&amp;fe=true\">(S\/RES\/1970 (2011))\u00a0<\/a>, nell\u2019<a href=\"https:\/\/press.un.org\/en\/2023\/sc15508.doc.htm\">elenco<\/a>\u00a0dei cittadini libici sottoposti a divieto di viaggio e congelamento dei beni.\u00a0<strong>La violenza sistematica e i trattamenti disumani\u00a0<\/strong>perpetrati ai danni dei migranti nei principali\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=FLJDLIWyjlM\">centri di detenzione libici<\/a>\u00a0sono stati pi\u00f9 volte resi pubblici sia da\u00a0<a href=\"https:\/\/apnews.com\/article\/libya-migrants-crimes-against-humanity-542ac141d79d65641377255730391e23\">organi delle Nazioni Unite<\/a>\u00a0sia da\u00a0<a href=\"https:\/\/ilcaffegeopolitico.net\/Users\/sarar\/Downloads\/%C3%A2%C2%80%C2%9Cyou%C3%A2%C2%80%C2%99re-going-to-die-here%C3%A2%C2%80%C2%9D-%C3%A2%C2%80%C2%93-abuse-in-abu-salim-and-ain-zara-detention-centres.pdf\">diverse organizzazioni non governative<\/a>\u00a0(ONG). \u00a0In questo contesto,\u00a0<strong>la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.governo.it\/it\/articolo\/visita-libia-del-presidente-meloni\/25646\">visita di Meloni<\/a><\/strong>, avvenuta all\u2019inizio di maggio, ha scatenato una serie di\u00a0<strong>polemiche sfociate<\/strong>\u00a0\u2013 nel caso dell\u2019ONG Mediterranea Saving Humans \u00a0\u2013 in delle<strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/euractiv.it\/section\/capitali\/news\/meloni-in-libia-per-ampliare-la-cooperazione-sulla-migrazione\/\">vere e proprie accuse<\/a>\u00a0nei confronti del Governo italiano<\/strong>, tacciato di essere co-responsabile di abusi e torture perpetrate contro i migranti e di finanziare le milizie libiche, direttamente coinvolte nelle attivit\u00e0 criminali condotte nei centri di detenzione.<\/p>\n<div class=\"getty embed image\">\n<div><a href=\"http:\/\/www.gettyimages.com\/detail\/2147900089\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Embed from Getty Images<\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<p><em>Fig. 1 \u2013 Migranti salvati dalla NGO spagnola SMH (Humanitarian Maritime Rescue) il 16 febbraio 2024<\/em><\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>LA PREMIER GIORGIA MELONI IN LIBIA: UNA PRIMA MOSSA NELLO SCACCHIERE \u201cPIANO MATTEI\u201d<\/strong><\/h2>\n<p><strong>E\u2019 impossibile scindere la questione della gestione problematica dei flussi migratori\u00a0<\/strong>che interessano la rotta mediterranea dalle molteplici perplessit\u00e0 generate dagli accordi di partenariato bilaterale siglati dall\u2019Italia con Paesi coinvolti in violazioni di diritti umani cos\u00ec conclamate come nel caso della Libia. Tuttavia, \u00e8 necessario inquadrare la recente visita della Presidente del Consiglio italiano nel quadro di pi\u00f9 ampio respiro in cui essa si colloca, per dar conto delle intenzioni politiche di cui essa rappresenta una manifestazione concreta. Infatti,\u00a0<strong>la visita di Meloni in Libia,\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/formiche.net\/2024\/05\/libia-piano-mattei-meloni-a-tripoli\/#content\">come sostenuto dall\u2019Ambasciatore Gabriele Checchia<\/a><strong>, non \u00e8 altro che un tassello nel gioco di accordi e legami progettuali previsti dal cosiddetto\u00a0<a href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/politica\/2024\/01\/29\/paesi-africani-piano-mattei\">Piano Mattei<\/a><\/strong>, una strategia politica, basata sulla\u00a0<strong>cooperazione internazionale fra Italia e Stati africani<\/strong>. Elemento cardine di questo schema strategico dovrebbe essere, secondo le stesse parole della Presidente del Consiglio,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/piano-mattei-italia-africa-gas-energia-immigrazione\/\"><strong>una\u00a0<em>partnership<\/em>\u00a0non predatoria che sia di beneficio per entrambe le parti<\/strong><\/a>\u00a0coinvolte e che interessi\u00a0<strong>diversi settori<\/strong>: dall\u2019istruzione, alla sanit\u00e0, all\u2019economia e alle politiche energetiche. \u00a0In concreto, si prevede\u00a0<strong>una spesa di circa 5 miliardi di euro per i prossimi quattro anni<\/strong>\u00a0che, se investiti con successo e in\u00a0<a href=\"https:\/\/documenti.camera.it\/leg19\/dossier\/pdf\/D23161.pdf\">linea con gli obiettivi programmatici del piano<\/a>, dovrebbero sostenere progetti in grado di apportare un valore tale nel continente africano da\u00a0<strong>minare, in definitiva, le principali motivazioni per cui molte persone decidono di migrare verso altri Paesi<\/strong>, ancora pi\u00f9 spesso, verso altri continenti, ossia fame, conflitti e mancanza di accesso alle risorse pi\u00f9 elementari, nonch\u00e9 di opportunit\u00e0 economiche in linea con i pi\u00f9 basici criteri di sopravvivenza.\u00a0<strong>La visita in Libia<\/strong>, che ha visto Meloni dialogare con tutti gli stakeholders principali del frammentato contesto libico, non ha rappresentato esclusivamente una mano tesa alle autorit\u00e0 libiche, ma\u00a0<strong>un passo verso la concretizzazione di una strategia politica vasta<\/strong>, la cui efficacia, per\u00f2, sembra gi\u00e0\u00a0<strong>oscurata dalle ombre di pesanti compromessi<\/strong>, specialmente nell\u2019ambito della tutela dei diritti umani.<\/p>\n<div class=\"getty embed image\">\n<div><a href=\"http:\/\/www.gettyimages.com\/detail\/2152262779\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Embed from Getty Images<\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<p><em>Fig. 2 \u2013 La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante un discorso a Palazzo Chigi<\/em>.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>LA LIBIA INSTABILE NON\u00a0<\/strong><strong>\u00c8<\/strong><strong>\u00a0N<\/strong><strong>\u00c9<\/strong><strong>\u00a0UN PORTO N<\/strong><strong>\u00c9<\/strong><strong>\u00a0UN LUOGO SICURO, MA PER MOLTI RIMANE L\u2019UNICA CHANCE VERSO UNA VITA MIGLIORE<\/strong><\/h2>\n<p><strong>La Libia non \u00e8 un porto sicuro, a stabilirlo \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/www.altalex.com\/documents\/news\/2024\/02\/15\/sbarco-abbandono-migranti-si-dolo-eventuale\">la sentenza nr. 4557 della Corte di Cassazione<\/a>\u00a0del primo febbraio di quest\u2019anno<\/strong>. Tale pronuncia giurisprudenziale ha aggiunto un altro tassello degno di riflessione nel dibattito sulla natura e sul ruolo della Libia nella gestione dei flussi migratori provenienti prevalentemente dall\u2019Africa Subsahariana, confermando de facto ci\u00f2 che diverse organizzazioni non governative denunciano da diversi anni, almeno non in questa delicatissima fase che vede il Paese nordafricano ancora impegnato nella propria ricostruzione e nella transizione verso un regime democratico.\u00a0<strong>Il 22 marzo, un comunicato stampa dell\u2019agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di flussi migratori ha diffuso\u00a0<a href=\"https:\/\/www.iom.int\/news\/discovery-mass-grave-65-migrants-bodies-libya\">la notizia del ritrovamento di una fossa comune<\/a><\/strong>,<strong>\u00a0<\/strong>con all\u2019interno circa sessantacinque corpi presumibilmente appartenenti a persone che cercavano di raggiungere il Mediterraneo. L\u2019Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), ha espresso il proprio cordoglio e rinnovato l\u2019appello affinch\u00e9 si adotti, a livello internazionale, un maggiore coordinamento per la gestione del fenomeno di migrazione su larga scala, invitando a creare delle cornici legali in grado, fra le altre cose, di contrastare il fenomeno del traffico illegale di migranti. Il rinvenimento di questa fossa comune non costituisce un episodio isolato nella tragedia che coinvolge le persone che, alla ricerca di un futuro migliore, attraversano il territorio libico per imbarcarsi verso l\u2019Italia o altri Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo. All\u2019inizio di marzo, infatti<strong>, altre\u00a0<a href=\"https:\/\/www.adnkronos.com\/cronaca\/migranti-naufragio-gommone-morti-libia-ocean-viking_6ORpFqVR7ec6yL3ogfIKKA\">50 persone sono morte a seguito del naufragio di un gommone partito dalla Libia<\/a>\u00a0<\/strong>e soccorso da un\u2019imbarcazione dell\u2019ONG\u00a0<a href=\"https:\/\/sosmediterranee.it\/\">SOS Mediterranee<\/a><strong>.\u00a0<\/strong>Eventi che confermano il\u00a0<em>trend<\/em>\u00a0del 2023 che, con 4.110 persone morte o scomparse, \u00e8 stato segnalato dal\u00a0<a href=\"https:\/\/reliefweb.int\/report\/libya\/unhcr-update-libya-march-2024-enar#:~:text=As%20of%20the%20end%20of,the%20needs%20of%20new%20arrivals.\"><em>report<\/em>\u00a0dell\u2019Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR)<\/a>\u00a0come<strong>\u00a0l\u2019<em>annus horribils<\/em>\u00a0per i migranti\u00a0<\/strong>che hanno scelto la rotta mediterranea per raggiungere l\u2019Europa<strong>.\u00a0<\/strong>Il 2024 non sembra da meno visto che dal primo gennaio alla fine di marzo \u00a0gi\u00e0\u00a0<a href=\"https:\/\/reliefweb.int\/report\/libya\/united-nations-support-mission-libya-report-secretary-general-s2024301-enarruzh\">558 persone hanno perso la vita lungo le coste libiche<\/a>. Nel primo ventennio degli anni 2000, cercare di darsi l\u2019opportunit\u00e0 di una vita migliore pu\u00f2 ancora essere una scelta di vita o di morte, specialmente se si decide di attraversare un paese come la Libia, le cui autorit\u00e0 e Istituzioni sono ancora estremamente fragili. La gestione dei flussi migratori rimane indiscutibilmente una necessit\u00e0 impellente per l\u2019Italia e per l\u2019Unione Europea. Molti sono gli interessi coinvolti e non si pu\u00f2 certamente banalizzare una questione cos\u00ec complessa e stratificata, ma nel 2024 si pu\u00f2 e si deve aspirare a soluzioni in grado di tenere a mente la tutela dell\u2019essere umano, garantita, per altro, dalla legge.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/ilcaffegeopolitico.net\/988800\/libia-ultima-chance-per-chi-spera-tassello-politico-per-litalia\">https:\/\/ilcaffegeopolitico.net\/988800\/libia-ultima-chance-per-chi-spera-tassello-politico-per-litalia<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ILCAFF\u00c8GEOPOLITICO (Sara Cutrona) &nbsp; COOPERAZIONE ITALIA-LIBIA: UN PARTENARIATO CHE CONTINUA A SUSCITARE POLEMICHE La collaborazione fra Italia e Libia sul tema dell\u2019immigrazione ha da sempre suscitato delle enormi perplessit\u00e0. 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