{"id":85809,"date":"2024-06-03T08:45:54","date_gmt":"2024-06-03T06:45:54","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85809"},"modified":"2024-06-02T23:46:56","modified_gmt":"2024-06-02T21:46:56","slug":"il-7-ottobre-tra-verita-e-propaganda-il-mio-nuovo-libro-per-fazi-editore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85809","title":{"rendered":"Il 7 ottobre tra verit\u00e0 e propaganda \u2013 il mio nuovo libro per Fazi Editore"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ROBERTO IANNUZZI (blog personale)<\/strong><\/p>\n<h3 class=\"subtitle\">L\u2019attacco di Hamas e i punti oscuri narrazione israeliana (un caso paradigmatico della crisi dell\u2019Occidente).<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-85812 size-full\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2c465c27-cf3f-4633-8cdd-27cc7d28c0a2_1594x2362.webp\" alt=\"\" width=\"1272\" height=\"1885\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2c465c27-cf3f-4633-8cdd-27cc7d28c0a2_1594x2362.webp 1272w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2c465c27-cf3f-4633-8cdd-27cc7d28c0a2_1594x2362-202x300.webp 202w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2c465c27-cf3f-4633-8cdd-27cc7d28c0a2_1594x2362-691x1024.webp 691w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2c465c27-cf3f-4633-8cdd-27cc7d28c0a2_1594x2362-768x1138.webp 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2c465c27-cf3f-4633-8cdd-27cc7d28c0a2_1594x2362-1036x1536.webp 1036w\" sizes=\"(max-width: 1272px) 100vw, 1272px\" \/><\/p>\n<p><em>Oggi mi permetto di parlarvi un po\u2019 del mio breve saggio che sar\u00e0 in tutte le librerie a partire da marted\u00ec 4 giugno.<\/em><\/p>\n<blockquote><p>\u00abSolo partendo dalla ricostruzione della verit\u00e0 e dalla contestualizzazione storica di un evento che ha scatenato un conflitto si pu\u00f2 sperare di giungere a una risoluzione pacifica di quest\u2019ultimo\u00bb.<\/p>\n<p>(<em>Il 7 ottobre tra verit\u00e0 e propaganda \u2013 Introduzione<\/em>)<\/p><\/blockquote>\n<p>Uno spartiacque nella travagliata storia mediorientale (e forse addirittura mondiale) degli ultimi anni. Questo ha rappresentato il sanguinoso attacco compiuto da Hamas lo scorso 7 ottobre 2023, all\u2019origine della violentissima reazione militare di Israele sulla Striscia di Gaza.<\/p>\n<p>Un evento che ha avuto ripercussioni enormi non solo sulla regione mediorientale, ma anche sul complesso e difficile panorama internazionale che vede una contrapposizione sempre pi\u00f9 netta fra l\u2019Occidente da un lato, e un fronte variegato di paesi non occidentali guidati da Cina e Russia dall\u2019altro.<\/p>\n<p>Il 7 ottobre ha catapultato la regione tradizionalmente instabile del Medio Oriente in una fase ancora pi\u00f9 pericolosa e incerta, cos\u00ec come tragicamente incerto \u00e8 il destino dei palestinesi, non solo nella martoriata Striscia ma anche in Cisgiordania. Su entrambe queste regioni incombe la minaccia di una lenta pulizia etnica.<\/p>\n<p>A Gaza, terribile \u00e8 il bilancio di quasi 8 mesi di bombardamenti e incursioni militari terrestri israeliane, che hanno\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ochaopt.org\/content\/hostilities-gaza-strip-and-israel-flash-update-172\" rel=\"\">provocato<\/a>\u00a0oltre 36.000 morti, pi\u00f9 di 81.000 feriti, e un\u2019emergenza umanitaria di proporzioni inimmaginabili.<\/p>\n<p>Fosco e pieno di incognite si prospetta il futuro dello stesso Stato di Israele, alla luce del protrarsi di una campagna militare che sembra non avere sbocchi, del costante rischio di allargamento del conflitto, e dell\u2019incapacit\u00e0 del governo guidato dal premier Benjamin Netanyahu di formulare un\u00a0<a href=\"https:\/\/robertoiannuzzi.substack.com\/p\/gaza-una-catastrofe-che-puo-tradursi\" rel=\"\">piano realistico<\/a>\u00a0per la gestione della fase postbellica.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiungono la gravissima crisi politica che vede il governo Netanyahu dilaniato dalle tensioni e dalle divisioni interne, in assenza di qualsiasi alternativa plausibile all\u2019attuale esecutivo, e il crescente costo economico e sociale che lo sforzo militare sta ponendo sulle spalle degli israeliani, il quale ha gi\u00e0 fatto parlare di un \u201c<a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/newsletters\/2024-05-30\/world-economy-latest-israel-s-lost-decade\" rel=\"\">decennio perduto<\/a>\u201d per Israele.<\/p>\n<h3 class=\"header-with-anchor-widget\">Le deformazioni della narrazione ufficiale<\/h3>\n<p>Ma il 7 ottobre ha prodotto contraccolpi anche in Occidente, dove ha aperto uno scontro politico e di narrazioni attorno agli eventi di quel giorno, ulteriormente complicato dal fatto che i paesi occidentali (sia gli Stati Uniti che numerosi membri dell\u2019UE) sono direttamente coinvolti a sostegno dello sforzo bellico israeliano, attraverso l\u2019invio di armi e l\u2019aiuto logistico e di intelligence.<\/p>\n<p>Senza il copioso e ininterrotto flusso di armi provenienti dagli USA, e senza la rete di sostegno logistico fornita dalle basi militari europee, l\u2019impresa bellica israeliana semplicemente non sarebbe stata possibile (come evidenzio nel capitolo 8 del libro).<\/p>\n<p>La narrazione dei fatti del 7 ottobre imposta dai governi e dai media di grande diffusione, in Europa cos\u00ec come oltreoceano, ha essenzialmente ricalcato la versione ufficiale fornita dal governo Netanyahu.<\/p>\n<p>Come ho scritto nell\u2019introduzione del libro,<\/p>\n<blockquote><p>In Occidente, i principali mezzi di informazione hanno dato voce soprattutto alla narrazione ufficiale israeliana. All\u2019immane catastrofe abbattutasi su Gaza, soverchiante quantomeno in termini numerici, \u00e8 stata contrapposta la descrizione minuziosa delle storie delle vittime israeliane di Hamas. Si \u00e8 dato risalto alle singole tragedie personali, oltre che al trauma collettivo degli israeliani. Le vittime palestinesi, invece, sono perlopi\u00f9 rimaste senza volto. A Hamas \u00e8 stata attribuita essenzialmente sia la colpa dell\u2019attacco del 7 ottobre che quella delle conseguenze prodotte dalla devastante invasione israeliana di Gaza nei mesi successivi. Sebbene presentasse diversi punti oscuri, la narrazione ufficiale del governo Netanyahu \u00e8 stata accolta e rilanciata senza tentennamenti da gran parte dei media occidentali. Chi ne metteva in discussione taluni aspetti \u00e8 stato tacciato di cospirazionismo, se non di negazionismo, e accusato di parteggiare per i \u201cterroristi\u201d di Hamas.<\/p><\/blockquote>\n<h3 class=\"header-with-anchor-widget\">Una crisi che riguarda l\u2019Occidente<\/h3>\n<p>In altre parole, ancora una volta in Occidente si \u00e8 costruita una narrazione distorta, e storicamente decontestualizzata, di una grave crisi internazionale nella quale i paesi occidentali sono profondamente coinvolti, come gi\u00e0 era accaduto nel caso del conflitto ucraino e, in precedenza, in altre innumerevoli crisi e guerre, dai Balcani al Medio Oriente.<\/p>\n<p>Non \u00e8 stato raro, ad esempio, sentir applicare all\u2019attacco di Hamas la stessa formula di \u201caggressione non provocata\u201d che era stata affibbiata all\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina, tralasciando completamente la perdurante occupazione militare israeliana, il fallimento del processo di pace, e l\u2019insediamento dell\u2019ultimo governo Netanyahu, composto da elementi estremisti che parlavano apertamente di \u201cannessione dei territori occupati\u201d, il quale ha inasprito notevolmente le condizioni di vita dei palestinesi soprattutto in Cisgiordania.<\/p>\n<p>Per questa ragione gli eventi del 7 ottobre, e lo scontro di narrazioni prodottosi attorno ad essi, non vanno considerati come un tema che riguarda soltanto Israele e i palestinesi, e nemmeno come un\u2019emergenza regionale esclusivamente legata alle pi\u00f9 ampie vicende mediorientali, bens\u00ec come una questione che riguarda direttamente i paesi occidentali.<\/p>\n<p>Come ho scritto nel sottotitolo del presente articolo, tale questione rappresenta anzi un caso paradigmatico della crisi dell\u2019Occidente, intesa, fra l\u2019altro, come (intenzionale) incapacit\u00e0 di leggere in maniera corretta gli eventi internazionali, i quali vengono costantemente interpretati attraverso la lente deformata di una narrazione di comodo.<\/p>\n<h3 class=\"header-with-anchor-widget\">Ricostruire i fatti<\/h3>\n<p>Da qui l\u2019esigenza, a cui ho tentato di rispondere con questo libro, di ricostruire la \u201ccronaca\u201d degli eventi del 7 ottobre, corredandola con l\u2019imprescindibile \u201ccontesto\u201d storico (le due parti essenziali di cui si compone questo volume).<\/p>\n<p>Come ho scritto nell\u2019introduzione,<\/p>\n<blockquote><p>se si ripercorrono gli eventi di quel giorno fatale, emergono alcuni interrogativi che paiono legittimi. Essi meritano una risposta. Davvero l\u2019intelligence israeliana, considerata una delle pi\u00f9 efficienti e sofisticate al mondo, era all\u2019oscuro del piano di Hamas? Perch\u00e9 i segnali premonitori dell\u2019attacco, pur numerosi, sono stati ignorati? Se fossero state adottate contromisure adeguate, naturalmente il bilancio dell\u2019attacco sarebbe stato molto meno tragico. Se la risposta dell\u2019esercito israeliano fosse stata meno confusa e improvvisata, se esso non avesse fatto ricorso a elicotteri da combattimento e carri armati in contesti urbani, il numero delle vittime civili sarebbe stato probabilmente inferiore. Quanti civili israeliani sono morti a causa della sproporzionata potenza di fuoco a cui fecero ricorso le forze armate di Tel Aviv?<\/p><\/blockquote>\n<p>Inoltre,<\/p>\n<blockquote><p>Sui media occidentali sono apparse storie di indicibili atrocit\u00e0 attribuite agli uomini di Hamas. Molti degli episodi pi\u00f9 efferati si sono tuttavia rivelati falsi, sono stati smentiti dalla stessa stampa israeliana. Ci\u00f2 non sminuisce la gravit\u00e0 dell\u2019azione di Hamas. Ma sorge il dubbio che ingigantire ulteriormente gli orrori perpetrati dai miliziani palestinesi sia servito a giustificare l\u2019inconcepibile distruzione che la successiva campagna militare israeliana avrebbe prodotto a Gaza.<\/p><\/blockquote>\n<p>Tanto per accennare a qualcuna delle risposte che il libro tenta di fornire agli interrogativi sopra citati, \u00e8 interessante rilevare che il piano di attacco di Hamas era noto all\u2019intelligence israeliana in tutti i suoi dettagli almeno un anno prima del 7 ottobre, come rivel\u00f2 il New York Times nel novembre 2023.<\/p>\n<p>I vertici dell\u2019esercito e dei servizi erano infatti entrati in possesso di un documento di 40 pagine (nome in codice \u201cMura di Gerico\u201d) che esplicitava punto per punto il piano che Hamas avrebbe messo in atto.<\/p>\n<p>Ma, nelle sue linee generali, tale piano era noto agli apparati di sicurezza, e allo stesso Netanyahu, gi\u00e0 dal 2014:<\/p>\n<blockquote><p>Centinaia di terroristi si sarebbero infiltrati in territorio israeliano attraverso tunnel sotterranei, ma anche utilizzando parapendio e commando navali, con l\u2019obiettivo di commettere massacri negli avamposti dell\u2019esercito israeliano e nelle comunit\u00e0 residenziali adiacenti al confine di Gaza, e di sequestrare militari e civili per usarli come merce di scambio.<\/p><\/blockquote>\n<p>Nei mesi immediatamente precedenti l\u2019attacco, sia fonti dello Shin Bet, sia analisti dell\u2019Unit\u00e0 8200 (agenzia di intelligence che \u00e8 l\u2019equivalente dell\u2019NSA americana), sia le soldatesse dispiegate con compiti di osservazione negli avamposti militari attorno a Gaza, avevano rilevato preparativi da parte di Hamas del tutto compatibili con questo piano.<\/p>\n<p>Tali rilevazioni erano state debitamente comunicate ai vertici dell\u2019esercito e dell\u2019intelligence, i quali le avevano invariabilmente scartate. In altre parole, mentre i livelli pi\u00f9 bassi dei servizi e delle forze armate sembrano aver adeguatamente compiuto il loro dovere, i vertici degli apparati di sicurezza hanno apparentemente rifiutato di trarne le dovute conclusioni (narro in dettaglio l\u2019intera questione nel capitolo 2).<\/p>\n<p>Le ragioni di tale rifiuto dovranno essere investigate da appositi organi di inchiesta, il cui lavoro \u00e8 stato tuttavia rimandato al termine del conflitto. In generale, ogni indagine su ci\u00f2 che \u00e8 accaduto il 7 ottobre e nei mesi precedenti \u00e8 stata rinviata, lasciando aperti numerosi interrogativi sulla dinamica degli eventi di quel giorno.<\/p>\n<h3 class=\"header-with-anchor-widget\">La storia non comincia il 7 ottobre<\/h3>\n<p>Non meno importante della \u201ccronaca\u201d del 7 ottobre, \u00e8 il \u201ccontesto\u201d storico che ha portato alla maturazione di tali eventi, a cominciare dall\u2019occupazione israeliana, dal fallimento del processo di pace avviato dagli accordi di Oslo del 1993, ma anche dalla nascita ed evoluzione del movimento di Hamas, e dalla sua ascesa favorita dagli stessi governi israeliani come contrappeso al partito palestinese \u201claico\u201d di Fatah (temi che sviluppo in particolare nel capitolo 6).<\/p>\n<p>Altrettanto essenziale \u00e8 il \u201ccontesto\u201d regionale, che ha visto, nei mesi precedenti l\u2019attacco di Hamas, il ritorno degli Stati Uniti in Medio Oriente per contrastare la penetrazione cinese attraverso un piano che prevedeva accordi di sicurezza con le monarchie del Golfo, e una normalizzazione dei rapporti fra esse e Israele.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo americano era quello di creare un fronte regionale arabo-israeliano alleato con Washington, che avrebbe isolato l\u2019Iran e posto un argine alla penetrazione cinese, in particolare attraverso la creazione di un corridoio commerciale, l\u2019<em>India-Middle East-Europe Economic Corridor\u00a0<\/em>(IMEC), che avrebbe collegato l\u2019India ai porti dell\u2019Europa attraverso la penisola araba ed Israele (ne parlo nel capitolo 7).<\/p>\n<p>Agli occhi di Hamas, tuttavia, la normalizzazione dei rapporti fra Arabia Saudita ed Israele avrebbe posto la pietra tombale sulla questione palestinese, proprio mentre gli esponenti pi\u00f9 intransigenti del governo Netanyahu parlavano apertamente di annessione dei territori occupati.<\/p>\n<p>L\u2019attacco compiuto il 7 ottobre \u00e8 stato dunque di fatto un\u2019operazione \u201csuicida\u201d, un\u2019azione disperata che ha riportato la questione palestinese al centro dell\u2019attenzione internazionale al prezzo esorbitante di almeno 36.000 morti e della totale distruzione di Gaza.<\/p>\n<p>Tale attacco ha per\u00f2 anche paralizzato i piani regionali di Washington, il cui successo legato alla normalizzazione dei rapporti fra Israele e Arabia Saudita, almeno sulla carta, non pu\u00f2 pi\u00f9 prescindere dalla prospettiva della nascita di uno Stato palestinese, richiesta da Ryadh ma rifiutata da Tel Aviv.<\/p>\n<h3 class=\"header-with-anchor-widget\">Perdita del monopolio della narrazione<\/h3>\n<p>In ultimo, resta da rilevare che la ricostruzione della \u201ccronaca\u201d del 7 ottobre, e del \u201ccontesto\u201d storico e regionale che ad essa fa da sfondo, \u00e8 un\u2019operazione necessaria per due ragioni.<\/p>\n<p>In primo luogo, perch\u00e9 solo cercando di risalire alla verit\u00e0 dei fatti, e di giungere a una narrazione condivisa, si possono porre le basi per risolvere un conflitto.<\/p>\n<p>Secondariamente, perch\u00e9 vi \u00e8 un\u2019intera porzione del pianeta, il cosiddetto mondo non occidentale, che non aderisce alla narrazione avanzata da Israele e dall\u2019Occidente, e si \u00e8 fatto promotore di numerose iniziative a livello internazionale \u2013 dalle risoluzioni promosse da Russia, Cina ed altri paesi in sede ONU, alla mozione avanzata dal Sudafrica e appoggiata da numerosi esponenti del Sud del mondo alla Corte Internazionale di Giustizia \u2013 per fermare il massacro in corso a Gaza.<\/p>\n<p>L\u2019Occidente ha perso il monopolio della narrazione a livello internazionale, e il mondo non occidentale avr\u00e0 sempre pi\u00f9 voce in capitolo nella risoluzione delle controversie e dei conflitti fra Stati. A maggior ragione, \u00e8 vitale giungere a una verit\u00e0 condivisa, invece di perseverare nell\u2019anacronistico tentativo di imporre narrazioni manipolate e unilaterali.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Chi lo desidera, pu\u00f2 leggere\u00a0<a href=\"https:\/\/fazieditore.it\/catalogo-libri\/il-7-ottobre-tra-verita-e-propaganda\/\" rel=\"\">qui<\/a>\u00a0una scheda del libro.<\/p>\n<p>Se volete farvi un\u2019ulteriore idea dei suoi contenuti, potete consultare l\u2019indice del volume qui di seguito. E se scegliete di acquistarlo, buona lettura!<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-85815 size-full\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/64193a85-75a6-4f6a-bfb6-30cee1a9d2fa_670x624.webp\" alt=\"\" width=\"670\" height=\"624\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/64193a85-75a6-4f6a-bfb6-30cee1a9d2fa_670x624.webp 670w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/64193a85-75a6-4f6a-bfb6-30cee1a9d2fa_670x624-300x279.webp 300w\" sizes=\"(max-width: 670px) 100vw, 670px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-85817 size-full\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/e68b7bf7-cd25-4929-968b-cb0e2a89f91e_727x735.webp\" alt=\"\" width=\"727\" height=\"735\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/e68b7bf7-cd25-4929-968b-cb0e2a89f91e_727x735.webp 727w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/e68b7bf7-cd25-4929-968b-cb0e2a89f91e_727x735-297x300.webp 297w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/e68b7bf7-cd25-4929-968b-cb0e2a89f91e_727x735-80x80.webp 80w\" sizes=\"(max-width: 727px) 100vw, 727px\" \/><\/p>\n<div class=\"captioned-image-container\">\n<figure>\n<div class=\"image2-inset\"><\/div>\n<\/figure>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/robertoiannuzzi.substack.com\/p\/il-7-ottobre-tra-verita-e-propaganda\">https:\/\/robertoiannuzzi.substack.com\/p\/il-7-ottobre-tra-verita-e-propaganda<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ROBERTO IANNUZZI (blog personale) L\u2019attacco di Hamas e i punti oscuri narrazione israeliana (un caso paradigmatico della crisi dell\u2019Occidente). 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