{"id":85843,"date":"2024-06-05T11:19:25","date_gmt":"2024-06-05T09:19:25","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85843"},"modified":"2024-06-04T10:22:33","modified_gmt":"2024-06-04T08:22:33","slug":"la-strategia-del-calcio-al-barattolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85843","title":{"rendered":"La strategia del calcio al barattolo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38711\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/cropped-copertina-blog-rosso-1024x407.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"407\" \/><\/figure>\n<p>Si \u00e8 pi\u00f9 volte detto, su queste pagine, che gli Stati Uniti \u2013 e la NATO \u2013 hanno affrontato il conflitto con la Russia in Ucraina, con una idea di massima di ci\u00f2 che si aspettavano di ricavarne, ma senza una vera e propria strategia (a tutto campo, non solo militare) per conseguirlo. C\u2019\u00e8 chi ha lamentato l\u2019assenza di un\u00a0<em>piano B<\/em>, ma in effetti il vero problema \u00e8 stato, ed \u00e8, l\u2019assenza di un\u00a0<em>piano A<\/em>\u2026 Si \u00e8 pi\u00f9 volte, e da pi\u00f9 parti, esaminato questo aspetto, cercando di comprenderne le ragioni \u2013 che, in ultima analisi, si possono riassumere in una singola questione: sottovalutazione del nemico, e sopravvalutazione di s\u00e9.<\/p>\n<p>Qualora l\u2019obiettivo fosse stato il disaccoppiamento tra Europa (Germania) e Federazione Russa, ci\u00f2 non poteva che intendersi come funzionale all\u2019indebolimento di entrambe, me \u00e8 fin troppo evidente che questo disegno ha funzionato soltanto a met\u00e0: ha colpito gli\u00a0<em>amici<\/em>, ma ha solo scalfito il nemico. Per di pi\u00f9, secondo la fondamentale logica imperiale del\u00a0<em>divide et impera<\/em>, si \u00e8 rivelata addirittura controproducente: a seguito del conflitto, infatti, si \u00e8 determinata una saldissima alleanza tra tutti i principali paesi ostili agli USA, ed in particolare \u2013 cosa assai pi\u00f9 rilevante \u2013 tra Russia e Cina.<br \/>\nEscludendo che qualcuno, a Washington, abbia mai potuto pensare di sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, e per di pi\u00f9 usando il\u00a0<em>proxy\u00a0<\/em>ucraino, l\u2019unico obiettivo militare che si potesse realisticamente prefiggere l\u2019<em>occidente collettivo<\/em>\u00a0era quello del logoramento. Impegnare Mosca in un conflitto abbastanza duraturo, ed abbastanza duro, tale da costringere il nemico a consumarvi una quota significativa del proprio capitale umano, industriale ed economico.<\/p>\n<p>Seppure non fosse necessario essere von Clausewitz, per capire che anche questo obiettivo minimale era irrealistico (come infatti in molti abbiamo sostenuto sin dal primo momento), ci\u00f2 \u00e8 comunque diventato assolutamente evidente dopo il clamoroso fallimento della\u00a0<em>pompatissima\u00a0<\/em>controffensiva ucraina dell\u2019estate 2023. Da quel momento in avanti, all\u2019interno dell\u2019<em>establishment<\/em>\u00a0politico-militare statunitense, ha cominciato a farsi strada l\u2019idea dello sganciamento.<br \/>\nPosto che la guerra non soltanto non poteva essere vinta, ma che con ogni probabilit\u00e0 prima o poi sarebbe stata persa, diventava necessario avviare un percorso che consentisse di prolungarla il pi\u00f9 possibile, e desse modo agli Stati Uniti di uscirne, almeno sostanzialmente.<br \/>\nPer metterlo in atto, a Washington hanno fondamentalmente pensato che la cosa migliore, e pi\u00f9 logica, fosse passare la patata bollente agli europei, una parte dei quali peraltro gi\u00e0 scalpitava per assumere un ruolo pi\u00f9 protagonista.<\/p>\n<p>Naturalmente, seppure gli USA sono un impero ci\u00f2 non significa che ci sia anche un imperatore, in grado di decidere ed imporre le sue decisioni; l\u2019articolazione del potere imperiale \u00e8 assai pi\u00f9 complessa, e comporta il coesistere di differenti linee di pensiero e d\u2019azione, il cui peso sulle scelte del paese varia in base ad una serie di fattori interni ed esterni. Di conseguenza, anche le linee d\u2019azione americane in Ucraina non sono sempre univoche e coerenti.<br \/>\nUn esempio di questo doppio binario \u00e8 riscontrabile proprio in questi giorni. Quando si \u00e8 posta la questione del se autorizzare o meno l\u2019uso di armi occidentali per colpire in profondit\u00e0 sul territorio russo, numerosi paesi europei (su evidente\u00a0<em>input\u00a0<\/em>USA) si sono alla fine allineati sul consenso, mentre gli Stati Uniti hanno assunto una posizione apparentemente pi\u00f9\u00a0<em>moderata<\/em>.<\/p>\n<p>Ma la mancanza di una vera e propria strategia, che tenga conto sia del contesto politico internazionale, sia della situazione sul campo di battaglia, rischia per un verso di vanificare qualunque iniziativa, e per un altro di condurre il conflitto verso un punto di non ritorno, oltre il quale si apre l\u2019abisso della guerra nucleare.<br \/>\nDal punto di vista occidentale, l\u2019aspetto militare ha una enorme importanza, e non \u00e8 per nulla favorevole. Innanzitutto, come si \u00e8 visto in particolar modo durante la controffensiva di Kiev, ma in realt\u00e0 sin dall\u2019inizio della guerra, le armi occidentali non hanno avuto alcun valore aggiunto. Non soltanto non sono mai state capaci di rovesciare le sorti del conflitto, ma a conti fatti nemmeno di riequilibrarlo. La progressiva distruzione delle forze armate ucraine non \u00e8 stata sostanzialmente nemmeno rallentata. Ed al tempo stesso, ci\u00f2 \u00e8 servito a far emergere sia l\u2019assoluta inadeguatezza della produzione industriale bellica dell\u2019intero occidente (incomparabilmente inferiore a quella russa), sia gli innumerevoli limiti dei decantati sistemi d\u2019arma NATO.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38712 lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/photo_2024-02-19_15-26-57-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/photo_2024-02-19_15-26-57-1024x768.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/photo_2024-02-19_15-26-57-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/photo_2024-02-19_15-26-57-300x225.jpg 300w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/photo_2024-02-19_15-26-57-768x576.jpg 768w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/photo_2024-02-19_15-26-57.jpg 1280w\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p>In questo quadro, l\u2019Alleanza Atlantica deve continuamente inventarsi qualcosa che sia in grado, almeno per un po\u2019, di rinviare il\u00a0<em>redde rationem<\/em>. Ed \u00e8 questo il caso, appunto, della fornitura di armi a medio e lungo raggio, e\/o del nulla osta ad utilizzarle per colpire il suolo russo.<br \/>\nLa logica sottostante \u00e8 che, nella migliore delle ipotesi, ci\u00f2 finisca per convincere Mosca che \u00e8 meglio addivenire ad un accordo, anche al ribasso rispetto alla situazione sul campo, pur di evitare i pericoli di questa continua spirale di\u00a0<em>escalation<\/em>; nella peggiore, che costringer\u00e0 la Russia ad allontanare sempre pi\u00f9 la linea del fronte dal proprio confine, il che comporter\u00e0 inevitabilmente un prolungamento del conflitto, e quindi \u2013 ancora una volta \u2013 maggiori costi da sostenere.<br \/>\nTutto ci\u00f2 ha per\u00f2 una serie di grossi limiti, dei quali gli\u00a0<em>strateghi\u00a0<\/em>statunitensi sembrano essere inconsapevoli. Sia la leadership americana, che quelle europee, infatti, sembrano prede di quella che Pepe Escobar ha felicemente definito l\u2019<em>estasi occidentale<\/em>\u00a0[1]. Come altro si potrebbe altrimenti definirla, in effetti, se non come uno\u00a0<em>\u201cstato di isolamento e di evasione totale dalla realt\u00e0 circostante dell\u2019individuo completamente assorto su un unico oggetto\u201d<\/em>?<\/p>\n<p>Il primo, pi\u00f9 evidente limite, \u00e8 che provatamente non c\u2019\u00e8 sistema d\u2019arma capace, di per s\u00e9, di cambiare le sorti del conflitto. Se, ovviamente, la fornitura di missili a medio e lungo raggio dovesse concretizzarsi in misura almeno significativa (e sappiamo che i costi, i tempi di produzione e gli\u00a0<em>stock\u00a0<\/em>esistenti depongono in favore di una quantit\u00e0 limitata), ci\u00f2 sarebbe in grado di creare problemi alla macchina bellica russa, ma non inciderebbe in alcuna misura su quella ucraina, che invece \u00e8 ogni giorno pi\u00f9 vicina al collasso, e per tutt\u2019altre cause. Inoltre, una crescente\u00a0<em>aggressivit\u00e0\u00a0<\/em>della NATO, capace di spingersi a colpire sul suolo russo in misura maggiore di quanto gi\u00e0 non accada, finirebbe inevitabilmente per favorire un clima di mobilitazione\u00a0<em>patriottica<\/em>, che si rifletterebbe favorevolmente su una eventuale, successiva mobilitazione militare.<br \/>\nIl problema per le forze armate di Kiev, infatti, \u00e8 la disponibilit\u00e0 di personale addestrato e con esperienza di combattimento (nonch\u00e9, secondariamente, di una sufficiente quantit\u00e0 di mezzi corazzati per la mobilit\u00e0).<\/p>\n<p>Gi\u00e0 oggi lo stato maggiore ucraino sta inviando al fronte, nei settori di maggiore crisi, soldati con pochi giorni di addestramento \u2013 sostanzialmente, quindi, mera carne da macello, ma la cui perdita viene in prospettiva sottratta alla future capacit\u00e0 di combattimento.\u00a0<em>Questo<\/em>, e non altri, \u00e8 il problema con cui deve fare i conti l\u2019esercito ucraino; ed \u00e8 un problema a cui la NATO non pu\u00f2 sopperire, non solo perch\u00e9 qualsiasi intervento diretto di truppe\u00a0<em>atlantiche\u00a0<\/em>aprirebbe di fatto il vaso di Pandora della guerra diretta con la Russia, ma anche perch\u00e9 i paesi europei dell\u2019Alleanza non sarebbero in grado di schierarne in quantit\u00e0 sufficiente a cambiare \u2013 sia pure limitatamente \u2013 l\u2019andamento del conflitto. Per portare in linea di combattimento almeno 100.000 uomini (il minimo per avere un qualche effetto), la NATO dovrebbe essere in grado di dislocarne in Ucraina almeno 400.000, oltre tutto il necessario supporto in termini di mezzi \u2013 carri armati, corazzati da combattimento e trasporto truppe, artiglieria\u2026 In pratica, l\u2019intera capacit\u00e0 operativa degli eserciti europei andrebbe gettata nel calderone ucraino, col rischio che poi non sia neanche sufficiente, e ci si ritrovi totalmente\u00a0<em>disarmati\u00a0<\/em>al momento della (ingloriosa) conclusione della guerra.<\/p>\n<p>Il rischio maggiore, per\u00f2, risiede in quello che potremmo definire \u2013 tutto sommato con un ossimoro \u2013 l\u2019approccio strategico occidentale. Per la NATO, e quindi essenzialmente per gli Stati Uniti, il criterio guida \u00e8 quello che l\u2019analista russo Ilya Kramnik definisce come\u00a0<em>valutazione in base ai costi<\/em>. In pratica, in una sorta di approccio economicistico (e non sorprende\u2026), si ritiene che imporre all\u2019avversario costi economici, materiali e umani sufficientemente alti sia un elemento di deterrenza che la porta alla vittoria, o quantomeno a\u00a0<em>piegare\u00a0<\/em>l\u2019avversario. Si tratta quindi di una valutazione costi\/benefici. E poich\u00e9 per Washington i costi sono sinora abbastanza contenuti, ne consegue che la valutazione della leadership statunitense \u00e8 che c\u2019\u00e8 ancora ampio margine di\u00a0<em>escalation<\/em>, perch\u00e9 i costi saranno sostenuti prevalentemente dagli europei, e prima o poi a Mosca riterranno che \u2013 appunto \u2013 il rapporto costi\/benefici non \u00e8 pi\u00f9 conveniente, e cercheranno un accordo con l\u2019occidente.<\/p>\n<p>Ma, come avverte sempre Kramnik [2], questo non \u00e8 il criterio russo.; la Russia, infatti, valuta\u00a0<em>in base al rischio<\/em>. Il che significa che Mosca riflette sui rischi dell\u2019agire e\/o del non agire, ed \u00e8 su queste basi che sceglie la propria linea d\u2019azione. Lo scarto tra queste due prospettive \u00e8 un grosso fattore di rischio, perch\u00e9 la modalit\u00e0 dell\u2019<em>escalation<\/em>\u00a0\u2013 praticata dagli USA \u2013 \u00e8 sostanzialmente fatta di una successione di\u00a0<em>piccoli\u00a0<\/em>passi; ogni volta si d\u00e0 un calcio al barattolo, spostandolo pi\u00f9 in l\u00e0, e si vede che succede. Se non succede nulla, si ritiene che il nemico probabilmente non reagir\u00e0 neanche al calcio successivo, e si va avanti nella progressione.<br \/>\nDiversamente, la Russia parte dall\u2019idea di avere una incomparabile\u00a0<em>profondit\u00e0 strategica<\/em>, che non \u00e8 solo spaziale (la Russia \u00e8 la nazione pi\u00f9 vasta al mondo, come hanno imparato a proprie spese Napoleone e Hitler), ma anche temporale: pu\u00f2\u00a0<em>incassare\u00a0<\/em>pi\u00f9 a lungo, per evitare che lo scontro raggiunga livelli pericolosi, nella consapevolezza che \u2013 se e quando dovesse diventare necessario \u2013 sapr\u00e0 e potr\u00e0 reagire con una forza incontenibile.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38713 lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Europa-Russia-NATO-Ucraina--1024x632.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"632\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Europa-Russia-NATO-Ucraina--1024x632.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Europa-Russia-NATO-Ucraina--1024x632.jpg 1024w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Europa-Russia-NATO-Ucraina--300x185.jpg 300w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Europa-Russia-NATO-Ucraina--768x474.jpg 768w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Europa-Russia-NATO-Ucraina-.jpg 1280w\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p>In buona sostanza, l\u2019America agisce con la mentalit\u00e0 dello spaccone, al pi\u00f9 del giocatore di poker, che si aspetta reazioni immediate, e che se \u00e8 il caso fa il suo\u00a0<em>bluff<\/em>; se l\u2019altro non reagisce, o se non vede il\u00a0<em>bluff<\/em>, vuol dire che sta<em>\u00a0facendo pippa<\/em>, e quindi si pu\u00f2 rilanciare ancora. La Russia invece ragiona come un giocatore di scacchi, per il quale tutto \u00e8 trasparente, tutti i pezzi sono in vista, e sacrificarne anche molti \u00e8 parte integrante del percorso che porta a dare scacco matto.<br \/>\nQuesta differente visione del terreno di scontro pu\u00f2 indurre gli Stati Uniti a credere che Mosca pu\u00f2 essere messa all\u2019angolo, nonostante stia ora vincendo sul terreno, semplicemente alzando sempre pi\u00f9 l\u2019asticella. Mentre la Russia continua a lanciare (inascoltata) dei\u00a0<em>warning\u00a0<\/em>a Washington, ma se verr\u00e0 messa alle strette non esiter\u00e0 a ricorrere a qualunque opzione, che le consenta di evitare la sconfitta.<br \/>\nE ci\u00f2 perch\u00e9 \u2013 in tutto questo \u2013 la Russia avverte che \u00e8 in questione una minaccia esistenziale, e che la sua eventuale sconfitta nella guerra in Ucraina, in qualsiasi modo si determini, sarebbe il prodromo della sua dissoluzione.<\/p>\n<p>Diversamente, per gli Stati Uniti questo conflitto \u00e8 s\u00ec di grande rilevanza, ma non esistenziale. Gli USA sono in fondo\u00a0<em>specialisti\u00a0<\/em>nella metabolizzazione di sconfitte militari, e nel caso specifico sono ben consapevoli che l\u2019impatto di una vittoria russa si ripercuoterebbe soprattutto sugli europei, molto probabilmente facendo franare la gi\u00e0 scricchiolante Unione Europea (cosa che a Washington tutto sommato non dispiacerebbe pi\u00f9 di tanto), e nella peggiore delle ipotesi metterebbe in crisi l\u2019<em>attuale<\/em>\u00a0assetto della NATO. Ma in ogni caso nessuna di queste cose costituirebbe una minaccia all\u2019esistenza stessa degli Stati Uniti.<br \/>\nInoltre, l\u2019avversario strategico rimane la Cina, e quindi per la leadership statunitense \u00e8 quello il conflitto esistenziale, al quale occorre prepararsi, e soprattutto in vista del quale \u00e8 necessario mantenere intatto il pi\u00f9 possibile il proprio potenziale bellico.<\/p>\n<p>Questo\u00a0<em>gap\u00a0<\/em>interpretativo \u2013 degli avvenimenti e del nemico \u2013 pu\u00f2 come si diceva innescare involontariamente una crisi che renda poi impossibile recedere, e che quindi finisca con l\u2019avvitarsi irrefrenabilmente. Di questo, dovrebbero preoccuparsi principalmente i leader europei, poich\u00e9 il rischio maggiore \u00e8 corso proprio dal vecchio continente, e non solo per una questione di contiguit\u00e0 geografica.<br \/>\nIn questo contesto generale, infatti, esiste una soglia di rottura, identificabile appunto con il ricorso alle armi nucleari, che costituisce una\u00a0<em>red line<\/em>\u00a0per entrambe i contendenti, poich\u00e9 n\u00e9 Mosca n\u00e9 Washington vogliono rischiare di trovarsi invischiate in un conflitto di tal genere, che implicherebbe un livello di distruzione reciproca esiziale. Ma se i due avversari non si capiscono, se l\u2019uno non comprende la mentalit\u00e0 dell\u2019altro, c\u2019\u00e8 comunque il rischio di un errore di calcolo, di una mossa sbagliata. Anche se, per tornare alla metafora scacchistica, per gli USA \u00e8 sempre possibile sacrificare la regina (l\u2019Europa), se ci\u00f2 servisse a fare\u00a0<em>patta<\/em>.<\/p>\n<p>A giudicare da quel che si vede, purtroppo le leadership europee sembrano pi\u00f9 preoccupate di salvare le proprie poltrone (il proprio potere in quanto \u00e9lite continentale), che avvertono essere strettamente legato alle sorti del conflitto ucraino, su cui hanno sin troppo investito, piuttosto che dei rischi per le popolazioni europee, per quel che rimane dell\u2019influenza e dell\u2019economia, per le quali un conflitto in cui si affacciano armi nucleari sarebbe semplicemente devastante. Del resto, anche un\u00a0<em>semplice\u00a0<\/em>conflitto convenzionale, che vedesse i paesi europei opposti alla Russia, rischierebbe di non esserlo da meno. Anzi, paradossalmente sarebbe forse peggiore una guerra di logoramento, che riducesse mezza Europa com\u2019\u00e8 adesso l\u2019Ucraina, piuttosto che un missile nucleare tattico su Ramstein, che mettesse fine alla guerra come la bomba di Hiroshima\u2026<\/p>\n<p>Purtroppo, ed anche questo \u00e8 stato pi\u00f9 volte ripetuto, questa classi dirigenti europee non sono nemmeno lontanamente all\u2019altezza della drammaticit\u00e0 della situazione. Della quale sembrano persino in buona misura inconsapevoli. Basti pensare alla Germania, che ha ingoiato la distruzione dei gasdotti\u00a0<em>North Stream<\/em>\u00a0senza profferire un fiato, oppure alla Francia, che gonfia il petto e ruggisce ad est, come se questo potesse nascondere il fatto che sta attraversando una crisi epocale. E, ovviamente, non \u00e8 una questione riducibile alla mediocrit\u00e0 contingente dei rispettivi leader; seppure sia Scholtz che Macron, per ragioni diverse, sono chiaramente inadeguati, non si pu\u00f2 non rilevare che il giudizio si pu\u00f2 tranquillamente estendere alle intere classi dirigenti dei due paesi, che infatti rimangono incapaci di esprimere un sia pur minimo anelito d\u2019autonomia, di istinto di conservazione\u2026In questa\u00a0<em>roulette russa<\/em>, insomma, siamo noi gli unici che rischiano di suicidarsi davvero.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator alignfull has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>1 \u2013\u00a0<em>\u201cPepe Escobar: The West is Hell-Bent on Provoking Russia Into Hot War\u201d<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/sputnikglobe.com\/20240530\/pepe-escobar-the-west-is-hell-bent-on-provoking-russia-into-hot-war--1118696941.html\">Sputnik International<br \/>\n<\/a>2 \u2013 Le opinioni di Kramnik sono espresse abitualmente sul suo canale\u00a0<a href=\"https:\/\/t.me\/kramnikcat\"><em>Telegram<\/em><\/a>, ma quelle cui si fa riferimento nell\u2019articolo sono state riassunte efficacemente in italiano su\u00a0<em>Twitter\/X<\/em>, e si possono trovare\u00a0<a href=\"https:\/\/x.com\/Lukyluke311\/status\/1796224881341948062\">qui<\/a>.<\/p>\n<p>F<strong>ONTE:<a href=\"https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/06\/03\/la-strategia-del-calcio-al-barattolo\/\">https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/06\/03\/la-strategia-del-calcio-al-barattolo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) Si \u00e8 pi\u00f9 volte detto, su queste pagine, che gli Stati Uniti \u2013 e la NATO \u2013 hanno affrontato il conflitto con la Russia in Ucraina, con una idea di massima di ci\u00f2 che si aspettavano di ricavarne, ma senza una vera e propria strategia (a tutto campo, non solo militare) per conseguirlo. 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