{"id":85861,"date":"2024-06-07T10:14:43","date_gmt":"2024-06-07T08:14:43","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85861"},"modified":"2024-06-05T11:18:21","modified_gmt":"2024-06-05T09:18:21","slug":"il-risveglio-dellasia-e-la-costruzione-del-polo-asiatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85861","title":{"rendered":"Il risveglio dell&#8217;Asia e la costruzione del polo asiatico"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ITALIA E IL MONDO (Luigi Longo)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-featured_image size-featured_image wp-post-image\" src=\"https:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Lenin.jpeg\" alt=\"\" width=\"284\" height=\"177\" \/><\/p>\n<div class=\"entry clearfix\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>L\u2019attualit\u00e0 di Vladimir I. Lenin<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A cento anni dalla morte di V.I. Lenin si pu\u00f2 sostenere che l\u2019attualit\u00e0 del suo pensiero e della sua azione sono ancora forieri di insegnamento per ripensare il passato, leggere il presente e orientarsi nel futuro.<\/p>\n<p>Le questioni che sono ancora di grande attualit\u00e0, a mio modo di vedere, possono essere cos\u00ec sintetizzate: 1) l\u2019esempio storico del processo rivoluzionario (cambiare si pu\u00f2!) (1), 2) l\u2019organizzazione delle masse popolari (la forma dell\u2019organizzazione come condizione essenziale), 3) \u201cla [\u2026] ripartizione della terra tra le pi\u00f9 grandi potenze capitalistiche\u201d (il conflitto egemonico tra le potenze mondiali) (2), 4) il ruolo dell\u2019Asia nella storia mondiale (la costruzione del polo asiatico).<\/p>\n<p>Tratter\u00f2 qui gli ultimi due punti partendo da alcune riflessioni tratte da due articoli di V.I. Lenin pubblicati sulla\u00a0<em>Pravda<\/em>. Il primo \u00e8\u00a0<em>Il risveglio dell\u2019Asia<\/em>\u00a0pubblicato il 7 maggio 1913 (dopo la rivoluzione democratica borghese del 1905); il secondo\u00a0<em>Meglio meno, ma meglio<\/em>\u00a0pubblicato il 4 marzo 1923 (dopo la rivoluzione proletaria del 1917) (3).<\/p>\n<p>Riporto uno stralcio dall\u2019articolo\u00a0<em>Il risveglio dell\u2019Asia<\/em>:&lt;&lt; E\u2019 forse trascorso molto tempo da quando la Cina veniva considerata il modello dei paesi di completo e secolare ristagno? Ora in Cina ferve la vita politica, un movimento sociale e uno slancio democratico si manifestano vigorosamente. Dopo il movimento russo del 1905, la rivoluzione democratica si \u00e8 estesa a tutta l\u2019Asia: la Turchia, la Persia, la Cina. Cresce il fermento nell\u2019India inglese. [\u2026] Il capitalismo mondiale e il movimento russo del 1905 hanno definitivamente risvegliato l\u2019Asia. Centinaia di milioni di uomini, umiliati, abbruttiti da una stagnazione medievale, si sono destati a nuova vita e alla lotta per i diritti elementari dell\u2019uomo, per la democrazia. [\u2026] Il risveglio dell\u2019Asia e l\u2019inizio della lotta del proletariato d\u2019avanguardia d\u2019Europa per il potere segnano l\u2019aprirsi di un nuovo capitolo della storia mondiale agli albori del XX secolo &gt;&gt; (4).<\/p>\n<p>Riprendo uno stralcio dall\u2019articolo\u00a0<em>Meglio meno, ma meglio<\/em>: &lt;&lt; [\u2026] Le potenze capitaliste dell\u2019Europa Occidentale [\u2026] hanno fatto tutto il possibile per respingerci indietro, per utilizzare gli elementi di guerra civile in Russia al fine di rovinare il pi\u00f9 possibile il nostro paese. [\u2026] Ma vi \u00e8 anche lo svantaggio che gli imperialisti sono riusciti a scindere tutto il mondo in due campi, e che inoltre questa scissione si complica per il fatto che la Germania, paese capitalistico effettivamente sviluppato e colto, incontra estreme difficolt\u00e0 per rimettersi in piedi. Tutte le potenze capitaliste del cosiddetto Occidente la beccano e non la permettono di rialzarsi. [\u2026] Possiamo noi sperare che gli antagonismi e i conflitti interni fra i floridi Stati imperialisti dell\u2019Occidente e i floridi Stati imperialisti dell\u2019Oriente ci diano un periodo di tregua per la seconda volta come ce l\u2019hanno dato la prima volta, allorch\u00e9 la campagna della controrivoluzione dell\u2019Europa Occidentale, volta ad appoggiare la controrivoluzione russa, fall\u00ec a causa delle contraddizioni esistenti nel campo dei controrivoluzionari dell\u2019Occidente e dell\u2019Oriente, nel campo degli sfruttatori orientali e degli sfruttatori occidentali, nel campo del Giappone e dell\u2019America? [\u2026] L\u2019esito della lotta dipende, in ultima analisi, dal fatto che la Russia, l\u2019India, la Cina, ecc., costituiscono l\u2019enorme maggioranza della popolazione. Ed \u00e8 appunto questa maggioranza che negli ultimi anni, con una rapidit\u00e0 mai vista, \u00e8 entrata in lotta per la propria liberazione, sicch\u00e9 in questo senso non pu\u00f2 sorgere ombra di dubbio sul risultato finale della lotta mondiale. In questo senso la vittoria definitiva del socialismo \u00e8 senza dubbio pienamente assicurata. [\u2026] Affinch\u00e9 ci sia possibile resistere sino al prossimo conflitto armato tra l\u2019Occidente controrivoluzionario imperialista e l\u2019Oriente rivoluzionario e nazionalista, tra gli Stati pi\u00f9 civili del mondo e gli Stati arretrati come quelli dell\u2019Oriente, che peraltro costituiscono la maggioranza, \u00e8 necessario che questa maggioranza faccia in tempo a diventare civile &gt;&gt; (5).<\/p>\n<p>Noto che ci sono diverse analogie, di cui accenner\u00f2 dopo, tenendo presente l\u2019analisi sia dello\u00a0<em>storicamente dato<\/em>\u00a0sia del\u00a0<em>tutto torna ma in maniera diversa<\/em>, riguardanti l\u2019attuale fase storica mondiale caratterizzata dal conflitto tra la potenza egemone, ma in chiaro declino (USA) e le potenze consolidate (Cina e Russia) e in ascesa (India) che mettono in discussione il monocentrismo statunitense e propongono un multicentrismo dove le diverse potenze mondiali, con le loro alleanze e le loro aree di influenza (polo occidentale a coordinamento USA) e polo asiatico allargato (polo orientale con diversi centri di coordinamento, per ora Cina e Russia), trovano un equilibrio dinamico basato sul confronto, sul rispetto reciproco e sull\u2019autodeterminazione dei popoli. La fase multicentrica \u00e8 quella che evita la fase policentrica, cio\u00e8, la fase della guerra come resa dei conti per l\u2019egemonia mondiale. E\u2019 chiaro che sar\u00e0 una guerra diversa dalla precedente e che potrebbe essere l\u2019ultima del genere umano per il pericoloso livello tecnologico raggiunto con il nucleare e con le nuove tecnologie (vedi, per esempio, l\u2019Intelligenza Artificiale, IA) sempre pi\u00f9 piegate<em>\u00a0non<\/em>\u00a0al benessere della maggioranza delle popolazioni ma al mantenimento delle relazioni di potere e di dominio dei dominanti. Pertanto si pone la domanda: quale \u00e8 il senso della produzione della scienza e della tecnologia? Per esempio &lt;&lt; Se l\u2019accelerazione del tempo umano, nel tentativo di imitare la velocit\u00e0 delle macchine, non rappresenta la migliore soluzione ed \u00e8, anzi, controindicata, che fare per non mutarci in appendici stupide di macchine intelligenti? I vantaggi nel trasferire il\u00a0<em>logos<\/em>\u00a0umano alle macchine sono per\u00f2 sempre pi\u00f9 evidenti e tangibili. Basti pensare al caso, fra tanti, dei comandi di ordine linguistico per stampanti 3D (algoritmi, sequenze di comandi logici, che possono arrivare a milioni, scritti in linguaggi artificiali: l\u2019analogo dei \u201cpensieri ciechi\u201d, leibnizianamente privi di coscienza), capaci di produrre direttamente l\u2019oggetto fisico, una statua o una casa, senza altre mediazioni, abolendo cos\u00ec virtualmente sia la separazione tra lavoro mentale e manuale, sia quella tra arti liberali e arti meccaniche.&gt;&gt; oppure &lt;&lt; Quando avremo vasta disponibilit\u00e0 di \u201cschiavi\u201d robotici e di congegni intelligenti e servizievoli, come si configureranno gli eventuali rapporti di dominio e di sudditanza tra uomini e apparati tecnici? Diventeremo davvero pi\u00f9 ottusi a causa dell\u2019abitudine ad appoggiarci a concetti preconfezionati, facilmente e gratuitamente accessibili in rete, grazie ad algoritmi incomprensibili ai pi\u00f9 e spesso segreti?&gt;&gt; ancora &lt;&lt; Negli esperimenti di simbiosi in corso tra uomo e macchine fornite di IA si avverte un duplice rischio: da un lato, che il\u00a0<em>logos<\/em>\u00a0umano \u2013 inteso sia come ragione, sia come linguaggio \u2013 venga sminuito dal prevalere del\u00a0<em>logo<\/em>s artificiale, rappresentato da algoritmi in grado di surrogarlo nell\u2019esecuzione di molti lavori e prestazioni; dall\u2019altro, che anche la volont\u00e0 umana possa impoverirsi ed essere aggirata, una volta trasferita\u00a0 in macchine capaci di prendere decisioni autonome e istantanee (sebbene prestabilite dagli umani), come gi\u00e0 accade nell\u2019automobile senza pilota e, in misura pi\u00f9 preoccupante, nei sistemi missilistici d\u2019arma, nei droni killer o negli algoritmi ultraveloci dei mercati finanziari&gt;&gt; (6).<\/p>\n<p>Dicevo delle analogie presenti in questa fase multicentrica. La prima \u00e8 quella con la lunga crisi del 1873-1895 che potremmo definire una fase multicentrica dove si incomincia a intravedere sia il declino della potenza dominante inglese sia l\u2019ascesa della potenza USA la cui affermazione, come coordinatrice egemonica a livello mondiale (7), ha comportato due guerre mondiali (una lunga fase policentrica) e una \u201cguerra fredda\u201d durata quarantasei anni (1945, accordi di Yalta e 1991, implosione dell\u2019URSS): &lt;&lt; Venerd\u00ec 6 aprile 1917 gli Stati Uniti d\u2019America, per bocca del loro presidente Woodrow Wilson, dichiarano guerra alla Germania (non ancora, per\u00f2, agli alleati della Germania). Con l\u2019ingresso nel conflitto degli Stati Uniti d\u2019America, quindicesimo paese belligerante, si determina una cesura storica: anche se sul momento nessuno se ne rende conto, l\u2019Europa comincia allora a ricorrere alla forza degli Stati Uniti d\u2019America per risolvere i suoi conflitti. Il Novecento sar\u00e0 il secolo dell\u2019ascesa continua e inarrestabile della forza americana nel mondo, e questa ascesa inizia simbolicamente il 6 aprile 1917 &gt;&gt; (8).<\/p>\n<p>La seconda \u00e8\u00a0<em>il risveglio dell\u2019Asia<\/em>\u00a0(9): il ruolo della Cina e della Russia nell\u2019aprire la strada per la messa in discussione del dominio statunitense con la costruzione del polo asiatico allargato che costituisce l\u2019enorme maggioranza della popolazione. Prima di parlare del costruendo polo asiatico allargato attraverso un mio scritto leggermente modificato, voglio avanzare la seguente specificazione che riguarda il ruolo aggressivo e pericoloso degli Stati Uniti d\u2019America che\u00a0<em>non<\/em>\u00a0accettano la condivisione del dominio mondiale con altre potenze, rimanendo, cos\u00ec facendo, nella fase multicentrica (cos\u00ec come \u00e8 gi\u00e0 accaduto nella storia mondiale) e, quindi, non avanzando verso la fase policentrica evitando, cos\u00ec,\u00a0<em>il tutto torna ma in maniera diversa<\/em>, cio\u00e8 la guerra tra potenze come resa dei conti per il dominio mondiale.<\/p>\n<p>Gli USA hanno come elemento costitutivo quello di essere una nazione potenza indispensabile al mondo (10) per portare con la forza militare (11) il loro ordine e il loro modello di produzione e riproduzione complessivo della vita (valori, costumi, legame sociale, eccetera) senza considerare le diversit\u00e0 storiche, culturali, territoriali e i diversi modelli di organizzazione sociale delle altre nazioni. Quindi il problema non \u00e8 solo quello che Pepe Escobar, rispondendo alla domanda \u201cPur di non perdere, gli USA cosa sono e saranno disposti a fare?\u201d, afferma che: &lt;&lt; E\u2019 esattamente questo il nostro grande dilemma, \u00e8 il dilemma di tutto il pianeta. Perch\u00e8 abbiamo un attore razionale che \u00e8 l\u2019attore russo, come lo sono gli attori cinesi, come lo sono gli attori iraniani e \u2013 dall\u2019altra parte \u2013 abbiamo psicopatici, lunatici, irrazionali di tutti i generi, in tutte queste organizzazioni del sistema di Washington, della Virginia, il complesso industriale militare, l\u2019Accademia, i think tank \u2026 la loro \u00e8 una visione completamente unilaterale, incapace di ammettere errori tattici e strategici enormi che hanno commesso fin dall\u2019inizio del millennio. \u00c8 questo il problema, adesso sono dei leoni che sono circondati e quindi sono molto pi\u00f9 pericolosi. Questo \u00e8 il vero nostro problema, quello della maggioranza globale, perch\u00e8 questi leoni possono scatenarsi da un momento all\u2019altro, sono una fazione irrazionale che non ha un calcolo politico, strategico, diplomatico, soprattutto la gente dentro l\u2019amministrazione Biden che ha ancora 6 mesi di potere davanti a s\u00e9 &gt;&gt; (12), ma il problema \u00e8, a mio avviso, nella natura stessa degli Stati Uniti d\u2019America che cos\u00ec Alain Badiou sintetizza con efficacia:&lt;&lt; La potenza imperiale americana nella rappresentazione formale che fa di se stessa, ha la guerra come forma privilegiata, se non addirittura unica, di attestazione della sua esistenza.&gt;&gt; (13). Le continue azioni guerrafondaie statunitensi (tramite NATO e Unione Europea) in Europa Orientale, nel Medio Oriente, in Africa, in Asia, nell\u2019America Latina lo stanno a dimostrare (14). Per queste ragioni gli Stati Uniti d\u2019America sono una potenza pericolosa che va fermata e portata alla ragione di un multicentrismo di dialogo tra territori e mondi differenti, superando le difficolt\u00e0 del dialogo tra l\u2019Occidente e l\u2019Oriente cos\u00ec ben racchiuse da Franco Cardini:&lt;&lt; E\u2019 la dimensione del ponte tra Europa e Asia, la dimensione propriamente eurasiatica, a sfuggirci; \u00e8 quell\u2019Oriente \u201cblocco territoriale\u201d proposto dal Behemonth schmittiano contro l\u2019Occidente inteso come Leviathan occidentale padrone di un sistema di acque e di terre, di oceani e di continenti, che si ha difficolt\u00e0 a prendere in considerazione in quanto entrerebbe in conflitto con la pi\u00f9 facile, diffusa, comoda, affermata visione di un Occidente \u201ccivile\u201d contro un Oriente \u201cbarbaro\u201d, di un Occidente \u201clibero\u201d contro un Oriente \u201ctirannico\u201d, di un Occidente \u201crazionale\u201d contro un Oriente \u201cfolle\u201d, di un Occidente \u201cpacifico\u201d contro un Oriente \u201caggressore\u201d (15).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La costruzione del polo asiatico*<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ritengo interessante la pubblicazione del documento** della Russia \u201c<em>Il concetto di politica estera della Federazione russa<\/em>\u201d perch\u00e9 indica la strada e gli strumenti (da intravedere nella logica del documento e da leggere con l\u2019altusseriana\u00a0<em>lettura sintomale<\/em>) (16) per la costruzione del polo asiatico allargato imperniato, per ora, su due grossi centri di grande valenza nella storia mondiale come la Russia e la Cina. La Russia ha decisamente cambiato le relazioni con l\u2019Occidente non fidandosi pi\u00f9 degli Stati Uniti n\u00e9 tantomeno della vassalla Europa dopo la continua aggressione statunitense (via Nato-Europa-Ucraina), il sabotaggio del Nord Stream 1 e 2, le sanzioni europee, il furto delle riserve auree russe depositate nelle banche europee, la trappola dei protocolli di Minsk, eccetera. Ha riallacciato, con strategie tendenti alla cooperazione e al coordinamento che la fase multicentrica impone, la relazione con l\u2019Oriente (soprattutto con la Cina, affermata potenza con una crescita straordinaria negli ultimi trenta anni e con l\u2019India potenza in ascesa), con i Paesi dell\u2019Africa, dell\u2019Asia, dell\u2019America latina, del Medio Oriente e del mondo islamico. Inoltre, la Russia \u00e8 la coprotagonista, insieme alla Cina, nella creazione degli strumenti per raggiungere l\u2019obiettivo del costituendo polo asiatico allargato: l\u2019associazione interstatale dei BRICS, l\u2019Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), la Comunit\u00e0 degli Stati Indipendenti (CSI), l\u2019Unione Economica Eurasiatica (UEE), l\u2019Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO), la RIC (Russia, India, Cina) e di altre associazioni interstatali e organizzazioni internazionali.<\/p>\n<p>Sono pressoch\u00e9 certo che tra dieci anni nel mondo, cos\u00ec affermava nel 2018 il politologo russo Sergej Karaganov, ci saranno due centri economico-geopolitici: la Grande America e la Grande Eurasia. Negli ultimi anni, abbiamo assistito all\u2019emergere di un centro geo economico in Eurasia, sullo sfondo della nuova guerra fredda. Un centro che si sta strutturando attorno a Russia e Cina e che non va visto come una semplice alleanza difensiva, ma piuttosto come un nuovo polo di sviluppo che vuole e pu\u00f2 diventare un\u2019alternativa al centro euro atlantico. Per la Russia \u00e8 inevitabile ritagliarsi il proprio spazio nella grande Eurasia. Al cui centro, certamente, ci sar\u00e0 la Cina (17). Pepe Escobar, riportando una sintesi dell\u2019intervista a Sergey Glazyev (ministro incaricato per l\u2019Integrazione e la Macroeconomia dell\u2019Unione Economica dell\u2019Eurasia nonch\u00e9 noto politico ed economista russo), cos\u00ec scrive &lt;&lt; In sostanza, secondo Glazyev, la Russia, pesantemente sanzionata, non assumer\u00e0 un ruolo di leadership nella creazione di un nuovo sistema finanziario globale. Questo ruolo potrebbe spettare all\u2019iniziativa di sicurezza globale della Cina. La divisione in due blocchi sembra inevitabile: la zona dollarizzata \u2013 con l\u2019eurozona incorporata \u2013 in contrasto con la maggioranza del Sud globale che utilizzer\u00e0 un nuovo sistema finanziario e una nuova valuta commerciale per gli scambi internazionali. A livello interno, le singole nazioni continueranno a fare affari nelle loro valute nazionali. &gt;&gt; (18).<\/p>\n<p>Pier Giorgio Ardeni e Francesco Sylos Labini sostengono che &lt;&lt; \u00c8 vero che la guerra in Ucraina ha evidenziato una \u201crottura\u201d tra l\u2019Occidente e il resto del mondo che va ben oltre il piano strategico-militare, creando una frattura vieppi\u00f9 apparente anche sul piano economico. L\u2019Africa, l\u2019Asia e anche l\u2019America Latina hanno rapporti economici sempre pi\u00f9 stretti con Cina e India ma anche con la Russia. La leadership dei Pca (Paesi capitalisti avanzati, mia precisazione) \u00e8 ancora assicurata ma potrebbe essere in un futuro non troppo lontano messa in discussione &gt;&gt; (19).<\/p>\n<p>Il documento della Federazione russa \u00e8 chiaro nel delineare il percorso della costruzione del polo asiatico allargato e nello stesso tempo mantenere aperto il confronto con l\u2019Occidente (al contrario del rapporto \u201c<em>Nato 2030.Uniti per una nuova era\u201d<\/em>\u00a0degli Usa-Nato aggressivo, arrogante e di chiusura verso l\u2019Oriente) per un mondo multicentrico in equilibrio dinamico a patto che a)\u00a0<em>gli Stati Uniti saranno pronti ad abbandonare la loro politica di dominio del potere e a rivedere la loro linea anti-russa a favore di un\u2019interazione con la Russia sulla base dei principi di uguaglianza sovrana, di mutuo beneficio e di rispetto degli interessi reciproci<\/em>; b) ci sia\u00a0<em>la consapevolezza da parte degli Stati europei che non esiste alternativa alla coesistenza pacifica e alla cooperazione paritaria reciprocamente vantaggiosa con la Russia, l\u2019aumento del livello di indipendenza della loro politica estera e la transizione verso una politica di buon vicinato con la Federazione Russa avranno un effetto positivo sulla sicurezza e sul benessere della regione europea e aiuteranno gli Stati europei a prendere il loro giusto posto nel Grande Partenariato Eurasiatico e in un mondo multipolare<\/em>.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda gli Stati Uniti \u00e8 difficile che rinuncino al dominio mondiale assoluto ammantato di democrazia, diritti e menzogne varie considerata la loro storia che dal 4 luglio 1776 (anno della dichiarazione di indipendenza) sono stati in pace solo 18 anni su 246 anni nei quali si sono gradualmente evoluti. Da una neo-nazione in lotta per l\u2019indipendenza dalla Gran Bretagna (1775\u20131783), passando attraverso la monumentale Guerra civile americana (1861\u20131865) fino a trasformarsi, dopo aver collaborato al trionfo durante la Seconda Guerra Mondiale (1941-1945), nella pi\u00f9 grande potenza rimasta al mondo dalla fine del XX secolo ad oggi anche se, per nostra fortuna, in chiaro declino relativo (20). Per questo, per dirla con lo storico Daniele Ganser, gli Usa e la Nato sono un pericolo per la pace del mondo. Essi hanno ignorato molte volte il divieto dell\u2019uso della forza stabilito dalle Nazioni Unite. Negli ultimi settant\u2019anni sono stati in massima parte i paesi della Nato, la maggiore alleanza militare del mondo, guidata dagli Stati Uniti, ad avviare guerre illegali, riuscendo per\u00f2 sempre a farla franca. (21).<\/p>\n<p>Per quanto concerne l\u2019Europa (ricordo sempre che non \u00e8 un soggetto politico) \u00e8 impensabile, in questa fase, che possa avere una politica autonoma se prima non si liberer\u00e0 dalla servit\u00f9 volontaria statunitense che l\u2019ha portata ad un livello di stupidit\u00e0 (nell\u2019accezione dello storico Carlo Maria Cipolla) impensabile come quella di applicare le sanzioni inefficaci alla Russia contro i suoi stessi interessi economici, politici, sociali e territoriali, per tacere sulla occupazione militare dei suoi territori (22).<\/p>\n<p>Al termine di questa riflessione voglio sottolineare la questione della regione artica (trattata nel paragrafo\u00a0<em>V Binari regionali della politica estera della Federazione Russa<\/em>\u00a0del documento e sar\u00e0 oggetto di attenzione e di approfondimenti successivi) che riguarda la rotta artica, sempre pi\u00f9 libera dai ghiacci, che aprir\u00e0 una nuova e pi\u00f9 breve via di comunicazione tra l\u2019Estremo Oriente e l\u2019Europa (23). Questo passaggio marittimo a Nord-Est, sviluppato dalla Russia, \u00e8 destinato a rivoluzionare le relazioni mondiali che liberer\u00e0 la Cina dalle strettoie militari e logistiche statunitensi dell\u2019Oceano Pacifico (i vari Stretti: Luzon, Mindoro, eccetera) oltre a gestire con flessibilit\u00e0 le strozzature presenti nell\u2019Oceano Indiano e nel Mediterraneo (il canale di Suez). Una rotta che sposta gli equilibri geoeconomici ma, soprattutto, quelli geopolitici tra le potenze a favore della Russia e della Cina mettendo seriamente in discussione le strategie militari e territoriali degli Usa sia nel Pacifico sia nell\u2019Atlantico. Sar\u00e0 uno scenario mondiale molto delicato e pericoloso (pi\u00f9 di quello della guerra in Ucraina) e potrebbe significare il passaggio dalla fase multicentrica a quella policentrica, cio\u00e8 la terza guerra mondiale.<\/p>\n<p><strong>Fonte: Karin Kneissl, 2023. Il Passaggio a Nord-Est aggira le rotte marittime globali degli ultimi due secoli.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: Limes, 2018<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>* Lo scritto \u00e8 stato pubblicato su:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.italiaeilmondo.com\/\">www.italiaeilmondo.com<\/a>., 11\/4\/2023.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>**La traduzione del documento \u00e8 a cura della redazione cos\u00ec come le parti evidenziate in grassetto e in corsivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>[\u2026] dalla rivoluzione del 1848, pi\u00f9 che da quella del 1789, fino al crollo dell\u2019Unione Sovietica nel 1991, abbiamo assistito al tentativo di realizzare il progetto, nobilmente grandioso nelle intenzioni e, per molti aspetti, tragico nei risultati: quello di estendere l\u2019emancipazione degli schiavi, compresi quelli \u201csalariati\u201d, alla liberazione di tutti gli \u201cumiliati e offesi\u201d e, perfino, dell\u2019intera \u201cfutura umanit\u00e0\u201d. Gli \u201cuomini nuovi\u201d che sarebbero scaturiti dalla realizzazione di questo ideale avrebbero dovuto essere \u201cnon pi\u00f9 servi, non pi\u00f9 padroni\u201d, pronti all\u2019ascolto non solo della voce tonante della ragione [\u2026] ma anche di quella pi\u00f9 delicata del cuore, che sprona a \u201craccogliere le lacrime dei vinti e sofferenti\u201d [\u2026] in Remo Bodei,\u00a0<em>Dominio e sottomissione. Schiavi, animali, macchine, intelligenza artificiale<\/em>, il Mulino, Bologna, 2019, pag. 19.<\/li>\n<li>I. Lenin,\u00a0<em>L\u2019imperialismo<\/em>, Editori Riuniti, Roma, 1974, pag.128; si legga anche Gyorgy Lukacs,\u00a0<em>Lenin. Teoria e prassi nella personalit\u00e0 di un rivoluzionario<\/em>, Einaudi, Torino, 1970, pp.47-72; sulla attualit\u00e0 dei cinque principali punti avanzati da V.I. Lenin nel definire l\u2019imperialismo si rimanda a Gianfranco La Grassa,\u00a0<em>L\u2019imperialismo. Teoria ed epoca di crisi<\/em>, Editrice CRT, Pistoia, 2003, pp. 26-34.<\/li>\n<li>Gli articoli di V.I. Lenin,\u00a0<em>Il risveglio dell\u2019Asia<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Meglio meno, ma meglio<\/em>\u00a0sono apparsi sulla\u00a0<em>Pravda<\/em>\u00a0e sono stati raccolti rispettivamente in V.I. Lenin, O<em>pere<\/em>\u00a0<em>complete<\/em>, volume 19, Editori Riuniti, Roma, 1967, pp. 68-69 e in V.I. Lenin,\u00a0<em>Opere complete<\/em>, volume 33, Editori Riuniti, Roma, 1967, pp. 445-459. I citati due articoli sono stati pubblicati nel libro curato da Enzo Santarelli,\u00a0<em>Il risveglio<\/em>\u00a0<em>dell\u2019Asia<\/em>, Editori Riuniti, Roma, 1970. Gli stralci dei suddetti articoli fanno riferimento a quelli presenti nel libro di Enzo Santarelli.<\/li>\n<li>I. Lenin,\u00a0<em>Il risveglio dell\u2019Asia<\/em>\u00a0in Enzo Santarelli, a cura di, op. cit., pp.73-74.<\/li>\n<li>I. Lenin,\u00a0<em>Meglio meno, ma meglio<\/em>\u00a0in Enzo Santarelli, a cura di, op.cit., pp.175-178.<\/li>\n<li>Remo Bodei,\u00a0<em>Dominio e sottomissione. Schiavi, animali, macchine, Intelligenza Artificiale<\/em>, il Mulino, Bologna, 2019, pp.22-23.<\/li>\n<li>Sulle transizioni egemoniche delle potenze mondiali si rimanda ai lavori di Giovanni Arrighi, Gianfranco La Grassa, Costanzo Preve e David Harvey.<\/li>\n<li>Massimo Bontempelli,\u00a0<em>Il respiro del Novecento. Percorso di storia del XX secolo<\/em>, Volume I (1914-1945), Editrice CRT, Pistoia, 2002, pag.56.<\/li>\n<li>Si veda l\u2019intervento di Luciano Canfora al convegno organizzato dalla Fondazione Lelio e Lisli Basso su\u00a0<em>\u201cLenin, a cento anni dalla morte<\/em>\u201d pubblicato su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilcomunista23.blogspot.com\/\">ilcomunista23.blogspot.com<\/a>, del 9\/4\/2024; Domenico Moro,\u00a0<em>A cento anni dalla morte, perch\u00e8 Lenin \u00e8 ancora attuale<\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.comedonchisciotte.org\/\">www.comedonchisciotte.org<\/a>, 12\/5\/2024; Salvatore A. Bravo,\u00a0<em>L\u2019inquietudine di Lenin. L\u2019attualit\u00e0 del suo pensiero a cento anni dalla sua morte<\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.sinistrainrete.info\/\">www.sinistrainrete.info<\/a>, 19\/4\/2024.<\/li>\n<li>[\u2026] In base alla dottrina della Grande Area (che fu elaborata durante la seconda guerra mondiale e comprendeva l\u2019emisfero occidentale, l\u2019Estremo Oriente e l\u2019ex impero britannico con le sue risorse energetiche mediorientali) l\u2019intervento militare \u00e8 legittimato ad libitum. Lo mise in chiaro anche l\u2019amministrazione Clinton, la quale proclam\u00f2 che gli Stati Uniti avevano il diritto di usare la forza militare per assicurare \u201cl\u2019accesso illimitato ai mercati, alle forniture energetiche e alle risorse strategiche\u201d, e che avrebbero dispiegato \u201cin posizioni avanzate\u201d corposi contingenti militari in Europa e in Asia \u201cal fine di plasmare l\u2019opinione popolare a nostro favore\u201d e \u201cdare corpo agli eventi che servono al nostro sostentamento e alla nostra sicurezza\u201d in Noam Chomsky,\u00a0<em>Chi sono i padroni del mondo<\/em>, Ponte alle Grazie, Milano, 2016, pp.59-60.<\/li>\n<li>Piero Bevilacqua,\u00a0<em>Gli USA e il \u201cmetodo Giacarta\u201d: il massacro delle<\/em>\u00a0<em>popolazioni come politica estera<\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.sinistrainrete.info\/\">sinistrainrete.info<\/a>\u00a0,28\/4\/2024.<\/li>\n<li>Jacopo Brogi, Alessandro Fanetti e Konrad Nobile, a cura di, con la collaborazione di Fabio Bonciani, intervista a Pepe Escobar su\u00a0<em>Raisi aveva costruito un esercito fortissimo, gli americani non se lo aspettavano<\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.comedonchisciotte.org\/\">comedonchisciotte.org<\/a>\u00a0, 22\/5\/2024.<\/li>\n<li>La citazione di Alain Badiou \u00e8 tratta da Alain de Benoist,\u00a0<em>L\u2019impero del \u201cbene\u201d. Riflessioni sull\u2019America<\/em>\u00a0d\u2019oggi, Edizioni Settimo Sigillo, Roma, 2004, pag. 107.<\/li>\n<li>Manlio Dinucci,\u00a0<em>Il tramonto rosso sangue dell\u2019Occidente<\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.voltairenet.org\/\">voltairenet.org<\/a>, 19\/5\/2024; Pepe Escobar,\u00a0<em>Russia e Cina ne hanno abbastanza<\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.comedonchisciotte.org\/\">www.comedonchisciotte.org<\/a>\u00a0, 26\/5\/2024; Mike Whitney,\u00a0<em>Attacco ucraino a un elemento chiave della difesa nucleare russa<\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.sinistrainrete.info\/\">www.sinistrainrete.info<\/a>\u00a031\/5\/2024; Pepe Escobar,\u00a0<em>L\u2019Occidente \u00e8 deciso a trascinare la Russia in uno scontro aperto<\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.comedonchisciotte.org\/\">www.comedonchisciotte.org<\/a>, 31\/5\/2024.<\/li>\n<li>Franco Cardini,\u00a0<em>Introduzione<\/em>\u00a0in Guy Mettan,\u00a0<em>Mille anni di diffidenza<\/em>, Sandro Teti Editore, Roma, 2016, pag.17; per il Behemonth schmittiano si rimanda a Carl Schmitt,\u00a0<em>Terra e mare<\/em>, Adelphi Edizioni, Milano, 2002; si legga anche Salvo Ardizzone,\u00a0<em>Medio Oriente: geopolitica di un conflitto<\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ariannaeditrice.it\/\">www.ariannaeditrice.it<\/a>, 14\/5\/2024.<\/li>\n<li>Maria Turchetto,\u00a0<em>Leggere non \u00e8 semplice<\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.aperure-rivista.it\/\">aperure-rivista.it<\/a>, 1999.<\/li>\n<li>Orietta Moscatelli, a cura di,\u00a0<em>Occidente addio. La Russia ha scelto Pechino<\/em>, conversazione con Sergej Karaganov, in\u00a0<em>Limes<\/em>11\/2018, pag. 277.<\/li>\n<li>Pepe Escobar,\u00a0<em>Sergey Glazyev: \u201cla strada verso il multipolarismo finanziario sar\u00e0 lunga e irta di ostacoli\u201d<\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.comedonchisciotte.com\/\">comedonchisciotte.com<\/a>, del 15\/3\/2023. Per un approfondimento su questi temi si rimanda a Pepe Escobar,\u00a0<em>L<\/em><em>o zar russo della geoeconomia Sergey Glazyev introduce il nuovo sistema finanziario globale<\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.comedonchisciotte.com\/\">www.comedonchisciotte.com<\/a>, del 22\/4\/2022 e a Sergev Glazvev,\u00a0<em>L\u2019ultima guerra mondiale<\/em>, Knizhny Mir, Mosca, 2016, (traduzione russo-inglese).<\/li>\n<li>Pier Giorgio Ardeni-Francesco Sylos Labini,\u00a0<em>Mondo senza pace la responsabilit\u00e0 delle grandi potenze e la necessita di un nuovo equilibrio-economico<\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.left.it\/\">left.it<\/a>, 30\/3\/2023, pp.7-9.<\/li>\n<li>Redazione,\u00a0<em>La storia militare degli Stati Uniti sembra un gioco ma non lo \u00e8<\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.infodata.ilsole24ore.com\/\">infodata.ilsole24ore.com<\/a>, 20\/2\/2020; Giovanni Viansino,<em>\u00a0Impero romano, impero americano. Ideologie e prassi<\/em>, Edizioni Punto Rosso, Milano, 2005.<\/li>\n<li>Daniele Ganser,\u00a0<em>Le guerre illegali della Nato<\/em>, Fazi editore, Roma, 2022, pp. 22-23.<\/li>\n<li>Sulla robustezza dell\u2019economia russa e sul PIL come\u00a0<strong>indicatore insufficiente<\/strong>\u00a0per misurare la forza di un Paese con grandi risorse di materie prime come la Russia si rimanda a Pier Giorgio Ardeni e Francesco Sylos Labini,\u00a0<em>Mondo senza<\/em>\u00a0<em>pace, op.cit.<\/em><\/li>\n<li>Karin Kneissl,\u00a0<em>La Russia e la rotta artica: le frontiere commerciali si spostano sempre pi\u00f9 ad Est<\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.comedonchisciotte.org\/\">comedonchisciotte.org<\/a>, 16\/1\/2023.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/italiaeilmondo.com\/2024\/06\/05\/il-risveglio-dellasia-e-la-costruzione-del-polo-asiatico-di-luigi-longo\/\">https:\/\/italiaeilmondo.com\/2024\/06\/05\/il-risveglio-dellasia-e-la-costruzione-del-polo-asiatico-di-luigi-longo\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ITALIA E IL MONDO (Luigi Longo) &nbsp; L\u2019attualit\u00e0 di Vladimir I. Lenin &nbsp; A cento anni dalla morte di V.I. Lenin si pu\u00f2 sostenere che l\u2019attualit\u00e0 del suo pensiero e della sua azione sono ancora forieri di insegnamento per ripensare il passato, leggere il presente e orientarsi nel futuro. Le questioni che sono ancora di grande attualit\u00e0, a mio modo di vedere, possono essere cos\u00ec sintetizzate: 1) l\u2019esempio storico del processo rivoluzionario (cambiare si&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":25122,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/germinario-italiaeilmondo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-mkR","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85861"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=85861"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85861\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85862,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85861\/revisions\/85862"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/25122"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=85861"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=85861"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=85861"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}