{"id":85932,"date":"2024-06-11T10:30:07","date_gmt":"2024-06-11T08:30:07","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85932"},"modified":"2024-06-10T18:26:10","modified_gmt":"2024-06-10T16:26:10","slug":"elezioni-europee-2024-partiamo-dai-numeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85932","title":{"rendered":"Elezioni europee 2024: partiamo dai numeri"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Giulio Di Donato)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Il-fac-simile-della-scheda-elettorale-per-le-europee-2024-in-Piemonte-Valle-dAosta-Liguria-e-Lombardia-2.jpg\" width=\"319\" height=\"176\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualsiasi tentativo di riflessione approfondita sul significato e sugli scenari che si apriranno in seguito alle ultime elezioni europee deve partire da una corretta analisi dei dati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Innanzitutto, come ci insegna il buon senso, cose simili vanno comparate con cose simili: in questo caso i numeri delle europee del 2024 vanno messi in relazione soprattutto con quelli delle elezioni dello stesso tipo del 2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da tale\u00a0<a href=\"https:\/\/elezioni.interno.gov.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">confronto<\/a>\u00a0emergono i seguenti dati: una sostanziale tenuta della coalizione di centro-sinistra (7.1 milioni di elettori in entrambi i casi), a cui si affianca un travaso di voti dal Partito democratico alla forze rossoverdi trainate da alcune candidature ad effetto (stile\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/11\/04\/il-tradimento-dei-giusti\/\">Soumahoro<\/a>) e a da una presa di posizione pi\u00f9 netta a sostegno della vicenda palestinese, che costituisce un tema ancora piuttosto sentito in quegli ambienti (nel 2019 il rapporto era 6-1.1, oggi 5.6-1.5); una leggera perdita di consenso della coalizione di centro-destra (che scende da 13.2 milioni di elettori a 11.9), cui \u00e8 connesso un transito di voti dalla Lega a Fratelli d\u2019Italia (nel 2019 il rapporto era 9.2-1.7, oggi 2-6.7). A risultare maggiormente sconfitto \u00e8 certamente il Movimento 5 stelle che passa dai 4.6 ai 2.3 milioni di voti: sconta senz\u2019altro un problema di candidature deboli, ma accanto a questo c\u2019\u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 di rilanciare le ragioni di una piena autonomia politico-culturale rispetto alle altre forze in campo, andando oltre se stesso, aprendosi a nuove energie, contrastando l\u2019eccesso attuale di conformismo e subalternit\u00e0 alle parole d\u2019ordine del progressismo delle \u00e9lite (vedi un modo simile, se non pi\u00f9 estremo, di declinare il tema della transizione ecologica e digitale). Poco cambia invece per le forze centriste e per quelle della sinistra pi\u00f9 radicale: entrambe sotto lo sbarramento sia nel 2019 che nel 2024.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche stavolta il dato politicamente pi\u00f9 rilevante \u00e8 comunque l\u2019astensionismo, con l\u2019affluenza che scende ulteriormente per attestarsi attorno al 49%. Come gi\u00e0 si \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/02\/14\/diserzione-di-massa\/\">scritto<\/a>, la diserzione delle masse popolari dai circuiti tradizionali della partecipazione politica rappresenta la manifestazione pi\u00f9 evidente della profonda crisi di legittimit\u00e0 e di fiducia del sistema politico-istituzionale nel suo complesso, sulla quale ancora adesso si tende troppo sbrigativamente a sorvolare. Quella a cui assistiamo \u00e8 una vera e propria secessione: chi si sente escluso e spinto ai margini della societ\u00e0 prende sempre pi\u00f9 le distanze dalle formule rinsecchite di una post-democrazia senza popolo, che riguardano sempre pi\u00f9 solo i circoli dei garantiti, i paladini di\u00a0<em>single-issue\u00a0<\/em>e gli ambienti pi\u00f9 ideologizzati. L\u2019esito \u00e8 una sfiducia generalizzata verso i meccanismi stessi della lotta politica (\u201celezionismo\u201d in primis), praticati come un gioco marginale sempre meno attraente ad uso e consumo di pochi affezionati. Per questo motivo forse pi\u00f9 che di post-democrazia si dovrebbe parlare di post-politica perch\u00e9 alla base dello scollamento di cui sopra non c\u2019\u00e8 solo un deficit di offerta di qualit\u00e0, ma anche una carenza di domanda politica, ovvero la rimozione della politica dall\u2019orizzonte di vita e dall\u2019immaginario di buona parte della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel frattempo resta sempre assai complicata la sfida di chi \u00e8 ben poco interessato a contendersi il feudo ristretto dei benpensanti o quello opposto dei \u201csovranisti\u201d de\u2019 noantri, di chi cio\u00e8 intende sottrarsi alla contesa propagandistica tra un moderatismo di ispirazione liberal-conservatrice e uno di tipo liberal-progressista, una polarizzazione che aggredisce solo superficialmente i nodi e le contraddizioni fondamentali. Eppure bisogna \u201ccercare ancora\u201d al fine di promuovere e sviluppare una posizione politico-culturale terza che sia critica tanto verso il provincialismo ristretto e corporativo del centro-destra, quanto verso l\u2019esterofilia e le premesse di matrice liberal-globalista del centro-sinistra. Con l\u2019obiettivo di rianimare il pi\u00f9 possibile gli spazi di partecipazione popolare, contro logica tecnocratica del pilota automatico liberal-atlantista, che \u00e8 destinata a rimanere ben operante, quali che siano le maschere dietro le quali di volta in volta essa si camuffa. Ma per fare questo, urge inventarsi qualcosa di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/09\/7936\/\">nuovo<\/a>, mobilitando il piano pi\u00f9 direttamente politico con quello prepolitico e metapolitico, evitando di seguire strade gi\u00e0 battute, sulla scia del risultato incoraggiante di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/03\/28\/parola-a-sahra-wagenknecht-unintervista\/\">Sahra Wagenknecht<\/a>\u00a0in Germania: servono insomma parole nuove, facce nuove, modalit\u00e0 d\u2019azione nuove, sintesi nuove. Salvo che l\u2019irruzione dell\u2019Evento non scompagini tutto e ci trascini in uno scenario radicalmente diverso (qui il riferimento \u00e8 soprattutto al rischio concreto di un\u2019escalation di guerra imminente).<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/06\/10\/elezioni-europee-2024-partiamo-dai-numeri\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/06\/10\/elezioni-europee-2024-partiamo-dai-numeri\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Giulio Di Donato) &nbsp; Qualsiasi tentativo di riflessione approfondita sul significato e sugli scenari che si apriranno in seguito alle ultime elezioni europee deve partire da una corretta analisi dei dati. Innanzitutto, come ci insegna il buon senso, cose simili vanno comparate con cose simili: in questo caso i numeri delle europee del 2024 vanno messi in relazione soprattutto con quelli delle elezioni dello stesso tipo del 2019. 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