{"id":85940,"date":"2024-06-11T10:00:31","date_gmt":"2024-06-11T08:00:31","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85940"},"modified":"2024-06-11T08:44:48","modified_gmt":"2024-06-11T06:44:48","slug":"la-democrazia-in-recessione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85940","title":{"rendered":"La democrazia in recessione"},"content":{"rendered":"<p><strong>di DOPPIOZERO (Lelio Demichelis)<\/strong><\/p>\n<div class=\"max-w-[838px]\">\n<div class=\"clearfix text-formatted field field--name-body field--type-text-with-summary field--label-hidden field__item\">\n<p>Se volessimo applicare il termine\u00a0<em>recessione<\/em>\u00a0anche alla politica \u2013 e recessione designa una riduzione<em>\u00a0<\/em>dell\u2019attivit\u00e0 economica misurata dal Pil per almeno due trimestri consecutivi \u2013 dovremmo dire che siamo in\u00a0<em>recessione democratica<\/em>\u00a0da quarant\u2019anni. Cio\u00e8 da quegli anni \u201870 che sono stati \u2013 nel loro inizio, ma grazie al lavoro preparatorio del decennio precedente \u2013 da un lato un momento di grande diffusione e sviluppo qualitativo della democrazia (Statuto dei lavoratori, riforma del diritto di famiglia, diritto allo studio, divorzio, aborto ma anche ecologismo e altro ancora) \u2013 e per\u00f2 anche l\u2019avvio del neoliberalismo come ideologia progressivamente egemone a partire dal golpe cileno del 1973 (dove venne sperimentato sulla carne viva dei cileni per poi essere adottato\/imposto a tutto il mondo).<\/p>\n<p>Neoliberalismo che \u00e8 l\u2019unica ideologia politica del \u2018900 tracimata nel nuovo secolo, la pi\u00f9 subdola in quanto offerta in nome della libert\u00e0 individuale (rimandiamo a\u00a0<em>Psicopolitica<\/em>, di Byung-Chul Han). Al neoliberalismo si \u00e8 poi aggiunta, negli anni \u201880\/\u201990 l\u2019ideologia (ancora pi\u00f9 subdola) delle nuove tecnologie di rete, offrendo anch\u2019essa il massimo della libert\u00e0 individuale per produrre in realt\u00e0 il massimo della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/critica-del-tecnocapitalismo\">integrazione\/connessione di tutti come\u00a0<em>forza-lavoro<\/em>\u00a0nella\u00a0<em>societ\u00e0-fabbrica<\/em><\/a>\u00a0\u2013 come nel mercato, per il neoliberalismo.<\/p>\n<p>E da allora \u2013 e sulla crisi della democrazia rimandiamo a Carlo Galli e al suo bellissimo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/democrazia-ultimo-atto\"><em>Democrazia, ultimo atto?<\/em><\/a>\u2013 siamo arrivati a una ennesima fuga del\u00a0<em>d\u00eamos<\/em>\u00a0dalla democrazia e quindi dalla libert\u00e0 (si rilegga Erich Fromm), all\u2019accettazione delle democrazie illiberali, delle democrature, delle democrazie caricaturali e parodistiche, dei sovranismi\/nazionalismi, dei populismi\/(neo)fascismi\/afascismi, delle tecnocrazie, delle\u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/la-democrazia-dispotica\"><em>democrazie dispotiche<\/em><\/a>; e oggi \u2013 la peggiore forma di<em>\u00a0<\/em>fuga dalla libert\u00e0 \u2013 alla\u00a0<em>delega<\/em>\u00a0del potere del\u00a0<em>d\u00eamos<\/em>\u00a0alle macchine\/algoritmi\/i.a. e alle grandi imprese hi-tech che governano il mondo, lo\u00a0<em>organizzano<\/em>, lo\u00a0<em>comandano<\/em>\u00a0e lo\u00a0<em>sorvegliano<\/em>, come fosse appunto una grande\u00a0<em>fabbrica\u00a0<\/em>\u2013 e noi la sua\u00a0<em>forza-lavoro<\/em>\u00a0oggi h24.<\/p>\n<p>Ma populismi, sovranismi, afascismi, tecnocrazie, algoritmi sono solo alcuni dei sintomi di una malattia che sta a monte: nell\u2019azione appunto \u2013 e reciprocamente funzionale in senso antipolitico \u2013 di neoliberalismo e sistema tecnico (il tecno-capitale) e definibili quindi come\u00a0<em>arch\u00e9<\/em>\u00a0se utilizziamo (con tutti i rischi di una loro attualizzazione) concetti che risalgono alla Grecia antica \u2013 e rinviamo, per gli spunti che ci ha offerto e che in parte liberamente reinterpretiamo, al recentissimo e coinvolgente saggio di Donatella Di Cesare,\u00a0<em>Democrazia e anarchia<\/em>\u00a0(Einaudi). Poteri che in quanto accolti come\u00a0<em>arch\u00e9<\/em>\u00a0sono deterministicamente contro il\u00a0<em>d\u00eamos<\/em>\u00a0e il suo\u00a0<em>kr\u00e1tos\u00a0<\/em>(il\u00a0<em>potere<\/em>\u00a0del\u00a0<em>d\u00eamos<\/em>).\u00a0<em>Arch\u00e9<\/em>\u00a0per propria essenza, per propria logica di funzionamento, per il loro porsi come\u00a0<em>fondamento<\/em>\u00a0della modernit\u00e0 e per la propria incessante rilegittimazione come\u00a0<em>arch\u00e9<\/em>, per il determinismo ecocida<em>\u00a0<\/em>che contengono (il loro accrescimento illimitato, la\u00a0<em>dismisura<\/em>\u00a0compulsiva che incorporano come\u00a0<em>sempre di pi\u00f9!<\/em>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/2_12.jpg\" alt=\"j\" width=\"800\" height=\"1233\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"e2014b11-d5e8-444d-aaf8-16433aec4467\" \/><\/p>\n<p>Un\u2019<em>arch\u00e9<\/em>\u00a0che \u00e8 invece tutto meno che naturale e fondativa \u2013 e per\u00f2 dobbiamo crederlo \u2013 ma solo storica e che quindi potrebbe essere rovesciata e sostituita da qualcosa di meglio, se solo il\u00a0<em>d\u00eamos\u00a0<\/em>volesse tornare ad essere potere\/<em>kr\u00e1tos<\/em>.<\/p>\n<p>E infatti, se per l\u2019ideologia neoliberale il mercato e la concorrenza devono sovraordinarsi (esserne il\u00a0<em>fondamento<\/em>) a societ\u00e0\/<em>d\u00eamos<\/em>\u00a0e a stato, altrettanto agisce il sistema tecnico im-ponendosi come un\u00a0<em>dato di fatto<\/em>\u00a0immodificabile (l\u2019innovazione tecnica non si deve e non si pu\u00f2 fermare!). Lo evidenziava gi\u00e0 nel 1939 F. G. J\u00fcnger (1898-1977 e fratello del pi\u00f9 famoso Ernst): \u201cnon \u00e8 pi\u00f9 l\u2019uomo a creare il mondo che lo circonda, ma l\u2019apparato industriale e cos\u00ec [l\u2019uomo] impara ad agire contro la sua stessa volont\u00e0, deformata dalla macchina, [\u2026] e i suoi sforzi sono sempre provocati dalla macchina e sempre finisce per seguire la legge che \u00e8 insita nello sviluppo della nuova tecnica\u201d (in\u00a0<em>La perfezione della tecnica<\/em>). Perch\u00e9 l\u2019aspirazione al potere della tecnica come del capitalismo \u201csi prefigge anche lo scopo di subordinare lo stato e di sostituire l\u2019organizzazione statale con una organizzazione tecnica\u201d. Perch\u00e9 \u201cil tecnico oppone sempre i regolamenti tecnici allo stato e all\u2019intera organizzazione sociale, in una instancabile produzione di leggi e di regolamenti contrassegnati da un carattere tecnicamente normativo\u201d, cio\u00e8 \u201cla decisione tecnica \u00e8 allo stesso tempo dispositiva e causale\u201d \u2013 descrizione perfetta (impossibile negarlo) del mondo di oggi.<\/p>\n<p>E se la\u00a0<em>demo-crazia<\/em>\u00a0greca aveva rovesciato la<em>\u00a0mon-archia\u00a0<\/em>(il governo di uno solo) e l\u2019<em>olig-archia<\/em>\u00a0(il governo di pochi), oggi dobbiamo dire che \u00e8 invece sconfitta dall\u2019<em>arch\u00e9<\/em>\u00a0del tecno-capitale \u2013\u00a0<em>arch\u00e9<\/em>\u00a0intesa come potere che pre-tende di essere originario e appunto fondativo\/generativo di tutto (dell\u2019era iperindustriale, della modernit\u00e0) e a cui tutto\u00a0<em>deve\u00a0<\/em>sub-ordinarsi e a cui tutto\u00a0<em>deve\u00a0<\/em>tornare. Cio\u00e8 la\u00a0<em>demo-crazia<\/em>\u00a0\u00e8 stata sconfitta della\u00a0<em>tecno-archia<\/em>\u00a0\u2013 cosa diversa dalla tecnocrazia positivista, ma sua evoluzione totalitaria \u2013 che produce la forma necessaria e ad essa funzionale del nostro dover vivere in un mondo dove per\u00f2 non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019uomo ma la tecnica ad essere\u00a0<em>soggetto<\/em>\u00a0della storia (Anders,\u00a0<em>L\u2019uomo \u00e8 antiquato, II<\/em>). Con la realizzazione via digitale di quella\u00a0<em>societ\u00e0 amministrata e automatizzata<\/em>\u00a0temuta da francofortesi come Max Horkheimer (1895-1973), dove \u201ctutto sar\u00e0 regolamentato, veramente tutto! [\u2026], dove il singolo potr\u00e0 s\u00ec vivere senza preoccupazioni materiali, ma dove non conter\u00e0 pi\u00f9 nulla [\u2026] e tutto si ridurr\u00e0 al fatto di imparare come si usano i meccanismi automatici che assicurano il funzionamento della societ\u00e0\u201d (in\u00a0<em>La nostalgia del totalmente altro<\/em>) \u2013 una societ\u00e0 oggi\u00a0<em>automatizzata\/amministrata<\/em>\u00a0da algoritmi dove per\u00f2 non \u00e8 pi\u00f9 necessario imparare a schiacciare pulsanti, perch\u00e9 le macchine sono ormai autonome dall\u2019uomo, anche se poi sono gli uomini a dover essere ibridati e sussunti nelle macchine.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/71XdE-veAjL._SL1474_.jpg\" alt=\"n\" width=\"800\" height=\"1179\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"a52a080b-f33a-43e4-ba0b-fc5edb073210\" \/><\/p>\n<p>\u00c8 questa l\u2019<em>arch\u00e9<\/em>, \u00e8 questo il\u00a0<em>dispositivo<\/em>\u00a0<em>archico<\/em>\u00a0\u2013 incarnato dalle multinazionali tecnologiche e finanziarie, ma anche dell\u2019energia fossile \u2013 che produce un mondo a sua immagine e somiglianza, anche generando, come sua ulteriore scelta antipolitica<em>,\u00a0<\/em>disuguaglianze crescenti e quindi ancora rin-negando la democrazia e che invece si basa sull\u2019uguaglianza dei cittadini della\u00a0<em>p\u00f3lis<\/em>, che si riuniscono nell\u2019<em>agor\u00e1\u00a0<\/em>esercitando il proprio\u00a0<em>kr\u00e1tos<\/em>. Un\u2019<em>arch\u00e9<\/em>\u00a0di tecnica e capitale che svuota appunto il\u00a0<em>kr\u00e1tos<\/em>\u00a0del\u00a0<em>d\u00eamos<\/em>, facendo per\u00f2 credere che la rete sia la nuova\u00a0<em>agor\u00e1<\/em>\u00a0e la nuova\u00a0<em>p\u00f3lis<\/em>\u00a0e il nuovo\u00a0<em>d\u00eamos<\/em>\u00a0\u2013 quando \u00e8 in realt\u00e0 solo un gigantesco\u00a0<em>\u00f3chlos<\/em>\u00a0(nel senso di una folla indistinta dominata dalle passioni pi\u00f9 ciniche e antipolitiche) per\u00f2 anch\u2019esso funzionale alla costruzione dell\u2019<em>arch\u00e9<\/em>\u00a0antipolitica e antidemocratica del tecno-capitale. Un\u2019<em>arch\u00e9<\/em>\u00a0che \u00e8 ci\u00f2 che definiamo\u00a0<em>razionalit\u00e0 strumentale\/calcolante-industriale<\/em>\u00a0\u2013 che \u00e8 il vero potere fondativo della modernit\u00e0 e che si sublima appunto nell\u2019industria\/industrialismo (<em>societ\u00e0, industria e progresso sono sinonimi<\/em>, scrivevano i positivisti Saint-Simon e Comte due secoli fa e a questa realt\u00e0 bisogna\u00a0<em>saggiamente rassegnarsi<\/em>), ma meglio ancora nel concetto di\u00a0<em>fabbrica<\/em>\u00a0e oggi della\u00a0<em>societ\u00e0-fabbrica<\/em>.<\/p>\n<p>Certo, la democrazia ha sempre avuto una vita difficile, a partire dalla Grecia antica, ma oggi (in realt\u00e0 da tre secoli di rivoluzione industriale e di positivismo) la sua crisi \u00e8 pi\u00f9 pesante, per l\u2019azione combinata appunto dei due poteri indicati sopra e che per accrescersi sempre pi\u00f9 come\u00a0<em>arch\u00e9<\/em>\u00a0(<em>fondazione, organizzazione, comando e controllo<\/em>) de-politicizzano la\u00a0<em>p\u00f3lis<\/em>\u00a0(populismi, tecnocrazie e social sono alcuni degli ultimi\u00a0<em>mezzi<\/em>\u00a0utilizzati per raggiungere lo scopo) e de-socializzano gli uomini. E questo per (1)\u00a0<em>politicizzare in senso archico<\/em>\u00a0il potere del capitale\/capitalismo e della tecnica come forma unica e ineluttabile; e (2)\u00a0<em>ri-socializzare<\/em>\u00a0gli uomini, trasformati in merci\/capitale umano e nodi e dati, nel mercato e nel<em>\u00a0<\/em>sistema tecnico. De-politicizzare la\u00a0<em>p\u00f3lis<\/em>\u00a0(e quindi l\u2019azione consapevole dell\u2019<em>io<\/em>\u00a0e del\u00a0<em>noi<\/em>\u00a0nella\u00a0<em>p\u00f3lis<\/em>: un\u00a0<em>noi\u00a0<\/em>che oggi dovrebbe comprendere anche la biosfera e le future generazioni e i migranti \u2013 perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 democrazia senza responsabilit\u00e0 e senza solidariet\u00e0; e de-socializzare gli uomini, perch\u00e9 quanto pi\u00f9 e meglio si isolano\/separano gli individui dal\u00a0<em>noi<\/em>\u00a0e dalle relazioni e dalla socialit\u00e0, pi\u00f9 li si esclude dalla\u00a0<em>p\u00f3lis<\/em>\u00a0e dal\u00a0<em>noi-kr\u00e1tos<\/em>, meglio sono appunto integrabili (secondo il vecchio\/nuovo\u00a0<em>divide et impera<\/em>) nel mercato come merci\/forza-lavoro e nella tecnica come nodi-dati-merci\/forza-lavoro<em>\u00a0<\/em>\u2013 sempre ricordando, ma sempre lo si dimentica, che in verit\u00e0 pi\u00f9 si \u00e8 integrati (rete\/social\/community, la\u00a0<em>societ\u00e0-fabbrica<\/em>), meno si \u00e8 ovviamente liberi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/NL-HaNA_2.24.01.05_0_932-7045-groot.jpg\" alt=\"n\" width=\"800\" height=\"1201\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"e4c972e0-42f8-446a-b0ab-7270db8adb34\" \/><\/p>\n<p>E l\u2019ideologia neoliberale \u00e8 ben riassunta nello slogan di Margaret Thatcher per cui\u00a0<em>la societ\u00e0 non esiste, esistono solo gli individui\u00a0<\/em>(e al pi\u00f9<em>\u00a0la famiglia<\/em>). Ma \u00e8 evidente \u2013 dovrebbe essere evidente, ma non lo \u00e8, tale \u00e8 la potenza ideologica del neoliberalismo \u2013 che se la societ\u00e0 non esiste e anzi non deve pi\u00f9 esistere, allora viene a mancare anche il<em>\u00a0d\u00eamos<\/em>\u00a0e il\u00a0<em>noi della p\u00f3lis<\/em>, cio\u00e8<em>\u00a0<\/em>la relazione sociale e quindi politica, senza i quali anche l\u2019individuo viene meno perdendo ogni capacit\u00e0 e possibilit\u00e0 di solidariet\u00e0, di immaginazione, di progettazione, di costruzione di un proprio mondo umano, umanistico. Di democrazia. Se poi questa non-societ\u00e0 di mercato si deve basare sulla competizione di tutti contro tutti (una\u00a0<em>guerra civile individualizzata<\/em>) \u00e8 altrettanto evidente che il suo effetto \u00e8 appunto la morte della societ\u00e0 e della socialit\u00e0 e della politica e della democrazia. Ma cancellare la societ\u00e0<em>\u00a0<\/em>e quindi la politica cancellando l\u2019individuo e la sua libert\u00e0 era appunto nella strategia neoliberale, oltre che del sistema tecnico (supra). Perch\u00e9 \u2013 come scriveva negli anni \u201930 uno dei rifondatori del liberalismo, Walter Lippmann (1889-1974) \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/limperativo-e-adattarsi\">il neoliberalismo (ulteriore versione del positivismo) \u00e8 l\u2019<em>unica filosofia<\/em><\/a>\u00a0\u201cche possa condurre all\u2019<em>adeguamento\u00a0<\/em>della societ\u00e0 umana alla mutazione industriale e commerciale fondata sulla divisione del lavoro\u201d (che \u00e8 un altro fattore di de-socializzazione\/de-politicizzazione se il lavoro viene digitalizzato e piattaformizzato), che a sua volta \u00e8 un dato storico \u2013 un dato di fatto che non pu\u00f2 essere cambiato<em>\u00a0<\/em>(appunto perch\u00e9, aggiungiamo deve essere creduto\u00a0<em>fondativo\/arch\u00e9<\/em>); quindi suo compito \u00e8 modificare l\u2019uomo,\u00a0<em>adattandolo<\/em>\u00a0alle esigenze della produzione e di un capitalismo che diventa \u201cun nuovo sistema di vita per l\u2019intera umanit\u00e0\u201d, accompagnando \u201cla rivoluzione industriale in tutte le fasi del suo sviluppo\u201d; e poich\u00e9 esso \u00e8 infinito, \u201cl\u2019ambiente sociale e il sistema capitalistico devono tendere a formare tra loro un tutto armonico\u201d.<\/p>\n<p>Ma questo\u00a0<em>doversi adattare<\/em>\u00a0a qualcosa che l\u2019individuo e la societ\u00e0 non devono modificare e nemmeno governare politicamente e men che meno democraticamente<em>\u00a0<\/em>\u2013 e lo stesso accade con le tecnologie di rete, alle quali ci si deve solo\u00a0<em>adattare<\/em>, come ci si deve\u00a0<em>adattare<\/em>\u00a0al riscaldamento climatico, altrimenti addio profitti per il capitale \u2013 \u00e8 appunto la negazione della libert\u00e0 individuale, dell\u2019autonomia del\u00a0<em>d\u00eamos<\/em>\u00a0e quindi del\u00a0<em>kr\u00e1tos\u00a0<\/em>della demo-crazia \u2013 sempre riattivando anzi il\u00a0<em>servo arbitrio<\/em>\u00a0di un individuo che deve restare chiuso nella\u00a0<em>minorit\u00e0\u00a0<\/em>kantiana.<\/p>\n<figure class=\"caption caption-img\" role=\"group\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/Walter%20Lippmann%2C%20Library%20of%20Congress%2C%20Prints%20%26%20Photographs%20Division%2C%20photograph%20by%20Harris%20%26%20Ewing.jpg\" alt=\"j\" width=\"570\" height=\"711\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"4c4201d5-6987-47dc-900d-e532d6b578be\" \/><figcaption>Walter Lippmann, Library of Congress, Prints &amp; Photographs Division, photograph by Harris &amp; Ewing.<\/figcaption><\/figure>\n<p>E il neoliberalismo del \u2018900 non fa che riprendere in altro modo non solo il positivismo ma anche ci\u00f2 che scriveva Benjamin Constant nel 1819, confrontando\u00a0<em>la libert\u00e0 degli antichi con quella dei moderni<\/em>, cio\u00e8: \u201cIl fine degli antichi era la suddivisione del potere sociale fra tutti i cittadini: era questo che chiamavano libert\u00e0. Il fine dei moderni \u00e8 la sicurezza dei godimenti privati; e chiamano libert\u00e0 le garanzie accordate dalle istituzioni a questi godimenti\u201d. Solo che questi godimenti privati \u2013 e ci\u00f2 che \u00e8 solo privato, egoistico nega ex ante il politico, la\u00a0<em>p\u00f3lis<\/em>, ci\u00f2 che deve essere\u00a0<em>comune<\/em>\u00a0e\u00a0<em>in comune<\/em>, quindi \u00e8 nuovamente anti-democratico ma anche irresponsabile (si pensi ancora alla crisi climatica) per sua essenza e finalismo \u2013 non sono mai dell\u2019individuo libero e autonomo, ma sono sempre pi\u00f9 etero-prodotti \u2013 cio\u00e8\u00a0<em>other directed<\/em>\u00a0\u2013 da management, marketing e social e dalla propaganda neoliberale e tecnica \u2013 anche se devono sembrare\u00a0<em>inner directed<\/em>, cio\u00e8 libera scelta dell\u2019individuo.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 altro. E di ben pi\u00f9 antidemocratico. Chi governa\u00a0<em>democraticamente<\/em>\u00a0i processi di innovazione tecnologica? Il\u00a0<em>d\u00eamos<\/em>, come dovrebbe essere in democrazia\/stato di diritto, dove non possono e non devono esistere poteri non bilanciati da altri poteri? No, \u00e8 l\u2019impresa\u00a0<em>autocratica\/archica<\/em>\u00a0del capitalismo oggi diventato digitale. Scriveva Luciano Gallino (1927-2015 \u2013 in\u00a0<em>MicroMega<\/em>\u00a04\/2011): Oggi \u201cla grandissima maggioranza della popolazione \u00e8<em>\u00a0<\/em>totalmente esclusa dalla formazione delle decisioni che ogni giorno si prendono\u201d, di fatto alienata dalla democrazia per l\u2019azione di quel soggetto che si chiama grande impresa. E il cui potere [appunto,\u00a0<em>archico<\/em>] \u201cdi decidere a propria totale discrezione che cosa produrre, dove produrlo, a quali costi per s\u00e9 e per gli altri, non \u00e8 mai stato cos\u00ec grande [\u2026]\u201d, configurando quindi un\u00a0<em>deficit di democrazia<\/em>\u00a0tale \u201cda costituire ormai il maggior problema politico della nostra epoca\u201d. Da allora il\u00a0<em>deficit di democrazia<\/em>\u00a0non ha fatto che aumentare ma non \u00e8 un problema politico \u2013 si pensi alla i.a. sviluppata da imprese private per profitto privato a prescindere dal\u00a0<em>d\u00eamos<\/em>.<\/p>\n<p>E allora, per uscire davvero dalla\u00a0<em>recessione\u00a0<\/em>\u2013 meglio:<em>\u00a0<\/em>dal dissolvimento progressivo<em>\u00a0<\/em>\u2013 della democrazia servirebbe nuovamente un\u00a0<em>d\u00eamos<\/em>\u00a0capace \u2013 lo spunto ci viene ancora da Donatella Di Cesare \u2013 di rovesciare<em>\u00a0<\/em>l\u2019<em>arch\u00e9<\/em>\u00a0(per noi equivalente a\u00a0<em>totalitarismo<\/em>) della\u00a0<em>razionalit\u00e0 strumentale\/calcolante-industriale<\/em>\u00a0mediante l\u2019attivazione di un potere\u00a0<em>an-archico<\/em>. Cio\u00e8\u00a0<em>demo-cratico<\/em>.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"text-azzurro text-xl py-3\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/styles\/r_articolo_mobile_w500\/public\/1_0.JPG.webp?itok=6OTJgubn\" alt=\"j\" \/><\/div>\n<div><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/la-democrazia-in-recessione\">https:\/\/www.doppiozero.com\/la-democrazia-in-recessione<\/a><\/strong><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"py-6\">\n<div class=\"field field--name-field-immagini-media field--type-entity-reference field--label-hidden field__items\">\n<div class=\"field__item\">\n<article class=\"media media--type-image media--view-mode-articolo\">\n<div class=\"field field--name-field-media-image field--type-image field--label-hidden field__item\"><\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DOPPIOZERO (Lelio Demichelis) Se volessimo applicare il termine\u00a0recessione\u00a0anche alla politica \u2013 e recessione designa una riduzione\u00a0dell\u2019attivit\u00e0 economica misurata dal Pil per almeno due trimestri consecutivi \u2013 dovremmo dire che siamo in\u00a0recessione democratica\u00a0da quarant\u2019anni. Cio\u00e8 da quegli anni \u201870 che sono stati \u2013 nel loro inizio, ma grazie al lavoro preparatorio del decennio precedente \u2013 da un lato un momento di grande diffusione e sviluppo qualitativo della democrazia (Statuto dei lavoratori, riforma del diritto di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":72522,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/DoppioZero.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-mm8","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85940"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=85940"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85940\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85941,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85940\/revisions\/85941"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72522"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=85940"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=85940"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=85940"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}