{"id":85943,"date":"2024-06-12T10:30:10","date_gmt":"2024-06-12T08:30:10","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85943"},"modified":"2024-06-11T17:29:45","modified_gmt":"2024-06-11T15:29:45","slug":"il-non-voto-come-forma-di-opposizione-costituzionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85943","title":{"rendered":"Il non voto come forma di opposizione costituzionale"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Umberto Vincenti)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-85944 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Astensionismo-e-voto_Canva-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Astensionismo-e-voto_Canva-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Astensionismo-e-voto_Canva-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Astensionismo-e-voto_Canva-768x512.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Astensionismo-e-voto_Canva-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Astensionismo-e-voto_Canva.jpg 2000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste elezioni europee \u2013 dell\u2019UE, dell\u2019Europa unita, della\u00a0<em>Renew Europe<\/em>, degli\u00a0<em>Stati Uniti d\u2019Europa<\/em>\u00a0ecc. \u2013 sono un\u2019autentica arlecchinata. Nei vari Stati si \u00e8 votato in date diverse, anche in ore diverse; in certi si \u00e8 votato in un giorno, in altri in mezza giornata o poco pi\u00f9 e in Italia (bella figura \u2026) in due giorni; in alcuni si \u00e8 votato anche per corrispondenza (o simili), in altri (Italia) solo se in presenza, a un seggio, con la scheda elettorale in mano ed esibita per il sacro timbro; e, siccome esistono in UE ancora Stati coloniali, si \u00e8 anche votato per l\u2019Europa in territori d\u2019oltreoceano \u00a0(Caraibi francesi). Quando gli Italiani stavano votando, erano noti e diffusi i risultati dei Paesi che lo avevano gi\u00e0 fatto. Completiamo il\u00a0<em>purpuri<\/em>\u00a0introducendo quest\u2019altro pezzo della mascherata elettorale europea: vi sono Paesi (Belgio, Bulgaria, Cipro, Grecia e Lussemburgo) nei quali vige l\u2019obbligo giuridico del voto, anche se non sanzionato o blandamente sanzionato. Tutto ci\u00f2 vorr\u00e0 dire qualcosa o no circa il sogno europeo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Ora concentriamoci su quel che pi\u00f9 conta \u2013 o che per noi dovrebbe contare di pi\u00f9 \u2013 vale a dire la valenza del voto europeo in Italia. L\u2019astensionismo ha oltrepassato la soglia \u2013 non solo simbolica \u2013 del 50%. Il\u00a0<em>trend<\/em>\u00a0 indica negli anni la progressiva, costante, discesa del numero dei votanti, particolarmente nelle elezioni europee. E il dato va anche arricchito con quel che solitamente non gli si aggiunge per opportunismo: alludo alle schede bianche oppure deliberatamente invalidate. Il\u00a0<em>quantum<\/em>\u00a0conseguente a quest\u2019arricchimento non lo conosciamo ancora. Comunque arrotonderebbe quel 50,4% di astensionismo (anche se si preferisce, retoricamente, dare la notizia riferendosi ai votanti, 49,6%: l\u2019ottimismo del bicchiere mezzo pieno).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Vero che chi vota scheda bianca o invalida la scheda con modalit\u00e0 diverse (e variopinte) pur si reca al sacro seggio: questa presenza non \u00e8 insignificante, ma cela una sorta di rispetto verso le istituzioni o, anche, di timore di venir annotati in qualche lista di \u2018cattivi\u2019 cittadini. Non si sa mai. D\u2019altra parte, anche il non andar al seggio \u2013 la diserzione radicale \u2013 ha motivazioni diverse, che meriterebbero analisi approfondite e, soprattutto, divulgate al livello dell\u2019opinione pubblica. Cos\u00ec uno pu\u00f2 decidere di disertare le urne perch\u00e9 si avverte, pi\u00f9 o meno inconsultamente, slegato dalla comunit\u00e0 o collettivit\u00e0: insomma crede di essere veramente libero e indipendente e si culla di questa mitologia solipsistica. Oppure pu\u00f2 anche darsi che uno se ne stia a casa perch\u00e9 non prova alcun interesse verso la dimensione politico-partecipativa. O ritiene inutile votare perch\u00e9 l\u2019elettore sarebbe quasi un beota strumentalizzato dalle\u00a0<em>elites<\/em>\u00a0che se ne servono. E via di questo passo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Per\u00f2 andiamo indietro negli anni: in Italia nel 1979 vot\u00f2 l\u201985,65%, nel 1984 l\u201982,47%, nel 1989 l\u201981,07%, nel 1994 il 73,60%, nel 1999, il 69,73%, nel 2004 il 71,72%, nel 2009 il 65,05%, nel 2014 il 57,22%, nel 2019 il 56,1%. E questo\u00a0<em>trend<\/em>\u00a0lascia intendere che, se l\u20198 e il 9 giugno, da noi ha votato meno del 50 % non \u00e8 perch\u00e9 siano aumentati a dismisura gli individualisti, i solipsisti, i liberi, gli indipendenti, gli indifferenti, i disinteressati, gli slegati dalla collettivit\u00e0. Costoro ci sono e ci saranno sempre; ma \u00e8 verosimile che essi, pur nella variabilit\u00e0 percentuale (da verificare), costituiscano comunque minoranze esigue, per cos\u00ec dire fisiologiche in qualunque processo elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Allora l\u2019ipotesi pi\u00f9 plausibile \u00e8 che gli astensionisti siano, in larga parte, indotti dalla sfiducia, spesso dal disprezzo, verso le istituzioni \u2013 particolarmente quelle europee \u2013 e, ancor pi\u00f9, verso i rappresentanti. Il non-voto \u2013 espressione pi\u00f9 corretta perch\u00e9 include anche chi vota scheda bianca o la invalida \u2013 manifesta una volont\u00e0 politica anti-sistema, che \u00e8 (molto) comodo menzionare il giorno dopo l\u2019<em>election day<\/em>\u00a0e poi dimenticarsene: un vuoto di memoria che accomuna vittoriosi e sconfitti di qualsiasi tornata elettorale. Ecco il\u00a0<em>leit-motiv<\/em>: errore grave il non-voto perch\u00e9 quelli, gli eletti, se ne infischiano e fanno tranquillamente i loro giochi. Vero: nel contingente, \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Ma dobbiamo anche alzare lo sguardo dalle miserabili imposture del potere e provare a capire meglio, in una prospettiva sia sistemica che storica. Anzitutto dovremmo cominciare con l\u2019evidenziare, data l\u2019ampiezza dell\u2019<em>option<\/em>\u00a0<em>for no votes<\/em>, la sua valenza pi\u00f9 rilevante: tanto pi\u00f9 essa cresce quanto pi\u00f9 \u00e8 in crisi l\u2019assetto politico fondato sulla partecipazione al voto da parte dei cittadini. La crisi \u00e8 indubbiamente del sistema e i\u00a0<em>players<\/em>\u00a0ne possono ben prescindere perch\u00e9 loro continuano a giocare egualmente; ma giocano male e l\u2019indice \u00e8 appunto la lievitazione del non-voto. Ci\u00f2 inficia l\u2019effettivit\u00e0 della democrazia, che non pu\u00f2 prescindere dalla larga partecipazione popolare alle votazioni dei rappresentanti. Sofisticamente o causidicamente si pu\u00f2 anche sostenere \u2013 come si sostiene comunemente \u2013 che la democrazia non \u00e8 in discussione se a tutti sia dato il diritto di votare; e che, se la maggioranza, non votasse \u2013 come non ha votato l\u20198 e il 9 giugno in Italia \u2013 il sistema resta comunque integro e, anzi, funziona regolarmente perch\u00e9 tutti hanno o potevano procurarsi la tessera elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Ma \u00e8 proprio cos\u00ec? No. Si impone una certa misura perch\u00e9 il sistema non solo possa funzionare come una democrazia, ma anche perch\u00e9 possa\u00a0<em>esserlo<\/em>\u00a0in concreto. Non basta che tutti si vedano legittimati alla partecipazione; occorre una maggioranza, aggiungerei corposa, che partecipi. Se al contrario partecipa una minoranza,\u00a0 si affaccia il dubbio circa la legittimazione dello stesso sistema. Se poi a partecipare sia una minoranza via via pi\u00f9 stretta, il sistema non solo evidenzia la sua crisi, ma \u00e8 come insolvente: non \u00e8 pi\u00f9 in grado di adempiere alle obbligazioni di governo che, come sistema democratico, assume verso la comunit\u00e0 o collettivit\u00e0: esso fallisce o si trasforma in qualcosa di diverso, in un altro sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Ci stiamo avviando in questa direzione? Non \u00e8 da escludere, anzi le premesse ci sono tutte. D\u2019altronde, la storia \u00e8 movimento e le cose, come i sistemi politico-costituzionali, cambiano. Ai partiti e ai governanti dell\u2019oggi non interessa minimamente cogliere il movimento della storia, ossessionati come sono dal presentismo e dai loro interessi egoistici di potere e di spartizione del potere. Come oggi siamo ridotti, non potrebbe essere diversamente: chi il potere ce l\u2019ha pensa solo a mantenerlo e chi non ce l\u2019ha a conquistarlo. Il formalismo procedurale, che asservisce le nostre vite illusoriamente libere, \u00e8 l\u00e0 per salvaguardare il sistema anche laddove esso diventasse grottesco. E su questo si confida, da una parte come dall\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Attenzione per\u00f2. Se il popolo continuasse ad estraniarsi, se a votare fosse, che so, il 40 o 30%, la questione difficilmente potrebbe ignorarsi. Allora al non-voto occorre guardare con rispetto ed evitare di perdersi in valutazioni sminuenti: non serve a nulla, decideranno gli altri per te, anche votassero in pochi il sistema andrebbe avanti alla stessa maniera. Non \u00e8 cos\u00ec, almeno una prospettiva di medio-lungo periodo. Il non-voto \u00e8 una prerogativa riconosciuta dal sistema; e, si \u00e8 visto, esso esprime il dissenso. Possiamo concludere, formalizzando, che esso \u00e8 una forma di opposizione costituzionale, il cui intento \u00e8, in larga misura, quello di ricondurre il sistema, ritenuto deviato, sulla retta via. Penso che, in Italia, il non-voto celi la profonda disistima dei rappresentati verso il ceto dei rappresentanti, prima che ancora che verso le ideologie veicolate dal sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0I partiti o movimenti sono in grado di porre rimedio a questa avvertita inidoneit\u00e0 delle persone che incarnano la dirigenza politica. Se lo faranno, \u00e8 possibile che la percentuale dei votanti cresca. Il non-voto sottende la ricerca di un nuovo ordine: lo desidera fortemente. Il primo passo per scongiurare pericoli \u00e8 quello di affidarsi a uomini e donne nuovi, all\u2019altezza in tutti i sensi. Purtroppo, queste ultime elezioni non sembrano averci offerto speranze di tal genere. Anzi, il contrario. \u00a0<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/06\/11\/il-non-voto-come-forma-di-opposizione-costituzionale\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/06\/11\/il-non-voto-come-forma-di-opposizione-costituzionale\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Umberto Vincenti) Queste elezioni europee \u2013 dell\u2019UE, dell\u2019Europa unita, della\u00a0Renew Europe, degli\u00a0Stati Uniti d\u2019Europa\u00a0ecc. \u2013 sono un\u2019autentica arlecchinata. 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