{"id":86,"date":"2009-06-24T09:10:45","date_gmt":"2009-06-24T08:10:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=86"},"modified":"2009-06-24T09:10:45","modified_gmt":"2009-06-24T08:10:45","slug":"geab-36-parte-ii-disoccupazione-di-massa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86","title":{"rendered":"GEAB 36 parte II &#8211; Disoccupazione di massa."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\"><strong>a cura di Cinzia Bernardini.<br \/>\n\t<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>Le tre onde anomale dell&rsquo;estate 2009 &#8211; disoccupazione di massa<br \/>\n\t<\/strong><br \/>\n\tDopo la prima parte gratuita e riassuntiva, Europe2020 si dedica all&rsquo;analisi delle tre onde anomale:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: left\">l&#39;onda della <strong>disoccupazione di massa<\/strong>: tre date di impatto che variano secondo i paesi dell&rsquo;America, dell&rsquo;Europa, dell&rsquo;Asia, del Medio Oriente e dell&#39;Africa<\/li>\n<li style=\"text-align: left\">l&#39;onda che si infrange con <strong>fallimenti in serie<\/strong>: Imprese, banche, Societ&agrave; immobiliari, Stati, regioni, citt&agrave;<\/li>\n<li style=\"text-align: left\">l&#39;onda della <strong>crisi terminale dei Bond US<\/strong>, del dollaro e della sterlina e del ritorno dell&#39;inflazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: left\">In questa seconda parte il focus passa alla prima onda anomala: <strong>la disoccupazione di massa<\/strong>.<br \/>\n\t<strong><br \/>\n\tGEAB 36. Parte II &#8211; L&rsquo;onda della disoccupazione di massa: tre date differenti di impatto in funzione delle nazioni. America, Europa, Asia, Medio Oriente e Africa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">L&rsquo;estate del 2009 sar&agrave; ricordata come il <strong>punto di svolta<\/strong> per quanto riguarda l&rsquo;impatto della disoccupazione sul corso degli eventi della crisi sistemica globale. Infatti, sar&agrave; il momento in cui, invece di una conseguenza della crisi, la disoccupazione in tutto il mondo diventer&agrave; un fattore aggravante.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Naturalmente, questo processo non si svilupper&agrave; n&eacute; allo stesso passo dovunque, n&eacute; con le stesse conseguenze. Comunque, dovunque senza eccezioni, diventer&agrave; una elevata priorit&agrave; sia per il grande pubblico sia per i leader economici.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Secondo LEAP\/E2020, questa ondata di disoccupazione di massa colpir&agrave; le regioni principali del mondo in tre momenti differenti:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: left\">Alla fine dell&rsquo;<strong>estate 2009<\/strong> nel caso di USA, UK, Irlanda e Spagna<\/li>\n<li style=\"text-align: left\">A fine <strong>autunno 2009 <\/strong>nel caso di Cina, Sudest asiatico, Sudamerica, nuovi stati membri dell&rsquo;UE, Turchia, medio Oriente, Africa<\/li>\n<li style=\"text-align: left\">Nell&rsquo;<strong>inverno 2009\/2010<\/strong> nel caso delle nazioni del nocciolo della Zona Euro, pi&ugrave; Danimarca, Svezia e Giappone.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: left\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Il <strong>momento <\/strong>in cui una regione o una nazione viene colpita <strong>dipende da due fattori <\/strong>essenziali: la crescita della disoccupazione stessa; e la <strong>qualit&agrave; degli ammortizzatori sociali<\/strong> nelle regioni \/ nazioni stesse.<\/p>\n<p><strong>A) USA, UK, Irlanda, Spagna: lo shock a fine estate 2009 Stati Uniti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Una cosa certa oggi &egrave; che una prima ondata di<strong> milioni di disoccupati<\/strong>, non pi&ugrave; aventi diritto a benefici assicurativi, colpir&agrave; gli <strong>USA <\/strong>tra Luglio e Settembre 2009. Sono tutte quelle persone che sono state lasciate a casa durante il quarto trimestre del 2008, quando i licenziamenti hanno iniziato a colpire 500.000 persone al mese.<\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">La situazione &egrave; ancora peggiore dal momento che, subito dopo, altre ondate altrettanto grandi seguiranno a fine 2009. Anche le persone pi&ugrave; ottimiste negli USA hanno smesso di credere che l&rsquo;occupazione ripartir&agrave; entro la fine del 2009.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Questo significa che pi&ugrave; di <strong>4 milioni di nuovi disoccupati<\/strong> [&#8230;] aspetteranno Natale con nessuna altra speranza se non i benefit delle assicurazioni sulla disoccupazione, e nessun lavoro all&rsquo;orizzonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Socialmente ed umanamente parlando, &egrave; una tragedia che <strong>eclisser&agrave; rapidamente la Grande Depressione del 1929<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\n<p style=\"text-align: left\">[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>In UK<\/strong>, come in Irlanda e in Spagna, ma in un contesto monetario e politico di gran lunga peggiore, i primi milioni di <strong>disoccupati <\/strong>generati dalla crisi da met&agrave; 2008 in poi giungeranno al <strong>termine <\/strong>o quasi dei loro sussidi di <strong>disoccupazione<\/strong> [&#8230;].<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">In <strong>Spagna <\/strong>in particolare, la cattiva stagione turistica in arrivo (in una nazione dove il turismo &egrave; un settore che crea posti di lavoro in quantit&agrave;) trasformer&agrave; l&rsquo;estate 2009 in un momento drammatico di verit&agrave; per la nazione. <br \/>\n\t[&#8230;] <br \/>\n\tGi&agrave; per settembre 2009 tutte queste nazioni dovranno fronteggiare un problema analogo: come gestire milioni di disoccupati con nessuna prospettiva di lavoro nel medio periodo e nessun sistema sociale efficiente per sostenerli.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Se l&rsquo;<strong>Irlanda<\/strong>, essendo una nazione pi&ugrave; piccola, pu&ograve; sperare di trovare un sostegno efficace nei finanziamenti europei, la dimensione del Regno Unito, cos&igrave; come la molteplicit&agrave; delle crisi che lo stanno colpendo, lascia nessun&rsquo;altra prospettiva che una crisi generale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>B) Cina, Asia e Sudamerica, Russia, nuovi stati dell&rsquo;UE, Turchia, Medio Oriente e Africa: autunno 2009 <\/strong><br \/>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>I leader cinesi<\/strong> sono consapevoli dei pericoli per l&rsquo;ordine politico e sociale della nazione della disoccupazione di massa che continuer&agrave; a salire dopo l&rsquo;estate del 2009. Per questo motivo, il loro piano di stimolo all&rsquo;economia include una ampia sezione dedicata allo sviluppo del loro sistema di sicurezza sociale nelle <strong>campagne<\/strong>. Si stanno convincendo che saranno capaci di evitare il crollo della &ldquo;<strong>paratia <\/strong>socio-politica&rdquo; eretta negli anni 80 del secolo scorso tra una economia di mercato nascente ed il monopolio politico del partito comunista. Sotto il peso di 50-100 milioni di nuovi disoccupati senza pi&ugrave; risorse entro l&rsquo;autunno 2009, questa paratia potrebbe <strong>improvvisamente <\/strong>cedere.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>Nel sudest asiatico<\/strong>, dove i sistemi sociali sono embrionali, avranno uno shock analogo entro l&rsquo;autunno del 2009, in uno scenario di esportazioni in calo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>Finora, l&rsquo;America Latina<\/strong> ha fronteggiato meglio la crisi, ma le condizioni globali e le chiusure delle principali aziende esportatrici di materie prime dovrebbe prendere piede nella regine nell&rsquo;autunno del 2009. Il livello dell&rsquo;integrazione regionale non &egrave; ancora sufficiente per sostenere una domanda globale sempre pi&ugrave; debole.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>In Russia<\/strong> si preferisce non pagare i salari piuttosto che licenziare in massa. Questo metodo aiuta a mantenere il tasso di disoccupazione ufficiale sotto controllo pi&ugrave; a lungo. [&#8230;] questa &ldquo;soluzione&rdquo; non &egrave; sostenibile nel lungo periodo&#8230; a meno che il prezzo del petrolio schizzi a 100 dollari al barile entro l&rsquo;estate 2009 (sempre se il dollaro non crolla nel frattempo) e i benefici derivanti siano massicciamente impiegati per pagare i salari statali.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>I nuovi stati dell&rsquo;UE<\/strong> avranno massiccia disoccupazione nell&rsquo;autunno del 2009. I loro sistemi di protezione sociale sono stati ridotti da un decennio di &ldquo;adattamenti&rdquo; forzati ai dogmi neoliberali.<\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>Nel Medio Oriente <\/strong>(e nel mondo arabo in generale), la disoccupazione diventer&agrave; un fenomeno esplosivo dopo l&rsquo;estate 2009. Anche le ricche nazioni del Golfo raggiungeranno il limite dei loro sistemi di &ldquo;welfare&rdquo;una volta che andranno in frantumi tutti i sogni di sviluppo economico basato sulla previsioni di un mondo che nel 2008 &egrave; scomparso (Dubai &egrave; l&rsquo;esempio pi&ugrave; tragico).<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>Africa.<\/strong> Che sia direttamente o indirettamente integrata con la zona economica europea, come il Nord Africa o come l&rsquo;Africa nera, collegata all&rsquo;Europa grazie ai flussi migratori, comunque avr&agrave; un improvviso picco di disoccupazione nell&rsquo;autunno del 2009, come conseguenza di una recessione persistente in EU. <br \/>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>C) Blocco Zona Euro, Danimarca, Svizzera, Svezia, Canada e Giappone: inverno 2009 \/ 2010 <\/strong><br \/>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Solo una <strong>manciata <\/strong>di nazioni sono protette fino al quarto trimestre del 2009 dalle peggiori conseguenze della disoccupazione di massa. Sono stati i cui ammortizzatori sociali e sistemi sociali sono i pi&ugrave; avanzati, come Germania, Francia, Olanda, la Scandinavia, Canada e Giappone (NDFC: l&#39;Italia non &egrave; citata). <br \/>\n\tFinora, la crescita della disoccupazione &egrave; stata <strong>sostanzialmente inferiore<\/strong> alle altre nazioni sviluppate. <br \/>\n\tTuttavia, in queste nazioni il processo sta <strong>raggiungendo i limiti finanziari<\/strong> in termini di volume (durata e numero delle richieste di sussidio). Dall&rsquo;estate 2009 in poi, il numero dei nuovi disoccupati inizier&agrave; a <strong>crescere <\/strong>in modo significativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Poi , a fine 2009, i primi milioni di disoccupati lasciati a casa a fine 2008 non avranno pi&ugrave; diritto ai sussidi, sovraccaricando i sistemi sociali e provocando squilibri ulteriori nei bilanci dei sistemi di protezione sociale. <br \/>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Articolo originale: &quot;<a href=\"http:\/\/informazionescorretta.blogspot.com\/2009\/06\/disoccupazione-di-massa-geab-36-parte.html\">Disoccupazione di massa &#8211; GEAB 36 parte II<\/a>&quot;<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Fonte: <a href=\"http:\/\/informazionescorretta.blogspot.com\/\">informazione scorretta<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Cinzia Bernardini. 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