{"id":86034,"date":"2024-06-18T09:00:20","date_gmt":"2024-06-18T07:00:20","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86034"},"modified":"2024-06-18T08:33:28","modified_gmt":"2024-06-18T06:33:28","slug":"il-mio-appello-al-popolo-di-israele-liberatevi-liberando-la-palestina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86034","title":{"rendered":"Il mio appello al popolo di Israele: Liberatevi liberando la Palestina"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GLI ASINI (Desmond Tutu)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/wp-content\/uploads\/PIS20003_014-1024x684.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"684\" \/><\/p>\n<div class=\"entry_content\">\n<div class=\"the_content\">\n<div class=\"hentry\">\n<p>Ripubblichiamo un pezzo pubblicato su Gli asini nel 2022, a riprova di una storia di lunga durata.<\/p>\n<p><em>Per ricordare la figura di Desmond Tutu, scomparso il 26 dicembre scorso, pubblichiamo il suo appello al Popolo di Israele contro l\u2019apartheid nei territori palestinesi occupati. Uscito nel 2014, sul quotidiano israeliano \u201cHaaretz\u201d, fu lanciato a sostegno del movimento non violento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions) promosso dal Comitato Nazionale palestinese affinch\u00e9 Israele rispettasse gli obblighi derivanti dalle leggi internazionali. Tra i quali: il ritiro dai territori occupati, lo smantellamento della barriera di separazione della West Bank, la completa uguaglianza per i cittadini arabi palestinesi in Israele e il rispetto dei diritti dei rifugiati palestinesi. Il movimento era, non a caso, ispirato al modello anti-apartheid del Sud Africa. Bench\u00e9 il termine apartheid nei riguardi delle politiche israeliane sui palestinesi fosse stato gi\u00e0 utilizzato da Jimmy Carter nel famoso bestseller del 2006, Palestine Peace not Apartheid, suscitando critiche e proteste, la lotta non violenta appoggiata da Desmond Tutu avrebbe fin da subito acquistato una risonanza mondiale grazie alla sua autorit\u00e0 morale non solo nella lotta contro il regime sud africano, a fianco di Nelson Mandela, ma per il ruolo che egli ebbe nell\u2019istituzione della Commissione per la Riconciliazione e il Perdono che raccolse le esperienze e le memorie sia delle vittime sia degli aguzzini. Una vera e propria rivoluzione culturale e politica. La Commissione aveva imposto la verit\u00e0 senza rimozioni. Verit\u00e0 che, per Tutu sulla scia di Gandhi, vale per le vittime pi\u00f9 della vendetta. Si trattava di una riparazione simbolica dove perdonare significava riallacciare i vissuti, riconciliarsi per dire: \u201cmai pi\u00f9\u201d. (Aurora Caredda)<\/em><\/p>\n<p>Le scorse settimane hanno visto a una mobilitazione senza precedenti della societ\u00e0 civile a livello mondiale contro l\u2019ingiustizia della risposta sproporzionatamente brutale di Israele al lancio di missili dalla Palestina.<br \/>\nSe si mettono insieme tutte le persone che hanno manifestato, l\u2019ultimo fine settimana, per chiedere giustizia in Israele e Palestina \u2013 a Citt\u00e0 del Capo, a Washington D.C. a New York, New Delhi, Londra, Dublino e Sidney e in molte altre citt\u00e0 \u2013 questa \u00e8 stata verosimilmente la pi\u00f9 grande e attiva levata di scudi di cittadini intorno a una singola causa, come mai nella storia del mondo.<br \/>\nUn quarto di secolo fa, ho partecipato ad alcune manifestazioni, molto sentite, contro l\u2019apartheid. Mai avrei immaginato che avremmo visto ancora manifestazioni di tale portata, ma l\u2019altro sabato, l\u2019affluenza a Citt\u00e0 del Capo era altrettanto grande, se non pi\u00f9 grande. Tra i partecipanti, giovani e anziani, musulmani, cristiani, ebrei, induisti, buddisti, agnostici, atei, neri, bianchi, rossi e verdi\u2026 .come ci si aspetterebbe da una nazione vibrante, tollerante e multiculturale.<\/p>\n<p>Ho chiesto alla folla di scandire con me: \u201cNoi siamo contro l\u2019ingiustizia della occupazione illegale della Palestina. Noi siamo contro le uccisioni indiscriminate a Gaza. Noi siamo contro le offese inflitte ai palestinesi ai check-point e ai blocchi stradali. Noi siamo contro la violenza perpetrata da tutte le parti. Ma noi non siamo contro gli ebrei\u201d.<br \/>\nAll\u2019inizio della settimana, ho chiesto di sospendere Israele dall\u2019Unione internazionale degli architetti che si riuniva in Sud Africa. Mi sono appellato alle sorelle e ai fratelli israeliani presenti alla conferenza perch\u00e9 si dissociassero attivamente, loro e la loro associazione professionale, dalla progettazione e costruzione di infrastrutture collegate alla perpetuazione dell\u2019ingiustizia, come la barriera di separazione, le stazioni di sicurezza e check-point, e gli insediamenti costruiti sulla terra occupata della Palestina.<br \/>\nHo detto loro: \u201cVi imploro di riportare questo messaggio in patria: per favore invertite l\u2019ondata di violenza e odio unendovi al Movimento non violento che chiede giustizia per tutti i popoli della regione \u201c.<br \/>\nNelle ultime settimane, pi\u00f9 di 1.600.000 persone nel mondo hanno aderito al movimento non violento che fa capo a una campagna AVAAZ chiedendo alle societ\u00e0 che traggono profitti dall\u2019occupazione israeliana e\/o sono implicate nelle violenze e nella repressione dei palestinesi di ritirarsi. La campagna aveva come obiettivi specifici il fondo pensionistico olandese ABP; Barclays Bank; l\u2019azienda fornitrice di sistemi di sicurezza G4S; la compagnia di trasporti francese Veolia; la societ\u00e0 Hewlett Packard e il produttore di bulldozer Caterpillar.<br \/>\nIl mese scorso 17 governi UE hanno sollecitato i loro cittadini a evitare di avere relazioni commerciali e investimenti negli insediamenti israeliani illegali.<\/p>\n<p>Recentemente siamo stati testimoni del ritiro di decine di milioni di euro dalle banche israeliane da parte dei Fondi pensione olandesi, PGGM; il disinvestimento dalla societ\u00e0 G4S della Fondazione Melinda Gates; la Chiesa presbiteriana americana ha disinvestito una quota stimata in 21 milioni di dollari da HP, da Motorola Solutions e da Caterpillar. Si tratta di un movimento che sta crescendo.<br \/>\nLa violenza genera violenza e odio che, a loro volta, generano ancor pi\u00f9 violenza e odio.<br \/>\nNoi sudafricani conosciamo la violenza e l\u2019odio. Comprendiamo il tormento derivante dall\u2019essere i reietti del mondo; quando sembra che nessuno capisca o sia disponibile a sentire il nostro punto di vista. \u00c8 da l\u00ec che veniamo.<br \/>\nNoi conosciamo anche i benefici che il dialogo tra i nostri leader ci ha infine portato; quando fu tolto il bando dalle organizzazioni chiamate \u201cterroriste\u201d e i loro leader, incluso Nelson Mandela, vennero liberati dalla prigione, dalla messa al bando e dall\u2019esilio.<br \/>\nNoi sappiamo che quando i nostri leader iniziarono a parlarsi, il fondamento logico della violenza, che aveva distrutto la nostra societ\u00e0, si dissolse e scomparve. Ci furono all\u2019inizio atti di terrorismo perpetrati dopo il negoziato \u2013 come attacchi a una chiesa o a un pub \u2013 ma vennero quasi universalmente condannati e il partito ritenuto responsabile venne bocciato alle urne.<br \/>\nL\u2019euforia che segu\u00ec alla nostra partecipazione per la prima volta al voto non fu appannaggio soltanto dei neri sudafricani. Il vero trionfo del nostro pacifico accordo fu che tutti ci sentimmo inclusi.<br \/>\nE pi\u00f9 tardi, quando promulgammo una Costituzione cos\u00ec compassionevole e inclusiva che Dio ne sarebbe potuto essere orgoglioso, noi tutti ci sentimmo liberati.<br \/>\nNaturalmente, aiut\u00f2 molto avere una squadra di leader straordinari.<br \/>\nMa ci\u00f2 che, alla fine, costrinse questi leader a sedersi attorno a un tavolo negoziale, fu la miscela di strumenti non violenti e convincenti, che erano stati ideati per isolare il Sud Africa economicamente, accademicamente, culturalmente e psicologicamente.<br \/>\nAd un dato momento, il punto critico che convinse il governo di allora fu che i costi derivanti dal tentativo di preservare l\u2019apartheid sopravanzavano i vantaggi. Il ritiro delle relazioni commerciali delle societ\u00e0 multinazionali, con una coscienza, con il Sud Africa, negli anni 80, fu essenzialmente una delle leve chiave che mise lo Stato dell\u2019apartheid in ginocchio senza spargimento di sangue.<br \/>\nQueste societ\u00e0 capirono che contribuendo all\u2019economia del Sud Africa, contribuivano alla conservazione di un ingiusto status quo.<br \/>\nColoro che continuano a fare affari con Israele, che contribuiscono a dare un senso di \u201cnormalit\u00e0\u201d alla societ\u00e0 israeliana, rendono un cattivo servizio ai popoli di Israele e della Palestina. Contribuiscono alla perpetuazione di uno status quo profondamente iniquo.<br \/>\nQuelli che contribuiscono a un temporaneo isolamento di Israele stanno dicendo che israeliani e palestinesi hanno entrambi diritto alla dignit\u00e0 e alla pace.<\/p>\n<p>In definitiva, gli eventi di Gaza degli ultimi mesi saranno il banco di prova per chi crede nel valore degli esseri umani.<br \/>\nSta diventando sempre pi\u00f9 chiaro che politici e diplomatici sono incapaci di trovare risposte e che la responsabilit\u00e0 di negoziare una soluzione durevole alla crisi in Terra Santa spetta alla societ\u00e0 civile e allo stesso popolo di Israele e Palestina.<br \/>\nOltre che dalla devastazione di Gaza, le persone per bene nel mondo, inclusi molti israeliani, sono state profondamente turbate dalle violazioni quotidiane della dignit\u00e0 umana e della libert\u00e0 di movimento a cui i palestinesi sono soggetti ai check-point e ai blocchi stradali. E le politiche israeliane di occupazione illegale e la costruzione di una zona cuscinetto di insediamenti su terre occupate aggravano le difficolt\u00e0 di ottenere in futuro un accordo che sia accettabile per tutti.<\/p>\n<p>Lo Stato di Israele si sta comportando come se non ci fosse un domani. Il suo popolo non vivr\u00e0 vita pacifica e sicura che desidera \u2013 e a cui ha diritto. Perch\u00e9 i suoi leader perpetuano le condizioni che sostengono il conflitto.<br \/>\nHo condannato quelli che in Palestina sono responsabili del lancio di missili e razzi su Israele. Stanno gettando benzina sulle fiamme dell\u2019odio. Mi oppongo a tutte le manifestazioni di violenza. Ma dobbiamo essere molto chiari su un punto: il popolo palestinese ha diritto di lottare per la sua libert\u00e0 e dignit\u00e0. \u00c8 una lotta che ha il sostegno di molti in tutto il mondo.<br \/>\nNon esistono problemi creati dall\u2019uomo che non siano affrontabili quando gli esseri umani mettono insieme le loro intelligenze con il desiderio sincero di superarli. La pace richiede che i popoli di Israele e di Palestina riconoscano l\u2019essere umano in loro stessi e nell\u2019altro per capire la loro interdipendenza.<\/p>\n<p>Missili, bombe e rozze invettive non sono parte della soluzione. Non esiste una soluzione militare. La soluzione \u00e8 pi\u00f9 facile che arrivi dalla scatola degli attrezzi non violenti che abbiamo sviluppato in Sud Africa negli anni Ottanta, che persuada il governo della necessit\u00e0 di cambiare le sue politiche. La ragione di questi strumenti \u2013 boicottaggio, sanzioni e disinvestimenti \u2013 che si sono rivelati di comprovata efficacia, era che essi avevano il supporto di una massa critica, sia interna che esterna al Paese.<br \/>\nIl tipo di supporto di cui siamo stati testimoni intorno al mondo, nelle settimane recenti, nei confronti della Palestina.<br \/>\nIl mio appello al popolo di Israele \u00e8 di guardare al di l\u00e0 del momento. Vedere oltre la rabbia e al sentirsi perpetuamente sotto assedio, vedere un mondo nel quale Israele e Palestina possano coesistere, un mondo dove regnino dignit\u00e0 e rispetto. Ci\u00f2 richiede il rovesciamento di un atteggiamento mentale. Un atteggiamento mentale che riconosca che il tentativo di perpetuare lo status quo equivale a condannare le future generazioni alla violenza e all\u2019 insicurezza. Un atteggiamento mentale che metta fine, per quanto concerne le critiche legittime alla politica statale, a quell\u2019atteggiamento che le considera come un attacco al giudaismo. Un cambiamento di atteggiamento mentale che inizia in casa e matura nelle comunit\u00e0, nazioni, regioni, fino alla Diaspora sparsa per il mondo che condividiamo. L\u2019unico mondo che condividiamo. I popoli uniti dal perseguimento di una giusta causa sono invincibili. Dio non interferisce negli affari del popolo, spera che cresceremo imparando a risolvere le nostre difficolt\u00e0 e differenze da soli. Ma Dio non dorme. Le scritture ebraiche ci dicono che Dio ha propensione per il debole e lo spossessato, la vedova, l\u2019orfano, l\u2019alieno che libera gli schiavi in un esodo verso la Terra Promessa. Fu il profeta Amos che disse che dovremmo lasciare fluire la rettitudine come un fiume.<\/p>\n<p>Il bene alla fine prevale. Il perseguimento della libert\u00e0 per il popolo di Palestina dalle umiliazioni e persecuzioni delle politiche di Israele \u00e8 una giusta causa. \u00c8 una causa che il popolo di Israele dovrebbe sostenere.<br \/>\n\u00c8 noto che Nelson Mandela affermava che non si sarebbe sentito libero finch\u00e9 la Palestina non fosse stata libera. Egli avrebbe potuto aggiungere che la liberazione della Palestina avrebbe liberato anche Israele.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/il-mio-appello-al-popolo-di-israele-liberatevi-liberando-la-palestina\/\">https:\/\/gliasinirivista.org\/il-mio-appello-al-popolo-di-israele-liberatevi-liberando-la-palestina\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI ASINI (Desmond Tutu) Ripubblichiamo un pezzo pubblicato su Gli asini nel 2022, a riprova di una storia di lunga durata. 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