{"id":86038,"date":"2024-06-18T11:20:25","date_gmt":"2024-06-18T09:20:25","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86038"},"modified":"2024-06-18T09:52:07","modified_gmt":"2024-06-18T07:52:07","slug":"la-differenza-tra-bene-e-merce-una-critica-alla-societa-dei-consumi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86038","title":{"rendered":"La differenza tra bene e merce: una critica alla societ\u00e0 dei consumi"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Lorenzo Gironacci)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=910x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i7bd8c1bee8d2c3f1\/version\/1718179511\/image.jpg\" width=\"265\" height=\"265\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00abIl consumismo, in netto contrasto con le precedenti forme di vita, associa la felicit\u00e0 non tanto alla SODDISFAZIONE dei bisogni(come tendono a far credere le sue \u201ccredenziali ufficiali\u201d), ma piuttosto alla costante crescita della QUANTIT\u00c0 e dell&#8217;INTENSIT\u00c0 dei desideri, il che implica a sua volta il rapido utilizzo e la rapida sostituzione degli oggetti con cui si pensa e si spera di soddisfare quei desideri\u00bb. Cos\u00ec scrive il sociologo Zygmunt Bauman nel suo libro<\/em>\u00a0Consumo, quindi sono<em>. Il titolo del suo libro \u00e8 il punto di partenza per questo articolo: per un&#8217;efficace analisi della condizione della persona occidentale del ventunesimo secolo \u00e8 imprescindibile uno sguardo critico sul tema del consumismo e dell&#8217;offerta dei prodotti.<\/em><\/p>\n<div id=\"cc-m-12059748477\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>Gi\u00e0 Karl Marx, nella sua opera\u00a0<em>Il capitale<\/em>, descriveva il capitalismo come\u00a0<strong>un&#8217;immane raccolta di merci.<\/strong>\u00a0L&#8217;utilizzo del termine &#8220;merce&#8221; non \u00e8 casuale:\u00a0<strong>con esso, il filosofo tedesco intende sottolineare la forma che un qualsiasi prodotto assume nell&#8217;assetto capitalista, che non \u00e8 quella di &#8220;bene&#8221; ma, appunto, di &#8220;merce&#8221;.<\/strong>\u00a0Proprio tale distinzione, a mio avviso, \u00e8 di fondamentale rilievo per capire l&#8217;inganno della nostra societ\u00e0 dei consumi. Il termine &#8220;bene&#8221; deriva dalla parola latina\u00a0<em>bonum,<\/em>\u00a0cio\u00e8 buono, necessario, in ultima istanza, UTILE.\u00a0<strong>La teoria classica dell&#8217;utilit\u00e0, in politica economica, afferma proprio una certa equivalenza tra consumo (del bene) e soddisfazione, cio\u00e8 felicit\u00e0. In questo senso, il benessere (individuale o collettivo) deriva dal consumo del bene,<\/strong>\u00a0inteso come mezzo fondamentale per rispondere alle esigenze umane.\u00a0<strong>Al contrario, il termine &#8220;merce&#8221; \u00e8 da intendersi in senso negativo, poich\u00e9 fa riferimento a ci\u00f2 che Marx definisce il &#8220;valore di scambio&#8221; del prodotto, cio\u00e8 il suo essere semplicemente strumento di guadagno e non di effettivo soddisfacimento di un bisogno.<\/strong>\u00a0In ultima analisi: &#8220;bene&#8221; \u00e8 un prodotto utile per rispondere alle esigenze umane, &#8220;merce&#8221; \u00e8 invece il prodotto spogliato dal suo valore d&#8217;uso e concepito solamente come mezzo di arricchimento.<\/p>\n<p>Acquisita tale distinzione, \u00e8 necessario domandarsi: cosa troviamo oggi nel mercato? Ci offre beni, cio\u00e8 cose utili, o merci, cio\u00e8 cose futili che alimentano la nostra fame di consumo? E qual \u00e8 la linea che divide nell&#8217;offerta dei prodotti questi due realt\u00e0? Si potrebbe rispondere che una verdura \u00e8 sicuramente un bene, mentre magari un pacchetto di patatine \u00e8 una merce in senso capitalistico, poich\u00e9 non \u00e8 in grado di rispondere a un&#8217;effettiva esigenza umana di nutrimento. In questo caso, la distinzione appare netta, ma nella realt\u00e0 quotidiana \u00e8 difficile tracciare una precisa linea di demarcazione. Inoltre, la differenziazione terminologica proposta in precedenza implica ulteriori domande: chi decide cosa \u00e8 una merce e cosa \u00e8 un bene? Queste due figure possono coesistere nello stesso prodotto? Qual \u00e8 il rapporto tra bisogno individuale-personale e i bisogni fondamentali-collettivi del genere umano?<\/p>\n<p>A complicare ulteriormente il dilemma quotidiano sul &#8220;cosa consumare&#8221; si inseriscono le dinamiche pubblicitarie, le quali, agendo perennemente sulla nostra psiche, influenzano le nostre scelte e le allontanano da un loro sviluppo puramente razionale-utilitaristico. D&#8217;altronde \u00e8 pi\u00f9 convincente, in filosofia come in economia, il modello antropologico di\u00a0<em>homo psychologicus<\/em>, cio\u00e8 un individuo che si lascia parzialmente guidare e che non ha una volont\u00e0 di ferro, piuttosto dell&#8217;<em>homo oeconomicus<\/em>, cio\u00e8 una persona in grado di controllarsi perfettamente e calcolare al dettaglio le proprie necessit\u00e0. Proprio a causa della limitata razionalit\u00e0 dell&#8217;uomo, la pubblicit\u00e0 \u00e8 in grado di direzionarlo verso scelte che, in assenza di influenze esterne, non avrebbe compiuto. Per difendersi dal labirinto di inganni della societ\u00e0 del consumo, \u00e8 bene avere a mente la seguente dicotomia:\u00a0<em>comfort goods<\/em>\u00a0e\u00a0<em>stimulation goods<\/em>, una suddivisione proposta dall&#8217;economista T. Scitovsky nel suo libro\u00a0<em>The joyless economy<\/em>.\u00a0Scitovsky\u00a0afferma che la prima categoria di prodotti fornisce un piacere immediato e aleatorio, che tocca il suo apice nel momento stesso del consumo ma che, al contempo, provoca assuefazione e noia. Alcuni esempi possono essere i beni di lusso oppure i cosiddetti\u00a0<em>comfort food<\/em>. La seconda categoria, al contrario, si distingue per i suoi effetti benefici duraturi, &#8220;stimolanti&#8221;, appunto, che hanno un impatto positivo sull&#8217;esistenza dell&#8217;individuo, come l&#8217;attivit\u00e0 musicale e sportiva oppure la stessa amicizia. Oltre che nei risultati, la differenziazione di questi due tipi di bene riposa sulla loro accessibilit\u00e0: mentre \u00e8 &#8220;facile&#8221; acquisire prodotti della prima categoria, possedere &#8220;beni stimolanti&#8221; richiede tempo, fatica e costante applicazione. Basti pensare all&#8217;impegno richiesto per mantenere una vera relazione di amicizia in confronto al semplice e inconsistente scambio online sulle piattaforme di messaggistica istantanea. T.Scitovsky, inoltre, aggiunge anche che il mercato tende a offrire dei\u00a0<em>comfort good<\/em>\u00a0mascherandoli al pubblico come\u00a0<em>stimulation good<\/em><em>s<\/em>,\u00a0cio\u00e8 perpetrando un&#8217;illusione di una felicit\u00e0 piena e duratura accessibile con il minimo sforzo; esperienza, questa, umanamente impossibile.\u00a0<strong>Ogni conquista intensa e duratura , sia dello spirito sia materiale, si ottiene attraverso un elevato grado di fatica e riflessione: la felicit\u00e0, come l&#8217;amore e l&#8217;amicizia, non differisce da questa dinamica.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12059748977\" class=\"j-module n j-textWithImage \">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-1\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-textwithimage-image-12059748977\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=275x1024:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i0e0d3060c05eb480\/version\/1718179939\/image.jpg\" alt=\"Z. Bauman (1925-2017)\" data-src-width=\"806\" data-src-height=\"1047\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=275x1024:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i0e0d3060c05eb480\/version\/1718179939\/image.jpg\" data-image-id=\"7776592577\" \/><figcaption>Z. Bauman (1925-2017)<\/figcaption><\/figure>\n<div>\n<div id=\"cc-m-textwithimage-12059748977\" class=\"cc-m-textwithimage-inline-rte\" data-name=\"text\" data-action=\"text\">\n<p style=\"text-align: justify\">Avendo descritto questi quattro tipi di prodotto (merce, bene, bene stimolante, bene di comfort), \u00e8 bene ricordare che queste sono categorie concettuali, che difficilmente possono essere applicate in maniera integrale alla realt\u00e0 empirica. Ovviamente,\u00a0<strong>un prodotto non \u00e8 mai un bene totalmente stimolante o totalmente di comfort, per questo sta a noi, ogni volta che entriamo in un supermercato o in un qualsiasi punto commerciale, essere coscienti e domandarci di cosa pu\u00f2 farci effettivamente bene, sia a livello corporale che spirituale, rigettando chi vende felicit\u00e0 immediata a basso prezzo.<\/strong>\u00a0Il capitalismo ha il grande merito di aver sviluppato forze produttive e benessere(almeno in alcune aree del mondo), ma contiene in s\u00e9 una particolare fallacia: la capacit\u00e0 di soddisfare pienamente i bisogni naturali ed essenziali e quindi la moltiplicazione di desideri inconsistenti, che si accompagna alla produzione industriale di prodotti intrinsecamente inutili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per concludere, ritorno al titolo del libro di Bauman\u00a0<em>Consumo, dunque sono<\/em>.\u00a0<strong>Tale affermazione sembra incontestabile: io sono ci\u00f2 che consumo, ci\u00f2 di cui mi nutro, ci\u00f2 a cui presto la mia attenzione e dedico il mio tempo.<\/strong>\u00a0Forzando verso l&#8217;estremo tale concetto, si potrebbe forse affermare che\u00a0<strong>il consumare una merce ci rende un prodotto a sua volta, un qualcosa da essere scambiato e utilizzato.<\/strong>\u00a0Proprio la velocit\u00e0 in costante crescita della moltiplicazione dei nostri desideri e della loro effimera felicit\u00e0 fornita istantaneamente mina l&#8217;autonomia dell&#8217;individuo.\u00a0<strong>L&#8217;indipendenza, la ragione, la capacit\u00e0 di riflettere sono peculiarit\u00e0 squisitamente umane che ci permettono di affrancarci parzialmente da una condotta di vita puramente istintuale, tipica del mondo animale. Allora, \u00e8 d&#8217;obbligo fermarsi, almeno per un secondo, e sgomberare la mente da automatismi e inganni: sentite quanto \u00e8 bello questo attimo di verit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2024-1\/giugno\/la-differenza-tra-bene-e-merce-critica-alla-societ%C3%A0-del-consumi\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2024-1\/giugno\/la-differenza-tra-bene-e-merce-critica-alla-societ%C3%A0-del-consumi\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Lorenzo Gironacci) \u00abIl consumismo, in netto contrasto con le precedenti forme di vita, associa la felicit\u00e0 non tanto alla SODDISFAZIONE dei bisogni(come tendono a far credere le sue \u201ccredenziali ufficiali\u201d), ma piuttosto alla costante crescita della QUANTIT\u00c0 e dell&#8217;INTENSIT\u00c0 dei desideri, il che implica a sua volta il rapido utilizzo e la rapida sostituzione degli oggetti con cui si pensa e si spera di soddisfare quei desideri\u00bb. Cos\u00ec scrive il sociologo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":111,"featured_media":56601,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/La-Gazzetta-filosofica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-mnI","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86038"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/111"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=86038"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86038\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86039,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86038\/revisions\/86039"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/56601"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=86038"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=86038"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=86038"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}