{"id":86043,"date":"2024-06-19T10:30:04","date_gmt":"2024-06-19T08:30:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86043"},"modified":"2024-06-18T18:02:25","modified_gmt":"2024-06-18T16:02:25","slug":"astensione-di-massa-e-vincolo-esterno-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86043","title":{"rendered":"Astensione di massa e vincolo esterno"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Geminello Preterossi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/191215661-86a73d6e-3c14-4c36-8f21-25c5141cebdb.jpg\" width=\"320\" height=\"180\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il vero dato politico delle elezioni europee, per quello che riguarda l\u2019Italia, \u00e8 la vastissima astensione: non era mai successo in queste proporzioni. \u00c8 il segno di una crisi radicale di legittimazione, le cui cause profonde andrebbero indagate, invece di fermarsi alla superficie (come avviene nei talk show televisivi, ma anche in quello che resta dei giornali, tranne rarissime eccezioni). Il minimo che si pu\u00f2 dire \u00e8 che il popolo italiano nella sua maggioranza non ha raccolto l\u2019appello di Mattarella a \u201cconsacrare\u201d la \u201csovranit\u00e0 europea\u201d nel rito elettorale. Un invito retorico, emotivo, perci\u00f2 forzato e precario in quanto non fondato sul piano concettuale e dottrinale: l\u2019UE non \u00e8 uno Stato (n\u00e9 nazionale n\u00e9 federale), quindi non pu\u00f2 possedere alcuna sovranit\u00e0. L\u2019UE \u00e8 una strana costruzione tecnocratica, finanziaria e giurisdizionale, vocata prevalentemente ai dogmi mercatisti neo- e ordoliberali, frutto di accordi internazionali i cui \u201csignori\u201d continuano a essere, logicamente, gli Stati (i quali infatti possono recedere da quegli accordi, come si \u00e8 visto con la Brexit). Un\u2019istituzione a bassa intensit\u00e0 politica, dominata dai particolarismi, senza una visione unitaria (ma subalterna alla NATO); un costrutto \u201chayekiano\u201d, funzionale a presidiare il vincolo esterno mercatista (e atlantista), a disciplinare i pi\u00f9 deboli ma in generale i riottosi, che si ostinino eventualmente a credere nell\u2019autonomia della politica, nella legittimit\u00e0 del conflitto sociale, nella sua proiezione democratica.\u00a0L\u2019UE ha nel Consiglio dei Capi di Stato e di governo (statali) la propria camera di compensazione politica degli interessi nazionali, e nella BCE il proprio custode dell\u2019ortodossia monetaria ordoliberale, simboleggiata dall\u2019euro (una moneta senza Stato: cio\u00e8 un paradosso che non pu\u00f2 funzionare, perch\u00e9 alla lunga ha costi sociali e democratici insostenibili). In tale contesto, il Parlamento europeo, non casualmente, non \u00e8 un vero Parlamento legislatore, quindi non garantisce un\u2019autentica legittimazione democratica. Il Trattato di Lisbona, bench\u00e9 strumentalmente definito \u201ccostituzionale\u201d,\u00a0 non \u00e8 affatto una \u201ccostituzione\u201d, ed \u00e8 subentrato al fallimento di quella che fu presentata come una costituzione (non lo era), bocciata da alcuni popoli europei (francesi e olandesi): per tutta risposta, l\u2019eurocrazia ha fatto finta di niente cambiando di nome alla costituzione, riconoscendo di fatto che si trattava di un trattato (quindi soggetto a ratifica internazionale, non al vaglio di un potere costituente), appiccicandoci addosso la qualifica di \u201ccostituzionale\u201d a fini propagandistici, tanto per ingenerare \u00a0ancora pi\u00f9 opacit\u00e0 e confusione. Parlare di \u201cEuropa sovrana\u201d (come fanno Padoan e Guerrieri in un recente volume Laterza) \u00e8 una contraddizione in termini: segno o di ignoranza (giuridica, politica e storica), o di un atteggiamento \u201cwishful thinking\u201d senza costrutto n\u00e9 fondamenta reali; insomma, l\u2019ennesima commedia degli inganni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La defezione democratica degli italiani \u00e8 avvenuta per buone ragioni. I ceti popolari, i poveri ma anche un pezzo di ceto medio inferiorizzato hanno capito benissimo che votare non serve a niente: del resto, non ci era stato spiegato anni fa da Draghi? Votate, votate, tanto \u201cc\u2019\u00e8 il pilota automatico\u201d. Ovvero, l\u2019agenda \u00e8 predeterminata, non c\u2019\u00e8 niente di sostanziale su cui confliggere e decidere, niente che possa essere cambiato. \u201cThere is no Alternative\u201d, appunto: nichilismo neoliberista in atto, su scala europea. Ne consegue che viviamo in un \u201cnulla di politica\u201d. La politica in Italia oggi semplicemente non c\u2019\u00e8, \u00e8 Vannacci o Soumahoro: pertanto nulla pu\u00f2 accadere di rilevante alle elezioni, se non una poderosa secessione democratica (la quale non pu\u00f2 impedire, almeno per ora, una infima, miserabile riproduzione di ceto politico parassitario e autoreferenziale). Il nulla di politica (che \u00e8 anche un nulla di cultura e di eticit\u00e0) nel quale siamo precipitati ha delle cause, che andrebbero indagate seriamente. La causa prima sta nel dominio assoluto del vincolo esterno al quale le cosiddette\u00a0<em>\u00e9lites<\/em>\u00a0del Paese ci hanno consegnati nel 1992\/93, producendo un fallimento politico, economico, sociale senza precedenti. Siamo dunque a valle di una frana epocale, che rischia di sfociare in una vera e propria catastrofe morale e civile. L\u2019Italia vive una doppia crisi: una interna, l\u2019altra esterna. Il problema italiano si colloca cio\u00e8 nel quadro della pi\u00f9 generale crisi dell\u2019Occidente devastato dal neoliberismo terminale e dalle aporie della globalizzazione, che ne hanno prodotto la crisi. Non \u00e8 un caso che il fantasma della guerra totale stia l\u00ec a ricordarcelo. Tanto che possiamo chiederci, legittimamente:\u00a0<a href=\"https:\/\/facebook.com\/events\/s\/chi-siamo-noi-il-destino-delli\/362957283041667\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">chi siamo noi, oggi? Esistiamo ancora, politicamente?\u00a0<\/a>L\u2019urgenza di tentare una risposta a tali domande si lega strettamente all\u2019esigenza di andare alla radice di quella scelta dissennata che ci ha privati di un patto con noi stessi, il cui azzardo si sarebbe dovuto cogliere ed \u00e8 stato invece nascosto, coperto. Compiere tale genealogia critica \u00e8 fondamentale per capire l\u2019Italia deprivata di oggi, ed individuare eventuali, non agevoli vie realistiche per risalire la china.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Italia c\u2019\u00e8 dunque un dissenso passivo, o perlomeno una sfiduciata disaffezione, che si sono manifestati disertando le urne: \u00e8 un dissenso, o perlomeno una diffidenza, d\u2019istinto, anche verso la guerra, l\u2019avventurismo bellicista in Ucraina e l\u2019insopportabile doppio standard occidentale rispetto all\u2019eccidio di civili a Gaza. Contro tale deriva neo-bellicista purtroppo non c\u2019\u00e8 (ancora) una mobilitazione di massa adeguata, ma certamente non c\u2019\u00e8 consenso n\u00e9 mobilitazione a favore (nonostante la propaganda indecente veicolata dai media di regime e il clima da caccia alle streghe verso i non allineati che \u00e8 stato scientemente alimentato). Questo \u00e8 un problema per chi controlla governi e media perch\u00e9 senza un vero seguito \u00e8 impensabile trascinare opinioni pubbliche riluttanti in una guerra dalle molte incognite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Differentemente dall\u2019Italia, in Francia e in Germania \u00e8 successo un vero e proprio terremoto\u00a0<em>dentro<\/em>\u00a0il sistema politico. Le cui cause sono certamente sociali ed economiche: in Francia da anni ci sono manifestazioni di massa, che vedono la partecipazione dei sindacati ufficiali oltre ai vari movimenti del dissenso, contro il progetto di demolizione dello Stato sociale e amministrativo francese portato avanti dal Presidente prodotto nel laboratorio tecno-finanziario globalista.\u00a0 La Germania, per parte sua, sta facendo i conti con gli effetti della demolizione del suo modello (energia a basso costo grazie ai rapporti con la Russia, affari commerciali con la Cina) per opera dell\u2019alleato americano. Le rimane l\u2019euro come strumento per ottenere cospicui\u00a0<em>surplus\u00a0<\/em>commerciali infra-europei (a nostro danno), ma certo anche sull\u2019eurozona gravano ormai sempre pi\u00f9 dubbi e incertezze. Detto ci\u00f2, \u00e8 chiaro che anche in tal caso la guerra, l\u2019isterico bellicismo Nato a cui sia Macron sia Scholz hanno alla fine aderito, c\u2019entra con questo voto: che \u00e8 anche, per fortuna, un netto no all\u2019avventurismo atlantista. \u00c8 vero che fatica ad emergere una proposta politica alternativa sul terreno internazionale. Ma certo colpire Macron e il governo tedesco (condizionato dall\u2019estremismo guerrafondaio di Verdi e Liberali, oltre che dall\u2019incapacit\u00e0 politica dei socialdemocratici di smarcarsi, assumendo una posizione pi\u00f9 equilibrata e realista) ha il chiaro significato di dare un colpo alla propaganda da \u201cscontro di civilt\u00e0\u201d, funzionale alla prospettiva aberrante di una terza guerra mondiale (non pi\u00f9 a pezzi) e a una compensazione identitaria della crisi in cui versano l\u2019Europa e l\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I francesi (cos\u00ec come i tedeschi, ovviamente) ancora non hanno sperimentato l\u2019esperienza toccata agli italiani nella scorsa legislatura, quando hanno votato maggioritariamente per forze critiche, qualificate come \u201cantisistema\u201d, e si sono ritrovati alla fine con il governo Draghi, cio\u00e8 con una barzelletta, una vera e propria irrisione della sovranit\u00e0 popolare. Il fallimento della speranza nel cambiamento consumatasi nella scorsa legislatura ha generato una profonda sfiducia nella politica in quanto tale. Pu\u00f2 darsi che Marine Le Pen e Jordan Bardella si rivelino, se davvero riusciranno a rompere il cordone sanitario che si sta stendendo contro di loro, la versione francese del governo di Giorgia Meloni: cio\u00e8 un governo apparentemente contro, che realizza l\u2019Agenda Draghi e Ursula, cio\u00e8 quella della destra economica e finanziaria, al di l\u00e0 di qualche compensazione simbolica e qualche regalia corporativa. Vedremo (ma non bisogna sottovalutare che lo Stato francese \u00e8 un\u2019altra cosa rispetto a quello italiano, soprattutto a ci\u00f2 cui esso \u00e8 stato ridotto nell\u2019ultimo trentennio). Certo \u00e8 che la differenza di situazioni (noi abbiamo provato a mettere in questione il vincolo esterno, e abbiamo fallito, sia per cause endogene alle forze \u201cpopuliste\u201d, sia per fattori esogeni, mentre i francesi in fondo ancora devono vivere un vero scossone politico), spiega il fatto che in Francia delle cose politicamente significative ancora possano accadere, mentre in Italia l\u2019unico vero evento politico \u00e8 la defezione dalla politica, cio\u00e8 il non voto di massa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giorgia Meloni ha un solo obiettivo: durare. E tuttavia la Destra appare anche pi\u00f9 a proprio agio nel contesto attuale, perch\u00e9 sembra avere pi\u00f9 a che fare con la realt\u00e0. Naturalmente, \u00e8 soprattutto il linguaggio che usa ad essere percepito come \u201cdiverso\u201d, pi\u00f9 radicale e capace di prendere di petto la realt\u00e0 sociale; mentre le politiche concrete si sono prontamente adeguate al vincolo esterno (compreso quello atlantista, che viene onorato con un atteggiamento particolarmente servizievole, anche per compensare un deficit di legittimazione che la Destra sente provenire dalla propria storia e dalla diffidenza iniziale dell\u2019UE).\u00a0 In tutto questo si inserisce il calcolo della vera \u201cdestra economica\u201d \u2013 il\u00a0<em>mainstream<\/em>\u00a0tecno-finanziario \u2013 la quale ha probabilmente valutato che, a fini di stabilizzazione, una \u201cdestra\u201d che nasce ideologicamente estremista e si fa nei fatti governativa, del tutto ossequiente all\u2019Occidente americano sul tema della guerra, ma ancora capace di raccogliere un buon pacchetto di voti popolari grazie al suo discorso \u201cscorretto\u201d, a un atteggiamento da\u00a0<em>underdog<\/em>, potrebbe tornare utile. \u00a0Naturalmente, poich\u00e9 Giorgia Meloni potr\u00e0 cambiare ben poco, alla lunga perder\u00e0 anche lei consenso: ci vorr\u00e0 pi\u00f9 tempo, ma accadr\u00e0. La questione metapolitica aperta davanti a noi \u00e8 tragicamente chiara: davvero non \u00e8 possibile sottrarsi a questo pendolo senza sostanza politica, fatto di finte polarizzazioni e casting di maschere impolitiche, che ci impedisce di affrontare le vere questioni del Paese? Tornare a fare discorsi di verit\u00e0 sull\u2019Italia, che ci pongano in condizione di ricostituire un vincolo interno, un \u201cnoi\u201d condiviso, \u00e8 il presupposto ineludibile perch\u00e9 torni a sgorgare una fonte di politica autentica.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/06\/15\/astensione-di-massa-e-vincolo-esterno\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/06\/15\/astensione-di-massa-e-vincolo-esterno\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Geminello Preterossi) Il vero dato politico delle elezioni europee, per quello che riguarda l\u2019Italia, \u00e8 la vastissima astensione: non era mai successo in queste proporzioni. \u00c8 il segno di una crisi radicale di legittimazione, le cui cause profonde andrebbero indagate, invece di fermarsi alla superficie (come avviene nei talk show televisivi, ma anche in quello che resta dei giornali, tranne rarissime eccezioni). 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