{"id":86069,"date":"2024-06-22T05:20:46","date_gmt":"2024-06-22T03:20:46","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86069"},"modified":"2024-06-22T14:43:06","modified_gmt":"2024-06-22T12:43:06","slug":"mario-draghi-un-finto-sovranista-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86069","title":{"rendered":"Mario Draghi, un (finto) sovranista europeo"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di <strong>Davide Visigalli<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\"><span lang=\"it-IT\">Ad aprile, Mario Draghi, in un discorso alla conferenza \u201cEuropean Pillar of Human Rights\u201d in Belgio (qui il link al discorso integrale <\/span><\/span><span style=\"color: #0000ff;\"><u><a href=\"https:\/\/www.ilriformista.it\/il-manifesto-di-mario-draghi-leuropa-deve-agire-insieme-servono-cambiamenti-radicali-417855\/\"><span lang=\"it-IT\">Il manifesto di Mario Draghi: &#8220;L\u2019Europa deve agire insieme, servono cambiamenti radicali&#8221; (ilriformista.it)<\/span><\/a><\/u><\/span><span lang=\"it-IT\"> )<\/span><span style=\"color: #000000;\"><span lang=\"it-IT\">, ha delineato gli snodi principali del suo report sulla competitivit\u00e0 UE, di cui \u00e8 stato incaricato dalla Von Der Leyen.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif;\"><span lang=\"it-IT\">In attesa del vero e proprio report, subito dopo le elezioni europee, che, di fatto, non hanno modificato i rapporti di forza nel parlamento UE (sempre che possa servire a qualcosa) e di certo non nella Commissione, \u00e8 interessante leggere quello che il nostro politico (s\u00ec perch\u00e9 di questo si tratta) della UE afferma sul futuro e sui cambiamenti necessari per attuare il suo progetto. Parole di propaganda o visione del prossimo futuro europeo? Ai posteri l\u2019ardua sentenza.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif;\"><span lang=\"it-IT\">Partiamo dal titolo. Draghi afferma che c\u2019\u00e8 bisogno di un cambiamento radicale in UE. Questo significa che non tutto \u00e8 andato come sarebbe dovuto andare, e soprattutto, visto che si parla di competitivit\u00e0, la UE molto probabilmente non l\u2019ha perseguita efficacemente fino ad ora. Ma leggiamolo direttamente dalle sue parole:<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\">\u201c<span lang=\"it-IT\">Abbiamo perseguito una strategia deliberata volta a ridurre i costi salariali gli uni rispetto agli altri e, combinando ci\u00f2 con una politica fiscale prociclica, l\u2019effetto netto \u00e8 stato solo quello di indebolire la nostra domanda interna e minare il nostro modello sociale.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">Avete letto bene. Draghi dice che la UE ha coscientemente promosso la riduzione dei salari, l\u2019aumento della tassazione e la contrazione della spesa pubblica per avere concorrenza all\u2019interno della UE, distruggendo la domanda interna degli Stati e il nostro modello sociale. Come un antieuropeista qualsiasi.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">Magari fosse un attacco alla competitivit\u00e0. Semplicemente ci sta dicendo che il mondo \u00e8 cambiato e che competere tra noi europei non basta pi\u00f9, dobbiamo alzare la competitivit\u00e0 fuori dalla UE, visto che alcune potenze non rispettano pi\u00f9 le regole del mercato globale. Poi accenna a Cina e Stati Uniti che stanno sempre pi\u00f9 internalizzando intere filiere produttive utilizzando anche politiche protezionistiche per far fronte al nuovo periodo, molto meno globalizzato. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">Quindi suggerisce che bisogna fare una politica comune atta (sentite bene) a proteggere le nostre industrie tecnologiche nei confronti dei <\/span><span lang=\"it-IT\">concorrenti<\/span><span lang=\"it-IT\"> extracomunitari per evitare che vadano via dalla UE. In aggiunta, dobbiamo renderci il pi\u00f9 indipendenti possibile dall\u2019approvvigionamento di materie prime, visto i tempi che corrono. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">Sembra di sentir parlare un sovranista brutto e cattivo. Antico come i tempi che vuole riportare. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">Sentiamolo dalle sue parole: <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\">\u201c<span lang=\"it-IT\">In definitiva, dovremo realizzare la trasformazione dell\u2019intera economia europea. Dobbiamo poter contare su sistemi energetici decarbonizzati e indipendenti; un sistema di difesa integrato e adeguato basato sull\u2019UE; manifattura nazionale nei settori pi\u00f9 innovativi e in rapida crescita; e una posizione di leadership nel deep-tech e nel digitale. Ma poich\u00e9 i nostri concorrenti si muovono velocemente, dobbiamo anche valutare le priorit\u00e0. Sono necessarie azioni immediate nei settori con la maggiore esposizione alle sfide verdi, digitali e di sicurezza. Nella mia relazione ci concentriamo su dieci di questi macrosettori dell\u2019economia europea.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">Nel suo discorso raggruppa i dieci macrosettori in 3 filoni comuni. Il primo \u00e8 la scalabilit\u00e0, ossia costruire economie di scala europea superando la dimensione nazionale ancora presente. Interessante capire dagli esempi che pone, come questo obiettivo vada perseguito con il consolidamento di grandi complessi industriali a scapito dei pi\u00f9 piccoli gestori nazionali, ad esempio nelle telecomunicazioni. Quindi non concorrenza per ottenere prezzi pi\u00f9 bassi per il consumatore, ma concorrenza alla Schumpeter, distruggendo o inglobando i concorrenti per arrivare ad un oligopolio dei pi\u00f9 efficienti. Ecco qui il testo:<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\">\u201c<span lang=\"it-IT\">Uno dei motivi di questo divario \u00e8 che in Europa abbiamo 34 gruppi di reti mobili \u2013 e questa \u00e8 una stima prudente, in realt\u00e0 ne abbiamo molti di pi\u00f9 \u2013 che spesso operano su scala nazionale, contro tre negli Stati Uniti e quattro in Cina. Per produrre maggiori investimenti, dobbiamo razionalizzare e armonizzare ulteriormente le normative sulle telecomunicazioni tra gli Stati membri e sostenere, non ostacolare, il consolidamento.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">L\u2019altro filone \u00e8 la fornitura di beni pubblici. Anche qui vale il mantra che per le sfide del futuro serve la dimensione europea, tralasciando le piccole patrie. Ma per finanziare i beni pubblici su scala europea cosa si dovrebbe fare?<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\">\u201c<span lang=\"it-IT\">Ma la maggior parte del gap di investimenti dovr\u00e0 essere coperto da investimenti privati. L\u2019UE dispone di risparmi privati molto elevati, ma sono per lo pi\u00f9 incanalati nei depositi bancari e non finiscono per finanziare la crescita come potrebbero in un mercato dei capitali pi\u00f9 ampio. Questo \u00e8 il motivo per cui il progresso dell\u2019Unione dei mercati dei capitali (UMC) \u00e8 una parte indispensabile della strategia complessiva per la competitivit\u00e0.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">Quindi per i beni pubblici europei servono ingenti investimenti privati, ed un efficiente mercato unico dei capitali, per massimizzare i dividendi di chi ha avuto il coraggio di investire nella UE. Investimenti pubblici manco a parlarne.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">Il terzo filone \u00e8 garantire la fornitura di risorse e input essenziali. Qui il discorso si fa pi\u00f9 fumoso, iniziando con una non ben chiara piattaforma europea di minerali critici e arrivando credo al vero punto importante: adattare il mercato del lavoro alla pressante richiesta di competenze sempre pi\u00f9 qualificate per far fronte all\u2019era digitale. Per questo si rivolge direttamente alle parti sociali presenti in sala. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\">\u201c<span lang=\"it-IT\">Con le societ\u00e0 che invecchiano e gli atteggiamenti meno favorevoli nei confronti dell\u2019immigrazione, avremo bisogno di trovare queste competenze internamente. Molteplici parti interessate dovranno lavorare insieme per garantire la pertinenza delle competenze e definire percorsi flessibili di miglioramento delle competenze. Uno degli attori pi\u00f9 importanti in questo senso sarete voi, le parti sociali. Siete sempre stati fondamentali in tempi di cambiamento e l\u2019Europa far\u00e0 affidamento su di voi per contribuire ad adattare il nostro mercato del lavoro all\u2019era digitale e dare maggiore potere ai nostri lavoratori.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">La conclusione poi, \u00e8 davvero interessante. In sintesi, queste grandi sfide richiedono una grande coesione delle politiche economiche europee, e se questo non fosse possibile per tutti, bisogna essere capaci di fornire risposte efficienti anche solo con un sottoinsieme degli Stati membri, e per fare un esempio di forte coesione cita la CECA, composta solo da 6 membri. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\">\u201c<span lang=\"it-IT\">Per garantire la coerenza tra i diversi strumenti politici, dovremmo essere in grado di sviluppare ora un nuovo strumento strategico per il coordinamento delle politiche economiche. E se dovessimo scoprire che ci\u00f2 non \u00e8 fattibile, in casi specifici, dovremmo essere pronti a considerare di procedere con un sottoinsieme di Stati membri. (\u2026)<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">I nostri rivali ci stanno precedendo perch\u00e9 possono agire come un unico paese con un\u2019unica strategia e allineare dietro di essa tutti gli strumenti e le politiche necessarie. Se vogliamo eguagliarli, avremo bisogno di un rinnovato partenariato tra gli Stati membri \u2013 una ridefinizione della nostra Unione che non sia meno ambiziosa di quella che fecero i Padri Fondatori 70 anni fa con la creazione della Comunit\u00e0 Europea del Carbone e dell\u2019Acciaio.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">Da tutto questo se ne ricava, dopo una parvenza di autocritica per le politiche post crisi, la sempre presente volont\u00e0 di potenza europea, anche solo per riscaldare l\u2019europeismo retorico attenuatosi in questi anni, condita con l\u2019utopia della difesa comune e del mercato unico dei capitali con l\u2019unico scopo di attirare investimenti di grandi capitali privati nello spazio di mercato europeo.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif;\">Insomma un finto sovranista per i finti Stati Uniti d&#8217;Europa.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; di Davide Visigalli &nbsp; Ad aprile, Mario Draghi, in un discorso alla conferenza \u201cEuropean Pillar of Human Rights\u201d in Belgio (qui il link al discorso integrale Il manifesto di Mario Draghi: &#8220;L\u2019Europa deve agire insieme, servono cambiamenti radicali&#8221; (ilriformista.it) ), ha delineato gli snodi principali del suo report sulla competitivit\u00e0 UE, di cui \u00e8 stato incaricato dalla Von Der Leyen. 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