{"id":86076,"date":"2024-06-20T10:00:18","date_gmt":"2024-06-20T08:00:18","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86076"},"modified":"2024-06-20T08:41:44","modified_gmt":"2024-06-20T06:41:44","slug":"la-guerra-inevitabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86076","title":{"rendered":"La guerra inevitabile"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38821\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/photo_2023-12-28_17-02-02-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/figure>\n<p>A volte, non c\u2019\u00e8 davvero alcuna ragionevolezza, nelle scelte fatte dai leader. Ovviamente molto dipende dal contesto, e dal pensiero politico-ideologico cui fanno riferimento; un caso\u00a0<em>di scuola<\/em>\u00a0\u00e8 quello di Adolf Hitler, che dagli anni del\u00a0<em>putsch\u00a0<\/em>di Monaco alla vigilia dell\u2019Operazione Barbarossa mostr\u00f2 sempre una grande lucidit\u00e0 politica e strategica, per poi finire via via preda di un vero e proprio delirio psicotico.<br \/>\nQualcosa del genere sta purtroppo accadendo ancora una volta e, paradossalmente, stavolta il ruolo \u00e8 ricoperto dal leader israeliano Netanyahu.<br \/>\nQuantomeno a partire dal 7 ottobre 2023, le sue capacit\u00e0 di leadership \u2013 da politico di lungo corso \u2013 si sono progressivamente affievolite, ed appare sempre pi\u00f9 governato dagli eventi, piuttosto che colui che li governa.<br \/>\nIn questo continuo avvitamento, nel quale ovviamente trascina con s\u00e9 un paese che \u2013 peraltro \u2013 al di l\u00e0 dei suoi errori, largamente si identifica col suo pensiero di fondo, ogni giorno viene fatto un passo in pi\u00f9 verso una nuova guerra, forse pi\u00f9 rapida di quella ucraina, ma di sicuro molto pi\u00f9 feroce, e molto pi\u00f9 destabilizzante.<br \/>\nIn un certo senso, Israele sembra condannato alla coazione a ripetere.<\/p>\n<p>Ovviamente, al di l\u00e0 della personalit\u00e0 di Netanyahu, c\u2019\u00e8 un problema di fondo, che va ben oltre lui ed il suo governo, ed \u00e8 l\u2019ideologia sionista. Non \u00e8 questa la sede per analizzarla, e sviscerarne le enormi contraddizioni che la caratterizzano, ma non si pu\u00f2 non farne menzione poich\u00e9 \u00e8 su di essa che si fonda \u2013 letteralmente ed in ogni senso \u2013 lo stato israeliano. Questo\u00a0<em>imprinting\u00a0<\/em>fondativo non pu\u00f2 pertanto essere rimosso, e si riflette nelle scelte operate dalle varie leadership israeliane, dal \u201848 ad oggi. Israele, semplicemente, non pu\u00f2 cessare di essere ci\u00f2 che \u00e8, non pu\u00f2 diventare altro da s\u00e9.<br \/>\nMa se l\u2019esistenza di uno stato sionista \u00e8 stata possibile \u2013 giocando per un verso sul senso di colpa degli europei, e per un altro sull\u2019interesse strategico statunitense \u2013 nel mondo formatosi dopo la seconda guerra mondiale (e\u00a0<em>dalla\u00a0<\/em>seconda guerra mondiale\u2026), nel mondo nuovo che si sta delineando le sue\u00a0<em>chance\u00a0<\/em>di sopravvivenza si stanno assottigliando.<\/p>\n<p>Israele \u2013 il suo destino \u2013 si trova su un piano inclinato, e non c\u2019\u00e8 praticamente modo di raddrizzarlo; tutto ci\u00f2 che \u00e8 possibile fare \u00e8 regolare la velocit\u00e0 di caduta, cercare di attutirne le conseguenze il pi\u00f9 possibile. Ma, e qui interviene la personalit\u00e0 del leader, la sua (e non solo sua\u2026) irragionevolezza; lo stato ebraico sta infatti facendo apparentemente di tutto per rendersi le cose pi\u00f9 difficili e dolorose. Non si tratta tanto dello sterminio sistematico della popolazione civile della Striscia di Gaza \u2013 questo, ahim\u00e9, si inscrive perfettamente in una storia iniziata non a caso con la\u00a0<em>Nakba\u00a0<\/em>\u2013 quanto piuttosto del passaggio da un pensiero politico-strategico razionale (che pu\u00f2 essere anche terribilmente feroce, ma con una sua lucidit\u00e0) ad un\u00a0<em>pensiero messianico<\/em>, che per definizione \u00e8 assolutamente privo di qualsiasi connessione con la realt\u00e0.<br \/>\nIn questa forma di delirio politico possono essere ricompresi due elementi chiave della condotta strategica israeliana. L\u2019illusione di poter distrugger militarmente e politicamente Hamas e la Resistenza palestinese, e l\u2019ossessione di liberarsi di Hezbollah.<\/p>\n<p>Sul primo dei due non vale neanche la pena soffermarsi: non soltanto qualsiasi studio di storia politico-militare, ma anche e soprattutto la stessa storia di Israele, dovrebbe insegnare che questo \u00e8 un obiettivo irrealistico, assolutamente non conseguibile. E non perch\u00e9 ci sia un deficit di volont\u00e0 politica, di capacit\u00e0 militare o di adeguatezza dei mezzi. Ma per una precisa ed ineludibile ragione politica.<br \/>\nObliterare questa considerazione, ridurre tutto ad una mera questione militare, di puro esercizio della forza, \u00e8 un errore colossale, che dovrebbe essere evidente agli occhi della leadership israeliana. Se non fosse appunto accecata dal suo delirio messianico.<br \/>\nLa guerra, come insegna von Clausewitz, non \u00e8 semplicemente (come la sua citatissima frase spesso induce a pensare) il passaggio dalla politica ad\u00a0<em>\u201caltri mezzi\u201d<\/em>, ma il suo\u00a0<em>\u201cproseguimento\u201d<\/em>\u00a0con altri mezzi. Ci\u00f2 significa che la guerra \u00e8, in ogni suo pi\u00f9 minimo atto, una questione politica; non soltanto negli obiettivi ultimi, ma letteralmente nel suo continuo dispiegarsi. Porsi degli obiettivi non conseguibili, pertanto, significa minare\u00a0<em>in nuce<\/em>\u00a0qualsiasi possibilit\u00e0 di successo. Una guerra che si proponga di raggiungere risultati impossibili, \u00e8 una guerra persa in partenza.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38822 lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/SCUROS55RVIKDFKSUQNE7XZ4TA-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/SCUROS55RVIKDFKSUQNE7XZ4TA-1024x683.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/SCUROS55RVIKDFKSUQNE7XZ4TA-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/SCUROS55RVIKDFKSUQNE7XZ4TA-300x200.jpg 300w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/SCUROS55RVIKDFKSUQNE7XZ4TA-768x512.jpg 768w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/SCUROS55RVIKDFKSUQNE7XZ4TA-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/SCUROS55RVIKDFKSUQNE7XZ4TA-2048x1365.jpg 2048w\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p>Ma \u00e8 piuttosto sul secondo che vale la pena di soffermare l\u2019attenzione, perch\u00e9 tutto sembra indicare che il delirio psicotico che si \u00e8 impadronito della leadership israeliana la stia portando verso la guerra con il Libano.<br \/>\nMerita qui di essere sottolineato come, ancora una volta, un approccio irrazionale, non politico, allo strumento bellico, sia gi\u00e0 di per s\u00e9 fattore inficiante del possibile successo. Appare abbastanza evidente che la scelta di andare allo scontro aperto e diretto con Hezbollah non nasce da una valutazione strategica ponderata e condivisa, quanto piuttosto dal calcolo: la leadership israeliana \u2013 consapevole di essersi impantanata a Gaza \u2013 ha bisogno di guadagnare tempo (per rinviare la resa dei conti interna) e di un\u00a0<em>diversivo<\/em>, che distolga l\u2019attenzione dal disastro nella Striscia, ed al tempo stesso risponda ad una domanda di vendetta e sicurezza che attraversa la societ\u00e0 ebraica.<\/p>\n<p>Peraltro, anche questo calcolo \u2013 e non \u00e8 il solo \u2013 \u00e8 in qualche misura incompiuto. \u00c8 infatti altrettanto evidente che non c\u2019\u00e8 ancora una scelta definitiva in tal senso, poich\u00e9 poi Netanyahu e i suoi sono ben consapevoli dei rischi, ma ci\u00f2 nonostante continuano a comportarsi come se volessero che accada. Al calcolo quindi si aggiunge una sorta di fatalismo. Tutto questo per\u00f2 produce un progressivo slittamento verso la guerra, senza una vera determinazione a farla, e soprattutto senza una vera strategia per vincerla. Alla fine, infatti, al piccolo calcolo di cui s\u2019\u00e8 detto, fa eco il grande calcolo, la scommessa che gli Stati Uniti interverranno per salvare capra e cavoli.<\/p>\n<p>Quest\u2019altro calcolo si fonda ovviamente sulla convinzione che Washington non potrebbe permettere una radicale sconfitta del suo partner strategico in Medio Oriente, oltre che sulla consapevolezza che gli USA certamente vedrebbero con piacere la distruzione di Hezbollah, dell\u2019Asse della Resistenza e dell\u2019Iran.<br \/>\nAll\u2019opposto, Tel Aviv sa anche che gli Stati Uniti non vogliono un conflitto allargato in Medio Oriente, che rischierebbe di destabilizzarlo in modo sfavorevole, e che soprattutto non lo vogliono\u00a0<em>in questo momento<\/em>, perch\u00e9 si trovano in una complicata fase di transizione (interna ed internazionale), in cui devono gestire il disimpegno dal fronte ucraino, assicurandosi per\u00f2 che venga\u00a0<em>coperto\u00a0<\/em>dagli europei, e costruire le basi per il confronto con la Cina nell\u2019Indo-Pacifico.<br \/>\nPeraltro, parlando in termini strategici, quand\u2019anche gli USA fossero trascinati per i capelli in un conflitto israelo-libanese, avrebbero comunque due possibilit\u00e0 di intervento, una delle quali non particolarmente favorevole a Netanyahu e soci.<\/p>\n<p>La prima possibilit\u00e0, ovviamente, \u00e8 farsi coinvolgere a fondo nel conflitto. Questo avrebbe come immediata conseguenza il suo veloce allargamento: le basi USA in Siria, Iraq\u00a0<em>e Giordania<\/em>\u00a0diventerebbero immediatamente bersaglio di attacchi ben pi\u00f9 pesanti e precisi delle\u00a0<em>punture di spillo<\/em>\u00a0di questi mesi, per non parlare della flotta nel Golfo di Aden. Tutto ci\u00f2 che Washington potrebbe comunque mettere in campo \u00e8 la sua aviazione (e probabilmente quella di alcuni paesi amici: UK, Giordania, Arabia Saudita\u2026), la cui efficacia \u00e8 comunque limitata, e andrebbe in ogni caso seguita da una azione sul terreno. Cosa che, se abbiamo in mente il tipo di sforzo necessario per la seconda guerra contro l\u2019Iraq (oltre 300.000 uomini), e soprattutto si tiene presente il quadro attuale (Hezbollah + Amal + esercito libanese + Resistenza Irachena + Resistenza Yemenita + IRGC + esercito iraniano + esercito siriano\u2026) appare francamente impossibile. Sarebbero necessari almeno due milioni di uomini, per una guerra (limitata) contro uno schieramento regionale cos\u00ec vasto, e guidato dall\u2019Iran. Per non parlare della presenza russa in Siria\u2026<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38823 lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/photo_2024-02-01_14-13-35-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/photo_2024-02-01_14-13-35-1024x682.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/photo_2024-02-01_14-13-35-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/photo_2024-02-01_14-13-35-300x200.jpg 300w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/photo_2024-02-01_14-13-35-768x512.jpg 768w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/photo_2024-02-01_14-13-35.jpg 1280w\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p>Una guerra israelo-americana contro l\u2019Iran ed i suoi alleati regionali, insomma, \u00e8 fuori dalla realt\u00e0. Men che meno nel contesto attuale.<br \/>\nLa seconda opzione, quella praticabile, verrebbe ritagliata sul modello della precedente crisi del 2006. Dopo una breve fase di scontro al confine, con pesanti interventi dell\u2019aviazione statunitense sul Libano (e badando bene di non allargare il conflitto), si attiverebbe velocemente una mediazione internazionale per arrivare ad una composizione della crisi. Gli USA pagherebbero un prezzo per l\u2019intensificarsi degli attacchi contro i loro obiettivi nell\u2019area, ma sarebbe un prezzo accettabile. Molto pi\u00f9 pesante sarebbe il bilancio per Israele, che ancora una volta dovrebbe affrontare una sconfitta sul campo, si vedrebbe costretta ad accettare un cessate il fuoco in condizioni svantaggiate, e con la patata bollente di Gaza ancora tra le mani.<br \/>\nIl destino di Netanyahu (&amp; co) sarebbe comunque segnato.<\/p>\n<p>Se questo \u00e8 il quadro generale, sotto il profilo strategico e geopolitico, ci\u00f2 per\u00f2 non esclude affatto che, essendo la leadership israeliana sul piano inclinato del suo pensiero messianico, passo dopo passo, senza neanche una vera convinzione, alla guerra con Hezbollah si arrivi davvero.<br \/>\nCosa accadrebbe, in tal caso?<br \/>\nLa prima mossa israeliana sarebbe molto probabilmente quella di intensificare i bombardamenti sul sud del Libano, e sui quartieri sciiti di Beirut. \u00c8 possibile che in questa fase Hezbollah metta in campo i suoi sistemi antiaerei in modo pi\u00f9 massiccio, e l\u2019aviazione israeliana registri alcune perdite. Immediatamente dopo, l\u2019IDF avanzerebbe oltre confine, cercando di occupare degli snodi strategici. Il confine israelo-libanese \u00e8 comunque una zona ricca di rilievi e di aree forestali, che riducono la mobilit\u00e0 delle forze corazzate. Per conseguire gli obiettivi tattici \u2013 respingere Hezbollah oltre il fiume Litani, che dista tra i 10 ed i 30 km circa dal confine \u2013 l\u2019IDF deve quindi avanzare in profondit\u00e0, lungo l\u2019intera linea di contatto [1], avendo cura di\u00a0<em>ripulire\u00a0<\/em>l\u2019area man mano che avanza.<\/p>\n<p>La reazione di Hezbollah ad un attacco di tal genere (non esamineremo qui le azioni di supporto dell\u2019intero Asse della Resistenza) si articolerebbe presumibilmente su pi\u00f9 livelli. Innanzi tutto, utilizzando la propria ampia disponibilit\u00e0 missilistica, riverserebbe su Israele un massiccio attacco; gli obiettivi sarebbero probabilmente in prevalenza militari, in particolare gli aeroporti, le stazioni radar, i sistemi di difesa anti-missile. Ma \u00e8 altamente probabile che verrebbero colpite anche le citt\u00e0, come Haifa e Tel Aviv.<br \/>\nSul terreno, sfruttando sia la configurazione orografica, sia la rete di rifugi sotterranei, sia la migliore conoscenza del territorio, Hezbollah probabilmente adotter\u00e0 una tattica di resistenza flessibile, cercando di far avanzare il nemico in\u00a0 luoghi pi\u00f9 adatti per imboscate, fargli allungare le linee di rifornimento, e martellando sulle immediate retrovie dell\u2019IDF.<br \/>\nCi\u00f2 significa che l\u2019esercito israeliano riuscirebbe ad avanzare limitatamente in territorio libanese, ma a prezzo di pesanti perdite in uomini e mezzi, mentre l\u2019impatto sui suoi sistemi di difesa e sulle sue infrastrutture, per non parlare di quello psicologico sulla popolazione, sarebbe pesantissimo. La capacit\u00e0 di deterrenza delle forze armate ebraiche, gi\u00e0 fortemente intaccata dall\u2019operazione\u00a0<em>Al-Aqsa Flood<\/em>, ne uscirebbe a pezzi, sferrando un ulteriore, forse definitivo colpo al progetto politico sionista.<\/p>\n<p>L\u2019onda d\u2019urto di un conflitto del genere, anche nella sua versione limitata, sarebbe enorme, e si riverberebbe su un\u2019area vastissima, che va dalla Turchia alla Somalia, e dalla Libia all\u2019Iran, mettendo in ulteriore difficolt\u00e0 la NATO, in un quadrante strategico fondamentale. Se Israele si risolver\u00e0 a fare una mossa del genere, questo gli aliener\u00e0 molte pi\u00f9 simpatie \u2013 tra i suoi amici occidentali \u2013 di quante non gliene abbia alienate il genocidio palestinese. Ed anche per questo, potrebbe rivelarsi l\u2019errore fatale.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator alignfull has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>1 \u2013 Molto probabilmente l\u2019attacco israeliano partirebbe da est, dal\u00a0<em>saliente\u00a0<\/em>costituito dalle fattorie Sheeba e dalle alture del Golan (territori occupati libanesi e siriani), che si insinua tra Libano e Siria, ma non potrebbe eludere la necessit\u00e0 di puntare ad ovest, sino al mare, con un fronte largo una cinquantina di chilometri.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/06\/19\/la-guerra-inevitabile\/\">https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/06\/19\/la-guerra-inevitabile\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) A volte, non c\u2019\u00e8 davvero alcuna ragionevolezza, nelle scelte fatte dai leader. 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