{"id":86079,"date":"2024-06-21T09:00:52","date_gmt":"2024-06-21T07:00:52","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86079"},"modified":"2024-06-20T09:37:03","modified_gmt":"2024-06-20T07:37:03","slug":"il-paradosso-dellefficienza-prometeo-nel-capitalismo-fossile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86079","title":{"rendered":"Il paradosso dell&#8217;efficienza: Prometeo nel capitalismo fossile"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LE PAROLE E LE COSE (Tiziano Distefano)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-thumbnail\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/prometeo.jpg\" alt=\"\" width=\"1446\" height=\"500\" data-attachment-id=\"49582\" data-permalink=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?attachment_id=49582\" data-orig-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/prometeo.jpg\" data-orig-size=\"1446,500\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"prometeo\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/prometeo-300x104.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/prometeo-1024x354.jpg\" \/><\/div>\n<div class=\"content-wrap\">\n<div class=\"entry-content\">\n<div class=\"pmb-print-this-page wp-block-button\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo che Epimeteo ebbe assegnato ad ogni specie animale una virt\u00f9 che gli permettesse di sopravvivere, ne rimase solo una scoperta: l\u2019Homo, debole e indifeso in mezzo ad una natura ostile. Fu cos\u00ec che il fratello pi\u00f9 saggio, Prometeo (ossia, colui che \u201criflette prima\u201d), mosso a compassione, decise prima di infrangere la Legge e poi di sopportarne la punizione pur di liberare gli esseri umani da quella condizione di minorit\u00e0. Rub\u00f2 l\u2019intelligenza e il fuoco agli d\u00e8i per donarlo agli uomini, andando incontro all\u2019inevitabile ira di Zeus. Cos\u00ec, il re dell\u2019Olimpo lo fece incatenare e ordin\u00f2 ad una maestosa aquila di divorargli il fegato ogni giorno, dato che gli ricresceva di notte. La triste sorte di Prometeo non ferm\u00f2 l\u2019impulsivo Epimeteo (ossia, colui che \u201criflette dopo\u201d) dall\u2019accettare di sposarsi con una bellissima mortale, famosa per la sua curiosit\u00e0, e di accettare come regalo un vaso per conto di Zeus. Nonostante la raccomandazione di non farle mai aprire il vaso, Epimeteo non si preoccup\u00f2 di nasconderlo a dovere. E indovinate cosa successe? Esatto, la donna, chiamata Pandora (ossia, colei che ha tutti i doni femminili), apr\u00ec il vaso dal quale uscirono tutti i mali del mondo (gi\u00e0, i Greci erano piuttosto maschilisti). Agli umani non restava altro che la speranza, la tecnica e il fuoco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo breve riassunto, che non tiene conto delle svariate interpretazioni del mito, \u00e8 utile per farci riflettere sui molteplici aspetti che ancora oggi interessano il ruolo della nostra specie nel mondo e il suo rapporto con i sistemi biofisici e con la tecnologia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se un greco dell\u2019antichit\u00e0 fosse proiettato nel futuro, probabilmente rimarrebbe stupefatto dei progressi scientifici e dei benefici apportati da un sapere tecnico in continua espansione. Dal punto di vista della specie alcuni dati sembrano indiscutibili: negli ultimi 3000 anni, dai tempi degli Antichi Greci, la popolazione mondiale \u00e8 cresciuta di oltre centociquanta (150!) volte, le aspettative di vita si sono allungate drasticamente, passando da circa 32 a oltre 75 anni, molte malattie sono state debellate e molte altre sono facilmente curabili. Ancora: siamo in grado di modificare il genoma delle piante per fargli produrre i pesticidi per uccidere gli insetti infestanti, abbiamo sottomesso il regno animale, tanto che la biomassa di tutti i mammiferi del mondo \u00e8 composta quasi esclusivamente da umani (30%) e bestiame addomesticato (65%), e ci siamo espansi su ogni angolo della Terra. Inoltre, abbiamo a disposizione macchine capaci di svolgere funzioni un tempo impensabili\u00a0 \u2013 andare sulla Luna, effettuare videochiamate intercontinentali, costruire auto che si guidano da sole grazie all\u2019intelligenza artificiale \u2013 che sembrano avvicinarci sempre di pi\u00f9 all\u2019Olimpo. Questa, in fondo, era la paura ultima di Zeus che lo port\u00f2 a punire Prometeo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uno sguardo pi\u00f9 attento noterebbe che questi progressi non sono stati lineari, ma si sono concentrati soprattutto nell\u2019ultimo secolo, ossia nell\u2019era della Grande Accelerazione partita nel secondo dopoguerra, n\u00e9 sono avvenuti per un improvviso slancio nella conoscenza tecnologica. Eccedendo nelle semplificazioni, potremmo dire che la causa ultima sta in un unico \u201cdono\u201d prometeico: l\u2019energia fossile. Ad oggi, nonostante i crescenti investimenti nelle energie rinnovabili e gli avanzamenti tecnologici di questo settore, quasi l\u201980% di tutta l\u2019energia a nostra disposizione continua ad essere fornita da petrolio, carbone e gas naturale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come \u00e8 stato possibile questo incredibile sviluppo e perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec difficile effettuare la transizione? Iniziamo a rispondere considerando esclusivamente la questione energetica: l\u2019indice EROEI (<em>Energy Return on Energy Invested<\/em>) rappresenta un indicatore chiave per valutare l\u2019efficienza e la produttivit\u00e0 di un sistema energetico. Esso misura il rapporto tra l\u2019energia utile prodotta da una fonte energetica e l\u2019energia investita per ottenere, trasformare e distribuire tale energia lungo l\u2019intero ciclo di vita del processo. Dunque misura il\u00a0<em>profitto energetico<\/em>\u00a0di un sistema; infatti, un EROEI elevato indica che una fonte energetica \u00e8 altamente efficiente e in grado di produrre una quantit\u00e0 significativa di energia utilizzabile rispetto all\u2019energia necessaria per produrla. Nonostante la grande incertezza che aleggia intorno al calcolo di questo indicatore, tre fatti sono innegabili: primo, le fonti fossili generano profitti energetici enormi, nell\u2019ordine di cento volte il costo energetico, pi\u00f9 alti delle maggiori fonti rinnovabili; secondo, le fonti fossili sono concentrate in riserve utilizzabili a piacimento e facilmente trasferibili, a differenza delle rinnovabili che soffrono dell\u2019intermittenza e della bassa concentrazione energetica; infine, qualunque fonte sar\u00e0 caratterizzata da un EROEI decrescente nel tempo. Quest\u2019ultimo punto \u00e8 dovuto al fatto che, una volta che le sorgenti pi\u00f9 facilmente accessibili sono state sfruttate, saranno richiesti investimenti crescenti per ottenere lo stesso ammontare di energia. Inoltre, all\u2019aumentare dei consumi energetici totali, ci sar\u00e0 bisogno di un quantitativo minimo di energia sempre pi\u00f9 alto per mantenere le stesse infrastrutture che sono in funzione. La complessit\u00e0 ha un costo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come al tempo di Prometeo anche l\u2019attuale era postmoderna continua a fondarsi sulla combustione per alimentare il proprio sapere e il proprio dominio. L\u2019illusione di un mondo regolabile come un orologio \u00e8 probabilmente cos\u00ec radicato nella nostra cultura, tanto in quella Cristiana come in quella Illuminista, da spingerci a credere in una presunta separazione tra Uomo e Natura, la quale deve essere sottomessa, comandata e controllata a piacimento. A differenza del passato, la presunta linea di demarcazione tra artificiale e naturale si sta sempre pi\u00f9 assottigliando se consideriamo che la tecno-sfera, ossia l\u2019insieme di tutti gli artefatti umani, pesa circa 30 miliardi di miliardi di tonnellate, pi\u00f9 della biomassa di tutti gli esseri viventi messi insieme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tecno-ottimismo e sostenibilit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 facile immaginare, la comprensione dell\u2019attuale sistema economico, il capitalismo fossile, non pu\u00f2 essere semplicemente ridotta ad una questione energetica, in quanto l\u2019energia pu\u00f2 essere utilizzata per scopi ed usi diversi, dando vita a svariate configurazioni e regimi sociali. D\u2019altro canto, \u00e8 altrettanto bizzarro l\u2019atteggiamento dell\u2019economia neoliberista che tende a minimizzare le insidie della transizione energetica, semplicemente ignorando le leggi della fisica (su questo ci torneremo pi\u00f9 avanti). Infatti, la narrativa che sta dominando sia il discorso pubblico che le agende politiche internazionali si basa sull\u2019idea di un capitalismo green ed inclusivo. In altre parole, non bisognerebbe riflettere sua come cambiare il sistema, ma semplicemente\u00a0<em>sostituire<\/em>\u00a0le fonti fossili con quelle rinnovabili investendo nel progresso tecnologico e nell\u2019efficienza, ovviamente solo attraverso il libero mercato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La giustificazione teorica del tecno-ottismo in salsa neolibersista \u00e8 riconducibile al cosiddetto\u00a0<em>effetto percolamento<\/em>\u00a0(trickle down effect), assimilabile alle teorie dello sviluppo elaborate del premio Nobel per l\u2019Economia Simon Smith Kuznets. In sintesi, Kuznets ipotizz\u00f2 che lo sviluppo economico, guidato dal progresso tecnologico, avrebbe portato ad un iniziale aumento della disuguaglianza per poi arrivare ad un punto di massimo e iniziare a diminuire. Alla fine del processo, le societ\u00e0 pi\u00f9 avanzate avrebbero dovuto osservare un alto livello di reddito pro-capite e un basso grado di disuguaglianza economica. Questa teoria sembrava avere conferma nei dati raccolti dallo stesso economista negli Usa nei primi decenni del XX secolo. La conseguenza politica di questo ragionamento puntava in un\u2019unica direzione: lasciare liberi i mercati di agire ed espandersi cosicch\u00e9 i frutti di un\u2019economia pi\u00f9 ricca sarebbero arrivati a tutti e, con un po\u2019 di pazienza, i poveri ne avrebbero addirittura giovato pi\u00f9 dei ricchi (unica condizione per poter immaginare una riduzione della disuguaglianza). Purtroppo, i dati pi\u00f9 recenti vanno nella direzione diametralmente opposta: i superricchi accumulano profitti a tassi crescenti, velocizzati durante la crisi, e, solo per fare un esempio, l\u20191% della popolazione pi\u00f9 ricca detiene quasi il 50% della ricchezza mondiale mentre la ricchezza del 60% pi\u00f9 povero \u2013 quasi cinque miliardi di persone \u2013 \u00e8, al contrario, diminuita.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0Probabilmente un Nobel non basta per capire i meccanismi alla base del processo di accumulazione capitalistica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Incuranti del fallimento di questa teoria nel campo strettamente economico, gli apologeti del libero mercato hanno deciso di rilanciare, sostenendo che lo stesso meccanismo sarebbe stato valido anche rispetto al degrado ambientale. Ossia, non ci dovremmo preoccupare eccessivamente della crisi climatica dato che il progresso tecnologico e la crescita economica risolveranno automaticamente ogni problema e, di nuovo, le economie pi\u00f9 avanzate dovrebbero osservare alti standard di vita e bassi impatti ambientali. Ad oggi, nessun paese al mondo riesce a rispettare questa condizione.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0Anzi, l\u20191% pi\u00f9 ricco della popolazione emette CO2 come 5 miliardi di persone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Su quali solide basi scientifiche si basa il ragionamento alla base della curva di Kuznets? Nessuna. Esatto, non esiste nessuna teoria fisica, chimica o biologica a sostegno di questa idea. Anzi, si potrebbe piuttosto sostenere il contrario. Non ci credete? Allora, basti citare altri due premi Nobel l\u2019Economia per sottolineare il completo distacco di questa disciplina dal resto dello scibile umano. Robert Solow sostenne che la crescita economica sarebbe potuta continuare (ad una velocit\u00e0 esponenziale) anche\u00a0<em>senza risorse naturali<\/em>,<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0mentre William Nordhaus, padre dell\u2019economia del cambiamento climatico, ha stimato, grazie ai suoi modelli, un incremento \u201cottimale\u201d di temperatura globale intorno ai\u00a0<em>3\u00b0C\u00a0<\/em>entro la fine del secolo; addirittura, aumenti fino a 6\u00b0C porterebbero a perdite economiche trascurabili. La motivazione? Semplice. Il cambiamento climatico non pu\u00f2 influenzare le produzioni\u00a0<em>indoor<\/em>\u00a0(ossia all\u2019interno delle fabbriche) perch\u00e9 si tratta di un fenomeno esterno. Sembra uno scherzo, ma purtroppo le politiche internazionali sul clima si basano proprio su questi modelli per prendere le decisioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un\u2019analisi pi\u00f9 rigorosa e scientifica ci porta quindi a rifiutare questi modelli e a tentare di capire come affrontare il delicato rapporto tra tecnologia, disuguaglianza e sostenibilit\u00e0. Arriviamo cos\u00ec al paradosso dell\u2019efficienza, detto anche paradosso di Jevons (economista del tardo Ottocento) o \u201ceffetto rimbalzo\u201d. In breve, si pu\u00f2 facilmente verificare come ogni miglioramento tecnologico che porti ad un incremento dell\u2019efficienza, misurata dal rapporto tra risorse utilizzate e produzione, ha storicamente determinato un aumento complessivo dell\u2019uso totale di risorse. Infatti, nonostante nel 1970 fossero necessari 2.5 kWh per produrre un dollaro, oggi ne bastano solo 1.4 kWh, circa la met\u00e0, ma l\u2019uso totale di energia si \u00e8 triplicato nello stesso periodo, crescendo ad un tasso doppio rispetto alla popolazione mondiale. Questo fatto \u00e8 ubiquo: con l\u2019aumento di produzione mondiale di cibo la percentuale di adulti obesa \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiata dal 1975, superando il 12% della popolazione mondiale,<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0mentre nel 2023 quasi 2,5 miliardi di persone hanno sofferto di insicurezza alimentare moderata o grave.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>\u00a0Purtroppo, questa regola \u00e8 valida non solo per tutte le risorse ma anche per i rifiuti (plastica, emissioni climalteranti, sostanze tossiche, ecc), i quali stanno anch\u2019essi aumentando in modo esponenziale, ben oltre le capacit\u00e0 di assorbimento degli ecosistemi. Come vedremo il paradosso dell\u2019efficienza non \u00e8 un caso n\u00e9 \u00e8 dettato da una cattiva volont\u00e0, quanto da dinamiche fisiche, biologiche e politiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dunque, \u00e8 evidente che il progresso tecnologico, per quanto fondamentale nella ricerca del miglioramento delle condizioni di vita, non sia sufficiente da solo a garantire i risultati desiderati. Anzi, potrebbe addirittura generare dinamiche perverse, con incrementi nella disuguaglianza uniti all\u2019aggravarsi della crisi ambientale. Per capirlo, bisogna riconoscere che la tecnologia \u00e8 un prodotto sociale e naturale, quindi va integrato nei processi che caratterizzano queste due sfere per tentare di portarla al servizio del 99%.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il metabolismo sociale e la necessit\u00e0 della giustizia<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dal punto di vista strettamente economico, il paradosso dell\u2019efficienza trova una semplice spiegazione: tecnologie pi\u00f9 avanzate fanno calare i costi di produzione e il prezzo del bene finale. Ad esempio, l\u2019invenzione dei microchip ha permesso di ridurre la dimensione dei pc e quindi la quantit\u00e0 di materiali, portando alla possibilit\u00e0 di comprare computer portatili a prezzi relativamente bassi. Questo fatto ha permesso una rapida espansione del mercato con l\u2019inevitabile \u201ceffetto rimbalzo\u201d in termini di uso di acqua, energia e sostanze chimiche inquinanti che sono aumentate esponenzialmente anche in questo settore.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>\u00a0Secondo l\u2019approccio neoliberista non dovremmo preoccuparci poich\u00e9 i mercati e la tecnologia inevitabilmente troveranno il modo di sostituire le risorse scarse con altre, dando vita a nuovi processi di sfruttamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per avere una comprensione pi\u00f9 profonda bisogner\u00e0 invece rivolgerci all\u2019Economia Ecologica<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>\u00a0che, da oltre 50 anni, cerca di integrare le pi\u00f9 recenti conoscenze scientifiche per capire l\u2019evoluzione dei sistemi economici. Questi vengono rappresentati come un grande metabolismo sociale, strutturato su pi\u00f9 livelli interagenti, il quale utilizza energia e materia per poter svolgere le proprie funzioni \u201cvitali\u201d, rilasciando inevitabilmente scarti nell\u2019ambiente. Questo vale per tutte le specie animali e vegetali e non ci sono motivi per escludere l\u2019Homo da questo precesso. In particolare, tutti gli esseri viventi possono essere definiti come\u00a0<em>sistemi dissipativi<\/em>, ossia sistemi complessi adattivi sottoposti alle leggi della termodinamica. Ilya Prigogine, premio Nobel per la Chimica, dimostr\u00f2 che i sistemi viventi hanno bisogno di un continuo flusso di energia, materia e informazione per mantenersi lontano dall\u2019equilibrio termico, ossia dalla morte.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>\u00a0Questo flusso, sotto specifiche condizioni, pu\u00f2 portare alla formazione di sistemi altamente complessi e auto-organizzati che richiedono grandi quantit\u00e0 di energia per mantenere la loro struttura nel tempo. Si generano quindi due tendenze opposte: da un lato, i metabolismi cercano soluzioni per ridurre il consumo di energia per le stesse funzioni, dall\u2019altro, l\u2019incremento dell\u2019efficienza li porta a liberare energia per sviluppare nuove funzioni e per espandersi. Tuttavia, per mantenere livelli di complessit\u00e0 pi\u00f9 elevati, devono trovare soluzioni ancora pi\u00f9 efficienti che richiedono maggiori flussi di energia. Questo ciclo persister\u00e0 fintanto che il sistema non incontri dei vincoli esterni che lo portino ad una situazione di equilibrio. Tali vincoli possono essere la presenza di altre specie o la scarsit\u00e0 di risorse. Ecco cos\u00ec spiegato il paradosso dell\u2019efficienza in termini scientifici.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Probabilmente ora sar\u00e0 meno oscuro il legame indissolubile tra tecnologia, sostenibilit\u00e0 e giustizia. Dunque, durante una fase di espansione economica, l\u2019insorgere del Paradosso di Jevons \u00e8 praticamente inevitabile, sia a causa di una distribuzione diseguale della ricchezza che di una forte aspirazione a uno standard di vita materiale pi\u00f9 elevato. Questo porta alla creazione di nuovi mercati per soddisfare nuovi bisogni, alimentando una domanda crescente di energia. Invece, durante le fasi in cui la societ\u00e0 \u00e8 limitata da vincoli esterni, come potrebbe essere la fase attuale, ci si pu\u00f2 aspettare un\u2019offerta ridotta di energia per gli usi finali e i servizi \u201cimproduttivi\u201d della societ\u00e0, come l\u2019educazione e la sanit\u00e0. Questi limiti esterni richiederanno investimenti crescenti per l\u2019approvvigionamento di fonti primarie, con conseguente aumento della spesa militare e del rischio di nuovi conflitti e guerre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le implicazioni del Paradosso di Jevons saranno quindi diverse: la societ\u00e0 dovr\u00e0 negoziare nuove definizioni di desiderabilit\u00e0 attraverso adeguamenti culturali e politici, delineando un nuovo standard di vita accettabile. Nei sistemi ecologici, la giustizia rappresenta un meccanismo autoregolatore per impedire o ritardare il collasso di un sistema guidato esclusivamente dall\u2019imprudente mano d\u2019Epitemeo, che agisce in modo impulsivo. In altre parole, la visione miope dei mercati, che puntano a massimizzare i profitti a breve termine, potrebbe alimentare i circoli viziosi tipici del Paradosso di Jevons. Quindi, l\u2019inevitabile collegamento tra societ\u00e0, ecologia ed economia dovrebbe spingerci verso una riflessione pi\u00f9 accurata sulle scelte di produzione e consumo private, portando la riflessione sulla direzione dello sviluppo tecnologico nel dominio pubblico. Un punto fondamentale in qualsiasi agenda politica che abbia veramente a cuore la sostenibilit\u00e0 \u00e8 quello di tassare i super ricchi, frenare la produzione dei beni di lusso e investire massicciamente in sistemi che riducano l\u2019impatto complessivo dell\u2019economia, come ad esempio il trasporto pubblico rispetto a quello privato. L\u2019ossessione per le misure intensive, come l\u2019efficienza, rischia di deviare l\u2019attenzione dal vero obiettivo. All\u2019ecologia importa poco se utilizziamo la met\u00e0 dei kWh per produrre un dollaro, mentre reagisce agli incrementi totali di energia che possono farci superare le soglie critiche dalle quali possono discendere effetti incalcolabili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un aspetto meno noto riguardante il mito di Prometeo viene riportato nel\u00a0<em>Protagora<\/em>\u00a0di Platone e sembra essere forse l\u2019elemento pi\u00f9 importante nel XXI secolo. Nonostante gli uomini dispongano delle tecniche che consentono di dominare la natura e di preservarli dai pericoli esterni, sono comunque esposti a conflitti distruttivi. Zeus comprende quindi che, per sopravvivere, la specie umana ha bisogno di due nuovi doni oltre a quelli del fuoco e delle tecniche: il\u00a0<em>senso del rispetto<\/em>\u00a0di ciascun individuo per i suoi simili e il\u00a0<em>senso di giustizia<\/em>\u00a0nella conduzione della convivenza collettiva. Non a caso, in greco antico l\u2019appellativo di \u201cidiota\u201d stava ad indicare colui che pensa solo agli affari propri, trascurando le vicende collettive e gli interessi pubblici. Quello di cui abbiamo bisogno si pu\u00f2 riassumere in una parola: la politica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.oxfamitalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Rapporto-OXFAM-Disuguaglianza_il-potere-al-servizio-di-pochi_15_1_2024.pdf\">https:\/\/www.oxfamitalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Rapporto-OXFAM-Disuguaglianza_il-potere-al-servizio-di-pochi_15_1_2024.pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0O\u2019Neill, D. W., Fanning, A. L., Lamb, W. F., &amp; Steinberger, J. K. (2018). A good life for all within planetary boundaries.\u00a0Nature sustainability,\u00a01(2), 88-95.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0\u2018\u2018[t]he world can, in effect, get along without natural resources.\u2019\u2019 (Solow, R., 1974. The economics of resources or the resources of economics. Am. Econ. Rev. 64, 1\u201314.).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/sovrappeso-obesita-grafici.html\">https:\/\/ilfattoalimentare.it\/sovrappeso-obesita-grafici.html<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fao.org\/interactive\/state-of-food-security-nutrition\/it\/\">https:\/\/www.fao.org\/interactive\/state-of-food-security-nutrition\/it\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/valori.it\/microchip-impatto-ambientale\/\">https:\/\/valori.it\/microchip-impatto-ambientale\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.esg360.it\/circular-economy\/ritorno-al-futuro-il-nuovo-podcast-sulleconomia-ecologica\/\">https:\/\/www.esg360.it\/circular-economy\/ritorno-al-futuro-il-nuovo-podcast-sulleconomia-ecologica\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0I sistemi aperti, come gli organismi viventi, scambiano energia e materia con l\u2019esterno per poter sopravvivere. Il punto di equilibrio termico \u00e8 invece caratterizzato dal massimo di entropia, ossia dall\u2019assenza di scambio di energia, e quindi rappresenta la morte dell\u2019organismo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0Giampietro, M., &amp; Mayumi, K. (2018). Unraveling the complexity of the Jevons Paradox: The link between innovation, efficiency, and sustainability.\u00a0<em>Frontiers in Energy Research<\/em>,\u00a0<em>6<\/em>, 26.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[Immagine: Theodoor Rombouts,\u00a0<em>Prometeo incatenato<\/em>].<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580\">https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=49580<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LE PAROLE E LE COSE (Tiziano Distefano) &nbsp; Dopo che Epimeteo ebbe assegnato ad ogni specie animale una virt\u00f9 che gli permettesse di sopravvivere, ne rimase solo una scoperta: l\u2019Homo, debole e indifeso in mezzo ad una natura ostile. Fu cos\u00ec che il fratello pi\u00f9 saggio, Prometeo (ossia, colui che \u201criflette prima\u201d), mosso a compassione, decise prima di infrangere la Legge e poi di sopportarne la punizione pur di liberare gli esseri umani da&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":51153,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Le-parole-e-le-cose.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-mon","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86079"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=86079"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86079\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86080,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86079\/revisions\/86080"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/51153"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=86079"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=86079"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=86079"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}