{"id":86081,"date":"2024-06-20T11:20:53","date_gmt":"2024-06-20T09:20:53","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86081"},"modified":"2024-06-20T09:52:11","modified_gmt":"2024-06-20T07:52:11","slug":"la-liberta-del-neoliberismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86081","title":{"rendered":"La libert\u00e0 del neoliberismo"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Niccol\u00f2 Biondi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-15-ore-18.09.26_a50690fe.jpg\" width=\"230\" height=\"333\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pochi giorni, durante il G7, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha pubblicato sui social la foto con il Presidente argentino\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/04\/22\/javier-milei-e-lincubo-di-un-passato-che-ritorna\/\">Javier Milei<\/a>\u00a0accompagnata dalla frase \u201cviva la libert\u00e0\u201d. Questa foto rappresenta il simbolo della saldatura di tipi diversi di destra politica all\u2019insegna dell\u2019autoritarismo liberale, e cio\u00e8 della trasformazione contemporanea del neoliberalismo in salsa \u201csmantellamento dello Stato sociale, riarmo &amp; repressione del dissenso\u201d all\u2019interno del panorama del rafforzamento del cappio atlantista sui Paesi vassalli del sistema imperialistico USA: nella nuova grande trasformazione in cui siamo entrati da qualche anno, con la crisi dell\u2019assetto internazionale liberal-capitalistico unipolare e la traiettoria storica verso il multipolarismo popolato da potenze guidate da partiti comunisti e assetti pi\u00f9 socialisti e meno liberali (in cui, cio\u00e8, l\u2019economia \u00e8 integrata all\u2019interno della decisione politica e non si ha una oligarchia economico-finanziaria che controlla e direziona la vita collettiva, come negli Usa e nel sistema occidentale), la saldatura delle destre all\u2019insegna del neoliberalismo autoritario \u00e8 la riedizione della funzione politica svolta dai regimi fascisti negli anni \u201820 e \u201830 del secolo scorso, nonch\u00e9 il compimento stesso dell\u2019essenza del neoliberalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cVia la libert\u00e0\u201d: di quale libert\u00e0 parlano Meloni e Milei? Quale \u00e8 la libert\u00e0 del neoliberalismo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La \u201clibert\u00e0\u201d \u00e8 probabilmente il termine pi\u00f9 polisemico della storia del pensiero e la parola pi\u00f9 abusata dalla propaganda politica di tutti i tempi. Tutte le tradizioni di pensiero e le forze politiche della modernit\u00e0 hanno fatto leva sulla potenza spirituale della parola \u201clibert\u00e0\u201d, e in modo tutto sommato legittimo: esistono infatti vari tipi \u201clibert\u00e0\u201d, e nella realt\u00e0 della societ\u00e0 non si trova mai \u201cla libert\u00e0\u201d in generale ma sempre libert\u00e0 particolari di individui particolari, e cio\u00e8 \u2013 detto in altri termini, facendo emergere la dimensione nascosta dietro a tutti i discorsi sulla libert\u00e0: il potere \u2013 differenti distribuzioni del potere, inteso in termini sia di \u201ccapacit\u00e0 contrattuale\u201d di definire i contenuti dei rapporti sociali ( = quanto le varie parti di un rapporto siano in grado di imporre e \/ o far valere la propria volont\u00e0 rispetto alle controparti del rapporto), sia di \u201ccapacit\u00e0 di incidere nel divenire delle cose\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra le varie destre della grande alleanza del neoliberalismo atlantista ci sono ovviamente delle differenze: alcune forze politiche sono pi\u00f9 liberali sul piano etico, socio-culturale ed economico, altre sono pi\u00f9 tradizionaliste e conservatrici. Tuttavia, senza dubbio si possono fare alcune considerazioni generali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Senza dubbio, infatti, la libert\u00e0 di cui parlano Meloni e Milei non \u00e8 certo la libert\u00e0 politica della tradizione democratica: una libert\u00e0 che si fonda su determinati presupposti politico-culturali (popolo, Stato, sovranit\u00e0) negati alla radice dal progressismo liberale e che si attua mediante la capacit\u00e0, incarnata in istituzioni politiche ben precise, di autogoverno, di decisione dei fini collettivi e di direzione consapevole del divenire della societ\u00e0. La libert\u00e0 politica \u00e8 proprio la grande vittima dell\u2019epoca neoliberale, in cui le aspirazioni democratiche dei popoli sono dileggiate e chiamate \u201csovranismi\u201d e in cui la democrazia \u00e8 subordinata alla volont\u00e0 dei mercati (\u201cs\u00ec ok le elezioni, ma lo spread?\u201d). Non solo: l\u2019accettazione dei vari vincoli esterni, su tutti i trattati europei e l\u2019appartenenza al sistema Nato che altro non \u00e8 se non uno strumento della politica estera Usa finalizzato a dare una patina di \u201cdecisione collettiva\u201d alla volont\u00e0 di Washington, riduce la libert\u00e0 politica dei popoli a margini ristrettissimi, a quelle questioni secondarie e limitate che non incidono sulle decisioni fondamentali e sulla direzione complessiva delle cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con una metafora efficace, si potrebbe dire che in una situazione in cui il progetto di costruzione della casa occidentale comune \u00e8 oggi definito e attuato da oligarchie economiche e dallo Stato, gli Usa, che ne sono il principale strumento (con l\u2019Unione Europea che \u00e8 l\u2019istituzione sovranazionale europea che funge da \u201csecondo strumento\u201d), i popoli occidentali hanno la libert\u00e0 di decidere di che colore dipingere le persiane delle finestre e con che piastrelle realizzare il bagno \u2013 e neanche questo, se i mercati non sono d\u2019accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La libert\u00e0 di Meloni Milei &amp; Co. non \u00e8 certo neppure la libert\u00e0 della tradizione socialista, che oltre alla libert\u00e0 politica di cui sopra prevede anche un concetto di libert\u00e0 sociale (che personalmente riprendo da Karl Polanyi) che si sostanzia in due elementi principali: nella capacit\u00e0 di azione comune, di convogliare le energie e le volont\u00e0 individuali verso progetti collettivi; nella responsabilit\u00e0 individuale, e cio\u00e8 nella consapevolezza personale di appartenere ad un sistema complesso (la societ\u00e0) che \u00e8 una trama fittissima e intricata di rapporti di causa ed effetto in cui ogni scelta e azione individuale ha molteplici conseguenze dirette e indirette, nell\u2019attitudine a riflettere costantemente sull\u2019insieme di possibili effetti diretti e indiretti delle nostre scelte e azioni e, infine, nella conseguente disponibilit\u00e0 a limitarci sistematicamente nelle nostre scelte e azioni, anche quando questo limite \u00e8 un freno alla nostra personale brama di godimento, possesso, potere e generale \u201cmanifestazione della vita\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La dimensione collettiva, infatti, \u00e8 rifiutata integralmente dal neoliberalismo (\u201cla societ\u00e0 non esiste, esistono solo gli individui e le famiglie\u201d, diceva la Tatcher), e l\u2019etica neoliberale si fonda su un individualismo radicale: una torsione individualistica della libert\u00e0 individuale in cui l\u2019individuo, autoriferito egoista e irresponsabile, non riflette sulle conseguenze delle proprie scelte e azioni e persegue sistematicamente il proprio interesse personale immediato non solo perch\u00e9 \u201c\u00e8 giusto cos\u00ec, la mia soddisfazione personale viene prima di quella degli altri e delle esigenze sociali\u201d, ma anche perch\u00e9 tutto sommato o c\u2019\u00e8 la mano invisibile del mercato che tutto risolve e che porta gli egoismi individuali a convergere nel benessere pubblico e nell\u2019utilit\u00e0 generale (secondo la versione classica del liberalismo, Mandeville e Smith) o perch\u00e9, in ogni caso, l\u2019ordine spontaneo derivante dal libero perseguimento dell\u2019interesse individuale \u00e8 comunque migliore e pi\u00f9 efficiente rispetto a qualsiasi ordine economico e sociale intenzionalmente costruito sulla base di progetti politici e decisioni collettive ispirate ad una qualche idea di \u201cbene comune\u201d (secondo la versione di Hayek, che su questo punto ha fatto scuola nella tradizione neoliberale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La libert\u00e0 neoliberale dei vari Meloni Milei &amp; Co., insomma, si riduce alla libert\u00e0 rispetto alla regolamentazione pubblica e al senso di responsabilit\u00e0 e solidariet\u00e0: una \u201clibert\u00e0\u201d che si sostanzia in politiche di stampo liberista e fortemente anti-keynesiano, e cio\u00e8 \u2013 in forme e gradazioni differenti da Paese a Paese, secondo le particolarit\u00e0 locali e la peculiarit\u00e0 della destra al potere \u2013 nello smantellamento dello Stato sociale, dei servizi pubblici e delle reti di garanzia pubblica del reddito, nelle privatizzazioni, nello smantellamento delle istituzioni governative, nelle liberalizzazioni e nell\u2019apertura di nuovi spazi di mercato e di concorrenza. Una forma di libert\u00e0 che, smantellando il sistema di limiti e sostegni pubblici che da una parte impongono lacci e lacciuoli all\u2019economia e ai soggetti economici dotati di potere sociale grazie al possesso di ricchezza finanziaria e mezzi di produzione, dall\u2019altra garantiscono maggiore autonomia individuale grazie alla disponibilit\u00e0 di entrate finanziarie e servizi pubblici che non costringono l\u2019individuo a entrare nei circuiti del libero mercato, apre delle praterie allo strapotere delle oligarchie finanziarie, alle multinazionali, ai grandi colossi monopolistici e, in generale, a tutti quei soggetti che sono dotati di maggiore potere sociale ed economico. La libert\u00e0 dei Meloni Milei &amp; Co., insomma, \u00e8 la libert\u00e0 del pesce grande di mangiarsi il pesce piccolo: \u00e8 la libert\u00e0 della giungla, dove il forte vince sul debole nella competizione per la vita e il successo economico. Una libert\u00e0, in poche parole, che significa pi\u00f9 potere ai potenti e meno potere ai deboli, i quali invece avrebbero bisogno di una forte struttura pubblica e di una diffusa presenza dello Stato sociale per riequilibrare i rapporti sociali che altrimenti risultano fortemente sbilanciati: per godere, in poche parole, di una condizione di maggiore libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I neoliberali sostengono che le politiche di smantellamento dello Stato sociale, delle regolamentazioni pubbliche e del sistema di lacci e lacciuoli posti sulla libert\u00e0 economica vengono realizzati al fine di un potenziamento della libert\u00e0 individuale per tutte le persone. Il fine, insomma, sarebbe quello di realizzare la \u201csociet\u00e0 libera\u201d contro tutte le forme di restrizione della libert\u00e0 personale, una libert\u00e0 personale che sarebbe tanto pi\u00f9 limitata quanto maggiori sono i vincoli posti intorno alla libert\u00e0 economica e quanto pi\u00f9 ampio e diffuso \u00e8 l\u2019interventismo pubblico nell\u2019economia e nella distribuzione del reddito. Tuttavia, \u00e8 davvero cos\u00ec? La libert\u00e0 individuale di autodeterminazione e di libera scelta dei fini e delle attivit\u00e0 da realizzare nella vita \u00e8 davvero potenziata da un sistema politico, economico e culturale che restringe la presenza del pubblico nell\u2019economia, diffonde la forma-mercato nella societ\u00e0 e propaganda una cultura economicistica fondata sull\u2019idea che l\u2019individuo \u00e8 un imprenditore di s\u00e9 stesso? Al riguardo, lascio che a rispondere sia la filosofa statunitense Wendy Brown, che ne \u201c<a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/disfacimento-del-demos-rivoluzione-silenziosa-ebook-wendy-brown\/e\/9788861059573\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il disfacimento del demos. La rivoluzione silenziosa del neoliberismo<\/a>\u201d riflette sulle conseguenze della diffusione della razionalit\u00e0 neoliberale nella societ\u00e0, e cio\u00e8 una razionalit\u00e0 fondata sulla trasformazione dei soggetti in capitale umano teso all\u2019autovalorizzazione e al piazzamento competitivo nella societ\u00e0 di mercato:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cMentre il neoliberismo sottopone a economizzazione tutte le sfere della vita, l\u2019effetto non \u00e8 semplicemente la riduzione delle funzioni dello Stato e del cittadino o l\u2019allargamento della sfera della libert\u00e0 nella sua definizione economica a spese dell\u2019investimento comune nella vita pubblica e nei beni pubblici. \u00c8 piuttosto quello di indebolire radicalmente l\u2019esercizio della libert\u00e0 nella sfera sociale e politica. Questo \u00e8 il paradosso centrale, forse persino lo stratagemma centrale, della governance neoliberista: la rivoluzione neoliberista avviene nel nome della libert\u00e0 \u2013 liberi mercati, Paesi liberi, uomini liberi -, ma distrugge le basi su cui la libert\u00e0 poggia, la sovranit\u00e0 degli Stati e dei soggetti. Gli Stati sono subordinati al mercato, governano per il mercato e acquisiscono o perdono la legittimit\u00e0 in base agli alti e bassi del mercato; inoltre gli Stati rimangono intrappolati nella separazione tra la spinta capitalista all\u2019accumulazione e l\u2019imperativo della crescita economica nazionale. I soggetti, liberati per poter perseguire l\u2019accrescimento del loro capitale umano, emancipati da ogni preoccupazione e regolamentazione da parte della sfera sociale, politica, comune o collettiva, vengono inseriti nelle norme e negli imperativi della condotta di mercato e integrati negli obiettivi dell\u2019azienda, dell\u2019industria, della regione, della nazione o della costellazione postnazionale a cui la loro esistenza \u00e8 legata. In una spettrale ripetizione della \u2018doppia libert\u00e0\u2019 che Marx indicava quale prerequisito della proletarizzazione dei soggetti feudali agli albori del capitalismo (libert\u00e0 dal possesso dei mezzi di produzione e libert\u00e0 di vendere la propria forza-lavoro), una nuova doppia libert\u00e0 \u2013 dallo Stato e da tutti gli altri valori \u2013 permette ad una razionalit\u00e0 strumentale al mercato di diventare la razionalit\u00e0 dominante che organizza e limita la vita del soggetto neoliberista.\u201c<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\">\n<div class=\"a2a_kit a2a_kit_size_26 addtoany_list\" data-a2a-url=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/06\/19\/la-liberta-del-neoliberismo\/\" data-a2a-title=\"La libert\u00e0 del neoliberismo\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/06\/19\/la-liberta-del-neoliberismo\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/06\/19\/la-liberta-del-neoliberismo\/<\/a><\/strong><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Niccol\u00f2 Biondi) Pochi giorni, durante il G7, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha pubblicato sui social la foto con il Presidente argentino\u00a0Javier Milei\u00a0accompagnata dalla frase \u201cviva la libert\u00e0\u201d. 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