{"id":86105,"date":"2024-06-24T10:30:30","date_gmt":"2024-06-24T08:30:30","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86105"},"modified":"2024-06-22T16:29:45","modified_gmt":"2024-06-22T14:29:45","slug":"raccomandazioni-ue-gli-impegni-su-difesa-e-green-rendono-piu-dolorosi-i-tagli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86105","title":{"rendered":"RACCOMANDAZIONI UE &#8211; Gli \u201cimpegni\u201d su difesa e green rendono pi\u00f9 dolorosi i tagli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Paolo Annoni)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-86106\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/FB_IMG_1719066227488-300x141.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"141\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/FB_IMG_1719066227488-300x141.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/FB_IMG_1719066227488-520x245.jpg 520w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/FB_IMG_1719066227488.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ieri la Commissione europea ha inviato le raccomandazioni specifiche a tutti i Paesi membri. Per l&#8217;Italia diventer\u00e0 pi\u00f9 complicato rispettarle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Commissione europea ieri ha inviato le proprie raccomandazioni ai Paesi membri. All\u2019Italia la Commissione ha raccomandato di \u201climitare la crescita della spesa netta nel 2025\u201d a un tasso coerente con la riduzione del deficit nel medio termine al 3% del Pil. E raccomanda all\u2019Italia di \u201crendere il sistema fiscale pi\u00f9 favorevole alla crescita, con un focus sulla riduzione del cuneo fiscale sul lavoro\u201d, di \u201cridurre la spesa fiscale e aggiornare i valori catastali\u201d continuando ad \u201cassicurare l\u2019equit\u00e0 e la progressivit\u00e0\u201d e \u201ca sostenere la transizione green\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia ha chiuso il 2023 con il secondo debito pubblico pi\u00f9 alto d\u2019Europa in percentuale del Pil (137,3%) e con il deficit pi\u00f9 alto d\u2019Europa (7,4%); nel 2024 l\u2019Italia continuer\u00e0 ad avere un deficit superiore alla media europea (4,4%) rispetto a una media del 3%, e, tra i grandi Paesi, inferiore solo a quello della Francia. A prescindere dalle considerazioni della Commissione europea, in una fase di tassi strutturalmente pi\u00f9 alti questi numeri sono una sfida. La competizione dei Governi per assicurarsi i risparmi delle famiglie per l\u2019emissione di titoli pubblici \u00e8 alta; gli stati Uniti nel 2024 avranno un deficit superiore all\u20198% e superiore al 7% sia nel 2025 che nel 2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo scenario aprire una fase conflittuale con la Commissione \u00e8 complicato. I mercati finanziari europei sono gi\u00e0 in trepidazione e prezzano il rischio che la Francia a \u201ctrazione Le Pen\u201d possa aprire un confronto con l\u2019Europa sui target di riduzione del deficit e non solo. La possibilit\u00e0 di una riedizione della crisi dei debiti sovrani non \u00e8 nulla. Non \u00e8 chiaro quanto possa ottenere l\u2019Italia dall&#8217;\u201dEuropa\u201d, con le buone o con le cattive, in questo scenario. La solidit\u00e0 dei conti pubblici \u00e8 comunque un valore a prescindere da quello che si dice e da come si dice a Bruxelles.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La riduzione della spesa che si chiede all\u2019Italia e le riforme del sistema fiscale con la revisione del catasto avvengono in una fase diversa da quella del 2011 quando la crisi dei debiti sovrani raggiungeva il picco. L\u2019economia italiana nel 2012 poteva contare sulle esportazioni, per bilanciare la riduzione della domanda interna, in uno scenario di globalizzazione, bassi prezzi delle materie prime e prezzi dell\u2019elettricit\u00e0 stabili grazie alle forniture a lungo termine e a prezzo scontato di gas russo. Oggi si moltiplicano i segnali di guerre commerciali, che non fanno bene alle esportazioni, e l\u2019elettricit\u00e0 costa pi\u00f9 del 50% in pi\u00f9 alle imprese italiane. Questa \u00e8 una prima sfida per i conti pubblici perch\u00e9 l\u2019Italia negli ultimi anni ha dovuto, per esempio, mettere mano al portafoglio per aiutare le famiglie e le imprese colpite dai rincari energetici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La spesa per la difesa deve salire perch\u00e9 la guerra in Ucraina non accenna a finire e l\u2019Italia, in buona compagnia, ha gi\u00e0 svuotato i magazzini per inviare materiale a Kiev. La Commissione, poi, che raccomanda a Roma di ridurre le spese, invita il nostro Paese a continuare a investire nella transizione verde. Gli incentivi alle rinnovabili dal 2011 al 2022 sono costati all\u2019Italia 130 miliardi di euro; il conto non include gli investimenti che si sono resi necessari sulla rete. Gli incentivi sono scesi a 6,4 miliardi nel 2022 dai 10,4 miliardi del 2021 solo perch\u00e9 sono saliti i prezzi dell\u2019elettricit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia deve abbassare il deficit in un quadro internazionale decisamente peggiore di quello del 2011, mentre le viene chiesto di investire di pi\u00f9 in spesa militare e di almeno mantenere, se non accelerare, la spesa per la transizione \u201cgreen\u201d. Il risultato \u00e8 che qualsiasi riduzione di spesa diventa pi\u00f9 dolorosa perch\u00e9 i margini di manovra sono minori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La solidit\u00e0 dei conti pubblici \u00e8 un valore a prescindere e in particolare in questa fase storica. La questione che dovrebbe porsi l\u2019Italia \u00e8 se si pu\u00f2 permettere l\u2019incremento della spesa in difesa e la transizione energetica. Gli Stati Uniti di Biden, per esempio, hanno deciso che non si possono permettere la transizione perch\u00e9 le priorit\u00e0 sono la spesa sociale e la reindustrializzazione del Paese. Altri Paesi europei hanno deciso che non si possono permettere incrementi vertiginosi della spesa militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo scenario internazionale e dentro i vincoli della transizione e della spesa militare, anche la creativit\u00e0 italiana pu\u00f2 poco e l\u2019unica cosa che rimane sono tagli e tasse dolorosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #UE #Politica<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[Fonte: https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/raccomandazioni-ue-gli-impegni-su-difesa-e-green-rendono-piu-dolorosi-i-tagli\/2720495\/]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/MbmsQEQLEyvGZkpG\/\">https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/MbmsQEQLEyvGZkpG\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Paolo Annoni) Ieri la Commissione europea ha inviato le raccomandazioni specifiche a tutti i Paesi membri. 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