{"id":86122,"date":"2024-06-24T09:00:58","date_gmt":"2024-06-24T07:00:58","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86122"},"modified":"2024-06-24T01:24:02","modified_gmt":"2024-06-23T23:24:02","slug":"picconate-sulla-globalizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86122","title":{"rendered":"Picconate sulla globalizzazione"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ROBERTO IANNUZZI (blog personale)<\/strong><\/p>\n<h3 class=\"subtitle\">Colpendo economicamente Russia e Cina, gli USA sembrano determinati a smantellare l\u2019attuale ordine globalizzato pur di preservare la propria residua egemonia.<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-86123 size-full\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/f021362f-881e-483e-bfd1-47e9541a0a6a_2835x1772.webp\" alt=\"\" width=\"1272\" height=\"795\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/f021362f-881e-483e-bfd1-47e9541a0a6a_2835x1772.webp 1272w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/f021362f-881e-483e-bfd1-47e9541a0a6a_2835x1772-300x188.webp 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/f021362f-881e-483e-bfd1-47e9541a0a6a_2835x1772-1024x640.webp 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/f021362f-881e-483e-bfd1-47e9541a0a6a_2835x1772-768x480.webp 768w\" sizes=\"(max-width: 1272px) 100vw, 1272px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>Sessione di lavoro del G7 in Puglia, 14 giugno 2024<\/em><\/p>\n<p>La persuasione che la competizione fra grandi potenze sia un gioco a somma zero ispira le scelte dell\u2019\u00e9lite politica americana e della componente atlantista di quella europea.<\/p>\n<p>In base a questa visione, gli Stati Uniti e i loro alleati nel vecchio continente (in posizione molto subordinata, a dir la verit\u00e0) devono compiere ogni sforzo per preservare l\u2019egemonia americana ed occidentale su un mondo sempre pi\u00f9 insofferente ai diktat di Washington.<\/p>\n<p>Questa sfida, vista come esistenziale, giustifica agli occhi della classe politica occidentale il ricorso a ogni mezzo, dall\u2019ambito militare a quello economico.<\/p>\n<p>Se nel campo militare abbiamo visto che USA ed alleati europei sono disposti a rischiare una\u00a0<a href=\"https:\/\/robertoiannuzzi.substack.com\/p\/scontro-russia-occidente-scenari\" rel=\"\">pericolosa escalation<\/a>\u00a0con Mosca pur di \u201cdissanguare\u201d la Russia in Ucraina, la guerra senza quartiere contro gli \u201cavversari designati\u201d dell\u2019Occidente (Russia e Cina, in primo luogo) non pu\u00f2 non coinvolgere anche la sfera economica.<\/p>\n<p>La\u00a0<a href=\"https:\/\/robertoiannuzzi.substack.com\/p\/breve-storia-della-globalizzazione\" rel=\"\">globalizzazione<\/a>\u00a0\u00e8 un sistema ingiusto, fondato sullo sfruttamento della manodopera e delle materie prime dei paesi pi\u00f9 poveri, che per\u00f2 ha anche minimizzato i costi di produzione, e dato lavoro a milioni di persone sollevandole dalla povert\u00e0 assoluta.<\/p>\n<p>Semplificando, essa \u00e8 stata storicamente fondata su due poli: la Cina, la cosiddetta \u201cfabbrica del mondo\u201d, e gli Stati Uniti, il centro del sistema finanziario globale ed il mercato di consumo di ultima istanza.<\/p>\n<p>Ritrovandosi incapaci di competere in questo sistema da essi stessi creato, gli USA hanno deciso di smantellarlo, invece di correggerne gli squilibri. Unico obiettivo dell\u2019\u00e9lite americana \u00e8 preservare l\u2019egemonia di Washington. A qualunque costo.<\/p>\n<p>Sebbene le strutture dell\u2019economia globalizzata si siano dimostrate\u00a0<a href=\"https:\/\/www.foreignaffairs.com\/china\/globalization-dangerous-myth-economy-brad-setser\" rel=\"\">ben pi\u00f9 radicate<\/a>\u00a0di quanto gli strateghi di Washington avevano forse immaginato, nei loro piani l\u2019offensiva economica che essi intendono lanciare contro Mosca e Pechino sar\u00e0 infine destinata a stravolgere il volto della globalizzazione come oggi lo conosciamo.<\/p>\n<p>La scorsa settimana ha segnato una nuova tappa di questa guerra senza quartiere. I dazi europei sulle auto elettriche cinesi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/articles\/cd114dpnqxwo\" rel=\"\">stanno per aggiungersi<\/a>\u00a0a quelli americani, ed altri ne arriveranno.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti hanno introdotto un nuovo durissimo pacchetto di sanzioni contro i settori finanziario, energetico e tecnologico della Russia.<\/p>\n<p>E il G7 ha deciso di destinare 50 miliardi di dollari in aiuti all\u2019Ucraina sfruttando i proventi derivanti dai 300 miliardi di riserve russe congelate in Occidente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 class=\"header-with-anchor-widget\">La Russia come l\u2019Iran<\/h3>\n<p>Due anni dopo che alla Banca centrale russa erano state vietate le transazioni in dollari, la Borsa di Mosca e le sue controllate, il National Clearing Center e il National Settlement Depository, sono state aggiunte alla lista delle entit\u00e0 sanzionate.<\/p>\n<p>Di fatto isolata dal sistema finanziario globale in dollari, la Borsa di Mosca \u00e8 stata costretta a sospendere le transazioni in dollari e in euro, a tutto vantaggio dello\u00a0<a href=\"https:\/\/carnegieendowment.org\/russia-eurasia\/politika\/2024\/05\/china-russia-yuan\" rel=\"\">yuan cinese<\/a>.<\/p>\n<p>In Russia le transazioni in dollari ed euro avverranno ora direttamente fra venditori e acquirenti, attraverso il sistema bancario, al cui interno molti operatori sono per\u00f2 a loro volta sottoposti a sanzioni.<\/p>\n<p>La differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita di dollari ed euro, di conseguenza, \u00e8 aumentato. E i prezzi dei beni importati cresceranno a causa dei sistemi pi\u00f9 complessi \u2013 e costosi \u2013 necessari ad aggirare le sanzioni. Come risultato, la Banca centrale avr\u00e0 pi\u00f9 difficolt\u00e0 a contrastare l\u2019inflazione.<\/p>\n<p>Le nuove sanzioni stanno definitivamente trasformando lo yuan nella principale valuta estera di scambio in Russia. Gi\u00e0 a maggio la sua percentuale nelle transazioni di cambio aveva raggiunto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cbr.ru\/Collection\/Collection\/File\/49231\/ORFR_2024-05.pdf\" rel=\"\">il 53,6%<\/a>, sebbene il sistema sanzionatorio influisca anche sugli scambi in yuan.<\/p>\n<p>Le grandi banche cinesi connesse al sistema finanziario globale devono infatti guardarsi dal rischio di sanzioni secondarie. Il loro posto viene preso da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/business\/finance\/half-russias-payments-china-made-through-middlemen-sources-say-2024-04-26\/\" rel=\"\">intermediari locali<\/a>, da banche regionali, o da istituzioni create apposta per lavorare con la Russia.<\/p>\n<p>Sia Mosca che Pechino hanno mostrato grande capacit\u00e0 di adattamento alle sanzioni, sebbene Washington cerchi continuamente di stringerne le maglie. In poco pi\u00f9 di due anni di guerra, \u00e8 emerso un intero sistema di intermediari in varie giurisdizioni, sono stati sviluppati schemi per ristabilire le catene di fornitura colpite dalle sanzioni, e i pagamenti in yuan e rubli sono stati effettuati ricorrendo a istituzioni locali.<\/p>\n<p>In Occidente c\u2019\u00e8 chi sostiene che le nuove sanzioni avrebbero potuto mettere in subbuglio l\u2019economia russa solo se fossero state introdotte subito, all\u2019inizio del 2022.<\/p>\n<p>Nel frattempo, l\u2019intero mondo non occidentale ha guardato con crescente sconcerto alla trasformazione, da parte americana, del sistema finanziario globale in un\u2019arma con cui punire gli avversari politici di Washington.<\/p>\n<p>Dall\u2019Asia all\u2019America Latina, molti paesi guardano con aumentato interesse alla creazione di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sott.net\/article\/492254-BRICS-developing-platform-for-transactions-in-national-currencies-Lavrov\" rel=\"\">strumenti finanziari<\/a>\u00a0che possano metterli al riparo da eventuali misure coercitive americane fondate sull\u2019egemonia internazionale del dollaro.<\/p>\n<p>Sebbene quest\u2019ultima sia concepita in maniera tale da favorire la sua\u00a0<a href=\"https:\/\/mronline.org\/2024\/06\/18\/what-is-the-realistic-strategy-for-de-dollarisation\/\" rel=\"\">autoconservazione<\/a>, un lento processo di \u201cdedollarizzazione\u201d dell\u2019economia mondiale sta gradualmente prendendo piede.<\/p>\n<p>Le sanzioni secondarie e l\u2019esclusione delle banche russe dal sistema di pagamenti dello SWIFT si sono dimostrate un potente incentivo allo sviluppo di sistemi alternativi come il Cross-Border Interbank Payment System (CIPS) cinese, e pi\u00f9 in generale alla progressiva frammentazione del sistema finanziario globale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 class=\"header-with-anchor-widget\">Le riserve estere di Mosca nel mirino<\/h3>\n<p>Washington, tuttavia, non sembra voler trarre insegnamento dalla progressiva debilitazione di uno dei principali strumenti della sua egemonia.<\/p>\n<p>Da mesi, numerosi esponenti dell\u2019establishment americano <a href=\"https:\/\/www.brookings.edu\/articles\/why-do-the-u-s-and-its-allies-want-to-seize-russian-reserves-to-aid-ukraine\/\" rel=\"\">suggeriscono <\/a>di confiscare i quasi 300 miliardi di dollari di riserve russe congelate nelle banche occidentali (soprattutto in Europa), per sostenere finanziariamente lo sforzo bellico ucraino contro Mosca \u2013 un altro provvedimento che non avrebbe precedenti nella storia del sistema finanziario internazionale.<\/p>\n<p>Le perplessit\u00e0 in proposito sono state formulate soprattutto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/ecbs-lagarde-digs-in-as-us-pushes-europe-on-using-russian-assets-for-ukraine-aid\/\" rel=\"\">dagli europei<\/a>, i quali temono che una simile confisca minerebbe la fiducia internazionale nelle banche del vecchio continente e nel sistema finanziario globale a guida occidentale.<\/p>\n<p>Dal canto suo, Mosca ha promesso misure di rappresaglia contro gli asset americani ed europei in Russia (per un valore stimato di circa\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/business\/west-stands-lose-least-288-bln-assets-if-russian-assets-seized-ria-2024-01-21\/\" rel=\"\">290 miliardi<\/a>\u00a0di dollari) nel caso in cui le riserve russe dovessero essere confiscate.<\/p>\n<p>Al G7 della scorsa settimana, i paesi occidentali sono giunti a una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.whitehouse.gov\/briefing-room\/statements-releases\/2024\/06\/14\/g7-leaders-statement-8\/\" rel=\"\">soluzione temporanea<\/a>\u00a0di compromesso che consiste nel prestare all\u2019Ucraina 50 miliardi di dollari quest\u2019anno, investendo gli interessi derivanti dalle riserve russe congelate per poi ripagare gradualmente il prestito con i profitti ricavati da tali investimenti.<\/p>\n<p>L\u2019esatto contributo dei diversi paesi del G7 al prestito rimane tuttavia da stabilire, insieme ad altri dettagli, e potrebbe ancora incontrare alcune resistenze in Europa e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/us-eu-war-in-ukraine-loan-russian-assets-negotiations-g7-us-election-western-support-joe-biden-olaf-scholz-emmanuel-macron\/\" rel=\"\">nel Congresso USA<\/a>.<\/p>\n<p>La misura, inoltre, \u00e8 destinata a rimanere un mero palliativo alla luce del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/5f77ce03-c584-432d-adc8-fb2211346be7\" rel=\"\">disastroso stato finanziario<\/a>\u00a0in cui versa l\u2019Ucraina, e dovr\u00e0 essere seguita da finanziamenti ben pi\u00f9 corposi se i partner occidentali vorranno evitare la bancarotta di Kiev.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 pertanto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.piie.com\/blogs\/realtime-economics\/2024\/ukraine-needs-durable-commitment-support-g7\" rel=\"\">chi gi\u00e0 sostiene<\/a>\u00a0che presto o tardi i 300 miliardi di riserve russe congelate verranno sequestrati comunque, e che in ogni caso non verranno mai restituiti a Mosca a fine conflitto perch\u00e9 le richieste ucraine di compensazione nei confronti della Russia saranno superiori al valore di tali riserve.<\/p>\n<p>Un tale scenario, tuttavia pone\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/europe\/europe-must-not-weaponize-euro-ecb-policymaker-warns-2024-01-26\/\" rel=\"\">rischi a lungo termine<\/a>\u00a0per il sistema finanziario globale a guida occidentale. Diversi paesi, temendo per la sicurezza delle proprie riserve in dollari e in euro, potrebbero spostarle al di fuori delle giurisdizioni occidentali convertendole in altre valute, come lo yuan cinese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 class=\"header-with-anchor-widget\">Velleitarismo del G7<\/h3>\n<p>L\u2019ordine internazionale a guida occidentale sta gi\u00e0 perdendo credibilit\u00e0, avviandosi a diventare un sistema disfunzionale. Organismi come l\u2019ONU, il WTO e il G20 sono paralizzati dai dissensi al loro interno.<\/p>\n<p>Il G7, che negli anni \u201970 del secolo scorso <a href=\"https:\/\/www.csis.org\/analysis\/bending-architecture-reimagining-g7\" rel=\"\">determinava<\/a> oltre il 60% dell\u2019output mondiale, oggi ne rappresenta <a href=\"https:\/\/robertoiannuzzi.substack.com\/p\/gli-usa-e-limpoverimento-delleuropa\" rel=\"\">solo il 44%<\/a>\u00a0(appena il 30% se misurato a parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto).<\/p>\n<p>Un progetto americano\u00a0<a href=\"https:\/\/www.csis.org\/analysis\/reimagined-g7\" rel=\"\">alquanto velleitario<\/a>\u00a0ne prevede la riforma, attraverso l\u2019inclusione di Australia e Corea del Sud (per dare pi\u00f9 peso all\u2019area del Pacifico), e riservando una maggiore attenzione al Sud del mondo tramite l\u2019introduzione di meccanismi di consultazione con l\u2019Unione Africana, il forum dell\u2019Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC), l\u2019Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN), la Cina, il G20, e l\u2019Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC).<\/p>\n<p>Se n\u2019\u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/il-g7-apre-al-sud-globale-177833\" rel=\"\">discusso<\/a>\u00a0la scorsa settimana alla riunione del G7 in Puglia. Difficile, ad ogni modo, che un simile progetto vada molto lontano.<\/p>\n<p>Il cinese\u00a0<em>Global Times<\/em>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.globaltimes.cn\/page\/202406\/1314114.shtml\" rel=\"\">lo ha definito<\/a>\u00a0uno strumento nelle mani di Washington, attraverso il quale la Casa Bianca \u201cpunta a massimizzare i propri interessi\u201d spingendo gli altri membri del gruppo \u201ca sopportare rischi e a sacrificare i propri interessi nazionali\u201d per collaborare con i progetti americani.<\/p>\n<p>Il francese\u00a0<em>Le Monde<\/em>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lemonde.fr\/en\/opinion\/article\/2024\/06\/17\/diplomacy-a-weakened-g7_6674990_23.html\" rel=\"\">ha osservato<\/a>\u00a0che il G7 \u00e8 ormai un raggruppamento di nazioni \u201cindebolite\u201d, guidate da leader spesso delegittimati, come il premier britannico Rishi Sunak, dato perdente alle imminenti elezioni, o come il presidente francese Emmanuel Macron, uscito sconfitto dalle consultazioni europee, e che potrebbe subire un\u2019ulteriore disfatta alle elezioni anticipate appena indette.<\/p>\n<p>Le economie del G7 continuano ad attraversare una fase di sostanziale <a href=\"https:\/\/thenextrecession.wordpress.com\/2024\/06\/19\/a-soft-landing-or-curates-egg\/\" rel=\"\">stagnazione<\/a>. Quella americana, la migliore del gruppo, nell\u2019ultimo trimestre del 2023\u00a0<a href=\"https:\/\/thenextrecession.wordpress.com\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/we1.png\" rel=\"\">ha registrato<\/a>\u00a0una crescita dello 0,9%, ridottasi allo 0,3% nel primo trimestre di quest\u2019anno.<\/p>\n<p>Gli altri membri del gruppo oscillano fra stagnazione e recessione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 class=\"header-with-anchor-widget\">Guerra economica a Pechino dopo le presidenziali di novembre<\/h3>\n<p>Per contrastare il successo di Pechino (alleato di Mosca e vero avversario degli USA) nelle esportazioni, gli Stati Uniti e i loro alleati europei hanno imposto sanzioni e dazi ai prodotti cinesi.<\/p>\n<p>La conseguenza \u00e8 che la Cina ha\u00a0<a href=\"https:\/\/thenextrecession.wordpress.com\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/we13.jpg\" rel=\"\">guadagnato quote<\/a>\u00a0nei mercati del Sudest asiatico, dell\u2019America Latina e della Russia.<\/p>\n<p>Ma la guerra dei dazi \u00e8 appena all\u2019inizio. Essa probabilmente registrer\u00e0 una nuova fiammata dopo le presidenziali americane di novembre.<\/p>\n<p>A prescindere da chi vincer\u00e0 quelle consultazioni,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cfr.org\/article\/man-who-would-help-trump-upend-global-economy\" rel=\"\">sia Trump<\/a>\u00a0che Biden sembrano\u00a0<a href=\"https:\/\/www.axios.com\/newsletters\/axios-macro-59bb2df3-2560-4139-a44d-21002f83d5e1.html\" rel=\"\">intenzionati<\/a>\u00a0a fare pieno uso delle armi economiche a disposizione degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Sul fronte economico internazionale, la differenza tra i due candidati appare minima. Entrambi soffrono per la perdita d\u2019influenza americana a causa dell\u2019ascesa dell\u2019Asia, e in particolare della Cina, che tutti e due considerano il rivale da battere.<\/p>\n<p>Ed entrambi sembrano intenzionati a ricorrere a strumenti protezionistici per ristabilire la supremazia statunitense, a costo di smantellare il sistema globalizzato che gli USA stessi avevano costruito.<\/p>\n<p>E\u2019 anche interessante notare che, lanciando la propria personale guerra dei dazi, ciascuno di loro si \u00e8 concentrato soprattutto su un settore industriale\u00a0<a href=\"https:\/\/eastasiaforum.org\/2024\/06\/03\/americas-leadership-choice-and-its-consequence-for-the-global-economic-order\/\" rel=\"\">tipico del secolo scorso<\/a>: per Trump si \u00e8 trattato dall\u2019acciaio, per Biden dell\u2019industria automobilistica.<\/p>\n<p>Nella guerra dei microchip, che invece riguarda chiaramente il futuro, le misure coercitive degli USA sembrano aver avuto un effetto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2023\/05\/11\/technology\/china-us-chip-controls.html\" rel=\"\">controproducente<\/a>, stimolando la crescita di un\u2019industria cinese autoctona che sta rapidamente prendendo il passo di quella occidentale.<\/p>\n<p>Ci si pu\u00f2 aspettare che la Cina risponda in maniera moderata alla prossima guerra dei dazi USA, continuando a incoraggiare il libero commercio sul resto della scena globale. Se tuttavia altri paesi dovessero seguire l\u2019esempio americano, adottando politiche di dazi e sussidi, organizzazioni mondiali come il WTO scivoleranno nell\u2019irrilevanza.<\/p>\n<p>Pur di preservare la propria residua egemonia, gli Stati Uniti sembrano pronti anche a distruggere l\u2019attuale ordine internazionale. L\u2019esito di una simile battaglia \u00e8 incerto.<\/p>\n<p>Gli USA (probabilmente con i loro alleati europei al seguito) finiranno per rimanere ai margini del nuovo sistema multipolare emergente, a meno che non riescano a far implodere l\u2019intero ordine globalizzato.<\/p>\n<p>Comunque andr\u00e0, l\u2019Occidente un tempo egemone rischia di pagare un prezzo molto alto.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/robertoiannuzzi.substack.com\/p\/picconate-sulla-globalizzazione\">https:\/\/robertoiannuzzi.substack.com\/p\/picconate-sulla-globalizzazione<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ROBERTO IANNUZZI (blog personale) Colpendo economicamente Russia e Cina, gli USA sembrano determinati a smantellare l\u2019attuale ordine globalizzato pur di preservare la propria residua egemonia. 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