{"id":86164,"date":"2024-06-27T09:16:00","date_gmt":"2024-06-27T07:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86164"},"modified":"2024-06-26T12:19:50","modified_gmt":"2024-06-26T10:19:50","slug":"il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86164","title":{"rendered":"Il reddito di cittadinanza come strumento di una politica economica espansiva"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ECONOMIA E POLITICA (Roberta Pittelli)<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p><strong>SOMMARIO:<\/strong>\u00a01<em>. Introduzione; 2. Motivazioni e cause che hanno portato all\u2019adozione del RdC: l\u2019economia italiana degli ultimi 15 anni; 3. L\u2019economia italiana oggi; 4. Reddito di cittadinanza e il divario Nord\/Sud; 5. Conclusioni: il grado di incidenza del RdC sull\u2019economia reale.<\/em><\/p>\n<h5>1. Introduzione<\/h5>\n<p>Rispetto a quanto si \u00e8 soliti affermare sull\u2019istituto del reddito di cittadinanza, il presente studio intende rappresentare un cambio di rotta entrando nel merito prettamente economico della questione osservando ed analizzando suddetto istituto esclusivamente mediante lo studio dei dati macroeconomici osservati nel corso degli ultimi quattro anni.<\/p>\n<p>Il contesto storico cui la misura si trova ad operare, induce ad una necessaria riflessione su come gli strumenti tipici delle politiche fiscali possano agire in modo efficace in termini di contrasto agli shock economici come quelli derivanti dalla pandemia da Covid-19 prima e dalla guerra in Ucraina dopo, e come quest\u2019ultimi si siano insediati con forza in un contesto, quello italiano, gi\u00e0 provato dal processo di\u00a0<em>spending review<\/em>\u00a0operato dal 2011 in poi quale risultato della crisi dei mutui sub-prime del 2007 e della successiva crisi dei debiti sovrani dell\u2019eurozona del 2011. Come se non bastasse tutto ci\u00f2 non ha fatto altro che acuire il\u00a0<em>gap<\/em>\u00a0tra regioni del nord e quelle del sud Italia in termini di crescita economica.<\/p>\n<p>Sulla base di tutte queste ragioni nonch\u00e9 degli studi precedenti<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0, l\u2019elaborato si propone l\u2019obiettivo di sovvertire la convinzione secondo cui le politiche di sostegno al reddito rappresentino un mero assistenzialismo ma al contrario, come gli strumenti di politica fiscale espansiva concernenti ad esempio i conferimenti\u00a0<em>welfare<\/em>, possano risultare efficaci non soltanto nel breve periodo ma cos\u00ec come gi\u00e0 ampiamente sostenuto dalla scuola keynesiana, possano costituire il migliore strumento nelle mani dei policy maker atto a sovvertire una stagnazione economica o pi\u00f9 semplicemente un disallineamento tra domanda e offerta.<\/p>\n<p>Il saggio, attraverso un\u2019indagine quantitativa e l\u2019utilizzo di strumenti di statistica descrittiva, andr\u00e0 cos\u00ec a studiare il reddito di cittadinanza quale strumento di politica fiscale anticongiunturale da un punto di vista prettamente macroeconomico al fine di dimostrarne l\u2019efficacia, mediante l\u2019elaborazione e l\u2019analisi di tutta una serie di dati macroeconomici riguardanti il Pil, il tasso di crescita, il tasso di disoccupazione, il tasso di occupazione non soltanto a livello nazionale ma anche regionale al fine di porre a confronto le due macroaree che interessano il paese ovverosia regioni del centro\/nord e quelle del sud e delle isole in riferimento anche e soprattutto al numero di famiglie e di persone coinvolte dalla fruizione del beneficio di cui oggetto di studio.<\/p>\n<h5>2. Motivazioni e cause che hanno portato all\u2019adozione del RdC: l\u2019economia italiana degli ultimi 15 anni.<\/h5>\n<p>Al fine di comprendere l\u2019attuale situazione economica italiana \u00e8 doveroso e necessario fare un passo indietro di oltre un decennio fino ad arrivare alla difficile e complicata situazione economica scaturita dalla crisi finanziaria internazionale Ad oggi l\u2019Italia, cos\u00ec come altri paesi europei, fa i conti con la difficile situazione economica scaturita dalla crisi finanziaria internazionale del 2007 la c.d. crisi dei mutui sub-prime e della successiva crisi dei debiti sovrani dell\u2019eurozona, dettata anzitutto da una scarsa regolamentazione dei mercati finanziari in relazione all\u2019introduzione di strumenti di finanza strutturata che nel breve periodo, avrebbero permesso una pi\u00f9 facile circolazione del capitale mediante la rideterminazione dei requisiti per l\u2019accesso al credito, mentre nel lungo periodo avrebbero invece generato una forte difficolt\u00e0 nella gestione e nell\u2019individuazione delle attivit\u00e0 cartolarizzate.<\/p>\n<p>Nella fattispecie tale difficolt\u00e0 di gestione, deriva in primo luogo dal fatto che all\u2019interno del mercato dei mutui<em>\u00a0subprime<\/em>\u00a0vi \u00e8 la presenza di un nuovo strumento finanziario, il c.d.\u00a0<em>Credit Risk Transfer<\/em>, il quale prevede un elevato numero di partecipanti si pensi: alle banche d\u2019investimento, agli\u00a0<em>hedge founds<\/em>, alle imprese di assicurazione, ai fondi pensione, alle agenzie di rating<em>,\u00a0<\/em>ilche consente il trasferimento del rischio ed una redistribuzione degli stessi tra\u00a0<em>Mortage Broker<\/em>\u00a0i quali, non sono soggetti al controllo da parte dell\u2019autorit\u00e0 di vigilanza ma sono sottoposti esclusivamente alla supervisione dello Stato in cui sono stati autorizzati all\u2019esercizio dell\u2019attivit\u00e0.<\/p>\n<p>In secondo luogo, al\u00a0<em>Credit Risk Transfer<\/em>\u00a0si associa lo sviluppo di un nuovo modello di business utilizzato dalle banche le quali passano da un modello definito\u00a0<em>originate-and-hold<\/em>, in cui i prestiti vengono accettati sopportandone il rischio fino alla scadenza,\u00a0<em>originate to distribuite<\/em>\u00a0(ODT), in cui i prestiti vengono creati per essere ceduti. Il modello ODT \u00e8 pertanto incentrato sul trasferimento, in capo ai mercati finanziari, del rischio di credito, connesso nel caso di specie ai mutui<em>\u00a0subprime<\/em>.<\/p>\n<p>Tant\u2019\u00e8 vero che i principali intermediari finanziari nonch\u00e9 le pi\u00f9 importanti banche d\u2019investimento fecero difficolt\u00e0 nel comprendere la portata dei titoli in portafoglio. Tutto ci\u00f2 gener\u00f2 una forte crisi del sistema finanziario mondiale portando al default di alcune tra le maggiori banche d\u2019investimento a livello mondiale, come la\u00a0<em>Lehamn Brothers Inc<\/em>\u00a0il cui\u00a0<em>default<\/em>\u00a0rappresent\u00f2 l\u2019inizio di una lunga crisi finanziaria che andr\u00e0 a colpire l\u2019economia reale di ogni singolo Paese coinvolto. In tali circostanze, gli interventi isolati messi in atto dalle singole autorit\u00e0 nazionali non risultarono pi\u00f9 sufficienti. Al fine di arrestare l\u2019aggravarsi della crisi finanziaria, per la prima volta fu\u2019 elaborata un\u2019azione ufficiale coordinata a livello internazionale, mediante la riduzione di 50 punti base dei tassi ufficiali da parte di sei importanti banche centrali, fra cui la<em>\u00a0Bank of England,\u00a0<\/em>la<em>\u00a0BCE\u00a0<\/em>e la<em>\u00a0Federal Reserve.<\/em>\u00a0Quest\u2019ultime si trovarono di fronte alla necessit\u00e0 di adottare nuovi strumenti di politica fiscale mediante l\u2019immissione di ingenti capitali all\u2019interno del sistema economico al fine di salvare il sistema bancario e di conseguenza di fornire una fonte di stimolo all\u2019economia reale in prenda ad una prima fase di recessione.<\/p>\n<p>Nella fattispecie considerato il crollo del mercato azionario, l\u2019obiettivo delle principali banche centrali coinvolte, sar\u00e0 quello di stabilizzare il sistema bancario mediante una progressiva e significativa riduzione dei tassi d\u2019interesse.<\/p>\n<p>Si rende necessario specificare cheal fine di contrastare suddetta crisi finanziaria, l\u2019Unione Europea mise in atto due meccanismi di salvaguardia della propria economia; si pensi all\u2019istituto ESM\u00a0<em>(European Stability Mechanism<\/em>)<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0che si occup\u00f2 della gestione di un fondo di salvataggiodei paesi che non riuscirono pi\u00f9 a collocare i titoli pubblici sul mercato primario; ed il programma OMT (<em>Outright Monetary Transaction<\/em>)<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0quale scudo anti-spread che consent\u00ec alla Banca Centrale Europea di sostenere, attraverso l\u2019acquisto illimitato sul mercato secondario, le quotazioni dei titoli dei paesi in difficolt\u00e0 con l\u2019obbligo da parte di questi ultimi, di adottare politiche di bilancio virtuose.<\/p>\n<p>Mediante l\u2019adesione a suddetto programma, la Banca Centrale Europea si impegnava ad acquistare i titoli dei governi in difficolt\u00e0 per assicurare un tasso ragionevole, a condizione che questi ultimi si impegnassero ad attuare un programma di riforme economiche con il fondo di assistenza dell\u2019area euro, il c.d. Meccanismo europeo di stabilit\u00e0<em>\u00a0(MES).<\/em>\u00a0Al fine di arginare la crisi finanziaria del 2007, oltre ad aver attuato tutta una serie di interventi economico\/normativi, l\u2019Unione Europea ha imposto le c.d. politiche di<em>\u00a0austerity<\/em>\u00a0nei confronti degli Stati con un elevato debito pubblico (PIIGS: Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna), si pensi ad esempio: all\u2019obbligo del perseguimento del\u00a0pareggio di bilancio; all\u2019obbligo del non superamento della soglia di\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Disavanzo_pubblico\">deficit strutturale<\/a>\u00a0superiore allo 0,5% del\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/PIL\">PIL<\/a>; alla significativa riduzione del rapporto debito pubblico\/PIL, pari ogni anno a un ventesimo della parte eccedente il 60% del PIL; all\u2019impegno a coordinare i piani di emissione del debito col\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Consiglio_dell%27Unione_europea\">Consiglio dell\u2019Unione<\/a>\u00a0e con la\u00a0Commissione europea.<\/p>\n<p>In via conclusiva la crisi dei<em>\u00a0<\/em>mutui subprime, quindi, gener\u00f2 una serie di reazioni a catena che portarono ad una lenta e progressiva stagnazione dei mercati finanziari non soltanto americani ma anche e soprattutto europei che portarono nel tempo alla formazione della c.d.\u00a0<em>crisi dei debiti sovrani dell\u2019eurozona<\/em>. Per impedire il tracollo del sistema bancario, i governi europei adottarono un piano di salvataggio con aiuti immediati da parte della BCE la quale, tra il 2008 ed il 2011, stanzi\u00f2 circa 1,6 mila miliardi di euro, l\u2019equivalente del 13% del PIL annuale dell\u2019UE.<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a><\/p>\n<p>Nonostante i ripetuti interventi effettuati sia dalla Banca Centrale Europea mediante iniezione di capitale nelle principali banche europee, che dagli stati membri mediante l\u2019attuazione di politiche economiche restrittive in ossequio alle disposizioni comunitarie, non si \u00e8 riusciti a contrastare efficacemente suddetta crisi ma al contrario, si \u00e8 contribuito a formare un Europea che corre a doppia velocit\u00e0.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 precisamente i paesi membri che avevano accumulato un ritardo sul cammino dell\u2019integrazione caratterizzati inoltre da una lenta crescita economica (si pensi all\u2019Italia) sono stati maggiormente colpiti dalla su citata crisi, rispetto ai paesi che avevano consolidato le loro economie nel quadro europeo (si pensi alla Germania) e, conseguentemente, non sono pi\u00f9 riusciti a rispettare i\u00a0vincoli comunitari; ci\u00f2 ha determinato ad esempio il<em>\u00a0<\/em>default della Grecia o l\u2019uscita dell\u2019Inghilterra dall\u2019eurozona.<\/p>\n<h5>3. L\u2019economia italiana oggi<\/h5>\n<p>Ad oggi l\u2019Italia, fa i conti con una difficile crisi economica scaturita in primis dell\u2019epidemia da Sars-Cov2 ed in secundis dal conflitto russo-ucraino. Prima di procedere con la disamina dall\u2019odierna situazione economica del nostro \u00e8 doveroso ricordare molto sinteticamente cosa avvenne in Italia e non solo dal gennaio 2020 in poi.<\/p>\n<p>Nella fattispecie il 11 marzo 2020 l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 ha dichiara, la pandemia da Covid-19 presente gi\u00e0 da diversi mesi in Cina, quale emergenza sanitaria di interesse internazionale a causa della sua rapidit\u00e0 di diffusione e dell\u2019elevato tasso di mortalit\u00e0. In breve tempo, nonostante le misure di contenimento poste in essere dapprima dalla Cina e successivamente anche da altri paesi europei e non solo, attraverso ad esempio le limitazioni all\u2019entrata e all\u2019uscita dallo stato piuttosto che mediante controlli fisici dei passeggeri sino a giungere ad un lockdown generalizzato che ha comportato tra le altre cose, il divieto di spostamento da uno stato all\u2019altro.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 stato uno dei paesi europei maggiormente colpiti dalla prima ondata di Covid-19 tant\u2019\u00e8 vero che il giorno successivo alla dichiarazione fornita da parte dell\u2019OMS\u00a0il Governo italiano con a capo il Presidente Giuseppe Conte, dopo i primi provvedimenti cautelativi adottati a partire dal 22 gennaio, tenuto conto del carattere particolarmente diffusivo dell\u2019epidemia, ha proclamato lo stato di emergenza e messo in atto le prime misure di contenimento del contagio sull\u2019intero territorio nazionale.<\/p>\n<p>Al fine di contrastare efficacemente la pandemia il governo ha adottato diversi decreti attuativi tra i quali il DPCM 8 marzo\u00a02020<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, il DPCM Iorestoacasa<a id=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>\u00a0ed il DPCM 11 marzo 2020<a id=\"_ftnref7\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>. Attraverso i suddetti il Primo ministro Conte ha ordinato ancora pi\u00f9 stringenti misure di confinamento della popolazione, e l\u2019interruzione di numerose attivit\u00e0 produttive, commerciali e professionali, ad eccezione del settore agro-alimentare, sanitario, servizi essenziali e altre attivit\u00e0 di necessarie al loro funzionamento. Nel contempo, sono state attivate dapprima nella pubblica amministrazione, poi anche nelle imprese private di pubblico interesse, nelle imprese e negli uffici sia pubblici che privati, regole di lavoro agile per ogni attivit\u00e0 che consentisse tali modalit\u00e0 di lavoro.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro comprendere come tale condizione di isolamento perpetrata per circa 3 mesi con riapertura graduale delle varie attivit\u00e0 economiche abbia provocato uno\u00a0<em>shock\u00a0<\/em>congiunto di domanda e di offerta sia all\u2019interno che all\u2019esterno del nostro paese.<\/p>\n<p>Il governo \u00e8 stato cos\u00ec costretto ad intervenire mediante tutta una serie di strumenti economici a sostegno delle imprese e delle famiglie attraverso i c.d. decreti aiuti e decreti ristoricostati all\u2019incirca 18 miliardi di euro. Al fine di comprendere l\u2019impatto economico della pandemia e i suoi risvolti sull\u2019economia reale, con la tabella successiva, si andranno a considerare 3 indicatori, tra quelli fondamentali del ciclo economico, osservandone l\u2019andamento per gli anni 2020, 2021, 2022 a confronto con l\u2019anno pre-pandemico 2019.<\/p>\n<p><strong>Tabella 1: previsioni espresse in variazioni percentuali.<\/strong><\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14834\" src=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/image-1.png\" alt=\"\" width=\"539\" height=\"189\" \/><figcaption>Fonte: elaborazione propria su dati ISTAT.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Dalla tabella si evince come l\u2019economia italiana durante l\u2019anno 2020 abbia subito una battuta d\u2019arresto a seguito della pandemia da Covid-19 e alle relative restrizioni in termini di interscambio. Nella fattispecie il primo indicatore da considerare \u00e8 sicuramente il PIL il quale rappresenta il miglior strumento per calcolare le dimensioni di un dato sistema economico in un dato anno con la possibilit\u00e0 quindi di poterlo porre anche a confronto con le prestazioni economiche di un diverso paese.<\/p>\n<p>Senza entrare nel dettaglio su come si calcoli il PIL e sui relativi aspetti macroeconomici \u00e8 opportuno ricordare che in Italia il PIL si compone principalmente di 4 indicatori: consumi delle famiglie \u2013 spesa pubblica \u2013 investimenti \u2013 import\/export \u2013 turismo. Il settore industriale ha beneficiato di un andamento nel complesso favorevole sia del commercio internazionale che della domanda interna, anche per gli investimenti. La crescita annuale acquisita \u00e8 pari al 3,4%, superiore al 3,1% previsto nel\u00a0Documento di economia e finanza. Per ci\u00f2 che attiene le esportazioni, che nel 2019 rappresentavo il 31,7 % del PIL, vi \u00e8 stata una significativa contrazione nel 2020 rispetto all\u2019anno precedente per poi riprendersi con forza nel 2021 e dalle previsioni, anche nel 2022. Nel 2021 la crescita ha riguardato, il settore\u00a0farmaceutico\u00a0(+25,6%), la metallurgia (+5,3%), il settore metalmeccanico (17,2%), la moda (11,9%) e la filiera agro-alimentare (9,1%).<\/p>\n<p>Il tasso di disoccupazione rappresenta sicuramente una nota dolente per l\u2019economia del nostro paese dal momento che il suo valore \u00e8 da sempre tra i pi\u00f9 bassi in Europa seguita, per farne un esempio, da Spagna e Grecia. Ad ogni modo, nonostante la stagnazione dell\u2019economia e la riduzione della domanda e dell\u2019offerta aggregata durante l\u2019anno 2020, si \u00e8 comunque registrato un trend in decrescita rispetto agli anni precedenti arrivando a raggiungere ad oggi il 7,9%.<\/p>\n<p>Allo stato attuale vi \u00e8 stata una sorprendente ripresa del PIL rispetto a quanto auspicato dal rapporto provvisorio del MEF il quale ritiene che il notevole incremento dello stesso\u00a0si sia verificato nonostante un contesto di grande difficolt\u00e0per via della guerra in Ucraina, che ha determinato un aumento repentino dei prezzi internazionali dell\u2019energia, e di conseguenza dei beni di prima necessit\u00e0, si pensi ai prodotti alimentari e farmaceutici, fino a giungere ad un aumento costante e crescente del tasso di inflazione che sfiora il 10% ed un relativo rialzo dei tassi di interesse a livello globale.<\/p>\n<p>Tale condizione pu\u00f2 essere il risultato di tutta una serie di interventi che il nostro\u00a0<em>establishment\u00a0<\/em>ha messo<em>,\u00a0<\/em>e sta mettendo in atto, con l\u2019intento di raggiungere gli obbiettivi delineati dall\u2019Unione Europea e nella fattispecie dalla BCE, la quale al fine di sostenere l\u2019economia degli stati della zona euro e ad assorbirne lo\u00a0<em>shock<\/em>\u00a0derivante dalla pandemia da Covid-19, ha attuato tutta una serie di strumenti a sostegno dell\u2019accesso al credito delle famiglie e delle imprese, l\u2019aumento della capacit\u00e0 di finanziamento delle banche e dell\u2019accessibilit\u00e0 dei costi di finanziamento mediante un pacchetto di circa 1.850 miliardi di euro, attuando quindi una politica monetaria espansiva attraverso anzitutto un controllo dell\u2019inflazione che ad oggi pu\u00f2 essere pari e non pi\u00f9 inferiore al 2%.<\/p>\n<p>All\u2019interno di questo complesso di aiuti, si inserisce un nuovo strumento finanziario denominato\u00a0<em>Next Generetion Eu<\/em>, istituito con l\u2019obbiettivo risollevare le economie nazionali e quella dell\u2019UE fortemente colpite dalla crisi pandemica, attraverso il sostegno degli Stati membri per ci\u00f2 che attiene gli investimenti, le riforme, il rilancio dell\u2019investimento privato, rendendo cos\u00ec le economie pi\u00f9 sostenibili e resilienti attraverso una logica di transizione digitale ed ecologica.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo contesto che si inserisce il\u00a0Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza attraverso il quale l\u2019Italia ricever\u00e0 191,5 miliardi di euro, quale pacchetto di investimenti e riforme aventi l\u2019obiettivo di innovare il paese e renderlo pi\u00f9 competitivo in ambito internazionale. Per fare ci\u00f2 si prevede un investimento di 40,31 miliardi di euro destinati all\u2019innovazione digitale; 59,47 miliardi di euro da investire nel comparto relativo la transizione ecologica; 25,40 miliardi di euro per l\u2019ammodernamento della rete infrastrutturale; 30,88 miliardi di euro destinasti alla ricerca e innovazione; 19,81 miliardi per incentivare l\u2019inclusione e la coesione e 15,63 miliardi di euro da investire sul Servizio Sanitario nazionale.<\/p>\n<p>In conclusione \u00e8 opportuno per\u00f2 riportare all\u2019attenzione che superata la crisi pandemica, la BCE al fine di evitare un aumento eccessivo dell\u2019inflazione arrivata a toccare nel 2021 il 2,6%, quindi oltre la soglia limite posta al 2%, derivato in gran parte da un abbassamento dei tassi di interesse e dalla presenza di una maggiore quantit\u00e0 di moneta circolante, si \u00e8 trovata costretta ad invertire la rotta adottando una politica economica restrittiva attraverso un aumento dei tassi di interesse di riferimento dell\u2019euro-zona, con una conseguente ricaduta in negativo sulle economie reali.<\/p>\n<h5>4. Reddito di cittadinanza e divario Nord\/sud<\/h5>\n<p>Istituito con la l. n.26 del 28 marzo 2019, il Reddito di cittadinanza rappresenta un interessante strumento di politica economica anticongiunturale volto al superamento di un periodo di recessione, mediante l\u2019immissione indiretta di risorse all\u2019interno del ciclo economico.<\/p>\n<p>L\u2019articolo 2 della suddetta legge istitutiva ne delinea i beneficiari disponendo che, il RdC, \u00e8 riconosciuto in capo ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell\u2019erogazione del beneficio, di molteplici requisiti (economici, di cittadinanza e di residenza).<\/p>\n<p>\u00c8 doveroso precisare che, la presenza di elementi legati a requisiti economici e di residenza rende il RdC una misura assimilabile al c.d reddito minimo, ovvero un trasferimento monetario indirizzato a qualsiasi nucleo che si trovi al di sotto di determinate soglie economiche e patrimoniali; \u00e8 inoltre assimilabile a un trasferimento monetario condizionato\u00a0<em>(means tested)<\/em>, in quanto \u00e8 presente la componente dell\u2019adesione a programmi legati alla ricerca di lavoro e al- l\u2019inclusione sociale per i beneficiari in et\u00e0\u0300 attiva<a id=\"_ftnref8\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>.<\/p>\n<p>Il dibattito in merito alla possibilit\u00e0 che un tale strumento possa riequilibrare la congiuntura economica nel periodo in cui lo stesso \u00e8 attivo \u00e8 tuttavia divampante in quanto alcuni, lo considerano come uno strumento idoneo a contrastare la povert\u00e0 mediante il sostegno al reddito, alla disuguaglianza e all\u2019esclusione sociale; utile per stimolare la crescita economica mediante il sostegno alla domanda; ci\u00f2 perch\u00e9, non vi \u00e8 data possibilit\u00e0 alcuna al ricevente di poter operare azioni di risparmio rispetto all\u2019importo caricato sulla carta elettronica. Si ritiene inoltre essere un efficace strumento di contrasto al lavoro nero, in quanto disincentiva i disoccupati percettori della misura, ad accettare lavori non contrattualizzati e dal salario basso.<\/p>\n<p>Altre scuole di pensiero invece, considerano il Reddito di cittadinanza come uno strumento controproducente poich\u00e9 contrasta la povert\u00e0 solo nel breve periodo, inducendo i percettori a non lavorare e a non ricercare attivamente un occupazione posto che, in alcune regioni d\u2019Italia, si veda il sud e le isole, il lavoro continua a mancare.<\/p>\n<p>Tralasciando momentaneamente tali considerazioni, si pu\u00f2 affermare con una certa sicurezza che il legislatore, attraverso l\u2019introduzione di suddetto strumento, intendeva sicuramente spingere al rialzo gli stipendi medi in modo tale da indurre i beneficiari alla ricerca attiva di un lavoro serio e duraturo ma soprattutto non sottopagato nonch\u00e9 tentare di ridurre i divari territoriali.<\/p>\n<p>Orbene, durante le due su citate crisi che ricoprono un orizzonte temporale che va dal 2007 al 2015 anno di iniziale ripresa, il Pil italiano subisce una decrescita del -7,9% di cui il -5,9% al nord est, il -5,7% al nord ovest, il -11,9% al sud e il -15,7% al centro. \u00a0\u00c8 evidente quindi, come la successiva crisi economica del 2020 collegata all\u2019avvento della pandemia da Covid-19 abbia maggiormente impattato sulle regioni del centro\/sud, inasprendo i divari territoriali nonch\u00e9 generando un\u2019economia a doppia velocit\u00e0 all\u2019interno del paese; tant\u2019\u00e8 vero che \u201cla perdita di Pil registrata in Italia dal 2007 al 2019 \u00e8 stata del 2% al nord e del 10% al sud<a id=\"_ftnref9\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>\u201d.<\/p>\n<p>Il divario territoriale rappresenta un nodo dolente per il nostro paese in quanto attanaglia diversi settori che impediscono un pieno sviluppo delle regioni del sud e delle isole: il divario territoriale attiene all\u2019istruzione, alla digitalizzazione, al tessuto imprenditoriale in generale, alla sanit\u00e0 ed alle infrastrutture. In questa sede sarebbe troppo complicato riassumere in poche righe le debolezze dei comparti appena citati e si rischierebbe di andare fuori tema, pur tuttavia risulta essere necessario almeno un breve accenno sulle criticit\u00e0 che attanagliano il comparto produttivo meridionale segnato da un profondo deficit infrastrutturale, da una carenza dei servizi pubblici rispetto alle regioni del nord nonch\u00e9 dalla presenza della criminalit\u00e0 organizzata.<\/p>\n<p>Molto brevemente il centro sud, rispetto alle altre aree del paese, presenta un\u2019economia caratterizzata da microimprese spesso a conduzione familiare e a minore contenuto di conoscenza, tecnologia e produttivit\u00e0 in cui si registra un\u2019alta incidenza del lavoro irregolare, di instabilit\u00e0 dei rapporti lavorativi nonch\u00e9 un aumento costante e crescente dei processi migratori in uscita di lavoratori giovani e qualificati<a id=\"_ftnref10\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p>Le dinamiche demografiche rappresentano delle tendenze di fondo che influenzano l\u2019economia di un paese nel lungo periodo, pertanto, assumono particolare rilievo in quanto sono in grado di ridisegnare, trasformare, la geografia economica delle nazioni. L\u2019andamento demografico della popolazione in et\u00e0 da lavoro costituisce ad oggi uno tra gli indicatori pi\u00f9 importanti, alla stregua del Pil reale, utile al fine di analizzare e misurare i divari territoriali. Nel 2020, Sud e Isole hanno perso ben 42 giovani residenti in et\u00e0 compresa tra i 25 ed i 34 anni, nei flussi interni extra-regionali e 56 su 100 in quelli esteri<a id=\"_ftnref11\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>. Inoltre, nel 2022, solo per fare un esempio, circa 65 mila calabresi in et\u00e0 da lavoro sono emigrati verso regioni del Nord Italia riducendo cos\u00ec ulteriormente il numero di persone in et\u00e0 da lavoro presenti sul territorio regionale<a id=\"_ftnref12\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>. Inoltre, se si osservano i dati sull\u2019occupazione forniti dall\u2019ISTAT<a id=\"_ftnref13\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>\u00a0per l\u2019anno 2019, emerge come nel sud e nelle isole risulta occupata solo il 44,5% della popolazione tra i 15 e i 64 anni a fronte del 66,6% al centro\/nord.<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, il tessuto economico meridionale<a id=\"_ftnref14\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>\u00a0trova il suo punto di forza nel: turismo; nella commercializzazione a livello nazionale di prodotti tipici; nella produzione di energia, la cui capacit\u00e0, stando ai dati forniti dal report della Banca d\u2019Italia, \u00e8 aumentata nel periodo 2007-2019 del 50% circa rispetto il 10% nel centro nord. Tale aumento di produzione si deve anzitutto alla realizzazione di impianti di energia rinnovabile, \u2018\u2019la cui potenza installata \u00e8 cresciuta di 4 volte, arrivando a contare per il 40% del totale nazionale.<a id=\"_ftnref15\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>\u2019\u2019<\/p>\n<p>Ci\u00f2 posto, sebbene sia complicato quantificare quale sia stato il reale effetto di tale misura sull\u2019economia reale, attraverso la tabella successiva si cercher\u00e0 di ripotare in maniera sintetica alcuni tra i pi\u00f9 significativi indicatori macroeconomici, osservati da aprile 2019 anno di introduzione della misura a settembre 2022, con l\u2019obiettivo di comprenderne quantomeno il peso dallo stesso esercitato.<\/p>\n<p><strong>Tabella 2: Nuclei familiari percettori di almeno una mensilit\u00e0 di Reddito di Cittadinanza espressi in valori assoluti.<\/strong><\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14836\" src=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/image-2.png\" alt=\"\" width=\"718\" height=\"335\" \/><figcaption>Fonte: elaborazione propria su dati INPS.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Dalla tabella sopra riportata possiamo osservare un aumento del numero dei nuclei familiari beneficiari del RdC che da circa 975 mila i ad aprile 2019, anno di introduzione della misura, sono passati a circa 1.489.051 a settembre 2022 con circa 3,5 milioni di persone coinvolte. Di questi nuclei familiari circa 939 mila risiedono nel Sud e nelle Isole con un aumento del 17% rispetto all\u2019anno precedente, seguiti da circa 236 mila nel centro e circa 312 mila al Nord. L\u2019importo medio mensile del sussidio ad oggi \u00e8 di 581,96 euro rispetto ai 530.02 euro del 2019.<\/p>\n<p>I dati poc\u2019anzi esposti\u00a0 mostrano con evidenza come il numero di nuclei familiari coinvolti sia maggiormente presente al Sud e nelle isole: le persone coinvolte sono 2,3 milioni, rispetto alle 654 mila del nord, sinonimo del fatto che il sud sia ancora fortemente provato dalla crisi economia derivante dalla pandemia da Covid-19 che non ha fatto altro che evidenziare il divario esistente oramai da pi\u00f9 di 50 anni tra le regioni del nord e quelle del sud che si \u00e8 andato ad inasprire a seguito della gi\u00e0 citata crisi finanziaria internazionale del 2007 e della conseguente crisi dei debiti sovrani del 2011.<\/p>\n<h5>5. Conclusioni: il grado di incidenza del RdC sull\u2019economia reale.<\/h5>\n<p>Considerata la situazione emergenziale caratterizzata da una considerevole contrazione dell\u2019economia nella maggior parte dei paesi colpiti dalla pandemia da Covid-19, l\u2019Unione Europea ha percepito sin da subito l\u2019importanza di contrastare la stagnazione economica dell\u2019eurozona mediante l\u2019elaborazione ed attuazione di una politica economica espansiva attraverso l\u2019utilizzo di tutta una serie di strumenti di politica fiscale; si pensi: all\u2019abbassamento dei tassi di interesse di riferimento, ai tassi di interesse di riserva obbligatoria, o ancora ai tassi ufficiali delle operazioni dell\u2019euro sistema (tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale, marginale e di deposito presso la BCE); e allo stanziamento di ingenti flussi di denaro (<em>Next generation Eu)<\/em>.<\/p>\n<p>Allo stesso modo anche gli stati membri sono intervenuti, in ossequio alle linee guida europee, mediante l\u2019elaborazione di provvedimenti aventi come obiettivo iniziale il sostegno al reddito. Nella fattispecie il governo italiano ha predisposto un pacchetto di interventi, si pensi al Decreto aiuti e ai Decreti Rilancio, rivolti al sostegno delle imprese e dei lavoratori maggiormente colpiti dalla crisi economica, con l\u2019intento di contrastare la povert\u00e0 e di supportare il sistema produttivo.<\/p>\n<p>Partendo dal presupposto, cos\u00ec come riconosciuto dall\u2019economista Keynes, che una politica di sostegno della domanda rappresenti il modo migliore per evitare il crollo della produzione ed in generale le depressioni economiche: l\u2019istituto del Reddito di cittadinanza ben si avvicina a quest\u2019ottica in quanto, seppur per tutta una serie di ragioni non abbia funzionato sotto il profilo della ricerca attiva del lavoro, \u00e8 indubbio che sia stato ed \u00e8 tutt\u2019ora un\u2019importate strumento di sostegno al reddito, ai consumi e quindi alla domanda, rappresentando un modo intelligente di immettere moneta all\u2019interno del sistema economico. A supporto della tesi portata avanti in questo scritto attraverso un\u2019indagine quantitativa, nel grafico successivo si andranno ad osservare alcuni tra gli indicatori macroeconomici pi\u00f9 importati, al fine di analizzarne l\u2019andamento nel corso degli anni, e nello specifico dal 2019 anno pre-pandemico nonch\u00e9 anno di introduzione della misura, al 2022.<\/p>\n<p><strong>Grafico 1: andamento del PIL, del Tasso di inflazione e del tasso di disoccupazione in Italia espresso in valori percentuali.<\/strong><\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14832\" src=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/image.png\" alt=\"\" width=\"678\" height=\"382\" \/><figcaption>Fonte: elaborazione propria su dati ISTAT.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Dai dati in possesso si osserva, per l\u2019anno 2020, una decrescita del Pil pari all\u20198,9% con una perdita di circa 150 miliardi di euro, la quale nel dettaglio ha riguardato i consumi per\u00a0108 miliardi di euro, gli investimenti per 16 miliardi e\u00a0le esportazioni per 78 miliardi di euro. Nonostante la forte depressione del Pil avuta nel 2020 a causa anzitutto del\u00a0<em>lockdown<\/em>\u00a0generalizzato, dal grafico si evince come per il 2021 e dalle previsioni anche per il 2022, quest\u2019ultimo abbia avuto un andamento costante e crescente arrivando a toccare rispettivamente il + 6,6% ed il + 4,7%, valori del tutto alti se si considera il 2019. Tale condizione di ripresa, si deve senza dubbio ad una politica economica espansiva intrapresa dall\u2019Unione Europea e dagli stati membri; tant\u2019\u00e8 vero che ponendo a confronto il tasso di disoccupazione del 2019 e del 2022, sebbene in quest\u2019ultimo caso si tratti ancora di stime preliminari, si pu\u00f2 osservare una riduzione dello stesso dal 10% del 2019 al 7,9% del 2022.<\/p>\n<p>Per tale ragione si ritiene che sebbene sia difficile quantificare quanto il reddito di cittadinanza abbia inciso sulla ripresa economica del paese ed al contempo abbia ridotto gli effetti della recessione, quantomeno durante la prima ondata pandemica, \u00e8 indubbio che sia stato uno strumento indispensabile a sostegno della domanda e conseguentemente dell\u2019offerta. Della stessa linea di pensiero alcuni recentissimi studi condotti da Inps<a id=\"_ftnref16\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>\u00a0e Caritas<a id=\"_ftnref17\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>\u00a0i quali rilevano, come suddetto strumento, abbia inciso notevolmente sulla riduzione della povert\u00e0 assoluta scesa dal 39,2% al 33,4% dal 2029 al 2020.<\/p>\n<p>\u00c8 bene sottolineare che, cos\u00ec come emerso anche da un recente studio condotto da INAPP, per oltre il 77% delle famiglie beneficiarie, il RdC rappresenta una risorsa economica indispensabile difatti, secondo un\u2019analisi condotta da Inps<a id=\"_ftnref18\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a>\u00a0i nuclei familiari che percepiscono il RdC hanno dichiarato una minore pressione dei vincoli al consumo relativamente ai beni primari; cui si aggiunge il relativo impatto positivo in termini di benessere fisico e psicologico<a id=\"_ftnref19\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>\u00a0ci\u00f2 perch\u00e9, tale integrazione di reddito, indurrebbe la fascia di popolazione pi\u00f9 fragile soggetta a maggiore probabilit\u00e0 di esclusione sociale, a ridurre la propria condizione di incertezza nei confronti del futuro e di instabilit\u00e0 del presente data non soltanto dall\u2019importo economico in s\u00e9 ma anche e soprattutto dalla presenza dello stato.<\/p>\n<p>Pertanto, cos\u00ec come riportato anche all\u2019interno del documento programmatico di bilancio del MEF per l\u2019anno 2023, dai dati macroeconomici sopra indicati e nella fattispecie dai dati sulla disoccupazione si pu\u00f2 comprendere come il reddito di cittadinanza quale strumento di politica fiscale anticongiunturale, rappresenti un efficace strumento finanziario idoneo a stimolare un\u2019economia in fase di stress. Sembrerebbe infatti che, cos\u00ec come riportato dal gi\u00e0 citato studio condotto dalla Direzione Centrale Studi e Ricerche Inps, il Reddito di Cittadinanza, abbia avuto un effetto significativo sulla riduzione dei vincoli di consumo legati a condizioni di estrema povert\u00e0 e sul miglioramento della qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>A riprova di tale affermazione, quando nel 2013 arriva la prima proposta per istituire il RdC, il 6,3% degli italiani si trova al disotto della soglia di povert\u00e0 assoluta, nel 2007 prima della gi\u00e0 citata crisi internazionale il dato si attestava al 3,5% quindi nel tempo, l\u2019idea della necessit\u00e0 di applicare misure di contrasto alla povert\u00e0 si fa sempre pi\u00f9 strada nell\u2019opinione pubblica e conseguentemente anche nella politica non soltanto italiana ma anche e soprattutto europea. In Italia, nella fattispecie, mancava uno strumento di sostegno economico rivolto alle persone a pi\u00f9 basso reddito, sia in termini di sostegno diretto come il RdC sia indiretto come potrebbe essere il salario minimo universale.<\/p>\n<p>Con l\u2019introduzione del RdC, il tasso di povert\u00e0 assoluta scende dal 7% del 2018 al 6,4% del 2019.<\/p>\n<p>Per completezza di informazione, \u00e8 doveroso ricordare che il periodo appena trascorso \u00e8 stato caratterizzato da shock economici derivanti dalla pandemia da Covid-19 e da tutto l\u2019insieme delle misure di contenimento adottate dai vari stati che ha generato una profonda contrazione del Pil globale con una riduzione dell\u2019occupazione pari al 2,4% nel secondo semestre del 2020, che ha interessato principalmente i lavoratori dipendenti a termine, con una contrazione delle ore lavorate che \u00e8 stata circa 2,5 volte pi\u00f9 ampia rispetto a quella avvenuta durante la crisi finanziaria del 2008 di cui si \u00e8 ampiamente discusso all\u2019inizio dell\u2019elaborato. Tale periodo di contrazione economica ha prodotto dei contraccolpi con effetto diretto sulla\u00a0domanda aggregata, generando una riduzione dei consumi nel 2020 pari all\u201911,7%.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che per\u00f2 emerge con evidenza dal grafico numero 1 \u00e8 l\u2019impennata del tasso di inflazione che ad oggi si attesta intorno all\u20198,9%; tale condizione \u00e8 dovuta anzitutto ad un aumento del livello generale dei prezzi al consumo che rappresenta a sua volta un risvolto negativo di una politica economica espansiva. \u00c8 opportuno per\u00f2 specificare, che allo stato attuale, l\u2019aumento generale dell\u2019indice dei prezzi al consumo nonch\u00e9 dell\u2019inflazione, \u00e8 dovuto non soltanto a quanto poc\u2019anzi detto ma soprattutto ai risvolti economici della guerra in Ucraina in seguito all\u2019invasione da parte della Russia, che, ricordiamo, \u00e8 uno dei principali fornitori di gas in Europa.<\/p>\n<p>In un contesto caratterizzato da forte instabilit\u00e0 economica dovuto all\u2019aumento dei prezzi, all\u2019aumento dei tassi di interesse, nonch\u00e9 a una maggiore propensione al risparmio da parte dei consumatori, si rischia di incorrere in un ulteriore fase di recessione nonostante tutte le interessanti ed innovative misure a sostegno delle famiglie e delle imprese poste in essere dall\u2019Unione Europea. Tuttavia, come accennato all\u2019interno dello scritto, il legislatore italiano sembrerebbe operare un cambio di rotta rispetto al passato pi\u00f9 recente mediante una graduale abolizione dell\u2019istituto del reddito di cittadinanza a partire dal 2024 cos\u00ec come disposto dalla l. 197 del 29.12.2022.<\/p>\n<p>Probabilmente in un periodo di forte instabilit\u00e0 economica in cui il rischio di piombare in una fase recessiva possa rappresentare pi\u00f9 che una semplice previsione negativa \u00e8 soltanto attraverso una politica fiscale espansiva che si pu\u00f2 spingere al rialzo il sistema economico attraverso il sostegno alla domanda aggregata con il rischio, certo, di aumentare il disavanzo debito\/Pil ma con la certezza di contrastare un differenziale recessivo che non pu\u00f2 far altro che acuire il divario Nord\/Sud all\u2019interno del paese.<\/p>\n<p>Si ritiene, quindi, che sulle orme del principio del reddito minimo garantito, il reddito di cittadinanza, quale strumento a sostegno del reddito, all\u2019inclusione sociale e alla dignit\u00e0 di ciascun individuo, possa aprire la strada a tutta una serie di riforme che consentirebbero alle classi pi\u00f9 deboli di diventare esse stesse motore di un paese che punta ad essere pi\u00f9 competitivo sui mercati internazionali; ricordando che una tassazione equamente distribuita, una formazione adeguata, una burocrazia non opprimente, ed una riduzione dei tempi della giustizia, consentirebbe all\u2019individuo di sentirsi libero di impegnarsi, di investire e perch\u00e9 no anche di remunerarsi.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 posto, sebbene sia difficile quantificare la reale efficacia del RdC ed il suo grado di influenza sull\u2019economia reale, dai dati riportati, sembrerebbe abbia giocato un ruolo determinante nella tenuta dell\u2019economia specie in fase pandemica grazie al sostegno alla domanda, posto che per l\u2019intero anno 2020 il numero di famiglie coinvolte si attestava a 1.421.082 con un aumento esponenziale nel 2021 anno in cui, cos\u00ec come emerso dal report Istat relativo alle Condizioni di vita e reddito delle famiglie anno 2021-2022, \u201cil reddito di cittadinanza ha consolidato il suo ruolo come misura strutturale di contrasto della povert\u00e0\u0300. Difatti se nel 2019 le famiglie beneficiarie del RdC si attestavano a circa 970mila, pari al 3,8% del totale delle famiglie italiane nel 2021 si stima siano state circa 1,6 milioni, il 5,9% del totale, con un beneficio annuo pari in media a 5.522 euro. L\u2019impatto del trasferimento \u00e8 stato in media di circa il 30% del reddito familiare complessivo.\u201d<a id=\"_ftnref20\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a><\/p>\n<p>Considerato che l\u2019arrivo della pandemia da Covid-19 ha prodotto una considerevole contrazione del Pil globale determinando un incremento di cittadini italiani in condizione di povert\u00e0 assoluta del 7,7% nel 2020 e del 7,5% nel 2021 il grado di incidenza dello strumento di politica fiscale oggetto di studio potrebbe essere pi\u00f9 semplice da quantificare a partire dal primo trimestre del 2024, anno in cui sar\u00e0 possibile osservare i primi risvolti economici prodotti dalla legge n. 197\/2022, abrogativa dell\u2019istituto.<\/p>\n<p>Pertanto, il presente lavoro risponde solo in parte alla domanda relativa a quanto lo strumento del reddito di cittadinanza possa incidere sull\u2019economia reale e lascia aperto il campo ad ulteriori indagini, analisi e valutazioni future prefiggendosi, altres\u00ec, l\u2019obiettivo di fare da apripista ad ulteriori valutazioni di natura esclusivamente economica alla luce della recente abolizione di suddetto beneficio.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Direzione centrale Studi e Ricerche INPS.\u00a0<em>Reddito di Cittadinanza e benessere dei percettori: evidenze dell\u2019indagine INPS di gradimento sul servizio ISEE<\/em>. N. 3\/2022.<br \/>\nXIX Rapporto Annuale INPS. (Capitolo 3).\u00a0<em>Misure di contrasto alla povert\u00e0 ed esclusione sociale.<\/em>\u00a02020.<br \/>\nXX Rapporto Annuale INPS. (Capitolo 3).\u00a0<em>Le politiche per fronteggiare la pandemia.\u00a0<\/em>2021<br \/>\nXXI Rapporto Annuale INPS. (Capitolo 4).\u00a0<em>Politiche si sostegno alla famiglia e di promozione dell\u2019equit\u00e0.<\/em>\u00a02022.<br \/>\nXXII Rapporto Annuale INPS. (Capitolo 4).\u00a0<em>Gli strumenti di supporto alle famiglie.<\/em>\u00a02023.<br \/>\nINAPP Policy Brief.\u00a0<em>Reddito di cittadinanza: evidenze dell\u2019indagine INAPP-plus.<\/em>\u00a02022.<br \/>\nRapporto Annuale Economie regionali.\u00a0<em>L\u2019economia della Calabria.<\/em>\u00a02023.<br \/>\nRapporto Caritas<em>. Lotta alla povert\u00e0: imparare dall\u2019esperienza, migliorare le risposte. Un monitoraggio plurale del Reddito di Cittadinanza<\/em>. 2021.<br \/>\nRivista Economia e Politica. ISSN 2281 \u2013 5260. Pasquale Tridico,\u00a0Walter Paternesi Meloni.\u00a0\u00a0<em>PIL potenziale e tasso di partecipazione: proposta per finanziare il reddito minimo.\u00a0<\/em>2018.<br \/>\nRivista Economia e Politica. ISSN 2281 \u2013 5260. Pasquale Tridico,\u00a0Walter Paternesi Meloni.\u00a0\u00a0<em>Reddito minimo e output gap: trucchetto contabile o questione politica? 2018.<\/em><br \/>\nRivista Economia e Politica. ISSN 2281 \u2013 5260. Pasquale Tridico.<em>\u00a0Reddito di cittadinanza, quali effetti in Italia e in Europa?\u00a0<\/em>2015<\/p>\n<p><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0Molto brevemente l\u2019ESM (<em>European Stability Mechanism<\/em>) \u00e8 stato istituito nel 2012 mediante un atto di modifica dell\u2019art. 136 del TFUE, con l\u2019obiettivo di concedere sotto precise condizioni, assistenza finanziaria ai paesi membri che pur avendo un debito pubblico sostenibile si trovassero temporaneamente nella difficolt\u00e0 di finanziarsi sul mercato attraverso ad esempio, l\u2019emissione di prestiti a\u00a0tassi\u00a0fissi o variabili, o ancora mediante l\u2019acquisto di titoli sul mercato primario e secondario.<\/p>\n<p>Suddetto istituto con sede in Lussemburgo e\u00a0 con una capacit\u00e0 di oltre 650\u00a0miliardi\u00a0di\u00a0euro, \u00e8 regolato dalla legislazione internazionale nonch\u00e9 gestito dal\u00a0Consiglio dei governatori\u00a0formato dai\u00a0ministri finanziari\u00a0dell\u2019area euro, da un\u00a0Consiglio di amministrazione\u00a0(nominato dal Consiglio dei governatori) e da un\u00a0direttore generale, con diritto di voto, nonch\u00e9 dal\u00a0commissario UE agli affari economico-monetari\u00a0e dal\u00a0presidente della BCE\u00a0nel ruolo di osservatori. Le decisioni del Consiglio devono essere prese a\u00a0maggioranza qualificata\u00a0o a\u00a0maggioranza semplice<\/p>\n<p><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>L\u2019obiettivo principale delle OMT attiene alla salvaguardia della\u00a0politica monetaria\u00a0per l\u2019area dell\u2019euro, impedendo che forti le tensioni sui mercati dei\u00a0titoli di stato\u00a0potessero generare repentini innalzamenti dei\u00a0tassi di interesse, che a loro volta impedirebbero alle\u00a0banche\u00a0e alle\u00a0imprese\u00a0di finanziarsi a condizioni economicamente sostenibili e accelererebbero la spirale\u00a0recessiva\u00a0del paese interessato, fino all\u2019eventuale\u00a0default.\u00a0Le OMT consistono nell\u2019acquisto diretto da parte della BCE di titoli di stato a breve termine emessi da paesi in difficolt\u00e0 macroeconomica grave e conclamata. La situazione di difficolt\u00e0 economica dovr\u00e0 essere dimostrata dal fatto che il paese ha avviato un programma di aiuto finanziario o un programma precauzionale con il Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0. \u00a0La principale peculiarit\u00e0 di queste operazioni \u00e8 che con esse l\u2019Eurosistema\u00a0si \u00e8 impegnato a ricevere lo stesso trattamento di un qualsiasi\u00a0creditore\u00a0privato, ricevendo uguale remunerazione e non potendo vantare alcuna priorit\u00e0 in caso di\u00a0ristrutturazione del debito. La\u00a0liquidit\u00e0\u00a0immessa nel mercato a causa dell\u2019acquisto dei titoli di stato sar\u00e0 pienamente riassorbita per evitare che queste operazioni interferiscano con la politica monetaria che mira a controllare il tasso di inflazione.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0<em>Rassegna trimestrale Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI<\/em>), dicembre 2008. 19.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0Attraverso il\u00a0<em>DPCM 8 marzo 2020<\/em>\u00a0con l\u2019obiettivo di contrastare e contenere il diffondersi\u00a0 della pandemia da Covid-19 nelle principali regioni del Nord cui furono rinvenuti i primi casi di Coronavirus, ( per tutta la Lombardia e nelle province di\u00a0 Modena,\u00a0 Parma, Piacenza, Reggio nell\u2019Emilia, Rimini, Pesaro e\u00a0 Urbino,\u00a0 Alessandria, Asti,\u00a0 Novara,\u00a0 Verbano-Cusio-Ossola,\u00a0 Vercelli,\u00a0 Padova,\u00a0 Treviso\u00a0 e Venezia), fu vietato ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonch\u00e9 all\u2019interno dei medesimi territori, salvo che per\u00a0 gli\u00a0 spostamenti\u00a0 motivati\u00a0 da comprovate esigenze lavorative\u00a0 o\u00a0 situazioni\u00a0 di\u00a0 necessit\u00e0\u00a0 ovvero spostamenti per motivi di salute; fu raccomandato ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5\u00b0 C) di rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali; c) \u00e8 stato fatto divieto assoluto di mobilit\u00e0 dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn6\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0Compresa la gravit\u00e0 della situazione nonch\u00e9 l\u2019eccezionalit\u00e0 dell\u2019evento con l\u2019obiettivo di contrastare e contenere il diffondersi della pandemia sul tutto il territorio nazionale con il\u00a0<em>DPCM 9 marzo 2020,<\/em>\u00a0il legislatore ha esteso su tutto il territorio nazionale, le disposizioni contenute nel gi\u00e0 citato\u00a0<em>DPCM 8 marzo 2020<\/em>\u00a0vietando di fatto ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn7\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0 Mediante l\u2019emanazione del\u00a0<em>DPCM 11 marzo del 2020<\/em>, il legislatore rimarca con forza la necessit\u00e0 e l\u2019importanza del distanziamento sociale mediante la sospensione, cos\u00ec come disposto dall\u2019art.1 del suddetto, di tutte attivit\u00e0 commerciali al dettaglio con esclusione di quelle attinenti i generi alimentari e di prima necessit\u00e0, compresa la sospensione di tutte le attivit\u00e0 di ristorazione nonch\u00e9 di quelle inerenti i servizi alla persona. Restano chiaramente escluse le attivit\u00e0 bancarie, finanziarie e assicurative.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn8\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0XIX Rapporto Annuale INPS. (Capitolo 3).\u00a0<em>Misure di contrasto alla povert\u00e0 ed esclusione sociale.<\/em>\u00a02020.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn9\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0L\u2019attualit\u00e0 della questione viene evidenziata attraverso alcuni interessanti studi portati avanti dalla\u00a0<em>Banca d\u2019Italia<\/em>\u00a0ed in particolare la complessit\u00e0 della questione emerge con forza all\u2019interno del rapporto annuale\u00a0<em>Il divario Nord\/Sud: sviluppo economico e intervento pubblico.\u00a0<\/em>2022,in cui gli autori, rimarcano con forza la necessit\u00e0 della risoluzione della \u201cquestione territoriale\u201d attraverso anzitutto tutta una serie di interventi infrastrutturali. Dai dati macroeconomici riportati si evince un quadro economico nazionale costituito da due macroaree la cui economia corre a velocit\u00e0 diverse, con le aree sud\/isole che non riescono a stare al passo con i cambiamenti tecnologici collegati alla produzione ed all\u2019attivit\u00e0 d\u2019impresa in generale, il ch\u00e9 si ripercuote anzitutto sul fabbisogno, sulla produzione nonch\u00e9 sull\u2019occupazione.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn10\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a>\u00a0Banca d\u2019Italia.\u00a0<em>Il divario Nord-Sud: sviluppo economico e intervento pubblico<\/em>. 2022.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn11\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a>\u00a0Istat.\u00a0<em>I divari territoriali nel PNRR: dieci obiettivi per il Mezzogiorno. 2023.<\/em><\/p>\n<p><a id=\"_ftn12\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a>\u00a0Rapporto Annuale Economie regionali.\u00a0<em>L\u2019economia della Calabria.<\/em>\u00a02023.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn13\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a>\u00a0Statistiche Report. Istat.\u00a0<em>Conti economici territoriali: 2020-2022.<\/em>\u00a02023.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn14\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a>\u00a0Rapporto Svimez. L\u2019economia e la societ\u00e0 del Mezzogiorno.\u00a0<em>Cittadinanza, lavoro, imprese: l\u2019inclusione fa crescere. 2023.<\/em><\/p>\n<p><a id=\"_ftn15\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a>\u00a0Come poc\u2019anzi accennato gli autori ritengono che uno slancio dell\u2019economia del meridione potrebbe verificarsi principalmente mediante una spesa aumento della spesa pubblica per investimenti dandone dimostrazione riportando un esempio di ci\u00f2 all\u2019interno dello studio dalla stessa condotto annualmente, ovvero\u00a0<em>Il divario Nord\/Sud: sviluppo economico e intervento pubblico.<\/em>\u00a02022, 31. Nella fattispecie cos\u00ec come riportato all\u2019interno dello studio condotto da Bankitalia, tale aumento consentir\u00e0 al Mezzogiorno di mantenere un ampio surplus elettrico, realizzando nel contempo una ricomposizione delle fonti di produzione energetica, che potr\u00e0 favorire un ulteriore sviluppo del settore nella transizione in atto. Nondimeno, il pieno sfruttamento di questi investimenti richieder\u00e0 opere aggiuntive, quali lo sviluppo di sistemi di accumulo dell\u2019energia e delle reti di trasmissione, per servire in maniera pi\u00f9 capillare le utenze. Inoltre, data l\u2019elevata intensit\u00e0 di capitale del comparto, il ritorno occupazionale degli investimenti a livello locale potrebbe essere limitato.\u00a0 Pertanto, nonostante la crescita dell\u2019area sud\/isole sia stata frenata anche e non solo dal forte ridimensionamento della componente petrolifera che pesa per circa un quinto del valore totale delle vendite all\u2019estero dell\u2019area. Al netto dei prodotti petroliferi le esportazioni sono cresciute in media d\u2019anno del 4,2 per cento, su ritmi simili a quelli del resto del Paese e superiori a quelli della domanda potenziale.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn16\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a>\u00a0XIX Rapporto Annuale INPS. (Capitolo 3).\u00a0<em>Misure di contrasto alla povert\u00e0 ed esclusione sociale.<\/em>\u00a02020.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn17\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a>\u00a0Rapporto Caritas<em>. Lotta alla povert\u00e0: imparare dall\u2019esperienza, migliorare le risposte. Un monitoraggio plurale del Reddito di Cittadinanza<\/em>. 2021.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn18\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a>\u00a0Direzione centrale Studi e Ricerche INPS.\u00a0<em>Reddito di Cittadinanza e benessere dei percettori: evidenze dell\u2019indagine INPS di gradimento sul servizio ISEE<\/em>. N. 3\/2022.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn19\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a>\u00a0INAPP Policy Brief.\u00a0<em>Reddito di cittadinanza: evidenze dell\u2019indagine INAPP-plus.<\/em>\u00a02022.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn20\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a>\u00a0<em>Report: Condizioni di vita e reddito delle famiglie anno 2021-2022<\/em>. Istat. 2023.<\/p>\n<\/div>\n<footer class=\"entry-footer\"><span class=\"cat-links\"><span class=\"box\">Categorie<\/span><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/category\/pubblicazioni\/2024-anno-16-n-27-sem-1\/\" rel=\"category tag\">2024 anno 16 n. 27 sem. 1<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/category\/l-analisi\/\" rel=\"category tag\">L&#8217;analisi<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/category\/lavoro-e-diritti\/\" rel=\"category tag\">Lavoro e diritti<\/a><\/span><span class=\"tags-links\"><span class=\"box\">Tag<\/span><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/tag\/papers\/\" rel=\"tag\">papers<\/a><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<div id=\"coauthors-by-post\"><\/div>\n<\/footer>\n<div><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/\">https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/il-reddito-di-cittadinanza-come-strumento-di-una-politica-economica-espansiva\/<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ECONOMIA E POLITICA (Roberta Pittelli) SOMMARIO:\u00a01. Introduzione; 2. Motivazioni e cause che hanno portato all\u2019adozione del RdC: l\u2019economia italiana degli ultimi 15 anni; 3. L\u2019economia italiana oggi; 4. Reddito di cittadinanza e il divario Nord\/Sud; 5. Conclusioni: il grado di incidenza del RdC sull\u2019economia reale. 1. Introduzione Rispetto a quanto si \u00e8 soliti affermare sull\u2019istituto del reddito di cittadinanza, il presente studio intende rappresentare un cambio di rotta entrando nel merito prettamente economico della&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":36537,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/economia-e-politica.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-mpK","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86164"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=86164"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86164\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86166,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86164\/revisions\/86166"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/36537"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=86164"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=86164"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=86164"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}