{"id":86241,"date":"2024-07-01T08:45:23","date_gmt":"2024-07-01T06:45:23","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86241"},"modified":"2024-07-01T01:21:47","modified_gmt":"2024-06-30T23:21:47","slug":"media-censure-e-facce-di-bronzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86241","title":{"rendered":"Media, censure e facce di bronzo"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-86242 size-full alignnone\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/x1080.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/x1080.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/x1080-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/x1080-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Ha suscitato reazioni aspre quanto ingiustificate in Europa la decisione resa nota il 25 giugno dalle autorit\u00e0 russe di imporre restrizioni nei confronti di 81 media europei impedendone l\u2019accesso tv e internet al territorio della Federazione Russa.<\/p>\n<p>Tra i media europei presi di mira figurano i siti di RAI, LA7, La Stampa e Repubblica, come spiega l\u2019agenzia di stampa Ria Novosti ma anche i giornali tedeschi Der Spiegel, Die Zeit e Frankfurter Allgemeine Zeitung, i quotidiani francesi Le Monde, La Croix e l\u2019agenzia France Presse (AFP) oltre a Radio France Internationale. La Russia ha imposto restrizioni anche ai quotidiani spagnoli El Mundo ed El Pais, all\u2019agenzia di stampa EFE, all\u2019emittente statale austriaca ORF e ai giornali web Politico ed Euobserver.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa russa costituisce una \u201crappresaglia\u201d sul fronte mediatico rispetto alla decisione assunta il 17 maggio dal Consiglio Europeo di vietare sul territorio dell\u2019Unione la diffusione video e internet dell\u2019agenzia Ria Novosti e dei giornali Izvestia e Rossiyskaya Gazeta: divieto che ha preso il via proprio il 25 giugno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-176601\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/1646864304086-volodymyr-zelenskyy.jpg\" alt=\"\" width=\"985\" height=\"553\" \/><\/p>\n<p>\u201dIn risposta alla decisione presa dal Consiglio della Ue il 17 maggio di vietare \u2018qualsiasi attivit\u00e0 di trasmissione\u2019 su tre media russi che entra in vigore oggi, 25 giugno, vengono adottate contro-restrizioni all\u2019accesso introdotte dal territorio della Federazione Russa alle risorse radiotelevisive di numerosi media degli Stati membri dell\u2019Ue e degli operatori di tutta Europa, che diffondono sistematicamente false informazioni sullo svolgimento dell\u2019operazione militare speciale\u201d in corso in Ucraina, si legge nel comunicato del ministero degli Esteri russo.<\/p>\n<p>I russi, prosegue la nota, hanno ripetutamente e a vari livelli avvertito che \u201dle molestie politicamente motivate nei confronti dei giornalisti e i divieti infondati nei confronti dei media russi nella Ue non passeranno inosservati\u201d. Il comunicato nota che \u201dnonostante ci\u00f2, Bruxelles e le capitali dei paesi dell\u2019Unione hanno scelto di intraprendere la strada dell\u2019escalation, costringendo Mosca ad adottare contromisure speculari e proporzionali con un altro divieto illegittimo. La responsabilit\u00e0 di tale sviluppo spetta esclusivamente alla leadership dell\u2019Unione europea e i paesi che hanno sostenuto tale decisione\u201d, ha sottolineato il ministero.<\/p>\n<p>Del resto fin dall\u2019inizio del conflitto la UE aveva messo al bando testate televisive e web quali Russia Today e Sputnik con l\u2019accusa di essere uno strumento mediatico del Cremlino.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-176604 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/media_propaganda_against_putin.jpeg\" alt=\"\" width=\"920\" height=\"632\" \/><\/p>\n<p>La guerra dei media quindi l\u2019ha cominciata la UE mostrando fin dall\u2019inizio del conflitto di temere che il pubblico europeo potesse ricevere informazioni diverse da quelle filo-ucraine e anti-russe che, quasi a reti e testate unificate, vengono diffuse da quasi due anni e mezzo in Europa e in Italia.<\/p>\n<p>Un\u2019informazione settaria e a senso unico che ha dato ampio spazio alla propaganda USA, NATO e Ucraina, ha rinnegato l\u2019informazione equilibrata che aveva caratterizzato molte testate sui temi relativi alla crisi del Donbass prima del 24 febbraio 2022 e in ultima analisi si \u00e8 coperta di ridicolo raccontando \u201cfavole\u201d poi sbugiardate dai fatti.<\/p>\n<p>La cruda realt\u00e0 dei fatti dimostra che guerra in Ucraina ha gettato il discredito sulla gran parte dei politici e dei media europei negando ad essi ogni presupposto per poter attribuire patenti di credibilit\u00e0, imparzialit\u00e0 e affidabilit\u00e0.<\/p>\n<p>La censura, comprensibile nelle nazioni in guerra, rischia di diventare un boomerang nelle democrazie e nei paesi non belligeranti come nel caso dell\u2019Europa poich\u00e9 evidenzia la debolezza dei governi, dei leader e dei loro messaggi. Non a caso per tentare di eliminare le poche voci dissonanti dal mainstream filo-ucraino sono state rese pubbliche su diversi media, anche in Italia, vere e proprie liste di proscrizione contenenti i nomi di intellettuali e giornalisti definiti \u201cputiniani\u201d e \u201cfilorussi\u201d.<\/p>\n<p>Iniziative giustificate dalla narrazione ormai consolidata circa l\u2019influenza delle fake-news russe che a dire di molti rischierebbero di condizionare l\u2019opinione pubblica e persino le elezioni in Occidente.<\/p>\n<p>Alla luce di tutto questo appare decisamente sopra le righe la faccia di bronzo con cui la UE ha reagito alla rappresaglia mediatica russa. Oltre il limite del ridicolo il comunicato dell\u2019Alto rappresentate Ue per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, presentato ai media dal portavoce Peter Stano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-176607 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/images-4.jpg\" alt=\"\" width=\"374\" height=\"314\" \/><\/p>\n<p>\u201cL\u2019Ue condanna la decisione del tutto infondata delle autorit\u00e0 russe di bloccare l\u2019accesso a oltre ottanta media europei in Russia. Questa decisione limita ulteriormente l\u2019accesso all\u2019informazione libera e indipendente ed espande la gi\u00e0 severa censura sui media in Russia.<\/p>\n<p>I media europei vietati lavorano secondo principi e standard giornalistici. Forniscono informazioni concrete, anche al pubblico russo, anche sulla guerra illegale di aggressione della Russia contro l\u2019Ucraina. Al contrario, i mezzi di disinformazione e propaganda russi, contro i quali l\u2019Ue ha introdotto misure restrittive, non rappresentano media liberi e indipendenti.<\/p>\n<p>Le loro attivit\u00e0 radiotelevisive nell\u2019Ue sono state sospese perch\u00e9 queste emittenti sono sotto il controllo delle autorit\u00e0 russe e sono determinanti nel sostenere la guerra di aggressione contro l\u2019Ucraina\u201d.<\/p>\n<p>In pratica il responsabile per la politica estera dell\u2019Unione dice ai russi che i loro media sono pessima propaganda putiniana ed \u00e8 giusto bandirli dall\u2019Europa mentre i nostri organi d\u2019informazione sono fonti indipendenti, libere e professionali e a Mosca dovrebbero gioire per l\u2019opportunit\u00e0 di abbeverarsene.<\/p>\n<p>Non pago, Borrell ha concluso sottolineando che \u201cil rispetto della libert\u00e0 di espressione e dei media \u00e8 un valore fondamentale per l\u2019Ue che continuer\u00e0 a supportare la disponibilit\u00e0 di informazioni concrete anche per il pubblico russo. Ecco perch\u00e9 condanniamo la decisione russa come totalmente infondata\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-176599 alignnone\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/5509bcf1e3e8ab410d88222dc7af0465_1718309814_slider_large-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"256\" height=\"166\" \/><\/p>\n<p>In realt\u00e0 la quasi totale sudditanza nei confronti dell\u2019informazione ufficiale e della propaganda Ucraina\/NATO\/UE senza alcuna analisi critica ha reso gran parte dei media italiani ed europei inaffidabili strumenti propagandistici, amplificatori di informazioni non verificate e spesso rivelatisi inattendibili, non tanto agli occhi dei russi ma a giudizio degli stessi lettori e spettatori europei, come dimostra il crollo dell\u2019audience e delle copie vendute.<\/p>\n<p>Un fenomeno che in Italia ha raggiunto proporzioni tali da mettere ormai in forse la sopravvivenza stessa del giornalismo, rimpiazzato in buona parte da servilismo e piaggeria nei confronti di politica, potenze straniere e lobby di potere.<\/p>\n<p>Inevitabile che anche il ministero degli Esteri italiano condannasse la decisione della Federazione Russa di bloccare l\u2019accesso sul suo territorio alle trasmissioni e ai siti di diversi media europei, tra cui gli italiani Rai, La7, La Repubblica e La Stampa. Sorprendono semmai i toni utilizzati.<\/p>\n<p>\u201cEsprimiamo rammarico per la misura ingiustificata adottata nei confronti di queste emittenti e testate giornalistiche italiane, che hanno sempre fornito un\u2019informazione oggettiva e imparziale sul conflitto in Ucraina\u201d, recita una nota della Farnesina. \u201cQuesti media hanno seguito criteri di informazione oggettiva, e comunque legata a una interpretazione autonoma dei fatti conseguenti all\u2019invasione dell\u2019Ucraina da parte della Federazione Russa\u201d.<\/p>\n<p>Definire \u201coggettiva\u201d l\u2019informazione dei media italiani sul conflitto in Ucraina non \u00e8 esagerato, \u00e8 esilarante! In proposito si potrebbero scrivere interi volumi ma \u00e8 sufficiente limitarsi a ricordare che il direttore di Repubblica e la corrispondente RAI da Kiev sono stati decorati dal presidente Volodymyr Zelensky per i servigi resi all\u2019Ucraina ed entrambi hanno espresso compiacimento per questo riconoscimento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-176592\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/5818991528968830761_120-003.jpg\" alt=\"\" width=\"936\" height=\"1066\" \/><\/p>\n<p>Abbiamo visto inviati in Ucraina ostentare con orgoglio il simbolo del Tridente Ucraino sul giubbotto o utilizzare le note di linguaggio imposte USA e NATO circa il conflitto. Quasi tutti i media italiani in due anni e mezzo di guerra si sono distinti nel fornire un\u2019informazione a senso unico offrendo ampio spazio alla propaganda ucraina spacciata per verit\u00e0 e censura sulle fonti e le informazioni dei russi.<\/p>\n<p>Alla RAI resteranno nella storia alcune interviste \u201cin ginocchio\u201d a Zelensky, episodi eclatanti di una tendenza che non ha mai visto nessuno porre al leader ucraino neppure una domanda scomoda \u00a0sulle opposizioni messe fuori legge, sui giornalisti incarcerati, sulla \u201cquestione nazista\u201d, sulla eliminazione dei \u201cfilorussi\u201d nelle regioni orientali, sugli arruolamenti forzati nelle strade di \u201ccarne da cannone\u201d, o sulle elezioni rinviate\u00a0<em>sine die<\/em>\u00a0nel momento di massima impopolarit\u00e0 del presidente.<\/p>\n<p>Che dire poi della copertura politica e mediatica tesa a evidenziare un preciso ordine di Putin di uccidere Aleksey Navalny, notizia \u201cpompata\u201d pur in assenza di riscontri concreti da tutti gli 0rgani d\u2019informazione in occasione della morte del dissidente: gli stessi media (e politici) che hanno del tutto ignorato (ma non\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/02\/caso-navalny-budanov-mette-ko-i-governi-occidentali\/?swcfpc=1\">Analisi Difesa<\/a>) la notizia della morte per cause naturali di Navalny resa nota da una fonte non certo sospettabile di \u201cputinismo\u201d quale il capo dell\u2019intelligence militare ucraino (GUR),\u00a0 Kyrylo Budanov, in altre circostanze fonte quotatissima presso i nostri giornali e TV.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-176596 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/5287393140296246089_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"1108\" \/><\/p>\n<p>La propaganda \u00e8 merce comune di tutti in tutto il mondo e viene utilizzata ovunque per gli stessi scopi. La classifica della libert\u00e0 di stampa stilata ogni anno da\u00a0<a href=\"https:\/\/rsf.org\/en\/index\">Reporters sans Fronti\u00e8res<\/a>\u00a0e guidata da Norvegia, Danimarca e Svezia vede l\u2019Italia occupare il 46\u00b0 posto (5 posizioni in meno del 2023, comunque dietro a Macedonia del Nord, Figi, Samoa, Capo Verde, Mauritania, Montenegro\u2026.) e la Russia il 162\u00b0, ma questo non rende meno legittima la rappresaglia russa che risponde con la censura dei nostri media alla censura attuata dalle nazioni aderenti alla UE nei confronti dei media russi.<\/p>\n<p>Piuttosto dovremmo chiederci quanto l\u2019Italia (che in Russia mantiene consistenti interessi economici e su molte questioni legate alla guerra in Ucraina ha assunto posizioni meno belliciste di tanti partner Ue), abbia interesse ad aderire a boicottaggi e messe al bando degli organi d\u2019informazione a cui inevitabilmente fanno seguito misure analoghe di ritorsione.<\/p>\n<p>Qui non si tratta di stabilire chi meriti o meno censure e boicottaggi, che non dovrebbero esistere per nessun organo d\u2019informazione in nessuna nazione e tanto meno nel \u201cmondo libero\u201d, semplicemente perch\u00e9 se davvero abbiamo ragioni forti e la nostra informazione \u00e8 indipendente e oggettiva non dovremmo temere la propaganda altrui.<\/p>\n<p>Il tema vero \u00e8 come possiamo lamentarci oggi del fatto che i russi mettano al bando i nostri media quando noi abbiamo per primi cominciato a bandire i media russi fin dal 2022?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-176595 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/5785179227132378771_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"1262\" \/><\/p>\n<p>Del resto che all\u2019Europa non stia cos\u00ec a cuore la libert\u00e0 d\u2019informazione lo dimostrano le tante dichiarazioni contro il pericolo delle fake-news russe che di fatto puntano a sollecitare un maggiore controllo sui media, tesi subito recepita dall\u2019Unione Europea: un allarme tanto di moda quanto fondato su basi discutibili con cui i leader dell\u2019Occidente cercano di attribuire alla disinformazione di Mosca i loro insuccessi determinati invece dalle politiche fallimentari adottate.<\/p>\n<p>A meno che non vogliamo davvero credere che i siti fake di \u201cLastampa.in\u201d e \u201cRepubblica.in\u201d, creati clonando quelli dei due quotidiani italiani (opera dei russi secondo\u00a0<a href=\"https:\/\/euvsdisinfo.eu\/doppelganger-strikes-back-unveiling-fimi-activities-targeting-european-parliament-elections\/\">il rapporto<\/a>\u00a0della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.eeas.europa.eu\/eeas\/questions-and-answers-about-east-stratcom-task-force_en\">East StratCom Task Force<\/a>\u00a0della UE, posta alle dipendenze dell\u2019Alto rappresentante per la politica Estera) per diffondere in tutto una decina di articoli su temi per lo pi\u00f9 economici con aspre critiche nei confronti della UE, abbiano influenzato marcatamente il voto dell\u20198 e 9 giugno. O che iniziative simili abbiano ugualmente influenzato nello stesso modo milioni di elettori anche in Francia, Germania, Polonia, Spagna e altre nazioni europee.<\/p>\n<p>Quanto la UE sia preoccupata per la mancanza di libert\u00e0 di stampa lo si evince bene anche dall\u2019assordante silenzio delle istituzioni e (guarda un po?) di quasi tutti i media di fronte alle denunce di violenze contro i giornalisti in Ucraina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-176587\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Doppelganger-example-600x338-1.webp\" alt=\"\" width=\"976\" height=\"550\" \/><\/p>\n<p>Come\u00a0<a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/some-accuse-ukraine-military-draft-political-tool-punish-critics-journalists-corruption\/\">scrive lo statunitense Politico<\/a>, il regime di Kiev sta prendendo di mira i giornalisti che indagano sulla corruzione tra i funzionari pubblici e mette a tacere i critici del governo. Evgeniy Shulgat ha subito minacce per un articolo sulla corruzione nel Servizio di sicurezza ucraino (SBU).<br \/>\nAnche altri giornalisti ucraini che si occupano della corruzione nel paese, come Alexander Salizhenko e Yuriy Nikolov, affermano che il governo utilizza varie tattiche intimidatorie. Tutti loro sono soggetti a molestie online, accuse di evasione dal servizio militare e minacce di essere mandati in prima linea.<\/p>\n<p>Prima ancora di Politico l\u2019organizzazione Reporters sans Fronti\u00e8res ha pi\u00f9 volte lamentato le difficolt\u00e0 dei giornalisti ucraini\u00a0<a href=\"https:\/\/rsf.org\/en\/shrinking-press-freedom-ukraine-urgent-need-implement-roadmap-right-information\">e il 19 giugno ha lamentato<\/a>\u00a0che \u201cla pressione contro i media indipendenti in Ucraina \u00e8 in aumento da diversi mesi. Sorveglianza, minacce di arruolamento nell\u2019esercito, maggiore controllo da parte delle autorit\u00e0\u2026<\/p>\n<p>Sui media ucraini crescono pressioni politiche e ostacoli. Dall\u2019inizio del 2024, almeno cinque giornalisti sono stati sorvegliati o minacciati a causa di pubblicazioni sulla corruzione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-176603 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/132600567_putin-index3-reuters.jpg\" alt=\"\" width=\"976\" height=\"549\" \/><\/p>\n<p>RSF denuncia la nomina di un militare a direttore dell\u2019agenzia di stampa nazionale Ukrinform il 24 maggio e la rivelazione il 29 maggio della diffusione di un elenco di ospiti da escludere dai programmi e l\u2019impossibilit\u00e0 di fornire notizie attendibili sull\u2019andamento (pessimo per Kiev) della guerra.<\/p>\n<p>Su questi temi, nel febbraio 2023, chiudemmo l\u2019editoriale intitolato \u201c<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/02\/credere-obbedire-soccombere\/\">Credere, Obbedire, Soccombere\u201d<\/a>\u00a0con questa frase, probabilmente ancora attuale: \u201cCi troviamo nel mezzo della prima guerra convenzionale combattuta sul nostro continente dal 1945 e le sue gravi conseguenze strategiche, energetiche ed economiche hanno colpito duramente l\u2019Europa e l\u2019Italia mentre il futuro potrebbe portarci a fare i conti con sviluppi e realt\u00e0 concrete ben diversi da quelli prefigurati dalle fanfare propagandistiche che ci siamo sorbiti finora\u201d.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/06\/media-censure-e-facce-di-bronzo\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/06\/media-censure-e-facce-di-bronzo\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) Ha suscitato reazioni aspre quanto ingiustificate in Europa la decisione resa nota il 25 giugno dalle autorit\u00e0 russe di imporre restrizioni nei confronti di 81 media europei impedendone l\u2019accesso tv e internet al territorio della Federazione Russa. 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