{"id":86260,"date":"2024-07-03T10:30:06","date_gmt":"2024-07-03T08:30:06","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86260"},"modified":"2024-07-01T15:58:34","modified_gmt":"2024-07-01T13:58:34","slug":"che-cosa-succedera-al-debito-dellucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86260","title":{"rendered":"Che cosa succeder\u00e0 al debito dell\u2019Ucraina"},"content":{"rendered":"<p><strong>di START MAGAZINE (Ugo Poletti)<\/strong><\/p>\n<div class=\"vcex-post-excerpt vcex-module wpex-last-mb-0 vcex_6681d996d55af\">\n<p>Si prospetta un\u2019estate calda per il debito pubblico dell\u2019Ucraina, molto esposto verso la finanza internazionale. Il quadro \u00e8 complicato dalla scadenza del mandato di Zelensky. L&#8217;analisi di Ugo Poletti.<\/p>\n<p>Si prospetta un\u2019estate calda per il debito pubblico dell\u2019Ucraina molto esposto verso la finanza internazionale. Ci sono scadenze cruciali per la rinegoziazione di parte di questo debito e l\u2019accordo per nuovi prestiti. Tutto questo processo \u00e8 complicato dal mandato scaduto di Zelensky e dalla questione ingarbugliata dell\u2019utilizzo dei fondi e dei patrimoni russi sequestrati in diversi paesi.<\/p>\n<h2>L\u2019UCRAINA E\u2019 IN DEFAULT<\/h2>\n<p>Tecnicamente, l\u2019Ucraina \u00e8 un paese in stato di default, cio\u00e8 uno Stato fallito, se non fosse per i prestiti esteri. Dall\u2019inizio dell\u2019invasione russa il Tesoro ucraino non si \u00e8 pi\u00f9 potuto rifinanziare sui mercati internazionali. I bond ucraini sono valutati CC per S&amp;P e Fitch, Ca per Moody\u2019s. Sono rating da paese sull\u2019orlo della bancarotta. Il Governo ucraino sta lottando per rinegoziare i suoi bond per 20 miliardi di dollari. Purtroppo, poco prima del G7 in Puglia l\u2019Ucraina non ha trovato un accordo con i creditori internazionali su bond. La situazione \u00e8 tesa, perch\u00e9 ad agosto scade la sospensione dei pagamenti pattuita tra le parti subito dopo l\u2019attacco russo nel febbraio del 2022.<\/p>\n<h2>I PRESTITI DEL FMI<\/h2>\n<p>Il Governo ucraino ha bisogno di questo accordo per poter siglare altri prestiti bilaterali con il\u00a0Fondo Monetario Internazionale\u00a0(FMI), che insieme alla Banca Mondiale e ai partner internazionali ha gi\u00e0 elargito a Kiev ben 85 miliardi. Questo programma di assistenza finanziaria ha una scadenza nel 2027. Washington non \u00e8 intenzionata a dare altri aiuti, se la prospettiva \u00e8 quella che saranno usati per pagare gli interessi ai creditori o per rimborsare parte del debito. Lo stesso dicasi per i paesi occidentali che supportano l\u2019Ucraina, che sono pronti a finanziare sia la resistenza all\u2019invasione russa che l\u2019economia del paese, ma non i suoi creditori internazionali.<\/p>\n<h2>NESSUNO HA INTERESSE ALLA BANCAROTTA DELL\u2019UCRAINA<\/h2>\n<p>In ogni caso non \u00e8 nell\u2019interesse di nessuno che Kiev vada in bancarotta e, soprattutto che perda la guerra. La sconfitta porterebbe a maggiori difficolt\u00e0 per gli obbligazionisti nel recuperare il capitale investito e nell\u2019incassare gli interessi dovuti. Quindi la scadenza di agosto potrebbe essere prorogata, anche a fronte di un maggior rischio di default.<\/p>\n<h2>IL MANDATO SCADUTO DI ZELENSKY<\/h2>\n<p>A complicare questo scenario si aggiunge il mandato scaduto di Volodymyr Zelensky. Infatti, secondo la Costituzione, il presidente dell\u2019Ucraina ha un mandato di cinque anni. Zelensky \u00e8 entrato in carica il 20 maggio del 2019. Quindi, \u00e8 ufficialmente scaduto dal 19 maggio scorso. Il governo non ha potuto indire nuove elezioni per il rinnovo del Parlamento e per la scelta del capo dello stato, perch\u00e9 la legge marziale impedisce l\u2019apertura dei seggi. N\u00e9 si possono organizzare seggi elettorali per milioni di Ucraini in citt\u00e0 regolarmente colpite dai bombardamenti russi. Per non parlare della questione del diritto di voto dei rifugiati all\u2019estero.<\/p>\n<h2>CHE COSA PREVEDE LA COSTITUZIONE<\/h2>\n<p>La Costituzione ucraina non prevede la proroga del presidente in caso di guerra, mentre la Verkhovna Rada (il parlamento ucraino) pu\u00f2 continuare a svolgere i lavori. Per\u00f2, questa situazione influisce sulla credibilit\u00e0\u00a0del debito ucraino di nuova emissione o dei prestiti bilaterali. Infatti, quale garanzia c\u2019\u00e8 che un futuro successore di Zelensky, magari costretto da una situazione fiscale fuori controllo, non ne approfitti per ripudiare il debito? Non sarebbe la prima volta nella storia. Dopo la rivoluzione d\u2019ottobre, i Bolscevichi a potere ripudiarono i debiti dell\u2019ex-Impero russo.<\/p>\n<h2>GLI SCENARI PER ZELENSKY<\/h2>\n<p>Zelensky potrebbe ovviare a questa lacuna costituzionale chiedendo un voto parlamentare che avvalli una proroga del suo mandato presidenziale, magari con l\u2019impegno ad indire le elezioni immediatamente dopo la fine del conflitto. Ma probabilmente il leader ucraino non vuole esporsi ad una trattativa con i partiti di opposizione, del cui voto non pu\u00f2 fare a meno per preservare l\u2019immagine di una nazione coesa. Questa vizio di legittimit\u00e0 rappresenta anche una debolezza in vista di negoziati di pace, perch\u00e9 offre alla Russia il pretesto di non voler trattare con un presidente scaduto. Purtroppo, Zelensky non ha ancora voluto affrontare questo problema.<\/p>\n<h2>DOSSIER FONDI RUSSI SEQUESTRATI<\/h2>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/russia-g7-asset-ucraina\/\">questione dei fondi russi sequestrat<\/a>i. Con l\u2019invasione dell\u2019Ucraina del 24 febbraio 2022, l\u2019Unione Europea e il Nord America sequestrarono gli asset russi depositati dalla banca centrale di Mosca a titolo di sanzione. Vale la pena ricordare che fu proprio il presidente del Consiglio Mario Draghi a fine febbraio 2022, a suggerire alla segretaria al Tesoro USA Janet Yellen di sequestrare gli asset russi. In quel momento si scopr\u00ec che la gran parte di questi erano depositati in Europa, presso il depositario centrale Euroclear a Bruxelles, per un importo di 280 miliardi di euro, circa 300 miliardi di dollari. Per\u00f2, un sequestro non significa un esproprio.<\/p>\n<h2>LE MOSSE USA<\/h2>\n<p>Washington ha proposto successivamente di espropriare tali asset allo scopo di finanziare la\u00a0ricostruzione in Ucraina, stimata un anno fa dalla Banca Mondiale in circa 500 miliardi di dollari. Anche il Governo di Kiev, ha spinto con insistenza per ottenere che i Paesi del G7 decidessero di liberare l\u2019intero fondo congelato di 300 miliardi di dollari a favore dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<h2>COSA DICE LA BCE<\/h2>\n<p>Ma la Banca Centrale Europea lo aveva gi\u00e0 escluso. In particolare, Christine Lagarde presidente della BCE, aveva avvertito che una simile mossa rischiava di \u201crompere quell\u2019ordine internazionale, che vorremmo che la Russia rispettasse\u201d. Infatti, secondo le regole internazionali, i paesi del G7 non hanno il diritto di confiscare tali beni alla Russia e consegnarli all\u2019Ucraina.<\/p>\n<h2>LE QUESTIONI LEGALI<\/h2>\n<p>Il tema \u00e8 delicato da un punto di vista legale. Chi investirebbe pi\u00f9 in Europa se temesse di perdere i propri capitali nel caso di tensioni geopolitiche? Alla fine, la soluzione pi\u00f9 pratica e sostenibile proposta da Bruxelles \u00e8 stata quella di utilizzare i soli interessi maturati su quegli asset.<\/p>\n<h2>CAPITOLO INTERESSI<\/h2>\n<p>Questi interessi sono stimati in circa 3,5 miliardi di dollari all\u2019anno. Secondo il piano del G7, questa somma servir\u00e0 a ripagare gli interessi annuali sul prestito di 50 miliardi di dollari concesso agli ucraini sui mercati internazionali. la prima tranche del maxi-prestito non arriver\u00e0 prima della fine dell\u2019anno, ma \u00e8 la soluzione a lungo termine concordata per sostenere lo sforzo bellico e l\u2019economia dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<h2>LA REAZIONE DI MOSCA<\/h2>\n<p>Mosca ha reagito molto male alla decisione dell\u2019uso degli interessi per sostenere il debito ucraino, bollandola come azione criminale e minacciando una punizione severa.<\/p>\n<h2>LE SANZIONI BRUCIANO<\/h2>\n<p>Molti osservatori si sono chiesti come mai i Russi, cos\u00ec abili pianificatori, non abbiano ritirato i loro depositi europei prima dell\u2019invasione dell\u2019Ucraina, per evitare che potessero essere oggetto di sanzione. La risposta pi\u00f9 plausibile \u00e8 che nei piani del Cremlino l\u2019operazione militare speciale sarebbe dovuta essere cos\u00ec fulminea, da non dare il tempo all\u2019Europa di organizzare sanzioni articolate come questa. Una conferma della teoria che nella mente di Putin, la conquista dell\u2019Ucraina era una ripetizione, ma su larga scala, della operazione di occupazione della Crimea, avvenuta in tempi rapidissimi e a bassissimo costo. Le sanzioni orchestrate nel 2014 da Europa e USA non avevano certamente dissuaso il leader russo dal ripetere il colpo. Purtroppo, questa volta il piano di conquista veloce \u00e8 fallito e queste sanzioni bruciano.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/debito-pubblico-ucraina-scadenza-mandato-zelensky\/?_gl=1*airqo1*_up*MQ..*_ga*OTA2MjcxOTMuMTcxOTc4NDkzMA..*_ga_8S195KFTFD*MTcxOTc4NDkyOS4xLjEuMTcxOTc4NTgwNy4wLjAuMA..\">https:\/\/www.startmag.it\/economia\/debito-pubblico-ucraina-scadenza-mandato-zelensky\/?_gl=1*airqo1*_up*MQ..*_ga*OTA2MjcxOTMuMTcxOTc4NDkzMA..*_ga_8S195KFTFD*MTcxOTc4NDkyOS4xLjEuMTcxOTc4NTgwNy4wLjAuMA..<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di START MAGAZINE (Ugo Poletti) Si prospetta un\u2019estate calda per il debito pubblico dell\u2019Ucraina, molto esposto verso la finanza internazionale. Il quadro \u00e8 complicato dalla scadenza del mandato di Zelensky. L&#8217;analisi di Ugo Poletti. Si prospetta un\u2019estate calda per il debito pubblico dell\u2019Ucraina molto esposto verso la finanza internazionale. Ci sono scadenze cruciali per la rinegoziazione di parte di questo debito e l\u2019accordo per nuovi prestiti. Tutto questo processo \u00e8 complicato dal mandato scaduto di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":48474,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/start-magazine.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-mri","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86260"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=86260"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86260\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86261,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86260\/revisions\/86261"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/48474"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=86260"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=86260"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=86260"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}