{"id":86299,"date":"2024-07-05T09:30:52","date_gmt":"2024-07-05T07:30:52","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86299"},"modified":"2024-07-04T13:40:26","modified_gmt":"2024-07-04T11:40:26","slug":"cosi-la-siria-mette-erdogan-nei-guai-anche-in-turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86299","title":{"rendered":"Cos\u00ec la Siria mette Erdogan nei guai. Anche in Turchia."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Mauro Indelicato)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-86300\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/FB_IMG_1720092709583-300x207.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/FB_IMG_1720092709583-300x207.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/FB_IMG_1720092709583.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bandiere turche date alle fiamme, blindati dell\u2019esercito di Ankara assaltati e oggetto del lancio di pietre e ordigni rudimentali: lo scenario descritto non appartiene a quello delle fasi pi\u00f9 calde dello scontro tra turchi e curdi. Al contrario, il contesto in questione riguarda il Nord della Siria. Proprio le regioni cio\u00e8 che diversi anni sono controllate quasi direttamente da Ankara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Centinaia di siriani hanno assaltato postazioni turche, con il governo di Erdogan costretto a emanare una nota urgente in cui si ordina l\u2019evacuazione dei funzionari turchi presenti nel cantone di Afrin, a Nord di Aleppo, e in alcune aree della provincia di Idlib.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Turchia e il Nord della Siria<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per comprendere al meglio cosa sta accadendo, occorre fare un passo indietro e ricordare il motivo per cui dei blindati e dei mezzi di Ankara sono presenti all\u2019interno di questa parte del territorio siriano. La Siria, come ben noto, sta affrontando una dura guerra civile dal 2011 e il presidente turco Erdogan, gi\u00e0 dai primi mesi di conflitto, ha sostenuto attivamente i gruppi definiti ribelli che hanno imbracciato le armi contro il governo del presidente Assad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una mossa che per\u00f2 si \u00e8 rivelata un boomerang: lo sfaldamento dello Stato siriano nel Nord del Paese, nelle zone cio\u00e8 confinanti con la Turchia, ha portato al rafforzamento dei curdi siriani i quali hanno iniziato a controllare vaste porzioni di territorio lungo le frontiere turche. Non solo, ma la guerra ha anche comportato per Ankara l\u2019afflusso massiccio e incontrollabile di milioni di profughi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2016, a seguito del riavvicinamento tra Erdogan e Putin, con quest\u2019ultimo primo sponsor di Assad, si \u00e8 giunti a un compromesso: la Turchia non avrebbe pi\u00f9 lavorato per abbattere il potere del presidente siriano, in cambio Mosca ha concesso l\u2019opportunit\u00e0 a Erdogan di entrare in territorio siriano in funzione anti curda. Ankara ha cos\u00ec sostenuto e armato interi gruppi di ribelli, spesso riconducibili alla galassia islamista, i quali hanno solidificato il proprio potere nelle aree settentrionali della Siria. Si tratta di formazioni che non hanno la forza di creare veri e propri apparati amministrativi, Erdogan ha cos\u00ec inviato soldati, poliziotti e funzionari per controllare il territorio in possesso dei suoi alleati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Gli scontri tra siriani e turchi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A partire da sabato per\u00f2, sia da Afrin che da alcune aree della provincia di Idlib, sono arrivate immagini di battaglie urbane ingaggiate dai combattenti siriani proprio contro i turchi. I soldati di Ankara sono stati colti di sorpresa e hanno dovuto improvvisamente organizzarsi per difendere le postazioni e, in certi casi, anche abbandonare alcune aree sotto il loro controllo. Particolarmente significativo che gli scontri pi\u00f9 importanti siano avvenuti ad Afrin: cantone in maggioranza curda prima della guerra, qui gran parte dei miliziani presenti sono stati direttamente armati e addestrati dai turchi e vengono ancora oggi finanziati per fronteggiare la mai domata guerriglia curda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al momento \u00e8 difficile capire quali sono le sigle ribelli che hanno ingaggiato gli scontri contro i turchi. Nei video, alcuni combattenti indossano le divise del Free Syrian Army (Fsa) sostenuto dalla Turchia, altri invece non hanno uniformi addosso ma appaiono ben addestrati nell\u2019uso di armi e ordigni. Non si tratterebbe quindi di civili, bens\u00ec di quegli stessi miliziani appoggiati da Erdogan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Un delicato equilibrio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma qual \u00e8 l\u2019origine degli scontri? Inizialmente tutto era stato ricollegato alle frasi di Erdogan che, nei giorni precedenti all\u2019inizio dei disordini, aveva annunciato l\u2019avvio di una fase di normalizzazione dei rapporti con il governo di Assad. In realt\u00e0, come fatto notare dalla stampa turca, tutto \u00e8 partito dalla stessa Turchia. Qui la scorsa settimana sono scoppiate rivolte contro i rifugiati siriani. In alcuni casi, come ad esempio a Kayseri, \u00e8 partita una vera \u201ccaccia\u201d alle famiglie siriane. Con tanto di auto, case e negozi appartenenti ai siriani dati alle fiamme. Il motivo di questa ondata di scontri anti-migranti, secondo la ricostruzione fatta dalle agenzie turche, \u00e8 da ricercare nella notizia dell\u2019arresto di un rifugiato siriano per molestie sessuali contro una bimba sua connazionale di sette anni. Il fatto \u00e8 avvenuto sempre a Kayseri e, subito dopo la scoperta dell\u2019abuso, sui social e per strada la situazione \u00e8 sfuggita di mano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dall\u2019altra parte del confine, dunque, i siriani hanno reagito scagliandosi contro soldati ma anche civili e funzionari turchi. Erdogan teme adesso l\u2019implosione dei delicati equilibri interni e di quelli legati al Nord della Siria. Sul fronte interno infatti, in tanti stanno accusando il presidente di essere responsabile di un\u2019immigrazione siriana giudicata fuori controllo. In Siria invece, il leader turco teme ora di perdere il controllo delle regioni in cui ha sostenuto l\u2019opposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 un caso se le autorit\u00e0 di Ankara hanno reagito arrestando pi\u00f9 di 400 persone accusate dei saccheggi e delle violenze contro i rifugiati siriani. Lo stesso Erdogan ha parlato di \u201codio e xenofobia inaccettabili\u201d: segno della volont\u00e0 di mostrare, al di l\u00e0 del confine, di aver gi\u00e0 punito chi ha commesso violenze contro i migranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #Siria #Turchia #Erdogan<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[Fonte: https:\/\/it.insideover.com\/guerra\/guai-pesanti-per-erdogan-nel-pentolone-siriano.html]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/6PZzfdSGiVerWM6G\/\">https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/6PZzfdSGiVerWM6G\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Mauro Indelicato) Bandiere turche date alle fiamme, blindati dell\u2019esercito di Ankara assaltati e oggetto del lancio di pietre e ordigni rudimentali: lo scenario descritto non appartiene a quello delle fasi pi\u00f9 calde dello scontro tra turchi e curdi. 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