{"id":86316,"date":"2024-07-05T05:00:00","date_gmt":"2024-07-05T03:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86316"},"modified":"2024-07-04T22:22:15","modified_gmt":"2024-07-04T20:22:15","slug":"il-fenomeno-incel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86316","title":{"rendered":"Il fenomeno &#8220;incel&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Marco Trombino<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da alcuni anni \u00e8 emerso uno di quei fenomeni socio-psicologici che sarebbe stato impensabile fino al secolo scorso incluso, ma che rappresenta una delle curiose novit\u00e0 culturali del mondo contemporaneo: gli &#8220;<strong>incel<\/strong>&#8220;.<br \/>\nCon questo termine si indicano quelle persone, generalmente giovani &#8211; ma non solo &#8211; e segnatamente di sesso maschile, che sono &#8220;celibi involontari&#8221; da cui il nome, &#8220;<strong>IN<\/strong>voluntary <strong>CEL<\/strong>ibate&#8221;. Il sintomo \u00e8 balzato agli onori delle cronache per la sua consistenza in termini numerici. Parliamoci chiaro: gli &#8220;scapoloni&#8221; esistevano anche nel passato, ma si trattava di pochi casi e non costituivano certo un segmento sociale n\u00e9 un tema di preoccupazione mediatica. Ma ora pare che lo stia diventando perch\u00e9 questi ragazzi, cresciuti enormemente in numero, hanno cominciato ad organizzarsi nella pi\u00f9 ovvia delle maniere che consente la tecnologia del XXI secolo: creando gruppi in rete. Sulla fenomenologia ci sarebbe molto da raccontare: alcuni gruppi hanno elaborato la &#8220;Teoria LMS&#8221; per cui un uomo sarebbe attrattivo nei confronti delle donne sulla base della bellezza, del denaro e della posizione sociale, la &#8220;Teoria Redpill&#8221; \u00e8 una evoluzione della prima per cui le donne e gli uomini sarebbero biologicamente diversi e quindi avrebbero differente selettivit\u00e0 nello scegliersi il compagno\/a, la &#8220;Teoria Blackpill&#8221; e un&#8217;estensione della seconda per cui \u00e8 cos\u00ec e non ci si pu\u00f2 fare una mazza; pi\u00f9 tante altre sfaccettature e sottomovimenti che in questo articolo non vengono dettagliati per brevit\u00e0.<br \/>\nQuesta sorta di &#8220;movimento&#8221; ha avuto, da parte dei media del sistema, un&#8217;accoglienza ostile e accusatoria; gli incel vengono tacciati di sessismo, di misoginia e i media affermano che si tratti di organizzazioni ai limiti dell&#8217;illecito e del terrorismo, perch\u00e9 alcuni di questi ragazzi hanno poi finito per sfogare le proprie frustrazioni compiendo veri e propri massacri a casaccio, come nel caso dei recenti attentati di Plymouth in Inghilterra del 12\/8\/2021 o di Allen nel Texas del 6\/5\/2023.<br \/>\nAl profano che per la prima volta si approccia a questa realt\u00e0 saltano all&#8217;occhio innanzitutto due caratteristiche, che poi hanno la medesima radice. La prima \u00e8 l&#8217;inutile e fastidioso ricorso ad anglismi (&#8220;LMS&#8221;, &#8220;Redpill&#8221;, &#8220;Blackpill&#8221;, ecc. perch\u00e9 evidentemente &#8220;scapolo&#8221; e altre ispirazioni dal vocabolario di Boccaccio e Petrarca fanno schifo, ma sull&#8217;Italiano considerato come lingua di serie B si rimanda a considerazioni in futuri articoli). La seconda \u00e8 quella di dover assegnare un nome, un&#8217;etichetta a qualsiasi categoria &#8211; o supposta tale &#8211; di persone, anch&#8217;essa pessima abitudine di origine anglosassone: sarebbe come dare un nome a quelli che mordono il cono del gelato dal fondo e un altro a chi lo morde dall&#8217;orlo, o a quelli che usano fazzoletti di tela al posto di quelli di carta, o a quelli che sollevano l&#8217;asse del gabinetto prima di orinare rispetto a quelli che lo tengono abbassato. L&#8217;assegnazione di nomi a gruppi di persone pu\u00f2 sembrare un&#8217;abitudine innocente, ma non lo \u00e8 affatto; etichettare le persone ha la conseguenza psicologica di imprimere una specie di marchio a fuoco sulla fronte degli individui i quali si sentiranno condannati ad un preciso destino a causa di una particolare classificazione che percepiranno come propria. L&#8217;uso del verbo &#8220;essere&#8221; suggella la categorizzazione: come dire, io <em>sono<\/em> incel quindi <em>sono<\/em> condannato al particolare destino di appartenere ad una setta e ad avere un certo comportamento; se, al contrario, il ragazzo pensasse di <em>essere<\/em>\u00a0semplicemente un giovane con qualche difficolt\u00e0 in pi\u00f9 rispetto ad altri sul terreno sentimentale, ecco che capirebbe di non trovarsi legato a nessun destino prefigurato da una categoria, recupererebbe una parte della necessaria fiducia in s\u00e9 stesso e avrebbe molte possibilit\u00e0 in pi\u00f9 di conquistare la fatidica fidanzata.<br \/>\nAlcune riflessioni che circolano tra questi gruppi hanno un fondamento e anzi sanno un po&#8217; di scontato: le donne sarebbero molto selettive (si sapeva gi\u00e0 ai tempi dei miei bisnonni), tendono ad aspettarsi sicurezza economica (ci mancherebbe altro), guardano l&#8217;aspetto fisico (perch\u00e9 gli uomini no?). La riflessione immediata di queste organizzazioni &#8220;incel&#8221; \u00e8 che il fenomeno sia esploso per via dell&#8217;emancipazione femminile, che avrebbe reso le donne egoiste ed inclini a vivere da s\u00e9, lasciando nella solitudine masse di loro coetanei maschi. E&#8217; di una facilit\u00e0 sconcertante confutare una tesi cos\u00ec stupida: l&#8217;emancipazione femminile, nel secolo scorso, ha avuto ampio spazio nelle societ\u00e0 a socialismo reale, dove sposarsi e fare figli &#8211; magari dopo aver guidato un carro armato in guerra &#8211; era l&#8217;assoluta normalit\u00e0 per una donna sovietica, come per una donna nordcoreana, come per una donna vietnamita. Quindi piantiamola di dare la colpa all&#8217;emancipazione.<br \/>\nLa verit\u00e0 \u00e8 un&#8217;altra, ed \u00e8 ora che gli &#8220;incel&#8221; ne prendano atto. <strong>La solitudine sentimentale \u00e8 un fenomeno tipico delle societ\u00e0 liberiste avanzate<\/strong>. Il sistema economico capitalistico-liberista spinge volutamente, scientemente e meticolosamente i cittadini ad essere solitari ed egoisti, perch\u00e9 i burattinai di tale sistema &#8211; ossia i grandi oligarchi &#8211; sono ben consapevoli che le masse organizzate sono l&#8217;unico nemico di cui possono avere paura (la storia del &#8216;900 \u00e8 stata chiarissima su questo punto) e fanno di tutto per disabituare il popolo anche alle pi\u00f9 basilari forme di unione. Lo smantellamento di ogni forma di aggregazione, inclusi le normali relazioni sentimentali e le unit\u00e0 familiari, \u00e8 portato avanti con scientifica perizia tramite tutti i media possibili: dai film ai romanzi, dalle notizie di cronaca nera alle riviste di moda, agli influencer in rete. Le conseguenze sul comportamento dei giovani si vede e, per quanto sia deprimente, non sorprende affatto.<br \/>\nCerto che raccontare a un ventenne di oggi che non si liberer\u00e0 della sua solitudine sentimentale se prima non si libera di un sistema socio-economico non \u00e8 facile, specie per una generazione abituata a sentirsi raccontare solo un certo tipo di versione della societ\u00e0 e a considerare &#8220;utopistica&#8221; ogni altra, anche quella in cui vivrebbe molto pi\u00f9 sereno. Ma cos\u00ec \u00e8: gli incel se ne facciano una ragione. E magari, gi\u00e0 che ci sono, si ripassino l&#8217;art. 29 della Costituzione Italiana che prevede (sorpresa!) che la Repubblica riconosce i diritti della famiglia. L&#8217;attuazione di tale principio porterebbe ad uscire dalla frustrazione un sacco di ragazzi. Ma, come tutti i diritti sociali, non si fa da solo: occorre organizzarsi e combattere per ottenerlo.<br \/>\nE non in rete.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Trombino &nbsp; Da alcuni anni \u00e8 emerso uno di quei fenomeni socio-psicologici che sarebbe stato impensabile fino al secolo scorso incluso, ma che rappresenta una delle curiose novit\u00e0 culturali del mondo contemporaneo: gli &#8220;incel&#8220;. Con questo termine si indicano quelle persone, generalmente giovani &#8211; ma non solo &#8211; e segnatamente di sesso maschile, che sono &#8220;celibi involontari&#8221; da cui il nome, &#8220;INvoluntary CELibate&#8221;. 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