{"id":86573,"date":"2024-07-22T14:16:03","date_gmt":"2024-07-22T12:16:03","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86573"},"modified":"2024-07-22T14:16:03","modified_gmt":"2024-07-22T12:16:03","slug":"dopo-il-75-vertice-nato-verso-lirreversibile-distruzione-dellucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86573","title":{"rendered":"Dopo il 75\u00b0 vertice NATO: verso l\u2019irreversibile distruzione dell\u2019Ucraina"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ROBERTO IANNUZZI (blog personale)<\/strong><\/p>\n<h3 class=\"subtitle\">L\u2019Alleanza Atlantica immola definitivamente l\u2019Ucraina, lavora alacremente al completamento della nuova cortina di ferro, e mette nel mirino la Cina, mentre si allargano le crepe nelle sue fondamenta.<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-86574 size-full\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/426c81a6-b600-4e12-985c-aaf2fd4ae45c_2200x1467.webp\" alt=\"\" width=\"1250\" height=\"703\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/426c81a6-b600-4e12-985c-aaf2fd4ae45c_2200x1467.webp 1250w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/426c81a6-b600-4e12-985c-aaf2fd4ae45c_2200x1467-300x169.webp 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/426c81a6-b600-4e12-985c-aaf2fd4ae45c_2200x1467-1024x576.webp 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/426c81a6-b600-4e12-985c-aaf2fd4ae45c_2200x1467-768x432.webp 768w\" sizes=\"(max-width: 1250px) 100vw, 1250px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>Incontro del Consiglio NATO-Ucraina in occasione del 75\u00b0 vertice NATO a Washington (NATO, Fair use)<\/em><\/p>\n<p>L\u2019elemento forse pi\u00f9 rilevante del vertice che doveva celebrare in grande stile i 75 anni dell\u2019Alleanza Atlantica compare nel 16\u00b0 paragrafo della Dichiarazione conclusiva, dove si definisce \u201cirreversibile\u201d il percorso dell\u2019Ucraina verso la piena integrazione euro-atlantica, inclusa l\u2019adesione alla NATO.<\/p>\n<p>Il ricorso all\u2019aggettivo \u201cirreversibile\u201d \u00e8 deliberatamente finalizzato a garantire due esiti importanti per i vertici dell\u2019Alleanza: in primo luogo, il prolungamento della guerra, poich\u00e9 lo status neutrale dell\u2019Ucraina, elemento chiave delle richieste russe, viene automaticamente escluso dagli scenari possibili.<\/p>\n<p>Circa un mese fa, il presidente russo Vladimir Putin aveva citato proprio la neutralit\u00e0 dell\u2019Ucraina fra le condizioni che, secondo le sue parole, avrebbero portato \u201cimmediatamente\u201d ad un cessate il fuoco e all\u2019inizio dei negoziati.<\/p>\n<p>Secondariamente, la suddetta formulazione implica la seria possibilit\u00e0 che l\u2019adesione definitiva di Kiev alla NATO resti un miraggio che non si tradurr\u00e0 mai in realt\u00e0, visto che la \u201cirreversibilit\u00e0\u201d del percorso garantisce che non si torni indietro, ma non necessariamente che si vada avanti.<\/p>\n<p>Esattamente come nella dichiarazione del vertice di Vilnius dello scorso anno, i membri del patto atlantico dichiarano genericamente che estenderanno all&#8217;Ucraina l&#8217;invito ad aderire alla NATO \u201cquando gli alleati saranno d&#8217;accordo e le condizioni saranno soddisfatte\u201d.<\/p>\n<p>In questo modo, Kiev avr\u00e0 sempre degli obblighi nei confronti della NATO, mentre quest\u2019ultima non ne avr\u00e0 mai nei confronti di Kiev (ad eccezione di quelli che vorr\u00e0 imporsi volontariamente). Il surrogato che \u00e8 stato offerto al paese \u00e8 un \u201cponte\u201d verso l\u2019adesione effettiva all\u2019Alleanza.<\/p>\n<p>Tale ponte consiste essenzialmente in promesse di sostegno finanziario (43 miliardi di dollari per il 2025), in accordi di sicurezza bilaterali fra l\u2019Ucraina da un lato e numerosi paesi europei, e gli stessi Stati Uniti, dall\u2019altro, in un nuovo comando NATO basato in Germania che coordiner\u00e0 l\u2019assistenza di sicurezza e l\u2019addestramento delle forze ucraine, ed infine nell\u2019invio di altri sistemi di difesa aerea, di cui Kiev ha estremo bisogno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Autoconservazione e ostracizzazione del dissenso<\/h4>\n<p>In sostanza, come ha scritto l\u2019analista americano James Carden,<\/p>\n<p>\u201cla principale prerogativa istituzionale della NATO a questo punto non \u00e8 la sconfitta della Russia n\u00e9 la difesa collettiva dell\u2019Occidente \u2013 qualunque cosa ci\u00f2 significhi. Ma \u00e8 la propria stessa sopravvivenza e, come tale, a Washington l\u2019alleanza ha continuato ad inventare sempre nuovi motivi per giustificare la propria rilevanza e, in ultima analisi, al propria stessa esistenza\u201d.<\/p>\n<p>Assicurare la sopravvivenza della NATO, anche a costo di una guerra permanente in Europa, \u00e8 la posizione generale emersa dal vertice svoltosi nella capitale americana, sebbene tale \u201cconsenso\u201d non sia affatto condiviso dalla maggioranza degli europei i quali preferirebbero invece una soluzione negoziata del conflitto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-86578 size-full\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/abdfd358-e617-49b0-942a-be028bee0766_904x1024.webp\" alt=\"\" width=\"904\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/abdfd358-e617-49b0-942a-be028bee0766_904x1024.webp 904w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/abdfd358-e617-49b0-942a-be028bee0766_904x1024-265x300.webp 265w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/abdfd358-e617-49b0-942a-be028bee0766_904x1024-768x870.webp 768w\" sizes=\"(max-width: 904px) 100vw, 904px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>Sondaggio dell\u2019European Council on Foreign Relation risalente al gennaio 2024.<\/em><\/p>\n<p>Ma com\u2019\u00e8 noto, sebbene la NATO sia ufficialmente un\u2019alleanza di \u201cdemocrazie\u201d, la volont\u00e0 popolare viene tenuta in scarsa considerazione dai suoi leader. Ed anzi, se qualcuno prova a dissentire, viene immediatamente ostracizzato dalla comunit\u00e0 euro-atlantica.<\/p>\n<p>E\u2019 quanto \u00e8 successo al premier ungherese Viktor Orb\u00e1n, colpevole di aver preso l\u2019iniziativa di recarsi a Kiev, Mosca, Pechino, e infine in Florida dal possibile futuro presidente americano Donald Trump, per discutere le opzioni di un\u2019eventuale pace negoziata tra Russia e Ucraina.<\/p>\n<p>La rivista Foreign Policy ha reagito definendo Orb\u00e1n una \u201cpedina di Putin\u201d e affermando che \u201ctra tutti gli utili idioti della Russia, pochi hanno cercato di rendersi pi\u00f9 utili del primo ministro ungherese\u201d (questo ormai il livello dell\u2019analisi, perfino su una rivista prestigiosa come quella statunitense).<\/p>\n<p>In Europa, nel frattempo, sebbene l\u2019Ungheria non avesse adottato la propria iniziativa di pace in qualit\u00e0 di presidente di turno dell\u2019Unione Europea, alcuni dirigenti UE hanno perfino esplorato le possibilit\u00e0 giuridiche di privare il paese della presidenza.<\/p>\n<p>Sebbene questa opzione resti remota, \u00e8 stato invece deciso che i commissari UE non si recheranno mai in Ungheria, e vi \u00e8 la possibilit\u00e0 concreta che gli incontri UE che si terranno nel paese saranno boicottati dagli altri membri dell\u2019Unione (\u00e8 gi\u00e0 avvenuto per quello sulla competitivit\u00e0 tenutosi a Budapest tra l\u20198 e il 9 luglio).<\/p>\n<p>Il caso Orban conferma che gli ordini di scuderia impartiti dalla NATO non possono essere dibattuti n\u00e9 tantomeno messi in discussione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Verso una rischiosa partizione di fatto<\/h4>\n<p>Il dogma della \u201cirreversibilit\u00e0\u201d dell\u2019adesione di Kiev all\u2019Alleanza, tuttavia, assicurando il prolungamento della guerra, decreta di fatto l\u2019irreversibile distruzione dell\u2019Ucraina, un paese gi\u00e0 ora prossimo alla sconfitta militare, afflitto da una grave carenza di uomini e da una drammatica crisi demografica, e dipendente dal continuo afflusso di aiuti finanziari occidentali per scongiurare un\u2019altrimenti inevitabile bancarotta.<\/p>\n<p>Malgrado questa situazione disastrosa, fra gli strateghi statunitensi vi \u00e8 chi si ostina tuttora nel ritenere che gli sforzi occidentali di rafforzare l\u2019Ucraina possano prolungare una situazione di stallo sul terreno, impedendo alla Russia di impadronirsi di ampie porzioni del paese.<\/p>\n<p>E\u2019 tuttavia probabile che prima o poi si giunger\u00e0 ad una partizione di fatto dell\u2019Ucraina e, in assenza di una soluzione negoziata, sar\u00e0 quella una delle fasi pi\u00f9 pericolose del conflitto, in cui maggiore sar\u00e0 il rischio di arrivare ad uno scontro diretto Russia-NATO, o quantomeno fra Mosca e alcuni paesi occidentali.<\/p>\n<p>Sono diversi gli osservatori in Occidente che ritengono che a quel punto sar\u00e0 inevitabile schierare truppe di paesi NATO (anche se non necessariamente sotto l\u2019ombrello dell\u2019Alleanza) in territorio ucraino, e alcuni affermano che questi paesi dovrebbero prepararsi fin d\u2019ora inviando istruttori per addestrare gli ucraini.<\/p>\n<p>Dalle pagine di Foreign Affairs, vi \u00e8 invece chi ha proposto che l\u2019Ucraina finisca con un territorio diviso come la Germania Ovest.<\/p>\n<p>A tal fine, Kiev dovrebbe definire un confine militarmente difendibile, accettare un\u2019autolimitazione sulla presenza di truppe e armi occidentali sul proprio rimanente territorio (in modo da non provocare un\u2019aggressione russa), ed infine assicurare di non impiegare la propria forza militare al di l\u00e0 del confine stabilito se non per ragioni di autodifesa, come fece la Germania Ovest.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 dovrebbe garantire agli alleati NATO di non ritrovarsi in guerra con la Russia non appena l\u2019Ucraina diventer\u00e0 un membro dell\u2019Alleanza. Kiev accetterebbe cos\u00ec una partizione a tempo indeterminato, e un territorio parzialmente demilitarizzato, in cambio di un processo reale e definitivo di adesione alla NATO.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Un\u2019Europa divisa, dall\u2019Artico al Mar Nero<\/h4>\n<p>Comunque vadano le cose, questi scenari prevedono che l\u2019Ucraina far\u00e0 parte di una nuova cortina di ferro che si estender\u00e0 dall\u2019Artico al Mar Nero, ed al cui consolidamento i paesi NATO stanno lavorando alacremente.<\/p>\n<p>Questa nuova linea di demarcazione \u00e8 finalizzata ad impedire un\u2019integrazione economica fra la Russia e l\u2019Europa per i decenni a venire, in accordo con quello che \u00e8 stato un chiaro piano americano fin dai primi giorni della crisi ucraina.<\/p>\n<p>Il 1\u00b0 luglio la Finlandia, da poco entrata ufficialmente nella NATO, ha firmato un accordo con gli Stati Uniti che garantisce alle truppe ed alle armi USA l\u2019accesso a 15 basi militari finlandesi.<\/p>\n<p>Washington ha concluso accordi simili con altri 11 paesi NATO, fra cui Svezia, Norvegia e Danimarca.<\/p>\n<p>Un altro attore chiave del rafforzamento del fianco est dell\u2019Alleanza \u00e8 la Polonia, che ha autorizzato lo schieramento di truppe NATO in non meno di 8 basi sul proprio territorio. Nel paese vi sono anche 10.000 soldati americani.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti hanno stabilito la loro prima guarnigione permanente a Poznan, nella Polonia centro-occidentale, mentre gestiscono un controverso sito per la difesa missilistica a Redzikowo, a 30 chilometri dalle rive del Baltico, considerato una chiara minaccia da Mosca.<\/p>\n<p>La nuova cortina di ferro include poi le tre repubbliche baltiche di Estonia, Lituania e Lettonia.<\/p>\n<p>Tallinn sta rinnovando la base aerea di Amari, a sudest della capitale, per ospitare gli F-35 che giungeranno dall\u2019Olanda. Mentre nel sudest del paese, il campo di addestramento di Nursipalu, prospiciente la base di Taara che ospita alcune centinaia di soldati americani, verr\u00e0 esteso a 9.000 ettari.<\/p>\n<p>La Lituania sta ampliando la base di Rudninkai (un\u2019altra ex base sovietica) per accogliere una brigata di 5.000 soldati tedeschi entro il 2027.<\/p>\n<p>La Lettonia \u00e8 stata il primo paese in Europa a reintrodurre il servizio militare obbligatorio, per i giovani di et\u00e0 compresa tra i 18 e i 27 anni, dallo scoppio del conflitto ucraino.<\/p>\n<p>Estonia, Lituania e Lettonia hanno poi annunciato la costruzione della \u201clinea di difesa baltica\u201d, un sistema di bunker ed altre fortificazioni lungo il confine russo, entro il 2025.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Militarizzazione del continente<\/h4>\n<p>La Francia \u00e8 divenuta uno dei paesi pi\u00f9 attivi lungo il confine con la Russia. Presente in Estonia dal 2017 con circa 300 soldati (dove il ruolo di paese leader spetta per\u00f2 alla Gran Bretagna), ha esteso il proprio coinvolgimento alla Romania dove comanda un battaglione NATO composto da 1.500 soldati.<\/p>\n<p>In Romania gli Stati Uniti stanno poi sviluppando dal 2022 la grande base aerea di Mihail Kogalniceanu (una sorta di equivalente rumeno della base di Ramstein in Germania), che nei prossimi mesi ospiter\u00e0 uno squadrone di F-16 recentemente acquistati da Bucarest, e droni da combattimento.<\/p>\n<p>La militarizzazione del fianco est rimane tuttavia un \u201cwork in progress\u201d tuttora soggetto ad importanti limitazioni. Sebbene si sia parlato di un\u2019area Schengen per il materiale bellico e le forze armate, essa deve tuttora materializzarsi.<\/p>\n<p>A gennaio, la Commissione europea ha sbloccato 807 milioni di euro per finanziare circa 40 progetti di \u201cmobilit\u00e0 militare\u201d, incluso il rinnovamento delle linee ferroviarie.<\/p>\n<p>In coincidenza con la decisione europea, Germania, Olanda e Polonia hanno firmato un accordo per la creazione di un \u201ccorridoio militare\u201d che faciliti il movimento di truppe e materiale bellico dai porti del Mare del Nord ai confini orientali dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Ad esso si sono aggiunti altri due corridoi, annunciati al vertice NATO di Washington: il primo fra Italia, Albania, Macedonia del Nord e Bulgaria, e il secondo fra Grecia, Bulgaria e Romania.<\/p>\n<p>Tra gli aspetti pi\u00f9 preoccupanti di questa nuova militarizzazione del continente vi \u00e8 l\u2019annuncio americano che missili Tomahawk, potenzialmente in grado di ospitare testate nucleari, saranno dispiegati in Germania entro il 2026.<\/p>\n<p>Nel frattempo, Germania, Francia, Italia e Polonia hanno annunciato la loro intenzione di sviluppare congiuntamente questo tipo di missili nel prossimo futuro.<\/p>\n<p>In passato, lo schieramento di tali missili avrebbe violato il Trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces), dal quale tuttavia gli USA si sono ritirati unilateralmente nel 2019.<\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 che queste mosse riportino l\u2019Europa ai tempi pi\u00f9 bui della guerra fredda, essendo prevedibile che i russi risponderanno con il dispiegamento di missili analoghi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Affari e retorica bellicista<\/h4>\n<p>Il grande business della nuova cortina di ferro sar\u00e0 il rilancio dell\u2019industria bellica occidentale, solennemente promesso dal vertice NATO a Washington, perch\u00e9 \u201cla sicurezza di oltre un miliardo di cittadini dipende dai nostri investimenti nella deterrenza e nella difesa\u201d.<\/p>\n<p>Prima a trarne profitto \u00e8 Rheinmetall, gigante dell\u2019industria bellica tedesca che ha importanti legami con la finanza ed il complesso militare-industriale americani (colosso con il quale l\u2019italiana Leonardo ha recentemente stipulato un mega-accordo per la costruzione del nuovo carro da battaglia Panther KF51).<\/p>\n<p>Alla nuova militarizzazione dell\u2019Europa si accompagna una retorica bellicista che, almeno nelle intenzioni, sarebbe finalizzata a mobilitare le \u201cpigre e sonnolente\u201d societ\u00e0 europee, che finora hanno reagito con svogliatezza e incredulit\u00e0 all\u2019inedita \u201cchiamata alle armi\u201d.<\/p>\n<p>Tra gli obiettivi della nuova etica militarista vi \u00e8 quella di riaprire la strada, o quantomeno sollevare il dibattito, sulla leva obbligatoria, visto che fra i maggiori punti deboli degli eserciti occidentali vi \u00e8 la cronica carenza di uomini.<\/p>\n<p>Secondo una recente inchiesta del Financial Times, sebbene i membri europei della NATO siano in grado di schierare sulla carta un totale di 1,9 milioni di soldati, in realt\u00e0 tali paesi faticherebbero a mettere insieme pi\u00f9 di 300.000 uomini in un eventuale conflitto, e solo dopo mesi di preparazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>La Cina nel mirino<\/h4>\n<p>Malgrado la sua debolezza sullo scacchiere europeo, a Washington la NATO ha pensato bene di porre per la prima volta la Cina apertamente nel mirino, accusando senza mezzi termini Pechino di aiutare lo sforzo bellico russo in Ucraina attraverso l\u2019invio di componenti utili all\u2019industria bellica russa e di tecnologia \u201cdual use\u201d.<\/p>\n<p>Una simile mossa appare tuttavia velleitaria e controproducente. Da un lato, infatti, le sanzioni occidentali difficilmente riusciranno a ridurre sensibilmente gli scambi tecnologici fra Pechino e Mosca.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro, l\u2019aperta ostilit\u00e0 della NATO rischia di creare un legame crescente tra i focolai di crisi del continente europeo e quelli del Pacifico, in particolare consolidando un fronte comune tra Russia, Cina e Corea del Nord.<\/p>\n<p>Un inasprimento dei rapporti, e della guerra commerciale, con la Cina potrebbe risucchiare l\u2019Europa in uno svantaggioso \u201cdecoupling\u201d nei confronti di Pechino mentre, da un punto di vista prettamente militare, le strutture NATO nel Pacifico sono ancora pi\u00f9 deboli che in Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Un gigante dai piedi d\u2019argilla<\/h4>\n<p>A dispetto della retorica bellicosa adottata dai paesi NATO a Washington, l\u2019Alleanza sembra poggiare su basi sempre pi\u00f9 fragili.<\/p>\n<p>La leadership americana \u00e8 incrinata dai crescenti interrogativi sullo stato di salute di Biden, e sull\u2019integrit\u00e0 delle sue facolt\u00e0 mentali, i quali potrebbero portare a un cambio in corsa del candidato presidenziale democratico alle elezioni di novembre.<\/p>\n<p>Su tali consultazioni aleggia sempre pi\u00f9 ingombrante la figura di Trump, la cui rielezione potrebbe essere ulteriormente favorita dal fallito attentato da lui recentemente subito.<\/p>\n<p>Sebbene gli sforzi di \u201cTrump-proofing\u201d, cio\u00e8 di costruire una NATO \u201ca prova di Trump\u201d, si siano moltiplicati al vertice di Washington, un pi\u00f9 accentuato disimpegno americano dal conflitto ucraino e dall\u2019Europa (qualora il candidato repubblicano venisse eletto) potrebbe costringere i paesi europei a gestire con maggiore autonomia tale conflitto e la gigantesca cortina di ferro in costruzione.<\/p>\n<p>Il tutto in una fase in cui le leadership del vecchio continente vivono una grave incertezza politica e crescenti difficolt\u00e0 economiche. Basti pensare alla paralisi in cui si dibatte la Francia dopo che l\u2019esito delle elezioni legislative ha lasciato il paese in una situazione ingovernabile.<\/p>\n<p>Parigi potrebbe avvitarsi in una spirale di crisi tale da influire sul resto del continente, in un momento in cui la Germania del cancelliere Scholz ha a sua volta seri grattacapi legati al cattivo andamento dell\u2019economia e all\u2019ascesa dell\u2019estrema destra.<\/p>\n<p>Alla luce di tali considerazioni, gli ambiziosi piani messi a punto dalla NATO a Washington potrebbero essere seriamente compromessi dalle crisi interne che stanno attraversando i principali paesi membri dell\u2019Alleanza.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/robertoiannuzzi.substack.com\/p\/dopo-il-75-vertice-nato-verso-lirreversibile\">https:\/\/robertoiannuzzi.substack.com\/p\/dopo-il-75-vertice-nato-verso-lirreversibile<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ROBERTO IANNUZZI (blog personale) L\u2019Alleanza Atlantica immola definitivamente l\u2019Ucraina, lavora alacremente al completamento della nuova cortina di ferro, e mette nel mirino la Cina, mentre si allargano le crepe nelle sue fondamenta. Incontro del Consiglio NATO-Ucraina in occasione del 75\u00b0 vertice NATO a Washington (NATO, Fair use) L\u2019elemento forse pi\u00f9 rilevante del vertice che doveva celebrare in grande stile i 75 anni dell\u2019Alleanza Atlantica compare nel 16\u00b0 paragrafo della Dichiarazione conclusiva, dove si definisce&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":84587,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/intelligence-iannuzzi.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-mwl","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86573"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=86573"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86573\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86579,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86573\/revisions\/86579"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/84587"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=86573"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=86573"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=86573"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}