{"id":86576,"date":"2024-07-22T14:08:34","date_gmt":"2024-07-22T12:08:34","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86576"},"modified":"2024-07-22T14:08:34","modified_gmt":"2024-07-22T12:08:34","slug":"lexit-strategy-di-zelensky-e-il-grande-fratello-della-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86576","title":{"rendered":"L&#8217;exit strategy di Zelensky e il Grande Fratello della Nato"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi)<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il non pi\u00f9 legittimo (se mai lo pu\u00f2 essere stato un presidente che ha ereditato la carica dal precedente omologo golpista) dallo scorso 20 maggio Vladimir Zelenskij sarebbe alle prese coi modi d\u2019uscita da una campagna militare sempre pi\u00f9 disastrosa per le forze ucraine e per le migliaia di giovani e anziani mandati al macello. Stando a\u00a0<em>The New York Times<\/em>, Kiev starebbe cercando una possibile strada di colloqui con Mosca, d\u2019altronde proibiti per decreto dallo stesso Zelenskij nel settembre 2022.<\/p>\n<p>L\u2019ipotesi di\u00a0<em>TNYT<\/em>\u00a0parte dall\u2019ormai nota dichiarazione di Zelenskij, secondo cui alla prossima \u201cconferenza di pace\u201d (se mai possa definirsi tale quella di un mese fa a Lucerna) in autunno dovrebbe essere invitata anche la Russia. Kiev insomma si vedrebbe costretta alle trattative, data la situazione al fronte, da un lato, e le sempre pi\u00f9 flebili speranze, in vista della presidenza Trump, di ricevere le tanto richieste armi occidentali, dall\u2019altro.<\/p>\n<p>E, per\u00f2, la cosa non \u00e8 cos\u00ec semplice. Tanto pi\u00f9 che Mosca non accetter\u00e0 mai (tantomeno ora che sta accumulando avanzate su un fronte di alcune centinaia di km) di addivenire agli ultimatum della cosiddetta \u201cformula Zelenskij\u201d.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 inoltre proprio la questione delle armi occidentali a far dubitare delle reali aspettative di pace. L\u2019esperto militare Aleksej Leonkov, sentito da\u00a0<em>Komsomol\u2019skaja Pravda<\/em>, cita media tedeschi, secondo cui Berlino starebbe fornendo a Kiev, sottobanco, non solo tank, ma anche sistemi \u201cPatriot\u201d e caccia yankee. Per quanto, a proposito degli F-16, non sarebbe il caso per Kiev e l\u2019occidente di farsi troppe illusioni: si tratta di velivoli di 4\u00b0 generazione, gi\u00e0 troppo vecchi per reggere il confronto coi Su-34 e Su-35 e le contraeree russe. Inoltre, se si parla di oltre un centinaio di tali aerei, Kiev non ha sufficienti piloti e, per di pi\u00f9, le modificazioni che vengono portate alla fusoliera degli F-16 nei modelli destinati all\u2019Europa, testimonierebbero che saranno piuttosto piloti occidentali a manovrarli: le modifiche servono proprio a migliorare la loro sicurezza. Ci saranno inoltre gli AWACS americani, in volo su Polonia e Romania, a garantirne le rotte. La pi\u00f9 probabile dislocazione degli F-16, secondo Leonkov, \u00e8 comunque la Romania; questo perch\u00e9, in caso di dislocazione in Polonia, la Bielorussia potrebbe tranquillamente tenere sotto controllo lo stato dei loro voli.<\/p>\n<p>Ma, ancora con un occhio alla situazione interna ucraina, dopo dieci anni di potere majdanista (per non parlare delle smanie nazionaliste che nei decenni passati hanno agitato l\u2019Ucraina sovietica e post-sovietica), per l\u2019intreccio tra \u201cformule Zelenskij\u201d e operazioni belliche di \u201cdenazificazione\u201d, la questione dei colloqui di pace Mosca-Kiev sembra farsi ancora pi\u00f9 complicata per gli interrogativi che suscitano alcuni sondaggi, svolti in particolare tra giovani studenti, loro genitori e insegnanti.<\/p>\n<p>Andiamo con ordine. Nel 2024 sarebbe calata dal 91 al 74% rispetto al 2023 la percentuale di scolari che definiscono l\u2019ucraino lingua madre; tra gli insegnanti, lo stesso indicatore sarebbe sceso dal 93 al 82% e tra i genitori dal 94 al 86%. Al di fuori della scuola, meno dei 40% dei ragazzi parlano tra loro in ucraino e la percentuale precipita al 17% nelle regioni orientali.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale nel paese, secondo il Centro \u201cRazumkov\u201d, il 44% degli intervistati \u00e8 favorevole a colloqui con la Russia; contrari il 35%. Ma \u2013 qui viene il \u201cbello\u201d, o no? \u2013 la stragrande maggioranza \u00e8 contraria ad accettare le condizioni russe. L\u201983% \u00e8 contrario al ritiro delle forze ucraine dai confini amministrativi delle regioni di Donetsk, Lugansk, Khers\u00f2n e Zaporo\u017e\u2019e; mentre il 58% non concorda nel sancire costituzionalmente all\u2019Ucraina lo status di paese neutrale, fuori dai blocchi e non nucleare. Di pi\u00f9: oltre la met\u00e0 degli intervistati insiste nel volere le frontiere del 1991, il 26% vorrebbe fermare le operazioni belliche sulla linea di demarcazione di inizi 2022 e solamente il 9% sarebbe d\u2019accordo a fissare i confini sulla linea del fronte al momento del cessate il fuoco. E non basta: il 66% ritiene che la Russia possa esser vinta sul campo di battaglia; l\u201982% considera del tutto possibile la vittoria ucraina, a patto che da ovest arrivino armi a sufficienza.<\/p>\n<p>Vien da dire che i sistemi yankee-majdanisti abbiano lavorato in maniera eccellente in questi dieci anni, se a livello pubblico vengono date le stesse risposte che la propaganda ufficiale diffonde, non solo in Ucraina, ma anche in giro per il mondo, tra incontri bilaterali, summit \u201cdi pace\u201d, baci e abbracci meloniani-ursuliani al nazigolpista capo. Perch\u00e9, alla fine fine, come nota Aleksandr Gri\u0161in ancora su\u00a0<em>Komsomol\u2019skaja Pravda<\/em>, il fatto che la lingua quotidiana sia il russo per la grande maggioranza degli ucraini, ci\u00f2 non significa ancora una comunanza di \u00abcampo culturale\u00bb. Tanto pi\u00f9 che una significativa parte di ucraini giudica la lingua russa il vero ucraino, che i russi avrebbero loro sottratto&#8230;<\/p>\n<p>In tutto questo quadro, niente affatto \u201cidilliaco\u201d, c\u2019\u00e8 per\u00f2 un ma. Secondo Vasilij Stojakin, che ne scrive su\u00a0<em>Ukraina.ru<\/em>, \u00e8 quantomeno singolare che i risultati di tale sondaggio siano stati resi pubblici lo stesso giorno in cui Zelenskij ha parlato della necessit\u00e0 di invitare Mosca al prossimo \u201csummit di pace\u201d e se il sondaggio dimostra qualcosa, \u00e8 che se Zelenskij parla di negoziati, non fa altro che eseguire un determinato ordine; dunque, non \u00e8 poi cos\u00ec importante sapere chi abbia dato il via alla pubblicazione del sondaggio, anche se \u00e8 molto probabile che il comando sia arrivato dai \u201cpartner occidentali\u201d. \u00c8 un fatto che il Dipartimento di stato americano abbia immediatamente reagito positivamente all&#8217;iniziativa di Zelenskij e il sondaggio non serva ad altro che a ribadire, a suon di \u201copinione pubblica\u201d, decisioni e condizioni di \u201cpace\u201d da presentare alla controparte.<\/p>\n<p>Ecco dunque che, nero su bianco, gli ucraini (quantomeno i soggetti \u2013 o gli oggetti? &#8211; del sondaggio), nonostante siano favorevoli ai negoziati, non vogliono alcun cedimento alla parte avversa, in particolare, come riportato sopra, a proposito del \u201cPiano di Putin\u201d, sul passaggio alla Russia delle quattro regioni summenzionate, la cancellazione delle sanzioni antirusse (quantunque, la decisione in merito non dipenda certo da Kiev) e lo status di una Ucraina non allineata e non nucleare.<\/p>\n<p>Ma in fondo \u00e8 evidente che qui si tratta non dell&#8217;opinione pubblica ucraina (che pure esiste), ma dell&#8217;indisponibilit\u00e0 del regime golpista e dei suoi padrini occidentali a fare concessioni significative: il loro obiettivo, afferma Stojakin, \u00e8 giungere a un esito del conflitto che in Occidente possa essere presentato, anche agli occhi dei propri cittadini europei che stanno subendo il peso di sanzioni anti-russe e di spese militari pro-ucraine, come una \u201cvittoria per Kiev\u201d; ci\u00f2, anche con la variante di chi in occidente ammette cessioni di parte del territorio ucraino. Un\u2019ipotesi del tutto inaccettabile per Kiev che, guarda caso, porta a dimostrazione quel 51,5% di \u201copinione pubblica\u201d che giudica il ritiro delle truppe russe dai confini del 1991 condizione essenziale per i negoziati.<\/p>\n<p>Del resto, si tratta della stessa \u201copinione pubblica\u201d che quasi per il 60% recita in coro, con Zelenskij, che le elezioni presidenziali non debbano debbano tenersi in Ucraina prima della fine del conflitto. Una \u201copinione pubblica\u201d che, stranamente, fa buio completo su quelle decine e decine di migliaia di giovani ucraini che, a rischio della galera e anche della vita, non hanno alcuna intenzione di farsi accalappiare dai reclutatori golpisti per essere spediti a sicuro macello in prima linea.<\/p>\n<p>Resta a vedere se quella stessa \u201copinione pubblica\u201d sia ancora d\u2019accordo con Zelenskij \u2013 c\u2019\u00e8 da presumere di s\u00ec \u2013 che ha ridotto il primitivo \u201cpiano di pace\u201d da dieci, a nove e infine ai tre punti \u201cdiscussi\u201d a Lucerna: controllo ucraino sulla centrale nucleare di Zaporo\u017e\u2019e, accesso navale ai mari Nero e d\u2019Azov e scambio di prigionieri.<\/p>\n<p>Un \u201cpiano di pace\u201d \u2013 di dieci o tre punti \u2013 che Mosca non intende in alcun modo mettere sul tappeto, quantomeno finch\u00e9 da Kiev arriveranno soltanto, amplificati, gli ordini partiti da oltreoceano, e il nazigolpista capo continuer\u00e0 a rendere lapalissiano che\u00a0 \u00abio non ho parlato da me stesso, ma il Padre stesso mi ha mandato e mi ha comandato ci\u00f2 che io devo dire ed annunziare\u00bb (Giovanni, 12-49).<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-lexit_strategy_di_zelensky_e_il_grande_fratello_della_nato\/45289_55861\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-lexit_strategy_di_zelensky_e_il_grande_fratello_della_nato\/45289_55861\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi) &nbsp; Il non pi\u00f9 legittimo (se mai lo pu\u00f2 essere stato un presidente che ha ereditato la carica dal precedente omologo golpista) dallo scorso 20 maggio Vladimir Zelenskij sarebbe alle prese coi modi d\u2019uscita da una campagna militare sempre pi\u00f9 disastrosa per le forze ucraine e per le migliaia di giovani e anziani mandati al macello. 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