{"id":86608,"date":"2024-07-25T10:39:48","date_gmt":"2024-07-25T08:39:48","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86608"},"modified":"2024-07-23T12:46:44","modified_gmt":"2024-07-23T10:46:44","slug":"i-lavoratori-cognitivi-i-corsi-di-team-working-e-la-ristrettezza-dellalfabeto-neoliberista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86608","title":{"rendered":"I lavoratori cognitivi, i corsi di team working e la ristrettezza dell\u2019alfabeto neoliberista"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Antonio Semproni)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Gian-Maria-Tosatti_FlashArt4-1024x543-1.jpg\" width=\"470\" height=\"249\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 dagli anni \u201980 che le \u00e9lites capitalistiche, al sicuro tra le mura tecnocratizzate del proprio laboratorio neoliberista, conducono un esperimento di disintegrazione comunitaria e correlata inclusione dell\u2019essere umano nel mercato. L\u2019esperimento sembra per\u00f2 aver prodotto tra i lavoratori cognitivi una retrocessione dalla civilt\u00e0 allo stato di natura, dunque un\u2019involuzione rispetto al modello sociale inaugurato dai padri del liberalismo e centrato sull\u2019armonica convivenza di individui titolari di un nucleo pi\u00f9 o meno ampio di diritti garantiti da una legittima autorit\u00e0; questo, almeno, \u00e8 il risultato che gli scienziati di questo originale laboratorio temono essersi prodotto: diversamente, non si spiegherebbe la somministrazione ai lavoratori cognitivi di cicli di lezioni dedicate a team building, team working\u00a0<em>et similia<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono convinto che anche nei pi\u00f9 tetragoni sostenitori delle ricette neoliberiste si sia insinuata una recondita paura per la tenuta dell\u2019ordine sociale; d\u2019altronde, se la societ\u00e0 \u00e8 ridotta al mercato e ciascuno \u00e8 in competizione con tutti gli altri per esservi incluso e tracciarvi la propria personale ascesa, la coesione del corpo sociale \u00e8 debole e il rischio di tensioni alto. A poco aiutano le prescrizioni dell\u2019ordoliberalismo, che raccomandano di regolamentare minuziosamente la competizione: la meritocrazia, slegata da qualsiasi considerazione delle condizioni di partenza e dunque da qualsiasi criterio di equit\u00e0, non fa che aumentare le differenze di classe; effetto perverso che possono sortire pure le politiche di tutela di categorie sensibili, nella misura in cui siano ciecamente astratte e perci\u00f2 ignorino le intersezioni che si danno tra classe, genere ed etnia. \u00c8 dunque ragionevole che la mente neoliberista preventivi (e tema) una rottura (o addirittura un\u2019esplosione) dell\u2019ordine sociale; mi fanno per\u00f2 sorridere gli ingredienti da essa selezionati per ovviare a questo stato collettivo di tensione nervosa, perlomeno con riferimento ai lavoratori cognitivi: la mente neoliberista ha infatti attinto dai padri del liberalismo, cos\u00ec discendendo alle radici di quell\u2019albero lungo quattro secoli di cui il neoliberismo dovrebbe costituire la fronda maggiormente progredita verso il cielo. In tal modo, s\u2019\u00e8 rivelata una volta di pi\u00f9 tutta la povert\u00e0 del bagaglio culturale neoliberista. Cultura, difatti, il neoliberismo non ne ha; esso vanta solo la tecnica \u2013 che \u00e8 strumento di assoggettamento della natura e dunque non realizza, come invece si propone la cultura, l\u2019integrazione dell\u2019uomo nella natura \u2013 e un repertorio di simboli e parole d\u2019ordine che la mente neoliberista, all\u2019atto di costituire la propria egemonia sul corpo sociale, insuffla nel senso comune: questo repertorio varia in dipendenza del carattere pi\u00f9 o meno autoritario e pi\u00f9 o meno conservatore dell\u2019entit\u00e0 nazionale o sovranazionale interprete del neoliberismo (necessariamente includer\u00e0 \u201csuccesso\u201d e \u201cresilienza\u201d, mentre potr\u00e0 includere \u201cfamiglia\u201d e \u201cpatria\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La categoria dei lavoratori cognitivi presenta peculiarit\u00e0 che la rendono particolarmente esposta all\u2019atomizzazione: ha risentito in primo luogo della\u00a0 deterritorializzazione del lavoro \u2013 cio\u00e8 della circostanza che esso non \u00e8 legato a un luogo condiviso, si chiami quest\u2019ultimo fabbrica, ufficio o studio \u2013 e in secondo luogo della cottimizzazione delle prestazioni lavorative \u2013 percepibile nell\u2019incentivante connessione tra risultati e premi<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/22\/i-lavoratori-cognitivi-i-corsi-di-team-working-e-la-ristrettezza-dellalfabeto-neoliberista\/#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>. La scarsa sindacalizzazione o comunque bassa coscienza sindacale diffusa tra i lavoratori cognitivi \u00e8 indizio di questa tendenza alla monadizzazione. Tra l\u2019altro, non \u00e8 da trascurare che i lavoratori cognitivi risentono di una minore alienazione rispetto ad altre categorie di lavoratori: si affermano socialmente nel proprio lavoro, che spesso costituisce il culmine di un lungo\u00a0<em>cursus<\/em>\u00a0<em>studiorum<\/em>, e, pur non identificandosi con il prodotto del proprio lavoro, si identificano nelle mansioni loro assegnate, avendo investito lunghi anni (con sacrificio, talvolta, di tutta la giovinezza) per prepararsi all\u2019espletamento di esse<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/22\/i-lavoratori-cognitivi-i-corsi-di-team-working-e-la-ristrettezza-dellalfabeto-neoliberista\/#_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>. Questo pi\u00f9 ovattato sentimento di alienazione induce una minore coscienza della colleganza come corpo sociale condividente lo stesso orizzonte di senso e di battaglia nella piramide delle classi sociali; tra i lavoratori cognitivi la colleganza \u00e8 un Frankenstein strumentale alla produzione: nella misura in cui punta a insinuarsi nel vertice della piramide aziendale s\u2019affusola e (necessariamente) perde pezzi, ovvero lascia indietro propri membri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In definitiva, questa categoria di lavoratori presenta l\u2019humus pi\u00f9 adatto per la fioritura, o \u2013 come i padri del liberalismo chioserebbero se fossero in vita \u2013 la rifioritura, di uno stato di natura: una guerra di tutti contro tutti per la carriera. La mente neoliberista interviene allora congegnando corsi di team working e team building, un catechismo capitalista per ricondurre i lavoratori alla civilt\u00e0, intesa come garanzia di una competizione pacifica, ordinata e, dunque, fruttuosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cominciamo dalle lezioni dedicate alla migliore gestione del tempo: se, per dirla con le lenti dell\u2019antropologia, il tempo \u00e8 natura \u2013 \u00e8 infatti percepibile solo nella natura, sotto forma delle sue evoluzioni e mutamenti (si pensi al ciclo solare o alla stagionalit\u00e0 dei frutti) \u2013, queste lezioni non sono altro che un ulteriore tentativo di asservire la natura all\u2019uomo: una risposta illuministica alla contemporanea ansia produttiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Altre lezioni di questi corsi sono dedicate all\u2019edificazione di un team: generalmente vertono sull\u2019individuazione di una serie di valori che devono orientare il singolo lavoratore nelle relazioni con gli altri colleghi e all\u2019interno del gruppo di lavoro. Si tratta di civilizzare il barbaro per ammetterlo nel gruppo di lavoro: utilizzo \u201cbarbaro\u201d nel senso di straniero e, in questo specifico caso, di straniero rispetto al costituendo gruppo di lavoro; il barbaro deve spogliarsi dei propri valori e sussumere quelli indicati durante la lezione di team bulding; questa iniziazione tocca anche al barbaro gi\u00e0 educato alla pratica della solidariet\u00e0 e alla comune decenza di George Orwell, e che quindi abbia in s\u00e9 \u201cquelle disposizioni etiche e psicologiche senza le quali il funzionamento di una societ\u00e0 socialista,\u00a0<em>nel quotidiano<\/em>, \u00e8 condannato a dimostrarsi un\u2019utopia\u201d<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/22\/i-lavoratori-cognitivi-i-corsi-di-team-working-e-la-ristrettezza-dellalfabeto-neoliberista\/#_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il liberalismo, legato alla nozione di utile, ignora le relazioni di forza immanenti il corpo sociale e identifica costantemente il bene con l\u2019utilit\u00e0, instaurando un rapporto direttamente proporzionale fra moralit\u00e0 e generalit\u00e0. Quanto pi\u00f9 l\u2019utile apportato dalla condotta umana ha portata universale, tanto pi\u00f9 questa condotta \u00e8 conforme alla morale: cos\u00ec David Hume e Claude-Adrien Helv\u00e9tius; mentre Kant, sebbene sgombri il campo etico dal feticcio dell\u2019utile, raccomanda una condotta massimamente generalizzabile, prescindendo dalla considerazione di qualsiasi circostanza concreta in cui quella condotta si svolge. Traslando questa impostazione di pensiero al lavoratore cognitivo, la migliore condotta che da questi si possa auspicare sar\u00e0 quella che apporter\u00e0 la massima utilit\u00e0 al gruppo di lavoro e, di riverbero, alla produzione, indipendentemente dai suoi riflessi sui legami di solidariet\u00e0 e affettivi interni al gruppo stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 dunque palese che il\u00a0 laboratorio neoliberista muova da quell\u2019antropologia negativa di cui Hobbes e anche Locke<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/22\/i-lavoratori-cognitivi-i-corsi-di-team-working-e-la-ristrettezza-dellalfabeto-neoliberista\/#_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>\u00a0si servono nelle loro teorizzazioni politiche e sfoci nella costituzione di un universale astratto \u2013 per il lavoratore cognitivo rappresentato dal gruppo di lavoro,\u00a0<em>speculum\u00a0<\/em>di quel che \u00e8 lo Stato per il cittadino \u2013 che funzionalizza a proprio vantaggio la condotta etica dell\u2019individuo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il gruppo di lavoro, poi, non potr\u00e0 mancare di un leader: una figura che mi rimembra il Leviatano hobbesiano. Non si d\u00e0 la possibilit\u00e0 di un\u2019organizzazione orizzontale del gruppo di lavoro, secondo la logica dell\u2019anarchia del Noi, fondata \u201csu altruismo e responsabilit\u00e0 degli agenti\u201d e di per s\u00e9 operante quale \u201ccausa di efficienza dal punto di vista sociale\u201d, giacch\u00e9 \u201cnessuno sa far meglio di quello che noi stessi possiamo fare per Noi-tutti\u201d<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/22\/i-lavoratori-cognitivi-i-corsi-di-team-working-e-la-ristrettezza-dellalfabeto-neoliberista\/#_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Altro punto di interesse sono le lezioni dedicate all\u2019autovalutazione: qui avverto un\u2019eco dell\u2019originaria e radicale peccaminosit\u00e0 dell\u2019uomo predicata dalla Riforma Luterana. Il lavoratore cognitivo deve essere alla costante ricerca di ci\u00f2 che non va in lui, di qualche propria mancanza: questo atteggiamento \u00e8 funzionale al suo perfezionamento e corrisponde bene al concetto illuministico di progresso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al lavoratore cognitivo \u00e8 pure raccomandato di domandare ai colleghi opinioni sul proprio andamento: ecco una reminiscenza del calvinismo, secondo cui i segni dell\u2019elezione divina sono visibili nelle opere realizzate dall\u2019uomo, che giocoforza suscitano l\u2019approvazione e l\u2019ammirazione (e l\u2019invidia?) dei suoi simili. Dunque il lavoratore cognitivo domander\u00e0 \u201cSto andando bene?\u201d per interrogarsi in realt\u00e0 circa la fattibilit\u00e0 di essere un prescelto per il lavoro per cui \u00e8 stato assunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Concludendo con una facezia, chiss\u00e0 cosa penserebbe di queste lezioni il solidale gruppo di postini protagonisti de \u2018Il mio amico Eric\u2019 di Ken Loach, sempre pronti ad aiutare il collega rimasto indietro.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/22\/i-lavoratori-cognitivi-i-corsi-di-team-working-e-la-ristrettezza-dellalfabeto-neoliberista\/#_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>\u00a0La premialit\u00e0, nella dinamica del lavoro salariato, si risolve nell\u2019apprensione da parte di pochi di una frazione di plusvalore, cio\u00e8 di quanto dovrebbe essere gi\u00e0 loro (e dei molti altri esclusi dal premio), deflazionando lo spirito solidaristico tra la forza lavoro; la premialit\u00e0 \u00e8 inoltre un dispositivo di coazione psichica indiretta teso a stimolare un aumento della produttivit\u00e0 quando non si danno altri espedienti atti all\u2019uopo (come una pi\u00f9 efficiente organizzazione del lavoro o gli investimenti tecnologici).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/22\/i-lavoratori-cognitivi-i-corsi-di-team-working-e-la-ristrettezza-dellalfabeto-neoliberista\/#_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>\u00a0Per dirla con Marx, il lavoratore cognitivo \u00e8 alienato dal prodotto del suo lavoro, che resta un oggetto estraneo, ma non anche nell\u2019attivit\u00e0 lavorativa, giacch\u00e9 difficilmente la percepir\u00e0 come un\u2019attivit\u00e0 che non gli appartiene o addirittura punitiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/22\/i-lavoratori-cognitivi-i-corsi-di-team-working-e-la-ristrettezza-dellalfabeto-neoliberista\/#_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>\u00a0Jean-Claude Mich\u00e9a, Il vicolo cieco dell\u2019economia, el\u00e8uthera, p. 97, corsivo presente nel testo originale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/22\/i-lavoratori-cognitivi-i-corsi-di-team-working-e-la-ristrettezza-dellalfabeto-neoliberista\/#_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>\u00a0Secondo Locke nello stato di natura l\u2019armonia \u00e8 assicurata da una legge naturale inscritta nella ragione degli esseri umani, ma, poich\u00e9 chiunque pu\u00f2 violare questa legge, occorre uscire dallo stato di natura e costituire la societ\u00e0 civile. Osservo che, se chiunque pu\u00f2 violare questa legge naturale, allora la ragione non \u00e8 universale e lo stato di natura Lockiano \u00e8 tutt\u2019altro che un\u00a0<em>locus amoenus<\/em>, per cui ritengo che anche Locke muova le sue teorie da un\u2019antropologia negativa. A questi autori assocerei pure Jean-Jacques Rosseau, per cui la condizione di stato di natura innesca conflitti \u2013 risolvibili solo in base alla legge del pi\u00f9 forte \u2013 non appena l\u2019economia si fa pi\u00f9 complessa, mutando il suo status da attivit\u00e0 spontanea per la sussistenza a lavoro organizzato per la produzione di eccedenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/22\/i-lavoratori-cognitivi-i-corsi-di-team-working-e-la-ristrettezza-dellalfabeto-neoliberista\/#_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>\u00a0Guido Candela, Verso un\u2019economia comunitaria, el\u00e8uthera, p. 36.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/22\/i-lavoratori-cognitivi-i-corsi-di-team-working-e-la-ristrettezza-dellalfabeto-neoliberista\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/22\/i-lavoratori-cognitivi-i-corsi-di-team-working-e-la-ristrettezza-dellalfabeto-neoliberista\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Antonio Semproni) \u00c8 dagli anni \u201980 che le \u00e9lites capitalistiche, al sicuro tra le mura tecnocratizzate del proprio laboratorio neoliberista, conducono un esperimento di disintegrazione comunitaria e correlata inclusione dell\u2019essere umano nel mercato. 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