{"id":86616,"date":"2024-07-24T10:49:04","date_gmt":"2024-07-24T08:49:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86616"},"modified":"2024-07-24T10:49:04","modified_gmt":"2024-07-24T08:49:04","slug":"macabre-liturgie-di-fine-impero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86616","title":{"rendered":"Macabre liturgie di fine impero"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA FIONDA (Fabio Vighi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-86617 size-full\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Cole_Thomas_The_Course_of_Empire_Destruction_1836.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"491\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Cole_Thomas_The_Course_of_Empire_Destruction_1836.jpg 800w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Cole_Thomas_The_Course_of_Empire_Destruction_1836-300x184.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Cole_Thomas_The_Course_of_Empire_Destruction_1836-768x471.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>&#8216;Che grande abilit\u00e0 scenica quella del capitale che ha saputo fare amare lo sfruttamento agli sfruttati, la corda agli impiccati e la catena agli schiavi.\u2019 (Alfredo Bonanno)<\/p>\n<p>Il modello economico imposto dalla finanza occidentale \u00e8 caratterizzato da una logica ormai strutturale di \u201ccreazione distruttiva\u201d, che \u00e8 l\u2019opposto della \u201cdistruzione creativa\u201d teorizzata da Joseph Schumpeter quale \u2018fatto essenziale del capitalismo\u2019<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftn1\">[1]<\/a>. La \u201ccreazione\u201d oggi non interessa primariamente quel meccanismo di innovazione tecnologica per cui nuove unit\u00e0 produttive sostituiscono quelle obsolete\u00a0<em>e in tal modo aumentano la performance macroeconomica<\/em>. Piuttosto, va riferita all\u2019espansione a leva (debito) del capitale speculativo trainato dalle matrioske dei derivati, \u200b\u200bche richiede l\u2019abbandono del quadro di valori liberal-democratici gi\u00e0 messo a tutela del capitalismo industriale. Il paradosso cui ci troviamo di fronte \u00e8 che l\u2019innovazione tecnologica distrugge il capitalismo a base industriale (il \u201cmondo del lavoro\u201d) e simultaneamente ci assoggetta alle strategie manipolatorie delle oligarchie finanziarie. Tradotto: le \u00e9lite gestiscono la crisi terminale del capitale facendola pagare a masse sempre pi\u00f9 immiserite, e regimentate attraverso l\u2019imbonimento di scenari apocalittici \u201cprovocati dal Nemico\u201d, che in tale contesto diventa un bene pi\u00f9 prezioso delle terre rare.<\/p>\n<p>Se proprio vogliamo parlare di \u201csostenibilit\u00e0\u201d \u2013 concetto ideologico per eccellenza \u2013 almeno non facciamoci prendere per i fondelli. Perch\u00e9 il lemma non ha nulla a che vedere con i\u00a0<a href=\"https:\/\/sdgs.un.org\/goals\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">17 obiettivi<\/a>\u00a0di \u201csviluppo sostenibile\u201d solennemente dichiarati dall\u2019ONU (debellare la povert\u00e0 e la fame, migliorare la salute e il benessere, lottare contro il cambiamento climatico, per la parit\u00e0 di genere, ecc.). \u201cSviluppo sostenibile\u201d va piuttosto riferito a un modello socioeconomico\u00a0<em>in avanzato stato di putrefazione<\/em>\u00a0che spinge Wall Street ai massimi storici facendo pagare il conto di tale exploit alla gente comune attraverso contrazione economica reale, erosione del potere d\u2019acquisto, e terrore emergenziale a getto continuo. La questione della sostenibilit\u00e0, quindi, andrebbe eventualmente posta nel seguente modo: siamo felici di ricevere bastonate sui denti per sostenere i privilegi degli ultraricchi e la loro sinistra idea di \u201cmigliore dei mondi possibili\u201d?<\/p>\n<p>Comprendere il presente significa guardare oltre i rituali ormai folkloristici della politica. Si tratta infatti di riflettere sul legame\u00a0<em>causale<\/em>\u00a0che lega la sopravvivenza dell\u2019impero del Bene alla disperata evocazione del Nemico (il Male) da combattere ad ogni costo. Se la disinformazione russa, come ci dicono, arriva ovunque, noi non viviamo certo nel regno della trasparenza. Per esempio, i nostri media omologati (quelli dello\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/flashes\/sbarco-in-lombardia-normandia-refuso-telegiornali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u2018sbarco in Lombardia\u2019<\/a>\u00a0ripetuto su quattro TG concorrenziali nel fantastico mondo della \u201clibera informazione\u201d italiana) si guardano bene dall\u2019informarci che, dopo la decisione del G7 di utilizzare i beni russi congelati per finanziare un nuovo pacchetto di 50 miliardi di dollari per l\u2019Ucraina, il rublo\u00a0<a href=\"https:\/\/finimize.com\/content\/russian-rouble-reaches-new-highs-amid-market-shifts\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">si \u00e8 notevolmente apprezzato<\/a>\u00a0rispetto al dollaro. Perch\u00e9 la valuta russa si rafforza? Non ci avevano assicurato che le sanzioni avrebbero trasformato il rublo in carta igienica, e che di conseguenza Putin avrebbe fatto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.liberoquotidiano.it\/news\/personaggi\/36207043\/giuliano-ferrara-profezia-fine-vladimir-putin-epilogo-brutale.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la fine di Ceausescu<\/a>? O di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/editoriali\/lettere-e-idee\/2023\/06\/26\/news\/putin_zar_nicola_russia_commento_tocci-12877282\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nicola II<\/a>, l\u2019ultimo degli zar? Ma allora perch\u00e9 l\u2019economia russa cresce di oltre il 3% mentre le nostre ristagnano, come certifica non la TASS ma il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.imf.org\/en\/Publications\/WEO\/Issues\/2024\/04\/16\/world-economic-outlook-april-2024\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fondo Monetario Internazionale<\/a>? Possiamo prendere atto che dall\u2019inizio del conflitto ucraino la produzione industriale tedesca, misurata in ordinativi, \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/www.destatis.de\/EN\/Themes\/Economic-Sectors-Enterprises\/Industry-Manufacturing\/_Graphic\/_Interactive\/index-new-orders.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">crollata<\/a>\u00a0di pi\u00f9 del 20%? Che dire poi di un debito sovrano USA che cresce al ritmo di 1 trilione ogni 100 giorni, e che\u00a0<a href=\"https:\/\/abcnews.go.com\/Politics\/us-government-debt-top-54-trillion-decade-cbo\/story?id=107041188#:~:text=The%20Congressional%20Budget%20Office%20cited%20an%20aging%20population%20and%20health%20care%20costs.&amp;text=The%20federal%20government's%20record%2Dhigh,trillion%20by%20the%20year%202034.\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">superer\u00e0<\/a>\u00a0i 54 trilioni (circa la met\u00e0 dell\u2019attuale PIL globale) entro il 2034? Tale proiezione ha spinto Borge Brende, Presidente del World Economic Forum (WEF), ad\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cnbc.com\/2024\/04\/28\/wef-president-we-havent-seen-this-kind-of-debt-since-the-napoleonic-wars.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">affermare<\/a>: \u2018non vedevamo questo tipo di espansione del debito dai tempi delle guerre napoleoniche.\u2019 Ma Brende ha dimenticato di aggiungere che nei prossimi mesi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.apolloacademy.com\/10-trillion-in-us-treasuries-coming-to-the-market-in-2024\/#:~:text=A%20record%20%248.9%20trillion%20of,by%20%2460%20billion%20per%20month.\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">andranno a maturazione<\/a>\u00a0Treasuries per un valore di circa 10 trilioni di dollari. E forse \u00e8 per questo che persino Janet Yellen \u00e8 costretta ad\u00a0<a href=\"https:\/\/www.forbes.com\/sites\/digital-assets\/2024\/07\/14\/janet-yellen-quietly-admits-serious-us-dollar-collapse-fears-as-trump-primes-bitcoin-for-a-4-trillion-price-surge\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ammettere<\/a>\u00a0che la de-dollarizzazione non \u00e8 il soggetto di un film di fantascienza.\u00a0<em>Quo vadis<\/em>, dunque, impero del Bene?<\/p>\n<p>Nel frattempo, la Federal Reserve \u2013 il manovratore occulto \u2013 continua nel gioco delle tre carte: da un lato pompa liquidit\u00e0 nel settore finanziario ricorrendo ad acrobazie monetarie di varia specie (dalla rediviva\u00a0<em>Operation Twist\u00a0<\/em>all\u2019utilizzo delle\u00a0<em>Supplementary Leverage Ratios<\/em>)<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftn2\">[2]<\/a>; e dall\u2019altro mantiene invariati i tassi d\u2019interesse. In altre parole, a Wall Street vengono somministrate endovenose di liquidit\u00e0 aggiuntiva che per\u00f2 rimangono fuori dal bilancio Fed \u2013 manipolazione monetaria allo stato puro. Un QE mascherato, basato su immissione latente di denaro digitato al computer che, appunto, spinge l\u2019azionario a frantumare\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/newsletters\/2024-07-02\/bloomberg-evening-briefing-s-p-notches-new-record-for-a-blistering-stock-market\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">record<\/a>\u00a0dopo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/markets\/us\/futures-flat-with-inflation-data-earnings-focus-2024-07-08\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">record<\/a>. Ovviamente, tutto ci\u00f2 non ha nulla a che vedere con alcuna crescita reale. Al contrario, si tratta di un fenomeno di dipendenza monetaria che nasce dalla mancanza strutturale di sufficiente valorizzazione reale di capitale. Oggi pi\u00f9 che mai, il capitalismo \u00e8 un\u2019illusione ottica, un enorme\u00a0<em>deep fake<\/em>\u00a0macroeconomico. E l\u2019occidente, tenuto in pugno dall\u2019ultra-finanza, affronta la sua grottesca crisi di debito\u00a0<em>facendo altro debito\u00a0<\/em>\u2013 meccanismo che garantisce profitti stellari ai pochi e impoverisce i molti, perlopi\u00f9 ignari di quanto accade attorno a loro.<\/p>\n<p>L\u2019attuale contesto pan-emergenziale \u00e8 dunque sintomo di crescente fragilit\u00e0 sistemica, interna al dispiegamento della logica implosiva del capitale. Dovremmo allora apprezzare la logica invertita di quanto sta accadendo: i\u00a0<em>war games<\/em>\u00a0alla periferia dell\u2019impero del Bene, cos\u00ec come gli\u00a0<em>inside jobs<\/em>\u00a0al suo interno \u2013 si pensi al recente attentato a Donald Trump, che ha risvegliato il metabolismo complottista anche dei commentatori pi\u00f9 allineati \u2013 non sono la causa del declino dell\u2019occidente; piuttosto, il sistema alla canna del gas si prodiga di attivare scontri di ogni genere nel tentativo di nascondere la propria insolvenza. Nulla come l\u2019industria del caos e della destabilizzazione consente oggi di monetizzare. Le guerre, per esempio \u2013 specie quando pubblicizzate come umanitarie o difensive \u2013 non sono che mezzi criminali per giustificare il confezionamento di quel \u201cdenaro facile\u201d che viene sparato nelle bolle speculative, mentre le effettive condizioni economiche di milioni di lavoratori (o di \u201cforza lavoro inattiva\u201d) crollano verticalmente. L\u2019emergenza Putin, cos\u00ec come l\u2019emergenza Covid, o quella del terrorismo islamico subito prima, e magari dell\u2019influenza\u00a0<a href=\"https:\/\/birdflusummit.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">aviaria<\/a>\u00a0gi\u00e0 in rampa di lancio<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftn3\">[3]<\/a>, sono la leva biopolitica della leva finanziaria che sorregge l\u2019impero targato USA, che dopo mezzo secolo di dominio globale cerca disperatamente di nascondere il proprio tracollo.<\/p>\n<p>Ma di queste cose non \u00e8 dato ragionare pubblicamente, perch\u00e9\u00a0<em>tutto<\/em>\u00a0pu\u00f2 far notizia tranne la conferma della raggiunta insostenibilit\u00e0 del sistema. Con \u201cinsostenibilit\u00e0\u201d non s\u2019intende che domani il mondo cadr\u00e0 dal proprio asse. Piuttosto, pi\u00f9 sobriamente, che i gestori delle economie occidentali continueranno a trovare il modo di gonfiare la mega-bolla speculativa, alimentando cos\u00ec ulteriormente un\u2019inflazione strutturale che, peraltro, serve a mitigare i costi di rifinanziamento del debito (attraverso tassi reali negativi). Perch\u00e9 un modello economico che vive di espansione monetaria artificiale e cartolarizzazione infinita del debito pu\u00f2 solo ambire a capitalizzare la svalutazione che spontaneamente ingenera. Indipendentemente da ci\u00f2 che si pensa di Russia, Cina e altre autocrazie capitaliste, viene difficile biasimare il crescente numero di paesi del \u201csud del mondo\u201d che fanno la coda per entrare nell\u2019alleanza BRICS. Non hanno forse il diritto di provare a liberarsi da quella trappola economica che, grazie a entit\u00e0 misantropiche quali il Fondo Monetario Internazionale e la World Bank, impone la dipendenza debitoria dal dollaro statunitense, con tutto il carico di macelleria sociale che ne consegue?<\/p>\n<p>Prendiamone atto: la sostenibilit\u00e0 del \u201ccapitalismo neofeudale\u201d in cui siamo entrati richiede rituali sempre pi\u00f9 macabri. Dopo decenni di stabile declino, le economie \u201cavanzate\u201d non solo accelerano verso le sabbie mobili della stagflazione, ma sprofondano nel pi\u00f9 totale delirio di onnipotenza autolesionistica. \u00c8 il triste spettacolo dell\u2019impero che inghiotte s\u00e9 stesso. Finch\u00e9, in un recente passato, si trattava di blandire i produttori di plusvalore alternando colpi di manganello alla carota del salario e del consumo, tutto bene. Veniva fin troppo facile fingersi buoni, democratici, e liberali. La scenografia che oscurava la prigione collettiva era ancora credibile, quasi realistica, persino appetibile. Le macchie di sangue sui muri venivano cancellate da passate di vernice chiamate \u201cprogresso\u201d, \u201cmobilit\u00e0 sociale\u201d, \u201cdemocrazia\u201d, \u201cconsumismo\u201d. Il capitale e i suoi burocrati riuscivano, insomma, nell\u2019impresa di tenere accesi i desideri di quelle masse che al contempo sfruttavano, umiliavano, o contribuivano a massacrare in varie parti del \u201cterzo mondo\u201d.<\/p>\n<p>Ora per\u00f2 la festa \u00e8 finita. Il pi\u00f9 grande teatro illusionistico della storia incanta solo gli opportunisti e gli utili idioti. E poich\u00e9 l\u2019American Dream si trasforma in incubo anche per le classi medie, non resta che passare alle maniere forti: propaganda, censura, inaudite manipolazioni di massa, somministrazione quotidiana di scenari farsesco-apocalittici, persino pulizie etniche e il ritorno della violenza politica contro i non-allineati. \u00c8 il pilota automatico di un sistema che per sopravvivere al proprio fallimento trasforma ogni visione del futuro, dunque del\u00a0<em>possibile<\/em>, in una visione di terrore. Siamo al\u00a0<em>divide et impera<\/em>\u00a0ontologico, per cui la crisi del capitale,\u00a0<em>che non ha vie d\u2019uscita<\/em>, viene scaricata direttamente sui teatri di guerra, e sulla retorica di divisioni politiche alimentate a tavolino. L\u2019allarmismo H24 fa da necessario contrappeso agli effetti soffocanti di un \u201cmodello di crescita\u201d basato su investimenti finanziari a leva affidati ad algoritmi quantistici \u2013 applicazione di intelligenza artificiale che qui come altrove non pu\u00f2 che portare alla demolizione (in)controllata di intere societ\u00e0 \u201c(s)fondate sul lavoro\u201d. In particolare, l\u2019impero del Bene trasforma le proprie contraddizioni interne nell\u2019imperativo morale della lotta contro un Nemico che s\u2019accanisce contro vittime innocenti, e dunque va (o, nel caso della Russia,\u00a0<em>andrebbe<\/em>) rieducato con le bombe.<\/p>\n<p>\u00c8 impressionante osservare quanta fatica impieghino anche le menti pi\u00f9 acute a comprendere la logica\u00a0<em>immunitaria<\/em>\u00a0che lega un dispositivo socioeconomico obsoleto al proliferare di narrazioni escatologiche basate sulla produzione seriale di nemici. Soprattutto, non si afferrano le ragioni elementari per cui l\u2019occidente continua a comportarsi come un ubriaco che cerca la rissa. Eppure, la logica \u00e8 semplice: l\u2019implosione viene affogata in un\u2019assordante cacofonia di eventi dai toni pi\u00f9 o meno catastrofici. Il suono delle bombe in Ucraina, Gaza, e Medio Oriente, cos\u00ec come il terrorismo da guerra ibrida, le minacce di escalation nucleare, e gli attentati politici, sono l\u2019accompagnamento sinfonico all\u2019inarrestabile declino dell\u2019impero del Bene. Solo il continuo \u201crumore emergenziale\u201d pu\u00f2 preservare l\u2019illusione della sostenibilit\u00e0 di un modello di civilt\u00e0 arrivato a fine corsa. Ma \u00e8 doveroso chiedersi: fino a che punto sar\u00e0 possibile riciclare il presagio dell\u2019inaudito nella mera provocazione apocalittica?<\/p>\n<p>Guardiamoci intorno, i pupazzi sono usciti allo scoperto. Non si nascondono pi\u00f9 dietro a narrazioni finto-idealistiche come l\u2019esportazione della democrazia e del benessere. Piuttosto, da miseri burocrati in carriera quali sono, leggono dallo stesso copione distopico. Il frontman NATO Jens Stoltenberg (<em>nomen omen<\/em>) incita al conflitto diretto con la Russia, dichiarando senza alcun pudore che dietro la crociata in Ucraina c\u2019\u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/topnews\/2024\/06\/17\/stoltenberg-loccidente-faccia-pagare-alla-cina-laiuto-a-mosca_6d6a426d-8293-46e3-8123-4cfcacad9bb2.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lo scontro con la Cina<\/a>. Larry Fink (capoccia di BlackRock, con Vanguard la vera cupola dell\u2019impero) sdogana la tesi eugenetica della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=s-_H2IxAxeQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">riduzione della popolazione<\/a>\u00a0come incentivo alla competitivit\u00e0: \u2018I problemi sociali legati alla sostituzione degli esseri umani con le macchine saranno pi\u00f9 facili da gestire nei paesi sviluppati che hanno una popolazione in declino.\u2019 Forse allora dovremmo chiederci: declineremo da soli o ci declineranno loro? E quali sono le vere alternative? Ormai in molti hanno compreso che i barbari non sono alle porte, perch\u00e9 sono tutti dentro. Fanno parte dell\u2019impianto scenico, una coreografia da film hollywoodiano distopico. Per questo non ci \u00e8 difficile ipotizzare che il capitale e i suoi viscidi funzionari possano ricorrere a soluzioni eugenetiche. Perch\u00e9 nei termini utilitaristici del capitale-mondo, l\u2019energia di una forza-lavoro ridondante deve estinguersi o essere distrutta.<\/p>\n<p>Amin Samman e Stefano Sgambati hanno osservato che \u2018l\u2019attuale sistema finanziario opera sulla base di una \u201capocalisse mobile\u201d, programmando e rinviando continuamente milioni di punti terminali attorno ai quali sono organizzate vite e mezzi di sostentamento.\u2019<\/p>\n<p>\u2018In questo modo, la finanziarizzazione del capitalismo installa l\u2019escatologia nel cuore della vita quotidiana, vincolando il soggetto contemporaneo alle finalit\u00e0 della finanza attraverso la circolazione infinita del debito. Viviamo tutti all\u2019ombra dell\u2019eschaton finanziario, indipendentemente da come ci troviamo inseriti nella macchina finanziaria, e il risultato \u00e8 un trasferimento sull\u2019economia del debito di tutto il carico psicologico precedentemente riservato alla fine della storia.\u2019<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftn4\">[4]<\/a><\/p>\n<p>Questa argomentazione pu\u00f2 essere sviluppata rigirandola su s\u00e9 stessa: la bomba a orologeria inserita nel cuore dell\u2019economia a leva viene ora impiegata direttamente come arma bio- o geopolitica, affinch\u00e9 incarni esplicitamente \u201cil tempo della fine\u201d (<em>eschaton<\/em>) nell\u2019immaginario collettivo. Ci\u00f2 porta alla luce il contenuto represso della tesi sulla \u201cfine della storia\u201d di Francis Fukuyama<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftn5\">[5]<\/a>. La famosa affermazione che la liberaldemocrazia occidentale rappresenta la forma finale del governo umano si realizza, oggi, nel collasso del futuro in un presente claustrofobico, soffocato nelle dinamiche violente del debito e nella continua minaccia di catastrofi globali: le liturgie escatologiche, ma prive di redenzione, di ci\u00f2 che ho definito \u201ccapitalismo emergenziale\u201d, o \u201ceconomia libidica dell\u2019apocalisse\u201d.<\/p>\n<p>Qui occorre essere precisi: l\u2019annullamento del futuro coincide con la crisi finale del capitale,\u00a0<em>ben rappresentata dalla crescente inconsistenza del denaro<\/em>. Il capitale monetario emerge ora come pura performativit\u00e0 autoriflessiva, circolazione infinita di debito\u00a0<em>improduttivo<\/em>, che non realizza altro se non il\u00a0<em>nulla<\/em>\u00a0della propria auto-proliferazione. Nell\u2019era del capitalismo dell\u2019ultra-finanza, il denaro viene creato\u00a0<em>ex nihilo<\/em>\u00a0sotto forma di byte elettronici sugli schermi dei computer delle banche, e quanto pi\u00f9 velocemente circola come debito da rifinanziare, tanto pi\u00f9 accelera verso il suo destino rovinoso. Se \u00e8 vero che nell\u2019olimpo finanziario il debito non viene saldato ma piuttosto cartolarizzato e investito come asset in un loop potenzialmente infinito, in realt\u00e0 questo meccanismo \u00e8 sempre pi\u00f9 esposto a fragilit\u00e0 estreme \u2013 motivo per cui il fantasma dell\u2019apocalisse deve circolare direttamente nella realt\u00e0 quotidiana, sotto forma di catastrofe pandemica (Covid), naturale (cambiamento climatico), geopolitica (Putin), e chiss\u00e0 cos\u2019altro ancora. La caratteristica principale del\u00a0<em>soft power<\/em>\u00a0occidentale \u00e8 questa forma di governo\u00a0<em>totalitario<\/em>\u00a0basato su retorica allarmistica, capace di spostare la criticit\u00e0 di sistema su entit\u00e0 esterne, aliene, e minacciose rispetto al nostro \u201cstile di vita\u201d.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni abbiamo assistito all\u2019accelerazione di questo modello di governance. In passato bastava soffiare sul fuoco, magari con un ventaglio di bigliettoni verdi. Cos\u00ec fu, per esempio, nell\u2019ex-Jugoslavia quando, dal 1993, i sauditi finanziarono\u00a0<a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/archive\/politics\/1996\/02\/02\/saudis-funded-weapons-for-bosnia-official-says\/1a163310-2064-49f6-bd11-84bc67092ce2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un\u2019operazione segreta<\/a>\u00a0per la consegna di 300 milioni di dollari in armamenti al governo bosniaco, con la tacita collaborazione degli Stati Uniti e in diretta violazione dell\u2019embargo delle Nazioni Unite (che la stessa Washington si era impegnata a far rispettare). Questo come viatico alle criminali bombe NATO sulla Serbia; sulle quali, ricordiamolo, disegnarono cuoricini anche Massimo D\u2019Alema (Presidente del Consiglio), Sergio Mattarella (Vicepresidente del Consiglio, con delega ai servizi di sicurezza), e tutto il governo italiano di \u201ccentro-sinistra\u201d, evidentemente ansioso di accompagnare la NATO nell\u2019espansione a Est. Come ha riassunto Jeffrey Sachs<a id=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0in una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=JS-3QssVPeg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">recente intervista<\/a>: \u2018Nel 1999 abbiamo bombardato Belgrado [senza autorizzazione ONU] per 78 giorni, al fine di dividere la Serbia attraverso la creazione di un nuovo stato, il Kosovo, dove ora abbiamo la pi\u00f9 grande base militare NATO nell\u2019Europa sudorientale (Bondsteel).\u2019<\/p>\n<p>Oggi la guida USA-NATO istruisce i cagnolini europei ad abbaiare pi\u00f9 forte contro il Nemico, e i sottoposti, impegolati in antiche gelosie, fanno a gara per ritagliarsi lo spazio warholiano dei quindici minuti di protagonismo geopolitico. Dopo le sanzioni boomerang arrivano i missili boomerang: l\u2019autorizzazione a colpire il suolo russo con armi occidentali che, se insistita, non potr\u00e0 che ritorcersi contro i sudditi europei mandati ad immolarsi per l\u2019Imperatore. E come non bastasse \u00e8 arrivato anche il taglietto della BCE ai tassi d\u2019interesse (mentre la medesima alza le stime inflazionistiche!), che di fatto segna un ulteriore sacrificio a sostegno della bolla azionaria USA. Perch\u00e9 la decisione di svalutare l\u2019euro dello 0.25% non serve a nulla se non a dirottare capitali verso il mercato statunitense, la cui ampiezza (rapporto tra azioni in rialzo e azioni in calo in un dato indice), come sottolinea persino\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2024-05-31\/bofa-says-drop-in-us-tech-could-be-next-pain-trade-for-equities\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bloomberg<\/a>, ha raggiunto il suo punto pi\u00f9 basso dal 2009, ed \u00e8 sorretta quasi esclusivamente dal comparto tech (Nvidia in primis).<\/p>\n<p>Ecco dunque svelata la funzione del \u201cprogetto UE,\u201d che, come\u00a0<a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/giorgio-agamben-europa-o-impostura\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ci ricorda<\/a>\u00a0Giorgio Agamben, non ha alcuna validit\u00e0 politico-giuridica in quanto mero patto tra stati privo di fondamento popolare: la Costituzione Europea (2004) fu clamorosamente bocciata nei referendum francesi e olandesi del 2005, poi accantonata, e infine sostituita dal Trattato di Lisbona (2007) \u2013 documento che ci si guarda bene dal sottoporre all\u2019approvazione del popolino brutto sporco e cattivo. D\u2019altronde, \u00e8 arcinoto che il Parlamento europeo \u00e8 un organo velleitario in quanto privo di quel potere legislativo che invece afferisce alla Commissione, la cui attuale papessa (Ursula) \u00e8 espressione diretta delle \u00e9lite di Washington e dunque lontana dall\u2019elettorato quanto la stella Earendel dal pianeta Terra.<\/p>\n<p>Tuttavia, l\u2019occidente continua a rifiutare l\u2019introspezione, preferendo invocare l\u2019Altro come male assoluto. Per quanto l\u2019esaurimento della civilt\u00e0 capitalistica sia globale, e sullo scacchiere geopolitico non s\u2019intraveda alcun modello di emancipazione realmente alternativo a quello attuale, l\u2019odierno sentimento antirusso \u00e8 frutto di una consolidata tradizione ideologica. Perch\u00e9 i russi sono da sempre considerati razza inferiore, barbari mischiati con i Mongoli e dunque di natura infida, dalle \u201ccaratteristiche asiatiche.\u201d La russofobia \u00e8 un\u2019arma di tutto riguardo nell\u2019arsenale della dottrina geopolitica occidentale. Non importa se zaristi, socialisti o capitalisti di ultima generazione, visti da ovest i russi da sempre ci appaiono come autocratici sottosviluppati affetti da libidine da dominio. Freud, giustamente, direbbe che proiettiamo sul Nemico mangiabambini le violente pulsioni coltivate nell\u2019orto di casa. E oggi questa secolare russofobia \u2013 sorta di discarica a cielo aperto del rimosso occidentale \u2013 serve a nascondere il fatto che il capitalismo, nella sua veste pi\u00f9 moderna e avanzata di \u201cstamperia globale\u201d, ha raggiunto l\u2019et\u00e0 dell\u2019impotenza. Detta con Hegel, l\u2019occidente \u00e8 una \u2018forma di vita invecchiata\u2019 \u2013 che per\u00f2 si crede ancora giovane e piena di energia.<\/p>\n<p>Nel frattempo, il viagra del denaro facile sottoscritto dalle banche centrali ha talmente rincitrullito le oligarchie occidentali da far loro dimenticare di essersi deindustrializzate al punto da non poter pi\u00f9 neppure produrre armi e munizioni sufficienti a salvare le apparenze. E cos\u00ec ripartono i mega investimenti (a debito) per il comparto tech-militare. Alla base della nuova corsa alle armi c\u2019\u00e8 sempre la dipendenza dal feticcio della bolla speculativa: trilioni (quadrilioni se contiamo i derivati) di denaro privo di sostanza valoriale \u2013 cio\u00e8\u00a0<em>scorporato dal lavoro umano<\/em>\u00a0\u2013 che orbitano sopra le nostre teste a ritmi vertiginosi grazie a massicce iniezioni di moneta inflattiva. Come dire: la virtualizzazione dell\u2019economia (denaro che si auto-feconda\u00a0<em>senza valorizzarsi<\/em>, ovvero senza attraversare i corpi dei lavoratori che producono merci) ingenera ora una serie di grotteschi spettacoli da\u00a0<em>grand guignol<\/em>\u00a0che potremmo leggere, in chiave ironica, attraverso l\u2019immortale\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Ht-knZADxSg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">adagio<\/a>\u00a0di Tot\u00f2: \u2018armiamoci e partite, io vi seguo dopo.\u2019 Questo perch\u00e9 l\u2019occidente arriva per primo all\u2019esperienza del collasso. Negli anni in cui Fukuyama vergava il suo poco lungimirante classico, la fuga dei capitali nell\u2019eldorado finanziario aveva gi\u00e0 iniziato a decostruire le societ\u00e0 capitalistiche \u201cavanzate\u201d, spingendole all\u2019attuale condizione parossistica per cui si spende pi\u00f9 per rifinanziare il debito sovrano che per la riproduzione sociale (lavoro, infrastrutture, trasporti, agricoltura, educazione, sanit\u00e0, ecc.). Non per nulla Fredric Jameson defin\u00ec il postmodernismo (e la decostruzione) come una sorta di tintura per capelli del \u201ctardo capitalismo\u201d neoliberista, in quanto consegnava a quel progetto di violenta frammentazione sociale una hybris culturale tipicamente borghese: \u2018tutta questa cultura postmoderna, mondiale e tuttavia americana, \u00e8 l\u2019espressione interna e sovrastrutturale di tutto il nuovo corso del dominio economico e militare dell\u2019America nel mondo: in questo senso, come per l\u2019intera storia di classe, l\u2019altra faccia della cultura \u00e8 sangue, morte, tortura e orrore.\u2019<a id=\"_ftnref7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftn7\">[7]<\/a><\/p>\n<p>D\u2019altronde, \u00e8 difficile immaginare che una civilt\u00e0 si sbarazzi allegramente degli idoli che ne hanno segnato la storia. La Russia \u00e8 in questo senso un obiettivo storicamente comodo, pratico, e funzionale. Che nell\u2019epoca moderna sia stata bersaglio di espansionismo da ovest era un tempo materia da scuole medie. Polonia (inizio Seicento), Impero svedese (fine Settecento), Impero napoleonico (inizio Ottocento), Germania (Prima e Seconda guerra mondiale) \u2013 invasioni che si sono tradotte in territori occupati, risorse devastate e depredate, perdita di una parte ingente della popolazione; e altrettante sconfitte. Il crollo dell\u2019URSS determin\u00f2 poi un vuoto geopolitico in cui si infil\u00f2 subito l\u2019egemone, installando al potere un presidente alcolizzato (Boris Eltsin) che avvall\u00f2 il saccheggio sistematico delle immense risorse, liberalizzando e privatizzando tutto il possibile. Imperialismo allo stato brado passato per spontaneo processo di democratizzazione. Il risultato, per la popolazione russa, fu un\u2019enorme catastrofe sociale, economica, culturale, e demografica.<\/p>\n<p>Per comprendere l\u2019attuale ondata di russofobia basterebbe consultare\u00a0<em>La Grande Scacchiera. Il mondo e la politica nell\u2019era della supremazia americana,\u00a0<\/em>di Zbigniew Brzezinsky (uscito nel 1997). Brzezinsky \u2013 consigliere per la sicurezza nazionale di Jimmy Carter, co-fondatore con David Rockefeller della Commissione Trilaterale (1973), e nota eminenza grigia della politica estera statunitense dall\u2019amministrazione di Lyndon Johnson fino a quella di Barack Obama \u2013 espone chiaramente l\u2019importanza dell\u2019Ucraina come \u2018perno geopolitico\u2019 per il mantenimento della supremazia statunitense nel continente eurasiatico \u2013 a conferma che \u201cl\u2019operazione Ucraina\u201d era da tempo stata messa in cantiere. Dare sostegno all\u2019indipendenza ucraina, offrendo l\u2019adesione alla NATO e all\u2019UE (Brzezinsky parla del decennio 2005-2015 come \u2018periodo di tempo ragionevole\u2019), sarebbe stato fondamentale per raggiungere questo scopo. Gli Stati Uniti avrebbero dovuto \u2018attribuire un valore aggiunto all\u2019intrigo e alla manipolazione al fine di prevenire l\u2019emergere di una coalizione ostile che potesse eventualmente cercare di sfidare il primato americano. [\u2026] Il compito pi\u00f9 immediato \u00e8 quello di garantire che nessuno stato o combinazione di stati acquisisca la capacit\u00e0 di espellere gli Stati Uniti dall\u2019Eurasia o di diminuire significativamente il loro ruolo egemonico.\u2019<a id=\"_ftnref8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftn8\">[8]<\/a><\/p>\n<p>Condizioni altrettanto chiare venivano poste alla Russia: accettare il primato globale degli Stati Uniti o auto-condannarsi al ruolo di \u201cemarginato eurasiatico\u201d. Per quanto Brzezinsky avesse previsto rischi e difficolt\u00e0, contava sul fatto che la terapia d\u2019urto dell\u2019ultra-liberalizzazione imposta tramite Eltsin avrebbe a lungo favorito gli USA. Ma presto l\u2019ottimismo degli anni Novanta svan\u00ec, ed emerse un quadro diverso. La ripresa della Russia sotto Putin, la crescita economica sostenuta della Cina, e il fallimento della politica estera neocon dopo l\u201911 settembre hanno, da una parte, spinto Washington a mettere quasi tutte le uova capitaliste nel paniere finanziario; e dall\u2019altra ad accelerare l\u2019opzione del sabotaggio delle relazioni tra UE (Germania in primis) e Russia. \u00c8 in tale contesto che va collocata l\u2019escalation di quella strategia di \u2018intrigo e manipolazione\u2019 gi\u00e0 caldeggiata da Brzezinsky.<\/p>\n<p>Nel frattempo, la NATO era entrata in Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria (1999), paesi baltici, Romania, Bulgaria, Slovacchia e Slovenia (2004), Albania e Croazia (2009), mentre gi\u00e0 dal 2008 si preparavano le carte a Georgia e Ucraina. Poi vi fu il golpe antirusso di piazza Maidan del 2014, la secessione delle Repubbliche russofone del Donbass, l\u2019annessione della Crimea, la strage ucro-nazista di Odessa, e i ripetuti bombardamenti del Donbass (circa 14,000 vittime), fino all\u2019Operazione Speciale del 2022 (tuttora venduta alle masse come invasione dei Cosacchi che presto, come da retorica da Guerra Fredda, porteranno i cavalli ad abbeverarsi alle fontane di San Pietro). Ma il piano originario di far implodere la Russia tramite sanzioni e armi all\u2019Ucraina \u00e8 subito fallito, rivelandosi un bluff da giocatore di poker (pi\u00f9 che di scacchi). Ora l\u2019autorizzazione a colpire il territorio russo con armi occidentali (maneggiate da intelligence occidentale) \u00e8, evidentemente, la mossa disperata di chi non ha altri argomenti che aumentare la percezione del rischio per proteggere gli ultimi due fragilissimi bastioni imperiali: il dollaro quale traballante valuta globale, e il complesso militar-industriale, funzionale alla creazione di finanziamenti dal nulla a sostegno della gigantesca bolla equities cui \u00e8 appeso per la sacca testicolare il destino dell\u2019impero stesso.<\/p>\n<p>Contemporaneamente, sul fronte palestinese l\u2019occidente tiene\u00a0<em>deliberatamente<\/em>\u00a0acceso un teatro di guerra ancor pi\u00f9 raccapricciante: esseri umani da pi\u00f9 di 70 anni trattati peggio delle bestie vengono fatti spostare tra le macerie per poi essere sterminati senza piet\u00e0, arsi vivi nella plastica dei loro miseri accampamenti, maciullati dalle bombe nelle scuole e negli ospedali. E su questa barbarie assoluta,\u00a0<em>che di per s\u00e9 mette una pietra tombale sulla presunta superiorit\u00e0 morale e politica dell\u2019occidente<\/em>, si costruiscono solo penose recite mediatiche tra la fazione dei moralisti, improvvisamente risvegliatisi da istintivo torpore, e quella dei prezzolati propagandisti di regime.\u00a0In pochi hanno il coraggio di collegare i puntini e mettere il dito nella piaga di un modello socioeconomico che si aggrappa alla guerra per non cadere nel vuoto. Perch\u00e9 al sistema servirebbe proprio un salto di qualit\u00e0 nel gioco al massacro, un sacrificio umano di dimensioni inaudite che consenta al capitale di fare quello che ha sempre fatto: riprodursi. Il capitalismo solipsistico dell\u2019ultra-finanza si \u00e8 gi\u00e0 messo all\u2019angolo da solo. Da almeno mezzo secolo lavora alla propria dissoluzione, che gestisce seminando panico e distruzione, fino alla promessa dell\u2019apocalisse. Ma essendo null\u2019altro che dinamismo pulsionale \u2013 ossessione per il rendimento oggi affidata all\u2019algoritmo \u2013 il capitale non \u00e8 in grado di riflettere su s\u00e9 stesso in quanto causa del proprio male. Il suo motore auto-espansivo si \u00e8 gi\u00e0 schiantato contro un muro. Continuando ad accelerare arriver\u00e0 presto alla completa auto-combustione.<\/p>\n<p>Alleato alla tecnologia di terza e quarta rivoluzione industriale, il capitale \u00e8 giocoforza asociale ed eugenetico. Ha da tempo inibito il suo dispositivo di riproduzione sociale incentrato sulla \u201cnecessit\u00e0 economica\u201d dell\u2019estrazione di plusvalore dalla merce-lavoro (l\u2019ossessione per la fatica che ancora contraddistingue i moderni) da convertire in profitto attraverso la competizione. Su questo versante non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla da fare: o si comincia realmente a costruire un mondo oltre il capitalismo, pianificando una via d\u2019uscita collettiva dal cerchio magico della merce (\u201cmerda metafisica\u201d, parafrasando Marx), o la tendenza distruttiva non potr\u00e0 che accelerare. Pensiamo davvero che ci siano altre soluzioni, magari\u00a0<em>riformiste<\/em>? C\u2019\u00e8 ancora chi ha il coraggio di usare questa parola in buona fede, senza sentirsi attraversato da un profondo senso di inutilit\u00e0 esistenziale? Siamo ben oltre il tempo massimo per le riforme. Siamo gi\u00e0 nella fase in cui il capitale divora tutto, incluso s\u00e9 stesso, pur di sostenere l\u2019illusione della propria immortalit\u00e0 (illusione particolarmente dura a morire).<\/p>\n<p>Le tecnologie digitali si sviluppano a ritmi incontenibili. Ma nonostante questa crescita esponenziale renda precario un sistema che insiste a definirsi \u201cfondato sul lavoro produttivo di valore\u201d, rimaniamo cos\u00ec legati alle categorie del capitale, e dunque alla sua autorit\u00e0, che per disfarcene avremmo bisogno di uno sconvolgimento profondo delle nostre abitudini, e del coraggio di sgombrare l\u2019ego dai suoi attuali contenuti. Viceversa continuiamo ad aggrapparci all\u2019illusione che, se solo gestito meglio, il capitale sapr\u00e0 ancora una volta uscire vincitore dalla sua crisi \u201cciclica\u201d. Scriveva l\u2019anarchico Bonanno: \u2018Gli sfruttati hanno quasi nostalgia di questa illusione. Hanno fatto il callo alle catene e ci si sono affezionati. Sognano qualche volta affascinanti sollevamenti e bagni di sangue, ma si lasciano abbagliare dalle parole delle nuove guide politiche.\u2019<a id=\"_ftnref9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0D\u2019altronde, gi\u00e0 Etienne de La Bo\u00e9tie, nel sedicesimo secolo, aveva posto la medesima questione nel\u00a0<em>Discorso sulla servit\u00f9 volontaria<\/em>: \u2018Sono dunque i popoli stessi che si lasciano, o meglio, si fanno incatenare, poich\u00e9 col semplice rifiuto di sottomettersi sarebbero liberati da ogni legame; \u00e8 il popolo che si assoggetta, si taglia la gola da solo e potendo scegliere fra la servit\u00f9 e la libert\u00e0 rifiuta la sua indipendenza, mette il collo sotto il giogo, approva il proprio male, anzi se lo procura.\u2019<a id=\"_ftnref10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftn10\">[10]<\/a><\/p>\n<p>Oggi questa passione per la sudditanza, tra il nevrotico e il perverso, sembrerebbe seguire una doppia logica, che testimonia della natura divisa del potere stesso. Da una parte, sappiamo che ogni emergenza pu\u00f2 essere manipolata attraverso il monopolio del codice del potere. Il capitale globalizzato si permette il lusso di fomentare conflitti per poi scommettere su entrambe le posizioni; ogni disputa pu\u00f2 coincidere con i giochi di equilibrismo di chi manovra le leve del potere. Ma, occorre ribadirlo, il limite di questa visione sta nel sottovalutare la cecit\u00e0 autodistruttiva di un modello di socializzazione che ha come unico fine la propria espansione. Oggi il capitalismo d\u2019emergenza ci lega al cappio dell\u2019eschaton finanziario: come dimostrato nel 2020, una psico-pandemia pu\u00f2 servire a chiuderci in casa e permettere al sistema di stampare trilioni di dollari da iniettare direttamente nel corpo finanziario, cos\u00ec da rinviarne il collasso. Tuttavia questi subdoli e criminali azzardi generano esplosive contraddizioni che le \u00e9lite faticano a tenere sotto controllo. L\u2019odierna manipolazione a sfondo escatologico pu\u00f2 rapidamente avverarsi, trasformandosi in barbarie globale. Presumere che chi detiene il banco sia in grado di bluffare in eterno significa cedere alla pi\u00f9 pericolosa delle illusioni.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0Joseph Schumpeter,\u00a0<em>Capitalism, Socialism, and Democracy<\/em>\u00a0(New York: Harper &amp; Bros, 1942).<\/p>\n<p><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0L\u2019<em>Operation Twist\u00a0<\/em>\u00e8 una strategia di politica monetaria (gi\u00e0 utilizzata dopo la crisi del 2008) che consiste nella vendita di titoli di debito a breve termine finalizzata all\u2019acquisto di titoli di debito a lunga scadenza, i cui tassi in questo modo vengono tenuti sotto controllo. Con l\u2019utilizzo della\u00a0<em>Supplementary Leverage Ratio<\/em>, invece, le banche beneficiano di una leva pressoch\u00e9 illimitata per l\u2019acquisto di debito USA a un costo di finanziamento dello 0%; operazione che, in sostanza, consente alle grandi banche di fare QE per conto della Fed, assorbendo cio\u00e8 quei titoli del Tesoro USA sempre pi\u00f9 bistrattati.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0Al prossimo convegno sulla\u00a0<em>Bird Flu<\/em>\u00a0a Washington, DC (2-4 ottobre 2024) sono in programma gruppi di discussione sui seguenti temi: \u2022Pianificazione della gestione delle morti di massa \u2022Sorveglianza e gestione dei dati \u2022Fornitura di vaccini e farmaci antivirali \u2022Contromisure mediche \u2022Impatto socio-economico sulle industrie del pollame e dell\u2019allevamento \u2022Valutazione rischi-benefici: sanit\u00e0 pubblica, industria e prospettive normative \u2022Sforzi di educazione alla prevenzione e comunicazione dei rischi \u2022Comando, controllo e gestione \u2022Gestione della risposta alle emergenze \u2022Pianificazione aziendale \u2022Pianificazione dell\u2019educazione scolastica \u2022Pianificazione delle comunit\u00e0.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0Amin Samman and Stefano Sgambati, \u2018Financialising the Eschaton\u2019, in\u00a0<em>Clickbait Capitalism. Economies of Desire in the Twenty-First Century<\/em>\u00a0(ed. Amin Samman and Earl Gammon), pp. 191-208 (193) (mia traduzione dall\u2019inglese).<\/p>\n<p><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftnref5\">[5]<\/a>\u00a0Francis Fukuyama,\u00a0<em>The End of History and the Last Man<\/em>\u00a0(London: Penguin Books, 1992).<\/p>\n<p><a id=\"_ftn6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftnref6\">[6]<\/a>\u00a0Insieme ad altri accademici USA come Richard Falk e John Mearsheimer, Sachs da tempo condanna gli errori (e crimini) in politica estera commessi dai politici statunitensi, da Bill Clinton a Joe Biden passando per George W. Bush, Barack Obama, e Donald Trump. Gli illustri politologi non riconoscono per\u00f2 il legame causativo profondo tra l\u2019implosione economica e l\u2019emergenzialismo\/avventurismo bellico.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftnref7\">[7]<\/a>\u00a0Fredric Jameson,\u00a0<em>Il postmoderno, o la logica culturale del tardo capitalismo<\/em>\u00a0(Milano: Garzanti, 1989), p. 15.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftnref8\">[8]<\/a>\u00a0Mia traduzione dall\u2019inglese.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftnref9\">[9]<\/a>\u00a0Alfredo Bonanno,\u00a0<em>La gioia armata<\/em>\u00a0(Catania: Edizioni anarchismo, 2013 [1977]), p. 13.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/#_ftnref10\">[10]<\/a>\u00a0Etienne de la Bo\u00e9tie,\u00a0<em>Discorso sulla servit\u00f9 volontaria<\/em>\u00a0(Milano: Jaka Book, 1983), p. 42.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/07\/19\/macabre-liturgie-di-fine-impero\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA FIONDA (Fabio Vighi) &#8216;Che grande abilit\u00e0 scenica quella del capitale che ha saputo fare amare lo sfruttamento agli sfruttati, la corda agli impiccati e la catena agli schiavi.\u2019 (Alfredo Bonanno) Il modello economico imposto dalla finanza occidentale \u00e8 caratterizzato da una logica ormai strutturale di \u201ccreazione distruttiva\u201d, che \u00e8 l\u2019opposto della \u201cdistruzione creativa\u201d teorizzata da Joseph Schumpeter quale \u2018fatto essenziale del capitalismo\u2019[1]. 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