{"id":86675,"date":"2024-07-30T09:00:55","date_gmt":"2024-07-30T07:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86675"},"modified":"2024-07-29T11:01:16","modified_gmt":"2024-07-29T09:01:16","slug":"la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86675","title":{"rendered":"La moneta unica sudamericana: utopia o possibile realt\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ECONOMIA E POLITICA (Renato Ghezzi, Elia Fiorenza)<\/strong><\/p>\n<h5>Introduzione<\/h5>\n<p>Ricostruire tre decenni, forse anche pi\u00f9, della storia monetaria sudamericana potrebbe risultare un esercizio ambizioso, quasi presuntuoso nel tentativo di afferrare la verit\u00e0 o, almeno, di cercare soluzioni in un labirinto di scenari incerti, che si rivelano tanto illusori quanto fantastici. \u00c8 evidente che, nel contesto delle aspirazioni commerciali di questa regione, si sta verificando un\u2019attivit\u00e0 innovativa significativa. Questo richiede un\u2019analisi delle tappe che hanno portato alle attuali proposte, in un contesto di costante precariet\u00e0 finanziaria e di complesse dinamiche economiche tra Stati confinanti e gli Stati Uniti. Non sorprende, dunque, che per comprendere appieno il quadro generale sia necessario tornare agli anni \u201980 del secolo scorso, un periodo cruciale per molti Paesi occidentali segnato dalle crisi finanziarie e energetiche. Come \u00e8 risaputo, gli eventi nel blocco atlantico influiscono con caratteristiche specifiche anche sul continente sudamericano. Proprio in questa parte del mondo, gli anni \u201980 hanno generato situazioni di notevole rilievo.<\/p>\n<p>E come in ogni fase dell\u2019umanit\u00e0, occorre individuare il cosiddetto \u201c<em>breaking point<\/em>\u201d (punto di rottura) per tracciare la linea temporale che collega tutti gli eventi: il 20 agosto 1982. Questa data, per molti, potrebbe sembrare insignificante, ma \u00e8 in realt\u00e0 il punto di svolta per tutto ci\u00f2 che \u00e8 seguito. In quel giorno, il governo messicano dichiar\u00f2 il default sul proprio debito estero, segnando convenzionalmente l\u2019inizio della \u201c<em>crisi del debito<\/em>\u201d che coinvolse il cuore dell\u2019America Latina. Durante gli anni \u201970, in un breve periodo di tempo, diversi Paesi latinoamericani si indebitarono pesantemente con alcune delle pi\u00f9 importanti istituzioni finanziarie mondiali, accumulando un\u2019enorme quantit\u00e0 di debito estero. Questo periodo fu caratterizzato da fenomeni di instabilit\u00e0 interconnessi: l\u2019accelerazione del processo di europeizzazione dei mercati per far fronte al blocco sovietico, il completamento dei processi di ricostruzione delle economie occidentali post-belliche e la manovra a \u201cU\u201d del Direttore della Banca Centrale Americana dell\u2019epoca. Quest\u2019ultimo, per contrastare la crescente inflazione dovuta all\u2019aumento dei costi petroliferi causati dalle crisi in Medio Oriente e nell\u2019area di Suez, aument\u00f2 drasticamente i tassi d\u2019interesse, provocando uno shock economico<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Questo colp\u00ec particolarmente i Paesi sudamericani confinanti, che fino ad allora avevano sperato di poter continuare a stampare moneta e spendere senza restrizioni<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p>Questo lavoro si propone di analizzare i momenti pi\u00f9 significativi dell\u2019ultimo trentennio della storia monetaria sudamericana, al fine di comprendere come gli equilibri tra gli Stati possano influenzare la loro posizione nel contesto continentale e oltre. Si passer\u00e0 dall\u2019esame storico alla situazione attuale, con particolare attenzione ai rapporti tra Argentina e Brasile, considerando i due modelli di governance radicalmente diversi che riflettono le politiche monetarie adottate e il ruolo dei due Paesi sia all\u2019interno del continente che nelle relazioni internazionali. Si cercher\u00e0 quindi di valutare se la dichiarazione di Lula secondo cui \u201cLe relazioni tra Brasile e Argentina saranno le migliori dell\u2019America Latina\u201d si sia dimostrata profetica o meno, alla luce dei cambiamenti avvenuti.<\/p>\n<h5>Gli anni \u201980 del Sudamerica: dal sogno liberista all\u2019iperinflazione<\/h5>\n<p>Con tali premesse, gli anni \u201980 furono estremamente tumultuosi sul fronte finanziario, poich\u00e9 si avvertiva ancora l\u2019impatto duraturo dell\u2019incremento dei tassi d\u2019interesse. Proprio in quel periodo, l\u2019oro e il petrolio guadagnarono\u00a0<em>status\u00a0<\/em>di principali materie prime, mentre gli Stati Uniti decisero di rallentare la politica dei prestiti per le ricostruzioni post-belliche della Seconda Guerra Mondiale, generando tensioni non solo con gli alleati, ma anche nei Paesi sudamericani. Questi ultimi si resero conto della necessit\u00e0 di reinventarsi per mantenere in equilibrio i bilanci pubblici, considerando l\u2019accelerazione del processo volto a creare un mercato all\u2019interno del blocco occidentale.<\/p>\n<p>Durante la Guerra Fredda, i progressi erano spesso rallentati da conflitti e tensioni. In questo contesto, Margaret Thatcher, in Inghilterra, promosse una politica economica neoliberista. Questa politica, caratterizzata da misure economiche anche radicali, dimostrava una grande fermezza nella gestione delle crisi e port\u00f2 alla creazione di un\u2019importante alleanza con il Segretario di Stato americano Henry Kissinger. Kissinger sosteneva che le crisi economiche non erano causate dai prezzi elevati del petrolio, ma da un eccessivo protezionismo delle valute nazionali.<\/p>\n<p>Questa visione trovava terreno fertile in Sudamerica, dove si inizi\u00f2 a discutere della necessit\u00e0 di un nuovo ordine geopolitico. Si parlava di una nuova divisione internazionale del lavoro e dell\u2019integrazione di ampie aree del mondo nello sviluppo economico globale.<\/p>\n<p>Si cominci\u00f2 in America Latina con i \u201c<em>golpes<\/em>\u201d orchestrati da militari addestrati nelle accademie militari degli Stati Uniti, supportati da consulenti economici provenienti dalle universit\u00e0 americane, dove il \u201c<em>pensiero unico liberista<\/em>\u201d si affermava.<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/p>\n<p>Di conseguenza, sorse la necessit\u00e0 di istituire organismi sovranazionali in grado di monitorare il sistema monetario attraverso l\u2019adozione di parametri definiti e fissi, al fine di prevenire eccessive svalutazioni delle valute. L\u2019obiettivo principale era rafforzare la credibilit\u00e0 e l\u2019efficacia del Fondo Monetario Internazionale (FMI), istituito nel 1945 durante la Seconda Guerra Mondiale attraverso gli Accordi di Bretton Woods, con lo scopo di prevenire grandi crisi finanziarie come quella del 1929, che aveva dato inizio alla Grande Depressione negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Tuttavia, questa strategia non convinse completamente tutti, e si ricorse immediatamente all\u2019acquisto di Buoni Ordinari del Tesoro (BOT) per consolidare le riserve di ciascun Paese. Come spesso accade nell\u2019economia, il fenomeno del \u201c<em>cigno nero<\/em>\u201d era sempre in agguato e pronto a manifestarsi. Infatti, a partire dalla seconda met\u00e0 degli anni \u201980, l\u2019acquisto continuo di titoli del tesoro provoc\u00f2 un\u2019iperinflazione del mercato tale che il 19 ottobre 1987 si verific\u00f2 il \u201c<em>Luned\u00ec nero delle borse mondiali<\/em>\u201c<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. Secondo Hugh Johnson, esperto di trattative, questo evento era considerato: \u201c<em>la fine del mondo; la fine del toro<\/em>\u201c.<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a><\/p>\n<p>Le dichiarazioni suscitarono una nuova crisi che port\u00f2 a una svalutazione dei titoli fino al 20%, colpendo soprattutto l\u2019S&amp;P e il Dow Jones. Inoltre, i sistemi informatici dell\u2019epoca non furono in grado di gestire adeguatamente la situazione. Gli esperti di mercato considerano ancora oggi la crisi del 1987 come la peggiore di sempre, non solo per il suo impatto globale sulle borse, ma anche perch\u00e9 ha evidenziato la necessit\u00e0 in Sudamerica di avere un mercato interno robusto capace di resistere agli effetti delle crisi provenienti dall\u2019America e dall\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Le cause del crollo del mercato azionario erano poco chiare e includevano l\u2019incapacit\u00e0 dei sistemi di valutazione del rischio, le modalit\u00e0 di compravendita delle azioni e i tassi d\u2019interesse elevati. Si diffuse l\u2019idea che il crollo fosse stato causato dalla paura e dall\u2019eccessiva indicizzazione dei listini, creando una bolla speculativa che gener\u00f2 una confusione latente, di cui molti non si accorsero fino a trovarsi bloccati in una situazione difficile da gestire. Per comprendere appieno le conseguenze di questo evento, \u00e8 necessario considerare anche i contesti storici dei Paesi coinvolti.<\/p>\n<p>Il quadro storico sinottico ha spinto alla riflessione sui principali Stati, dai quali emergono, pi\u00f9 o meno chiaramente e talvolta in modo distorto, i riferimenti politici. Iniziamo con l\u2019Argentina, dove gli anni \u201980 segnarono la fine della dittatura di Jorge Rafael Videla, rovesciato da un colpo di stato guidato dal Generale Roberto Eduardo Viola. Ma questo fu solo il primo dei \u201c<em>golpes<\/em>\u201d che il Paese attravers\u00f2: nello stesso anno, infatti, sal\u00ec al potere Leopoldo Galtieri, il quale, a seguito della sconfitta nelle Falkland, fu costretto a dimettersi. Le giunte militari non si fermarono qui, continuando soprattutto durante il conflitto con la Gran Bretagna per il controllo delle isole Falkland, una questione che vede ancora oggi l\u2019Argentina rivendicare il diritto di influenza su quelle terre presso l\u2019ONU. Questa rivendicazione si affianca a un crescente interesse cinese nel penetrare il commercio occidentale<a id=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. Dopo il fallimento di un tentativo di governo nel 1983, la democrazia fu ristabilita con l\u2019elezione di Ra\u00fal Alfons\u00edn, che avvi\u00f2 una ripresa economica a Buenos Aires. Alfons\u00edn stabilizz\u00f2 i rapporti con i partner regionali e cerc\u00f2 di aprire l\u2019Argentina al commercio internazionale, convinto che il paese potesse prosperare attraverso scambi e riforme. Tuttavia, durante la crisi dei mercati del 1987, Alfons\u00edn si rese conto che l\u2019economia argentina aveva fondamenta meno solide di quanto pensasse e che erano necessari interventi per affrontare le difficolt\u00e0 economiche emergenti in Europa.<\/p>\n<p>Il suo successore, Carlos Menem, continu\u00f2 le politiche avviate da Alfons\u00edn. Menem cap\u00ec l\u2019importanza di attuare le riforme sviluppate nei decenni precedenti, ispirate dagli eventi storici come le guerre d\u2019indipendenza contro la Spagna. Dopo queste guerre, i Paesi sudamericani avevano concepito trattati di integrazione economica per aumentare la loro indipendenza economica e presenza sui mercati internazionali, riducendo la dipendenza dall\u2019estero. Questa strategia rispondeva anche alla necessit\u00e0 di industrializzazione e di creare occupazione per stimolare la crescita del PIL, che fino ad allora era stata insoddisfacente. La Commissione Economica per l\u2019America Latina (CEPAL), fondata nel 1948 per promuovere il libero scambio nella regione, forn\u00ec un contesto utile per questo obiettivo. I presupposti per un mercato unico erano gi\u00e0 presenti e dovevano solo essere aggiornati alle condizioni attuali.<\/p>\n<p>Tuttavia, questo processo non poteva essere realizzato unilateralmente; era essenziale stabilire relazioni commerciali durature con alleati e partner, allo scopo di bilanciare le esportazioni e le importazioni in modo da ridurre le discrepanze con le altre potenze mondiali.<\/p>\n<p>Tra i Paesi sudamericani, il Brasile era particolarmente rilevante. Negli anni \u201980, il Brasile affront\u00f2 un momento cruciale, cercando di instaurare la democrazia mentre era immerso in una grave crisi economica. La situazione cominci\u00f2 a cambiare nel 1985, quando Jos\u00e9 Sarney divenne presidente, succedendo a Jo\u00e3o Figueiredo, il cui vice, Tancredo Neves, era deceduto. Sarney, purtroppo, non aveva il pieno sostegno dei suoi colleghi e continuava a sostenere il vecchio sistema che aveva portato a un\u2019inflazione molto alta, gravando sull\u2019economia del Brasile. Tuttavia, nonostante le difficolt\u00e0, Sarney riusc\u00ec a mantenere una certa speranza di superare la crisi.<\/p>\n<p>Nel 1988, il Brasile adott\u00f2 una nuova Costituzione, considerata molto pi\u00f9 moderna e progressista rispetto ai modelli precedenti e alle tendenze autoritarie dei Paesi vicini. La nuova Costituzione includeva il riconoscimento dei diritti dei lavoratori e mirava a promuovere il progresso sociale in vari ambiti, come la cultura, l\u2019economia e il sostegno alle persone pi\u00f9 svantaggiate. Tuttavia, la stabilit\u00e0 costituzionale fu messa a rischio.<\/p>\n<p>Negli anni \u201990, Fernando Collor de Mello entr\u00f2 sulla scena politica brasiliana e critic\u00f2 gli stipendi elevati dei dipendenti pubblici, che considerava responsabili dell\u2019inflazione crescente. Questa critica port\u00f2 a problemi economici profondi, che influenzarono seriamente la vita politica ed economica del Paese.<\/p>\n<p>Collor de Mello aveva un forte sostegno elettorale, avendo sconfitto Lula nelle elezioni precedenti. Questo port\u00f2 a una maggiore vicinanza politica con l\u2019Argentina, e i segnali positivi provenienti da Buenos Aires ispirarono politici e cittadini brasiliani a cercare un cambiamento, sfidando le influenze esterne che sembravano mantenere il Sudamerica in una condizione di subordinazione. Questo desiderio di riscatto era radicato anche nel passato economico solido del Brasile e di altri Paesi sudamericani come il Cile, il Per\u00f9, il Paraguay e l\u2019Uruguay.<\/p>\n<h5>Le implicazioni sulle monete nazionali e il Mercosur<\/h5>\n<p>Dal punto di vista monetario, sin dalla fine della Prima Guerra Mondiale, il dollaro \u00e8 stato il principale punto di riferimento. Gli Stati Uniti, approfittando della svalutazione delle banche britanniche, hanno acquisito un controllo significativo sulle aziende sudamericane. Ad esempio, le imprese americane controllavano circa il 60% della produzione di zucchero a Cuba, il 92% del rame in Cile, e la totalit\u00e0 della produzione industriale in Paesi sudamericani come Guatemala, Honduras e Venezuela.<\/p>\n<p>Questo controllo commerciale ha avuto conseguenze anche sul piano politico. I governi militari, capaci di mantenere l\u2019ordine e prevenire disordini civili, ricevevano ampio sostegno poich\u00e9 garantivano la stabilit\u00e0 necessaria per mantenere il controllo politico ed economico. Il dollaro \u00e8 diventato la valuta dominante, soprattutto per l\u2019export e le transazioni commerciali, arricchendo gli Stati Uniti e indebolendo le valute locali.<\/p>\n<p>Le monete sudamericane mostravano costantemente segni di debolezza rispetto al dollaro, con un divario troppo ampio per considerare un avvicinamento. Gli Stati Uniti, attraverso la gestione regolata della propria moneta e le politiche della Federal Reserve, esercitavano un controllo che non poteva essere ignorato. Questa situazione si aggravava ulteriormente a causa dei tassi di indebitamento elevati dei Paesi sudamericani.<\/p>\n<p>Nonostante la diffusa dollarizzazione, questi anni segnarono per alcuni Paesi sudamericani un\u2019era di inflazione ribattezzata \u201ciperinflazione\u201d, caratterizzata da una continua emissione di moneta. Questo fenomeno fu strettamente legato alla scoperta di immense risorse petrolifere, che spinsero gli Stati a basare le loro economie esclusivamente sui giacimenti di combustibili fossili. Un caso emblematico fu quello del Venezuela, che raggiunse un tasso di estrazione del 100%. Tuttavia, il governo di Caracas decise di nazionalizzare l\u2019industria petrolifera, provocando uno scossone difficile da gestire. Negli anni \u201980, temendo l\u2019esaurimento delle preziose riserve di petrolio, il governo venezuelano decise di ridurre la produzione di barili. Nello stesso periodo, a causa di un eccesso di offerta, il prezzo del petrolio croll\u00f2: questo mix fu letale e l\u2019economia venezuelana, che dipendeva per il 96% dalle entrate petrolifere, vacill\u00f2. In sei anni, dal 1981 al 1987, il prezzo del petrolio precipit\u00f2 da 106 a 32 dollari al barile, e il PIL del paese segu\u00ec la stessa tendenza, diminuendo del 46%. Il decennio fu crudele, e con minori risorse economiche, il Venezuela si rese conto gradualmente dell\u2019insostenibilit\u00e0 del suo modello di welfare state.<a id=\"_ftnref7\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a><\/p>\n<p>Con il crollo dei petroldollari e l\u2019eccessiva emissione di moneta, l\u2019intero sistema economico e monetario sudamericano ha visto la formazione di una bolla inflazionistica difficile da gestire. Questa situazione ha innescato una serie di effetti a catena che hanno influenzato anche le politiche economiche di altri Stati, portando a discussioni su modifiche dei tassi di cambio e alla dedollarizzazione. Paesi come Argentina e Brasile hanno attraversato diverse crisi a causa della difficolt\u00e0 dei governi di garantire stabilit\u00e0 politica ed economica, con frequenti cambiamenti di politica monetaria che hanno alimentato l\u2019uso instabile della valuta.<\/p>\n<p>Il caso dell\u2019Argentina \u00e8 particolarmente significativo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il paese ha subito crisi economiche che hanno portato a frequenti svalutazioni della moneta e alla creazione di nuove denominazioni per correggere i disavanzi di bilancio. Ci sono state cinque fasi principali nella storia del peso argentino:<\/p>\n<ul>\n<li>1881-1969: Il peso argentino era la valuta principale durante un periodo di crescita economica guidata dall\u2019industria e dal petrolio.<\/li>\n<li>Anni \u201970: La crisi dei mercati port\u00f2 alla svalutazione del Peso Moneda Nacional, che fu sostituito dal Peso Ley con un tasso di cambio di uno a cento.<\/li>\n<li>1983: Fu introdotto il Peso Argentino con un tasso di cambio di uno a diecimila, ma anche questa misura si rivel\u00f2 inefficace.<\/li>\n<li>1991: Il Peso Argentino fu sostituito dal Nuovo Peso, mantenendo un tasso di cambio di uno a diecimila.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Strategia di Convertibilit\u00e0: Negli anni \u201990, l\u2019Argentina leg\u00f2 il nuovo Peso al dollaro con un tasso di cambio fisso di uno a uno (1:1) per stabilizzare l\u2019economia e migliorare la competitivit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche il Brasile ha avuto una storia simile con il Real. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il Real fu temporaneamente sostituito dal Cruzeiro, che sopravvisse nonostante alti tassi di inflazione. Ispirandosi al modello argentino e adottando nuovi piani economici negli anni \u201990, il Brasile introdusse il Real come valuta ufficiale, fissando anch\u2019esso un tasso di cambio di uno a uno.<a id=\"_ftnref8\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a><\/p>\n<p>In questo contesto, il dollaro era visto come un modello da seguire per guidare l\u2019economia, migliorare la posizione globale e diventare una delle principali potenze economiche. L\u2019obiettivo era esportare materie prime come caff\u00e8, cacao, cioccolato e prodotti ortofrutticoli. Inoltre, si cercava di attrarre investitori stranieri introducendo manodopera specializzata, il che portava alla delocalizzazione delle sedi aziendali e contribuiva in modo significativo al PIL.<\/p>\n<p>Il \u201creal\u201d brasiliano, per\u00f2, attravers\u00f2 diversi periodi di crisi, in particolare riguardo al tasso di cambio. Il rapporto cambi\u00f2 da due a uno nel 1999, a quattro a uno nel 2002, per poi stabilizzarsi a livelli pi\u00f9 sostenibili a met\u00e0 degli anni 2000. Questo miglioramento non riguardava solo l\u2019avvicinamento al dollaro e al mercato statunitense, ma anche un allineamento delle strategie di sviluppo economico tra Argentina e Brasile. Questi due Paesi divennero un punto di riferimento per l\u2019intera regione dell\u2019America Latina. Entrambe le economie avevano precedentemente trascurato questo processo a causa della presenza dei regimi militari.<\/p>\n<p>La ritrovata democrazia puntava a ricostruire non solo il tessuto sociale e valoriale, ma soprattutto quello economico, che era stato gravemente danneggiato da interessi irresponsabili. L\u2019enorme peso dei debiti esteri accumulati negli anni precedenti, la mancanza di nuovi prestiti e la necessit\u00e0 di investimenti per modernizzare e rendere competitive le imprese sui mercati internazionali rendevano evidente la necessit\u00e0 di cooperare per evitare un collasso economico simile a quello dei Paesi vicini.<\/p>\n<p>Nel 1985, il Presidente argentino Alfons\u00edn e il Presidente brasiliano Sarney confermarono l\u2019intenzione di perseguire obiettivi comuni. Si cerc\u00f2 di creare un quadro politico adatto per questo scopo. L\u2019Argentina propose una \u201cassociazione preferenziale\u201d con il Brasile e invit\u00f2 i rappresentanti brasiliani a una riunione privata all\u2019inizio del 1986 per discutere la proposta. Poco dopo, il Brasile invit\u00f2 a sua volta i rappresentanti argentini per definire i dettagli dell\u2019accordo.<\/p>\n<p>Nel dicembre 1985, con la dichiarazione di Foz de Iguaz\u00fa, i due Paesi si impegnarono a presentare entro met\u00e0 1986 una relazione con i principi fondamentali per lo sviluppo di una cooperazione che si configurava come un\u2019unione doganale. L\u2019obiettivo era facilitare la circolazione delle merci e creare condizioni di mercato favorevoli per una competizione positiva. Questo impegno si concretizz\u00f2 l\u2019anno successivo quando l\u2019Argentina invit\u00f2 ufficialmente il Brasile a una serie di incontri tecnici per definire meglio i parametri del mercato comune, cercando di evitare gli errori del passato come l\u2019aumento del protezionismo, che era avvenuto in iniziative precedenti come l\u2019ALADI.<\/p>\n<p>Concordati i dettagli, fu tracciata una roadmap con linee guida precise, tra cui il libero commercio per aumentare la produzione, lo sviluppo industriale basato sulla tecnologia piuttosto che sulle materie prime, il rinnovo delle attrezzature e l\u2019apertura verso nuove opportunit\u00e0 commerciali e tecnologiche.<\/p>\n<p>Nel 1988, il trattato fu firmato anche dall\u2019Uruguay, e successivamente fu sottoscritto il Trattato di Asunci\u00f3n del Paraguay, con un periodo di prova di quattro anni durante il quale i Paesi partecipanti ottennero l\u2019accesso al libero scambio. Il Mercosur (Mercado Com\u00fan del Sur) entr\u00f2 in vigore il 1\u00b0 gennaio 1995, comprendendo Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay, e fu aperto ad altri Stati. Questo trattato rappresentava una concreta realizzazione di un\u2019idea di unione doganale che risaliva ai primi del \u2018900, ma che non si era mai realizzata a causa dei regimi politici precedenti. La restaurazione della democrazia permise di riprendere e concretizzare questa idea. L\u2019obiettivo era armonizzare le spese e creare una rete di scambi duratura.<\/p>\n<p>Il Mercosur ha due organi principali:<\/p>\n<ol type=\"1\">\n<li><strong>Il Consiglio del Mercato Comune<\/strong><strong>:<\/strong>\u00a0composto dai Ministri degli Esteri o dell\u2019Economia dei Paesi membri. Questo consiglio si occupa della pianificazione e delle decisioni politiche. La presidenza viene assunta a turno da ciascun membro per sei mesi, seguendo un ordine alfabetico. Le decisioni devono essere prese all\u2019unanimit\u00e0 per garantire che tutti i membri abbiano voce in capitolo.<\/li>\n<li><strong>Il Gruppo Mercato Comune (GMC)<\/strong><strong>:<\/strong>\u00a0gestisce le funzioni esecutive e traduce le decisioni del Consiglio in azioni pratiche. Si occupa di applicare le norme dei trattati e di negoziare con Paesi esterni. Il GMC si riunisce ogni tre mesi e le decisioni sono prese all\u2019unanimit\u00e0. \u00c8 composto da quattro membri permanenti e quattro supplenti per ogni Paese membro.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La collaborazione tra i governi argentini e brasiliani ha aiutato il Mercosur a svilupparsi, anche se l\u2019Argentina ha affrontato una grave crisi economica all\u2019inizio degli anni 2000, dovuta all\u2019iperinflazione e al dominio del dollaro. Gli eventi globali, come il conflitto in Afghanistan e gli attacchi terroristici di Al-Qaeda, hanno influenzato il valore del dollaro e i mercati esteri.<\/p>\n<p>Nonostante le sfide, il Mercosur \u00e8 riuscito a inserirsi nei principali forum commerciali globali, aderendo all\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). Questo ha aumentato la sua credibilit\u00e0 e ha contribuito a migliorare le prospettive di sviluppo, anche grazie alla presenza di una forte comunit\u00e0 di immigrati di origine italiana e occidentale.<\/p>\n<p>Tuttavia, con il cambiamento dei governi in Argentina e Brasile, il processo di integrazione del Mercosur ha rallentato a causa della maggiore attenzione ai problemi interni dei vari Stati.<\/p>\n<p>Durante la presidenza di Jair Bolsonaro, dal 2018 al 2023, il Brasile ha vissuto una fase difficile. Bolsonaro, un veterano del Parlamento brasiliano dal 1991, \u00e8 salito al potere dopo la condanna e successiva assoluzione del suo rivale Lula da Silva. La sua elezione \u00e8 stata significativa, poich\u00e9 ha ottenuto il sostegno dei \u201cfazenderos\u201d, gli agricoltori che, nonostante il loro tradizionale orientamento a sinistra, si erano sentiti trascurati dalle precedenti amministrazioni di Lula e Rousseff.<a id=\"_ftnref9\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>\u00a0Bolsonaro, sostenitore dell\u2019ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha affrontato la pandemia di Covid-19 con posizioni contrarie alla scienza ufficiale. Per mantenere attivo il sistema produttivo, ha contribuito a far diventare il Brasile uno dei Paesi con il pi\u00f9 alto numero di contagi. Ha minimizzato l\u2019importanza delle chiusure e ha promosso teorie del complotto internazionali.<\/p>\n<p>Durante il suo mandato, l\u2019Argentina ha continuato a richiedere prestiti internazionali per cercare di risolvere il proprio debito pubblico, raggiungendo un tasso di inflazione del 95% nel 2019. Questo ha avvicinato il Paese al rischio di un nuovo default, accentuato dall\u2019instabilit\u00e0 politica interna.<\/p>\n<p>Con la fine della crisi pandemica e l\u2019assoluzione di Lula nel 2021, seguita dalla sua rielezione nel 2022, \u00e8 riemersa la proposta di creare una moneta unica digitale per migliorare le esportazioni tra Argentina e Brasile.<\/p>\n<p>Sotto la guida di Lula, il Brasile ha avanzato la proposta di creare una nuova moneta chiamata \u201cSUR\u201d (acronimo di SUD) per i Paesi del Sudamerica. L\u2019idea \u00e8 di aumentare le esportazioni e fornire un punto di riferimento monetario stabile, mantenendo comunque il real brasiliano e il peso argentino.<\/p>\n<p>La proposta ha suscitato polemiche. Da un lato, potrebbe rappresentare un tentativo di distaccarsi dal dollaro come valuta per gli scambi commerciali con i Paesi vicini. Dall\u2019altro lato, ha sollevato dubbi sulla sua realizzabilit\u00e0 e sui rischi economici.<\/p>\n<p>Lula ha chiesto scusa agli argentini per le tensioni causate dall\u2019atteggiamento di Bolsonaro e ha ribadito la volont\u00e0 del Brasile di promuovere l\u2019integrazione continentale tra governi di sinistra. Tuttavia, la proposta \u00e8 stata vista come una provocazione verso gli Stati Uniti e ha sollevato interrogativi sulla sua fattibilit\u00e0.<\/p>\n<p>La proposta di integrazione monetaria tra Brasile e Argentina non si basa su parametri simili a quelli dell\u2019Unione Europea. Il SUR sarebbe un\u2019unit\u00e0 di conto destinata a rafforzare l\u2019economia della regione e a facilitare il commercio bilaterale, ma non fungerebbe n\u00e9 come moneta di scambio n\u00e9 come riserva.<\/p>\n<p>Un esempio comparabile \u00e8 il SUCRE (Sistema Unificado de Compensacion Nacional), lanciato da Cuba per facilitare il commercio tra Bolivia, Nicaragua e Venezuela. Il SUCRE aveva l\u2019obiettivo di ridurre la dipendenza dal dollaro, ma fall\u00ec poco dopo il suo avvio.<\/p>\n<p>Non \u00e8 chiaro se Lula stia cercando di entrare nel mercato delle monete digitali con questa proposta. Tuttavia, \u00e8 evidente che la creazione di una nuova moneta, come il SUR, potrebbe indicare un tentativo dei Paesi sudamericani di ridurre la dipendenza dal dollaro e di ottenere maggiore autonomia economica. Sebbene il dollaro abbia avuto effetti positivi sul commercio, ha anche creato una forte dipendenza che i Paesi della regione desiderano superare.<\/p>\n<p>Con questa proposta, Lula si posiziona come leader di un possibile cambiamento economico in Sudamerica, evidenziando il ruolo del Brasile nella regione. Questo tentativo potrebbe mettere in secondo piano l\u2019Argentina, poich\u00e9 il Brasile ha gestito meglio la ripresa economica post-Covid grazie a un\u2019industria pi\u00f9 solida. Lula, avendo osservato lo sviluppo dell\u2019euro, riconosce i benefici di una moneta unica per i mercati, ma non \u00e8 certo che una simile manovra sia realizzabile in Sudamerica.<\/p>\n<p>L\u2019economista Andrea Cornia dell\u2019Universit\u00e0 di Firenze osserva: \u201cQuesto renderebbe le economie sudamericane meno dipendenti dal dollaro. Attualmente, tutte le materie prime, inclusi petrolio e altri beni, sono valutati in dollari, il che rappresenta un problema per le economie instabili del Sudamerica. Con il SUR, invece, gli scambi avverrebbero nella stessa moneta. Noi europei conosciamo i benefici di una moneta unica.\u201d<a id=\"_ftnref10\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a><\/p>\n<p>Dall\u2019analisi emerge chiaramente che, prima di avviare un processo di integrazione economica in Sudamerica, i Paesi della regione dovrebbero sistemare i propri bilanci, in modo simile a quanto avvenuto con il Trattato di Maastricht in Europa. \u00c8 fondamentale affrontare prima il problema dell\u2019inflazione e delle disuguaglianze sociali, che sono ancora evidenti e urgenti. Finora, sono state adottate solo misure temporanee che hanno dato risultati deludenti. Tuttavia, \u00e8 importante notare che il divario nei settori assistenziale, sanitario e scolastico, soprattutto nelle grandi citt\u00e0, \u00e8 diminuito.<\/p>\n<p>Un altro aspetto da considerare \u00e8 la limitazione geografica degli interventi. Paesi come la Guyana e il Belize, legati al colonialismo inglese, hanno una stabilit\u00e0 difficile da modificare. Quindi, un\u2019unione economica composta dai principali Paesi dell\u2019America Latina \u2013 Argentina, Brasile, Cile, Paraguay, Uruguay e Messico \u2013 dovrebbe riconoscere Lula come leader, simile al ruolo che la Germania di Angela Merkel ha avuto in Europa, come sottolinea il Professor Cornia.<\/p>\n<p>Tuttavia, Lula affronta una nuova sfida con il cambiamento politico in Argentina. Javier Milei, un ultra-liberista, \u00e8 salito al potere e propone di fare una riforma radicale dell\u2019economia argentina. Tra le sue proposte ci sono l\u2019eliminazione di ministeri ritenuti non necessari<a id=\"_ftnref11\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>, e la dollarizzazione dell\u2019economia, con l\u2019intento di cancellare il debito pubblico e ricominciare da zero. Tuttavia, ci sono due fattori che influenzano l\u2019inflazione: la svalutazione del tasso di cambio e le aspettative future.<\/p>\n<p>Dopo una svalutazione iniziale del peso del 54%, il governo ha previsto ulteriori svalutazioni del 2% al mese. Queste svalutazioni rendono le importazioni pi\u00f9 costose e contribuiscono all\u2019inflazione. Attualmente, il tasso di cambio ufficiale \u00e8 di 838 pesos per dollaro americano, mentre il tasso di cambio informale, noto come \u201ccambio blue\u201d, \u00e8 di circa 1.085 pesos per dollaro (dati aggiornati al 23 febbraio 2024).<\/p>\n<p>Infine, dopo un lungo periodo di inflazione, le aspettative di individui e aziende sono influenzate pi\u00f9 dall\u2019esperienza passata che dai cambiamenti futuri, creando un meccanismo inflazionistico difficile da modificare. A partire da dicembre, l\u2019inflazione \u00e8 aumentata notevolmente a causa dell\u2019aumento delle tariffe di molti servizi pubblici e degli effetti della svalutazione. Infatti, l\u2019inflazione \u00e8 stata del 25,5% a dicembre 2023 e del 20,6% a gennaio 2024 (variazione mensile). Nonostante il miglioramento rispetto a dicembre, l\u2019inflazione rimane molto elevata e la lotta contro di essa non pu\u00f2 considerarsi conclusa solo con l\u2019azzeramento del disavanzo di bilancio.<a id=\"_ftnref12\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a><\/p>\n<h5>Conclusioni<\/h5>\n<p>Appare evidente, quindi, che sar\u00e0 estremamente difficile per Lula abbattere il muro ideologico che si \u00e8 creato con l\u2019Argentina, anche se continua a mantenere rapporti molto stretti con l\u2019opposizione di sinistra del governo di Buenos Aires. Al momento sembra che il progetto sia stato accantonato e che l\u2019obiettivo principale di Lula sia quello di criticare il \u201cvicino di casa\u201d per le sue affinit\u00e0 ideologiche e personali con l\u2019ex presidente Bolsonaro, dal quale \u00e8 proibito avvicinarsi in Brasile a causa delle accuse di tentato condizionamento delle elezioni precedenti, con l\u2019obiettivo di sovvertire il risultato delle urne e alimentare tensioni civili, analogamente a quanto fece Trump in occasione dell\u2019elezione di Joe Biden alla Casa Bianca con gli eventi del 6 gennaio 2021.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che si prospetta all\u2019orizzonte \u00e8 un banco di prova significativo sia per Lula, per dimostrare le sue capacit\u00e0 di leadership nel contesto sudamericano, sia per l\u2019Argentina, per mostrare al mondo la sua vera natura e se ha imparato dagli errori passati, evitando di ripetere le stesse problematiche del Brasile e di trovarsi in situazioni svantaggiose per il futuro, sia a livello nazionale che internazionale.<\/p>\n<p>In questo contesto, i dati argentini sono significativi. Milei ha avviato una politica economica di austera riduzione che non si limita solo all\u2019adeguamento ministeriale, ma si estende anche al tasso di cambio della moneta, che \u00e8 passato da 320 a 800 pesos per un dollaro, con l\u2019obiettivo di promuovere un uso sempre pi\u00f9 diffuso del dollaro. Questo contrasta direttamente con gli obiettivi di creazione di una moneta unica sudamericana. \u00c8 proprio per questo motivo che ora spetta a Lula un ruolo di mediatore con gli altri paesi sudamericani, per dimostrare come Milei stia riportando l\u2019Argentina agli oscuri giorni del populismo estremo, specialmente nei primi anni del secondo decennio del 2000.<\/p>\n<p>Con un tasso di inflazione del 211,4% nel 2023, \u00e8 difficile immaginare che Lula possa influenzare significativamente le politiche argentine per realizzare l\u2019idea di una moneta unica. Ci\u00f2 comporter\u00e0 inevitabilmente un periodo di instabilit\u00e0 nell\u2019area, poich\u00e9 sar\u00e0 necessario trovare un modo per garantire uno scambio commerciale corretto, specialmente considerando che Buenos Aires ha ora un forte bisogno di importazioni per evitare il default.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo contesto che il resto degli attori deve dimostrare di sapersi adattare e riconoscere il Brasile non solo come punto di riferimento normativo, ma anche economico. Proprio ora che il governo di Lula ha approvato la \u201cNova Industria Brasil\u201d, testimoniando come il settore manifatturiero abbia registrato la maggiore ripresa post-Covid, \u00e8 chiaro che si riconosce nel lavoro di Lula una visione strategica che posiziona il Brasile in una posizione contrattuale favorevole.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p>I<em>l presente lavoro rappresenta il risultato di una ricerca collaborativa. L\u2019introduzione e il primo capitolo sono stati redatti dal Prof. Renato Ghezzi, mentre il secondo capitolo \u00e8 stato curato dal dottor Elia Fiorenza. Le conclusioni sono state elaborate congiuntamente da entrambi gli autori.<\/em><\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<h5>Bibliografia<\/h5>\n<ul>\n<li>Rosset, A. (2018, 12 novembre). Venezuela, storia di uno Stato ricco gestito male. *Orizzonti Politici*. Recuperato da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.orizzontipolitici.it\/venezuela-storia-di-uno-stato-ricco-gestito-male\/\">https:\/\/www.orizzontipolitici.it\/venezuela-storia-di-uno-stato-ricco-gestito-male\/<\/a>.<\/li>\n<li>Mondonutti, E. (2024, 29 marzo). Argentina: una guerra persa nella lotta alla crisi economica. *Mondo Internazionale*. Recuperato da\u00a0<a href=\"https:\/\/mondointernazionale.org\/post\/argentina-una-guerra-persa-nella-lotta-alla-crisi-economica\">https:\/\/mondointernazionale.org\/post\/argentina-una-guerra-persa-nella-lotta-alla-crisi-economica<\/a>.<\/li>\n<li>Campanini, F. (2021, 1\u00b0 aprile). L\u2019assoluzione di Lula e la complicata situazione del Brasile. Frammenti Rivista. Recuperato da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.frammentirivista.it\/lula-situazione-brasile\/\">https:\/\/www.frammentirivista.it\/lula-situazione-brasile\/<\/a><\/li>\n<li>Fedi, G. G. (2021, 18 ottobre). Il luned\u00ec nero che sconvolse le Borse mondiali (e la lezione che possiamo trarne). *Focus Risparmio*. Recuperato da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.focusrisparmio.com\/news\/lunedi-nero-wall-street-benetti-gam\">https:\/\/www.focusrisparmio.com\/news\/lunedi-nero-wall-street-benetti-gam<\/a><\/li>\n<li>\nMancini, R. F. (2018, Maggio). Le politiche economiche del Brasile tra gli anni 80 e la presidenza Lula: Parte I \u2013 Da Sarney a De Mello. InStoria.it. Numero 125 (CLVI). Recuperato da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.instoria.it\/home\/economia_brasile_I.htm\">http:\/\/www.instoria.it\/home\/economia_brasile_I.htm<\/a><\/li>\n<li>Governo brasiliano. (2024, 4 marzo). Brasile \u2013 Adottata dal Governo brasiliano la nuova politica industriale per lo sviluppo del Paese. Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Approfondimenti. Recuperato da \u00a0<a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2024\/03\/brasile-adottata-dal-governo-brasiliano-la-nuova-politica-industriale-per-lo-sviluppo-del-paese\/\">https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2024\/03\/brasile-adottata-dal-governo-brasiliano-la-nuova-politica-industriale-per-lo-sviluppo-del-paese\/<\/a><\/li>\n<li>Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (2024, 5 marzo). Argentina: prova della realt\u00e0 per la cura Milei. ISPIONLINE. Pubblicazioni. Recuperato da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/argentina-prova-della-realta-per-la-cura-milei-165395\">https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/argentina-prova-della-realta-per-la-cura-milei-165395<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Radiotelevisione svizzera (2023, 23 gennaio). Brasile e Argentina pi\u00f9 vicini: Lula a Buenos Aires promette di migliorare le relazioni tra i due Paesi \u2013 Primo passo verso una moneta unica. RSI. Recuperato da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.rsi.ch\/info\/mondo\/Brasile-e-Argentina-pi%C3%B9-vicini--1809204.html\">https:\/\/www.rsi.ch\/info\/mondo\/Brasile-e-Argentina-pi\u00f9-vicini\u20131809204.html<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Small World Financial. (2023, 14 marzo). Il Real del Brasile: storia, valore e cambio della moneta brasiliana. Small World Financial. Recuperato da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.smallworldfs.com\/it\/blog\/il-real-del-brasile-storia-valore-e-cambio-della-moneta-brasiliana\">https:\/\/www.smallworldfs.com\/it\/blog\/il-real-del-brasile-storia-valore-e-cambio-della-moneta-brasiliana<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Boughton, J. (2001). Silent Revolution: The International Monetary Fund, 1979-1989. International Monetary Fund, 269.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Leonardo Casalino, Cahiers d\u2019\u221a\u00a9tudes italiennes, pag 13, UG A \u221a\u00e2ditions\/Universit\u221a\u00a9 Grenoble Alpes, 2012;<\/li>\n<li>Bongiovanni, M. (2022, 17 giugno). Il piano di Lula: una moneta unica per l\u2019America Latina. Valori.it.\u00a0<a href=\"https:\/\/valori.it\/lula-moneta-unica-america-latina\/\">https:\/\/valori.it\/lula-moneta-unica-america-latina\/<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Seghizzi, R. (2023, 5 aprile). Brasile-Argentina, SUR e il sogno della moneta unica. Recuperato da\u00a0<a href=\"https:\/\/iari.site\/2023\/04\/05\/brasile-argentina-sur-e-il-sogno-della-moneta-unica\/\">https:\/\/iari.site\/2023\/04\/05\/brasile-argentina-sur-e-il-sogno-della-moneta-unica\/<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Lazzari, S. (2023, 22 novembre). Argentina: Milei eliminer\u00e0 12 ministeri. Periodico Daily. Recuperato da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.periodicodaily.com\/argentina-milei-eliminera-12-ministeri\/\">https:\/\/www.periodicodaily.com\/argentina-milei-eliminera-12-ministeri\/<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Modena, S. (2023). Falkland e Malvinas: una contesa tra passato e futuro. Geopolitica.info. Recuperato da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.geopolitica.info\/falkland-e-malvinas-una-contesa-tra-passato-e-futuro\/\">https:\/\/www.geopolitica.info\/falkland-e-malvinas-una-contesa-tra-passato-e-futuro\/<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Cassis, Y. (2011). Crises and opportunities: The shaping of modern finance. New York: Oxford University Press.<\/li>\n<\/ul>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0James Boughton<em>, Silent Revolution: The International Monetary Fund, 1979-1989,\u00a0<\/em>International Monetary Fund, 2001, p. 269<\/p>\n<p><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a><em>\u00a0<\/em>Youssef Cassis<em>, Crises and opportunities: The shaping of modern finance,\u00a0<\/em>New York, Oxford University Press, 2011, p. 37.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0Leonardo Casalino<em>, Cahiers d\u2019\u00e9tudes italiennes, ,\u00a0<\/em>UG, \u00c9ditions\/Universit\u00e9 Grenoble Alpes, 2012 p. 13.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0Il 19 ottobre 1987, noto come \u201cLuned\u00ec Nero\u201d, \u00e8 il giorno con il maggior ribasso storico delle Borse mondiali in una sola seduta, superando la crisi del 1929. In tale giornata, il Dow Jones perse il 22% del suo valore, un calo doppio rispetto a quello del \u201cgioved\u00ec nero\u201d del 24 ottobre 1929. Contesto e Conseguenze: Nel 1987, il mercato azionario americano, che aveva sperimentato una forte crescita economica negli anni \u201980, impieg\u00f2 due anni per recuperare i livelli precedenti. Il panico del Luned\u00ec Nero fu amplificato dall\u2019uso crescente di sistemi elettronici e dalla globalizzazione. In risposta, furono introdotti meccanismi di sospensione automatica delle contrattazioni per ridurre l\u2019impatto dei ribassi superiori al 10%. Da allora, i maggiori crolli del mercato hanno comportato perdite intorno al 7%, come nel caso dell\u2019attacco alle Torri Gemelle l\u201911 settembre 2001.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0Gaia Giorgio Fedi,\u00a0<em>Il luned\u00ec nero che sconvolse le Borse mondiali (e la lezione che possiamo trarne)<\/em>\u00a0in FocusRisparmio, 18.10.2021.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.focusrisparmio.com\/news\/lunedi-nero-wall-street-benetti-gam\">https:\/\/www.focusrisparmio.com\/news\/lunedi-nero-wall-street-benetti-gam<\/a>, (link consultato 10.02.2024)<\/p>\n<p><a id=\"_ftn6\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0Stefano Modena,\u00a0<em>Falkland e Malvinas: una contesa tra passato e futuro,\u00a0<\/em>in Geopolitica.info, 04.10.2023,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.geopolitica.info\/falkland-e-malvinas-una-contesa-tra-passato-e-futuro\/\">https:\/\/www.geopolitica.info\/falkland-e-malvinas-una-contesa-tra-passato-e-futuro\/<\/a>, (link consultato il 04.02.2024).<\/p>\n<p><a id=\"_ftn7\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0Alessandro Rosset,\u00a0<em>Venezuela, storia di uno Stato ricco gestito male<\/em>, in Orizzonti Politici, 12 novembre 2018.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.orizzontipolitici.it\/venezuela-storia-di-uno-stato-ricco-gestito-male\/\">https:\/\/www.orizzontipolitici.it\/venezuela-storia-di-uno-stato-ricco-gestito-male\/<\/a>, (link consultato il 03.04.2024)<\/p>\n<p><a id=\"_ftn8\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0<em>Il Real del Brasile: storia, valore e cambio della moneta brasiliana<\/em>, in Small World Financial, 14 marzo 2023.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.smallworldfs.com\/it\/blog\/il-real-del-brasile-storia-valore-e-cambio-della-moneta-brasiliana\">https:\/\/www.smallworldfs.com\/it\/blog\/il-real-del-brasile-storia-valore-e-cambio-della-moneta-brasiliana<\/a>, (link consultato il 13.04.2024)<\/p>\n<p><a id=\"_ftn9\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0Francesca Campanini,\u00a0<em>L\u2019assoluzione di Lula e la complicata situazione del Brasile<\/em>, in Frammenti Rivista, 1\u00b0 aprile 2021.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.frammentirivista.it\/lula-situazione-brasile\/\">https:\/\/www.frammentirivista.it\/lula-situazione-brasile\/<\/a>, (link consultato il 15.04.2024).<\/p>\n<p><a id=\"_ftn10\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a>\u00a0Maurizio Bongiovanni<em>,<\/em>\u00a0<em>Il piano di Lula: una moneta unica per l\u2019America Latina<\/em>, in Valori (Fondazione Finanza Etica) 17 giugno 2022.\u00a0<a href=\"https:\/\/valori.it\/lula-moneta-unica-america-latina\/\">https:\/\/valori.it\/lula-moneta-unica-america-latina\/<\/a>\u00a0(link consultato il 21.04.2024).<\/p>\n<p><a id=\"_ftn11\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a>\u00a0Simona Lazzari,\u00a0<em>Argentina: Milei eliminer\u00e0 12 ministeri<\/em>, in Periodicodaily, 22 novembre 2023.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.periodicodaily.com\/argentina-milei-eliminera-12-ministeri\/\">https:\/\/www.periodicodaily.com\/argentina-milei-eliminera-12-ministeri\/<\/a>, (link consultato il 26.04.2024).<\/p>\n<p><a id=\"_ftn12\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a>\u00a0<em>Argentina: prova della realt\u00e0 per la cura Milei,<\/em>\u00a0in ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale), 05 marzo 2024.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/argentina-prova-della-realta-per-la-cura-milei-165395\">https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/argentina-prova-della-realta-per-la-cura-milei-165395<\/a>, (link consultato il 25.04.2024).<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/\">https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/moneta-banca-finanza\/la-moneta-unica-sudamericana-utopia-o-possibile-realta\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ECONOMIA E POLITICA (Renato Ghezzi, Elia Fiorenza) Introduzione Ricostruire tre decenni, forse anche pi\u00f9, della storia monetaria sudamericana potrebbe risultare un esercizio ambizioso, quasi presuntuoso nel tentativo di afferrare la verit\u00e0 o, almeno, di cercare soluzioni in un labirinto di scenari incerti, che si rivelano tanto illusori quanto fantastici. \u00c8 evidente che, nel contesto delle aspirazioni commerciali di questa regione, si sta verificando un\u2019attivit\u00e0 innovativa significativa. Questo richiede un\u2019analisi delle tappe che hanno portato&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":36537,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/economia-e-politica.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-mxZ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86675"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=86675"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86675\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86676,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86675\/revisions\/86676"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/36537"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=86675"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=86675"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=86675"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}