{"id":86679,"date":"2024-07-29T13:35:16","date_gmt":"2024-07-29T11:35:16","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86679"},"modified":"2024-07-29T13:35:16","modified_gmt":"2024-07-29T11:35:16","slug":"kiev-apre-ai-negoziati-con-mosca-svolta-o-bluff-per-guadagnare-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86679","title":{"rendered":"Kiev apre ai negoziati con Mosca: svolta o bluff per guadagnare tempo?"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<div class=\"the-content\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-86680 size-full\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/590b6bebc0f5e2e6f1406679c99ec536_1720355106_extra_large.jpeg\" alt=\"\" width=\"1042\" height=\"695\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/590b6bebc0f5e2e6f1406679c99ec536_1720355106_extra_large.jpeg 1042w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/590b6bebc0f5e2e6f1406679c99ec536_1720355106_extra_large-300x200.jpeg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/590b6bebc0f5e2e6f1406679c99ec536_1720355106_extra_large-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/590b6bebc0f5e2e6f1406679c99ec536_1720355106_extra_large-768x512.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 1042px) 100vw, 1042px\" \/><\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea non se n\u2019\u00e8 ancora accorta ma molte cose stanno cambiando nelle prospettive del conflitto ucraina. Prima il preside te ucraino Volodymyr Zelensky ha riconosciuto che la guerra in Ucraina va conclusa il prima possibile incontrando il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato del Vaticano che \u00e8 stato insignito dell\u2019Ordine al Merito dell\u2019Ucraina. Gi\u00e0 questa \u00e8 di per s\u00e9 una notizia se si considera che nel settembre scorso il consigliere del presidente ucraino, Mikhailo Podolyak, aveva respinto il tentativo di mediazione della Santa Sede definendo il Papa \u201cfilorusso\u201d.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Penso che tutti capiamo che dobbiamo porre fine alla guerra il pi\u00f9 presto possibile per non perdere pi\u00f9 vite umane<\/em>\u00bb ha detto Zelensky durante l\u2019incontro aggiungendo in un\u2019intervista alla BBC di ritenere possibile almeno tentare di porre fine alla guerra prima della fine dell\u2019anno.<\/p>\n<p>Le dichiarazioni del presidente ucraino sono state accolte positivamente dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, per il quale \u201cquesto \u00e8 ovviamente meglio che affermare che qualsiasi contatto con la parte russa e con il capo dello Stato russo \u00e8 escluso. Certamente, parlare di un dialogo \u00e8 molto meglio che parlare dell\u2019intenzione di combattere fino all\u2019ultimo ucraino. Se la conversazione \u00e8 seria, non possiamo ancora giudicarlo e bisogner\u00e0 aspettare qualche azione concreta, se ce ne saranno\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-177347  alignnone\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/cb25cacc882e3649e085575047d5e6b2-U11828230257UVX-1440x624@IlSole24Ore-Web.webp\" alt=\"\" width=\"339\" height=\"147\" \/><\/p>\n<p>Lo stesso 24 luglio il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha detto a Pechino che l\u2019Ucraina potrebbe essere disponibile a condurre negoziati \u201ccon la parte russa\u201d quando Mosca \u201csar\u00e0 pronta a farlo in buona fede\u201d. Incontrando a Guangzhou l\u2019omologo cinese, Wang Yi, il ministro ucraino ha invitato la Cina a svolgere un ruolo importante nella ricerca di una \u201cpace giusta e stabile\u201d: obiettivo che la Cina ha ufficializzato ieri di voler perseguire.<\/p>\n<p>Wang ha rassicurato che la Cina sostiene\u00a0<em>\u201ctutti gli sforzi che favoriscono la pace nonostante le condizioni e i tempi non siano ancora maturi\u201d.<\/em>\u00a0Il Cremlino ha commentato con cautela le parole di Kuleba che Peskov ha definito \u201cin sintonia con la nostra posizione\u201d.<\/p>\n<p>Per Mosca uno dei nodi \u00e8 rappresentato dal decreto con cui Volodymyr Zelensky a fine 2022 ha vietato i colloqui con la Russia di Vladimir Putin, decreto che dovrebbe venire annullato se Kiev vuole davvero negoziare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Svolta o bluff?<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il 27 luglio Zelensky ha ribadito il suo obiettivo di voler creare entro la fine di novembre un piano d\u2019azione per raggiungere la pace, in un\u2019intervista esclusiva all\u2019emittente giapponese NHK. Il leader ucraino ha spiegato che ci sono state proposte non ufficiali per congelare il conflitto, ma che Kiev non pu\u00f2 rispondere alle richieste di cessate il fuoco mentre la Russia continua a occupare il suo territorio. E riguardo al percorso per porre fine alla guerra, ha sottolineato di aver\u00a0<em>\u201caffidato l\u2019incarico all\u2019amministrazione presidenziale e a gruppi diplomatici. Il piano sar\u00e0 completato entro la fine di novembre\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il presidente ha affermato che Kiev avvier\u00e0 discussioni dettagliate con i paesi interessati sull\u2019integrit\u00e0 territoriale e altre questioni. Lo scorso 15 luglio, Zelensky aveva espresso l\u2019obiettivo dell\u2019Ucraina\u00a0di avere un piano pronto a novembre per consentire a Kiev di tenere un secondo summit internazionale sulla sua visione di pace in\u00a0Ucraina, spiegando che anche i rappresentanti della Russia dovrebbero partecipare al vertice, che farebbe seguito al primo summit al quale Mosca non \u00e8 stata invitata.\u00a0<em>\u201cMi sono prefissato l\u2019obiettivo di avere un piano completamente pronto a novembre<\/em>\u201c, disse in quell\u2019occasione Zelensky in conferenza stampa a Kiev. \u201c<em>E penso che i rappresentanti della Russia dovrebbero essere al secondo summit\u201d.<\/em><\/p>\n<p>La strada \u00e8 tutta in salita per diverse ragioni e Zelensky dovrebbe esserne consapevole. E\u2019 evidente che la scadenza di novembre sar\u00e0 utile a comprendere chi avr\u00e0 vinto e elezioni negli Stati Uniti poich\u00e9 in caso di successo di Donald Trump un disimpegno americano dal conflitto potrebbe apparire pi\u00f9 probabile. Del resto Zelensky lo sa meglio di chiunque altro dal momento che Viktor Orban avr\u00e0 senza dubbio chiarito a Kiev i termini dell\u2019iniziativa varata da Trump.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-176721 alignnone\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/1719981427-azbz0-2hup89ehv9pnyk-fotogramma-360x245.jpeg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Se davvero vuole trattare, Zelensky non ha le condizioni militari necessarie a pretendere il rispetto dell\u2019integrit\u00e0 territoriale ucraina: se negoziasse oggi dovrebbe rinunciare a quattro regioni, tra sei mesi forse a sei. E\u2019 ovvio peraltro che ogni ipotesi di cessione territoriale espone il presidente ucraino (il cui mandato \u00e8 scaduto in maggio) alle rappresaglie degli ultra-nazionalisti favorevoli alla guerra ad oltranza.<\/p>\n<p>Inoltre non \u00e8 detto che le sempre pi\u00f9 logorate truppe ucraine reggano al fronte fino a novembre e un tracollo militare amplierebbe il ventaglio delle opzioni in mano ai russi anche se non si pu\u00f2 escludere di Zelensky punti solamente a ottenere un cessate il fuoco temporaneo utile a far tirare il fiato al suo esercito, addestrare nuove reclute e riempi per quanto possibile gli arsenali con armi occidentali.<\/p>\n<p>Un\u2019ipotesi sostenuta dall\u2019utilizzo del termine \u201c\u201dcongelare il conflitto\u201d che Zelensky ha pronunciato nell\u2019intervista a NHK, ma anche dalle ultime dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov i russi non sembrano disposti a fermare l\u2019avanzata fino alla messa a punto di un accordo di pace definito, stabile e sostenibile nel tempo, in grado cio\u00e8 di definire una nuova architettura di sicurezza nei confronti di UE e NATO.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Ucraina spaccata sui negoziati<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Anche per queste ragioni \u00e8\u2019 presto per comprendere quando e su quale base si potranno avviare trattative di pace anche tenendo conto delle richieste opposte dei due contendenti. L\u2019Ucraina vuole il ritiro totale delle forze russe mentre Mosca pretende l\u2019annessione di 4 regioni gi\u00e0 in buona parte occupate militarmente e che Kiev non aderisca alla NATO n\u00e9 ospiti basi o militari occidentali.<\/p>\n<p>Gli sviluppi diplomatici di questi giorni sono per\u00f2 di grande rilievo, anche se non mancano reazioni poco inclini al dialogo come quella di Podolyak per il quale siglare un accordo con la Russia per fermare la guerra equivarrebbe a firmare un patto con il diavolo. \u00a0<em>\u201cSe volete firmare un accordo con il diavolo, che poi vi trasciner\u00e0 all\u2019inferno, beh, fate pure. Questo \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 la Russia\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Posizione forse condivisa da molti \u201cfalchi\u201d a Kiev ma non c\u2019\u00e8 dubbio che la svolta di Zelensky e Kuleba guardi in faccia la realt\u00e0 e punti ad affrontare con pragmatismo le crescenti difficolt\u00e0 militari di Kiev, l\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019Occidente di continuare a sostenerne lo sforzo bellico e la stanchezza della societ\u00e0 ucraina per un conflitto che determina enormi perdite senza possibilit\u00e0 di vittoria all\u2019orizzonte.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-177349 size-full alignnone\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/e01.jpg\" alt=\"\" width=\"1242\" height=\"679\" \/><\/p>\n<p>Un s<a href=\"https:\/\/www.kiis.com.ua\/?lang=eng&amp;cat=reports&amp;id=1421&amp;page=1\">ondaggio dell\u2019Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev<\/a>\u00a0ha rilevato che il numero di ucraini contrari a concessioni territoriali alla Russia in cambio della pace continua a diminuire. A luglio era del 55% (rispetto al 74% di dicembre 2023) mentre il 32% le accetterebbe per raggiungere la pace: inoltre un altro sondaggio evidenzia che il 40 per cento degli ucraini ha denaro a malapena per nutrirsi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il successo di Orban<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Sul piano politico le aperture di Zelensky e Kuleba alle trattative appaiono con tutta evidenza il frutto della missione diplomatica del leader ungherese Viktor Orban che ha presentato a Kiev, Mosca, Pechino e Ankara la bozza di un piano di pace messo a punto con Donald Trump, intenzionato a chiudere in fretta il conflitto e la crisi con la Russia in caso di vittoria alle presidenziali di novembre.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-176719 alignnone\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/trump_orban_w_55189854-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Non a caso al termine del tour nelle quattro capitali, Orban \u00e8 tornato a Mar a Lago da Trump per riferire le reazioni raccolte e poco dopo Trump ha avuto un colloquio telefonico con lo stesso Zelensky. Dalle successive dichiarazioni del presidente ucraino non \u00e8 difficile ipotizzare che il candidato alla Casa Bianca abbia prospettato il suo piano di pace e abbia sottolineato che la sua amministrazione chiuderebbe il rubinetto di denaro e armi diretti a Kiev.<\/p>\n<p>Se nella primavera del 2022 l\u2019accordo di pace mediato dalla Turchia venne silurato da USA e Gran Bretagna perch\u00e9\u201d la guerra doveva continuare per logorare la Russia\u201d, oggi che a essersi logorati sono soprattutto l\u2019Ucraina e un Occidente stanco di una guerra che non riesce a vincere, le prospettive di pace vengono promosse da Trump e Orban e cavalcate da Pechino, ormai protagonista di round negoziali e diplomatici di primissimo rilievo anche negli scenari di crisi del Medio Oriente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Punire l\u2019Ungheria<\/u><\/strong><\/p>\n<p>In questo contesto appare ancora una volta del tutto anacronistica, marginale, isterica e irrilevante la durissima reazione dell\u2019Unione Europea nei confronti dell\u2019iniziativa diplomatica per la pace di Orban. La UE \u00e8 giunta al punto di annullare una serie di incontri previsti a Budapest il mese prossimo in occasione del semestre di presidenza ungherese dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Josep Borrell, Alto rappresentante uscente per gli affari esteri dell\u2019UE dimissionario (e in procinto di venire sostituito dall\u2019estone Kaja Kallas, ancora pi\u00f9 \u201cfalco\u201d nei confronti di Mosca del socialista spagnolo), ha dichiarato il 23 luglio che all\u2019Ungheria sar\u00e0 impedito di ospitare la prossima riunione dei ministri degli esteri e della difesa a causa della posizione di Orb\u00e1n sull\u2019Ucraina e dei suoi sforzi diplomatici recenti.<\/p>\n<p>\u201cPosso dire che tutti gli stati membri, con una sola eccezione (la Slovacchia), sono molto critici su questo comportamento\u201d, ha detto Borrell alla BBC. \u201cPenso che sia stato appropriato mostrare questo sentimento e convocare le prossime riunioni del Consiglio degli esteri e della difesa a Bruxelles\u201d. La decisione unilaterale di Borrell ha suscitato anche critiche: il ministro degli Esteri spagnolo Jos\u00e9 Manuel Albares ha dichiarato che \u201cLa Spagna non sostiene i boicottaggi nell\u2019Unione Europea\u201d mentre il lussemburghese Xavier Bettel ha descritto l\u2019iniziativa di Borrell come \u201cuna sciocchezza\u201d ma anche. Francia, Germania e Paesi Bassi hanno espresso riserve.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-177350 alignnone\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/peter-szijjarto-360x245.jpeg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha commentato ironicamente:\u00a0<em>\u201cChe risposta fantastica hanno escogitato. Non voglio ferire i sentimenti di nessuno, ma sembra di essere all\u2019asilo\u201d<\/em>. Ma le pressioni degli altri membri di UE e NATO su Budapest non si fermano certo qui,<\/p>\n<p>Ieri l\u2019ambasciatore americano in Ungheria, David Pressman, ha replicato al premier ungherese, Viktor Orban, che ha accusato l\u2019Europa di\u00a0<em>\u201cseguire incondizionatamente la politica estera filo-democratica degli Stati Uniti, anche a costo di autodistruggersi\u201d<\/em>\u00a0e puntato il dito contro Washington per le esplosioni del 2022 dei gasdotti Nord Stream.<\/p>\n<p>Questa retorica, ha detto Pressman su X,<em>\u00a0\u201crischia di cambiare le relazioni dell\u2019Ungheria con l\u2019America\u201d.<\/em>\u00a0Pressman ha anche criticato l\u2019esplicito sostegno di Orban a Donald Trump come candidato alla presidenza americana. \u201c<em>Non abbiamo nessun altro alleato o partner che faccia una campagna simile, palese e instancabile a favore di un candidato specifico alle elezioni negli Stati Uniti d\u2019America\u201d, ha osservato l\u2019ambasciatore, accusando Orban di diffondere \u201cteorie cospirative del Cremlino sugli Stati Uniti. Non \u00e8 certo quello che ci aspettiamo da un alleato\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Budapest ha mostrato inoltre indignazione per la rinuncia della UE a premere sull\u2019Ucraina affich\u00e9 ripristini il transito del petrolio russo fornito dalla compagnia Lukoil diretto in Ungheria e Slovacchia tramite l\u2019oleodotto Druzhba che attraversa il territorio ucraino, interrotto unilateralmente da Kiev.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 \u201cinaccettabile che l\u2019Unione Europea invece di proteggere i propri Stati membri giustifichi il ricatto dell\u2019Ucraina riguardo alla sospensione del transito del petrolio dalla Russia\u201d ha detto il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto. \u201cIl difetto storico della burocrazia di Bruxelles \u00e8 che la capacit\u00e0 dell\u2019Ue di difendere i propri interessi \u00e8 oggi pi\u00f9 debole. E la Commissione europea, invece di proteggere i due Stati membri, preferisce trovare delle scuse per giustificare il comportamento ricattatorio dell\u2019Ucraina\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-176720 alignnone\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/911e218c9712509b7b29b3a74a4ed103.jpg\" alt=\"\" width=\"326\" height=\"217\" \/><\/p>\n<p>Il transito del petrolio russo sospeso rappresenta un terzo delle importazioni ungheresi e il 45% di quelle slovacche. Ieri il capo di gabinetto del governo ungherese, Gergely Gulyas, aveva dichiarato che l\u2019Ucraina vuole fare pressione su Ungheria e Slovacchia a causa delle loro continue richieste di cessate il fuoco e negoziati di pace.<\/p>\n<p><em>\u201cL\u2019Ucraina ci sta ricattando a causa della nostra posizione a favore della pace, che va contro gli accordi Ue\u201d<\/em>, ha detto il capo di gabinetto, sottolineando che se la situazione non dovesse essere risolta, l\u2019Ungheria potrebbe trovarsi ad affrontare una carenza di carburante entro settembre. L\u2019Ungheria ha chiesto la mediazione dell\u2019Ue per risolvere la questione e insieme alla Slovacchia minaccia azioni legali e di interrompere i rifornimenti di energia elettrica all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p><em>\u201cL\u2019Ungheria non vuole fare un contro-ricatto all\u2019Ucraina. Speriamo che l\u2019Ue ci aiuti, ma se cos\u00ec non fosse, dovremo cercare altre soluzioni\u201d<\/em>, ha dichiarato Orban.\u00a0In effetti c\u2019\u00e8 molto di paradossale in un\u2019Europa incapace in oltre due anni e mezzo di guerra di mettere a punta una solo proposta di negoziato che ostracizza l\u2019Ungheria di Orban colpevole di aver proposto (con qualche successo a quanto pare) una trattativa per far cessare il conflitto ucraino.<\/p>\n<p>All\u2019Europa sembra ancora una volta sfuggire la rapidit\u00e0 con cui sembra potersi evolvere la crisi ucraina. Del resto Ursula von der Leyen \u00e8 stata rieletta alla presidenza della Commissione Europea dopo un discorso in cui ha posto l\u2019Unione al fianco dell\u2019Ucraina \u201cfino alla vittoria\u201d. Una vittoria in cui a quanto sembra neppure gli ucraini credono pi\u00f9.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/gianandreagaian\/\">@GianandreaGaian<\/a><\/p>\n<p><em>Foto: Governo Ungherese, Xinhua, Governo Ucraino e Ist. Int. Sociologia Kiev<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/07\/kiev-apre-ai-negoziati-con-mosca-svolta-o-bluff-per-guadagnare-tempo\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/07\/kiev-apre-ai-negoziati-con-mosca-svolta-o-bluff-per-guadagnare-tempo\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) L\u2019Unione Europea non se n\u2019\u00e8 ancora accorta ma molte cose stanno cambiando nelle prospettive del conflitto ucraina. Prima il preside te ucraino Volodymyr Zelensky ha riconosciuto che la guerra in Ucraina va conclusa il prima possibile incontrando il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato del Vaticano che \u00e8 stato insignito dell\u2019Ordine al Merito dell\u2019Ucraina. 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