{"id":86753,"date":"2024-08-05T10:30:30","date_gmt":"2024-08-05T08:30:30","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86753"},"modified":"2024-08-03T15:02:56","modified_gmt":"2024-08-03T13:02:56","slug":"16-per-8-il-significato-dello-scambio-di-prigionieri-tra-russia-e-occidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86753","title":{"rendered":"16 per 8, il significato dello scambio di prigionieri tra Russia e Occidente"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Fulvio Scaglione)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-86754\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/FB_IMG_1722689976091-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/FB_IMG_1722689976091-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/FB_IMG_1722689976091.jpg 719w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come durante la Guerra Fredda ma con due notevoli differenze. La prima \u00e8 che neppure negli anni cantati da Le Carr\u00e9 si erano scambiati cos\u00ec tanti prigionieri come \u00e8 successo ad Ankara: 24 in un colpo, 16 occidentali per 8 russi. La seconda \u00e8 che non siamo in tempi di guerra fredda ma di guerra guerreggiata, caldissima, un vero scontro epocale. Facendo comunque finta, come fanno regolarmente i media occidentali, che i \u201cnostri\u201d fossero tutti ostaggi innocenti e i russi tutti killer e spie, vale la pena di sottolineare qualche nome. L\u2019inviato del Wall Street Journal Evan (Ivan in americano) Gershkovic, il dissidente Vladimir Kara-Murza, l\u2019ex marine Paul Whelan. Sul lato russo un nome su tutti: Vadim Krasikov, l\u2019ufficiale del Gru (il servizio segreto militare russo) da anni detenuto in Germania per aver ucciso a Berlino Zelimkhan Khangoshvili, un comandante militare ceceno nel 2004 aveva guidato un attacco contro i russi a Nazran, era stato accusato di aver piazzato, nello stesso anno, le bombe nel metro di Mosca ed era cos\u00ec finito sulla lista russa dei ricercati per terrorismo. Krasikov era l\u2019uomo che avrebbe dovuto essere scambiato per Aleksej Navalny, se questi non fosse morto all\u2019improvviso in febbraio nel carcere nel circondario artico di Jamalo-Nenec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I protagonisti-vittime dello scambio, quasi tutti reduci da anni di carcere, sono in questo caso relativamente importanti. Contano per l\u2019affetto delle famiglie e per le rispettive propagande. Il punto vero \u00e8 chiedersi che cosa questo scambio significa, con la guerra in Ucraina che si avvia al terzo anno al fronte e le posizioni dei contendenti (e rispettivi alleati) in apparenza immutate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In apparenza \u00e8 la parola chiave. Nel corso degli ultimi mesi abbiamo visto succedere cose di non secondaria importanza. La Conferenza per la pace in Ucraina che si \u00e8 svolta in Svizzera ha prodotto un risultato fondamentale, che i diplomatici russi non hanno mancato di sottolineare: ovvero, che senza la Russia non si va da nessuna parte. N\u00e8 con la guerra, che a dispetto di tutte le forniture militari occidentali non volge a favore dell\u2019Ucraina, n\u00e9 con le ipotetiche trattative. Da allora, a cascata, sono successe altre cose. Gli ucraini hanno cominciato a dire che (ovviamente in futuro, a certe condizioni, senza cedere nulla\u2026) che con la Russia si poteva anche trattare, a dispetto del decreto firmato da Zelensky nell\u2019ottobre del 2022 che metteva fuorilegge la sola ipotesi. Putin ha fatto una sua \u201cproposta di pace\u201d che ovviamente nessun ucraino sano di mente potrebbe prendere in seria considerazione, ma che ugualmente non \u00e8 una chiusura assoluta. E poi c\u2019\u00e8 stata la consacrazione della Cina. Che la Nato, come al summit dei 75 anni di Washington, la criminalizzi accusandola di sostenere lo sforzo bellico della Russia (vero), o che il ministro degli Esteri ucraino Kuleba vada a Pechino in pellegrinaggio da Xi Jinping, il succo \u00e8 sempre quello: quando si comincer\u00e0 a parlare seriamente, la Cina sar\u00e0 al tavolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ultima considerazione. Recep Tayyep Erdogan \u00e8 il cavallo pazzo della politica mondiale ma la sua Turchia, almeno per quanto riguarda la guerra in Ucraina, resta un campo simil-neutro indispensabile a tutti. In realt\u00e0 la Turchia non \u00e8 neutrale, al contrario: sta con tutti. Vende armi all\u2019Ucraina e compra petrolio e nucleare dalla Russia. Ma le uniche trattative pi\u00f9 o meno serie tra russi e ucraini sono state quelle di Istanbul (marzo 2022) e l\u2019unico accordo che \u00e8 stato raggiunto e ha retto \u00e8 quello sull\u2019esportazione del grano ucraino, mediato appunto da Erdogan. A tenere aperta la porta turca, quindi, sono interessi concreti di entrambe le parti. E l\u2019interesse, in questi conflitti, pesa sempre pi\u00f9 degli ideali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualcosa si muove, dunque. Anzi: qualcosa continua a muoversi. E il movimento, per come siamo messi, \u00e8 comunque meglio della stasi bellica. Manca ancora un tassello fondamentale: l\u2019elezione del presidente americano. Di Trump si sa: si vanta di poter chiudere il conflitto in 24 ore. Della Harris, finora pallidissima figura di contorno all\u2019ombra di Biden, si sa meno, ma qualcosa prima o poi la candidata dovr\u00e0 pur dire. E riesce difficile credere che le stia bene proseguire cos\u00ec, con l\u2019Ucraina che resiste come Stato ma intanto si dissangua (si dissolve?) come popolo. E mentre il Medio Oriente, dove anche Benjamin Netanyahu cerca di farsi durare la guerra sperando nell\u2019arrivo di Trump, rischia una delle sue esplosioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo troppo ottimisti? Per niente. Ci pare che al confronto con un guerra che ormai sta ridisegnando gli equilibri mondiali, anche i pi\u00f9 piccoli segnali abbiano la loro importanza. Continuiamo a sperare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #USA #Russia<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[Fonte: https:\/\/it.insideover.com\/politica\/16-per-otto-il-significato-dello-scambio-di-prigionieri-tra-russia-e-occidente.html]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/rFLPj4kjDAfbZyW2\/\">https:\/\/www.facebook.com\/share\/p\/rFLPj4kjDAfbZyW2\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Fulvio Scaglione) Come durante la Guerra Fredda ma con due notevoli differenze. La prima \u00e8 che neppure negli anni cantati da Le Carr\u00e9 si erano scambiati cos\u00ec tanti prigionieri come \u00e8 successo ad Ankara: 24 in un colpo, 16 occidentali per 8 russi. La seconda \u00e8 che non siamo in tempi di guerra fredda ma di guerra guerreggiata, caldissima, un vero scontro epocale. 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