{"id":86771,"date":"2024-08-12T21:40:17","date_gmt":"2024-08-12T19:40:17","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86771"},"modified":"2024-08-12T21:40:17","modified_gmt":"2024-08-12T19:40:17","slug":"i-dogmi-dellassolutismo-globalista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86771","title":{"rendered":"I dogmi dell&#8217;assolutismo globalista"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Davide Parascandolo<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">Il potere dei mass media e dei moderni canali di diffusione delle informazioni risiede in gran parte nella possibilit\u00e0 di plasmare inconsciamente le menti e conseguentemente gli atteggiamenti di coloro cui essi si rivolgono. Tutto ci\u00f2 espone chi ne viene investito a un sotterraneo ma inesorabile processo di \u201cstrutturazione\u201d del pensiero, il quale conduce a sviluppare una <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>forma mentis<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> gradita al sistema.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">Quando il potenziale tecnologico e informativo di un\u2019epoca non \u00e8 proporzionato a quello cognitivo della maggioranza degli esemplari che la popolano, il pericolo di produrre mostri \u00e8 dietro l\u2019angolo.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">A partire dagli anni \u201880, ovvero dall\u2019inizio della controffensiva neoliberista e globalista a guida anglosassone, le generazioni che si sono susseguite sono state infarcite di alcuni efficaci quanto superficiali principi: grande \u00e8 meglio; l\u2019interconnessione genera automaticamente cooperazione; la competizione \u00e8 il motore delle societ\u00e0 e dello sviluppo umano; l\u2019individualismo dei diritti \u00e8 superiore al solidarismo dei doveri ecc.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">Ora, taluni di questi principi meriterebbero di essere sottoposti a un\u2019attenta analisi, perch\u00e9 sono lo specchio delle incongruenze che stanno facendo implodere parti del nostro mondo a causa di intrinseche quanto evidenti contraddizioni logiche.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">Prendiamo ad esempio un binomio quasi grottesco, quello del supposto connubio tra pace e competizione, che ha trovato una delle sue pi\u00f9 perniciose cristallizzazioni proprio in seno ai trattati europei e che \u00e8 diventato uno strano mantra che pochi sembrano intendere in tutta la sua illogicit\u00e0. Il mantra \u00e8 il seguente: l\u2019Unione europea ha prodotto, anzi \u00e8 nata per produrre, pace e cooperazione, ma affinch\u00e9 queste possano essere mantenute occorre declinarle attraverso la competizione economica tra i membri che la compongono, concetto condensato nella bizzarra locuzione <\/span><span lang=\"it-IT\">\u00ab<\/span><span lang=\"it-IT\">economia sociale di mercato fortemente competitiva<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00bb<\/span><span lang=\"it-IT\"> (art. 3, c. 3 del TUE). Tralasciando analisi di stampo pi\u00f9 prettamente economicistico, che qui non competono, si noti perlomeno l\u2019evidente forzatura derivante dall\u2019accostamento di concetti intuitivamente antitetici. La competizione, il cui esito finale \u00e8 da intendere sostanzialmente come l\u2019affermazione della legge del pi\u00f9 forte, \u00e8 il motore di una natura spietata, la quale fagocita i suoi figli come il Saturno di Goya. Non c\u2019\u00e8 pace n\u00e9 cooperazione in un approccio alla vita puramente competitivo, allorch\u00e9 qualcuno, nell\u2019agone della competizione, deve necessariamente soccombere. Insomma, parafrasando una nozione desunta dalla celebre teoria dei giochi di Nash, il gioco competitivo non \u00e8 un gioco a somma positiva. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">Ci si chiede allora come possa un tale principio &#8211; quello della competizione &#8211; generare il suo esatto opposto, ovvero quello della cooperazione, cosa di cui la retorica europeista e ipocritamente cosmopolitica e globalista degli ultimi quarant\u2019anni ha convinto intere generazioni.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a><span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"> <span lang=\"it-IT\">I risultati sono tuttavia piuttosto evidenti: il mondo \u00e8 un campo di battaglia animato dagli interessi egoistici delle grandi potenze (come invero \u00e8 sempre stato); l\u2019Unione europea \u00e8 quanto di pi\u00f9 disfunzionale possa esistere sotto il profilo socio-economico a causa delle assurde regole che si auto-impone ormai da tempo immemore, con i suoi membri che si fanno una guerra sotterranea per racimolare qualche briciola di supremazia su uno scacchiere internazionale che li vede ormai ridotti a mere comparse; gli individui, atomizzati e convinti di essere loro stessi l\u2019unico universo che conta davvero preservare, replicano in scala ridotta i comportamenti aggressivi posti in essere dai grandi organismi istituzionali planetari. Lo scenario, tutt\u2019altro che cooperativo, appare improntato al pi\u00f9 puro darwinismo sociale, portato di quel liberismo oltranzista che in Europa ha preso il nome di ordoliberismo (che, tradotto, vuol dire che le regole ci sono, ma sono fatte dai pi\u00f9 forti per favorire se stessi).<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">Eppure viene affermato in maniera quasi ossessiva che l\u2019Occidente, il quale ha prodotto, insieme a tante cose belle e piacevoli, anche questi meccanismi infernali di sopraffazione camuffati da umanitarismo solidaristico, avrebbe prodotto il migliore dei mondi possibili. Ergo, noi viviamo la migliore delle vite possibili. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">Pertanto, non ha alcun senso pensare di modificare l\u2019esistente, non essendovi alcuna possibilit\u00e0 che esso possa essere migliore di com\u2019\u00e8. Arriviamo per direttissima all\u2019altro grande mantra postmoderno: l\u2019assetto sistemico esistente \u00e8 irreversibile &#8211; quante volte, negli ultimi anni, ci \u00e8 toccato ascoltare questa sciocchezza.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span lang=\"it-IT\">Neoliberismo, ordoliberismo, competizione su scala sovranazionale, nazionale e individuale, irreversibilit\u00e0 dell\u2019ordine postmoderno sono tra i dogmi pi\u00f9 granitici che dettano legge nell\u2019epoca che ci \u00e8 toccata in sorte. Un\u2019epoca in cui si fa terribilmente fatica a pensare un futuro diverso, un sistema diverso, un\u2019umanit\u00e0 diversa, al netto del vuoto panegirico di una diversit\u00e0 di facciata, cosmetica, a tratti tediosa e patetica, strettamente funzionale al mantenimento di un regime di desideri individuali di stampo ultra-liberale. Ci si limiti sommessamente a ricordare che il divenire &#8211; come saggiamente avevano compreso gli antichi filosofi greci &#8211; \u00e8 la reale cifra del mondo e dell\u2019esistenza, \u00e8 la reale sostanza dell\u2019Essere. Tutto \u00e8 soggetto a trasformazione, e lo sar\u00e0 anche ci\u00f2 che oggi viene spacciato come immodificabile. <\/span><span lang=\"it-IT\">\u00c8<\/span><span lang=\"it-IT\"> solo una questione di tempo. Per ora, a restare immutabile \u00e8 solo l\u2019inconsapevole dabbenaggine di una mediocre maggioranza che crede a dogmi costruiti e plasmati a tavolino per controllare e dirigere esistenze fatte di cieca e acritica ubbidienza.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Davide Parascandolo &nbsp; Il potere dei mass media e dei moderni canali di diffusione delle informazioni risiede in gran parte nella possibilit\u00e0 di plasmare inconsciamente le menti e conseguentemente gli atteggiamenti di coloro cui essi si rivolgono. 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