{"id":86797,"date":"2024-08-26T05:31:57","date_gmt":"2024-08-26T03:31:57","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86797"},"modified":"2024-08-26T12:16:35","modified_gmt":"2024-08-26T10:16:35","slug":"le-misere-e-bugiarde-ragioni-interessate-del-regionalismo-e-il-necessario-occultamento-della-storia-per-affermare-per-altra-via-lunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86797","title":{"rendered":"Le misere e bugiarde ragioni interessate del regionalismo e il necessario occultamento della storia per affermare per altra via l&#8217;Unione Europea."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di <strong>Pasquale Laurenda<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non capisco le ragioni e il fine che spingono Pino Aprile a formulare le sue teorie storiche e sociali regionaliste. Principio con affermare che io sono calabrese, ma lo sono per norma giuridica, e non \u00e8 conforme alla verit\u00e0 che il mio essere calabrese sia per ragioni di natura. Per motivi di natura per\u00f2 io sono sicuramente italiano, ma oltre che per natura in questo specifico caso lo sono anche per buona e giusta norma giuridica.<br \/>\nSe essere calabrese \u00e8 un fatto imposto essere italiano \u00e8 un fatto &#8220;necessario&#8221;, provo ad esprimermi meglio: italiano lo sono per verit\u00e0, calabrese per imposizione.<br \/>\nRagionamento sbrigativo ma spero pacifico e comprensibile. Io non sono madre lingua rigghitano (lingua romanza parlata a Reggio Calabria) sono madre lingua italiana e non potrei essere madre lingua calabrese semplicemente perch\u00e9 il calabrese non esiste. Mettere in dubbio questo, che a me sembra sempre pi\u00f9 vero e sempre pi\u00f9 pacificamente accettabile e anche facilmente verificabile attraverso fatti che provengono dall&#8217;esperienza o anche, per essere pi\u00f9 rigorosi, verificabile su tutti gli studi che affrontano la questione delle lingue romanze, \u00e8 difficilissimo. Contestare ci\u00f2, attraverso l&#8217;utilizzo di brandelli di fatti storici importanti o marginali che siano, che hanno riguardato il Risorgimento come la spedizione dei Mille o fatti estrapolati dalla guerra civile del sud Italia dopo la morte di Cavour &#8211; ad esempio i fatti della lotta al brigantaggio o il mancato sviluppo del sud (mi piace ricordare tra i protagonisti del Italia post unitaria sia ai servizi segreti che alle infrastrutture la presenza di Silvio Spaventa che non era lo zio di Guido Gozzano ma di Benedetto Croce quindi parliamo di meridionali) mi sembra argomentazione debole e molto fuorviante e a tratti pretestuosa al fine di creare un sentimento d&#8217;appartenenza apparentemente localistico, ma che porta in s\u00e9 la chiara necessit\u00e0 di legittimare l&#8217;Unione Europea per altra via di quella popolare. Non bisogna mai dimenticare che l&#8217;Unione Europea nasce contro i popoli a favore del grande capitale finanziario. Per Pino Aprile, persona sicuramente buona e gentile, ma nemico inconsapevole della costituzione del &#8217;48, io non sarei italiano ma calabrese, e questo perch\u00e9 l&#8217;italianit\u00e0 \u00e8 un imposizione mano militare operata dai Piemontesi, ma io in quanto calabrese sono europeo perch\u00e9 l&#8217;Europa \u00e8 un contenitore virtuoso di popoli regionalmente intesi. Per Aprile e per i regionalisti esiste ci\u00f2 che non esiste e non esiste ci\u00f2 che abbiamo da sempre davanti agli occhi. I popoli per i regionalisti non sono gruppi in senso largo, ma lo sono in senso strettissimo.<br \/>\nLa nazione e la regione per questi pensatori necessariamente coincidono. Dunque Io che per legge sono calabrese ma prima lingua sono italiano e per seconda lingua sono rigghitano e la lingua di Reggio \u00e8 una variante del siciliano-siciliano io secondo loro cosa sono? Siciliano, Calabrese o bisognerebbe creare una nazione per ogni variante dialettale? Per quanto riguarda la teoria sulla nazionalit\u00e0 vi rimando al libro di Marco Trombino &#8220;Italiani da sempre&#8221; che molto meglio dei neoborbonici chiarisce questo problema anche in modo definitivo. Tornando al regionalismo: secondo una teoria del genere quale \u00e8 il parametro per stabilire chi \u00e8 calabrese e chi no? Basta la residenza? Se servono elementi individuabili chiaramente come faccio a non confondere un reggino con un messinese o un &#8220;altocosentino&#8221; con un lucano? Poi sicuramente ogni regione \u00e8 incasinata, le regioni sono invenzioni punto e basta. l&#8217;Italia esiste da un punto di vista geografico ma soprattutto da un punto di vista culturale; basta andare all&#8217;estero e incontrare un italiano e subito l&#8217;Italia e l&#8217;italianit\u00e0 diventano evidenti incontestabili. Una cosa di cui non sarei sicuro, e Aprile \u00e8 certo \u00e8 che l&#8217;Italia in quanto stato unitario abbia un mito fondativo. \u00c8 accettabile un mito fondativo in assenza di storia e di fonti storiche ma soprattutto in completa assenza di una dottrina politica. I fatti che il mito mette insieme servono a sostituire l&#8217;assenza di fonti, teorie e certezze. A Pino Aprile individuare lo sbarco dei mille e farlo mito fondativo serve ad alterare la storia degradandola a memoria e inserire la dottrina politica che pi\u00f9 gli torna utile. Personalmente trovo il regionalismo soprattutto quello revisionista e separatista una pericolosa bruttura. l&#8217;Italia non ha un mito fondativo, l&#8217;Italia ha un lavorio fondativo intellettuale lungo e pluridisciplinare; noi non siamo figli di un fatto ma siamo il prodotto di un disvelamento avvenuto per opera di poeti, pensatori, artisti, santi, marinai e maestri del lavoro. Padre fondatore \u00e8 Petrarca quanto lo \u00e8 Machiavelli e cos\u00ec via. Per l&#8217;Italia vale moltissimo l&#8217;idea e la percezione di se sia come idea che come e soprattutto Stato. I padri della patria sono tanti e in tanti tempi anche quelli pi\u00f9 remoti dove veramente l\u00ec \u00e8 necessario il mito come la storia di chi a questa penisola ha dato il nome. Senza per\u00f2 andare fuori dal discorso bisogna defenestrare il pensiero di Pino Aprile non per umiliare il tenero vecchietto ma per non avvelenare i pozzi dove dovranno abbeverarsi le future generazioni. \u00c8 fondamentalmente sbagliato fare critica al processo unitario colpevolizzando Garibaldi e Vittorio Emanuele II, la questione italiana non si consuma a Marsala o nei fatti delle operazioni di polizia per sedare il malessere meridionale. La questione italiana \u00e8 ancora in atto ed \u00e8 una questione prodotta dal grande capitale al fine di reprimere la potenza del lavoro. I ministri e i funzionari del Regno erano anche meridionali e non operavano a tutela dei Piemontesi ma a difesa della grande propriet\u00e0 terriera e finanziaria e chiamarla questione meridionale e non questione della mancata risoluzione degli squilibri dello sviluppo capitalistico&#8221; \u00e8 stato pi\u00f9 semplice. Evito inoltre, perch\u00e9 si \u00e8 generalmente impreparati ma soprattutto tifosi, di aggiungere due questioni molto importanti e fondamentali nella questione dei padri della patria che sono lontane nel tempo ma alcuni protagonisti meritano il titolo di padre della patria e le questioni sono: il fascismo e Mario Monti, ma di ci\u00f2 non mi spingo oltre perch\u00e9 non \u00e8 questo il tempo di questi due grossi eventi. La questione meridionale o lo squilibrio del capitalismo \u00e8 stata affrontata e risolta, checch\u00e9 Pino Aprile e altri meridionalisti continuano a lamentarsi \u00e8 verit\u00e0 storica che la soluzione c&#8217;\u00e8 \u00e8 stata applicata e ha funzionato, ma per fare posto all&#8217;Unione Europea e permettere cos\u00ec ai pinoaprile di inquinare i pozzi l&#8217;abbiamo dismessa per norma giuridica. Di seguito poster\u00f2 un video del Centro Studi per la Costituzione e la Prima Repubblica in cui Stefano D&#8217;Andrea spiega come nel trentennio glorioso la repubblica aveva posto fine al problema e vedrete come le teorie regionalistiche appariranno ci\u00f2 che sono: ridicole e maligne.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ak8SlFBRWCM?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; di Pasquale Laurenda &nbsp; Non capisco le ragioni e il fine che spingono Pino Aprile a formulare le sue teorie storiche e sociali regionaliste. 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