{"id":86876,"date":"2024-09-05T10:30:38","date_gmt":"2024-09-05T08:30:38","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86876"},"modified":"2024-09-04T21:24:15","modified_gmt":"2024-09-04T19:24:15","slug":"il-tracollo-dellucraina-aprirebbe-una-vera-crisi-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=86876","title":{"rendered":"Il tracollo dell&#8217;Ucraina aprirebbe una vera crisi globale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di DIFESA ONLINE (Emilio Tirone)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-86877\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/030924-Ucraina-300x258.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"258\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/030924-Ucraina-300x258.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/030924-Ucraina.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019analisi, in campo geopolitico e in quello strettamente militare, tanto di livello strategico quanto tattico, per risultare un utile strumento deve essere necessariamente scevra da condizionamenti emotivi, ideologici e morali. Lo scopo non \u00e8 quello di fare previsioni ma di capire la realt\u00e0. Funzionalmente, da un punto di vista operativo, politico, economico o militare che sia, deve servire come strumento per determinare le linee di condotta pi\u00f9 appropriate, anche in funzione dell\u2019individuazione delle possibili azioni degli altri attori in gioco, amici o nemici che siano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel caso di eventi bellici, in campo geopolitico, oltre ad essere richiesto un approccio asettico, non si pu\u00f2 prescindere dall\u2019aspetto militare dei rapporti di forza, ovvero dalle capacit\u00e0 difensive e offensive dei protagonisti in campo sullo scacchiere. Bisogna, inoltre, tener presente che gli interessi geopolitici veramente vitali degli stessi prescindono dalle trasformazioni delle posizioni politiche rivestite dagli interpreti istituzionali del momento, riemergendo nella storia come delle ineludibili costanti fisse1. In campo pi\u00f9 strettamente militare, strategico o tattico, invece, non si pu\u00f2 prescindere dalla sottomissione delle proprie azioni alle leggi e ai principi generali dell\u2019arte della guerra. Ogni elusione, in tal senso, porta a disastri di portata direttamente proporzionale alla gravit\u00e0 degli errori2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sembrano concetti scontati ma la portata degli eventi di cronaca, legati alle varie aree di crisi in atto, ha portato ad una volgarizzazione di massa di commenti dovuti al prolificare di \u201cesperti\u201d ed \u201canalisti\u201d, spesso privi, oltre che del giusto approccio, anche degli strumenti tecnici di base.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019attacco del 6 agosto condotto sul territorio russo dalle forze ucraine, salutato con entusiasmo da tanti analisti occidentali, ne \u00e8 un chiaro esempio. Tale offensiva, sorvolando su diversi principi dell\u2019arte della guerra, ha sottratto alla manovra forze utili e di qualit\u00e0, vitali quali riserva strategica da impiegare dove pi\u00f9 necessario, nell\u2019ottica della difesa del proprio territorio in condizioni di inferiorit\u00e0. Le stesse sono state esposte a un enorme logorio, di uomini, mezzi e risorse logistiche, dovuto al loro orientamento offensivo su un terreno aperto ed eccessivamente profondo, in assenza di appigli tattici significativi e di obiettivi paganti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In realt\u00e0 il disastroso errore dell\u2019esercito di Kiev, che era militarmente facilmente prevedibile, \u00e8 molto pi\u00f9 profondo, in quanto cambia il quadro geostrategico, portando ad una rimodulazione degli obiettivi finali di Mosca, aprendo una crisi dai risvolti gravi ed incerti, non solo per l\u2019Ucraina ma a livello globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019invasione del territorio russo da parte di truppe nemiche, con il palese appoggio tecnologico, materiale e addestrativo, delle potenze occidentali, ha dato corpo a quella che \u00e8 stata da sempre la sindrome russa dell\u2019accerchiamento e del pericolo di essere aggredita da occidente. Un pericolo, che, politicamente, nell\u2019ultimo ventennio, \u00e8 stato denunciato, da parte russa, come proveniente principalmente da un\u2019Ucraina schierata con la NATO. L\u2019offensiva ucraina, che doveva raccogliere almeno il risultato di portare sul tavolo negoziale il contraltare del possesso di territori nemici, ha fatto, all\u2019opposto, definitivamente saltare ogni possibilit\u00e0 di accordo per via diplomatica. Poco importa se questo sia dovuto al fatto che la Russia si senta talmente lesa da doversi vendicare o che ormai senta l\u2019avvicinarsi di una irreversibile vittoria sul campo. Il risultato diplomatico non cambia e pu\u00f2 portare a diverse conseguenze dai possibili risvolti geopolitici di carattere globale. Il portare avanti il conflitto fino alle sue estreme conseguenze prevedibilmente porter\u00e0 la Russia a dover, necessariamente, anche per giustificare politicamente i sacrifici sopportati, rideterminare gli obiettivi da conseguire, soprattutto la sua visione di end state.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019analisi schietta, scevra da forzature su cosa si possa politicamente auspicare, quali obiettivi finali pu\u00f2 indicare come pi\u00f9 probabili da parte russa? A corollario, quali possibili azioni, dal punto di vista strategico, potranno essere messe in atto per conseguirli?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Esistono, ragionativamente, almeno tre tipi di possibilit\u00e0 pi\u00f9 plausibili:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify\">il fermare le ostilit\u00e0 al raggiungimento della completa acquisizione del Donbass, obiettivo indicato all\u2019inizio del conflitto;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">la creazione di una zona cuscinetto che metta in sicurezza i confini russi e il contemporaneo strangolamento dell\u2019Ucraina, impedendole ogni accesso al mare, acquisendo, oltre il Donbass anche l\u2019intera regione di Odessa, compresa quella che fu la \u201cstorica\u201d Bessarabia;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">La totale acquisizione dell\u2019Ucraina.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">La prima sembra altamente improbabile perch\u00e9 la fine delle ostilit\u00e0, pur con il conseguimento delle agognate acquisizioni territoriali, sarebbe seguita, prima o poi, da un prevedibile ingresso dell\u2019Ucraina, o di ci\u00f2 che ne resterebbe, nell\u2019Alleanza atlantica. Questo comporterebbe un\u2019esposizione delle frontiere russe, che alla luce della recente puntata offensiva sul territorio di Kursk, risulterebbe, militarmente ma anche politicamente, ancora pi\u00f9 inaccettabile di quanto non lo fosse prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La seconda possibilit\u00e0, invece, con la creazione di una fascia di sicurezza, protettiva delle frontiere, e con l\u2019inibizione del mare all\u2019Ucraina, renderebbe un ingresso di quest\u2019ultima nella NATO altamente depotenziato. Inoltre, economicamente, costringerebbe Kiev a dover sottoporre le proprie linee commerciali marittime sotto l\u2019egida di Mosca, la quale si assicurerebbe un controllo totale, barattabile con il tragitto del gas verso il resto dell\u2019Europa. L\u2019acquisizione dell\u2019intero distretto di Odessa comporterebbe anche la possibilit\u00e0 di raggiungere la Transnistria, annullando l&#8217;attuale soluzione di continuit\u00e0 territoriale, rendendone possibile l\u2019ingresso nella Federazione russa. Infine l\u2019acquisizione della Bessarabia, oltre ad aumentare il controllo sul Mar Nero e della foce del Danubio, porterebbe ad esercitare un non trascurabile peso psicologico e militare anche sulla Romania. Senza dimenticare, in ultimo, che Odessa, citt\u00e0 russofona, ricopre anche un significato storico simbolico non secondario per la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La terza possibilit\u00e0 \u00e8 costituita dalla soppressione dell\u2019Ucraina come stato indipendente, conducendola, con una nuova forma di governo dentro la Federazione russa. Per accelerare questa soluzione \u00e8 da considerarsi altamente probabile un intervento diretto della Bielorussia nel conflitto, cosa che grazie anche a un passaggio di truppe russe dal nord, porterebbe rapidamente le direttrici di attacco direttamente su Kiev. Ci\u00f2 che rende questa possibilit\u00e0 molto probabile \u00e8 che, per Putin, questo significherebbe il raggiungimento di un risultato storico, che annullerebbe gran parte dei disastrosi risultati derivati dalla dissoluzione dell\u2019Urss e che potrebbe anche essere seguito, non \u00e8 da escludersi, da un successivo ingresso ufficiale della stessa Bielorussia nella Federazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutte le soluzioni prospettate, in ogni caso, comporterebbero da parte russa un\u2019umiliazione dell\u2019occidente e l\u2019acquisto di autorevolezza e leadership in campo mondiale, in particolare nei riguardi dei paesi non allineati, ponendosi come guida, al pari con la Cina, nel prospettato modello di multipolarit\u00e0. Risultati troppo ghiotti per la Russia per non essere perseguiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quali le possibilit\u00e0 di risposta dell\u2019occidente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ulteriori aiuti militari a Kiev sembrano, ormai, essere tardivi, rispetto alla crescente, se pur non ancora accelerata, pressione russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo punto, se si sviluppasse una teoria dei giochi del conflitto, per ognuna delle possibili azioni russe, l\u2019occidente avrebbe solo una possibilit\u00e0 veramente ostacolante: l\u2019intervento diretto nel conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A fronte della improbabilit\u00e0 di una tale soluzione, esiste, per\u00f2, sempre il grosso rischio, della possibilit\u00e0 di uno scatenante casus belli che, pi\u00f9 di un attore, regionale e non, potrebbe avere interesse a creare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>1https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/la-pace-fredda-sinoameri&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>2https:\/\/www.difesaonline.it\/mondo-militare\/loffensiva-nel-kursk-larte-mi&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/mondo-militare\/il-tracollo-dellucraina-aprirebbe-una-vera-crisi-globale\">https:\/\/www.difesaonline.it\/mondo-militare\/il-tracollo-dellucraina-aprirebbe-una-vera-crisi-globale<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIFESA ONLINE (Emilio Tirone) L\u2019analisi, in campo geopolitico e in quello strettamente militare, tanto di livello strategico quanto tattico, per risultare un utile strumento deve essere necessariamente scevra da condizionamenti emotivi, ideologici e morali. 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